Comunque se siete anche voi tra coloro i quali, del proprio paese vedono solo le brutture (che ci sono per carità) risparmiate i soldi per comprare questo libro; perché potreste, come me, rimanere tanto sorpresi da chiedervi se il paese di cui parla sia davvero il nostro.

Il libro che ho tra le mani è “L’arte del viaggiare lento. A spasso per l’Italia senz’auto” di Paolo Merlini edizioni Ediclico. Paolo Merlini è un amante del viaggio lento e dei mezzi pubblici. Da anni conduce una sorta di studio – ricerca sul sistema di trasporto pubblico locale di cui è cultore, oltre che fruitore. E per trasporto pubblico si intende treno e autobus. Come dice lui stesso: “Un giorno, imbottigliato nell’ennesimo ingorgo in autostrada, martoriato dal mal di schiena tipico di quelli che guidano per più di 60000 chilometri all’anno, ho capito che dovevo trovare una soluzione alternativa per viaggiare, almeno per diporto.” Così Merlini comincia a concedersi il lusso del viaggiare lentamente, scoprendo ferrovie secondarie e servizi di autobus che collegano, in modo capillare, tutta la provincia italiana. E, sorpresa delle sorprese, scopre che questo servizio funziona. Lo sapevate voi? Io no. Io ho le orecchie piene, più di lamentele rispetto al servizio ferroviario, che di entusiastici commenti. Eppure, questo libro, è un elogio di quel tipo di viaggio, che non ha nessun’altra motivazione che non sia quella della gioia di condividere anche qualcosa di bello e che funziona bene.

L'arte di viaggiare lento

Il libro ci dice, in sostanza che si può rinunciare all’automobile quando si viaggia, almeno quando lo si fa per piacere. E viaggiare in questo modo diventa una sorta di lento vagabondaggio, con ritmi più in armonia con ciò che ci circonda, alla scoperta di borghi e nomi che, da soli, fanno venire voglia di partire: Tolentino, Sant’Agata Feltria, Muraglione, Roccasecca e tanti altri piccoli o grandi paesi di cui è intessuta la nostra penisola. Spesso su strade e linee ferroviarie secondarie che, autostrade e linee ad alta velocità cancellano dagli itinerari ma anche dalla coscienza di noi italiani; che,infatti, nella maggioranza dei casi di questi borghi ignoriamo totalmente l’esistenza.

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A poco prezzo e con biglietti economici si può intraprendere un viaggio che è quasi, come viene definito nel libro, “Un lungometraggio del Bel Paese”; cullati dal movimento del treno e dell’autobus i finestrini diventano uno schermo da cui ammirare un paese diverso, laterale direi. O forse imparare a guardarlo con occhi diversi. E il viaggio diviene così non un semplice spostamento da A a B, ma un divagare tra mille rivoli, strade secondarie, piccole stazioni quasi deserte, piazze assolate e borghi da favola.

L’autore ci prende per mano in questo viaggio da fare senza fretta, descrivendoci i percorsi, inserendo link delle compagnie di trasporto pubblico, selezionando alcuni itinerari e raccontandoci come un altro modo di viaggiare sia possibile. Certo bisogna darsi del tempo, bisogna essere curiosi e assetati, bisogna lasciarsi assorbire completamente dal paesaggio che di volta in volta ci circonda. Merlini poi ci regala una sorta di bibliografia del viaggio; i libri di viaggiatori sono i suoi compagni preferiti, non solo durante le sue scorribande ma anche nel libro stesso, dove ogni capito si apre con una citazione sul viaggio che è, da sola, un invito a partire.

Se volete conoscere i viaggi e le attività dell’autore potete consultare il suo sito:

www.paolomerlini.com

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L'arte di viaggiare lento

Geraldine Meyer