Ed essendoci passata invece, so quanto sia importante, per chi pensa di trasferirsi, trovare informazioni chiare, precise e attendibili. Dalle domande che vedevo nei forum o in vari blog, vedevo lo stesso smarrimento che avevo provato io all’inizio, mi ci sono riconosciuta. Così mi è venuta l’idea di mettere insieme tutte le informazioni che, prima di partire, ho dovuto raccogliere io. Ma non solo, ho pensato anche di mettere notizie sulle cose più importanti da fare una volta arrivati a Londra.”

Giada Martini Riccardi ebook

Una delle cose che colpiscono positivamente della storia di Giada è il fatto che smentisca ciò che ancora molti credono, e cioè che il cambiamento all’estero sia possibile solo per chi ne abbia le possibilità economiche. “Non è assolutamente vero – ci dice Gaia – anzi, questo a volte è proprio un alibi. Io, quando sono partita, facevo la commessa e avevo a malapena i soldi per comprarmi il biglietto aereo. Non sono i soldi a rendere possibile un’avventura del genere, ma solo la volontà di farla. Io avevo una voglia incontenibile di vivere a Londra e mi ci sono preparata fin nei minimi particolare; facendo ricerche, spargendo la voce e leggendo tutto ciò che trovavo sul Regno Unito. Questo, solo per fare un esempio, mi ha consentito di trovare una ragazza che, per le prime settimane, mi ha ospitata a casa sua consentendomi di risparmiare soldi su affitti o b&b. Tutto dipende dalla volontà e da come ci si muove.”

L’e-book di Giada, scritto in tono molto colloquiale riporta consigli e piccoli accorgimenti su come muoversi nella società inglese, su come risparmiare su affitti e cibo e su come muoversi nel mondo del lavoro. “Questo è un capitolo molto importante perché si presume che chi vuole trasferirsi a Londra voglia anche lavorare per mantenersi. E qui, spesso, si sbaglia atteggiamento. Ci vuole tanta umiltà e capacità di adattamento, che vuol dire, prendere il lavoro che arriva, anche se non è ottimale, anche se non è quello che ci aspettavamo. Questo perché è comunque un modo per entrare nel mondo del lavoro e perché, a Londra, se lavori duro, se ti impegni, professionalmente cresci in fretta. La meritocrazia qui non è solo una parola, ma una filosofia lavorativa. E io ne sono un esempio: ho cominciato come semplice commessa e dopo pochissimo tempo ero responsabile di reparto. In Inghilterra la mobilità, fisica, lavorativa e mentale è pane quotidiano.”

Giada Martini Riccardi ebook

E questo è un punto davvero interessante: Giada ci racconta di come un datore di lavoro quasi si insospettisca se dal curriculum vede che un candidato è rimasto a lungo nella stessa azienda. “Sì, qui non è visto come un merito il rimanere a lungo nello stesso posto e nella stessa azienda. Il posto fisso non sanno neanche cosa sia. È indubbio che vi siano meno tutele sindacali ma questo si traduce in una maggiore opportunità di lavorare. Pensa che io ho trovato lavoro dopo neanche un mese dal mio arrivo. Qui lasciare un lavoro per cercarsene un altro è la norma. Non c’è l’ansia del “cosa farò dopo”. Non dico che sia facilissimo ma sicuramente più facile che da noi. E questo credo sia anche uno dei motivi per cui la crisi, che ha colpito anche qui, si sia però fatta sentire meno, proprio a livello di spirito. La gente è abituata a cambiare, è flessibile sotto tutti i punti di vista. E questo aiuta. Una propensione al cambiamento che riguarda anche la casa. I traslochi sono frequentissimi, io stessa, in due anni, ne ho fatti cinque.”

Ora Giada è tornata a Roma perché ha altri progetti. Le chiediamo come sia stato il rientro. “Non facile per la verità. Devo dire che, pur stando a Roma, che è una grande città, l’impatto è stato molto forte. Londra è una città abituata a confrontarsi e a ospitare persone da tutto il mondo, culture diversissime l’una dall’altra, gente di tutti i tipi. Per cui ha davvero una mentalità aperta che, pur con i problemi che ci sono comunque, ti da un senso di tolleranza e accettazione, che qui non ci sono. E questa è una differenza che avverti subito. È proprio la mentalità che è diversa. Anche per questo non mi voglio fermare e, entro fine anno, andrò in Australia, incontro ad una nuova avventura. Ho un amico che abita nella Gold Coast e penso di andare là: non mi preoccupa il fatto di dover cambiare ancora, anzi. E questo è uno dei tanti insegnamenti che mi ha lasciato Londra.”

Appunti Londinesi: Giada Martini Riccardi ebook

E come ci hanno raccontato altre persone, anche Giada insiste particolarmente sull’importanza della lingua. “Assolutamente. Un inglese scolastico non serve a nulla. Ci sono tante ottime scuole di inglese in Italia; bene, investite un po’ di tempo nello studio dell’inglese perché senza una conoscenza più che buona non fare praticamente nulla. E non è una questione di razzismo o di snobismo: è che a Londra arrivano davvero migliaia e migliaia di persone che vogliono rifarsi una vita e la città, pur accogliendoli, in qualche modo cerca di difendersi, o almeno di regolare questo incredibile numero di persone che vogliono lavorare. Quindi la lingua è il primo criterio di selezione, se possiamo dire così. Il primo e, forse, il più importante.”

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e questa la mail di Giada [email protected]

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Geraldine Meyer