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	<title>Voglio Vivere Così Magazine </title>
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		<title>Se non lo faccio adesso, quando? Da ingegnera a travel designer: la nuova vita di Annachiara in Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enza Petruzziello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimettersi in gioco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da ingegnera a travel designer: la nuova vita di Annachiara in Francia di Enza Petruzziello Il passato? Per Annachiara Giordano non è qualcosa da abbandonare, ma piuttosto una base da cui ripartire, trasformando competenze e conoscenza del territorio in una nuova attività. Quarantuno anni, originaria di Torino, Annachiara ha deciso di lasciare una carriera di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Da ingegnera a travel designer: la nuova vita di Annachiara in Francia </b></h2>
<p>di Enza Petruzziello</p>
<p>Il passato? Per Annachiara Giordano non è qualcosa da abbandonare, ma piuttosto una base da cui ripartire, trasformando competenze e conoscenza del territorio in una nuova attività.</p>
<p>Quarantuno anni, originaria di Torino, Annachiara ha deciso di lasciare una carriera di oltre dieci anni come ingegnera e project manager per reinventarsi professionalmente in Francia. Un’occasione unica per rimettere in discussione il proprio percorso e trasformare passioni, competenze ed esperienza in qualcosa di nuovo.</p>
<p>Dopo anni trascorsi in grandi aziende, dal 2025 vive a Clermont-Ferrand, nel cuore dell&#8217;Auvergne, insieme a suo marito e ai loro due bambini di 3 e 5 anni. È la fondatrice di “<a href="https://www.franciaandataeritorno.com/"><b>Francia Andata e Ritorno</b></a>”, un progetto dedicato alla scoperta del territorio francese e alla progettazione di viaggi su misura: itinerari pensati per essere autentici, realistici e cuciti addosso per chi li vive.</p>
<p>Dietro la sua nuova vita c&#8217;è un bagaglio di esperienza costruito in anni di viaggi tra Europa, Nord America, Asia, Africa e Sud America. Con lei abbiamo parlato di cambiamento, di lavoro, di Francia e di quella capacità — non sempre facile da trovare — di capire quando è arrivato il momento di cambiare direzione.</p>
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<p>Partiamo proprio da lì.</p>
<p><b>Annachiara, prima di diventare travel designer eri ingegnera e project manager in grandi aziende. Quando hai iniziato a sentire che quel percorso professionale non ti rappresentava più?</b></p>
<p>«Più che non rappresentarmi più, sentivo che era arrivato il momento di evolvere. Avevo voglia di una nuova sfida professionale e il trasferimento in Francia mi sembrava anche l&#8217;occasione giusta per cercarla. Inizialmente, infatti, il mio progetto era molto diverso da quello che poi ho realizzato: pensavo di continuare a lavorare nel mio settore anche in Francia. Avevo esperienza, conoscevo la lingua e immaginavo di ricostruire qui il mio percorso professionale.</p>
<p>Poi mi sono resa conto che nel frattempo erano cambiate anche le mie esigenze e le mie priorità. Non ero più soltanto una professionista che si trasferiva in un altro Paese: ero anche una mamma con due bambini piccoli che stavano affrontando, insieme a noi, un cambiamento enorme. Ed è stato proprio in quel momento che ho cominciato a chiedermi se la mia nuova sfida dovesse necessariamente assomigliare a quello che avevo fatto fino ad allora».</p>
<p><b>Che ruolo ha avuto il trasferimento in Francia nel tuo nuovo percorso professionale?</b></p>
<p>«All&#8217;inizio ero convinta che avrei semplicemente cercato un nuovo lavoro nel mio settore. Ho anche intrapreso un percorso con una coach professionista proprio per capire come orientare questa nuova fase della mia carriera. Durante quel percorso, però, è emerso qualcosa che forse fino a quel momento non avevo avuto il coraggio di prendere davvero in considerazione: costruire un progetto mio.</p>
<p>I primi tempi in Francia sono stati un periodo di adattamento per tutta la famiglia. I bambini si sono ritrovati improvvisamente in una nuova scuola, circondati da persone che parlavano una lingua che loro non comprendevano ancora. Avevo scelto questo trasferimento pensando anche alla grande opportunità che avrebbe rappresentato per loro, e proprio per questo sentivo di voler essere presente mentre trovavano il loro equilibrio. Così una passione che mi accompagnava da sempre, quella per i viaggi e per la loro organizzazione, ha iniziato lentamente a trasformarsi in un progetto professionale. L&#8217;idea di creare qualcosa di mio c&#8217;era stata altre volte, ma mi era sempre mancato il coraggio di provarci davvero. Questa volta mi sono detta: se non lo faccio adesso, quando?».</p>
<p>Quando avete scelto di trasferirvi a Clermont-Ferrand, era una città che conoscevi già oppure è stata una scoperta completamente nuova?</p>
<p>«In realtà per me non era una città completamente nuova: molti anni prima ci avevo già vissuto per circa sei mesi per lavoro. La conoscevo, parlavo già francese e ne conservavo un bel ricordo, quindi quando si è presentata questa possibilità l&#8217;abbiamo vista anche come una bella esperienza da far vivere ai nostri bambini».</p>
<p><b>Quali sono state le difficoltà più grandi dell&#8217;integrazione?</b></p>
<p>«Una delle difficoltà è stata sicuramente ricostruire da zero una rete sociale. Nella mia esperienza, entrare davvero nella quotidianità delle famiglie francesi richiede un po&#8217; più di tempo, mentre con altre famiglie internazionali si crea spesso un legame molto spontaneo: probabilmente perché si condividono le stesse difficoltà, la lontananza dalla propria famiglia e quel senso iniziale di spaesamento. Oggi abbiamo amici di tante nazionalità diverse, conosciuti attraverso la scuola, al parco o semplicemente vivendo la città. Allo stesso tempo abbiamo incontrato anche francesi estremamente accoglienti: alcuni colleghi di mio marito ci hanno coinvolti fin dall&#8217;inizio e una sua collega, in particolare, è diventata una presenza molto affettuosa anche per i nostri bambini.</p>
<p>Poi ci sono le piccole differenze quotidiane. Per esempio, arrivando dall&#8217;Italia, mi ha stupito scoprire una città che la domenica praticamente si svuota! All&#8217;inizio vedere quasi tutto chiuso mi sembrava stranissimo. Poi capisci che qui la domenica significa soprattutto stare all&#8217;aperto, camminare, andare nella natura, anche in inverno».</p>
<p><b>E quali invece le scoperte più belle? </b></p>
<p>«Tra le scoperte più belle metterei invece l&#8217;attenzione riservata alle famiglie e ai bambini. Ci sono moltissime attività, servizi e spazi pensati per loro, alcuni anche gratuiti. E sono le piccole cose a sorprendermi ancora oggi: dalle aree gioco nelle stazioni di servizio all&#8217;attenzione sui mezzi pubblici, dove spesso mi è capitato che mi lasciassero il posto semplicemente perché ero con un bambino. Sono dettagli, ma raccontano molto di una società».</p>
<p><b>Quanto è diversa la Francia che si conosce da turista da quella che si scopre quando ci si vive davvero?</b></p>
<p>«Moltissimo. Da turista è facile innamorarsi della Francia più immediata: i mercati, le boulangerie, i borghi, i bistrot, i paesaggi. Vivendoci inizi invece a vedere tutto quello che sta dietro quella cartolina e soprattutto le differenze culturali che nella quotidianità diventano molto più evidenti.</p>
<p>Una delle cose che mi ha colpita di più è l&#8217;importanza che viene data all&#8217;autonomia dei bambini fin da piccolissimi. A scuola imparano molto presto a vestirsi da soli, a sistemare le proprie cose, a gestirsi nelle attività quotidiane. Con la scuola vanno in piscina e vengono responsabilizzati molto più di quanto fossi abituata a vedere. Persino il bonjour e il merci fanno parte dell&#8217;educazione quotidiana: non sono semplicemente formule di cortesia, sono quasi un rito sociale, e i bambini vengono educati fin da piccoli a usarli.</p>
<p>Poi scopri tutta una rete di servizi che da turista difficilmente noteresti: corsi sportivi fin dalla prima infanzia, attività culturali, biblioteche che organizzano letture anche in altre lingue, spazi gratuiti per le famiglie, iniziative durante tutto l&#8217;anno. È anche questo che mi affascina del vivere all&#8217;estero: all&#8217;inizio osservi inevitabilmente tutto con gli occhi di un&#8217;italiana e pensi continuamente “da noi è diverso”. Poi, poco alla volta, alcune abitudini iniziano a diventare anche tue».</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61477" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-scaled.jpg" alt="Francia Andata e Ritorno" width="1717" height="2560" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-scaled.jpg 1717w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-429x640.jpg 429w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-1328x1980.jpg 1328w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-1030x1536.jpg 1030w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/AnnachiaraPC-1373x2048.jpg 1373w" sizes="(max-width: 1717px) 100vw, 1717px" /></p>
<p><b>C&#8217;è stato un momento preciso, un viaggio o un&#8217;esperienza, in cui hai capito che il travel design poteva diventare un lavoro vero e non solo una passione?</b></p>
<p>«Non c&#8217;è stato un momento preciso, quanto piuttosto una serie di piccoli segnali che, messi insieme, mi hanno fatto pensare che potesse diventare qualcosa di più di una passione. Negli anni mi era capitato spesso che amici e conoscenti mi chiamassero per chiedermi consigli su un viaggio, dicendomi: “Chiedo a te perché sicuramente sai cosa consigliarmi”, oppure, quasi per scherzo, “Dovresti farlo di mestiere”. A forza di sentirmelo dire ho iniziato a chiedermi se quella capacità di cercare, organizzare e costruire un viaggio intorno alle persone potesse davvero trasformarsi in un lavoro. In quel periodo sentivo anche il bisogno di essere più presente per i miei bambini, che stavano affrontando un cambiamento importante con il trasferimento in Francia. Mi sono quindi chiesta se non fosse il momento giusto per provare finalmente a costruire qualcosa di mio.</p>
<p>La passione c&#8217;era da sempre, ma non volevo improvvisare. Per me la formazione è fondamentale: ho seguito un master online in Digital Marketing, ho lavorato con un fotografo professionista per migliorare la qualità dei miei contenuti e continuo a formarmi anche su comunicazione e video editing. È un aspetto del mio carattere che mi porto dietro da sempre: prima di lanciarmi in qualcosa voglio studiarlo, capirlo e arrivarci preparata».</p>
<p><b>Cosa hai portato con te del mondo dell&#8217;ingegneria nel modo in cui oggi progetti un viaggio?</b></p>
<p>«Moltissimo. Più lavoravo al progetto e più mi rendevo conto che organizzare un viaggio su misura ha molti punti in comune con la gestione di un progetto. Ci sono un budget da rispettare, delle priorità da definire, dei vincoli da considerare, tante informazioni da analizzare e una serie di decisioni da prendere per arrivare alla soluzione più adatta.</p>
<p>Mi porto dietro soprattutto molte delle soft skills sviluppate negli anni: problem solving, decision making, capacità di analisi e gestione degli imprevisti. In viaggio sono fondamentali, perché può capitare che un&#8217;attività venga cancellata, che il meteo cambi o che un trasferimento non funzioni come previsto. In quei momenti bisogna capire rapidamente il problema, valutare le alternative possibili e scegliere la soluzione più efficace senza perdere tempo.</p>
<p>Mi aiutano molto anche le competenze di analisi sviluppate all&#8217;inizio della mia carriera come consulente aziendale e, naturalmente, le lingue. Nel mio lavoro ho sempre utilizzato inglese e francese e oggi sono uno strumento prezioso per cercare informazioni direttamente alla fonte, comunicare con strutture e operatori locali e non dipendere esclusivamente da ciò che si trova in italiano. Alla fine mi sono resa conto che quasi nulla del mio percorso precedente è andato perso: ho semplicemente trasferito competenze e metodo da un settore a un altro».</p>
<p><b>Come è nata l&#8217;idea di “Francia Andata e Ritorno”? </b></p>
<p>«Francia Andata e Ritorno è nato dall&#8217;incontro tra quello che conoscevo professionalmente, la mia esperienza personale di viaggio e quello che stavo imparando vivendo in Francia. Quando ho iniziato a studiare il mercato mi sono resa conto che esistono moltissimi siti, blog e realtà valide dedicate ai viaggi, ma vedevo uno spazio per un servizio molto più personalizzato, soprattutto per chi vuole scoprire la Francia andando oltre gli itinerari più standard. Vivendoci, posso raccontarla e progettarla anche da un punto di vista diverso: conosco il territorio, continuo a esplorarlo e, quando possibile, cerco personalmente strutture, luoghi ed esperienze prima di consigliarli.</p>
<p>L&#8217;idea è nata anche ascoltando le persone. Amici e conoscenti mi raccontavano, per esempio, di essersi rivolti a qualcuno chiedendo un&#8217;esperienza particolare e di essersi ritrovati con proposte molto standard: un ristorante italiano quando volevano provare la cucina locale, un classico hotel quando cercavano una sistemazione insolita, oppure itinerari che sulla carta sembravano perfetti ma che non tenevano conto dei loro ritmi reali.</p>
<p>È proprio questo che cerco di fare diversamente: parto dalla persona prima ancora che dalla destinazione. Mi rivolgo a famiglie, ma anche a coppie, gruppi di amici e viaggiatori individuali. Per le famiglie, in particolare, considero aspetti che possono cambiare completamente la riuscita di un viaggio: l&#8217;età dei bambini, quanto sono abituati a camminare, gli orari del riposo, se preferiscono natura o città, giornate più dinamiche oppure ritmi più tranquilli. Due famiglie che visitano esattamente lo stesso luogo possono quindi ricevere da me due itinerari completamente diversi».</p>
<p><b>Che tipo di servizi offri e a chi ti rivolgi?</b></p>
<p>«Offro principalmente due tipi di servizi.</p>
<p>1. Il viaggio su misura. È il servizio più completo: parto dalle esigenze, dagli interessi e dal budget del cliente e progetto l&#8217;itinerario giorno per giorno, organizzando le tappe e selezionando strutture, attività ed esperienze. Quando serve prevedo anche delle alternative in caso di maltempo o imprevisti. Alla fine il cliente riceve un vero e proprio carnet di viaggio digitale con tutto l&#8217;itinerario e una mappa interattiva con i luoghi già salvati e pronti da utilizzare durante il viaggio. Per chi preferisce non occuparsi personalmente delle prenotazioni, collaboro inoltre con un&#8217;agenzia che può gestire questa parte.</p>
<p>2. La mini consulenza. È pensata invece per chi ama organizzare il viaggio autonomamente, ma a un certo punto ha bisogno del confronto con un professionista. Durante la consulenza lavoriamo sui dubbi specifici: scegliere tra due destinazioni, capire come distribuire le tappe, individuare la zona migliore in cui soggiornare, scegliere le esperienze o verificare se l&#8217;itinerario immaginato sia davvero fattibile. In questo caso non progetto io l&#8217;intero viaggio, ma aiuto la persona a sbloccare i punti critici e a proseguire autonomamente nell&#8217;organizzazione.</p>
<p>La Francia è la destinazione sulla quale sono maggiormente specializzata, proprio perché ci vivo e continuo a conoscerla ed esplorarla dall&#8217;interno, ma la mia esperienza di viaggio va molto oltre. Negli anni ho viaggiato in moltissima Europa, negli Stati Uniti, in Centro e Sud America, in diversi Paesi africani e in Asia, tra cui India, Thailandia e Giappone. Per questo posso progettare itinerari anche verso altre destinazioni che conosco direttamente, mantenendo lo stesso approccio: partire sempre dalle persone e dal modo in cui vogliono vivere quel viaggio».</p>
<p><b>In cosa vuoi distinguerti rispetto a una normale agenzia di viaggi? </b></p>
<p>«Direi soprattutto nel livello di personalizzazione. Mi piace utilizzare il paragone con un sarto: io cerco di costruire il viaggio sulla persona esattamente come un abito viene cucito su misura. Non parto da un itinerario già esistente da adattare, ma dalle persone che ho davanti, dai loro interessi, dai loro ritmi, dal budget e dal modo in cui vogliono vivere quella destinazione. Il mio ruolo è diverso da quello di un&#8217;agenzia di viaggi: io mi occupo principalmente della progettazione e della consulenza. Quando consiglio una struttura, un ristorante o un&#8217;esperienza, la selezione nasce dalle esigenze specifiche di quel cliente e dalla ricerca che faccio per il suo viaggio. Per la parte delle prenotazioni, invece, quando il cliente ne ha bisogno, collaboro con un&#8217;agenzia».</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61478" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/annachiaraPeru.jpg" alt="Francia Andata e Ritorno" width="960" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/annachiaraPeru.jpg 960w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/annachiaraPeru-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/annachiaraPeru-267x178.jpg 267w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p><b>Negli ultimi anni, grazie alla possibilità di organizzare e prenotare praticamente tutto online, sempre più persone scelgono di costruire autonomamente i propri viaggi. In questo scenario, quale valore può aggiungere il lavoro di una travel designer e cosa può offrire a un viaggiatore che decide di affidarsi a un professionista? </b></p>
<p>«Rispetto al fai-da-te, credo che il valore aggiunto sia soprattutto mettere a disposizione esperienza, conoscenza del territorio e metodo, oltre naturalmente a far risparmiare moltissime ore di ricerche e confronti online.</p>
<p>Ci sono poi tanti piccoli dettagli che su Internet è difficile cogliere. Google Maps può indicare un&#8217;ora di strada, per esempio, ma conoscere il territorio può farti capire che quella tratta richiederà realisticamente molto di più. Oppure sapere che in una determinata zona è indispensabile prenotare in anticipo, mentre in un&#8217;altra non serve. In Francia ci sono anche abitudini che un viaggiatore italiano può non conoscere: gli orari della ristorazione, per esempio, o i menus enfants che molti ristoranti propongono anche quando non sono particolarmente evidenti online.</p>
<p>Sono piccole informazioni, ma messe insieme possono cambiare molto l&#8217;esperienza di un viaggio. Il mio lavoro è proprio questo: mettere la mia esperienza al servizio di qualcun altro, eliminando buona parte dell&#8217;incertezza e del tempo necessario per costruire tutto da zero».</p>
<p>C&#8217;è un luogo della Francia che senti particolarmente tuo e che consiglieresti a chi vuole andare oltre le destinazioni più conosciute?</p>
<p>«Direi l&#8217;Auvergne, inevitabilmente. È la regione in cui vivo e credo sia ancora poco conosciuta dagli italiani, nonostante abbia moltissimo da offrire. È una destinazione perfetta soprattutto per chi ama la natura e vuole rallentare. Qui si trova la Chaîne des Puys, la spettacolare catena di vulcani ormai spenti che caratterizza il paesaggio dell&#8217;Auvergne, con laghi vulcanici, sentieri e panorami completamente diversi dall&#8217;immagine più classica che abbiamo della Francia. È anche una regione che mi ha sorpresa moltissimo dal punto di vista dell&#8217;accoglienza. Si può dormire in uno château o in strutture di alto livello, ma anche scegliere alloggi insoliti come una casa sull&#8217;albero, una yurta o una bolla immersa nella natura. E poi si mangia davvero bene, cosa per me non secondaria!</p>
<p>Per le famiglie è particolarmente interessante: ci sono castelli con percorsi interattivi pensati per i bambini, fattorie pedagogiche, parchi avventura, attività nella natura, laghi balneabili e tantissime possibilità per trascorrere tempo all&#8217;aperto. In inverno ci sono anche piccole località sciistiche.</p>
<p>È una Francia molto diversa da Parigi o dalla Costa Azzurra, più verde, tranquilla e autentica. Forse proprio perché ormai è diventata casa, è anche quella che mi piace particolarmente far scoprire a chi non la conosce. Devo però fare una piccola eccezione: tra le regioni che ho scoperto viaggiando in questi anni, la Dordogna mi ha letteralmente conquistata. Borghi che sembrano usciti da una cartolina, castelli, grotte, siti preistorici, il fiume da percorrere in barca e una gastronomia incredibile. È probabilmente uno dei luoghi in Francia in cui tornerei domani».</p>
<p><b>Tra tutte le mete esplorate nel mondo – Europa, Nord America, Asia, Africa, Sud America – qual è il viaggio che ha cambiato di più il tuo modo di viaggiare?</b></p>
<p>«Probabilmente il Perù, perché è stato uno dei primi viaggi che mi ha fatto uscire completamente dal modo in cui ero abituata a viaggiare fino a quel momento. Prima avevo viaggiato soprattutto con la mia famiglia o con gli amici, tra vacanze al mare, città e capitali europee. Poi ho iniziato a viaggiare con Avventure nel Mondo, esperienza che mi ha portata successivamente anche a diventare coordinatrice di viaggio, e il Perù mi ha mostrato quanto potesse essere diverso il concetto stesso di viaggio.</p>
<p>In due settimane mi sono ritrovata a vivere esperienze diversissime tra loro: trekking, incontri con le comunità locali, il sandboarding sulle dune, le isole Ballestas, il Canyon del Colca, le saline di Maras, oltre naturalmente ai luoghi più conosciuti. Ma più delle singole tappe ricordo la sensazione di entrare continuamente in contatto con qualcosa che non conoscevo: persone, sapori, abitudini e una cultura profondamente radicata nella propria storia.</p>
<p>È stato uno di quei viaggi in cui ogni giorno sembrava completamente diverso dal precedente. Mi ha fatto capire che ciò che ricordo di più, a distanza di anni, non è necessariamente quello che ho “visto”, ma quello che ho vissuto. Credo che una parte del mio modo di progettare i viaggi oggi venga anche da lì: cerco sempre di inserire esperienze che permettano di entrare davvero in contatto con una destinazione, senza limitarsi a spostarsi da un luogo da vedere al successivo».</p>
<p><b>Guardando indietro, rifaresti la stessa scelta di lasciare una carriera consolidata per ricominciare da zero?</b></p>
<p>«Sì, decisamente. Non significa che sia stato semplice: ricominciare da zero, soprattutto dopo tanti anni in una carriera consolidata, porta inevitabilmente con sé dubbi e paure. Ma la soddisfazione di aver creato qualcosa di completamente mio, partendo da zero, per me è enorme. Mi ha anche rimessa nella condizione di imparare. Ho seguito un master, acquisito nuove competenze e continuo ancora oggi a formarmi. Mi sono ritrovata a studiare ambiti che fino a qualche anno fa erano lontani dal mio lavoro e ho scoperto quanto mi piacesse ancora mettermi alla prova.</p>
<p>Soprattutto, però, questa scelta mi ha permesso di essere presente per i miei bambini in un momento in cui sentivo che avevano particolarmente bisogno di me. Sapere di aver potuto accompagnarli più da vicino durante un cambiamento così importante mi ha dato molta serenità.</p>
<p>E poi c&#8217;è una soddisfazione molto personale: creare un progetto mio era qualcosa che avevo immaginato tante volte, ma che probabilmente non pensavo avrei mai avuto davvero il coraggio di fare. Oggi posso dire di aver realizzato uno dei miei sogni».</p>
<p><b>Cosa diresti a chi, oggi, sta pensando di fare un cambiamento simile al tuo?</b></p>
<p>«Gli direi di provarci, ma non di buttarsi alla cieca. Credo molto nei cambiamenti, ma altrettanto nella preparazione che deve esserci dietro. A me è stato molto utile fare un percorso con una coach professionista, perché mi ha aiutata soprattutto a uscire dallo schema mentale più immediato. Quando pensiamo a un cambiamento di carriera, spesso cerchiamo automaticamente il passo successivo più vicino a ciò che abbiamo sempre fatto. A volte, invece, bisogna concedersi di pensare un po&#8217; out of the box e chiedersi quali altre strade possano nascere dalle competenze che abbiamo già.</p>
<p>Poi bisogna essere concreti: analizzare i rischi, studiare il mercato, capire se esiste davvero uno spazio per quello che vogliamo proporre e acquisire le competenze che ci mancano. Nel mio caso la formazione è stata e continua a essere fondamentale. Ho seguito anche molti webinar e incontri organizzati dalla Camera di Commercio locale sull&#8217;avvio e sulla gestione di un&#8217;attività, per esempio.</p>
<p>Oggi abbiamo accesso a una quantità enorme di informazioni: la difficoltà non è trovarle, ma capire quali siano affidabili e davvero utili al nostro progetto. E serve sicuramente anche resilienza, perché costruire qualcosa da zero significa accettare che non tutto funzioni immediatamente come avevamo immaginato. Quindi sì, consiglierei assolutamente di avere il coraggio di cambiare, ma con un progetto ragionato alle spalle».</p>
<p><b>Com&#8217;è cambiata la tua vita da quando vivi in Francia?</b></p>
<p>«È cambiata soprattutto nella quotidianità e nei ritmi. Oggi ho la possibilità di organizzare il lavoro con maggiore flessibilità intorno alle esigenze della mia famiglia. Naturalmente c&#8217;è anche il rovescio della medaglia: avere un&#8217;attività propria significa ritrovarsi a lavorare la sera quando i bambini dormono, qualche volta nel weekend o durante le vacanze. Non significa lavorare meno, semplicemente organizzare il tempo in maniera diversa. Anche il nostro stile di vita è cambiato molto. Dove viviamo utilizziamo pochissimo la macchina: ci muoviamo soprattutto a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e trascorriamo molto più tempo all&#8217;aperto.</p>
<p>E poi ho scoperto il famoso mercoledì francese! In Francia molti bambini il mercoledì non hanno scuola, perché tradizionalmente è la giornata dedicata allo sport e alle attività extrascolastiche. All&#8217;inizio, arrivando da un&#8217;organizzazione completamente diversa, mi sembrava quasi inconcepibile avere una pausa nel mezzo della settimana. Oggi invece è diventato parte della nostra routine.</p>
<p>Quando posso cerco di ritagliarmi quel tempo con i bambini e con le altre famiglie che abbiamo conosciuto qui: organizziamo un&#8217;attività, un&#8217;uscita o uno dei tantissimi picnic che ormai sono entrati anche nelle nostre abitudini. Ho scoperto che in Francia basta davvero pochissimo per decidere di stendere una coperta su un prato e mangiare insieme!</p>
<p>Credo che vivere qui mi abbia insegnato anche a guardarmi di più intorno. Parlo molto più facilmente con le persone, forse perché mi piace parlare francese, forse perché quando vivi all&#8217;estero sei inevitabilmente più curioso di quello che ti circonda. In qualche modo mi sento più attenta alle piccole cose della vita quotidiana».</p>
<p><b>Sogni e progetti per il futuro?</b></p>
<p>«In questo momento sto lavorando alla mia prima guida dedicata alla Bretagna, un progetto a cui tengo molto e che mi piacerebbe fosse soltanto il primo di una serie. Vorrei affiancare sempre più prodotti digitali ai servizi personalizzati che già offro, così da dare anche a chi preferisce organizzarsi autonomamente strumenti concreti per costruire il proprio viaggio. Uno dei miei obiettivi è far crescere Francia Andata e Ritorno fino a farlo diventare un punto di riferimento per gli italiani che vogliono conoscere la Francia andando oltre gli itinerari più scontati, continuando allo stesso tempo a progettare viaggi anche verso le altre destinazioni che conosco.</p>
<p>Mi piacerebbe inoltre sviluppare sempre più collaborazioni con destinazioni, enti del turismo e realtà locali. Vivendo qui ho la possibilità di scoprire territori ed esperienze dall&#8217;interno e vorrei creare sempre più occasioni per raccontarli al pubblico italiano. Più in generale, il sogno è continuare a far crescere questo progetto senza perdere ciò che mi ha spinta a crearlo: costruire qualcosa di mio, continuare a imparare e fare un lavoro che possa evolvere insieme alla mia vita».</p>
<p><b>Per contattare Annachiara ecco i suoi recapiti:</b></p>
<p><b>E-mail</b>: info@franciaandataeritorno.com</p>
<p><b>Sito</b>: <a href="https://www.franciaandataeritorno.com/" target="_blank" rel="noopener">www.franciaandataeritorno.com</a></p>
<p><b>Instagram</b>: <a href="https://www.instagram.com/francia_andata_e_ritorno/">https://www.instagram.com/francia_andata_e_ritorno/</a></p>
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		<title>Repubblica Dominicana: mare, ritmo caraibico e servizi per una vacanza completa</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/repubblica-dominicana-mare-ritmo-caraibico-e-servizi-per-una-vacanza-completa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 11:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Repubblica Dominicana: mare, ritmo caraibico e servizi per una vacanza completa La Repubblica Dominicana offre esperienze molto diverse tra costa, città e aree interne, quindi la scelta iniziale riguarda il peso da dare al mare, alle escursioni e al tempo trascorso in struttura. Tra le opzioni da confrontare rientrano anche i pacchetti vacanze per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Repubblica Dominicana: mare, ritmo caraibico e servizi per una vacanza completa</b></h2>
<p>La Repubblica Dominicana offre esperienze molto diverse tra costa, città e aree interne, quindi la scelta iniziale riguarda il peso da dare al mare, alle escursioni e al tempo trascorso in struttura. Tra le opzioni da confrontare rientrano anche i <a href="https://www.edenviaggi.it/vacanze/repubblica-dominicana">pacchetti vacanze per la Repubblica Dominicana</a>, che possono semplificare alcune fasi della pianificazione ma richiedono comunque di controllare con precisione zona di soggiorno, trasferimenti e servizi compresi. La dimensione caraibica non si esaurisce nelle spiagge: musica, cucina e storia locale meritano spazio senza trasformare il viaggio in una sequenza di immagini stereotipate.</p>
<h2><a name="_h8m0xmcfv6vo"></a> <b>Spiagge da sogno: tra sabbia bianca e acque cristalline</b></h2>
<p>La Repubblica Dominicana è spesso sinonimo di mare, ma non solo per la bellezza delle sue spiagge. Ciò che colpisce è la varietà: dalla distesa di sabbia bianca di Punta Cana alle baie più selvagge della penisola di Samaná, ogni tratto di costa racconta una storia diversa. Le palme che si piegano verso l’acqua turchese, la brezza costante e il suono delle onde creano un ambiente perfetto per chi desidera rallentare i ritmi. Qui, il concetto di relax si declina tra lunghe passeggiate al tramonto, snorkeling tra pesci colorati e momenti di pura contemplazione davanti al mare.</p>
<h2><a name="_ar6s00q1v9hp"></a> <b>Ritmo caraibico e cultura locale: il cuore pulsante dell’isola</b></h2>
<p>Oltre le spiagge, la Repubblica Dominicana sorprende per la vitalità delle sue città e dei suoi villaggi. La musica è ovunque: il merengue e la bachata accompagnano le giornate, nei bar come sulle piazze, invitando anche i viaggiatori più timidi a lasciarsi trasportare dal ritmo. Santo Domingo, la capitale, è un mosaico di storia coloniale e modernità, con il suo centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Passeggiare tra le sue strade significa immergersi in un’atmosfera unica, fatta di colori, profumi e incontri. Nei piccoli paesi dell’entroterra, la vita scorre più lenta e autentica, tra mercati locali, artigianato e tradizioni che si tramandano da generazioni.</p>
<h2><a name="_i042cvpvtb7h"></a> <b>Villaggi e resort: comfort e servizi per ogni esigenza</b></h2>
<p>Le strutture ricettive possono differire molto per dimensioni, posizione e formula di soggiorno. Un resort all inclusive non comprende necessariamente gli stessi servizi di un altro, così come una struttura indicata per famiglie non offre automaticamente attività o spazi specifici. Prima di scegliere conviene quindi verificare trattamento di ristorazione, accesso alla spiaggia, distanza dai luoghi di interesse e servizi realmente disponibili. La formula organizzata è utile soprattutto quando riduce i passaggi logistici, non perché garantisca un’esperienza uguale per tutti.</p>
<h2><a name="_fxtct3cuvhbw"></a> <b>Natura ed escursioni: tra avventura e scoperta</b></h2>
<p>La Repubblica Dominicana non è solo mare: l’interno dell’isola custodisce paesaggi sorprendenti, tra montagne, parchi naturali e cascate nascoste. Gli amanti dell’avventura possono esplorare la Cordillera Central, con i suoi sentieri tra foreste e piantagioni di caffè, o partire alla scoperta delle lagune e dei cenotes, specchi d’acqua dolce immersi nella vegetazione. Le escursioni in barca verso l’isola di Saona o la penisola di Samaná, con la possibilità di avvistare le balene durante la stagione, aggiungono un tocco di meraviglia al viaggio. Ogni giornata può trasformarsi in un’esperienza diversa, tra sport acquatici, trekking o semplicemente la scoperta di angoli poco battuti dal turismo di massa.</p>
<h2><a name="_sbjlfwyks7sz"></a> <b>Il sogno di una nuova vita: la tentazione di restare</b></h2>
<p>Un viaggio può anche accendere la curiosità verso un modo di vivere diverso, tema particolarmente vicino a chi legge siti dedicati a esperienze all’estero e cambi di vita. È però importante distinguere la percezione di una vacanza dalla quotidianità di chi vive nel Paese. Costi, lavoro, servizi, burocrazia e contesto sociale non possono essere valutati durante pochi giorni in una località turistica. La permanenza può offrire spunti e domande, senza trasformarsi automaticamente in un modello di vita alternativo.</p>
<h2><a name="_g2hm98ljz05q"></a> <b>Esperienze autentiche tra tradizione e modernità</b></h2>
<p>Per conoscere qualcosa in più oltre la zona balneare si può lasciare spazio a città, mercati, cucina e iniziative culturali, scegliendo attività compatibili con la durata del soggiorno. Una formula organizzata non impedisce necessariamente di muoversi, ma conviene verificare prima quanto sia semplice uscire dalla struttura e quali trasferimenti siano necessari. Il viaggio acquista maggiore profondità quando alterna il tempo libero alla curiosità per il territorio, senza pretendere di definire un Paese intero attraverso pochi giorni di vacanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la scelta della zona incide sul tipo di esperienza. Punta Cana, Samaná e l’area di Santo Domingo, per esempio, rispondono a interessi differenti e non sono intercambiabili solo perché appartengono allo stesso Paese. Chi desidera soprattutto mare può privilegiare la posizione della struttura; chi vuole inserire visite culturali deve considerare distanze e trasferimenti. Definire questa priorità prima della prenotazione rende più semplice valutare il pacchetto e capire quanto tempo resterà davvero libero durante il soggiorno.</p>
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		<title>“Ho scelto di partire per rispettare me stesso”: Emidio e la sua nuova vita in Scozia</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/emidio-scozia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 08:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emidio e la sua nuova vita in Scozia di Enza Petruzziello Lasciare l’Italia? Emidio Dell’Isola lo ha fatto non per fuggire, ma per capire se fosse ancora possibile costruirsi un futuro. Trentasei anni, originario di Roma, Emidio oggi vive e lavora a Edimburgo, dove è arrivato con uno Skilled Worker Visa dopo anni trascorsi nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Emidio e la sua nuova vita in Scozia</strong></h2>
<p>di Enza Petruzziello</p>
<p>Lasciare l’Italia? <b>Emidio Dell’Isola</b> lo ha fatto non per fuggire, ma per capire se fosse ancora possibile costruirsi un futuro. Trentasei anni, originario di Roma, Emidio oggi vive e lavora a Edimburgo, dove è arrivato con uno Skilled Worker Visa dopo anni trascorsi nel settore dell’architettura in Italia.</p>
<p>Dietro la sua scelta di trasferirsi ci sono anni di insoddisfazione professionale, la necessità di ritrovare un equilibrio tra lavoro e vita privata e la consapevolezza che, a un certo punto, fosse necessario cambiare strada.</p>
<p>In Scozia ha trovato un ambiente professionale che, nella sua esperienza, gli ha restituito maggiore rispetto e nuove possibilità, ma anche una realtà molto diversa da quella immaginata prima della partenza. Accanto al lavoro, Emidio sta riscoprendo interessi e passioni che per molto tempo erano rimasti sullo sfondo: dalla musica alla cultura dark, dalla motocicletta alla scrittura noir. Un percorso che rende la sua esperienza non solo una storia di espatrio, ma anche una storia di cambiamento personale.</p>
<p>Abbiamo cercato di capire con lui cosa significhi davvero lasciare l’Italia dopo i 30 anni, trasferirsi nel Regno Unito dopo la Brexit e provare a costruire una nuova vita senza idealizzare né il Paese che si lascia né quello in cui si arriva.</p>
<p><b>Emidio, quando hai capito che era arrivato il momento di lasciare l’Italia? E soprattutto: qual è stato il momento preciso, o magari l’episodio, che ti ha fatto pensare “così non posso più andare avanti”?</b></p>
<p>«Non c’è stato un unico episodio. La consapevolezza è arrivata per frammenti. Una volta trascorsi quasi due ore in automobile accanto al mio datore di lavoro. Guidava a circa 150 chilometri orari e mi urlava contro per un errore che, in seguito, scoprimmo essere suo. Mentre lo ascoltavo continuavo a domandarmi: “Voglio davvero trascorrere la mia vita così?”.</p>
<p>Durante un altro colloquio feci notare che la retribuzione proposta era inferiore alla soglia di povertà, soprattutto per un architetto abilitato con quattro anni di esperienza. Mi risposero: “Tanto vivi con i tuoi”. Senza pensarci replicai: “I miei genitori non fanno mica MacLeod di cognome”. Non erano immortali e non avrebbero potuto mantenermi per sempre. Soprattutto, se vivevo ancora con loro era proprio perché stipendi come quello che mi stavano proponendo rendevano impossibile costruirsi un’indipendenza».</p>
<p>Forse, però, il momento più chiaro arrivò quando un mio ex datore di lavoro accumulò quattro mesi di compensi arretrati. Io continuavo a lavorare mentre lui e sua sorella, davanti a me, organizzavano una vacanza in Giappone. Loro discutevano di voli e alberghi; io calcolavo quanti chilometri potessi ancora percorrere con la benzina rimasta.</p>
<p>Rischiavo di saltare la rata di un finanziamento e compromettere la mia affidabilità per un futuro mutuo. Per ricevere almeno una delle quattro mensilità dovute, dovetti annunciare che non sarei più andato in ufficio: non avevo più neanche il denaro necessario per raggiungere il luogo nel quale continuavo a lavorare senza essere pagato. Soltanto allora mi versarono una mensilità. Non sono partito perché avevo smesso di amare l’Italia. Sono partito perché avevo finalmente deciso di rispettare me stesso».</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61467" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Emidio-Photo.png" alt="Emidio Dell’Isola" width="1023" height="1537" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Emidio-Photo.png 1023w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Emidio-Photo-426x640.png 426w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p><strong>Parli di retribuzioni insufficienti e di esperienze con datori di lavoro scorretti. Puoi raccontarci concretamente che cosa significa, per un architetto in Italia, sentirsi professionalmente insoddisfatto?</strong></p>
<p>«Non posso parlare a nome di tutti gli architetti italiani, ma nella mia esperienza non si trattava soltanto di sfruttamento economico. Era una forma di bullismo professionale. Non bastava svolgere bene il proprio lavoro: bisognava superare continuamente quanto richiesto, negli standard, nelle ore e nell’impegno. Eppure il traguardo veniva spostato ogni volta. Se il progetto riusciva, il merito apparteneva allo studio; se emergeva un solo errore dentro una mole enorme di lavoro, la responsabilità diventava esclusivamente mia, perché ero stato lasciato solo a sviluppare tutto.</p>
<p>Potevo trascorrere settimane su un progetto ed essere poi escluso dalla riunione con il cliente. A presentarlo erano persone che lo studio aveva deciso di mettere in evidenza, anche quando non avevano mai aperto quelle tavole. Se venivo chiamato nella sala, talvolta era soltanto per preparare e servire il caffè. Poi il cliente andava via e le stesse persone tornavano da me per chiedermi come funzionasse il progetto o per criticare ciò che non avevano compreso.</p>
<p>Il paradosso raggiungeva il culmine quando vincevo un concorso. Il mio nome compariva ufficialmente sul progetto, ma mi veniva riconosciuto il compenso più basso. Quote maggiori andavano a persone che non avevano contribuito o il cui lavoro aveva prodotto errori e voragini economiche che, alla fine, spettava a me correggere. Dopo una laurea, oltre sessanta esami, anni di notti sacrificate e un’abilitazione professionale, mi ritrovavo subordinato a chi proveniva da un percorso molto più breve, ma aveva bisogno del mio titolo e della mia firma per assumersi determinate responsabilità. La mia qualifica era indispensabile quando c’era da firmare; perdeva valore quando arrivava il momento di riconoscere il merito o stabilire il compenso.</p>
<p>È questa la forma più efficace di bullismo professionale: renderti indispensabile in privato e invisibile in pubblico. Sottrarti denaro e credito fino a convincerti che, senza chi ti sfrutta, non vali nulla.»</p>
<p><strong>Perché hai scelto proprio la Scozia e, in particolare, Edimburgo?</strong></p>
<p>«Sarò sincero: inizialmente la Scozia mi è capitata. Ma quando arrivò l’occasione, mi accorsi che somigliava molto a un luogo che cercavo da anni. La possibilità nacque grazie a un amico che viveva già qui e che mi suggerì di candidarmi presso la società per la quale lavoro attualmente. Fu allora che cominciai a osservare Edimburgo più attentamente e vi riconobbi molti elementi che sentivo già miei: l’architettura gotica, la pietra scura, il clima severo e, soprattutto, un patrimonio celtico che mi affascinava da sempre».</p>
<p><b>Che cosa ti attraeva maggiormente?</b></p>
<p>«Da architetto ero attratto da una città nella quale il paesaggio, la storia e gli edifici sembravano appartenere allo stesso racconto. Sul piano personale, invece, riconoscevo una cultura e un’estetica molto più vicine alla mia sensibilità. La Scozia non era la destinazione di un piano perfettamente costruito. Era stata la prima occasione concreta capace di parlare, nello stesso momento, al professionista che ero diventato e alla persona che avevo sempre cercato di essere».</p>
<p>Sei arrivato in Scozia con uno Skilled Worker Visa. <b>Quanto è stato complicato trasferirsi nel Regno Unito dopo la Brexit?</b></p>
<p>«Sì, ho trovato lavoro prima di partire. In realtà, con lo Skilled Worker Visa non avrei potuto fare diversamente: per presentare la domanda è necessario avere già ricevuto un’offerta per una professione ammessa e soddisfare precisi requisiti. Nel mio caso, la società ha dovuto innanzitutto ottenere dal governo britannico la licenza per diventare sponsor. Ero il primo dipendente internazionale che assumevano attraverso questa procedura, quindi abbiamo affrontato e compreso insieme ogni passaggio. Una volta ottenuta la licenza, abbiamo predisposto un contratto conforme alla normativa britannica sull’immigrazione: mansione e relativo codice professionale, retribuzione prevista e numero di ore lavorative. L’azienda ha quindi emesso il Certificate of Sponsorship, un certificato elettronico associato specificamente al mio nome, ai miei dati e al lavoro che mi era stato offerto. Con quel documento ho potuto presentare personalmente la domanda per il visto, pagando le relative tariffe e anticipando il contributo per accedere al sistema sanitario pubblico britannico. Considerando l’intera durata del visto, nel mio caso il procedimento ha richiesto un investimento complessivo di circa 8.000 euro.</p>
<p>Dal punto di vista burocratico è stato un percorso impegnativo, ma lineare. La parte più difficile è arrivata dopo, quando ho dovuto trasformare un’autorizzazione su un documento in una vita reale. Il visto mi ha permesso di attraversare il confine. Tutto ciò che si trovava dall’altra parte, invece, dovevo ancora costruirlo».</p>
<p><strong>Chi pensa di trasferirsi oggi nel Regno Unito spesso immagina che basti trovare un lavoro e partire. Com’è stata invece la realtà burocratica?</strong></p>
<p>«Ho seguito l’intera procedura personalmente, senza affidarmi a un’agenzia. All’inizio può sembrare un labirinto burocratico, ma il sistema si regge essenzialmente su tre condizioni: trovare un lavoro compatibile con le proprie competenze, essere assunti da un’azienda autorizzata a sponsorizzare lavoratori stranieri e ottenere un contratto conforme ai requisiti previsti per quella professione. La difficoltà maggiore è che questi elementi dipendono l’uno dall’altro. Senza un’offerta di lavoro non puoi richiedere il visto; senza uno sponsor autorizzato, l’offerta non è sufficiente; senza il codice professionale e la retribuzione adeguati, neppure la sponsorizzazione basta. Una volta soddisfatte queste condizioni, la procedura è diventata più lineare. Ho raccolto personalmente i documenti, seguito le indicazioni ufficiali e coordinato ogni passaggio con l’azienda.</p>
<p>Più che la complessità di un singolo modulo, il vero ostacolo è riuscire ad allineare contemporaneamente lavoro, datore di lavoro, requisiti e risorse economiche. Il visto non si ottiene trovando una scorciatoia: si ottiene facendo combaciare perfettamente tutti i pezzi».</p>
<p><strong>Oggi lavori nel settore dell’architettura e dell’ingegneria in Scozia. Qual è stata la prima grande differenza che hai percepito entrando in un ambiente professionale britannico?</strong></p>
<p>«La prima differenza è stata scoprire di essere considerato una risorsa, non uno strumento da utilizzare fino a consumarlo. All’inizio mi sono stati affidati compiti circoscritti. Poi, mentre dimostravo ciò che sapevo fare, sono aumentate progressivamente la fiducia e le responsabilità. Nessuno pretendeva che sacrificassi salute, tempo e vita privata per provare di meritare il mio posto. Qui esiste uno standard professionale definito: fare bene il proprio lavoro significa rispettarlo, non superarlo ogni giorno fino a esaurirsi. Se dimostri di poter assumere maggiori responsabilità, queste ti vengono riconosciute.</p>
<p>Per anni avevo confuso la qualità con il sacrificio. Trasferirmi mi ha fatto capire che un lavoro può chiederti competenza senza pretendere, in cambio, che tu gli consegni anche la vita».</p>
<p><strong>Quando dici che hai trovato “maggiore rispetto professionale”, che cosa intendi concretamente?</strong></p>
<p>«Sì, e lo percepisco soprattutto nel modo in cui vengono considerate le mie competenze. La mia formazione mi permette di muovermi tra architettura e ingegneria: non mi limito a rappresentare un progetto, ma posso comprenderne la logica, individuarne i problemi e contribuire alla soluzione. Qui questa capacità viene riconosciuta. I colleghi mi coinvolgono, mi chiedono un parere e si aspettano che utilizzi il mio giudizio professionale. Talvolta scherzano dicendo di dimenticare che sono un architetto, perché ragiono anche come un ingegnere. Non lo considero un modo per sminuire la mia professione, ma il riconoscimento del fatto che il mio contributo supera i confini formali del ruolo indicato sul contratto. Essere rispettati professionalmente non significa ricevere continuamente complimenti. Significa che, quando nasce un problema, prima di decidere la soluzione qualcuno si volta verso di te e domanda: «Tu che cosa ne pensi?». Dopo anni trascorsi a dover dimostrare di meritare persino il diritto di parlare, scoprire che qualcuno desiderava davvero ascoltare la mia risposta è stata una forma silenziosa di riscatto».</p>
<p><strong>Dal punto di vista economico, il trasferimento ha realmente migliorato la tua condizione?</strong></p>
<p>«Sì, anche se Edimburgo è una città costosa e continuo a sostenere alcune spese fiscali legate alla mia precedente attività in Italia. La differenza economica, però, non consiste soltanto nel guadagnare di più. Consiste nel sapere che gli accordi verranno rispettati. Ricevo lo stipendio nel giorno previsto e le imposte vengono calcolate e trattenute direttamente, in maniera leggibile nella busta paga. Non devo aspettare l’anno successivo per scoprire quanto del mio compenso dovrò restituire, né temere che un errore burocratico trasformi improvvisamente il reddito in un debito. Questo mi permette di sapere quanto posso destinare all’affitto, quanto spendere e quanto risparmiare. Posso affrontare un imprevisto senza sentire che l’intero equilibrio rischia di crollare. La vera differenza economica non è poter comprare di più. È poter costruire la propria vita sulla certezza che, alla fine del mese, nessuno sposterà arbitrariamente le fondamenta».</p>
<p><strong>Nella mail che ci hai inviato scrivi una frase molto interessante: “La mia non è una storia di successo già conclusa”. Che cosa significa per te?</strong></p>
<p>«Chiamarla già una storia di successo significherebbe fingere di conoscerne il finale. Io sono arrivato in Scozia soltanto da pochi mesi, con una valigia, un contratto di lavoro e la speranza che questa volta la vita potesse somigliare un po’ di più a quella che avevo immaginato. Da allora ho trovato una casa, una stabilità economica e un ambiente professionale nel quale mi sento rispettato. Sono conquiste importanti, ma non cancellano la distanza, la solitudine né il peso di sapere che una parte della mia vita è rimasta in Italia, insieme alla mia famiglia e alle responsabilità che continuo a sentire. Sto ancora imparando ad abitare questa nuova esistenza: a costruire legami, a riconoscere una quotidianità come mia e a capire se Edimburgo sarà il luogo nel quale metterò radici oppure una tappa verso qualcosa che oggi non riesco ancora a vedere. La Scozia, quindi, non rappresenta il lieto fine della mia storia. È la prima pagina sulla quale, dopo molto tempo, ho potuto ricominciare a scrivere senza che fosse qualcun altro a decidere per me».</p>
<p><strong>Qual è stata la parte più difficile del trasferimento che non avevi previsto?</strong></p>
<p>«La difficoltà più grande è stata trovare casa. Quando sono arrivato in Scozia, un amico mi offrì ospitalità per sette giorni. Una settimana può sembrare sufficiente, finché non cominci a contarla al contrario. Ogni sera significava avere un giorno in meno per trovare un posto nel quale vivere, mentre ogni mattina dovevo presentarmi al lavoro come una persona che aveva già iniziato la propria nuova vita. In realtà, di quella vita possedevo ancora soltanto un contratto e una valigia. Gli Airbnb disponibili costavano quasi quanto il mio intero stipendio. Se non avessi trovato un’alternativa, avrei dovuto trasferirmi in ostello senza sapere per quanto tempo. Ma il prezzo era soltanto una parte del problema: agenzie e proprietari chiedevano referenze britanniche, uno storico degli affitti e garanzie che una persona appena arrivata, per definizione, non poteva avere.»</p>
<p>Ero prigioniero di un paradosso quasi perfetto: per ottenere la mia prima casa nel Regno Unito avrei dovuto dimostrare di averne già avuta una».</p>
<p><b>Che cosa è successo poi?</b> <i> </i></p>
<p>«Riuscii inizialmente a trovare un Airbnb fuori Edimburgo che potevo permettermi e dal quale raggiungere il lavoro. Non era ancora una casa, ma mi restituiva almeno del tempo. La svolta arrivò quando incontrai direttamente il proprietario della stanza nella quale vivo oggi. Non avevo referenze locali né uno storico britannico da mostrargli. Avevo però un lavoro stabile e la possibilità di raccontargli personalmente chi fossi. Davanti a lui non ero più soltanto uno straniero con alcuni documenti mancanti: ero una persona che aveva attraversato un Paese per lavorare e che cercava un luogo dal quale cominciare. Decise di fidarsi. Oggi vivo in una casa nella quale mi trovo bene, in una posizione strategica rispetto alle sedi dei miei uffici. Eppure ricordo ancora quei primi giorni: avevo attraversato un confine per costruire il mio futuro, ma non sapevo dove avrei appoggiato la valigia la settimana successiva».</p>
<p><strong>Come si costruisce una vita sociale da adulto in un Paese nuovo?</strong></p>
<p>«La solitudine in una città nuova non arriva quando sei davvero solo. Arriva il venerdì sera, quando la settimana lavorativa è finita, la città si accende e ti accorgi di non conoscere ancora nessuno abbastanza bene da poter dire: «Usciamo?». All’inizio sono stato fortunato: i miei coinquilini mi hanno mostrato una Edimburgo diversa dal semplice tragitto tra casa e ufficio. In seguito ho cominciato a frequentare speaking club e serate organizzate per incontrare persone che, come me, cercavano qualcuno con cui condividere una parte del proprio tempo. Da adulto, però, conoscere persone non significa automaticamente creare legami. Puoi parlare, ridere, scambiare un numero di telefono e tornare comunque a casa da solo. L’amicizia comincia più tardi: al secondo incontro, poi al terzo, quando la presenza dell’altro smette lentamente di essere casuale. Ho capito che una nuova vita sociale non si trova già pronta in una città. Si costruisce attraverso molte sere che sembrano non aver lasciato nulla, finché qualcuno non ti domanda più soltanto da dove vieni, ma quando tornerai. Ed è allora che una città straniera comincia a somigliare a casa».<i> </i></p>
<p><strong>Ti capita di sentirti “a casa” a Edimburgo oppure una parte di te è ancora inevitabilmente legata all’Italia?</strong></p>
<p>«Tornare in Italia somiglia a rivedere una persona che hai amato e dalla quale hai scelto di separarti. Per qualche giorno ritrovi ciò che ti aveva fatto innamorare e dimentichi le ragioni che ti avevano costretto ad andare via. A Roma rivedo gli amici ai quali posso telefonare senza programmare tutto in anticipo. Ritrovo le sere d’estate, il rumore e quella spontaneità per cui una serata può cambiare direzione e continuare fino a tardi. Per qualche giorno vedo soltanto gli spicchi di cielo che la città sapeva offrirmi e dimentico l’inferno dal quale li osservavo. Poi torno a Edimburgo, dove tutto è più tranquillo, ordinato e sicuro. Ma quando non hai ancora costruito legami profondi, la pace può trasformarsi in un silenzio assordante. La verità è che oggi non sento completamente casa né Roma né Edimburgo. Roma custodisce la mia storia, ma non più la vita che desidero. Edimburgo custodisce il futuro che sto costruendo, ma non ancora abbastanza ricordi da appartenermi. Cominciano però a esistere piccole abitudini: strade che non richiedono più una mappa, luoghi nei quali ritorno, volti che riconosco. Forse casa nasce proprio così: ripetendo piccoli gesti, finché un giorno smetti di sentirti di passaggio».</p>
<p><strong>Hai precisato di non voler raccontare una Scozia da cartolina. Qual è la differenza tra la Scozia che immaginavi e quella che hai trovato?</strong></p>
<p>«La Scozia possiede una bellezza quasi irreale. Ci sono paesaggi che sembrano dipinti e città nelle quali la pietra, la nebbia e la luce compongono scenografie tanto perfette che viene quasi voglia di toccare un muro per assicurarsi che sia vero. Poi cominci a vivere dentro quella fotografia e scopri tutto ciò che era rimasto fuori dall’inquadratura. Scopri un clima capace di modificare i programmi e perfino l’umore, affitti molto alti, un mercato abitativo difficile e rapporti umani che richiedono più tempo per diventare profondi. Comprendi che anche qui esistono problemi, disuguaglianze e contraddizioni. Trasferirsi non significa raggiungere un luogo nel quale tutto funziona: significa sostituire alcune difficoltà con altre e capire quali si è disposti ad affrontare. La differenza, almeno nella mia esperienza, è che qui i problemi complicano la vita senza impedirti di immaginarne una. Posso lavorare, essere rispettato e credere che ciò che costruisco oggi conserverà un valore anche domani.</p>
<p>La Scozia non è il Paese perfetto che appare nelle fotografie. Ma è un luogo nel quale, quando la nebbia si solleva, riesco ancora a vedere un futuro».</p>
<p><strong>Pensi che la Scozia offra davvero una qualità della vita migliore oppure dipende molto dalla situazione personale di chi si trasferisce?</strong></p>
<p>«In Italia ero arrivato al paradosso di lavorare soprattutto per potermi permettere di continuare a lavorare. Ero una falsa partita IVA: formalmente un professionista autonomo, concretamente un dipendente senza le relative tutele. Utilizzavo il mio computer, pagavo tasse, contributi, assicurazione e spostamenti. Se lo studio chiudeva, il mio compenso poteva diminuire; se il computer si rompeva o non riuscivo a raggiungere l’ufficio, il problema economico diventava soltanto mio. Il rischio apparteneva sempre a me, mentre il controllo rimaneva nelle mani del datore di lavoro. Alla fine del mese non mi domandavo che cosa avrei potuto costruire con il denaro guadagnato, ma quale spesa avrei dovuto rinviare. Il lavoro occupava quasi tutto il mio tempo senza garantirmi neppure la possibilità di sostenermi davvero.</p>
<p>In Scozia ricevo uno stipendio che mi permette di pagare l’affitto, affrontare gli imprevisti e fare progetti. Gli strumenti vengono forniti dall’azienda, gli accordi vengono rispettati e il rischio non viene scaricato interamente sul dipendente. Ma la differenza più profonda si manifesta quando la giornata lavorativa finisce. Qui, uscendo dall’ufficio, mi rimangono ancora tempo, energia e possibilità. Posso incontrare persone, partecipare a un evento, scrivere oppure semplicemente tornare a casa senza sentirmi in colpa perché non sto lavorando. La qualità della vita non è soltanto ciò che puoi permetterti di comprare. È la parte di te che continua a esistere dopo aver svolto il tuo lavoro. In Italia quella parte stava scomparendo. In Scozia ho cominciato lentamente a ritrovarla».</p>
<p><strong>Quanto contano oggi la musica, la cultura dark, la motocicletta, la scrittura noir e gli altri tuoi interessi nella tua nuova vita?</strong></p>
<p>«Oggi questi interessi stanno tornando a occupare lo spazio che il lavoro aveva progressivamente sottratto loro. In Scozia la cultura dark e la musica non sono soltanto passioni da coltivare in privato. Posso terminare la giornata lavorativa ed entrare nei locali nei quali quella cultura viene vissuta, senza temere che il mio aspetto o i luoghi che frequento cambino il modo in cui vengo considerato professionalmente. Sul lavoro vengo giudicato per ciò che faccio; fuori posso finalmente essere tutto il resto.</p>
<p>La motocicletta, invece, rappresenta ancora un’assenza. Trasferire la mia dall’Italia è complicato e costoso, quindi sto cercando una soluzione direttamente nel Regno Unito. Quando osservo le strade e i paesaggi scozzesi, sento di non volerli soltanto guardare: vorrei attraversarli e sentire che, almeno per qualche ora, la direzione dipende esclusivamente da me.</p>
<p>Anche la scrittura noir ha ritrovato spazio. Da quando sono qui sono riuscito a partecipare a un concorso letterario italiano. Può sembrare un gesto piccolo, ma in Italia non riuscivo più a farlo: lavoravo fino a sera e tornavo a casa senza abbastanza energia per immaginare altre vite, perché faticavo già a sostenere la mia.</p>
<p>Ho impiegato del tempo prima di riprendere questi interessi. Non bastava avere improvvisamente delle ore libere: dovevo disimparare il senso di colpa che provavo ogni volta che non stavo lavorando. Ho capito che le passioni non sono ciò che rimane della vita dopo aver concluso tutte le cose importanti. Sono una delle cose che rendono la vita importante. La Scozia non mi ha restituito soltanto del tempo. Mi sta restituendo, un interesse alla volta, la persona che avevo lasciato indietro».</p>
<p><strong>A chi oggi ha 30, 35 o 40 anni e pensa “ormai è troppo tardi per ricominciare”, cosa diresti?</strong></p>
<p>«A trentasei anni non sono partito perché avessi smesso di avere paura. Sono partito perché avevo cominciato ad avere più paura della vita che mi aspettava restando. Per questo, a chi pensa «ormai è troppo tardi per ricominciare», direi di provare a sostituire quella frase con un’altra: «È troppo presto per rassegnarmi». Il cambiamento non garantisce una vita migliore. Porta perdite, imprevisti e giorni nei quali ti domandi se non sia stato tutto un errore. Non tutti, inoltre, possono prendere una valigia e partire. Chi ha una famiglia deve considerare anche il terreno che toglierebbe da sotto i piedi delle persone che ama; in alcuni casi, restare può essere una scelta coraggiosa. Ma restare soltanto per paura non significa evitare una decisione. Significa scegliere ogni giorno la stessa vita, compresi tutti gli aspetti che ci fanno soffrire. A trentacinque o quarant’anni non si ricomincia da zero. Si parte portando con sé gli errori, le competenze, le ferite e una consapevolezza che a vent’anni non potevamo ancora avere. Non siamo più leggeri, forse, ma conosciamo meglio ciò che non siamo più disposti a perdere.</p>
<p>«Il cambiamento non promette di salvarti. Ti restituisce però la possibilità di scegliere in quale direzione provare a salvarti da solo. Io non sapevo se in Scozia avrei trovato la vita che desideravo. Sapevo soltanto che, rimanendo dov’ero, avrei continuato a perdere quella che avevo vivendone una che non volevo».</p>
<p><strong>Com’è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferito?</strong></p>
<p>«Il trasferimento ha cambiato soprattutto il modo in cui misuro il mio valore. In Italia cercavo di aiutare i miei genitori, ma le loro necessità stavano diventando troppo grandi per una sola persona. Quando la situazione è peggiorata improvvisamente, ho compreso una verità dolorosa: anche restando non avrei potuto proteggerli da tutto. Avrei continuato a fare rinunce enormi per mantenere un equilibrio destinato comunque a spezzarsi. Sul lavoro vivevo qualcosa di simile: sostenevo responsabilità enormi, ma i risultati non sembravano mai sufficienti. Qui, invece, un progetto non è più un peso che devo trascinare da solo, ma un risultato collettivo al quale contribuisco insieme agli altri. Posso vedere il mio lavoro diventare qualcosa di concreto e utile, senza che qualcuno lo utilizzi per farmi sentire inadeguato. Non ho smesso di preoccuparmi per la mia famiglia. Ho smesso, però, di credere che il mio valore dipenda dalla quantità di peso che riesco a sopportare da solo».</p>
<p><strong>Progetti o sogni per il futuro?</strong></p>
<p>«Non so ancora per quanto tempo rimarrò in Scozia. Per il momento voglio restare. Ho un lavoro che mi permette di vivere, alcune abitudini che cominciano ad appartenermi e persone che, lentamente, stanno smettendo di essere estranee. Sono cose piccole, ma per molto tempo non ho avuto neppure quelle. Forse Edimburgo diventerà il luogo nel quale metterò radici. Oppure, un giorno, qualcosa mi porterà altrove. Non posso saperlo e, stranamente, questa incertezza non mi spaventa più come prima. In Italia pensavo al futuro come a una stanza nella quale l’aria diminuiva lentamente. Sapevo che avrei dovuto uscire, anche se non conoscevo ciò che avrei trovato oltre la porta. Qui la porta è aperta. Non vedo ancora tutta la strada, ma posso scegliere se fermarmi o continuare. Per adesso rimango. Non perché creda di essere arrivato nel luogo definitivo, ma perché è il primo posto, dopo molto tempo, dal quale non sento il bisogno di scappare».</p>
<p><b>Per contattare Emidio ecco i suoi recapiti:</b></p>
<p><b>LinkedIn: <a href="https://it.linkedin.com/in/emidio-dell-isola-681731125" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.linkedin.com/in/emidio-dell-isola-681731125</a> </b></p>
<p><b>Facebook</b>: Emidio Dell’Isola</p>
<p><b>Instagram</b>: <i>@emidelli </i></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/emidio-scozia.html">“Ho scelto di partire per rispettare me stesso”: Emidio e la sua nuova vita in Scozia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Come si organizza il tempo libero chi vive all&#8217;estero: abitudini e rituali degli expat</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 14:14:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasferirsi in un altro Paese cambia gli orari di lavoro, la lingua parlata in ufficio e perfino il contenuto del carrello della spesa. C&#8217;è però un aspetto di cui si parla poco: il tempo libero. Lontano da amici storici e famiglia, chi vive all&#8217;estero deve ricostruire da zero le proprie abitudini, dal caffè del sabato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trasferirsi in un altro Paese cambia gli orari di lavoro, la lingua parlata in ufficio e perfino il contenuto del carrello della spesa. C&#8217;è però un aspetto di cui si parla poco: il tempo libero. Lontano da amici storici e famiglia, chi vive all&#8217;estero deve ricostruire da zero le proprie abitudini, dal caffè del sabato mattina alla partita di calcetto del giovedì.</p>
<p>Il trend riguarda una fetta enorme di popolazione. Secondo il Rapporto Italiani nel mondo della fondazione migrantes, gli iscritti all&#8217;AIRE hanno superato i 6,4 milioni: quasi <b>un italiano su nove</b> vive oltre confine. Milioni di persone alle prese, ogni settimana, con la stessa domanda: cosa faccio stasera, in una città dove nessuno mi conosce?</p>
<h2><strong>La settimana si riempie di appuntamenti fissi</strong></h2>
<p>Il primo istinto di chi arriva in una città straniera è darsi una routine e senza la rete sociale di sempre, il calendario diventa un alleato: un impegno frequente costringe a uscire di casa anche nelle serate in cui la nostalgia si fa sentire.</p>
<p>Gli appuntamenti più diffusi tra gli expat italiani hanno un tratto in comune: mettono insieme svago e occasioni di socialità, come ad esempio:</p>
<ul>
<li>i corsi di lingua locale sono spesso il primo vero luogo di incontro con altri stranieri nella stessa situazione</li>
</ul>
<ul>
<li>lo sport di squadra amatoriale, dal calcetto tra connazionali alle leghe miste organizzate dalle aziende;</li>
<li>gli aperitivi delle community<b> </b>italiane nati sui social e diventati ritrovi settimanali in molte capitali europee</li>
<li>il volontariato di quartiere, scelto da chi vuole radicarsi nel tessuto della nuova città.</li>
</ul>
<h2><strong>Il weekend come territorio da esplorare</strong></h2>
<p>Se la settimana serve a costruire stabilità, il fine settimana ha una funzione opposta: è il momento in cui l&#8217;expat torna un po&#8217; turista. Chi vive all&#8217;estero tende a esplorare la regione che lo ospita con una <b>curiosità</b> che i residenti di lunga data hanno perso da tempo.Treni regionali e gite fuori porta riempiono i sabati di chi, in fondo, ha scelto di partire anche per vedere il mondo.</p>
<p>Molti raccontano un paradosso curioso: in tre anni a Berlino o Madrid si visitano più musei e città vicine di quanti se ne siano visti in vent&#8217;anni nella propria regione d&#8217;origine.</p>
<p>Il fine settimana è anche il momento delle videochiamate lunghe con casa, quelle senza orologio. La domenica mattina resta invece l&#8217;orario preferito per il rito del caffè virtuale con i genitori.</p>
<h2><strong>I rituali digitali della sera</strong></h2>
<p>Le serate infrasettimanali sono il terreno più delicato. Dopo il lavoro, senza una cerchia consolidata da raggiungere al volo, molti expat trascorrono più tempo in casa di quanto facessero in Italia. Ed è qui che lo schermo diventa il ponte tra la vecchia e la nuova vita.</p>
<p>I rituali digitali più citati nelle community di italiani all&#8217;estero sono:</p>
<ul>
<li>le <b>serie tv</b> in italiano, guardate anche solo per riascoltare la propria lingua dopo una giornata passata a parlarne un&#8217;altra</li>
<li>i <b>gruppi WhatsApp</b> con gli amici rimasti in patria, tenuti vivi a colpi di vocali e fotografie</li>
<li>il <b>gaming online</b>, dal videogioco condiviso con il fratello rimasto a Milano fino a chi preferisce il <a href="https://www.pokerstars.it/casino">mondo dei giochi da casinò</a>, tra un episodio e l&#8217;altro della serata sul divano</li>
<li>i <b>podcast italiani</b>, ascoltati in cuffia mentre si cucina, quasi una radio di casa accesa in sottofondo.</li>
</ul>
<p>Sono abitudini piccole, ma con un peso specifico alto: tengono in equilibrio il bisogno di integrarsi e quello di non perdere le proprie radici.</p>
<h2><strong>Un equilibrio che si costruisce nel tempo</strong></h2>
<p>Le testimonianze raccolte da alcuni importanti quotidianie dalle ricerche sulla mobilità italiana raccontano una <b>comunità in crescita</b> costante, fatta di profili sempre più vari: giovani laureati, famiglie intere, persino nonni che raggiungono figli e nipoti oltre confine. Per tutti, il <b>tempo libero</b> è il vero termometro dell&#8217;integrazione. Nel momento in cui l&#8217;agenda si riempie di appuntamenti nella nuova lingua, ma la domenica resta spazio per il caffè virtuale con <b>l&#8217;Italia</b>, significa che l&#8217;equilibrio è stato trovato.</p>
<p>E a quel punto, la città straniera smette di essere una destinazione: è diventata <b>casa</b>.</p>
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		<title>Marocco on the road: da Marrakech al Sahara in auto</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/marocco-on-the-road-da-marrakech-al-sahara-in-auto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 10:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>On the road in Marocco: l&#8217;itinerario perfetto da Marrakech al deserto del Sahara Chi sogna dune infinite e cieli stellati spesso si scontra con una domanda concreta: come arrivarci? La risposta più semplice, per chi vuole libertà di movimento, è mettersi al volante. Il Marocco si attraversa bene in auto, e il tragitto da Marrakech [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>On the road in Marocco: l&#8217;itinerario perfetto da Marrakech al deserto del Sahara</b></h2>
<p>Chi sogna dune infinite e cieli stellati spesso si scontra con una domanda concreta: come arrivarci? La risposta più semplice, per chi vuole libertà di movimento, è mettersi al volante. Il Marocco si attraversa bene in auto, e il tragitto da Marrakech al Sahara è uno dei road trip più affascinanti del Nord Africa – non fosse altro perché in poche ore si passa dai souk brulicanti a un passo di montagna a oltre 2.200 metri, per poi ritrovarsi tra le dune di sabbia rossa. Non serve un fuoristrada attrezzato né un&#8217;esperienza da rally: serve solo un buon piano di viaggio, tappe realistiche e qualche accortezza sulle strade locali.</p>
<h2><b>Perché scegliere l&#8217;auto e non un tour organizzato</b></h2>
<p>I tour collettivi hanno il loro fascino, ma tolgono quasi tutta la spontaneità: orari fissi, soste contate, zero margine per cambiare idea davanti a un panorama che merita mezz&#8217;ora in più. Viaggiare in autonomia significa invece decidere quando fermarsi ad Ait Benhaddou per fotografare il ksar all&#8217;alba, o quanto tempo dedicare a un tè alla menta con vista sull&#8217;Atlante. Per chi organizza questo tipo di spostamento, un servizio come <a href="https://localrent.it/morocco/">Localrent Morocco</a> permette di prenotare il veicolo in anticipo e ritirarlo direttamente in aeroporto a Marrakech, evitando la solita corsa dell&#8217;ultimo minuto tra agenzie e codici prenotazione persi nella casella email. Un dettaglio piccolo, ma che nei viaggi on the road fa davvero la differenza tra partire rilassati o partire già stressati.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61447" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/shutterstock_2623138797.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/shutterstock_2623138797.jpg 1000w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/shutterstock_2623138797-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/shutterstock_2623138797-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2><b>L&#8217;itinerario: tappa per tappa</b></h2>
<p>Il percorso classico segue la N9, la strada che collega Marrakech a Ouarzazate attraversando il passo di Tizi n&#8217;Tichka. Ecco come si articola in genere su tre o quattro giorni:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Giorno 1 – Marrakech → Ait Benhaddou (circa 4 ore): attraversamento dell&#8217;Alto Atlante, con soste panoramiche sui tornanti del Tichka. Il villaggio fortificato di Ait Benhaddou, Patrimonio UNESCO, è tappa d&#8217;obbligo per la sua architettura in terra battuta.</li>
<li aria-level="1">Giorno 2 – Ait Benhaddou → Valle del Dades (circa 3-4 ore): passando per Ouarzazate, definita spesso &#8220;la porta del deserto&#8221; per la presenza di importanti studi cinematografici, si prosegue verso la Valle delle Rose e le gole del Dades.</li>
<li aria-level="1">Giorno 3 – Valle del Dades → Merzouga (circa 4 ore): ultimo tratto verso le dune di Erg Chebbi, dove conviene lasciare l&#8217;auto in un parcheggio custodito nei pressi del villaggio e proseguire in dromedario o fuoristrada locale per raggiungere il campo tendato nel deserto.</li>
<li aria-level="1">Giorno 4 – Rientro o proseguimento verso Fes: chi ha più giorni a disposizione può continuare verso nord invece di tornare a Marrakech, chiudendo un anello più ampio.</li>
</ul>
<p>Le distanze non sono enormi sulla carta, ma le strade di montagna richiedono tempo: meglio calcolare sempre un margine extra rispetto a quanto indicato dai navigatori.</p>
<h2><b>Cosa sapere prima di mettersi al volante</b></h2>
<p>Guidare in Marocco è generalmente semplice per chi arriva dall&#8217;Europa, ma alcune differenze vanno tenute presenti. La segnaletica è bilingue (arabo e francese), la guida è a destra come in Italia, ed è richiesta la patente di guida originale insieme al passaporto. Sulla N9, tra Marrakech e Ouarzazate, i tornanti sono numerosi e spesso stretti: chi non è abituato a guidare in montagna può preferire di percorrere questo tratto con calma, evitando le ore notturne.</p>
<p>Alcuni punti pratici da verificare prima della partenza:</p>
<ol>
<li aria-level="1">Assicurarsi che l&#8217;auto noleggiata includa copertura assicurativa completa, comprensiva di eventuali danni da pietrisco frequenti sulle strade di montagna.</li>
<li aria-level="1">Controllare che il serbatoio venga riconsegnato con le stesse condizioni del ritiro, per evitare costi extra.</li>
<li aria-level="1">Portare con sé copia cartacea della prenotazione e dei documenti, utile ai posti di controllo lungo il tragitto.</li>
<li aria-level="1">Scaricare mappe offline, perché la copertura dati non è garantita in alcune zone montane o desertiche.</li>
</ol>
<h2><b>Il fascino (e le difficoltà) dell&#8217;ultimo tratto verso le dune</b></h2>
<p>L&#8217;avvicinamento a Merzouga regala uno dei cambi di paesaggio più netti dell&#8217;intero viaggio: dalla pietra ocra dell&#8217;Atlante si passa gradualmente a distese sabbiose, palmeti e infine alle dune vere e proprie, alte fino a 150 metri in alcuni punti dell&#8217;Erg Chebbi. L&#8217;ultimo chilometro non è percorribile con un&#8217;auto normale: qui entrano in gioco i mezzi locali, spesso organizzati direttamente dai campi tendati con cui si prenota il pernottamento nel deserto. Lasciare l&#8217;auto in un&#8217;area sorvegliata a Merzouga, quindi, è la soluzione più pratica prima di questo passaggio.</p>
<p>Chi viaggia in autunno o in primavera troverà temperature più gestibili rispetto ai mesi estivi, quando il caldo diurno nel deserto può diventare piuttosto intenso. Le notti, anche fuori stagione, restano invece fresche: un dettaglio da non sottovalutare per chi pernotta nelle tende.</p>
<h3><b>Considerazioni finali</b></h3>
<p>Il tragitto da Marrakech al Sahara resta uno dei viaggi più completi che si possano fare in Marocco: montagna, kasbah, valli fertili e infine il deserto, tutto racchiuso in pochi giorni di strada. Non è un percorso complicato, ma richiede organizzazione – un&#8217;auto affidabile, tempi realistici e qualche accorgimento sulle strade di montagna fanno la differenza tra un viaggio piacevole e uno stressante. Per chi ama muoversi in autonomia, senza vincoli di gruppo, è probabilmente il modo più autentico per scoprire quanto il Marocco sappia cambiare volto in poche centinaia di chilometri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/marocco-on-the-road-da-marrakech-al-sahara-in-auto.html">Marocco on the road: da Marrakech al Sahara in auto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Parigi: la ricerca sulla 15-minute city con focus su AI, mobilità sostenibile e turismo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-parigi-la-ricerca-sulla-15-minute-city-con-focus-su-ai-mobilita-sostenibile-e-turismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 10:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca dal titolo “Paris as a 15-Minute City: An Explainable AI Perspective” è stata pubblicata il primo agosto e offre una panoramica sul rapporto tra la disponibilità dei servizi e il modo in cui le persone realmente si spostano. L’idea è quella di trasformare Parigi in una 15-minute city ovvero in una città in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-parigi-la-ricerca-sulla-15-minute-city-con-focus-su-ai-mobilita-sostenibile-e-turismo.html">Vivere a Parigi: la ricerca sulla 15-minute city con focus su AI, mobilità sostenibile e turismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca dal titolo “<i>Paris as a 15-Minute City: An Explainable AI Perspective</i>” è stata pubblicata il primo agosto e offre <b>una panoramica sul rapporto tra la disponibilità dei servizi e il modo in cui le persone realmente si spostano. </b></p>
<p>L’idea è quella di <b>trasformare Parigi in una </b><i><b>15-minute city</b></i> ovvero in una città in cui le persone possono <b>raggiungere facilmente i principali servizi in bicicletta o a piedi in un arco di massimo 15 minuti di tempo.</b></p>
<p>La ricerca <b>analizza circa 70.000 segmenti di viaggio</b> utilizzando una combinazione di dati di mobilità NetMob 2025, dati sociodemografici INSEE e punti di interesse (POI) di OpenStreetMap.</p>
<p>Al centro della ricerca, il cui scopo principale non è soltanto capire cosa dice il modello ma anche individuare le variabili che contribuiscono alle sue previsioni, c’è <b>l’utilizzo dell’</b><i><b>Explainable AI (XAI)</b></i><b> </b>che analizza il rapporto tra i servizi disponibili, le caratteristiche dello spostamento e la scelta del mezzo di trasporto.</p>
<p>La ricerca ha rivelato che <b>una maggiore densità di servizi favorisce spostamenti brevi con minor utilizzo della macchina e più mobilità attiva</b>. Tra i fattori di cui tenere di conto ci sono il motivo dello spostamento, la disponibilità locale dei servizi, la distanza casa-lavoro, il possesso o meno di un veicolo, l’eventuale abbonamento al trasporto pubblico e le caratteristiche sociodemografiche.</p>
<p>Inoltre, <b>non tutta l’area metropolitana funziona allo stesso modo</b>. I servizi sono più facili da raggiungere nelle aree centrali mentre in quelle periferiche sono più distanti o meno disponibili.</p>
<p>Questa ricerca non è un caso isolato <b>ma fa parte dell’impegno della città nel modificare il sistema di mobilità urbana</b>. Per esempio, il Piano della Bicicletta 2021-2026 della <i>Ville de Paris</i> ambisce a far sì che <b>l’intera città diventi completamente accessibile sulle due ruote</b>.</p>
<p>Inoltre, Parigi è una città che <b>nel 2025 ha accolto 37,3 milioni di turisti</b>, che però non sono distribuiti equamente in ogni zona. Ci sono aree come Montmartre che vedono picchi di visitatori mentre altre zone contano numeri nettamente inferiori.</p>
<p>Un viaggiatore deve spostarsi in città, esattamente come un residente, anche se generalmente per motivi diversi. <b>Raggiungere luoghi di interesse turistico</b> come musei, determinati quartieri, hotel ma anche negozi e ristoranti <b>può diventare più facile utilizzando i mezzi pubblici, la bicicletta o facendo una passeggiata</b>. Anche se la ricerca non analizza direttamente i comportamenti dei turisti, abbraccia indirettamente il settore proprio perché i visitatori fanno parte, seppur temporaneamente, della città e si muovono al suo interno.</p>
<p>Parigi, infine, è un <i><b>hub</b></i><b> tecnologico</b> e l’uso dell’AI come principale strumento nella ricerca sulla <i>15-minute city</i> ben s’incastra nel panorama di una <b>città che si focalizza sull’innovazione tecnologica</b>. Parigi, quindi, porta l’AI anche fuori dalle fiere di settore – come la <i>VivaTech 2026</i>, che si è tenuta dal 17 al 20 giugno – e la ricerca mostra <b>un’applicazione dell’AI a beneficio della città.</b></p>
<p>L’importanza della ricerca sta proprio nell’uso dell’Intelligenza Artificiale per l’analisi dei dati nell’ambito di una questione concreta che riguarda la città. <b>Parigi sta lavorando su vari settori in contemporanea:</b></p>
<ul>
<li>Mobilità sostenibile;</li>
<li>Riduzione della dipendenza dall’auto;</li>
<li>Sviluppo della mobilità pedonale e ciclabile.</li>
</ul>
<p>In questo contesto, la ricerca <i>15-minute city</i>, proprio grazie all’uso dell’<i>Explainable AI</i>, fornisce un modo, basato sulla raccolta di dati, per <b>comprendere le caratteristiche dello spazio urbano</b> e come queste possono essere associate a una mobilità meno dipendente dall’uso delle automobili.</p>
<p>Per una città come Parigi, in cui convivono residenti, turisti e grandi eventi che richiamano ancora più persone, la comprensione di queste dinamiche <b>favorisce la pianificazione urbana e quella della mobilità.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-parigi-la-ricerca-sulla-15-minute-city-con-focus-su-ai-mobilita-sostenibile-e-turismo.html">Vivere a Parigi: la ricerca sulla 15-minute city con focus su AI, mobilità sostenibile e turismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: in arrivo la Dubai Environment Conference &#038; Exhibition 2026</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-la-dubai-environment-conference-exhibition-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61437</guid>

					<description><![CDATA[<p>La celebre città emiratina, famosa per il lusso, il progresso e i benefici che riserva agli investitori, fra cui la fiscalità agevolata, si prepara a ospitare – dal 7 all’8 settembre – la prima edizione della Dubai Environment Conference &#38; Exhibition 2026 (DECE 2026). La conferenza, organizzata dalla Dubai Environment and Climate Change Authority (DECCA) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-la-dubai-environment-conference-exhibition-2026.html">Vivere a Dubai: in arrivo la Dubai Environment Conference &#038; Exhibition 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La celebre città emiratina, famosa per il lusso, il progresso e i <b>benefici che riserva agli investitori</b>, fra cui la <b>fiscalità agevolata</b>, si prepara a ospitare – dal 7 all’8 settembre – <b>la prima edizione della </b><i><b>Dubai Environment Conference &amp; Exhibition 2026 (DECE 2026).</b></i></p>
<p>La conferenza, organizzata dalla <i>Dubai Environment and Climate Change Authority </i>(<i>DECCA</i>) e con il patrocinio dell’H.H. Sheikh Ahmed bin Saeed Al Maktoum, abbraccia diverse <b>tematiche a sfondo ambientale</b> e fornisce un luogo in cui scambiare conoscenze, creare partnership e individuare risposte pratiche alle sfide climatiche e ambientali.</p>
<p><b>La conferenza prevede sei temi principali:</b></p>
<ul>
<li><b>Biodiversità.</b> Questa sezione riguarda la protezione della biodiversità, la conservazione e il ripristino degli habitat, il coinvolgimento della comunità nella tutela della natura e l’analisi delle sfide future.</li>
<li><b>Risorse naturali.</b> Questo campo riguarda la protezione di acqua, aria e suolo ma anche l’analisi dell’impatto di queste risorse sugli ecosistemi e sulla salute umana nonché una discussione sulle misure necessarie per proteggere queste risorse.</li>
<li><b>Sicurezza alimentare</b>. Questo ramo include lo sviluppo di <i>supply chain</i> sostenibili, la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari e la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato al fine di rafforzare la produzione locale e lo sviluppo di una strategia per la sicurezza alimentare.</li>
<li><b>Cambiamento climatico.</b> Questo include la riduzione dell’emissione di gas serra, l’adattamento degli effetti del cambiamento climatico, partnership e nuovi modelli di finanziamento e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per sostenere l’azione climatica.</li>
<li><b>Economia circolare</b>. Questo tema abbraccia la gestione di rifiuti, acqua e materiali per il <i>packaging</i>, riciclo dei rifiuti elettronici e opportunità economiche legate alla transizione verso un modello circolare.</li>
<li><i><b>Environmental Artificial Intelligence</b></i>. La conferenza analizza com’è possibile utilizzare le tecnologie avanzate per raggiungere vari obiettivi come il monitoraggio delle aree verdi, la raccolta di dati ambientali, la gestione delle risorse idriche e la pianificazione futura.</li>
</ul>
<p>I sei temi della <i>Dubai Environment Conference &amp; Exhibition 2026</i>, quindi, riguardano <b>la gestione sostenibile delle risorse e la protezione dell’ambiente</b>. Questo si allinea perfettamente all’impegno di Dubai verso un futuro più sostenibile.</p>
<p>Dubai, infatti, ha <b>una strategia a lungo termine per la transizione energetica</b> – la <i>Dubai Clean Energy Strategy 2050</i> – il cui scopo è arrivare al 100% della capacità produttiva di energia da fonti pulite entro il 2050. La città emiratina, inoltre, fa già <b>grandi investimenti nel settore dell’energia solare</b> attraverso il Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park.</p>
<p>L’impegno di Dubai verso la sostenibilità è quindi qualcosa di costante, che dimostra la sua capacità di non fermarsi neanche durante situazioni come il recente conflitto che ha coinvolto la regione e che l’ha resa una sua protagonista indiretta. In quel contesto, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stato <b>un punto di riferimento per gli italiani</b> in città e in patria, informandoli solo attraverso notizie verificate.</p>
<p>Dubai continua la sua ascesa e la <i>Dubai Environment Conference &amp; Exhibition 2026</i> <b>mette insieme opportunità, sostenibilità e tecnologia</b>. La conferenza, quindi, non è un singolo strumento ma fa parte di <b>una visione su larga scala </b>della città che continua ad <b>attirare investitori</b> interessati a un <i><b>hub</b></i><b> globale unico al mondo</b>, con l’opportunità di raggiungere anche altri mercati, e visitatori che arrivano a Dubai per viaggi di piacere o per prendere parte ai <b>numerosi eventi di richiamo internazionale</b> di vario genere che arricchiscono il calendario cittadino.</p>
<p><b>Nel 2025 Dubai ha accolto 19,59 milioni di turisti</b> mentre nel solo <b>gennaio 2026</b> ne sono arrivati <b>2 milioni</b>, <b>il 3% in più rispetto al gennaio dell’anno precedente</b>. La <i>Dubai Environment Conference &amp; Exhibition 2026</i> fa parte dell’ecosistema di eventi internazionali, che è uno dei punti di forza della città, e conferma ancora una volta <b>il suo impegno per un futuro migliore</b>, più solidale e nel nome del progresso.</p>
<p><b>Se stai pensando di investire a Dubai</b>, il tuo punto di riferimento è <b>Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/">Daniele Pescara Consultancy</a>, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>,</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-la-dubai-environment-conference-exhibition-2026.html">Vivere a Dubai: in arrivo la Dubai Environment Conference &#038; Exhibition 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Restare in forma dopo i 50 anni quando si sceglie di vivere all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/restare-in-forma-dopo-i-50-anni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Restare in forma dopo i 50 anni quando si sceglie di vivere all&#8217;estero Andare a vivere all&#8217;estero dopo i 50 anni è una delle avventure più belle e rigeneranti che si possano intraprendere. Un clima più mite, ritmi più umani, una nuova comunità di amici e la libertà di reinventarsi: sono tanti i pensionati e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/restare-in-forma-dopo-i-50-anni.html">Restare in forma dopo i 50 anni quando si sceglie di vivere all&#8217;estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Restare in forma dopo i 50 anni quando si sceglie di vivere all&#8217;estero</strong></h2>
<p>Andare a vivere all&#8217;estero dopo i 50 anni è una delle avventure più belle e rigeneranti che si possano intraprendere. Un clima più mite, ritmi più umani, una nuova comunità di amici e la libertà di reinventarsi: sono tanti i pensionati e i quasi pensionati che ogni anno scelgono di ricominciare sotto un altro cielo. Perché questa nuova vita sia davvero piena, però, c&#8217;è un ingrediente che non possiamo dare per scontato: la salute. Con l&#8217;avanzare dell&#8217;età il corpo cambia, e prendersene cura diventa la condizione per godersi appieno ogni giornata, dalle passeggiate lungo il mare alle serate con i nuovi amici. La buona notizia è che restare in forma, anche lontano da casa, dipende soprattutto da poche buone abitudini alla portata di tutti.</p>
<h2><strong>Il cuore e la mente al centro del benessere dopo i 50 anni</strong></h2>
<p>Superata la soglia dei cinquant&#8217;anni, due sono gli aspetti a cui prestare particolare attenzione: la <b>salute cardiovascolare</b> e quella <b>cognitiva</b>. Il cuore ha bisogno di essere protetto con uno stile di vita attivo e un&#8217;alimentazione equilibrata, mentre la mente resta lucida e reattiva se continuiamo a stimolarla e a nutrirla nel modo giusto. Non è un caso che chi cambia vita in questa fase riscopra spesso il piacere del movimento e di una cucina più sana, complici il clima favorevole e la disponibilità di prodotti freschi tipica di molte mete mediterranee. Molti raccontano di essersi sentiti, dopo il trasferimento, più leggeri e pieni di energie proprio grazie a questo cambio di ritmo e di abitudini.</p>
<p>In questo quadro, l&#8217;alimentazione gioca un ruolo di primo piano, e tra i nutrienti più preziosi ci sono senza dubbio gli <b>omega 3</b>. Questi acidi grassi essenziali, che il corpo non è in grado di produrre da solo, contribuiscono alla normale funzione del cuore, aiutano a mantenere normali livelli di trigliceridi nel sangue e, nel caso del DHA, sostengono il mantenimento della normale funzione cerebrale e della vista. Proprio per questo diventano alleati importanti dopo una certa età. Li troviamo soprattutto nel pesce azzurro e nei pesci grassi come sgombro, sardine e salmone, ma non sempre, in un nuovo Paese, è facile portarli in tavola con regolarità. Ecco perché molti scelgono di affiancare alla dieta un supporto mirato, orientandosi verso prodotti di qualità come gli <a href="https://www.nutripure.com/it-it/products/omega-3-epax" target="_blank" rel="dofollow noopener"><b>omega 3 del marchio Nutripure</b></a>, caratterizzati da un&#8217;elevata concentrazione di EPA e DHA e da adeguate garanzie di purezza. Non tutti gli integratori sono uguali, e la differenza si gioca proprio sulla qualità della materia prima e sulla reale quantità di principi attivi.</p>
<h2><strong>Muoversi ogni giorno, il segreto di chi invecchia bene</strong></h2>
<p>Se c&#8217;è una cosa che accomuna le persone che restano in forma a lungo, è il <b>movimento quotidiano</b>. Non servono palestre né allenamenti estenuanti: dopo i 50 anni, la costanza vale molto più dell&#8217;intensità. Vivere all&#8217;estero, spesso in luoghi dal clima gradevole, è in questo senso un vantaggio prezioso, perché invita naturalmente a stare all&#8217;aperto e a muoversi di più.</p>
<p>Ecco alcune abitudini semplici che aiutano a mantenersi attivi e in salute:</p>
<ul>
<li><b>Camminare ogni giorno</b>, magari approfittando del mare, delle colline o dei centri storici delle nuove città che si abitano.</li>
<li><b>Dedicare qualche minuto alla mobilità</b> e allo stretching, per mantenere le articolazioni flessibili.</li>
<li><b>Inserire un po&#8217; di attività di forza</b>, anche a corpo libero, per contrastare la naturale perdita di massa muscolare.</li>
<li><b>Nuotare o pedalare</b>, attività dolci per le articolazioni ma ottime per cuore e circolazione.</li>
</ul>
<p>A tutto questo si aggiunge un beneficio spesso sottovalutato: muoversi all&#8217;aperto e vivere in una comunità accogliente fa bene anche all&#8217;umore, riducendo lo stress e favorendo un buon riposo. Corpo e mente, del resto, viaggiano sempre insieme, e prendersi cura dell&#8217;uno significa prendersi cura anche dell&#8217;altra. Non sorprende che tanti expat sopra i cinquant&#8217;anni descrivano la loro nuova vita come più sana e attiva di quella lasciata in patria, dove i ritmi di lavoro lasciavano poco spazio a se stessi.</p>
<h2><strong>Una tavola sana anche lontano da casa</strong></h2>
<p>Trasferirsi all&#8217;estero significa spesso reinventare la propria cucina, tra ingredienti nuovi e abitudini diverse. È un&#8217;occasione preziosa per costruire un&#8217;alimentazione ancora più sana, attingendo al meglio della tradizione locale. In molte mete scelte dai pensionati italiani, dalla penisola iberica al Sud-est asiatico, non mancano frutta, verdura, pesce e legumi freschi a prezzi accessibili.</p>
<p>Per mantenersi in forma dopo i 50 anni, alcuni accorgimenti fanno davvero la differenza:</p>
<ul>
<li>Dare spazio a <b>frutta e verdura di stagione</b>, ricche di vitamine e antiossidanti.</li>
<li>Non far mancare una quota di <b>proteine di qualità</b>, importanti per preservare la massa muscolare.</li>
<li>Preferire i <b>grassi buoni</b>, come quelli del pesce azzurro, dell&#8217;olio d&#8217;oliva e della frutta secca.</li>
<li><b>Bere a sufficienza</b>, soprattutto nei Paesi caldi, dove la disidratazione è più insidiosa.</li>
</ul>
<p>Quando la dieta, per ragioni pratiche o di gusto, non riesce a coprire tutti i fabbisogni, un&#8217;integrazione ben scelta può dare una mano. L&#8217;importante è considerarla per ciò che è: un supporto, non un sostituto di una vita sana. E, come sempre, di fronte a condizioni particolari o terapie in corso, il confronto con il medico resta la scelta più saggia prima di iniziare qualsiasi integrazione.</p>
<h2><strong>Vivere bene gli anni migliori, ovunque nel mondo</strong></h2>
<p>In fondo, la ricetta per restare in forma dopo i 50 anni non cambia da un Paese all&#8217;altro: movimento regolare, alimentazione equilibrata, buone relazioni e attenzione al proprio benessere. Ciò che cambia, per chi ha avuto il coraggio di ricominciare altrove, è la cornice: un clima migliore, ritmi più sereni e la sensazione di vivere una seconda giovinezza. Prendersi cura di sé, con piccoli gesti quotidiani e qualche accortezza in più, è ciò che permette di godersi davvero questa avventura. Perché la vera libertà, a ogni età, è quella di sentirsi bene e di vivere ogni giorno con l&#8217;energia di chi ha ancora tanto da scoprire.</p>
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		<title>Copenaghen ospita il TechBBQ 2026 con focus su startup, tecnologia e innovazione</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/copenaghen-ospita-il-techbbq-2026-con-focus-su-startup-tecnologia-e-innovazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 09:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Copenaghen, che a febbraio di quest’anno ha ricevuto l’XL Meeting Destinations Award 2025/26 ai Meetings Star Awards per la capacità di ospitare grandi eventi su scala internazionale, dal 26 al 27 agosto sarà il palcoscenico del TechBBQ 2026. L’evento, che si terrà al Bella Center Copenaghen, riunisce startup, investitori, aziende, talenti e altri operatori del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Copenaghen, che a febbraio di quest’anno ha ricevuto l’<i><b>XL Meeting Destinations Award 2025/26</b></i> ai <i>Meetings Star Awards</i> per la <b>capacità di ospitare grandi eventi su scala internazionale</b>, dal 26 al 27 agosto <b>sarà il palcoscenico del </b><i><b>TechBBQ 2026</b></i><b>.</b></p>
<p>L’evento, che si terrà al <i>Bella Center Copenaghen</i>, riunisce <i><b>startup</b></i><b>, investitori, aziende, talenti e altri operatori del ramo della tecnologia e dell’innovazione</b>. Durante i due giorni dell’iniziativa ci saranno conferenze, sessioni, aree espositive e incontri tra <i>startup</i> e investitori.</p>
<p>Il TechBBQ si è evoluto da piccola iniziativa a grande evento che oggi <b>richiama partecipanti da tutto il mondo</b>. Per l’edizione 2026, infatti, la città si prepara ad accogliere <b>più di 1000 professionisti provenienti da diversi Paesi. </b></p>
<p>Uno dei punti di forza del <i>TechBBQ 2026</i> è <b>il programma </b><i><b>Startup/Investor Matchmaking</b></i> che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per favorire incontri professionali fra <i>startup </i>e investitori. Per questi ultimi, inoltre, sono previste occasioni di networking e l’accesso al <i>deal flow</i>, all’<i>Investor Day </i>e all’<i>Investor Lounge</i>.</p>
<p>L’AI, quindi, è presente su due livelli. Il primo è quello appena accennato, come app che permette incontri fra <i>startup</i> e investitori, mentre il secondo la vede una delle protagoniste del programma. L’edizione 2026 del <i>TechBBQ</i>, infatti, include il <i><b>Future of Fintech &amp; Agentic AI</b></i> con discussioni su vari argomenti fra cui <b>l’evoluzione dell’infrastruttura finanziaria, l’AI applicata al </b><i><b>fintech </b></i><b>e lo sviluppo di nuove aziende nel settore.</b></p>
<p>Altri spazi interessanti all’interno dell’evento sono <i><b>Deep Tech</b></i><b> e </b><i><b>Life Science</b></i>, che prevede la presenza di fino a 45 <i>startup</i> all’inizio del loro percorso, per favorire la loro esposizione, permettergli di incontrare investitori e di partecipare a competizioni, e <i><b>Tech Talent</b></i>. Quest’ultimo riguarda <b>la selezione di talenti</b> ovvero professionisti, potenziali nuovi dipendenti e persone con competenze nel ramo della tecnologia.</p>
<p>La presenza dei programmi <b>Nordic-India e Nordic-Africa</b> aggiunge una componente internazionale al <i>TechBBQ 2026</i>. Queste aree riguardano temi come collaborazione internazionale, investimenti, talenti e tecnologia mettendo in contatto <i>startup</i> nordiche, indiane e africane con investitori e altri operatori del settore.</p>
<p>Copenaghen ben si presta a ospitare il <i>TechBBQ 2026</i>, forte del <i><b>Copenhagen Convention Bureau</b></i>, <b>ente per l’organizzazione di eventi e conferenze internazionali</b>. Del resto, la capitale danese e i comuni circostanti nel 2025 hanno accolto <b>12,2 milioni di visitatori</b> ed eventi come il <i>TechBBQ 2026</i> portano in città un tipo di turismo diverso da quello di piacere, con focus su professionalità, tecnologia, sostenibilità e collaborazioni internazionali.</p>
<p><b>Tecnologia e sostenibilità sono già due dei pilastri della città</b> con la presenza del <i><b>Copenhagen Solutions Lab</b></i>, unità del Comune di Copenaghen dedicata all’<b>innovazione urbana </b>proprio <b>attraverso l’uso della tecnologia</b>. Anche la <b>sostenibilità</b> è al centro dell’impegno della città con una nuova strategia che ambisce a <b>raggiungere risultati positivi nel settore climatico entro il 2035.</b></p>
<p>Il <i>TechBBQ 2026</i>, quindi, è una ventata di positività e supporto per Copenaghen, che garantisce l’arrivo di migliaia di partecipanti da diverse nazioni, genera una <b>concentrazione temporanea di </b><i><b>startup</b></i>, <b>investitori e professionisti del settore</b>, offre <b>opportunità di networking e investimento</b> e, in generale, aggiunge un <b>importante flusso di </b><i><b>business visitors</b></i> che va a sommarsi ai viaggiatori che scelgono la capitale danese per cultura, spazi verdi e gastronomia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/copenaghen-ospita-il-techbbq-2026-con-focus-su-startup-tecnologia-e-innovazione.html">Copenaghen ospita il TechBBQ 2026 con focus su startup, tecnologia e innovazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai – la città assegna il Sustainable Tourism Stamp a oltre 200 hotel</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-la-citta-assegna-il-sustainable-tourism-stamp-a-oltre-200-hotel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 07:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dubai Department of Economy and Tourism (DET), ente governativo di Dubai responsabile, tra le altre cose, dell’economia e del turismo, quest’anno ha assegnato il Sustainable Tourism Stamp a 237 alberghi in città. Il programma, il cui scopo è riconoscere strutture turistiche che abbracciano la sostenibilità e soddisfano i 19 requisiti relativi alla gestione dell’hotel, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <i>Dubai Department of Economy and Tourism</i> <i>(DET)</i>, ente governativo di Dubai responsabile, tra le altre cose, dell’economia e del turismo, quest’anno ha assegnato il <i><b>Sustainable Tourism Stamp</b></i> a 237 alberghi in città.</p>
<p>Il programma, il cui scopo è riconoscere strutture turistiche che abbracciano la sostenibilità e <b>soddisfano i 19 requisiti relativi alla gestione dell’hotel</b>, è cresciuto rapidamente nel corso di pochi anni. Basta pensare che, nel 2024, gli alberghi che hanno ottenuto questo riconoscimento erano appena 70 contro gli oltre 200 di oggi.</p>
<p><b>Dubai è una città nota in tutto il mondo per il continuo progresso, il lusso e come </b><i><b>hub </b></i><b>internazionale per investitori</b>, ai quali riserva benefici specifici, come la <b>fiscalità agevolata</b>. La città emiratina dimostra anche una particolare attenzione alla sostenibilità e il progetto dei <i>Sustainable Tourism Stamp</i>, pur ampliandosi oltre la sola <i>sustainability</i>, s’incastra perfettamente con questa visione.</p>
<p>Dubai è una città che <b>evolve instancabilmente</b> e che continua a dar prova delle sue capacità. Nel recente periodo in cui Dubai è stata coinvolta indirettamente nel conflitto che ha interessato la regione, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stato <b>uno dei principali portavoce per i connazionali in città </b>e per quelli rimasti in patria, divulgando soltanto notizie verificate, provenienti da fonti attendibili.</p>
<p>Adesso non solo Dubai continua a dimostrare di saper affrontare determinate situazioni con prontezza e organizzazione ma ha ripreso da tempo il proprio ritmo, continuando a confermarsi come una città che guarda al futuro dove <b>investimenti, lusso, sostenibilità e tecnologia si prendono per mano.</b></p>
<p>Il programma del <i>Sustainable Tourism Stamp</i> si snoda su diverse categorie – <i>Bronze, Silver</i> e <i>Gold</i> – per distinguere i differenti livelli di performance e conformità ai requisiti. Fra questi spiccano:</p>
<ul>
<li><b>Energia</b>. Con il monitoraggio e la gestione dei consumi nonché l’analisi delle misure per migliorare l’efficienza energetica;</li>
<li><b>Acqua</b>. Questa sezione include il monitoraggio del consumo e le misure per ridurne gli sprechi;</li>
<li><b>Rifiuti.</b> Il focus qui è sulla loro riduzione e sul loro recupero/riciclo quando possibile;</li>
<li><b>Personale</b>. Con attenzione data alla formazione e al coinvolgimento dello staff;</li>
<li><b>Comunità e conservazione</b>. Quest’area include il turismo responsabile e il mantenimento di un rapporto con la comunità locale.</li>
</ul>
<p><b>Il programma del </b><i><b>Sustainable Tourism Stamp</b></i><b> ben s’incastra con la tecnologia</b>, spesso utilizzata per misurare i risultati degli alberghi in varie categorie di requisiti, <b>e con la sostenibilità</b>. Anche in questo caso l’utilizzo della tecnologia è di fondamentale importanza per <b>individuare gli sprechi, intervenire e verificare i risultati dei vari progetti di miglioramento.</b></p>
<p>Infine, il programma del <i>Sustainable Tourism Stamp</i> evidenzia <b>un legame con il turismo</b>, cavallo di battaglia di <b>Dubai che, nel 2025, ha accolto ben 19,59 milioni di visitatori internazionali</b>, il 5% in più rispetto all’anno precedente.</p>
<p>I numeri delle persone che scelgono Dubai per le loro vacanze ma anche per investire o per prendere parte agli eventi di richiamo internazionale spesso ospitati dalla città emiratina sono destinati a crescere. Dubai si prepara, quindi, ad <b>accogliere sempre più visitatori</b> mentre, al contempo, <b>ambisce ad aumentare gli standard di sostenibilità delle strutture ricettive</b>.</p>
<p>Il programma<b> </b>del <i>Sustainable Tourism Stamp</i>, quindi, è <b>uno strumento attivo della strategia per sostenere gli obiettivi turistici a lungo termine di Dubai.</b></p>
<p>Se stai pensando di aprire una società a Dubai, il primo passo da fare è contattare <b>Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a>, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>,</p>
<p>Lo studio multidisciplinare mette a tua disposizione <b>60 professionisti</b> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – pronti a seguirti nel percorso di apertura della tua società a Dubai.</p>
<p><a name="Bookmark"></a><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-la-citta-assegna-il-sustainable-tourism-stamp-a-oltre-200-hotel.html">Vivere a Dubai – la città assegna il Sustainable Tourism Stamp a oltre 200 hotel</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marc, “Al Sofitel Phnom Penh Phokeethra il lusso e l’eleganza si uniscono al supporto alla comunità”</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/marc-sofitel-phnom-penh-phokeethra-cambogia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 09:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61412</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questa intervista Marc Emmanuel, General Manager del Sofitel Phnom Penh Phokeethra, situato nel cuore della capitale della Cambogia, ci racconta la storia e la visione dietro uno dei brand di hotel di lusso più conosciuti al mondo. Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra è uno splendido, grande hotel 5 stelle che offre un soggiorno definito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/marc-sofitel-phnom-penh-phokeethra-cambogia.html">Marc, “Al Sofitel Phnom Penh Phokeethra il lusso e l’eleganza si uniscono al supporto alla comunità”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa intervista <b>Marc Emmanuel, General Manager del Sofitel Phnom Penh Phokeethra</b>, situato nel cuore della <b>capitale della Cambogia</b>, ci racconta <b>la storia e la visione dietro uno dei brand di hotel di lusso più conosciuti al mondo.</b></p>
<p>Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra è uno splendido, grande hotel 5 stelle che offre <b>un soggiorno definito da attenzione al dettaglio</b>, incredibili esperienze culinarie, percorsi benessere, <b>escursioni personalizzate</b> e incontri con i membri del team, che vanno da genuine conversazioni a consigli per scoprire la città.</p>
<p>In più, <b>il Sofitel Phnom Penh Phokeethra supporta la comunità locale attraverso diverse iniziative solidali</b>. Marc Emmanuel ci porta dietro le quinte di questo lussuoso, impeccabile hotel a Phnom Penh, che è anche <b>un invito a scoprire la Cambogia</b>, un Paese in grado di offrire storia, cultura, genuina accoglienza e ricordi indimenticabili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61414 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-1-640x426.jpg" alt="Sofitel Phnom Penh Phokeethra" width="640" height="426" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-1-640x426.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-1-1536x1023.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-1-267x178.jpg 267w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Salve Marc. Puoi raccontarci brevemente la storia e la visione dietro al Sofitel Phnom Penh Phokeethra?</b></p>
<p>Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra ha accolto i primi ospiti nel dicembre 2010 e ha celebrato la sua apertura officiale a marzo 2011, diventando il primo grande hotel cinque stelle a Phnom Penh in oltre un decennio. La nostra visione è sempre stata quella di unire l’eleganza francese, definita dall’<i>art de vivre</i>, con il calore e la ricchezza culturale della Cambogia, dando vita a un’oasi di tranquillità nel cuore della capitale.</p>
<p><b>Ci sono stati dei cambiamenti nell’hotel dall’apertura a oggi? Se sì, quali?</b></p>
<p>L’hotel si è evoluto in maniera naturale allo stesso ritmo di Phnom Penh, che è diventata sempre di più una città dinamica e cosmopolita. Nel corso degli anni abbiamo costantemente perfezionato le nostre proposte culinarie, quelle del settore benessere e il servizio continuando a mantenere l’architettura, i giardini e il nostro carattere distintivo, che gli ospiti amano particolarmente.</p>
<p>Inoltre, il nostro impegno verso un turismo sempre più responsabile è diventato una parte cruciale del nostro percorso, come dimostrano le certificazioni <i>Green Globe</i> ottenute nel 2023, 2024 e 2025.</p>
<p><b>L’offerta culinaria al Sofitel Phnom Penh Phokeethra è davvero straordinaria. Puoi raccontarci qualcosa in più sui ristoranti disponibili?</b></p>
<p>L’aspetto culinario è una parte importante dell’esperienza Sofitel e nell’hotel di Phnom Penh gli ospiti possono godersi quattro diversi ristoranti. La Coupole è la nostra elegante brasserie francese mentre Do Forni propone piatti autentici della cucina italiana contemporanea in un’atmosfera romantica. Hachi presenta i raffinati sapori giapponesi e Fu Lu Zu è specializzato nella cucina cantonese e in quella Teochew, con dim sum preparati al momento. Tutti insieme, i nostri ristoranti offrono un viaggio culinario dall’Europa all’Asia senza che gli ospiti debbano lasciare l’hotel.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61416 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-2-640x426.jpg" alt="Sofitel Phnom Penh Phokeethra" width="640" height="426" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-2-640x426.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-2-1536x1022.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-2-267x178.jpg 267w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-2.jpg 1980w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Cosa distingue il Sofitel Phnom Penh Phokeethra dagli altri hotel dello stesso calibro?</b></p>
<p>Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra offre un mix di hotel urbano e atmosfera da resort. Anche se l’hotel si trova a breve distanza dalle principali attrazioni di Phnom Penh, dalle ambasciate e dal lungofiume, la nostra struttura è immersa in sette ettari di giardino e offre una vasta scelta di opzioni culinarie, benessere e per il tempo libero. A rendere l’esperienza di un soggiorno al Sofitel Phnom Penh Phokeethra davvero unica è la combinazione fra l’eleganza francese e la genuina ospitalità cambogiana che dà vita a un’esperienza raffinata e, al tempo stesso, personalizzata e accogliente.</p>
<p><b>Il Sofitel MY BED aggiunge un altro livello al lusso che l’ospite trova al Sofitel Phnom Penh Phokeethra. Puoi dirci qualcosa in più al riguardo?</b></p>
<p>Il Sofitel MY BED è progettato per far sentire gli ospiti subito a loro agio, anche quando sono lontano da casa. Materasso, topper, piumone, biancheria da letto e selezione di cuscini sono stati sviluppati con estrema cura per garantire il perfetto equilibrio tra il sostegno e una piacevole sensazione di morbidezza. Quando l’ospite si corica dopo una giornata di esplorazione in giro per Phnom Penh, il Sofitel MY BED offre un sonno rigenerante e profondo che trasforma l’hotel in un santuario.</p>
<p><b>Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra offre anche escursioni a Phnom Penh e dintorni per i suoi ospiti?</b></p>
<p>Sì. Il nostro servizio di concierge è a disposizione degli ospiti per creare esperienze personalizzate in base ai loro interessi, dalla visita del Palazzo Reale, del Museo Nazionale e dei quartieri storici fino a crociere sul fiume ed escursioni fuori città. Il team organizza anche trasporti confortevoli e guide, prendendosi cura di ogni aspetto pratico di un’escursione, così che gli ospiti possano scoprire Phnom Penh con i loro ritmi e senza preoccuparsi di nulla.</p>
<p><b>L’hotel offre anche trasferimenti aeroportuali di lusso. Quanto è importante per gli ospiti arrivare al Sofitel Phnom Penh Phokeethra in stile e nella massima tranquillità?</b></p>
<p>L’esperienza per i nostri ospiti comincia nel momento in cui arrivano in Cambogia. Un trasferimento aeroportuale privato rimuove l’ansia di dover gestire lo spostamento in una nuova destinazione e permette agli ospiti di rilassarsi subito dopo il viaggio. Essere accolti personalmente, ricevere assistenza con i bagagli e raggiungere comodamente l&#8217;hotel crea una prima impressione impeccabile che anticipa la cura e l’attenzione che riceveranno durante l’intero soggiorno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61417 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-3-640x480.jpg" alt="Sofitel Phnom Penh Phokeethra" width="640" height="480" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-3-640x480.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-3-1536x1153.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-3.jpg 1660w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Il Sofitel Phnom Penh Phokeethra propone un&#8217;offerta molto ampia dedicata al fitness e al benessere con piscine, campi da tennis e molto altro. Cosa puoi dirci al riguardo?</b></p>
<p>Le nostre strutture dedicate al benessere sono particolarmente complete per un hotel che si trova in città. Gli ospiti possono godersi la Sofitel Spa, due piscine e l’accesso gratuito al Phokeethra Sports Club che include una moderna palestra, campi da tennis e da squash. Sommate ai nostri vasti giardini, queste strutture offrono agli ospiti la possibilità di mantenersi in forma anche in viaggio, di rilassarsi e di recuperare l’energia durante il soggiorno.</p>
<p><b>Personalmente, ho trovato il calore e la professionalità del team con cui sono entrata in contatto la ciliegina sulla torta di un hotel il cui livello di lusso e servizio è senza eguali. Cosa puoi dirci riguardo a come le interazioni con i membri del team permettono agli ospiti di vivere la Cambogia in maniera più approfondita?</b></p>
<p>I membri del nostro team non sono solo professionisti dell’ospitalità ma anche ambasciatori del Paese. Attraverso conversazioni genuine, raccomandazioni personalizzate e piccoli gesti di attenzione, i membri del team permettono agli ospiti di comprendere le tradizioni locali, la cucina del posto e la vita di tutti i giorni al di là delle esperienze più turistiche. Sono proprio queste interazioni spontanee e calorose che spesso si trasformano nei ricordi più indelebili di un viaggio.</p>
<p>Questo spirito di connessione va al di là del rapporto con gli ospiti. Al Sofitel Phnom Penh Phokeethra, crediamo che promuovere la Cambogia significhi anche supportare il suo futuro e le persone che la abitano. Per questo, grazie a collaborazioni di lunga data con organizzazioni come Pour un Sourire d&#8217;Enfant (PSE), Project Khmer H.O.P.E., École Paul Dubrule, Mith Samlanh e Spoon Cambodia, oltre che con importanti istituzioni internazionali del settore alberghiero, ci impegniamo a creare opportunità concrete per le nuove generazioni di professionisti cambogiani. Dal 2020 oltre 300 giovani hanno partecipato a stage, programmi di formazione sul campo e percorsi di sviluppo della leadership e molti di loro hanno poi costruito una carriera di successo all&#8217;interno della famiglia Sofitel.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61418 size-medium" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-5-640x427.jpg" alt="Sofitel Phnom Penh Phokeethra" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-5-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-5-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-5-267x178.jpg 267w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/08/Sofitel-Phnom-Penh-Phokeethra-5.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Per i nostri ospiti, scegliere di stare con noi significa molto di più del godersi un’esperienza lussuosa. Ogni soggiorno al Sofitel Phnom Penh Phokeethra porta la firma di un hotel profondamente coinvolto nella comunità locale, che supporta i professionisti dell’ospitalità in Cambogia perché questa possa crescere sempre di più. Siamo convinti che il vero lusso non sia definito solo da un servizio impeccabile ma anche dall’impatto positivo e duraturo che costruiamo giorno dopo giorno insieme alla comunità locale.</p>
<p><b>Perché i viaggiatori italiani dovrebbero scegliere proprio la Cambogia?</b></p>
<p>La Cambogia offre tutto quello che rende un viaggio indimenticabile: una storia straordinaria, antichi templi, una popolazione accogliente, vivaci città, la bellissima campagna e una ricca tradizione culinaria. Phnom Penh è un’affascinante introduzione al Paese mentre destinazioni come Siem Reap, la costa e le province più remote rivelano altri aspetti della Cambogia. Per i viaggiatori italiani che apprezzano la cultura, l’ospitalità, il buon cibo e genuini scambi umani, la Cambogia è una destinazione perfetta, in grado di offrire emozioni e scoperta.</p>
<p><b>Link utili:</b></p>
<p>Sito web: <a href="https://www.sofitel-phnompenh-phokeethra.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.sofitel-phnompenh-phokeethra.com/</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/SofitelPhnomPenhPhokeethra/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.facebook.com/SofitelPhnomPenhPhokeethra/</a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/sofitelphnompenh/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.instagram.com/sofitelphnompenh/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/marc-sofitel-phnom-penh-phokeethra-cambogia.html">Marc, “Al Sofitel Phnom Penh Phokeethra il lusso e l’eleganza si uniscono al supporto alla comunità”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Berlino: l’IFA Berlin 2026 porta in città tecnologia e innovazione</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-berlino-lifa-berlin-2026-porta-in-citta-tecnologia-e-innovazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 08:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La capitale tedesca, nota per ospitare le fiere internazionali, dal 4 all’8 settembre sarà il palcoscenico dell’IFA Berlin 2026, iniziativa dedicata alla tecnologia di consumo e all’innovazione digitale. Secondo le stime, l’evento attirerà oltre 1.900 brand, espositori provenienti da più di 49 Paesi e visitatori che arriveranno a Berlino da oltre 140 nazioni. Le principali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-berlino-lifa-berlin-2026-porta-in-citta-tecnologia-e-innovazione.html">Vivere a Berlino: l’IFA Berlin 2026 porta in città tecnologia e innovazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>La capitale tedesca</b>, nota per ospitare le fiere internazionali, <b>dal 4 all’8 settembre sarà il palcoscenico dell’</b><i><b>IFA Berlin 2026</b></i>, iniziativa dedicata alla <b>tecnologia di consumo</b> e all’<b>innovazione digitale</b>.</p>
<p>Secondo le stime, l’evento attirerà oltre 1.900 brand, espositori provenienti da più di 49 Paesi e visitatori che arriveranno a Berlino da oltre 140 nazioni. <b>Le principali aree tematiche dell’</b><i><b>IFA Berlin 2026 </b></i><b>sono:</b></p>
<ul>
<li>Intelligenza Artificiale (AI);</li>
<li><i>Smart Home</i>;</li>
<li><i>Consumer Electronics</i>;</li>
<li>Tecnologie sostenibili.</li>
</ul>
<p><b>L’Intelligenza Artificiale è uno dei temi centrali della trasformazione tecnologica in corso</b> e all’<i>IFA Berlin 2026 </i>sarà presentata principalmente <b>nella sua applicazione quotidiana,</b> per esempio come automazione domestica, servizi digitali o dispositivi intelligenti.</p>
<p>La sezione dedicata alla <i><b>Smart Home</b></i> (“casa intelligente”) tratta argomenti come le abitazioni connesse, dispositivi che comunicano fra loro, maggiore efficienza negli ambiti domestici e la gestione intelligente di energie e consumi. Questa parte, inoltre, <b>vede un collegamento con la sostenibilità</b> perché la tecnologia <i>smart</i> può contribuire a ridurre gli sprechi energetici.</p>
<p>L’area sui <i><b>Consumer Electronics</b></i>, invece, comprende <b>elettronica di consumo</b>, dispostivi personali, prodotti digitali per la casa e il tempo libero nonché <b>innovazioni presentate prima della loro diffusione sul mercato. </b></p>
<p>Le <b>tecnologie sostenibili</b>, infine, approfondiscono temi come l’innovazione tecnologica legata all’efficienza energetica, il rapporto tra tecnologia e consumo responsabile e <b>prodotti progettati con più attenzione all’impatto ambientale. </b></p>
<p>L’iniziativa s’incastra bene nel panorama di <b>Berlino, destinazione culturale ma anche centro europeo per eventi, congressi e innovazione</b>. Nel 2025 la città ha accolto <b>12,4 milioni di visitatori</b> e oggi guarda a un mix di eventi, fra cui l’<i>IFA Berlin 2026</i>, in grado di attirare in città non solo turisti che vogliono scoprirne l’arte, la cultura e il cibo ma anche <b>professionisti, aziende e investitori.</b></p>
<p>Berlino, inoltre, è <b>il principale ecosistema di </b><i><b>startup</b></i><b> della Germania</b>, con una posizione particolarmente forte nei settori dell’Intelligenza Artificiale, del <i>climate tech</i> e del <i>deep tech</i>.</p>
<p><b>L’</b><i><b>IFA Berlin 2026 </b></i><b>contribuisce a rafforzare il ruolo di Berlino come capitale europea dell’innovazione</b>. Ospitare uno degli eventi tecnologici più conosciuti al mondo per la città significa consolidare la propria immagine come<i> </i><i><b>hub</b></i><b> globale per la trasformazione digitale</b> ma anche generare turismo internazionale collegato proprio all’evento.</p>
<p>Espositori, <i>buyers</i>, giornalisti, visitatori interessati alla tecnologia e professionisti del settore alloggiano negli alberghi, cenano nei ristoranti di Berlino e ne visitano le attrazioni, contribuendo alla sua economia.</p>
<p>Ancora, l’<i>IFA Berlin 2026 </i>crea un <b>ponte fra tecnologia e sostenibilità</b> con molte aree dedicate proprio alle soluzioni che combinano progresso e tutela dell’ambiente.</p>
<p>L’<i>IFA Berlin 2026</i>, quindi, non solo <b>aumenta la visibilità internazionale di Berlino</b> solidificando la sua posizione ma <b>unisce tre elementi strategici della città</b> – turismo internazionale, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile – accendendo i riflettori sulla capitale tedesca come destinazione perfetta non solo per chi ama storia e cultura ma anche per <b>chi cerca nuove idee e progressi verso un futuro sempre più digitalizzato. </b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-berlino-lifa-berlin-2026-porta-in-citta-tecnologia-e-innovazione.html">Vivere a Berlino: l’IFA Berlin 2026 porta in città tecnologia e innovazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: in arrivo il Dubai Global Futures &#038; Sustainable Leadership Summit 2026</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-il-dubai-global-futures-sustainable-leadership-summit-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 08:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dubai, conosciuta in tutto il mondo per il lusso e il continuo progresso, capace di attirare investitori da ogni parte del globo grazie a benefici a loro riservati come la fiscalità agevolata, si prepara per il Dubai Global Futures &#38; Sustainable Leadership Summit 2026, che si terrà dal 28 al 31 agosto. L’evento prevede la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-il-dubai-global-futures-sustainable-leadership-summit-2026.html">Vivere a Dubai: in arrivo il Dubai Global Futures &#038; Sustainable Leadership Summit 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, conosciuta in tutto il mondo per <b>il lusso e il continuo progresso</b>, capace di <b>attirare investitori da ogni parte del globo</b> grazie a benefici a loro riservati come la <b>fiscalità agevolata</b>, si prepara per il <i><b>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026</b></i>, che si terrà dal 28 al 31 agosto.</p>
<p>L’evento prevede la partecipazione di <b>giovani leader, professionisti, studenti </b>e <b>partecipanti interessati all’innovazione, alle nuove tecnologie e allo sviluppo sostenibile. </b>Negli ultimi anni Dubai ha investito moltissimo nel settore della tecnologia con lo scopo di diventare <b>una delle città più avanzate al mondo.</b></p>
<p>La città emiratina è stata indirettamente coinvolta nel recente conflitto che ha interessato la regione ma questo non ha fermato il suo progresso. Durante quei mesi, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stato una delle principali voci dalla città, parlando agli italiani a Dubai e a quelli rimasti in patria esclusivamente attraverso <b>notizie provenienti da fonti attendibili</b>.</p>
<p>Dubai è ripartita alla grande e iniziative come il <i>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026</i> ne sono la prova. <b>Gli eventi internazionali fanno parte della strategia di crescita della città </b>per aumentare il turismo in ogni periodo dell’anno, rafforzare il settore dei meetings e delle conferenze nonché attrarre <b>visitatori interessati anche a business, formazione e innovazione.</b></p>
<p>Dubai si distingue da tempo come una delle città più visitate al mondo, forte di <b>19,59 milioni di visitatori internazionali nel 2025</b>, dato che segna il 5% in più rispetto all’anno precedente. La città, quindi, non vuole più essere vista solo come una destinazione per gli amanti del lusso, dello shopping e delle spiagge ma si sta affermando sempre di più come <b>destinazione ideale per investimenti, incontri internazionali e tecnologia.</b></p>
<p><b>I principali temi del </b><i><b>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026</b></i>, infatti, <b>sono</b>:</p>
<ul>
<li>Innovazione;</li>
<li>Trasformazione digitale;</li>
<li>Sostenibilità;</li>
<li>Leadership del futuro;</li>
<li>Collaborazioni internazionali.</li>
</ul>
<p>L’obiettivo è creare <b>uno spazio di confronto su come le nuove generazioni possono contribuire alle sfide del futuro </b>legate al cambiamento climatico, all’innovazione tecnologica e alla cooperazione internazionale.</p>
<p>L’evento si collega facilmente alla visione tecnologica di Dubai perché <b>porta in città talenti internazionali, imprenditori e </b><i><b>startup</b></i><b> </b>con competenze digitali, che possono investire nei settori emergenti.</p>
<p>Anche la <b>sostenibilità</b>, altro pilastro del <i>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026,</i> fa parte della visione di crescita della città. Nonostante le numerose iniziative nel settore, Dubai non si ferma e ambisce a <b>sviluppare nuove competenze ambientali</b>, <b>soluzioni urbane più efficienti e collaborazioni internazionali su temi climatici</b>. Per questo, il collegamento con il <i>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026</i> è di fondamentale importanza.</p>
<p>Dubai è una città che da sempre guarda al futuro e negli ultimi anni si sta confermando sempre di più come un <i><b>hub</b></i><b> tecnologico</b> e come <b>location perfetta per vari eventi di richiamo internazionale.</b></p>
<p>Iniziative come il <i>Dubai Global Futures &amp; Sustainable Leadership Summit 2026</i> confermano i progressi di Dubai come città capace sia di<b> attirare grandi flussi di turisti tradizionali </b>sia di<b> richiamare persone interessate all’innovazione.</b></p>
<p><b>Se stai pensando di aprire la tua società a Dubai</b>, <b>il tuo punto di riferimento</b> è <b>Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a>, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>,</p>
<p>Lo studio multidisciplinare mette a tua disposizione <b>60 professionisti</b> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – pronti a seguirti nel percorso di apertura della tua società a Dubai.</p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/ibiza-in-famiglia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 16:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61398</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini Quando si pensa a Ibiza, l&#8217;immaginario corre subito ai beach club, alla movida e alle notti che sembrano non finire mai. Eppure, l&#8217;isola delle Baleari nasconde un&#8217;anima molto più tranquilla, fatta di calette riparate, acque cristalline e paesaggi mediterranei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Ibiza in famiglia: Le spiagge più sicure e i piani migliori per viaggiare con i bambini</b></h2>
<p>Quando si pensa a <b>Ibiza</b>, l&#8217;immaginario corre subito ai beach club, alla movida e alle notti che sembrano non finire mai. Eppure, l&#8217;isola delle Baleari nasconde un&#8217;anima molto più tranquilla, fatta di calette riparate, acque cristalline e paesaggi mediterranei che la rendono una meta ideale anche per chi viaggia con i bambini.<a name="section"></a></p>
<p>Scegliendo le zone giuste e programmando il soggiorno nei periodi meno affollati, è possibile vivere una vacanza rilassante tra spiagge sicure, borghi sul mare e attività all&#8217;aria aperta. Le dimensioni contenute dell&#8217;isola permettono inoltre di spostarsi facilmente da una località all&#8217;altra, rendendo semplice esplorare alcune delle baie più belle senza affrontare lunghi tragitti in auto.</p>
<p>In questa guida scopriamo <b>le migliori spiagge di Ibiza per famiglie</b>, le aree più adatte dove soggiornare con i bambini e qualche idea per rendere la vacanza ancora più piacevole, tra natura, mare ed escursioni.</p>
<h2><a name="le-spiagge-di-ibiza-più-adatte-alle-famiglie"></a> <b>Le spiagge di Ibiza più adatte alle famiglie</b></h2>
<p>Tra i punti di forza dell&#8217;isola ci sono le numerose baie protette, caratterizzate da <b>fondali bassi</b>, <b>acque calme</b> e <b>sabbia soffice</b>, perfette per chi viaggia con bambini.</p>
<h3><a name="cala-llonga"></a><b>Cala Llonga</b></h3>
<p>Situata tra Ibiza Città e <b>Santa Eulària des Riu</b>, <b>Cala Llonga</b> è una delle <a href="https://www.voglioviverecosi.com/spiagge-di-ibiza.html">spiagge più belle di Ibiza</a> e una delle più apprezzate dalle famiglie. La baia è ampia e ben riparata, mentre il fondale degrada dolcemente, permettendo anche ai più piccoli di fare il bagno in sicurezza.</p>
<p>A pochi passi dalla spiaggia si trovano ristoranti, supermercati, aree gioco e numerose strutture ricettive. Chi sceglie questa zona può soggiornare a <b>Santa Eulària</b>, una delle località più family friendly dell&#8217;isola, perfetta anche per raggiungere facilmente <b>Es Canar</b>, <b>Cala Nova</b> e altre spiagge della costa orientale.</p>
<h3><a name="es-canar-e-cala-nova"></a><b>Es Canar e Cala Nova</b></h3>
<p>A pochi minuti da Santa Eulària si trovano <b>Es Canar</b> e <b>Cala Nova</b>, due spiagge molto apprezzate da chi viaggia con bambini.</p>
<p>Es Canar offre tutti i principali servizi e un fondale che degrada lentamente, mentre Cala Nova, più ampia e immersa nella natura, alterna zone tranquille ad altre più ventilate, amate anche dagli appassionati di sport acquatici.</p>
<p>Soggiornare in quest&#8217;area permette di esplorare facilmente diverse spiagge senza affrontare lunghi spostamenti, mantenendo sempre un&#8217;atmosfera rilassata e adatta alle famiglie.</p>
<h3><a name="cala-vadella"></a><b>Cala Vadella</b></h3>
<p>Sulla costa occidentale, <b>Cala Vadella</b> è una baia raccolta e protetta dalle colline circostanti. La sabbia fine e le acque cristalline la rendono perfetta per trascorrere una giornata in famiglia, alternando bagni, giochi sulla spiaggia e una pausa nei ristoranti affacciati sul mare.</p>
<p>È una buona scelta anche per chi desidera soggiornare nella parte sud-occidentale dell&#8217;isola, lontano dalla movida ma vicino a splendide calette come <b>Cala Carbó</b> e <b>Cala d&#8217;Hort</b>.</p>
<h3><a name="portinatx"></a><b>Portinatx</b></h3>
<p>Nel nord dell&#8217;isola, <b>Portinatx</b> è una delle località più rilassate di Ibiza.</p>
<p>Le sue tre spiagge, con fondali bassi e mare trasparente, sono ideali per i bambini e per chi ama fare snorkeling. Rispetto ad altre aree dell&#8217;isola è meno affollata anche in alta stagione.</p>
<p>Soggiornare qui significa avere a portata di mano alcune delle baie più suggestive del versante settentrionale, perfette per chi cerca tranquillità e natura.</p>
<h3><a name="cala-bassa"></a><b>Cala Bassa</b></h3>
<p>Tra le spiagge più famose di Ibiza, <b>Cala Bassa</b> conquista per il mare turchese, la sabbia dorata e i fondali bassi.</p>
<p>Arrivando nelle prime ore del mattino è possibile godersi questo angolo di costa con maggiore tranquillità. Chi soggiorna nei dintorni di <b>Sant Antoni de Portmany</b>, preferibilmente nelle zone più tranquille lontane dal centro, può raggiungere facilmente sia Cala Bassa sia la vicina <b>Cala Comte</b>, celebre per le sue acque dai colori caraibici.</p>
<h3><a name="es-figueral-e-cala-blanca"></a><b>Es Figueral e Cala Blanca</b></h3>
<p>Chi preferisce le zone meno battute dovrebbe dirigersi verso <b>Es Figueral</b>, sulla costa nord-orientale dell&#8217;isola. Qui il paesaggio è più selvaggio e rilassato, con spiagge come <b>Cala Blanca</b> e la vicina <b>Aigües Blanques</b>, ideali per chi cerca acque limpide e un&#8217;atmosfera tranquilla.</p>
<p>È anche una delle aree migliori dove soggiornare con i bambini, grazie ai ritmi lenti e alla vicinanza di numerose spiagge facilmente raggiungibili in auto.</p>
<p>Per chi desidera una struttura direttamente sul mare, l&#8217;<a href="https://www.invisahoteles.com/it/hotel-ibiza/hotel-cala-blanca-es-figueral/"><b>Invisa Hotel Club Cala Blanca</b></a> rappresenta una soluzione particolarmente indicata per le famiglie, grazie alle piscine dedicate, ai programmi di animazione e alla posizione privilegiata sulla spiaggia di Es Figueral.</p>
<h2><a name="qualche-idea-oltre-la-spiaggia"></a><b>Qualche idea oltre la spiaggia</b></h2>
<p>Anche se il mare resta il protagonista di una vacanza a Ibiza, l&#8217;isola offre diverse attività pensate anche per le famiglie. Una passeggiata tra i vicoli di <b>Dalt Vila</b>, il centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO, permette di scoprire bastioni, piazzette e scorci panoramici che incuriosiscono anche i più piccoli.</p>
<p>Chi ama la natura può trascorrere qualche ora nel <b>Parco Naturale di Ses Salines</b>, dove, in alcuni periodi dell&#8217;anno, è possibile osservare i fenicotteri nelle saline, oppure percorrere uno dei facili sentieri costieri che conducono a punti panoramici e calette meno conosciute.</p>
<p>Per i bambini più curiosi, meritano una visita anche l&#8217;<b>Acquario Cap Blanc</b>, ricavato all&#8217;interno di una grotta naturale e dedicato alla fauna marina del Mediterraneo, e il <b>Mercatino Hippy di Punta Arabí</b>, a Es Canar, dove tra bancarelle, musica dal vivo e laboratori artigianali si respira l&#8217;anima più autentica dell&#8217;isola.</p>
<p>Infine, una breve escursione in barca lungo la costa rappresenta un&#8217;esperienza che mette d&#8217;accordo tutta la famiglia: permette di raggiungere baie accessibili solo via mare, fare snorkeling nelle acque più limpide e ammirare Ibiza da una prospettiva diversa.</p>
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		<title>Vivere a Dublino: la Fáilte Ireland lancia la Corporate Strategy 2026-2029</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dublino-la-failte-ireland-lancia-la-corporate-strategy-2026-2029.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:37:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fáilte Ireland, l’ente nazionale responsabile dello sviluppo del turismo nella Repubblica d&#8217;Irlanda, ha presentato una nuova strategia che guiderà il settore turistico nei prossimi tre anni. Anche se la Corporate Strategy 2026-2029 riguarda tutto il Paese, Dublino rimane la principale porta d’accesso e beneficerà degli obiettivi della strategia quali la crescita sostenibile, lo sviluppo del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><b>Fáilte Ireland</b></i>, l’ente nazionale responsabile dello sviluppo del turismo nella Repubblica d&#8217;Irlanda, ha presentato <b>una nuova strategia che guiderà il settore turistico nei prossimi tre anni.</b></p>
<p>Anche se la <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> riguarda tutto il Paese, <b>Dublino rimane la principale porta d’accesso</b> e <b>beneficerà degli obiettivi della strategia</b> quali la crescita sostenibile, lo sviluppo del turismo gastronomico e di quello <i>outdoor</i> nonché una maggiore attenzione alla tecnologia.</p>
<p>Lo scopo della <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> non è semplicemente quello di aumentare il numero di visitatori ma di <b>puntare alla destagionalizzazione</b>, migliorando la loro esperienza e distribuendo i flussi turistici in varie zone del Paese.</p>
<p>La capitale irlandese vuole <b>rafforzare la propria offerta gastronomica</b> valorizzando i prodotti locali, i mercati, le esperienze culinarie autentiche e le collaborazioni tra chef, produttori e operatori turistici. Questo nuovo tipo di offerta può aumentare la durata della permanenza dei visitatori a Dublino, sostenere i piccoli produttori irlandesi e <b>differenziare la città da altre capitali europee.</b></p>
<p>Sulla stessa scia, <b>le esperienze </b><i><b>outdoor</b></i>, ovvero quelle all’aria aperta, ambiscono a far diventare parte dell’offerta turistica attività come le camminate lungo la baia di Dublino, i grandi parchi urbani e i collegamenti con le aree naturali nelle vicinanze. Il programma punta a <b>favorire un turismo più sostenibile</b>, distribuendo meglio i visitatori durante l’anno e <b>creando nuove opportunità per gli operatori e le imprese locali.</b></p>
<p>Grande attenzione viene data, inoltre, alla <b>tecnologia</b>.</p>
<p><b>Dublino è il principale polo tecnologico irlandese</b> e come tale sarà al centro della trasformazione digitale del settore. La strategia prevede <b>un maggior utilizzo dell’Intelligenza Artificiale</b>, un marketing digitale più efficace, la digitalizzazione delle imprese turistiche e l’uso di strumenti pensati per analizzare i dati sui visitatori.</p>
<p>Lo scopo è far sì che, entro il 2030, <b>il 90% delle imprese turistiche irlandesi utilizzi strumenti digitali avanzati </b>e almeno il 25% di queste realtà faccia uso dell’Intelligenza Artificiale. Questi cambiamenti permetteranno di <b>comprendere meglio i trend turistici</b>, di distribuirli nelle aree del Paese meno congestionate, di <b>migliorare l’efficienza delle imprese</b> e di far crescere la competività nazionale.</p>
<p>La <i>Corporate Strategy 2026-2029</i> firmata <i>Fáilte Ireland</i>, quindi, ha l’obiettivo di <b>aumentare la qualità del turismo nel Paese</b> in generale e a Dublino in particolare. La maggior parte dei visitatori, infatti, entra in Irlanda attraverso la sua capitale e molte persone si fermano solo lì. Trasformare Dublino in <b>una città in grado di attirare turisti anche nei mesi di bassa stagione</b> significa favorire la più forte porta d’ingresso per il resto dell’Irlanda e la capitale stessa diventerà <b>una città più moderna, sostenibile e resiliente </b>capace di richiamare visitatori con <b>un’offerta multisfaccettata</b> che spalma i flussi turisitici su tutto l’anno.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: partnership strategica fra Dubai DET e Amadeus per la tecnologia nel turismo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-partnership-strategica-fra-dubai-det-e-amadeus-per-la-tecnologia-nel-turismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’accordo fra il Dubai Department of Economy and Tourism (DET), ente che gestisce la strategia turistica ed economica di Dubai, e Amadeus, azienda globale specializzata in tecnologie per il settore dei viaggi, formalizzato attraverso un’intesa strategica che definisce le aree della futura collaborazione, ha lo scopo principale di creare un ecosistema dedicato allo sviluppo della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’accordo fra il <i><b>Dubai Department of Economy and Tourism (DET)</b></i>, ente che gestisce la strategia turistica ed economica di Dubai, e <b>Amadeus</b>, azienda globale specializzata in tecnologie per il settore dei viaggi, formalizzato attraverso un’intesa strategica che definisce le aree della futura collaborazione, ha lo scopo principale di <b>creare un ecosistema dedicato allo sviluppo della </b><i><b>travel technology</b></i><b> a Dubai.</b></p>
<p>Questo riguarda le tecnologie applicate al settore dei viaggi, i cui obiettivi sono:</p>
<ul>
<li>Accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni digitali per il turismo;</li>
<li>Usare dati e tecnologie avanzate per far sì che il settore turistico sia più efficiente;</li>
<li>Migliorare l’esperienza dei visitatori;</li>
<li>Rafforzare il ruolo di Dubai come centro per l’innovazione nel settore dei viaggi.</li>
</ul>
<p>La città emiratina, inoltre, è una delle più visitate al mondo. <b>Nel 2025 Dubai ha accolto 19,59 milioni di visitatori internazionali</b> e ogni anno attrae <b>investitori</b> provenienti da ogni parte del globo grazie a benefici a loro riservati, come la <b>fiscalità agevolata.</b></p>
<p>Nonostante il recente periodo in cui Dubai si è ritrovata protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione, la città non solo è rimasta in piedi ma è tornata velocemente allo stile di vita e al progresso che l’hanno sempre caratterizzata. In quello scenario <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai, è stato una voce autorevole che ha parlato agli italiani </b>in città e a quelli in patria utilizzando esclusivamente notizie provenienti da fonti affidabili.</p>
<p>La partnership strategica fra il <i>Dubai Department of Economy and Tourism (DET)</i> e Amadeus è particolarmente importante perché unisce <b>turismo, tecnologia, sostenibilità ed efficienza</b>. Le principali aree di collaborazione includono:</p>
<ul>
<li><i><b>Travel technology e innovazione digitale</b></i>. L’obiettivo è sviluppare e sperimentare nuove tecnologie per il turismo, sfruttando l’AI per analizzare grandi dati turistici, prevedere le tendenze di viaggio e migliorare la personalizzazione dei servizi.</li>
<li><b>Miglioramento dell’esperienza del turista.</b> Questo ramo include tutta la fase di viaggio della persona, dalla pianificazione ai servizi in loco. Lo scopo è usare la tecnologia per creare un’esperienza fluida.</li>
<li><b>Biometria.</b> La biometria rende possibile l’utilizzo di caratteristiche personali, come il riconoscimento facciale, per semplificare alcune procedure. Applicata al turismo, la biometria può facilitare l’identificazione, la riduzione dei tempi di controllo e gli accessi digitalizzati.</li>
<li><b>Ottimizzazione dell’esperienza aeroportuale</b>. L’aeroporto è il primo punto di incontro fra il visitatore e una città. Per questo, la partnership ambisce a usare la tecnologia per gestire i flussi di passeggeri, organizzare i servizi aeroportuali e l’efficienza delle operazioni. Questo punto è cruciale per Dubai dato che il suo aeroporto internazionale è uno dei più trafficati al mondo.</li>
<li><i><b>Access management</b></i><b> e pagamenti digitali.</b> Si tratta della gestione digitale degli ingressi alle strutture e ai servizi mentre i pagamenti senza contatto (<i>touchless payments</i>) portano maggiore velocità, più comodità e riduzione delle procedure fisiche.</li>
</ul>
<p>L’efficienza digitale dell’accordo abbraccia anche la <b>sostenibilità</b>, argomento particolarmente caro a Dubai, attraverso la gestione tecnologica dei dati come strumento per far diventare la città sempre più efficiente. Ancora, la partnership è collegata alla <i><b>Dubai Economic Agenda D33</b></i> i cui obiettivi principali includono la crescita economica, lo sviluppo di settori innovativi, l’attrazione d’investimenti e il <b>rafforzamento della posizione di Dubai come città globale</b>.</p>
<p>La partnership DET–Amadeus è anche un segnale di come Dubai richiami <b>investitori nel ramo dell’economia dell’innovazione</b>. La città, infatti, non punta più semplicemente al turismo generico ma a quello “intelligente”, attirando aziende che lavorano sull’Intelligenza Artificiale applicata al turismo, sulla gestione dei dati, sull’automazione, sui servizi digitali e sulla <i>smart mobility</i>, di modo da aumentare l’efficacia della città stessa per rispondere al crescente numero di visitatori</p>
<p><b>Se stai pensando di investire a Dubai, il primo passo da fare è contattare</b> <b>la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>60 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti guideranno lungo il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre La crema antirughe è spesso associata a un’idea molto rigida di età: si pensa che debba comparire nella routine solo quando i segni sono già evidenti, oppure, al contrario, che sia necessario iniziare prestissimo per “prevenire tutto”. In realtà l’approccio più corretto è meno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html">Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><a name="_heading=h.xq428osoebhd"></a>Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</strong></h2>
<p>La crema antirughe è spesso associata a un’idea molto rigida di età: si pensa che debba comparire nella routine solo quando i segni sono già evidenti, oppure, al contrario, che sia necessario iniziare prestissimo per “prevenire tutto”. In realtà l’approccio più corretto è meno schematico e più legato alle caratteristiche della pelle. <b>Le rughe, le linee sottili e la perdita di elasticità non compaiono nello stesso momento per tutti, perché dipendono da fattori diversi</b>: predisposizione individuale, esposizione al sole, stile di vita, qualità del sonno, stress, detersione, idratazione e continuità della protezione solare.</p>
<p>Parlare di <a href="https://www.loreal-paris.it/cura-del-viso/revitalift"><b>crema viso antirughe</b></a> significa quindi parlare di un trattamento cosmetico da inserire con consapevolezza, non di un passaggio obbligatorio legato a una soglia anagrafica precisa. A vent’anni la priorità è spesso mantenere una barriera cutanea in equilibrio, idratare bene e proteggere la pelle dai raggi UV. Intorno ai trenta, quando possono comparire le prime linee di espressione più visibili, può diventare utile <b>scegliere texture e attivi che aiutino a mantenere la pelle dall’aspetto elastico, levigato e luminoso</b>. Dopo i quaranta e oltre, la routine può diventare più strutturata, con formule pensate per accompagnare i cambiamenti cutanei legati al tempo.</p>
<h2><a name="_heading=h.x0vcdky245uo"></a>L’età conta, ma conta di più il bisogno della pelle</h2>
<p>Una pelle giovane non ha necessariamente bisogno di prodotti ricchi o molto intensivi. Se la pelle è mista o grassa, una crema troppo corposa può risultare poco piacevole e portare a usare il prodotto con poca costanza. Al contrario, una pelle secca o disidratata può trarre beneficio da una texture più nutriente anche prima che i segni siano marcati. <b>La scelta dovrebbe partire sempre dall’osservazione</b>: la pelle tira dopo la detersione? Appare spenta? Le linee sono più evidenti quando manca idratazione? Il colorito è meno uniforme? Sono questi dettagli a guidare la routine.</p>
<p>Nei primi approcci antiage, spesso è sufficiente puntare su idratazione, sieri con attivi antiossidanti e protezione solare quotidiana. L’obiettivo è aiutare la pelle a mantenere un aspetto sano, fresco e uniforme. Con il passare degli anni possono entrare in gioco formule più mirate, ad esempio con ingredienti noti in cosmetica per supportare la sensazione di compattezza,<b> migliorare la luminosità o rendere la superficie cutanea più levigata</b>. L’importante è evitare l’idea che un solo prodotto possa fare tutto: la crema funziona meglio quando è inserita in una routine coerente.</p>
<h2><a name="_heading=h.sla30edbg4qj"></a>Come inserire la crema antirughe nella routine</h2>
<p>Il momento ideale per applicare la crema è <b>dopo la detersione</b> e, se presente, dopo il siero. La pelle dovrebbe essere pulita e pronta a ricevere il trattamento. La quantità non deve essere eccessiva: una dose adeguata, distribuita su viso e collo, permette alla texture di assorbirsi meglio e di risultare più confortevole. Il massaggio può essere delicato, dal centro del viso verso l’esterno, senza tirare la pelle e senza trasformare l’applicazione in un gesto ‘stressante’.</p>
<p>Al mattino la crema dovrebbe dialogare con la protezione solare, soprattutto quando si parla di prevenzione dell’invecchiamento cutaneo precoce. L’esposizione UV è uno dei fattori che più influenzano l’aspetto della pelle nel tempo, quindi una routine antiage senza fotoprotezione rischia di essere incompleta. La sera, invece, si può scegliere una texture più avvolgente o un trattamento più ricco, soprattutto se la pelle tende a disidratarsi durante la giornata.</p>
<h2><a name="_heading=h.puys6ooljvr9"></a>Formulazioni diverse per momenti diversi</h2>
<p>A trent’anni può essere interessante una crema leggera ma idratante, che lavori su luminosità e prime linee sottili. A quaranta, <b>la pelle può richiedere una maggiore attenzione alla compattezza e alla continuità della routine</b>. A cinquanta e oltre, spesso cambia anche la percezione del comfort: la pelle può apparire più secca, meno elastica, più bisognosa di texture morbide e restitutive. Non esiste però una regola universale, perché una pelle matura può essere ancora mista e una pelle giovane può essere molto secca.</p>
<p><b>Il punto centrale è scegliere una crema che si usa volentieri</b>. La migliore formula, se resta nel cassetto perché unge, tira o non si combina bene con il make-up, non potrà dare continuità alla routine. Una buona crema antirughe dovrebbe inserirsi nella vita quotidiana con naturalezza, migliorando la sensazione della pelle e accompagnandone i cambiamenti. L’antiage moderno non è più una corsa contro i segni del tempo, ma un modo per sostenere una pelle dall’aspetto equilibrato e coerente con ogni fase della vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/crema-viso-antirughe-quando-iniziare-davvero-e-quali-benefici-offre.html">Crema viso antirughe: quando iniziare davvero e quali benefici offre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/mens-grooming-la-cura-di-se-maschile-e-cambiata-davvero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero Il grooming maschile non è più un territorio fatto solo di rasatura, dopobarba e profumo. Negli ultimi anni la cura del viso maschile è diventata più consapevole, più personalizzata e decisamente meno legata agli stereotipi. Oggi un uomo può desiderare una pelle dall’aspetto fresco, una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/mens-grooming-la-cura-di-se-maschile-e-cambiata-davvero.html">Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a name="_heading=h.k1hbplkx0vuf"></a>Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</strong></h2>
<p>Il grooming maschile non è più un territorio fatto solo di rasatura, dopobarba e profumo. Negli ultimi anni la cura del viso maschile è diventata più consapevole, più personalizzata e decisamente meno legata agli stereotipi. Oggi un uomo può desiderare una pelle dall’aspetto fresco, una barba ordinata, un contorno occhi meno segnato o una routine semplice ma efficace senza che questo venga percepito come qualcosa di complicato.</p>
<p><b>Il cambiamento nasce anche da una nuova idea di benessere quotidiano</b>. La skincare non è più vista come un rituale lungo o esclusivamente femminile, ma come un modo pratico per sentirsi a posto, migliorare il comfort della pelle e affrontare la giornata con più sicurezza. La differenza sta nel trovare prodotti e passaggi coerenti con il proprio stile di vita: pochi, chiari e facili da usare.</p>
<h2><a name="_heading=h.gdkuas2c4p8"></a>La pelle maschile ha esigenze specifiche</h2>
<p>La pelle dell’uomo può presentare caratteristiche particolari, come una maggiore tendenza alla produzione di sebo, pori più visibili o una texture più spessa. A questo si aggiunge la rasatura, che può influire sulla sensazione di comfort e rendere alcune zone del viso più sensibili. Per questo una routine maschile dovrebbe essere essenziale, ma non improvvisata.</p>
<p><b>Il primo passaggio resta la detersione</b>. Un detergente viso adatto aiuta a rimuovere impurità, sudore e sebo in eccesso, lasciando la pelle pronta ai trattamenti successivi. Dopo la detersione, una crema idratante leggera può offrire comfort senza appesantire. Chi si rade spesso può preferire texture che aiutano a lasciare la pelle morbida e piacevole al tatto, mentre chi porta la barba può concentrarsi sulle aree scoperte del viso e sul contorno occhi.</p>
<h2><a name="_heading=h.j5f5cgrce62u"></a>Contorno occhi: il dettaglio che cambia la percezione del viso</h2>
<p>Tra le nuove attenzioni del grooming maschile, la zona occhi è una delle più interessanti. È spesso il punto in cui si notano per prime stanchezza, notti brevi, giornate intense e ore passate davanti allo schermo. Per questo inserire una <a href="https://www.kiehls.it/uomo/contorno-occhi-uomo/"><b>crema anti occhiaie da uomo</b></a> può essere un gesto semplice ma molto utile nella routine quotidiana, soprattutto se si cerca uno sguardo dall’aspetto più fresco e riposato.</p>
<p>Le occhiaie possono dipendere da diversi fattori: genetica, conformazione del viso, stile di vita, riposo, idratazione e pigmentazione naturale della zona. Un trattamento occhi non cancella ogni segno, ma può aiutare la pelle del contorno occhi ad apparire più idratata, confortevole e luminosa. La costanza, in questo caso, conta più dell’applicazione occasionale prima di un evento.</p>
<h2><a name="_heading=h.mwonc7fe6acp"></a>Una routine maschile efficace non deve essere lunga</h2>
<p>Uno dei motivi per cui molti uomini abbandonano la skincare è la percezione che richieda troppi passaggi. In realtà, una routine maschile può essere costruita in modo molto essenziale. Al mattino bastano detersione, trattamento occhi se previsto, crema idratante e protezione solare. La sera si può ripetere la detersione, applicare il contorno occhi e concludere con una crema adatta alla propria tipologia di pelle.</p>
<p>La chiave è scegliere texture piacevoli. Prodotti che si assorbono rapidamente, non lasciano una sensazione pesante e non interferiscono con barba o rasatura sono più facili da usare ogni giorno. Anche il packaging e la semplicità di applicazione possono fare la differenza: se un prodotto è intuitivo, diventa parte della routine senza sforzo.</p>
<h2><a name="_heading=h.gbgg6ibbhtbm"></a>Barba, rasatura e comfort della pelle</h2>
<p>Il grooming oggi non separa più skincare e barba. Chi si rade regolarmente dovrebbe prestare attenzione alla fase post-rasatura, quando la pelle può apparire più sensibile o meno confortevole. Formule idratanti e lenitive possono aiutare a rendere il gesto più piacevole, evitando di trattare il viso solo quando si avverte fastidio.</p>
<p>Chi porta la barba, invece, può avere esigenze diverse. La pelle sotto la barba non va dimenticata, perché può risentire di secchezza o impurità. <b>Una detersione accurata e una buona idratazione nelle zone visibili, come guance alte, fronte, naso e contorno occhi, aiutano a mantenere un aspetto ordinato</b>. Il risultato non deve essere perfetto o artificiale: deve comunicare cura, freschezza e attenzione.</p>
<h3><a name="_heading=h.h8gvmr94lbwp"></a>La nuova cura di sé maschile è pratica e naturale</h3>
<p>Il grande merito del grooming contemporaneo è aver reso la skincare maschile più normale, meno carica di pregiudizi e più vicina alle esigenze reali. Non serve trasformare il bagno in un laboratorio di trattamenti: basta capire cosa serve alla propria pelle e scegliere prodotti coerenti.</p>
<p>Una routine ben costruita può aiutare il viso ad apparire più fresco, uniforme e luminoso, migliorando anche la resa della rasatura e la sensazione di comfort durante la giornata. Il contorno occhi, in particolare, è un passaggio piccolo ma strategico, perché incide molto sulla percezione dello sguardo. In fondo, la cura di sé maschile oggi è proprio questo: un insieme di gesti semplici, concreti e quotidiani, capaci di accompagnare il viso senza complicarsi la vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/mens-grooming-la-cura-di-se-maschile-e-cambiata-davvero.html">Men&#8217;s grooming: la cura di sé maschile è cambiata davvero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Holding Malta-Dubai: investire con un carico fiscale del 5%</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/holding-malta-dubai-investire-con-un-carico-fiscale-del-5.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investire e Aprire un'Attività all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire all&#8217;estero Per chi guarda al mondo con gli occhi dell&#8217;imprenditore internazionale, una certezza emerge con chiarezza: la fiscalità non è un ostacolo da subire, ma una variabile da gestire. In questo scenario, la combinazione Malta-Dubai rappresenta uno dei meccanismi più sofisticati e, soprattutto, legali di ottimizzazione fiscale internazionale disponibili oggi. Non è finzione, non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/holding-malta-dubai-investire-con-un-carico-fiscale-del-5.html">Holding Malta-Dubai: investire con un carico fiscale del 5%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Investire all&#8217;estero</strong></h2>
<p>Per chi guarda al mondo con gli occhi dell&#8217;imprenditore internazionale, una certezza emerge con chiarezza: la fiscalità non è un ostacolo da subire, ma una variabile da gestire. In questo scenario, la combinazione <b>Malta-Dubai </b>rappresenta uno dei meccanismi più sofisticati e, soprattutto, legali di ottimizzazione fiscale internazionale disponibili oggi. Non è finzione, non è evasione: è <b>pianificazione strutturata</b> su fondamenta normative solide.</p>
<p><b>Il carico fiscale complessivo?</b> 5%. Non su carta, ma in realtà operativa. In questo articolo vi illustriamo tutto ciò che c’è da sapere sulla holding Malta-Dubai e come investire con un carico fiscale del 5%.</p>
<h2><strong>Come funziona: il meccanismo in cinque passaggi</strong></h2>
<p>La struttura di una holding Malta-Dubai con un carico fiscale del 5% segue una logica elegante nella sua semplicità di design. Al centro ci sono due società: un&#8217;operativa a Malta e una holding negli Emirati Arabi Uniti. La prima genera gli utili europei. La seconda li incassa, trasformando l&#8217;aliquota effettiva in una cifra che farebbe impallidire molti imprenditori italiani alle prese col fisco domestico.</p>
<p>I<b> cinque passaggi </b>che costituiscono il meccanismo sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>La <b>società maltese</b> opera regolarmente nel mercato europeo, iscritta al VIES, con fatturazione verso clienti UE. Non è una scatola vuota, ma un&#8217;impresa vera.</li>
<li>Malta applica l&#8217;<b>aliquota societaria nominale del 35% sugli utili.</b> Sembra alto? È il primo elemento della strategia. Questa tassazione nominale è fondamentale per il passo successivo.</li>
<li>L&#8217;operativa maltese distribuisce l&#8217;utile netto sotto forma di dividendi alla holding emiratina.</li>
<li>Qui accade la magia tecnica. Malta applica un sistema di full imputation che restituisce all&#8217;azionista non residente 6/7 dell&#8217;imposta versata. Il rimborso scende dalle 4 alle 8 settimane, ma il risultato è che il carico effettivo passa dal 35% al 5%.</li>
<li>La <b>holding emiratina</b> riceve dividendi e rimborso fiscale, entrambi esenti da tassazione emiratina grazie alla participation exemption sui dividendi in entrata.</li>
</ol>
<p>Il denaro viaggia da La Valletta a Dubai senza trattenute intermedie. Un flusso pulito, documentato, controllabile dalle autorità fiscali di entrambi i paesi.</p>
<h2><strong>Perché Malta funziona (e altre giurisdizioni no)</strong></h2>
<p>Un dettaglio tecnico che separa questa struttura dalle scorciatoie: il subject to tax test richiesto dagli Emirati per concedere la participation exemption.</p>
<p>La holding emiratina può escludere dalla tassazione i dividendi ricevuti dalla controllata maltese soltanto se la controllata è sottoposta nel proprio Paese a un&#8217;imposta societaria con aliquota nominale almeno del 9%. Malta, con il suo 35% statutario, supera agevolmente il test.</p>
<p>Cosa accadrebbe con una giurisdizione a zero imposte? Non funzionerebbe. Le autorità emiratine non concederebbero l&#8217;esenzione, e l&#8217;intera struttura crollerebbe.</p>
<p>Ecco perché <a href="https://www.voglioviverecosi.com/societa-malta.html">investire a </a><a href="https://www.voglioviverecosi.com/societa-malta.html"><b>Malta</b></a><b> è una scelta intelligente</b>: non è un paradiso fiscale puro, ma una giurisdizione che combina aliquote nominali elevate con meccanismi di rimborso sofisticati, creando una combinazione che le normative internazionali riconoscono e permettono.</p>
<h2><strong>La sostanza economica: non è carta, deve essere reale</strong></h2>
<p>Qualsiasi struttura internazionale è fragile se costruita solo su carta. La società maltese deve avere una sostanza economica verificabile:</p>
<p>Un ufficio fisico operativo sull&#8217;isola, con contratto di locazione registrato. Una casella postale non passa nessun controllo.</p>
<p>Personale locale con poteri decisionali: almeno un dipendente o un direttore residente a Malta che firmi contratti, gestisca fornitori, presieda riunioni documentate del consiglio di amministrazione.</p>
<p>Un conto bancario maltese con movimentazione coerente all&#8217;attività dichiarata. Non basta aprirlo, deve essere usato.</p>
<p>Il criterio guida è la direzione effettiva: le decisioni strategiche devono essere effettivamente prese a Malta, non in Italia. Se l&#8217;Agenzia delle Entrate scopre che tutto è controllato da Roma, la società rischia di essere considerata fiscalmente residente italiana, con recupero integrale delle imposte, sanzioni dal 120% al 240% e possibili profili penali.</p>
<p>Non è una minaccia teorica, ma una realtà operativa che molti hanno sperimentato sulla loro pelle per aver sottovalutato questo aspetto.</p>
<h2><strong>La holding emiratina: requisiti più leggeri</strong></h2>
<p>Una holding pura, che si limita a detenere partecipazioni e incassare dividendi, ha requisiti di sostanza negli Emirati significativamente ridotti rispetto a un&#8217;operativa. Deve comunque avere:</p>
<p>Una sede legale registrata nella <a href="https://www.voglioviverecosi.com/dubai-free-zone-guida.html">Free Zone</a> scelta (spesso IFZA o DMCC fornisce il servizio).</p>
<p>Gli adempimenti annuali standard: rinnovo della licenza, contabilità, dichiarazione Corporate Tax (che risulterà a zero per effetto dell&#8217;esenzione).</p>
<p>Un conto bancario emiratino per ricevere dividendi e rimborso maltese. L&#8217;apertura richiede dalle 4 alle 12 settimane e richiede la presenza fisica del beneficiario effettivo per il KYC.</p>
<p>Attenzione a un equivoco frequente: requisiti leggeri a Dubai non significano requisiti leggeri dal punto di vista italiano. Se il beneficiario rimane residente in Italia, la struttura deve superare gli ostacoli della normativa CFC italiana, come vedremo.</p>
<h2><strong>Free Zone vs. Offshore: quale scegliere</strong></h2>
<p>La decisione è semplice, ma le conseguenze sono importanti.</p>
<p>Scegliere una Free Zone (IFZA, DMCC) significa investire qualche migliaio di euro l&#8217;anno in costi di setup e mantenimento. In cambio, si ottiene un conto bancario emiratino con apertura agevole, fondamentale per ricevere dividendi e rimborsi. Inoltre, la Free Zone consente di ottenere un visto di residenza per investitori e manager, elemento cruciale se il beneficiario finale intende trasferirsi effettivamente negli Emirati.</p>
<p>Scegliere una società offshore (JAFZA) è più economico inizialmente, ma l&#8217;apertura di un conto bancario emiratino diventa praticamente impossibile. Servirà una banca estera, complicando l&#8217;intera operatività.</p>
<p>Per la struttura Malta-Dubai, la scelta ricade quasi sempre sulla Free Zone.</p>
<h2><strong>Il nodo italiano: la normativa CFC</strong></h2>
<p>Chi mantiene la residenza fiscale in Italia deve confrontarsi con un ostacolo significativo: la disciplina CFC (Controlled Foreign Company), articolo 167 del Testo Unico Imposte sul Reddito.</p>
<p>La normativa consente all&#8217;Agenzia delle Entrate di attrarre a tassazione italiana gli utili della holding emiratina anche senza distribuzione, qualora ricorrano due condizioni simultaneamente:</p>
<p>La tassazione effettiva estera è inferiore alla metà di quella italiana virtuale.</p>
<p>Oltre un terzo dei proventi sono di natura passiva (dividendi, interessi, royalties): il caso tipico di una holding pura.</p>
<p>Una holding di Dubai che incassa dividendi maltesi rientra con altissima probabilità in entrambe le condizioni. Le vie di uscita sono essenzialmente due:</p>
<ol>
<li>Dimostrazione di attività economica effettiva: operare con personale, attrezzature e locali reali. È difficilissimo per una holding pura.</li>
<li>Trasferimento della residenza fiscale: uscire dall&#8217;Italia con <a href="https://www.voglioviverecosi.com/iscrizione-allaire-vantaggi-e-svantaggi.html">iscrizione AIRE</a>, trasferendosi effettivamente a Dubai o Malta, con documentazione del centro degli interessi vitali. È la soluzione che azzera il problema alla radice.</li>
</ol>
<p>C&#8217;è, inoltre, il tema della tassazione dei dividendi: gli Emirati figurano tra le giurisdizioni monitorate e i dividendi potrebbero subire tassazione integrale IRPEF del 43% anziché l&#8217;imposta sostitutiva agevolata del 26%. Per chi resta in Italia, la struttura richiede una <b>pianificazione professionale accurata</b> e, spesso, un interpello preventivo all&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<h2><strong>La valutazione professionale: non è fai-da-te</strong></h2>
<p>Una struttura di questo tipo è elegante e legale, ma richiede di saper navigare normative cross-border italiane, maltesi ed emiratine contemporaneamente.</p>
<p>La valutazione iniziale deve considerare:</p>
<ul>
<li>Il profilo personale: è il beneficiario residente in Italia o intenzionato a trasferirsi?</li>
<li>La natura dell&#8217;attività: genera redditi attivi sufficienti per evitare il threshold passivo della CFC?</li>
<li>L&#8217;orizzonte temporale: è un progetto di breve termine o di lungo periodo?</li>
<li>La rischiosità accettata: quanto margine di incertezza verso l&#8217;interpretazione dell&#8217;Agenzia delle Entrate è tollerabile?</li>
</ul>
<p>Una struttura non costruita su misura può essere legale sulla carta ma fragile in sede di controllo. Una struttura costruita con attenzione ai dettagli, supportata da documentazione solida e consulenza qualificata, diventa uno strumento durevole di ottimizzazione patrimoniale internazionale.</p>
<h2><strong>Per chi guarda al mondo con gli occhi aperti</strong></h2>
<p>Malta-Dubai non è uno schema per improvvisatori, ma uno strumento per chi ha capito che il mondo offre opportunità che vanno oltre i confini nazionali, e che la fiscalità può essere gestita con intelligenza e legalità.</p>
<p>Il 5% di carico fiscale complessivo non è una promessa pubblicitaria: è il risultato di una progettazione rigorosa, di una struttura fondata su normative internazionali consolidate e di una gestione attenta ai dettagli operativi.</p>
<p>Per chi sa come funziona e lo implementa correttamente, Malta-Dubai è rimasta negli ultimi anni uno dei meccanismi di pianificazione fiscale internazionale più efficienti disponibili.</p>
<p>Per chi desidera investire a Dubai oggi, la consulenza di professionisti radicati sul territorio come la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener"><b>Daniele Pescara Consultancy</b></a><b> </b> non è un lusso, ma una necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vivere a Miami: la città si conferma come hub globale di startup, tecnologia e sostenibilità</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-la-citta-si-conferma-come-hub-globale-di-startup-tecnologia-e-sostenibilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Miami lavora da tempo per passare da semplice destinazione balneare a hub globale per il commercio, la logistica, la finanza e l&#8217;innovazione. Anche i numeri confermano questo cambio di traiettoria. Miami, infatti, si è classificata 25ª al mondo tra gli ecosistemi startup nel Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026 e 11ª negli Stati Uniti tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Miami lavora da tempo per passare da semplice destinazione balneare a <i><b>hub</b></i><b> globale</b> per il commercio, la logistica, la finanza e l&#8217;innovazione.</p>
<p>Anche i numeri confermano questo cambio di traiettoria. Miami, infatti, <b>si è classificata 25ª al mondo tra gli ecosistemi </b><i><b>startup</b></i><b> nel </b><i><b>Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026</b></i> e <b>11ª negli Stati Uniti tra gli ecosistemi </b><i><b>startup</b></i><b> americani.</b></p>
<p><b>I settori trainanti dell’ecosistema tecnologico di Miami sono:</b></p>
<ul>
<li><b>Intelligenza Artificiale</b>. L’AI sta influenzando quasi tutti i settori delle <i>startup </i>presenti in città ed è vista come una tecnologia trasversale in grado di trasformare diversi comparti dell’economia.</li>
<li><i><b>Fintech.</b></i> La tecnologia finanziaria negli ultimi anni è diventata d’importanza fondamentale per le aziende che operano in settori come <i>blockchain</i>, pagamenti digitali e servizi finanziari innovativi.</li>
<li><i><b>Climate Tech</b></i><b> e sostenibilità.</b> Questo settore fornisce possibili soluzioni per fronteggiare il rischio delle alluvioni, l’innalzamento del livello del mare e altre problematiche ambientali.</li>
<li><i><b>Health Tech.</b></i> Miami vanta un importante ecosistema sanitario per via della presenza di istituzioni mediche e universitarie. L’<i>Healt Tech </i>riguarda la salute digitale, la telemedicina, gli strumenti diagnositici e la medicina personalizzata.</li>
<li><i><b>Deep Tech</b></i> <b>e innovazione avanzata</b>. Settori come la robotica, le nuove tecnologie industriali, la <i>cybersecurity</i> e i sistemi avanzati trasformano Miami in una città sempre più orientata verso l’innovazione, la tecnologia e le nuove imprese.</li>
</ul>
<p>Ognuno di questi settori contribuisce in modo fondamentale alla trasformazione della struttura economica della città. Miami non è più solo una località in cui andare in vacanza ma sta diventando <b>una realtà in cui tecnologia, sostenibilità e turismo si intrecciano</b>.</p>
<p>La tecnologia permette di pagare in maniera digitale e <b>sfrutta l’Intelligenza Artificiale per analizzare i dati, sviluppare servizi pubblici intelligenti e nuove piattaforme digitali</b>. Inoltre, Miami è conscia dell’<b>importanza del mare</b>, sia a livello turistico sia dal punto di vista ambientale. Per questo, la tecnologia diventa uno strumento usato anche per proteggere una delle principali risorse della città.</p>
<p>Nel campo della sostenibilità, l’essere una <i><b>Smart City</b></i> fa sì che Miami possa utilizzare l’Intelligenza Artificiale, i sensori e i dati in tempo reale per <b>migliorare la mobilità</b> e <b>ridurre i consumi energetici</b>.</p>
<p><b>Anche il turismo beneficia di questi cambiamenti</b>. Il turista del futuro, infatti, non cercherà più solo spiagge o crociere. Già oggi molti visitatori che si recano a Miami lo fanno per <b>esplorare quartieri innovativi, vivere la cultura locale e provare esperienze autentiche.</b></p>
<p>Miami, inoltre, è <b>una delle città di maggior richiamo turistico al mondo</b>, con ben <b>28,3 milioni di turisti</b> accolti nell’area di <i>Greater Miami/Miami-Dade</i> nel 2025.</p>
<p>Una città con un forte ecosistema di<i> startup</i> attira <b>conferenze tecnologiche, eventi internazionali </b>e <b>un numero crescente di investitori e imprenditori.</b> In più, queste persone riempiono alberghi e ristoranti e sfruttano gli altri servizi di Miami.</p>
<p>La crescita dell’ecosistema di <i>startup</i> a Miami, quindi, racconta una storia più ampia di quella che può sembrare a prima vista. <b>Miami sta costruendo una nuova identità</b>, che continua ad affermare con le posizioni raggiunte nel <i>Global Startup Ecosystem Report (GSER) 2026</i>, <b>in cui innovazione, turismo, tecnologia e capacità di attirare talenti globali </b>creano <b>un palcoscenico unico per visitatori, residenti e investitori. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dubai, destinazione di lusso in grado di richiamare investitori da ogni parte del globo, anche per via dei benefici a loro riservati, come la fiscalità agevolata, ha recentemente lanciato il progetto #DubaiDestinations Summer Campaign – attivo dal 7 luglio al 31 agosto – per enfatizzare la città nei mesi estivi. La campagna, lanciata nel 2021 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html">Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, destinazione di lusso in grado di richiamare <b>investitori da ogni parte del globo</b>, anche per via dei benefici a loro riservati, come la <b>fiscalità agevolata</b>, ha recentemente lanciato <b>il progetto </b><i><b>#DubaiDestinations Summer Campaign</b></i> – attivo dal 7 luglio al 31 agosto – per <b>enfatizzare la città nei mesi estivi.</b></p>
<p>La campagna, lanciata nel 2021 sotto la direzione dello sceicco Ahmed bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente del <i>Dubai Media Council</i>, viene riproposta ogni anno e prevede il <b>coinvolgimento di enti pubblici, hotel, aeroporti, attrazioni, centri commerciali e compagnie aree, abbinati a creator digitali e aziende locali</b>.</p>
<p>Lo scopo è promuovere la città come <b>destinazione visitabile anche nei mesi estivi</b>.</p>
<p>Dubai, con i suoi numeri turistici da record, è abitutata ad accogliere milioni di visitatori ogni anno e questa campagna fa <b>parte di una strategia istituzionale</b> volta a far vivere ai visitatori esperienze di qualità anche in estate.</p>
<p>Nei recenti mesi, inoltre, Dubai è stata protagonista indiretta del conflitto che ha coinvolto la regione. La città si è ormai rialzata dal periodo più difficile ed è tornata a brillare continuando a offrire un <b>mix di lusso, cultura ed eventi di grande richiamo internazionale</b>. Gli investitori, inoltre, continuano a sceglierla come <i><b>hub </b></i><b>globale</b> in grado di fornire <b>accesso anche ad altri mercati</b>.</p>
<p>Durante il periodo clou del conflitto nella regione, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stato il <b>portavoce per i connazionali</b> in città e per quelli in patria.</p>
<p>Pescara, forte di <b>un’esperienza pluriennale a Dubai</b> e nel guidare gli investitori nell’aprire le loro società lì, si è rivelato una continua <b>fonte di notizie reali e aggiornate</b> e ha contribuito a mantenere vivi gli aggiornamenti fra la città emiratina e gli italiani in maniera consapevole, rispettosa e verificata.</p>
<p>Dubai non è certo una città che si lascia mettere i piedi in testa facilmente e la la <i>#DubaiDestinations Summer Campaign</i>, che s’incastra nella <i>Dubai Economic Agenda D33</i>, ne è la prova. Il progetto è un esempio ben riuscito di <b>marketing integrato</b> in cui promozione turistica, eventi, <i>retail</i>, ospitalità, sostegno alle imprese locali, innovazione tecnologica, obiettivi economici di lungo periodo e comunicazione digitale si prendono per mano.</p>
<p>Grande attenzione è data proprio alla <b>comunicazione digitale</b> con la presenza di influencers, content creators, fotografi, videomakers, illustratori e media digitali che danno voce all’iniziativa.</p>
<p>I risultati della campagna 2025 parlano chiaro con <b>più di 6.500 contenuti pubblicati e oltre 19 milioni di visualizzazioni per i video</b>. L’anno scorso, inoltre, ha visto l’arrivo di ben <b>19,59 milioni di visitatori internazionali</b> e il 2026 va nella stessa direzione.</p>
<p>La <i>#DubaiDestinations Summer Campaign</i> promuove <b>una crescita più equilibrata del turismo</b>, riducendo la pressione sui periodi di picco e garantendo una domanda più costante alle imprese.</p>
<p>Il progetto prevede anche <b>mini-guide tematiche digitali</b> create da <i>Brand Dubai</i> (il braccio creativo del <i>Government of Dubai Media Office</i>), che permettono ai visitatori e ai residenti di <b>scoprire esperienze e attività da fare in estate</b>. Suddivise per tematiche – come le attrazioni al chiuso o idee per organizzare il fine settimana in città – le guide sono <b>disponibili online</b>, in inglese e arabo.</p>
<p>In questo scenario, Dubai si conferma ancora una volta come città in grado di <b>combinare sapientemente turismo, tecnologia e sostenibilit</b>à, grande polo di attrazione per gli investitori da tutto il mondo.</p>
<p><b>Se stai pensando di trasferirti a Dubai o di aprire una società lì, il tuo punto di riferimento è la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti guideranno lungo il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-e-attiva-la-dubaidestinations-summer-campaign-per-promuovere-la-citta-anche-in-estate.html">Vivere a Dubai: è attiva la #DubaiDestinations Summer Campaign, per promuovere la città anche in estate</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Miami – finanziamento per NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-miami-finanziamento-netzero-portmiami.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.voglioviverecosi.com/?p=61351</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un finanziamento da 16 milioni di dollari per contribuire a NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami Il programma federale RAISE (Rebuilding American Infrastructure with Sustainability and Equity) del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha elargito un finanziamento da 16 milioni di dollari per sostenere alcune infrastrutture considerate strategiche per il Paese. Fra queste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-miami-finanziamento-netzero-portmiami.html">Vivere a Miami – finanziamento per NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Un finanziamento da 16 milioni di dollari per contribuire a NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</strong></h2>
<p><b>Il programma federale </b><i><b>RAISE</b></i><i> (Rebuilding American Infrastructure with Sustainability and Equity)</i> del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti <b>ha elargito un finanziamento da 16 milioni di dollari </b>per <b>sostenere alcune infrastrutture considerate strategiche per il Paese</b>.</p>
<p>Fra queste c’è anche <i><b>NetZero</b></i><b>, il programma di sostenibilità di PortMiami</b>, uno dei motori economici della Florida. PortMiami, infatti, è <b>il porto crocieristico più trafficato al mondo</b> e funge anche da <b>porto cargo</b> spostando <b>milioni di container carichi di merci ogni anno, </b>collegando gli Stati Uniti con altre zone del mondo fra cui l’America Latina e l’Europa.</p>
<p><i>NetZero</i> è il piano attraverso il quale PortMiami ambisce a migliorare sempre di più la sua sostenibilità <b>riducendo il più possibile le emissioni prodotte e compensando quelle inevitabili</b>, di modo che <b>il bilancio finale sia pari a zero.</b></p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, fra le altre cose, <b>è necessario</b>:</p>
<ul>
<li><b>Utilizzare macchinari elettrici</b> invece di quelli diesel;</li>
<li><b>Ridurre il traffico dei camion</b>;</li>
<li><b>Consumare meno energia;</b></li>
<li><b>Diminuire i tempi di attesa;</b></li>
<li><b>Migliorare l’efficenza delle operazioni.</b></li>
</ul>
<p>Il finaziamento, dunque, sostiene una parte del programma, rendendo il porto più efficiente e sostenibile attraverso diversi interventi. Il primo si concetra sul <b>trasporto ferroviario</b> e vede la costruzione di nuovi binari all’interno del porto così da favorire lo spostamento delle merci riducendo il numero di camion lungo le strade, il traffico, il consumo di carburante e le emissioni.</p>
<p>Il progetto prevede anche <b>un accesso più facile per i camion</b> per evitare che debbano rimanere in coda con il motore acceso. Per far questo l’idea è di costruire nuovi percorsi, ridurre la gestione del traffico e i tempi di attesa.</p>
<p>Ci sono poi <b>nuove gru completamente elettriche</b> che sostituiscono quelle con motori diesel riducendo le emissioni, il rumore, i costi di gestione e la manutenzione necessaria. Tutto questo porta a una maggiore efficienza.</p>
<p><b>Il nuovo sistema di drenaggio</b>, invece, si focalizza sui rischi ambientali. Miami è una delle città più esposte all’innalzamento del livello del mare. Questa fase del progetto si concentra, quindi, sulla <b>resilienza climatica</b> evitando che forti piogge o maree eccezionali possano causare allagamenti.</p>
<p>Infine, dato che <b>il porto è attivo 24 ore su 24</b>, particolare attenzione viene data all’<b>illuminazione LED</b>, che va a sostituire l’attuale funzionamento di numerosi punti di luce per ridurre il consumo di energia, diminuire i costi operativi e abbassare le emissioni indirette.</p>
<p><b>Il valore del progetto si estende oltre il porto</b> contribuendo a mantenere Miami in una posizione di <i><b>hub </b></i><b>logistico internazionale</b>, rafforzando la sua <b>leadership nel settore delle crociere</b> e migliorando la qualità dell’aria in città.</p>
<p>Del resto, il programma <i>NetZero</i> non è l’unico modo in cui la celebre città della Florida dimostra il proprio impegno nel settore della sostenibilità. Questo si incastra in <b>un piano più ampio</b> che vede diversi interventi, che si sono svolti nel corso degli anni, fra cui:</p>
<ul>
<li><i><b>Shore Power.</b></i> Questo programma permette alle navi da crociera di spegnere i motori, aggacciandosi alla rete elettrica mentre sono in porto. In questo modo, c’è una riduzione di emissioni e rumore.</li>
<li><b>Digitalizzazione del porto.</b> Questo aspetto sfrutta la tecnologia per ottimizzare il traffico merci e quello dei passeggeri.</li>
</ul>
<p>Inoltre, <b>Miami è una città che raggiunge numeri turistici da record</b>. Il <b>2024</b> ha visto l’arrivo di <b>oltre 28,2 milioni di visitatori</b> mentre il <b>2025</b> ha creato un nuovo successo con l’accoglienza di <b>28,3 milioni di viaggiatori</b> e <b>il 2026 si prospetta destinato a un ulteriore crescita</b> grazie anche a eventi di grande richiamo internazionale, come la <i>FIFA World Cup 2026</i>.</p>
<p><b>Anche i turisti beneficiano di un porto più efficiente e sostenibile</b> con meno congestione stradale intorno ai terminal, una migliore qualità dell’aria, infastrutture più resilienti e tempi di accesso più rapidi.</p>
<p>Il programma sostenuto dal finanziamento da 16 milioni di dollari si rivela, quindi, un’altra prova del <b>costante lavoro che Miami dedica al miglioramento dei propri servizi e alla tutela dell’ambiente</b>, confermandosi come <b>una delle destinazioni più visitate al mondo</b> e, allo stesso tempo, come <b>una città che abbraccia tecnologia e sostenibilità per un futuro migliore per tutti</b>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-miami-finanziamento-netzero-portmiami.html">Vivere a Miami – finanziamento per NetZero, il programma di sostenibilità di PortMiami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: Arabian Travel Market (ATM), la fiera B2B del turismo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-larabian-travel-market-atm-una-delle-principali-fiere-b2b-del-turismo-a-livello-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 08:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In arrivo l’Arabian Travel Market (ATM), una delle principali fiere B2B del turismo a livello globale Dubai, nota per il lusso, gli eventi e le opportunità per gli investitori, inclusi benefici come la fiscalità agevolata, dal 14 al 17 settembre 2026 ospiterà l’Arabian Travel Market (ATM), la più importante fiera B2B dedicata al turismo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>In arrivo l’Arabian Travel Market (ATM), una delle principali fiere B2B del turismo a livello globale</strong></h2>
<p>Dubai, nota per il lusso, gli eventi <b>e le opportunità per gli investitori</b>, inclusi benefici come la <b>fiscalità agevolata</b>, dal 14 al 17 settembre 2026<b> ospiterà l’</b><i><b>Arabian Travel Market (ATM)</b></i><i>, </i>la più importante fiera B2B dedicata al turismo in Medio Oriente, nonché una delle più conosciute su scala mondiale.</p>
<p>L’evento si terrà presso il <i>Dubai World Trade Centre (DWTC)</i>, uno dei più grandi poli fieristici del Medio Oriente, e sarà <b>aperto a professionisti del settore </b>fra cui enti del turismo regionali e nazionali, hotel, resort, compagnie aeree e agenzie di viaggio.</p>
<p>Dubai sta confermando ancora una volta il proprio ruolo di <i><b>hub</b></i><b> globale</b> sia per quanto riguarda gli eventi sia come mercato per gli investitori.</p>
<p>In questo scenario, <b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, continua l’impegno iniziato durante i recenti mesi in cui la città emiratina si è ritrovata protagonista indiretta nel conflitto che ha coinvolto la regione.</p>
<p>In quell’occasione, <b>Pescara è stato la voce di riferimento per gli italiani a Dubai</b> e per quelli in patria in cerca di notizie aggiornate e veritiere e adesso continua a informare i connazionali e a <b>guidare gli investitori lungo il percorso che li porterà ad aprire una società a Dubai</b>.</p>
<p>Iniziative come l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>dimostrano l’importanza di Dubai e al contempo generano <b>un enorme impatto economico sulla città</b>. Questa ospiterà per 4 giorni decine di migliaia di professionisti del settore turistico, investitori, giornalisti, <i>buyers</i> e rappresentanti governativi.</p>
<p>Ciò si traduce in alberghi con le camere tutto esaurito, un grande uso dei mezzi, forte afflusso nei ristoranti ma anche nella nascita di eventi collaterali e di nuovi contratti commerciali.</p>
<p>Del resto, la scelta di Dubai come città in cui svolgere l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>non è casuale. <b>L’evento ben si incastra nel panorama della città</b> che da anni <b>investe sia nella tecnologia sia nella sostenibilità.</b></p>
<p>Per quanto riguarda la tecnologia, Dubai ha avviato una strategia molto chiara per <b>diventare una delle città più avanzate al mondo</b> che, fra le altre cose, comprende:</p>
<ul>
<li>Diffusione dei servizi governativi digitali;</li>
<li>Trasporti intelligenti;</li>
<li>Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione.</li>
</ul>
<p>Lo scopo è quello di <b>rafforzare la propria posizione come </b><i><b>smart city</b></i>. Allo stesso tempo, nonostante la modernità che la contraddistingue, la città emiratina non lascia indietro <b>l’attenzione alla sostenibilità. </b></p>
<p>Tra i suoi obiettivi in questo senso ci sono:</p>
<ul>
<li>L’aumento delle energie rinnovabili;</li>
<li>La mobilità elettrica;</li>
<li>La riduzione delle emissioni.</li>
</ul>
<p>Poiché sia la tecnologia sia la sostenibilità sono dei grandi temi all’interno del programma dell’<i>Arabian Travel Market (ATM)</i>,<i> </i>Dubai ben si presta come palcoscenico in cui determinare il futuro del mondo dei viaggi.</p>
<p>L’evento inoltre dimostra che <b>Dubai continua ad attirare investimenti internazionali</b>, con migliaia di imprese che vi sviluppano nuovi affari o vi fanno <i>networking</i>.</p>
<p>La scelta di Dubai come location in cui tenere l’<i>Arabian Travel Market (ATM) </i>conferma ancora una volta <b>la dinamicità dell’ambiente economico della città.</b></p>
<p>Se stai pensando di <b>investire o aprire una società a Dubai</b>, questo è <b>uno dei momenti migliori per farlo. </b></p>
<p><b>Il tuo punto di riferimento</b> <b>è Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a>, leader nel </b><i><b>company set-up</b></i><b> a Dubai</b>.</p>
<p>Lo studio multidisciplinare mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – pronti a seguirti nel percorso che ti condurrà a Dubai.</p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vivere a Miami – aperte le iscrizioni al World Travel Exhibition (WTE) 2026</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-world-travel-exhibition-wte-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026, che si terrà il 27 e 28 ottobre al Miami Beach Convention Center, è un evento B2B, quindi aperto solo agli addetti ai lavori, dedicato al mondo dei viaggi. L’iniziativa attira enti del turismo, Convention Bureau, organizzazioni che operano nel ramo e quelle del settore privato come hotel, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Il </b><i><b>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</b></i>, che si terrà il 27 e 28 ottobre al Miami Beach Convention Center, è <b>un evento B2B</b>, quindi aperto solo agli addetti ai lavori, <b>dedicato al mondo dei viaggi.</b></p>
<p>L’iniziativa attira <b>enti del turismo, </b><i><b>Convention Bureau</b></i><b>, organizzazioni che operano nel ramo</b> <b>e quelle del settore privato</b> come hotel, resort, compagnie aeree, DMC, tour operator e molte altre.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> porta in città <b>rappresentanti di grandi aziende</b> come Hyatt Hotels, Iberia, Juniper Travel Technology e Royal Jordanian e, fra i partecipanti già annunciati, ci sono vari enti del turismo. Fra questi segnaliamo quelli del Belize, dell’Honduras, della Cina e del Sud Africa.</p>
<p><a name="Bookmark1"></a>Il tema centrale del <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> è <i><b>&#8220;Travel Advisor of the Future&#8221;.</b></i> L’intera conferenza, quindi, <b>ruota attorno al ruolo del consulente di viaggio</b> con il <b>focus sulla tecnologia</b> e su <b>come questa sta cambiando il modo in cui le persone scoprono, pianificano e acquistano i viaggi</b>.</p>
<p><b>La sostenibilità sarà un altro tema importante</b> seppur trasversale.</p>
<p><b>I riflettori si accenderanno in particolar modo sui seguenti argomenti:</b></p>
<ul>
<li>Intelligenza Artificiale</li>
<li><i>customer engagement</i></li>
<li><i>destination marketing </i></li>
<li>social media</li>
<li><i>creator economy </i></li>
<li><i>travel distribution </i></li>
<li><i>data driven marketing </i></li>
<li>comportamento dei viaggiatori statunitensi</li>
</ul>
<ul>
<li><i>outbound travel</i></li>
<li>nuove strategie di vendita</li>
</ul>
<p><b>La scelta di Miami</b> come palcoscenico su cui si svolgerà il <i>World Travel Exhibition (WTE) 2026</i> <b>non è casuale</b>. La città è <b>uno dei principali </b><i><b>hub</b></i><b> turistici a livello mondiale</b> con una posizione geografica che collega il Nord America, l’America Latina, i Caraibi e l’Europa.</p>
<p>Miami, inoltre, ha <b>uno degli aeroporti internazionali più importanti di tutti gli Stati Uniti</b> e questi vedono oltre 2.3 miliardi di viaggi domestici ogni anno, con quasi 100 milioni di partenze annue. Per gli espositori, questi dati confermano <b>l’accesso al più grande mercato turistico su scala globale.</b></p>
<p>Miami in particolare <b>nel 2025 ha registrato il numero record di 28.3 milioni di visitatori</b>, con una loro <b>spesa diretta di 22.7 miliardi di dollari</b>. La città, inoltre, sta vivendo <b>una forte fase di crescita</b> in cui si allontana sempre di più dall’immagine che la riduceva semplicemente a regina delle crociere o a destinazione balneare. Oggi Miami dà continua prova di<b> un’offerta diversificata </b>che include <b>grandi eventi</b> in grado di richiamare persone da ogni parte del mondo, che vanno di pari passo con <b>il lusso, il </b><i><b>lifestyle</b></i><b>, l’arte e la cultura.</b></p>
<p><a name="Bookmark2"></a>Il <i><b>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</b></i><b> si incastra bene in questo scenario di crescita costante.</b> La conferenza, come accennato, abbraccia anche il tema della <b>sostenibilità</b>, con attenzione data alla crescita sostenibile delle destinazioni, alla gestione intelligente dei flussi, all’innovazione nella distrubuzione, alle partnership di lungo periodo e all’uso dei dati per migliorare il turismo.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i> conferma ancora una volta la crescita di Miami come <b>destinazione che sta andando sempre di più verso la destagionalizzazione</b>, attirando visitatori anche nei periodi che finora sono stati percepiti come di bassa stagione.</p>
<p>L’iniziativa contribuisce alla <b>crescita del settore degli eventi di grande richiamo mondiale</b>, che spaziano da quelli sportivi a quelli congressuali.</p>
<p>Il <i>World Travel Exhibition (WTE) Miami 2026</i>, quindi, non è una semplice fiera turistica per gli addetti ai lavori ma <b>l’ennesima prova dell’inarrestabile crescita di Miami</b>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-miami-world-travel-exhibition-wte-2026.html">Vivere a Miami – aperte le iscrizioni al World Travel Exhibition (WTE) 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: gli Smart Gates cambiano il modo di gestire gli arrivi negli aeroporti della città</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-smart-gates.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bagaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dubai, famosa in tutto il mondo per il suo mix di lusso e opportunità di investimento, con benefici come la fiscalità agevolata riservati proprio agli investitori, negli ultimi 6 mesi ha dato un’ulteriore prova del suo inarrestabile progresso. L’ecosistema Smart Travel, di cui fanno parte anche i Dubai Smart Gates, tra gennaio e giugno 2026 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dubai, famosa in tutto il mondo per il suo <b>mix di lusso e opportunità di investimento</b>, con benefici come la <b>fiscalità agevolata</b> riservati proprio agli investitori, negli ultimi 6 mesi ha dato un’ulteriore prova del suo inarrestabile progresso.</p>
<p><b>L’ecosistema </b><i><b>Smart Travel</b></i>, di cui fanno parte anche i <i>Dubai Smart Gates</i>, <b>tra gennaio e giugno 2026 ha visto ben 9.464.057 passeggeri</b> che hanno beneficiato di <b>controlli più rapidi e automatizzati alla frontiera.</b></p>
<p>Negli ultimi mesi Dubai si è ritrovata protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione e quella è stata anche un’occasione per la città di dare prova della propria capacità organizzativa e della propria resilienza.</p>
<p><b>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</b>, è stata <b>una delle voci simbolo della città</b>, aggiornando i connazionali a Dubai e quelli in patria con <b>notizie verificate e attendibili</b>.</p>
<p><b>Ancora oggi Pescara continua a essere una delle voci da Dubai più impattanti in assoluto</b>, raccontando una città che continua ad aprirsi sempre di più agli investitori, con nuove regolamentazioni più chiare e numerosi benefici.</p>
<p>Lo stesso <b>progresso tecnologico</b>, di cui fanno parte anche i <i>Dubai Smart Gates</i>, <b>rafforza la posizione della città come </b><i><b>hub</b></i><b> turistico globale. </b></p>
<p>L’ecosistema <i>Smart Travel</i> è <b>un’intera infrastruttura digitale</b> che, oltre a comprendere i varchi automatici, include anche <b>il servizio più avanzato di </b><i><b>Travel Without Borders – Red Carpet</b></i>. Questo usa la tecnologia basata sull’Intelligenza Artificiale per creare un’esperienza ancora più rapida per i viaggiatori che si sono registrati al programma.</p>
<p>I <i>Dubai Smart Gates</i>, invece, sono <b>attivi negli aeroporti della città</b> e fanno sì che i viaggiatori possano <b>effettuare i controlli dell’immigrazione in maniera più veloce</b>, senza dover passare necessariamente dal bancone tradizionale con l’agente in carne e ossa.</p>
<p><b>Gli </b><i><b>Smart Gates</b></i><b> si basano su:</b></p>
<ul>
<li>Riconoscimento biometrico del volto;</li>
<li>Lettura elettronica dei documenti;</li>
<li>Intelligenza Artificiale;</li>
<li>Collegamento con i database delle autorità dell’immigrazione.</li>
</ul>
<p>Il procedimento è molto semplice: il viaggiatore entra nel varco, il sistema verifica la sua identità attraverso i dati biometrici e completa automaticamente la procedura di controllo.</p>
<p>Gli <i>Smart Gates</i> contribuiscono a <b>rafforzare l’immagine di Dubai</b>, città che <b>nel 2025 ha accolto 19,59 milioni di visitatori internazionali</b>, segnando il terzo anno consecutivo di record turistici e una crescita del 5% rispetto al 2024.</p>
<p>Gestire gli arrivi in maniera pratica e veloce è cruciale per una città come Dubai, che conta milioni di visitatori l’anno.</p>
<p>Inoltre, <b>l’aeroporto è il primo punto di contatto fra il visitatore e la destinazione</b> e un servizio pratico ed efficiente come quello dato dai <i>Dubai Smart Gates</i> testimonia sin dall’inizio del viaggio il progresso e l’elevato livello di tecnologia che Dubai mette a disposizione di residenti e turisti.</p>
<p><b>La crescita del turismo richiede infrastrutture capaci di reggere volumi sempre maggiori di visitatori</b> senza compromettere la loro esperienza e, specialmente nel <i><b>Dubai International Airport</b></i><b>, uno degli aeroporti più trafficati al mondo</b>, il ruolo della tecnologia e degli <i>Smart Gates</i> in particolare è d’importanza fondamentale.</p>
<p><b>Se stai pensando di trasferirti a Dubai o di aprire una società lì, il tuo punto di riferimento è la <a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Pescara Consultancy</a></b>, <b>studio multidisciplinare leader nel </b><i><b>company set-up</b></i>. La Daniele Pescara Consultancy, diretta da Daniele Pescara, vanta anni di esperienza nel settore e mette a tua disposizione <b>40 professionisti</b> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – <b>che ti seguiranno lungo tutto il percorso. </b></p>
<p><b>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</b> <b>800 180 690.</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-smart-gates.html">Vivere a Dubai: gli Smart Gates cambiano il modo di gestire gli arrivi negli aeroporti della città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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