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	<title>Voglio Vivere Così Magazine </title>
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	<description>Mollo tutto e cambio vita!</description>
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		<title>Paolo – La mia storia fra dune e templi, senza alcuna definizione</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/paolo-la-mia-storia-fra-dune-e-templi-senza-alcuna-definizione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo – La mia storia fra dune e templi, senza alcuna definizione Sorseggia lentamente un succo al mango, i capelli al vento e lo sguardo che insegue il passaggio di un motorino con in bilico una pila di casse di legno che passa lungo la strada. Paolo sorride, nel calore umido di Siem Reap, cittadina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Paolo – La mia storia fra dune e templi, senza alcuna definizione</strong></h2>
<p>Sorseggia lentamente un succo al mango, i capelli al vento e lo sguardo che insegue il passaggio di un motorino con in bilico una pila di casse di legno che passa lungo la strada. Paolo sorride, nel calore umido di <strong>Siem Reap, cittadina della Cambogia</strong> nota per essere la porta di accesso allo splendido complesso archeologico di Angkor.</p>
<p>Ne ha fatta di strada, Paolo, per arrivare fin qui. <strong>Fino ai 30 anni la sua vita ha seguito i binari considerati tradizionali</strong>: la famiglia, la carriera, i ruoli strutturali&#8230;</p>
<p>Quel percorso lo ha portato a diventare <strong>dirigente di una multinazionale giapponese</strong> ma, in seguito all’incidente di moto in cui <strong>ha perso il fratello</strong>, Paolo ha ripercorso le tappe del loro ultimo viaggio insieme, fra la Corsica e la Sardegna, e, durante una sosta all’isola della Maddalena, ha deciso di <strong>cambiare vita</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61891 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-640x428.jpg" alt="" width="640" height="428" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-640x428.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-1980x1324.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-1536x1027.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-540x362.jpg 540w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2-267x178.jpg 267w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-2.jpg 2016w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong>La Maddalena è diventata la sua casa per cinque anni</strong>. Paolo vi ha lavorato come skipper su un catamarano a vela, che si spostava tra l&#8217;arcipelago e la Corsica. Quello è stato l’inizio di una lunga fase dedicata al mare e agli affetti, che lo ha visto anche nel ruolo di comandante di un <em>motor yacht</em> privato ad Antibes per la famiglia di un pilota di F1.</p>
<p><strong>Rientrato in Italia per motivi sentimentali</strong>, Paolo ha lavorato come consulente e formatore per una multinazionale automotive americana per poi trasferirsi in Puglia, dove ha fondato <strong>la sua scuola di formazione indipendente</strong>, PMDE Lab, focalizzata sul <em>Life &amp; Professional Coaching</em>.</p>
<p>Attratto dall’architettura islamica e da una natura in grado di racchiudere un intero continente in una sola nazione, Paolo ha iniziato a <strong>scoprire il Marocco</strong>. Con il tempo, la sua permanenza è diventata sempre più stabile grazie alla <strong>dimensione umana</strong> del Paese e in particolare all’incontro con la cultura berbera (Amazigh), caratterizzata da valori di accoglienza e integrazione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61893 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-5-360x640.jpg" alt="" width="360" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-5-360x640.jpg 360w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-5-1114x1980.jpg 1114w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-5-864x1536.jpg 864w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-5.jpg 1152w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Nel 2012, quindi, <strong>Paolo si è trasferito a Marrakech</strong>, dove ha aperto <strong>un riad nella Medina</strong>. L’affitto di una casa in stile locale nella Medina parte da 200€ al mese, a seconda delle dimensioni e delle zone. Le case si dividono in &#8220;appartamento&#8221;, &#8220;Douria&#8221;, &#8220;Riads&#8221; e &#8220;Palaia&#8221;. Queste ultime categorie sono quasi introvabili come abitazione privata in affitto.</p>
<p>Se gli edifici vengono convertiti in Maison d&#8217;Hotes (tipo B&amp;B), i prezzi vanno da 1200€ in su, per le zone lontane da Piazza Jamaa El Fna. I costi per gli edifici convertiti ubicati nei quartieri più vicini alla celebre piazza – come Mouassine, Dar Bacha, Larousse, Bab Doukkala, Dar Dabachi o Riad Zitoun o Mellah –vanno da 500€ a stanza. Gli edifici di solito hanno 5 stanze.</p>
<p><strong>Il mercato immobiliare oggi è saturo e piuttosto caro</strong>. Il termine “riad”, poi, viene spesso usato in modo improprio. I riad tradizionali sono scarsi. Un riad è una casa tradizionale araba con il patio al centro e le camere che si sviluppano tutt’intorno su uno o due livelli, oltre il piano terra. Perché un riad possa considerarsi vero, la sua piantumazione dev’essere in terra e dovrebbe esserci una fontana, che invece al giorno d’oggi è spesso sostituita da una piscina.</p>
<p>Le ultime tendenze in fatto di ristrutturazione, poi, cercano di mettere la piscina sul tetto. Non è facile riuscirci ma alcuni ce la fanno. I controlli si sono intensificati rispetto agli anni passati e per muoversi sul posto è necessario essere lì e crearsi i propri canali.</p>
<p><strong>Paolo ha sempre viaggiato liberamente in Marocco</strong>, andando anche oltre i sentieri più battuti, spesso in solitaria e spostandosi in auto o camper. Questo stile di vita e di viaggio gli ha permesso di <strong>entrare genuinamente in contatto con le persone del posto</strong>. I rapporti con loro sono sempre nati in maniera naturale, con l’interesse e la curiosità di Paolo come fondamenta delle relazioni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61894 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-7-481x640.jpg" alt="" width="481" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-7-481x640.jpg 481w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-7-1487x1980.jpg 1487w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-7-1154x1536.jpg 1154w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-7.jpg 1538w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></p>
<p>Paolo ha anche iniziato a <strong>proporre dei tour</strong>, diretti principalmente ai clienti dei riad o ad amici, per poi ampliarsi a coloro arrivati a lui grazie al passaparola, tutti accomunati da un’unica regola, viaggiare con <strong>programmi “rigidamente flessibili”</strong>, ovvero basati sulla possibilità di un cambio di rotta o di un incontro fortuito che prima di partire non puoi sapere che accadrà.</p>
<p>Il proverbio arabo &#8220;مصادفة خير من ألف ميعاد&#8221; (&#8220;Un imprevisto è meglio di un appuntamento fissato&#8221;) evoca la magia dell&#8217;imprevisto e celebra la bellezza delle cose spontanee.</p>
<p>Secondo Paolo, sono questi incontri e accadimenti spontanei a portare opportunità e felicità più di quanto non possano fare gli appuntamenti presi da tempo.</p>
<p>Dal punto di vista burocratico, Paolo ha sempre fatto il visto all’ingresso per poi <strong>aprire una società</strong>, tramite professionisti locali, per gestire l’attività. Paolo ha scelto di non occuparsi della burocrazia marocchina, che reputa piuttosto complessa, delegando il tutto alla sua ex compagna o al commercialista.</p>
<p>Il Marocco è stato la base principale di Paolo sino al 2025, anche se <strong>nel 2018 è rientrato parzialmente in Italia</strong>, pur continuando a gestire riad, progetti di <em>interior decor</em> e tour su misura, tutti caratterizzati dalla filosofia del &#8220;rigidamente flessibile&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61892 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-6-480x640.jpg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-6-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-6-1485x1980.jpg 1485w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-6-1152x1536.jpg 1152w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-6.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p><strong>Il costo della vita a Marrakech ultimamente è aumentato</strong>, anche se le spese per le uscite tradizionali, lo <em>street food</em> e il bar locale possono variare molto da una persona all’altra. La colazione tipica marocchina fatta per strada costa da 8 a 10 dirham (rapporto semplificato con l’euro: 10 dirham/1 euro). Le crepes marocchine (M&#8217;semen) costano da 4 a 10 dirham, a seconda del locale in cui ti fermi a comprarle, mentre il costo dei frullati cambia a seconda della location. In periferia costano 10 dirham, in piazza 20 e seduto nei bar 30.</p>
<p><strong>Se mangi come i locals, puoi rientrare nei 7/9 euro il giorno</strong> ma se scegli sempre locali turistici medi puoi spendere da 20 euro a pasto e in quelli alla moda ancora di più, con la soglia che lievita anche a seconda della fama dello chef del locale.</p>
<p><strong>Le escursioni di gruppo più note partono da 30 euro</strong> ma prevono anche 20 o più persone che viaggiano insieme. Queste sono esperienze assai lontane dai tour proposti da Paolo perché vedono delle tappe commerciali obbligatorie e seguono percorsi turistici.</p>
<p>Uscendo dallo standard marocchino, i prezzi per gli altri beni o per i servizi sono <strong>paragonabili a quelli delle grandi città europee di media/grande importanza. </strong></p>
<p>Nel 2026, però, è iniziato un nuovo capito per Paolo, che <strong>adesso si trova all’ombra dei templi di Angkor, in Cambogia</strong>. Paolo ha la sua casa in affitto e la sua routine a Siem Reap, cittadina dalla vita semplice, dal forte spirito comunitario e piena di angoli tutti da scoprire.</p>
<p>Prima di fermarsi a Siem Reap, però, <strong>Paolo ha attraversato il Vietnam, il Laos e la stessa Cambogia in moto</strong>, trovando in questi luoghi un’energia vitale profondamente affine al periodo che sta vivendo. Paolo ha scelto il sud-est asiatico per poter vivere serenamente gli anni della pensione in <strong>una parte di mondo non ancora del tutto sviluppata</strong>, in cui è possibile ritrovarsi in contesti autentici e in cui la vita può ancora essere più leggera di quella media in Occidente. Il <strong>buddhismo</strong>, poi, è una filosofia di vita che gli risuona molto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61895 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-3-406x640.jpg" alt="" width="406" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-3-406x640.jpg 406w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-3.jpg 609w" sizes="auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px" /></p>
<p>Paolo infatti non ama descriversi attraverso le etichette o in base a chi è stato in passato. <strong>Si considera semplicemente un essere umano</strong>, svincolato da dogmi, condizionamenti sociali o confini burocratici, ben oltre l&#8217;appartenenza geografica alla sua terra d&#8217;origine. La sua è una <strong>spiritualità personale</strong>, vicina al Sufismo di Rumi e al Buddhismo, nata e nutrita da ogni singola esperienza vissuta attraverso i sensi e il corpo.</p>
<p>Questo spostamento dall’altra parte del mondo rispetto al Marocco è stato dato anche dalla <strong>modernizzazione</strong> che, secondo Paolo, ha cominciato ad <strong>alterare gli equilibri autentici che lo avevano conquistato all’inizio</strong>. L’affetto per l&#8217;Alto Atlante e l&#8217;atmosfera della Medina restano ma <strong>ora Paolo ha una vita semplice e ricca al tempo stesso</strong> nella soleggiata Siem Reap.</p>
<p>L’affitto di un appartamento costa 200/250 USD il mese, le spese fisse ammontano a circa 50 USD il mese e per il cibo spende 250 USD il mese (mangiando sempre fuori). Paolo non è interessato a pub e affini ma ogni 15 giorni si concede un fine settimana a Phnom Penh, capitale del Paese. La Cambogia ha anche un’ottima posizione geografica, che gli permette di accedere facilmente ad altre affascinanti nazioni, fra cui il Laos e il Vietnam.</p>
<p>Anche la sua <strong>esplorazione fotografica</strong> è parte di ogni sua esperienza. Il suo progetto “<em>Absolute Eye</em>” vuole osservare la vita mentre accade o nell’attimo che precede qualcosa. Anche un dettaglio, un piccolo gesto, una scena apparsa come dal niente sono soggetti interessanti, anzi, sono quelli che più catturano la sua attenzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61896 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-8-368x640.jpg" alt="" width="368" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-8-368x640.jpg 368w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-8-884x1536.jpg 884w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Paolo-Marocco-Cambogia-8.jpg 1136w" sizes="auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px" /></p>
<p>Per Paolo, i vari luoghi geografici hanno un valore relativo. Quello che conta è <strong>la disposizione d’animo</strong>, ovvero ciò che viene prima delle convenzioni e delle sovrastrutture del sistema, quell’<strong>espressione vitale che ci unisce tutti</strong>. Questa si traduce nel bisogno di comunicare, condividere, amare ed essere amati.</p>
<p>Come ricordava Alan Watts, noi non veniamo &#8220;nel&#8221; mondo ma ne usciamo fuori come le foglie da un albero. Eckhart Tolle, invece, c’insegna che <strong>l’unica dimensione è il “qui e ora”. </strong></p>
<p>Paolo non ha progetti per il futuro ma un qualcosa che cerca di esprimere ogni giorno: <strong>la liberazione dall’ego e l’essere totalmente nel presente.</strong></p>
<p><strong>Per seguire e contattare Paolo:</strong></p>
<p>Instagram (Pattern Morocco Different Exp):</p>
<p><a href="https://www.instagram.com/pattern_morocco_different_exp?igsi=N3BlNjdkMWNuYWRu" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>https://www.instagram.com/pattern_morocco_different_exp?igsi=N3BlNjdkMWNuYWRu</strong></a></p>
<p>Instagram (The Absolute Eye):</p>
<p><a href="https://www.instagram.com/the_absolute_eye?igsi=MXJrMzNla2MwdzBsbw==" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>https://www.instagram.com/the_absolute_eye?igsi=MXJrMzNla2MwdzBsbw==</strong></a> ​</p>
<p>Facebook (profilo personale): <a href="https://www.facebook.com/share/1EtcZJjmSU/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>https://www.facebook.com/share/1EtcZJjmSU/</strong></a></p>
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		<title>Johnny: Ho lasciato l’Italia a 17 anni. Ora vivo a Melbourne, Australia, ma la mia casa è Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Johnny: Ho lasciato l’Italia a 17 anni. Ora vivo a Melbourne, Australia, ma la mia casa è Londra Johnny è nato in Sicilia e ha frequentato l’istituto alberghiero a Palermo per poi lasciare l’Italia a 17 anni, andando dai cugini in Australia. Johnny ha compiuto 18 anni a Sydney. Nonostante l’Australia lo avesse colpito da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/johnny-ho-lasciato-litalia-a-17-anni-ora-vivo-a-melbourne-australia-ma-la-mia-casa-e-londra.html">Johnny: Ho lasciato l’Italia a 17 anni. Ora vivo a Melbourne, Australia, ma la mia casa è Londra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Johnny: Ho lasciato l’Italia a 17 anni. Ora vivo a Melbourne, Australia, ma la mia casa è Londra</strong></h2>
<p>Johnny è nato in Sicilia e ha frequentato l’istituto alberghiero a Palermo per poi <strong>lasciare l’Italia a 17 anni</strong>, andando dai <strong>cugini in Australia</strong>. Johnny ha compiuto 18 anni a Sydney.</p>
<p>Nonostante l’Australia lo avesse colpito da subito, presto Johnny si è reso conto che <strong>non era possibile rimanerci stabilmente</strong>, così <strong>è volato a Londra</strong>, nel Regno Unito, dove <strong>ha vissuto per 17 anni</strong>.</p>
<p><strong>Dall’anno scorso Johnny abita a Melbourne, Australia.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61867 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-7-480x640.jpg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-7-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-7.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista dei documenti, <strong>Johnny è entrato in Australia come fanno molti giovani italiani</strong>, ovvero, <strong>approfittando del <em>Working Holiday Visa</em></strong>.</p>
<p>Questo tipo di visto offre <strong>l’opportunità di vivere e lavorare nel Paese per un anno ed è rinnovabile</strong>, a determinate condizioni. L’età massima per utilizzare il <em>Working Holiday Visa</em> è <strong>35 anni</strong> ma, poiché quello dei visti è un mondo complesso, Johnny consiglia di <strong>informarsi tramite fonti attendibili o dei professionisti </strong>nel momento in cui decidi di andare a vivere e lavorare in Australia.</p>
<p>Avendo la <strong>doppia cittadinanza italiana e inglese</strong>, Johnny ora è in Australia con un altro tipo di visto, dopo essere entrato con il passaporto britannico, che gli ha dato diritto ad alcune agevolazioni, come non dover lavorare nelle fattorie o non doversi sottoporre al test d’inglese.</p>
<p>Prima di decidere di trasferirsi stabilmente in Australia, Johnny c’era stato spesso nel corso degli anni per andare a trovare i cugini. <strong>All’inizio, è stata proprio la cugina Marie ad aiutarlo</strong>, offrendogli ospitalità a Sydney mentre a Melbourne ha alloggiato per un periodo nella sistemazione messa a disposizione dal ristorante per cui lavorava.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61863 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-6-480x640.jpg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-6-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-6.jpg 810w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Naturalmente, <strong>i costi degli affitti nelle città australiane sono molto alti</strong>, anche se Johnny, grazie al cambio favorevole della sterlina britannica, ha avuto un buon budget sin dall’inizio. Adesso Johnny abita in <strong>una casa con due stanze da letto a Frankston</strong>, che si trova a circa 40 minuti dalla <em>City</em>, per la quale paga <strong>2500 dollari australiani il mese</strong> (bollette escluse).</p>
<p>Dato che Johnny ha vissuto a lungo a Londra, non trova i prezzi dell’Australia particolarmente alti. Nel suo caso, lavorando nel settore della ristorazione, mangia quasi sempre al lavoro ma Johnny si rende conto che, comunque, <strong>anche solo divertirsi, in Australia, ha un certo peso sul portafoglio</strong> perché ogni uscita è dispendiosa.</p>
<p><strong>Integrarsi nella comunità locale non è stato facile</strong> per Johnny, perché ci sono molte differenze fra gli australiani e gli europei. A Melbourne però c’è anche <strong>una comunità di italiani</strong>, a cui rivolgersi per supporto o anche per fare amicizia con dei connazionali.</p>
<p>Sui social media spesso l’Australia viene dipinta come <strong>la terra promessa</strong> in cui trovare lavoro è facilissimo, così come lo è guadagnare molti soldi.</p>
<p>Secondo Johnny, grandi città come Melbourne naturalmente offrono <strong>molte più opportunità lavorative</strong> rispetto a un piccolo villaggio, ma <strong>tutto dipende dalla persona</strong>. Se questa non ha paura di lavorare, anche a costo di doversi rimboccare le maniche, prima o poi troverà un’opportunità, in Australia come altrove.</p>
<p>Nella sua opinione, l’Australia non è certo una “terra promessa”, come appunto la dipingono in molti su Instagram o TikTok, ed è <strong>molto arretrata per certi aspetti ma avanti per altri</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61864 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-2-480x640.jpg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-2-480x640.jpg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/Johnny-Li-Gotti-Australia-2.jpg 810w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Da quando si è trasferito a Melbourne, <strong>Johnny è tornato raramente in Italia perché la sua casa è il Regno Unito</strong>. Di conseguenza, è andato più spesso a Londra piuttosto che nel Bel Paese, anche perché la capitale inglese gli manca molto e<strong> non sarebbe voluto tornare a Melbourne</strong>.</p>
<p>Guardando al futuro, infatti, Johnny spera di non dover rimanere a Melbourne definitivamente. Al momento però si trova lì e cerca di prendere il meglio di quello che la città gli offre.</p>
<p>Nel frattempo, dato che a Melbourne ha <strong>una buona posizione nel settore della ristorazione</strong>, Johnny sta <strong>mettendo da parte dei soldi per comprare una casa</strong> in Italia o nel Regno Unito, questo è ancora da decidere.</p>
<p><strong>Per seguire e contattare Johnny:</strong></p>
<p>Social: Johnny.Ligotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vivere a Dubai: in arrivo il Dubai AI Festival, che mette l’AI al centro della strategia tecnologica in città</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-in-arrivo-il-dubai-ai-festival-che-mette-lai-al-centro-della-strategia-tecnologica-in-citta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere a Dubai: in arrivo il Dubai AI Festival, che mette l’AI al centro della strategia tecnologica in città Dubai, affascinante città emiratina capace di attirare ogni anno milioni di visitatori che la scelgono per il lusso, la cultura e la vita da spiaggia ma anche di richiamare numerosi investitori da ogni parte del pianeta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Vivere a Dubai: in arrivo il <em>Dubai AI Festival</em>, che mette l’AI al centro della strategia tecnologica in città</strong></h2>
<p>Dubai, affascinante città emiratina capace di attirare ogni anno <strong>milioni di visitatori</strong> che la scelgono per il lusso, la cultura e la vita da spiaggia ma anche di richiamare numerosi <strong>investitori </strong>da ogni parte del pianeta grazie a benefici a loro riservati, come <strong>la fiscalità agevolata</strong>, e alla sua posizione come <strong><em>hub</em> globale</strong> da cui raggiungere anche altri mercati, si prepara a ospitare il <em>Dubai AI Festival.</em></p>
<p>L’evento si terrà il <strong>26 e 27 ottobre</strong> al <em>Dubai World Trade Centre</em> ed è aperto sia ai professionisti sia a chi è semplicemente interessato all’innovazione tecnologica. Del resto, l’avanzamento tecnologico e il ruolo di primo piano dato all’AI per Dubai non sono una novità ma il <em>Dubai AI Festival</em> rientra nella <strong>strategia più ampia</strong> della città volta a richiamare professionisti grazie a <strong>eventi internazionali</strong> e al contempo ben si sposa con la situazione più su ampio raggio che vede Dubai <strong>applicare l’AI ai servizi, alle esperienze urbane e alla finanza.</strong></p>
<p>Guardando al suo quadro generale, Dubai è in forte ripresa dopo i recenti mesi che l’hanno vista protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione. Se allora la città emiratina ha dato prova di organizzazione e capacità di proteggere residenti e visitatori, ora mostra <strong>una crescita costante</strong> nel numero di turisti e il suo ruolo di valore per gli investitori, che la usano come base da cui <strong>muoversi nei mercati della regione e oltre.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61903" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2387705835U-640x322.jpg" alt="" width="640" height="322" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2387705835U-640x322.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2387705835U-1980x996.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2387705835U-1536x772.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2387705835U-2048x1030.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Durante i mesi clou del conflitto, gli italiani in città e quelli in patria hanno potuto contare sulla serietà e preparazione di <strong>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</strong>, che ha confermato ancora una volta la sua <strong>esperienza e competenza</strong>. Pescara, infatti, ha dato prova della sua etica, <strong>informando e rassicurando i connazionali con notizie provenienti da fonti verificate.</strong></p>
<p>Il <em>Dubai AI Festival</em>, quindi, si muove sullo sfondo di una città dinamica, attenta alla sostenibilità, con forti picchi di crescita in vari settori in cui <strong>analizzare le conseguenze dell’AI sulle imprese, sulle amministrazioni, sul lavoro, sugli investimenti e sulla società in generale.</strong></p>
<p>Tra i <strong>temi ufficiali</strong> dell’evento ci saranno:</p>
<ul>
<li><em>AI for All</em>;</li>
<li><em>Global AI Governance</em>;</li>
<li>Innovazione ed etica;</li>
<li>Futuro del lavoro;</li>
<li><em>AI literacy</em>;</li>
<li>Infrastrutture e investimenti.</li>
</ul>
<p>Uno degli argomenti principali del <em>Dubai AI Festival</em> è legato all’<strong><em>Agentic AI</em></strong>, che segna il passaggio dall’Intelligenza Artificiale usata come assistente al <strong>sistema che agisce</strong>. Si tratta di sistemi di Intelligenza Artificiale progettati per <strong>svolgere autonomamente sequenze di attività</strong> e prendere decisioni all’interno di determinati processi.</p>
<p>L’obiettivo degli Emirati Arabi Uniti è quello di <strong>utilizzare l’AI al 50% nei settori del governo e nelle sue operazioni entro due anni.</strong></p>
<p>Come accennato in precedenza, Dubai è una città in cui l’AI già ricopre un ruolo di un certo rilievo con una struttura istituzionale dedicata all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, numerosi servizi pubblici digitali e l’obiettivo di <strong>diventare il primo <em>financial centre “AI-Native”</em> al mondo.</strong></p>
<p>Il futuro è già dietro l’angolo e Dubai è il posto in cui essere per farsi trovare preparati e in prima linea. Se stai pensando di <strong>aprire una società a Dubai</strong>, non devi far altro che contattare <strong>Daniele Pescara</strong>, <strong>fondatore dello studio multidisciplinare </strong><a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong><em>Daniele Pescara Consultancy</em></strong></a><strong>, leader nel <em>company set-up</em> a Dubai.</strong></p>
<p>Lo studio multidisciplinare Daniele Pescara Consultancy è <strong>il punto di riferimento per istituzioni e aziende italiane </strong>che vogliono soluzioni su misura, concrete ed efficaci. Con un team di  <strong>oltre 60 professionisti</strong> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti –e un rapporto dedicato con il cliente, basato sulla fiducia e sulla riservatezza, la <em>Daniele Pescara Consultancy</em> è attiva nel settore da più di 15 anni, <strong>sinonimo di garanzia, esperienza e affidabilità.</strong></p>
<p><strong>Per raggiungere la <em>Daniele Pescara Consultancy</em> dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</strong> <strong>800 180 690.</strong></p>
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		<title>La crescita economica di Taipei, capitale di Taiwan</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/la-crescita-economica-di-taipei-capitale-di-taiwan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita economica di Taipei, capitale di Taiwan Taipei, capitale di Taiwan, è protagonista di un’importante crescita economica collegata a quella più generale del Paese. Taiwain, infatti, è una piccola economia fortemente integrata in quella mondiale, la cui importanza al giorno d’oggi è strettamente collegata al settore della tecnologia. Quest’anno l’economia di Taiwan sta attraversando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>La crescita economica di Taipei, capitale di Taiwan</strong></h2>
<p><strong>Taipei, capitale di Taiwan</strong>, è protagonista di <strong>un’importante crescita economica</strong> <strong>collegata a quella più generale del Paese.</strong> Taiwain, infatti, è una piccola economia fortemente integrata in quella mondiale, la cui importanza al giorno d’oggi è strettamente collegata al <strong>settore della tecnologia.</strong></p>
<p>Quest’anno l’economia di Taiwan sta attraversando una fase di crescita molto spiccata, con stime che parlano di una previsione di crescita reale del PIL pari all’11,05%.</p>
<p>La fonte principale di quest’accelerazione dell’economia è data dai <strong>prodotti collegati all’Intelligenza Artificiale</strong>. La richiesta di semiconduttori, computer e altre tecnologie, infatti, sta aumentando.</p>
<p>Per capire come mai l’economia di Taipei stia facendo così tanti passi avanti, quindi, è importante guardarla nello scenario più ampio della crescita generale di quella di Taiwan.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61870 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2572749503X-640x336.jpg" alt="" width="640" height="336" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2572749503X-640x336.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2572749503X-1980x1038.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2572749503X-1536x805.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2572749503X-2048x1074.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Il ruolo cruciale dei seminconduttori per Taiwan</strong></h3>
<p>Come abbiamo appena visto, la spinta di questa crescita è data dal settore della tecnologia. Un <strong>semiconduttore</strong> è <strong>un materiale</strong>, generalmente il silicio, <strong>con proprietà elettriche</strong> che possono essere <strong>controllate e usate per realizzare circuiti elettronici</strong>.</p>
<p>È su questi materiali che vengono prodotti i <strong>chip</strong>, dei minuscoli componenti che fanno sì che i dispositivi elettrici possano elaborare le informazioni, fare i calcoli, conservare i dati e svolgere altre funzioni.</p>
<p><strong>I chip sono ormai indispensabili per il funzionamento di telefoni e computer</strong> ma anche per le auto, i server, i sistemi industriali e <strong>le infrastrutture necessarie all’Intelligenza Artificiale</strong>. Dato che l’AI si sta espandendo, la domanda per i semiconduttori aumenta esponenzialmente.</p>
<h3><strong>L’importanza dell’Intelligenza Artificiale nella crescita economica di Taiwan</strong></h3>
<p>L’Intelligenza Artificiale richiede una capacità di calcolo maggiore rispetto a quella di molte applicazioni informatiche tradizionali. Ecco che <strong>l’espansione dell’AI porta a una crescente domanda di chip avanzati</strong>, memoria, server, sistemi di raffreddamento, apparecchiature e infrastrutture per i <em>data center</em>.</p>
<p>Questa nuova fase, quindi, cavalca l’onda della <strong>specializzazione che Taiwan ha costruito negli anni passati.</strong></p>
<h3><strong>Perché Taiwan è così importante nella produzione tecnologica</strong></h3>
<p>Taiwan ha sviluppato <strong>un sistema molto articolato</strong> <strong>che riguarda proprio i semiconduttori</strong>, che porta alla produzione di chip, al <em>packaging</em> avanzato, ai test e altro. Intorno alla produzione di chip, quindi, esiste <strong>un’ampia rete fatta di aziende e competenze specializzate</strong>.</p>
<h3><strong>La forza di Taipei: i servizi</strong></h3>
<p>La produzione tecnologica di Taiwan è distribuita attraverso un ampio sistema economico. La capitale Taipei, invece, punta moltissimo su <strong>servizi come commercio, finanza, informazione e comunicazione.</strong></p>
<p>Un’economia tecnologicamente avanzata ha bisogno anche di servizi professionali, commerciali, finanziari, informatici e aziendali. Taipei, con la sua elevata concentrazione di attività terziarie, rappresenta quindi <strong>una parte importante del sistema di Taiwan</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61871 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2665083569X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Il quadro economico di Taipei</strong></h3>
<p>Nel 2026, possiamo guardare a Taipei e vedere una città con <strong>un’economia fortemente orientata ai servizi. </strong></p>
<p>Taipei rappresenta principalmente <strong>la forza urbana e terziaria del sistema economico di Taiwan</strong>, che può rafforzare l’economia della nazione stessa, anche se la produzione di semiconduttori non è concentrata lì.</p>
<h3><strong>La sfida principale: l’invecchiamento della popolazione</strong></h3>
<p>Mentre Taiwan prosegue nella sua corsa inarrestabile, con Taipei come fulcro del settore dei servizi, la città evidenzia <strong>un problema legato all’invecchiamento della popolazione</strong>.</p>
<p>La quota di residenti anziani è ormai molto elevata e questo, nel tempo, <strong>può influenzare il mercato del lavoro, i consumi, le abitazioni, l’assistenza e i servizi pubblici.</strong></p>
<p>Inoltre, questo dato sottolinea come la crescita economica debba essere considerata insieme a una trasformazione anagrafica notevole.</p>
<h3><strong>Taiwan e Taipei: due livelli della stessa crescita economica</strong></h3>
<p>Come abbiamo visto, Taipei non è uno dei principali centri di produzione dei semiconduttori ma la sua forza sta nei servizi, indispensabili per la crescita economica di Taiwan.</p>
<p>Taipei, quindi, è parte di un ecosistema in costante crescita in cui la tecnologia ha un ruolo cruciale. <strong>Tecnologia, servizi e innovazione continueranno a creare opportunità</strong> ma la città dovrà <strong>adattarsi ai cambiamenti demografici</strong> e alle <strong>trasformazioni dell’economia mondiale</strong>.</p>
<p>Sarà <strong>proprio l’equilibrio fra competitività e capacità di adattamento</strong> a rivelare, in futuro, <strong>il peso economico che Taipei sarà in grado di mantenere.</strong></p>
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		<title>Lavorare e vivere in Norvegia: ecco come fare</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/lavorare-e-vivere-in-norvegia-ecco-come-fare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 11:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavorare e vivere in Norvegia: ecco come fare Stipendi alti, ottima qualità della vita e un buon equilibrio fra lavoro e tempo libero sono alcune fra le principali attrattive della Norvegia, che richiama anche molti italiani che vogliono cambiare vita. Naturalmente, molto dipende dalla situazione personale di ognuno ma, in linea di massima, spostarsi in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Lavorare e vivere in Norvegia: ecco come fare</strong></h2>
<p><strong>Stipendi alti, ottima qualità della vita </strong>e un <strong>buon equilibrio fra lavoro e tempo libero</strong> sono alcune fra le principali attrattive della Norvegia, che richiama anche <strong>molti italiani che vogliono cambiare vita.</strong></p>
<p>Naturalmente, molto dipende dalla situazione personale di ognuno ma, in linea di massima, spostarsi in Norvegia per cercare lavoro è <strong>relativamente semplice per i cittadini europei</strong>, fra cui gli italiani.</p>
<p>Il Paese ha una <strong>carenza di personale in diversi settori</strong>, quindi, a seconda delle tue competenze e qualifiche, trovare un impiego lì può essere piuttosto facile. Naturalmente, è importante partire preparati perché <strong>il costo della vita nelle principali città norvegesi è piuttosto alto</strong> e chi aspira a lavorare lì deve mettere in conto possibili settimane o mesi scoperti, in cui mantenersi grazie ai propri risparmi.</p>
<p>Chi ha le carte giuste, però, sta guardando seriamente a ottime paghe, <strong>un sistema di <em>welfare</em> eccellente</strong>, un livello di criminalità molto basso e meravigliosi paesaggi naturali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61783 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2655445831X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>La carenza di personale in Norvegia</strong></h3>
<p>Secondo un sondaggio del 2026, la Norvegia registra una carenza di personale, specialmente in <strong>settori come la sanità</strong>. Se svolgi una professione in un settore in cui il Paese sta cercando personale, parti avvantaggiato ma ricorda comunque di <strong>controllare eventuali adempimenti</strong>, quale lingua è richiesta (inglese o norvegese) e tutti i dettagli relativi alla tua situazione personale nonché alle normative che ruotano intorno alla professione che vorresti esercitare in Norvegia.</p>
<p>Per non commettere errori e avere una panoramica approfondita della situazione, è consigliabile rivolgersi a un professionista locale.</p>
<h3><strong>Come cercare lavoro in Norvegia</strong></h3>
<p>La bella notizia è che, come accennato all’inizio dell’articolo, in quanto cittadino europeo <strong>puoi entrare nel Paese e rimanervi per un periodo di massimo sei mesi ai fini di trovare un impiego</strong>. È necessario però registrarsi presso la polizia entro tre mesi dall’arrivo e, se passati i sei mesi non sei riuscito a trovare un lavoro, devi lasciare la Norvegia.</p>
<p>Grazie a internet è anche possibile <strong>cercare un lavoro comodamente da casa</strong>, senza dover necessariamente partire per la Norvegia e spendere cifre importanti.</p>
<p>Il <strong>sito ufficiale <em>Arbeidsplassen.no</em></strong> riporta offerte di lavoro in tutta la Norvegia. Molte sono in inglese e quindi aperte anche a professionisti internazionali mentre altre richiedono la conoscenza della lingua norvegese.</p>
<p>È possibile utilizzare anche portali come <strong>LinkedIn</strong> o <strong>candidarsi direttamente tramite i siti delle aziende</strong>, cercando la pagina <em>Work with</em> <em>us</em> (lavora con noi) o<em> Careers</em> (carriere).</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>professioni non regolamentate</strong> non è necessario ottenere preventivamente un riconoscimento ufficiale del titolo di studio mentre per <strong>quelle regolamentate</strong> possono essere previsti il riconoscimento delle qualifche o delle autorizzazioni. Per questo è importante controllare sempre le normative aggiornate ed eventualmente affidarsi a dei professionisti locali.</p>
<h3><strong>Come trasferirsi stabilmente in Norvegia</strong></h3>
<p>Se non stai pensando di lavorare brevemente nel Paese ma vorresti <strong>trasferiti stabilmente lì</strong>, devi registrarti presso la polizia norvegese. Il certificato di registrazione conferma che sei residente in Norvegia. Ricorda però che <strong>residenza anagrafica e fiscale sono due questioni diverse</strong>.</p>
<p>Per questo, devi rivolgerti alle autorità norvegesi e anche sentire il tuo commercialista italiano per capire come muoverti sul fronte fiscale e a quali adempimenti andrai incontro, in una o entrambe le nazioni.</p>
<p>Dopo 5 anni di residenza in Norvegia nel rispetto delle normative correnti, un cittadino europeo può ottenere il <strong>diritto di soggiorno permanente</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61784 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2214214381X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Come scegliere la città in cui cercare lavoro</strong></h3>
<p>Ogni città ha le sue caratteristiche e qui vediamo alcune di quelle principali:</p>
<ul>
<li><strong>Oslo</strong>. La capitale, nonché principale centro amministrativo e culturale del Paese, offre un mercato del lavoro molto diversificato. Tra le professioni più richieste ci sono quelle nel settore della sanità e dei servizi sociali ma ci sono opportunità anche in settori come informazione/comunicazione, servizi alle imprese, tecnici e immobiliari. Il costo di un’abitazione in città è piuttosto caro.</li>
<li><strong>Bergen</strong>. Particolarmente interessante per chi vorrebbe lavorare nella sanità, nei servizi pubblici, nelle attività tecniche e in quelle legate al mare. Anche qui il costo degli affitti è significativo.</li>
<li><strong>Trondheim</strong>. Consigliata per chi vuole lavorare nel ramo della tecnologia, Trondheim punta su digitalizzazione, salute, oceano ed energia. Anche in questa città il costo dell’affitto è importante.</li>
<li><strong>Stavanger. </strong>Storicamente considerata il “principale centro dell’energia norvegese”, la città sta lavorando alla diversificazione e alla transizione energetica.</li>
</ul>
<h3><strong>A chi è consigliato un trasferimento in Norvegia</strong></h3>
<p>Su carta, qualunque cittadino italiano può entrare in Norvegia e rimanervi per 6 mesi – rispettando le normative vigenti – per cercare lavoro. Ancora, è possibile cercare un impiego direttamente dall’Italia, sfruttando i vari siti internet.</p>
<p>Un trasferimento in Norvegia però <strong>non è qualcosa da vivere all’avventura</strong>. Partire senza pianificazione, magari con pochi soldi da parte, significa andare incontro a un disastro quasi certo.</p>
<p><strong>Questo tipo di esperienza è consigliata a:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Chi ha già una professione spendibile</strong>, magari in uno dei settori in cui nel Paese c’è carenza di personale;</li>
<li><strong>Chi lavora nella sanità, come tecnico, artigiano qualificato, ingegnere e nella tecnologia</strong>, sempre tenendo a mente gli eventuali requisiti specifici per ogni categoria;</li>
<li><strong>Chi conosce bene l’inglese</strong> (anche se questo apre solo alcune porte);</li>
<li><strong>Chi già conosce il norvegese o è disposto a impararlo</strong>.</li>
</ul>
<p>La Norvegia è un Paese in cui, per un italiano, è molto facile trasferirsi, che sia per un certo arco di tempo o in forma stabile, ma il vero filtro è dato dal mercato del lavoro. Chi ha <strong>una competenza specifica e richiesta può trovare valide opportunità</strong> ma chi parte senza competenze o qualifiche spendibili si ritrova ad affrontare un <strong>mercato del lavoro altamente competitivo e costi della vita elevati.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/lavorare-e-vivere-in-norvegia-ecco-come-fare.html">Lavorare e vivere in Norvegia: ecco come fare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<item>
		<title>Viaggiare (quasi) gratis: volontariato in cambio di vitto e alloggio</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/viaggiare-quasi-gratis-volontariato-in-cambio-di-vitto-e-alloggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggiare (quasi) gratis: volontariato in cambio di vitto e alloggio Per chi ha una grande voglia di viaggiare e un piccolo budget, la strategia del fare volontariato in cambio di vitto e alloggio è un’ottima opportunità. Al contrario di quanto molti pensano, non è un’esperienza solo per giovani e molti hosts (persone o enti che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Viaggiare (quasi) gratis: volontariato in cambio di vitto e alloggio</strong></h2>
<p>Per chi ha <strong>una grande voglia di viaggiare e un piccolo budget</strong>, la strategia del fare volontariato in cambio di vitto e alloggio è un’ottima opportunità. Al contrario di quanto molti pensano, non è un’esperienza solo per giovani e molti <em>hosts</em> (persone o enti che ospitano) <strong>non hanno limiti di età</strong>.</p>
<p>Anzi, i pensionati e gli <em>over 50</em> in generale possono essere particolarmente apprezzati per la loro esperienza di vita, maturità e le competenze sviluppate in anni di lavoro.</p>
<p>Se su carta <strong>viaggiare anche per mesi o anni senza spendere niente per dormire e mangiare</strong> può sembrare un’offerta da sogno, nella realtà è importante sapere bene come muoversi per evitare possibili truffe o situazioni pericolose. Ancora, è cruciale capire come funzionano, in linea generale, queste proposte e a chi sono adatte.</p>
<p>In questo articolo, <strong>ti accompagniamo proprio lungo il percorso che potrebbe permetterti di viaggiare molto più spesso o molto più a lungo.</strong></p>
<h3><strong>I vari tipi di volontariato disponibili</strong></h3>
<p>Nel leggere il termine “volontariato” la maggior parte delle persone immagina di ritrovarsi a insegnare inglese ai bambini di un villaggio africano o del sud-est asiatico ma, anche se <strong>le organizzazioni non governative, le scuole e altri progetti a sfondo sociale</strong> sono molto attive sulle piattaforme e sui gruppi Facebook dedicati al volontariato, <strong>i progetti possono riguardare anche offerte in ostelli/guesthouse</strong> o <strong>proposte fatte da privati</strong>.</p>
<p><strong>Alcuni esempi di proposte che puoi trovare</strong> nelle piattaforme e/o nei canali informali, come i gruppi Facebook:</p>
<ul>
<li>Insegnare in una scuola;</li>
<li>Occuparti dei bambini di un asilo;</li>
<li>Receptionist/pulizia in ostelli o altre strutture turistiche;</li>
<li>Accompagnamento dei turisti durante tour;</li>
<li>Coinvolgimento dei turisti (per esempio in un <em>party hostel)</em>;</li>
<li>Creazione di contenuti per un business/una ONG;</li>
<li>Permacultura;</li>
<li>Lavori manuali;</li>
<li>Insegnare yoga o altre discipline del settore benessere&#8230;</li>
</ul>
<p>Alcune proposte, specialmente quelle a contatto con bambini in situazioni di svantaggio, dovrebbero essere <strong>valutate attentamente</strong> per non portare avanti la <strong>narrativa del Salvatore Bianco</strong>. Molti progetti accettano chiunque voglia partecipare, senza fare particolari controlli sui volontari, ma questo mette in pericolo i bambini e fa sì che questi magari si affezionino ai volontari, che però stanno per massimo un paio di settimane e spesso non hanno le qualifiche/competenze necessarie per ricoprire quel ruolo.</p>
<p>Fare volontariato presso strutture turistiche o business è eticamente meno complesso ma molte persone storcono il naso perché, alla fine, ti ritrovi a <strong>svolgere delle vere e proprie mansioni lavorative</strong>, senza però essere pagato. In questi casi l’alloggio è generalmente in dormitorio condiviso e i pasti possono essere o non essere inclusi nel pacchetto. Alcune realtà offrono anche tour o esperienze particolari, come lezioni di surf.</p>
<p>È importante, quindi, che tu <strong>legga con attenzione la proposta per capire se è davvero conveniente.</strong> Se, per esempio, è richiesto che tu faccia volontariato in ostello solo qualche ora il giorno in cambio di vitto e alloggio può essere accettabile mentre la questione cambia se le ore richieste sono molte di più.</p>
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<h3><strong>Le piattaforme più gettonate per trovare opportunità</strong></h3>
<p>Se è vero che è possibile trovare opportunità per fare volontariato all’estero in cambio di vitto e alloggio anche sui gruppi Facebook, <strong>le piattaforme offrono qualche tutela in più</strong>. Andiamo a vedere le principali:</p>
<ul>
<li><strong>Workaway.</strong> Piattaforma storica per chi vuole girare il mondo spendendo pochissimo, proprio grazie alle varie opportunità di volontariato in cambio di vitto e alloggio. Qui trovi proposte in vari settori, dall’aiutare una famiglia europea con i figli piccoli a insegnare in un paesino del Nicaragua passando per il fare volontariato con gli animali o nelle strutture turistiche. La maggior parte delle offerte ha delle recensioni lasciate dai passati volontari e Workaway prevede condizioni specifiche per gli <em>hosts</em> che gestiscono attività commerciali.</li>
<li><strong>Worldpackers. </strong>Al secondo posto fra le piattaforme più note, Worldpackers è molto simile a Workaway (anche se raramente offre proposte con salario). Anche qui trovi le recensioni lasciate dai precedenti volontari. Worldpackers offre anche supporto in caso di problemi durante l’esperienza.</li>
<li><strong>WWOOF. </strong>Questa piattaforma è pensata specificamente per chi vuole fare volontariato nelle fattorie.</li>
</ul>
<p>Sia su Workaway sia su Worldpackers ci sono realtà, solitamente operanti nel settore umanitario/solidale, che chiedono <strong>una quota aggiuntiva</strong>, che può essere quotidiana o settimanale, generalmente per coprire le spese di vitto, alloggio ecc. per il volontariato.</p>
<p>Ci sono anche <strong>numerose altre piattaforme</strong> ma queste sono più che valide per iniziare la tua ricerca. Tieni a mente che le tre piattaforme qui consigliate richiedono <strong>una quota annuale</strong> per poterti candidare alle varie opportunità (se però usi spesso la piattaforma, è conveniente).</p>
<h3><strong>Trovare opportunità in modo informale</strong></h3>
<p>Se non vuoi pagare la quota per utilizzare una piattaforma, puoi affidarti al <strong>passaparola</strong>, specialmente durante il viaggio e se soggiorni negli ostelli, e ai <strong>gruppi Facebook</strong>. Ce ne sono tanti, quasi tutti in inglese, che fungono da <strong>punto di incontro fra le realtà che cercano volontari e chi è pronto a partire. </strong></p>
<p>Naturalmente, sfruttando i gruppi Facebook, <strong>non hai diritto ad alcuna protezione</strong>. Per questo, è particolarmente importante che tu svolga tutte le ricerche del caso sulla realtà con cui sei entrato in contatto e sulle persone che ne fanno parte. Ecco <strong>tre gruppi Facebook molto utilizzati</strong> per cercare opportunità di volontariato in cambio di vitto e alloggio all’estero:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.facebook.com/groups/1719259828134604" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Il mondo del volontariato internazionale</strong></a></li>
<li><a href="https://www.facebook.com/groups/slowtravelvolunteer" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Volunteer Opportunities Around the World</strong></a></li>
<li><a href="https://www.facebook.com/groups/3417712505113397" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Volunteer Work | Hostel Jobs | Hospitality Roles | Temp Jobs | Global</strong></a></li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61851 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2282453211X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Pro e contro del fare volontariato in cambio di vitto e alloggio</strong></h3>
<p>A chi ha lo zaino sempre pronto e il conto corrente che, invece, è sempre in rosso, queste opportunità possono sembrare <strong>la soluzione a tutti i problemi</strong>. Ecco che una vita più ricca di viaggi sembra improvvisamente a portata di mano.</p>
<p>Queste opportunità hanno <strong>tanti aspetti positivi</strong> ma non sono promesse di viaggi ed esperienze a costo zero senza chiedere niente in cambio. Per questo, è importante <strong>approcciarle in modo realista</strong>, tenendo di conto che il mondo del volontariato in cambio di vitto e alloggio è come un grande calderone che contiene tutto e il contrario di tutto. Ribadiamo l’importanza di <strong>fare tutte le ricerche del caso </strong>prima di andare in una qualsiasi realtà e <strong>avere sempre un piano B/dei soldi da parte </strong>da usare per uscire dalla situazione nel caso in cui questo si rivelasse necessario.</p>
<p>Ora vediamo insieme <strong>alcuni pro e contro di questo tipo di esperienza</strong>.</p>
<p><strong>Pro:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Vitto e alloggio gratuiti.</strong> Beh, questo è un bel vantaggio! C’è però da stare attenti perché quasi tutte le proposte offrono l’alloggio in camerata condivisa con altre persone, solitamente altri volontari. Il vitto non è sempre compreso. A volte è possibile alloggiare con famiglie del posto. Se non vuoi adattarti molto, l’alloggio, che solitamente richiede almeno un po’ di compromesso, può essere sì gratuito, ma non quello di cui hai bisogno per vivere l’esperienza che desideri.</li>
<li><strong>Conoscere tante persone da tutto il mondo.</strong> Potrai fare nuove amicizie, magari incontrare l’uomo o la donna dei tuoi sogni o il prossimo partner del tuo business. In più, avrai modo di parlare in inglese e di entrare in contatto con culture diverse dalla tua.</li>
<li><strong>Tour gratuiti.</strong> Alcune realtà offrono tour o esperienze a costo zero per i volontari.</li>
<li><strong>Fare la differenza</strong>. Non importa se si tratta di pulire una stanza in ostello così che il prossimo viaggiatore possa trovarsi bene o di giocare con dei bambini in un villaggio asiatico, il tuo passaggio lascerà il segno. Tuttavia, qui è importante essere realisti e, nel caso di volontariato con ONG/progetti solidali è importante chiedersi se davvero si hanno le competenze/qualifiche e il tempo necessario per lasciare un marchio importante nella realtà in cui andremo.</li>
<li><strong>Vivere con le persone del posto</strong>. Essere a stretto contatto con il tuo <em>host</em> e le altre persone della sua comunità vuol dire vivere quella località da dentro. È un’esperienza molto diversa, e più interessante, rispetto al dormire in hotel.</li>
</ul>
<p><strong>Contro:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Devi fare volontariato</strong>. Questo significa rispettare gli orari e le mansioni concordati. Alcuni volontari, una volta sul posto, scoprono che l’impegno richiesto è maggiore di quello previsto o che le condizioni di alloggio/vitto/vita in generale non sono soddisfacenti.</li>
<li><strong>Non sei totalmente autonomo</strong>. In un viaggio gestito da te, puoi scegliere cosa fare. Anche se si tratta di un viaggio molto economico, con alloggio in ostello e pasti alle bancarelle di <em>street food</em>, sei pienamente padrone del tuo tempo. In queste proposte non è mai così, non solo perché devi coprire le tue ore di volontariato ma anche perché sei parte di una struttura.</li>
<li><strong>Le condizioni cambiano da un <em>host </em>all’altro</strong>. Per questo, in particolar modo se hai trovato l’opportunità presso un canale informale, è cruciale che tu t&#8217;informi bene al riguardo prima di partire. È consigliabile fare almeno una videochiamata con l’<em>host</em>. Ci sono volontari che hanno vissuto esperienze meravigliose e altri che sono scappati a gambe levate dopo due giorni. L’<em>host </em>fa tutta la differenza.</li>
<li><strong>Alcune attività possono essere fisicamente impegnative</strong>. Naturalmente, se ti candidi per costruire la casa a una famiglia in una situazione di svantaggio, modernizzare la scuola di un villaggio o aiutare in una fattoria, devi mettere in conto del lavoro fisico. A volte, però, questo può rivelarsi più stancante di quello che avevi previsto.</li>
<li><strong>Sei con altri volontari.</strong> Se sei alla tua prima esperienza di viaggio fuori dall’Europa, o è la prima volta che parti da solo, la presenza di altri volontari occidentali può essere un punto di forza ma se sei abituato a viaggiare molto in maniera indipendente ritrovarti in ambienti che spesso sono pensati per l’occidentale che si ferma una o due settimane e non ha molta esperienza del mondo, può rovinare il tutto.</li>
</ul>
<p>Infine, ricorda che <strong>gli <em>host</em> non coprono le spese dei voli</strong> o di altri mezzi di trasporto per raggiungerli o per tornare nel tuo Paese una volta finita l’esperienza, <strong>di eventuali visti, dell’assicurazione sanitaria o di altro. </strong></p>
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		<title>Spazi rigeneranti: come integrare l&#8217;estetica materica del gres effetto pietra negli interni moderni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 06:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;architettura d&#8217;interni contemporanea rivolge un&#8217;attenzione sempre più marcata alla costruzione di ambienti capaci di favorire una sensazione profonda di calma e ristoro, allontanando le tensioni accumulate nella frenesia quotidiana. In questa ricerca di equilibrio, la dimensione sensoriale delle superfici assume un ruolo primario nel definire la qualità percettiva dell&#8217;abitare, orientando la progettazione verso elementi che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;architettura d&#8217;interni<b> </b>contemporanea rivolge un&#8217;attenzione sempre più marcata alla costruzione di ambienti capaci di favorire una sensazione profonda di<b> calma e ristoro</b>, allontanando le tensioni accumulate nella frenesia quotidiana. In questa ricerca di equilibrio, la <b>dimensione sensoriale delle superfici</b> assume un ruolo primario nel definire la qualità percettiva dell&#8217;abitare, orientando la progettazione verso elementi che richiamano la forza e la purezza della natura.</p>
<p>L&#8217;impiego sapiente di un <a href="https://www.casalgrandepadana.it/prodotti/effetto/pietra"><b>pavimento effetto pietra</b></a>, ad esempio, permette di infondere negli ambienti domestici un&#8217;impronta autentica e suggestiva, donando agli spazi un&#8217;<b>identità visiva rassicurante e solida </b>senza rinunciare alla precisione formale e al rigore geometrico propri delle tendenze abitative più attuali.</p>
<h2>Il valore espressivo delle texture minerali nell&#8217;abitare contemporaneo</h2>
<p>La riscoperta della <b>matericità</b> risponde al desiderio diffuso di superare il minimalismo che ha caratterizzato gli ultimi anni dell&#8217;interior design.</p>
<p>Le finiture che traggono ispirazione dalle formazioni geologiche, come calcari sedimentari, ardesie, quarziti o pietre arenarie, introducono nell&#8217;ambiente <b>variazioni cromatiche delicate</b>, <b>inclusioni fossili impercettibili</b> e <b>microstrutture tridimensionali</b> che reagiscono costantemente all&#8217;incidenza della luce.</p>
<p>L&#8217;adozione del <b>gres porcellanato effetto pietra</b> consente di reinterpretare questa ricchezza estetica in chiave attuale, riproducendo con grande verosimiglianza le irregolarità controllate e le sfumature tonali delle cave storiche. Questo connubio tra memoria geologica e purezza lineare dà vita ad <b>atmosfere avvolgenti</b>, in cui il pavimento e le pareti cessano di essere semplici quinte sceniche per divenire protagonisti silenziosi del <b>benessere psicofisico</b> individuale.</p>
<h2>Dialogo tra materiali: abbinamenti cromatici, legni e metalli ossidati</h2>
<p>L&#8217;integrazione efficace di superfici ceramiche ispirate alla materia litica necessita di un <b>bilanciamento accurato tra i diversi elementi</b> che compongono l&#8217;arredo.</p>
<p>Per creare <b>scenari armonici</b>, è possibile accostare le texture minerali a doghe in rovere naturale o noce canaletto, la cui calibrazione calda crea un contrasto sofisticato con i toni neutri del grigio perla, dell&#8217;antracite, del greige o delle terre calde. Nei <b>contesti più</b> <b>metropolitani</b>, l&#8217;accostamento a metalli bruniti, dettagli in ottone satinato o profilati in ferro battuto conferisce profondità visiva, mentre l&#8217;inserimento di tessuti naturali come lino grezzo, lana cotta e cotone materico addolcisce l&#8217;impatto visivo complessivo.</p>
<p>Un ambiente ben concepito <b>valorizza la superficie orizzontale</b> attraverso scelte che non ne soffochino la personalità, lasciando respirare le campiture ampie e favorendo un senso di <b>continuità visiva</b> che amplia idealmente i volumi della casa.</p>
<h2>Continuità visiva tra zona giorno, ambiente bagno e scenari outdoor</h2>
<p>Uno dei vantaggi espressivi più rilevanti offerti dal gres porcellanato effetto pietra riguarda la <b>versatilità applicativa</b> nei diversi contesti residenziali, compresi quelli soggetti a forte sollecitazione o umidità permanente.</p>
<p>Nelle stanze dedicate al benessere, come <b>sale da bagno</b> e <b>aree termali domestiche</b>, la ceramica tecnica consente di rivestire <b>pavimentazioni</b>, <b>pareti doccia</b> e <b>top integrati</b> con un&#8217;unica tessitura continua, ricreando la quiete intima tipica delle sorgenti montane o dei bagni termali.</p>
<p>La possibilità di utilizzare le medesime collezioni in <b>spessori maggiorati e finiture antiscivolo</b> anche nei <b>terrazzi</b>, <b>loggiati o giardini d&#8217;inverno</b> abbatte visivamente la barriera tra interno ed esterno, originando una prospettiva fluida e ininterrotta che dilata lo spazio percepito e regala una gratificante sensazione di apertura verso il paesaggio circostante.</p>
<h2>Prestazioni tecniche e praticità di gestione nel ciclo quotidiano</h2>
<p>Accanto alla raffinatezza stilistica, la scelta dei rivestimenti ceramici contemporanei trova piena legittimazione nelle straordinarie <b>qualità fisiche e meccaniche</b> del materiale sintetizzato a temperature elevatissime.</p>
<p>A differenza delle rocce naturali da cava, intrinsecamente porose e vulnerabili all&#8217;assorbimento di liquidi aggressivi, macchie alimentari o sostanze oleose, la struttura del gres garantisce una <b>porosità praticamente nulla </b>e una totale <b>inalterabilità nel tempo</b>. Le superfici non necessitano di trattamenti protettivi periodici, conservano la loro colorazione originaria anche se esposte direttamente ai raggi ultravioletti e manifestano una <b>resistenza eccezionale</b> al graffio, all&#8217;abrasione da calpestio e agli urti accidentali.</p>
<p>L&#8217;ottima <b>conducibilità termica</b> rende inoltre queste lastre la soluzione ideale in abbinamento agli impianti di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento, assicurando una propagazione omogenea del calore e un comfort igrometrico invidiabile durante l&#8217;inverno.</p>
<h2>Cura della posa e valorizzazione delle fughe architettoniche</h2>
<p>La riuscita finale di un progetto fondato sull&#8217;estetica materica poggia in modo determinante sulle capacità esecutive durante la fase di <b>installazione</b>.</p>
<p>L&#8217;impiego di <b>lastre di grande formato</b> consente di ridurre al minimo lo spessore delle commettiture, realizzando giunzioni millimetriche da colmare con malte e sigillanti stuccati tono su tono, perfettamente coordinati alla nuance della lastra. Questa accortezza <b>annulla le interruzioni ottiche</b>, donando alla superficie l&#8217;aspetto di un monolite continuo posato a regola d&#8217;arte.</p>
<p>Coniugare la sapienza artigianale della posa, una corretta impostazione dell&#8217;illuminazione d&#8217;accento radente e la scelta di lastre ceramiche performanti trasforma qualsiasi abitazione in un rifugio rigenerante, dove la nobiltà visiva della pietra convive mirabilmente con la funzionalità e la durabilità indispensabili per la vita contemporanea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/spazi-rigeneranti-come-integrare-lestetica-materica-del-gres-effetto-pietra-negli-interni-moderni.html">Spazi rigeneranti: come integrare l&#8217;estetica materica del gres effetto pietra negli interni moderni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Comprare casa in Turchia: come fare e cos’è il permesso di soggiorno breve</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-turchia-come-fare-e-cose-il-permesso-di-soggiorno-breve.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comprare casa in Turchia: come fare e cos’è il permesso di soggiorno breve Quando una persona pensa a dove comprare casa all’estero, che sia per trasferirsi stabilmente o come seconda abitazione, raramente prende in considerazione la Turchia. Sempre più stranieri, però, stanno guardando al Paese come destinazione in cui stabilirsi definitivamente o in cui passare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-turchia-come-fare-e-cose-il-permesso-di-soggiorno-breve.html">Comprare casa in Turchia: come fare e cos’è il permesso di soggiorno breve</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Comprare casa in Turchia: come fare e cos’è il permesso di soggiorno breve</strong></h2>
<p>Quando una persona pensa a dove <strong>comprare casa all’estero</strong>, che sia per trasferirsi stabilmente o come seconda abitazione, raramente prende in considerazione la <strong>Turchia</strong>. Sempre più stranieri, però, stanno guardando al Paese come destinazione in cui stabilirsi definitivamente o in cui passare qualche mese l’anno.</p>
<p>Gli italiani che desiderano comprare casa in Turchia <strong>non hanno bisogno di un permesso di soggiorno</strong> per farlo, anche se è bene tenere a mente che l’acquisto di un immobile e il permesso di soggiorno sono due questioni distinte.</p>
<p>Comprare un immobile in Turchia non dà automaticamente diritto a tutte le possibilità che hanno i residenti ma, se ambisci a vivere stabilmente lì, una volta acquistata la casa devi seguire la procedura per richiedere i documenti necessari per farlo.</p>
<p>Il caso della Turchia, però, è particolarmente interessante per via dello <strong><em>short-term residence permit</em></strong>, un <strong>permesso di soggiorno breve</strong> che non viene dato in automatico a chi compra un immobile nel Paese ma che <strong>può essere ottenuto dopo aver acquistato la casa</strong>, se questa rispetta i vincoli richiesti.</p>
<p>In questo articolo andremo a vedere meglio cos’è lo <em>short-term residence</em> <em>permit </em>e quello che serve per acquistare un immobile in Turchia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61793 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2696463595X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Come funziona per acquistare un immobile in Turchia per gli stranieri</strong></h3>
<p>In questo caso parliamo specificamente di un <strong>immobile a uso abitativo</strong>. Se, per esempio, vuoi passare due mesi in Turchia ogni estate, questo è un caso tipico di chi vuole comprare casa nel Paese pur non volendoci vivere in pianta stabile.</p>
<p>I cittadini italiani, infatti, possono <strong>soggiornare in Turchia per motivi di turismo fino a un periodo massimo di 90 giorni</strong> (solitamente nell’arco di 180 giorni), senza dover richiedere alcun visto.</p>
<p>Chi, invece, desidera <strong>rimanere di più di tale periodo</strong> deve richiedere un <strong>permesso di soggiorno.</strong> Come abbiamo accennato nell’apertura dell’articolo, l’acquisto di un immobile a uso abitativo dà diritto a fare domanda per ottenere lo <em>short-term residence</em> <em>permit </em>ma il possesso della proprietà da solo non è garanzia del fatto che la domanda andrà a buon fine.</p>
<p>Un italiano che vuole comprare casa in Turchia deve tenere di conto anche di <strong>alcune limitazioni</strong>, come quella di un massimo di 30 ettari di proprietà o come l&#8217;acquisizione complessiva da parte di persone fisiche straniere non possa superare il 10% dell&#8217;area del distretto nella quale è consentita la proprietà privata.</p>
<p>Ci sono anche altre limitazioni/regole, quindi, è opportuno consultare un professionista locale per muoverti legalmente.</p>
<p>Una volta stabilito che l’immobile a cui sei interessato può essere acquistato da un cittadino straniero – e, se vuoi ottenere lo <em>short-term residence</em> <em>permit</em>, che rispecchi i requisiti per fare domanda – devi <strong>registrarlo presso il</strong> <strong><em>Land Registry and Cadastre Directorate (Tapu ve Kadastro)</em></strong><em>.</em> Questa registrazione attesta il passaggio di proprietà. Un eventuale contratto preliminare, anche se autenticato da un notaio, non basta per trasferire la proprietà dell’immobile ma è semplicemente prova di un impegno a procedere al trasferimento.</p>
<p>Prima di firmare è cruciale <strong>verificare la situazione giuridica dell’immobile.</strong></p>
<h3><strong>Documenti richiesti per comprare casa in Turchia</strong></h3>
<p><strong>I principali documenti </strong>generalmente richiesti sono:</p>
<ul>
<li>Passaporto;</li>
<li>Eventuali documenti di rappresentanza per chi si muove tramite delegato;</li>
<li>Documento relativo al valore corrente dell&#8217;immobile rilasciato dal Comune;</li>
<li>Polizza obbligatoria contro i terremoti (per gli edifici).</li>
</ul>
<h3><strong>Cos’è lo <em>short-term residence</em> <em>permit</em></strong></h3>
<p>Lo <em>short-term residence</em> <em>permit </em>è un <strong>permesso di soggiorno breve aperto anche agli stranieri che possiedono un immobile in Turchia</strong>, purché questo soddisfi i requisiti richiesti.</p>
<p>Ad esempio, al momento <strong>il valore dell’abitazione dev’essere di minimo 200.000 USD</strong> o l’equivalente in lire turche e <strong>l’immobile dev’essere usato come abitazione</strong>. Questo non può essere affittato ai turisti e non può generare ricavi in alcun altro modo.</p>
<p>Comprare una casa dal valore minimo di 200.000 USD non significa avere automaticamente diritto allo <em>short-term residence</em> <em>permit </em>ma è importante perché questo è uno dei requisiti cruciali affinché la domanda abbia esito positivo.</p>
<p>La domanda richiede anche la documentazione relativa alla proprietà, il tuo passaporto, le fotografie biometriche, prova del pagamento delle tasse e del documento di soggiorno, assicurazione sanitaria in corso di validità e l’avere mezzi economici sufficienti e regolari.</p>
<p>Per presentare la domanda devi usare il <strong>sistema ufficiale e-İkamet</strong> e, durante la procedura, possono esserti richiesti ulteriori documenti.</p>
<p>Questo tipo di permesso per i proprietari d’immobili stranieri può essere <strong>rinnovabile fino a due anni per volta</strong>, anche se ci sono condizioni e categorie. Lo <em>short-term residence</em> <em>permit, </em>quindi, non va confuso con il diritto di soggiorno permanente o con <strong>l’ottenimento della cittadinanza turca attraverso l&#8217;investimento immobiliare.</strong></p>
<p>Quest’ultimo è un <strong>percorso completamente diverso</strong>, che parte dall’acquisto di un immobile dal valore minimo di 400.000 USD.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61794 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2255926525X-640x480.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2255926525X-640x480.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2255926525X-1980x1485.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2255926525X-1536x1152.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2255926525X-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Lavorare e stabilirsi definitivamente in Turchia</strong></h3>
<p>Essere in possesso di un’abitazione nel Paese <strong>non ti dà automaticamente il diritto di lavorare lì</strong>. Se vuoi farlo, devi seguire l’apposita procedura per <strong>richiedere il <em>work permit</em></strong> (permesso di lavoro).</p>
<p>Lo stesso vale se vuoi <strong>vivere definitivamente in Turchia.</strong> In quel caso non si tratta più di avere una casa vacanza in cui passare uno o due mesi l’anno, per trascorrere il resto del tempo in Italia, ma vuol dire spostare la tua vita dal Bel Paese alla Turchia.</p>
<p>Per questo passaggio è importante rivolgersi a dei professionisti per evitare di commettere errori e far sì di essere in regola con le normative vigenti. Ad esempio, dovrai <strong>regolarizzare la tua posizione fiscale</strong>. Essere in possesso di un permesso di soggiorno turco non vuol dire automaticamente essere residente fiscale nel Paese.</p>
<p>Il permesso di soggiorno e la residenza fiscale sono questioni diverse e quest’ultima va affrontata tenendo di conto anche del regolamento italiano. Infine, un italiano che si trasferisce stabilmente all’estero deve anche <strong>iscriversi all’AIRE</strong> (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) entro i tempi previsti dalla normativa vigente.</p>
<h3><strong>A chi può convenire davvero comprare casa in Turchia?</strong></h3>
<p>Naturalmente, ogni situazione è a sé ma, in linea di massima, l’acquisto di un immobile per uso residenziale in Turchia è <strong>consigliato a:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Chi conosce già la Turchia</strong>, magari la ama ed è certo di volerci passare un po’ di tempo;</li>
<li>Chi vuole costruire un <strong>progetto di permanenza a medio-lungo termine</strong>.</li>
</ul>
<p>Attenzione invece se pensi che basti comprare una casa per avere diritto allo <em>short-term residence</em> <em>permit. </em>Come abbiamo visto, uno dei requisiti per l’ottenimento del permesso è che tu faccia uso residenziale dell’immobile.</p>
<p><strong>L’acquisto di un immobile non è automaticamente una scorciatoia per trasferirsi stabilmente nel Paese</strong> e, prima di procedere con la transizione e le firme, è importante essere aggiornato su eventuali modifiche alle normative.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-turchia-come-fare-e-cose-il-permesso-di-soggiorno-breve.html">Comprare casa in Turchia: come fare e cos’è il permesso di soggiorno breve</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Dubai – il GOTECH 2026 mette la tecnologia al centro del futuro dell’energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere a Dubai – il GOTECH 2026 mette la tecnologia al centro del futuro dell’energia Il GOTECH 2026 (Gas &#38; Oil Technology Showcase and Conference), che si è tenuto dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 al Dubai World Trade Centre, ha avuto come tema ufficiale “Bold Ideas. Real Impact” (“idee coraggiose, impatto reale”). Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-il-gotech-2026-mette-la-tecnologia-al-centro-del-futuro-dellenergia.html">Vivere a Dubai – il GOTECH 2026 mette la tecnologia al centro del futuro dell’energia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Vivere a Dubai – il <em>GOTECH 2026</em> mette la tecnologia al centro del futuro dell’energia</strong></h2>
<p>Il <strong><em>GOTECH 2026</em></strong> (G<em>as &amp; Oil Technology Showcase and Conference</em>), che si è tenuto dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 al <em>Dubai World Trade Centre</em>, ha avuto come tema ufficiale “<em>Bold Ideas. Real Impact</em>” (“idee coraggiose, impatto reale”).</p>
<p>Il titolo dell’evento, organizzato dalla <em>Society of Petroleum Engineers (SPE)</em> e svoltosi sotto il patrocinio dello sceicco Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, presidente del <em>Dubai Supreme Council of Energy</em>, è significativo perché fa capire come il <em>GOTECH</em> non sia una fiera rivolta al grande pubblico ma <strong>un appuntamento professionale</strong> che sposa <strong>tecnologia, ricerca e applicazioni industriali</strong>, messe in relazione alle <strong>esigenze concrete del settore energetico.</strong></p>
<p>Inoltre, il <em>GOTECH</em> si è tenuto in un periodo di <strong>forte crescita turistica</strong> della città emiratina, iniziato nella primavera 2026 e proseguito per tutta l’estate. Dopo essersi ritrovata protagonista indiretta del conflitto che ha coinvolto la regione, Dubai, che in quel periodo ha dato prova di grande capacità organizzativa, ha <strong>ripreso la sua salita alla grande</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61877 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-640x360.jpg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-640x360.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-1980x1114.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-1536x864.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-2048x1152.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2654730159Z-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Nel contesto del recente conflitto nell’area, <strong>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</strong>, è stato il portavoce di fiducia per gli italiani in città e per quelli in patria, grazie alla sua autorevolezza e all’impegno per fornire solo informazioni e notizie verificate.</p>
<p>Il <em>GOTECH 2026</em> fa parte della <strong>strategia più ampia della città</strong> per cui gli eventi di grande richiamo internazionale servono ad <strong>attirare professionisti</strong>, oltre ai turisti che già scelgono Dubai per diversi tipi di vacanza e gli <strong>investitori</strong>, che continuano ad arrivare nella città emiratina in quanto <strong><em>hub</em> globale</strong> da cui <strong>accedere ad altri importanti mercati</strong> ma anche capace di fornire loro benefici come la <strong>fiscalità agevolata</strong>.</p>
<p>L’evento ha acceso i riflettori su <strong>come la tecnologia stia cambiando il settore energetico</strong>, tradizionalmente legato a petrolio e gas. <strong>Tra gli argomenti del programma ci sono stati</strong>:</p>
<ul>
<li>L’AI per l’ottimizzazione della produzione;</li>
<li>I sistemi predittivi;</li>
<li>Robotica e droni;</li>
<li>Gestione del carbonio;</li>
<li>Riduzione delle emissioni;</li>
<li>Tecnologie per l’esplorazione e la produzione.</li>
</ul>
<p>Il <em>GOTECH 2026</em> s’incastra perfettamente nello scenario di Dubai, che vanta un <strong>grande, costante avanzamento tecnologico</strong> e una spiccata <strong>attenzione per la sostenibilità</strong>. L’evento, infatti, tratta la tecnologia e la sostenibilità come due fattori che camminano mano nella mano mentre dà <strong>grande spazio all’AI</strong>, con varie sezioni specifiche del programma a lei dedicate e guardandola come <strong>tecnologia applicata a processi industriali concreti</strong>.</p>
<p>Sulla stessa scia, il <em>GOTECH 2026</em> ha affrontato direttamente il modo in cui AI, dati, automazione, robotica, nuovi sistemi di monitoraggio e tecnologie per la riduzione delle emissioni possono essere <strong>utilizzati nelle attività energetiche</strong> e il programma del 1° ottobre ha compreso anche una sezione specifica su “<em>Robotics and Drones in Oil and Gas</em>”.</p>
<p>Questo evidenzia come, nell’ambito dell’evento, robotica e droni sono stati inseriti al fianco di sistemi predittivi, monitoraggio e AI.</p>
<p>Dubai si mostra quindi come <strong>una città dalla crescita inarrestabile</strong>, con un numero di turisti che aumenta sempre di più, crescita nelle occupazioni alberghiere, eventi in grado di far arrivare milioni di professionisti ogni anno e la capacità di continuare a richiamare investitori che la scelgono come base da cui operare nel resto dei mercati.</p>
<p>Se anche tu stai pensando di aprire la tua società a Dubai, contatta <strong>Daniele Pescara</strong>, <strong>fondatore dello studio multidisciplinare </strong><a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong><em>Daniele Pescara Consultancy</em></strong></a><strong>, leader nel <em>company set-up</em> a Dubai.</strong></p>
<p>Lo studio multidisciplinare <em>Daniele Pescara Consultancy</em> conta <strong>più di 60 professionisti</strong> – fra cui commercialisti, avvocati e fiscalisti internazionali – che ti seguiranno durante tutto il percorso. Con <strong>oltre 15 anni di esperienza</strong>, prestigiose sedi (una in Svizzera, due in Italia e una a Dubai) e una competenza multidisciplinare che fornisce un <strong>approccio sartoriale</strong> per rispondere a tutti i bisogni di un’azienda o istituzione, <strong>la <em>Daniele Pescara Consultancy</em> è il <em>go-to-point</em> per qualsiasi investitore</strong> che cerca <strong>coerenza, eccellenza, disciplina e comprovata esperienza</strong>.</p>
<p><strong>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</strong> <strong>800 180 690.</strong></p>
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		<title>India: la crescita vertiginosa dell&#8217;economia</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/india-la-crescita-vertiginosa-delleconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>India: la crescita vertiginosa dell&#8217;economia Con circa 1,48 miliardi di abitanti, l’India è il Paese più popoloso al mondo. Quando ne parlano, spesso le persone fanno riferimento alla sporcizia delle sue strade o agli alti livelli di povertà ma in realtà l’India ha la crescita economica più veloce a livello globale tra i grandi Paesi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/india-la-crescita-vertiginosa-delleconomia.html">India: la crescita vertiginosa dell&#8217;economia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>India: la crescita vertiginosa dell&#8217;economia</strong></h2>
<p>Con circa 1,48 miliardi di abitanti, l’India è <strong>il Paese più popoloso al mondo</strong>. Quando ne parlano, spesso le persone fanno riferimento alla sporcizia delle sue strade o agli alti livelli di povertà ma in realtà <strong>l’India ha la crescita economica più veloce a livello globale tra i grandi Paesi. </strong></p>
<p>La crescita economica dell’India, infatti, è <strong>pari al 7%</strong> mentre l’Italia e gran parte dei Paesi europei faticano a superare una crescita economica dell’1%.</p>
<p>Per comprendere la situazione economica dell’India è importante sapere che lì <strong>l’anno fiscale</strong> funziona diversamente rispetto a quello italiano e <strong>va da aprile a marzo</strong>.</p>
<p>Il boom economico indiano è trainato dai <strong>settori della manifattura, dell’edilizia e dei servizi</strong>. Per la prima volta in anni, inoltre, non cresce soltanto la spesa pubblica ma <strong>aumentano anche gli investimenti privati delle aziende.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61764 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-1980x1322.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-1536x1025.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-2048x1367.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2183275499X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Meno tasse: l’importanza della modifica di settembre 2025</strong></h3>
<p>La riforma fiscale ufficiale, entrata in vigore il 22 settembre 2025, ha visto come protagonista <strong>la revisione della GST</strong> (equivalente all’IVA italiana).</p>
<p>Il meccanismo è piuttosto semplice e si basa sull’idea di <strong>meno tasse sui prodotti</strong> che si traducono in <strong>prezzi più bassi</strong> che, a loro volta, portano a un <strong>maggior numero di acquisti</strong>. Questo significa <strong>più fatturato per le aziende</strong> e, su larga scala, <strong>una maggiore crescita per il Paese</strong>.</p>
<p>La modifica sembra già funzionare. Secondo i dati ufficiali del governo, infatti, le aziende registrate sono passate da 6,65 milioni nel 2017 a 15,1 milioni nel 2025.</p>
<p>Il governo ha apportato anche un altro cambiamento, che riguarda la classe media. <strong>L’esenzione dalle tasse sul reddito per chi guadagna fino all’equivalente di 13.500 euro l’anno</strong> permette a molte famiglie di arrivare a fine mese con più soldi in tasca.</p>
<h3><strong>La forza dei servizi informatici</strong></h3>
<p>L’India è una delle nazioni più forti dal punto di vista dei <strong>servizi informatici</strong>. Nel 2026 il Paese ha raggiunto un <strong>record storico</strong> vendendo questi servizi all’estero per <strong>421,3 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>Inoltre, se è vero che nei piccoli negozi di famiglia o nei mercati delle regioni più remote spesso è possibile pagare solo in contanti, in generale l’India vanta un <strong>sistema di pagamento tramite cellulare</strong>, che si chiama UPI. Questo sistema è stato lanciato dal governo nel 2016 e serve per pagare tutto tramite telefono in tempo reale. Da un pasto al ristorante alle bollette in banca, passando per tutto ciò che c’è in mezzo, per l’indiano medio è assolutamente normale uscire di casa senza contanti e affidarsi totalmente ai pagamenti tramite telefono.</p>
<p><strong>Nel maggio 2026 sono state registrate transizioni pari a 23,2 miliardi</strong>, confermando l’efficacia del sistema di pagamento digitale.</p>
<h3><strong>“<em>Make in India</em>”: valorizzare la produzione locale</strong></h3>
<p><strong>Il governo punta molto sulla produzione all’interno del Paese</strong> grazie al programma “<em>Make in India</em>” tramite il quale <strong>lo Stato elargisce denaro alle aziende</strong>. Queste beneficiano dei soldi provenienti dallo Stato solo se effettivamente producono di più. Non basta promettere di farlo.</p>
<p><strong>L’azienda di semplici microchip di Dholera, in Gujarat</strong>, è una prova del funzionamento di questo sistema. L’azienda lavora insieme a una di Taiwan e l’investimento ha superato gli 11 miliardi di dollari, portando alla creazione di 20.000 posti di lavoro. <strong>Lo Stato paga fino alla metà dei costi del progetto</strong> e l’azienda dovrebbe iniziare a produrre nel 2027-2028.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61765 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2431370625X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>La Borsa e il ritorno degli acquisti da parte degli stranieri</strong></h3>
<p>La Borsa non è la stessa cosa della crescita economica e, nel 2026, quella indiana è <strong>scesa di quasi il 10% dall’inizio dell’anno</strong>. Ci sono però delle buone notizie perché <strong>gli stranieri</strong>, che finora avevano venduto più di quanto non avessero comprato, <strong>sono tornati ad acquistare.</strong></p>
<p>Ad <strong>agosto 2026</strong>, infatti, i dati testimoniano <strong>investimenti pari a 3,1 miliardi di dollari in un mese</strong>, il dato più alto in due anni. In più, <strong>gli investitori indiani hanno tenuto in piedi il mercato</strong> anche quando quelli stranieri hanno diminuito il loro raggio di acquisto.</p>
<p>I conti pubblici, poi, ben s’incastrano in questo panorama di crescita. <strong>L’India infatti ha messo da parte riserve in valuta estera che superano i 700 miliardi di dollari</strong>, sufficienti per coprire oltre 11 mesi di importazioni.</p>
<h3><strong>Fra ricchi e poveri – la diseguaglianza in India</strong></h3>
<p>Chiunque è stato in India può raccontare <strong>l’evidente diseguaglianza economica fra gli abitanti delle varie città</strong>. Per capire meglio l’impatto dell’economia del Paese sui singoli abitanti, immaginiamo l’India come una grande famiglia al cui interno vengono prodotti abiti, cibo, servizi, telefoni e via dicendo.</p>
<p>Tutta questa produzione va sotto il nome di <strong>PIL</strong>, che è il valore di tutto ciò che il Paese produce in un anno. <strong>Più questo valore è alto, più il Paese produce ricchezza</strong>.</p>
<p>Tornando all’esempio dell’India come una grande famiglia, immaginiamo ora di suddividere questa ricchezza in parti uguali fra tutti i componenenti (ovvero, fra tutti gli abitanti del Paese). Questo è il <strong>PIL pro capite</strong>, che determina <strong>quanto spetterebbe a ogni singola persona, se ognuno prendesse la stessa fetta.</strong></p>
<p>Questa fetta in India è piuttosto piccola, pari a <strong>circa 2.800 dollari l’anno a persona</strong>, mentre in Italia la stessa fetta vale più o meno 38.000 dollari annuali. Il motivo di questa differenza è presto detto, e lo abbiamo accennato all’inizio dell’articolo. In India ci sono tantissime persone e, ogni anno, la ricchezza va suddivisa fra un numero enorme d’individui.</p>
<p>In più, <strong>i soldi non sono distribuiti in maniera equa</strong>. In India ci sono pochi ricchi e tantissimi poveri.</p>
<p>Per i <strong>giovani che hanno appena finito gli studi e sono in cerca di un lavoro</strong>, poi, la situazione in India non è delle più rosee. La concorrenza infatti è altissima. Nel 2025 i giovani che hanno cercato lavoro in India erano più di tutte le persone che vivono in Italia.</p>
<p>Questo porta a serie conseguenze come l’impossibilità, per molti giovani, di trovare un impiego o il <strong>doversi accontentare di un mestiere semplice</strong>, che non ha niente a che vedere con il percorso di studi fatto. A lungo andare questo può portare a un livello d’insoddisfazione che potrebbe rallentare la crescita del Paese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61766 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2615470867X-640x422.jpg" alt="" width="640" height="422" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2615470867X-640x422.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2615470867X-1980x1306.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2615470867X-1536x1013.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2615470867X-2048x1351.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Perché la crescita economica dell’India è importante a livello globale</strong></h3>
<p>Viviamo tutti sul pianeta Terra e <strong>ogni Paese contribuisce alla crescita economica globale</strong>. Naturalmente, alcune nazioni contribuiscono pochissimo mentre altre molto.</p>
<p>Secondo i calcoli del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che determinano quanto ogni Paese contribuisce alla ricchezza del pianeta, <strong>l’India si classifica al secondo posto</strong>, dopo la Cina, offrendo un contributo pari al <strong>17% della crescita economica globale</strong>.</p>
<p>L’India interessa a tutto il mondo per fattori come un <strong>enorme mercato di clienti</strong> ma anche come <strong>Paese in cui sempre più aziende stanno costruendo fabbriche</strong>. Come abbiamo già visto, l’India vende servizi informatici agli altri Paesi e ha conti pubblici solidi.</p>
<p>L’India, insieme alla Cina, è quindi <strong>uno dei fiori all’occhiello dell’economia globale</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/india-la-crescita-vertiginosa-delleconomia.html">India: la crescita vertiginosa dell&#8217;economia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Insegnare italiano all’estero: come funziona e quali sono le principali opportunità</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/insegnare-italiano-allestero-come-funziona-e-quali-sono-le-principali-opportunita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorare all'estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insegnare italiano all’estero: come funziona e quali sono le principali opportunità Molti insegnanti italiani scelgono di andare all’estero e insegnare la nostra lingua agli stranieri come strumento per cominciare una vita altrove e, a volte, come una breve parentesi. L’insegnamento dell’italiano all’estero avviene attraverso un’articolata rete composta da scuole italiane e paritarie, corsi di lingua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Insegnare italiano all’estero: come funziona e quali sono le principali opportunità</strong></h2>
<p>Molti insegnanti italiani scelgono di <strong>andare all’estero e insegnare la nostra lingua</strong> agli stranieri come strumento per cominciare una vita altrove e, a volte, come una breve parentesi.</p>
<p>L’insegnamento dell’italiano all’estero avviene attraverso <strong>un’articolata rete composta da scuole italiane e paritarie, corsi di lingua e cultura italiana e diverse altre realtà</strong> interessate all’apprendimento della lingua italiana.</p>
<p><strong>Ogni Paese ha le sue regole riguardo a chi può insegnare e dove</strong>, da quelli con un regolamento stringente ad altri in cui c’è più libertà per quanto riguarda qualifiche ed esperienza, quindi, è importante che tu scelga il Paese in cui poter potenzialmente insegnare in base alla tua situazione personale e agli obiettivi futuri.</p>
<p>Molti insegnanti, infatti, affrontano <strong>situazioni di adattamento non sempre facili</strong>, specialmente nel primo periodo, ma insegnare italiano all’estero regala <strong>un’enorme soddisfazione</strong>, arricchisce il curriculum e può portare a un lavoro fisso nel Paese che hai scelto.</p>
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<h3><strong>Opportunità di insegnamento</strong></h3>
<p>Naturalmente, queste <strong>cambiano da Paese a Paese</strong>, e a volte anche da una località all’altra all’interno della stessa nazione. In linea di massima, <strong>queste sono le opportunità di insegnamento che è più facile trovare:</strong></p>
<ul>
<li>Insegnamento dell’italiano come lingua straniera o come seconda lingua;</li>
<li>Insegnamento nelle scuole italiane all’estero;</li>
<li>Insegnamento nei corsi degli Istituti Italiani di Cultura;</li>
<li>Insegnamento nelle università;</li>
<li>Insegnamento nelle scuole e nei centri linguistici.</li>
</ul>
<p>A volte possono capitare anche <strong>opportunità più informali</strong>, come aiutare uno studente straniero con lezioni private, o specifiche come vivere come ragazza alla pari presso una famiglia italiana o comunque interessata a esporre i figli all’italiano. Ci sono, quindi, diverse sfumature che partono dall’insegnamento vero e proprio ad altre mansioni, come prendersi cura dei bambini, che possono includere il parlare l’italiano senza prevedere però una vera e propria struttura dedita all’insegnamento.</p>
<h3><strong>Insegnare italiano nei Paesi europei</strong></h3>
<p>Insegnare italiano all’interno dell’Unione Europea, naturalmente, <strong>facilita molto le cose rispetto al cercare opportunità in Paesi come l’Australia o gli Stati Uniti</strong>. Detto questo, è importante che tu ti informi con attenzione sulle <strong>normative vigenti</strong> nel Paese in cui vorresti lavorare.</p>
<p>Per farlo, puoi farti affiancare da un professionista. È importante capire <strong>quali sono le professioni considerate regolamentate nella nazione che ti interessa</strong> e seguire poi la procedura per i cittadini europei che desiderano stabilirsi definitivamente lì.</p>
<h3><strong>Insegnare italiano fuori dall’Europa</strong></h3>
<p>In Paesi come gli Stati Uniti o l’Australia, le regole d’immigrazione sono ferree ed è cruciale rivolgersi a un professionista per valutare la propria situazione e non commettere errori durante il percorso.</p>
<p>È importante <strong>controllare le qualifiche e l’eventuale livello di esperienza richiesto</strong> dalla realtà per cui vorresti lavorare e adempiere a tutte le incombenze per poter vivere e lavorare stabilmente nel Paese.</p>
<p>In alcuni Paesi africani o asiatici i requisiti per insegnare possono essere meno stringenti. Per esempio, in Cambogia non è obbligatorio avere una qualifica per insegnare nelle scuole ma il certificato TEFL è generalmente richiesto. L’insegnamento dell’italiano nelle scuole, però, è praticamente nullo, quindi, dovresti ingegnarti proponendo <strong>lezioni private</strong> o altro. Inoltre, devi metterti in regola per poter lavorare nel Paese.</p>
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<h3><strong>Dove cercare le opportunità</strong></h3>
<p>Questo varia molto da Paese a Paese ma ecco qualche dritta generica:</p>
<ul>
<li><strong>Siti degli Istituti Italiani di Cultura</strong>. Particolare attenzione va data ai bandi e agli avvisi;</li>
<li><strong>MAECI.</strong> Per le selezioni del personale scolastico destinato all’estero (per chi soddisfa i requisiti richiesti);</li>
<li><strong>Università straniere</strong>. Anche in questo caso è utile consultare i bandi;</li>
<li><strong>Scuole e centri linguistici</strong>. Sfruttare direttamente i loro siti;</li>
<li><strong>Portali europei per il lavoro</strong>. Dove puoi fare una ricerca generale, utile come primo passo se hai intenzione di insegnare in Europa.</li>
</ul>
<h3><strong>Cosa fare passo per passo</strong></h3>
<p>Anche in questo caso, tutto si basa sul Paese che hai adocchiato e sulla struttura per la quale vorresti lavorare ma andiamo a vedere <strong>una procedura generica per darti un’idea di come muoverti:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Scegli dove vorresti lavorare</strong>. Non solo la nazione ma anche il tipo di struttura e chiediti se sei disposto ad accettare alternative;</li>
<li><strong>Controlla i requisiti del percorso che hai scelto;</strong></li>
<li><strong>Prepara il CV</strong>, le certificazioni e quant’altro richiesto;</li>
<li>Prima di candidarti, <strong>controlla attentamente quello che viene richiesto e verifica se soddisfi i requisiti.</strong></li>
</ul>
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<h3><strong>A chi è consigliato insegnare italiano all’estero</strong></h3>
<p>Quella dell’insegnamento all’estero è una strada che può dare molte soddisfazioni. Tuttavia, come abbiamo visto, <strong>non c’è un percorso universale</strong> e la strada da percorrere cambia in base al Paese e alla struttura dove vorresti lavorare e alla tua situazione personale.</p>
<p>Indicativamente, <strong>un’esperienza di insegnamento all’estero più o meno duratura è consigliata a:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Chi vuole realmente lavorare nell’ambito dell’insegnamento linguistico</strong> e non semplicemente trovare un lavoro così da poter vivere all’estero;</li>
<li>Chi è disposto a lavorare in scuole o altre strutture che possono <strong>avere culture e modi di fare diversi da quelli famigliari;</strong></li>
<li>Chi non ha problemi a lavorare con <strong>studenti di varie età e diversi livelli</strong>;</li>
<li>Chi è disposto a <strong>costruirsi esperienza prima di candidarsi</strong>.</li>
</ul>
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		<title>Trasferirsi a Parigi: come trovare casa, lavoro e ricominciare una vita in Francia</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/trasferirsi-a-parigi-come-trovare-casa-lavoro-e-ricominciare-una-vita-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 11:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasferirsi a Parigi: come trovare casa, lavoro e ricominciare una vita in Francia Trasferirsi a Parigi: come trovare casa, lavoro e ricominciare una vita in Francia Molti italiani scelgono di vivere e lavorare a Parigi per le opportunità professionali che la città offre e che spesso vedono stipendi più alti di quelli medi italiani. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Trasferirsi a Parigi: come trovare casa, lavoro e ricominciare una vita in Francia</strong></h2>
<p><strong>Trasferirsi a Parigi: come trovare casa, lavoro e ricominciare una vita in Francia</strong></p>
<p>Molti italiani scelgono di vivere e lavorare a Parigi per le <strong>opportunità professionali</strong> che la città offre e che spesso vedono <strong>stipendi più alti</strong> di quelli medi italiani. La capitale francese, poi, è <strong>estremamente dinamica</strong>, con una vivace vita culturale, un fascino romantico e numerosi eventi che richiamano persone da tutto il mondo.</p>
<p>Nonostante questo, se stai pensando di trasferirti a Parigi, devi mettere in conto che <strong>partire all’avventura non è mai una buona idea</strong>. Alcune persone lo fanno, magari con una scarsa o nulla conoscenza del francese e perfino dell’inglese, o senza aver analizzato <strong>il mercato del lavoro</strong> per capire se la loro professione è effettivamente richiesta e se ci sono delle regolamentazioni al riguardo, tuttavia, questa non è una strada consigliabile.</p>
<p><strong>Il costo della vita a Parigi è molto alto</strong>, quindi, è importante partire con un budget sufficiente a coprire il periodo in cui potresti essere senza lavoro. Diversa la situazione di chi ha già ricevuto <strong>una proposta di lavoro a Parigi</strong>, con tutti i documenti in regola, e non deve far altro che partire.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61719 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2756377689X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Organizzare concretamente il trasferimento</strong></h3>
<p>In quanto cittadini europei, noi italiani possiamo <strong>vivere e lavorare in Francia senza dover richiedere un visto</strong>. Tuttavia, se hai intenzione di stabilirti definitivamente lì devi seguire la procedura per i cittadini europei che vogliono risiedere in Francia.</p>
<p>Se vuoi entrare nel Paese per cercare lavoro o per farti un’idea di come può essere la vita a Parigi, puoi farlo senza problemi, ma solo se rimani per un <strong>periodo massimo di tre mesi</strong>. Se vuoi trattenerti più a lungo devi avere il <strong>diritto di soggiorno come cittadino europeo</strong>. Ecco alcune casistiche in cui puoi ottenerlo:</p>
<ul>
<li>Sei un lavoratore dipendente;</li>
<li>Svolgi un’attività autonoma;</li>
<li>Studi secondo le convenzioni previste;</li>
<li>Non lavori ma hai la copertura sanitaria e dei risparmi sufficienti (secondo le normative vigenti).</li>
</ul>
<p>Ricorda che <strong>la residenza anagrafica non corrisponde necessariamente a quella fiscale</strong>. Prima di iniziare il tuo percorso di trasferimento a Parigi, rivolgiti a un professionista locale che possa guardare alla tua situazione personale ed eventualmente anche al tuo commercialista italiano.</p>
<p>Gli italiani che vivono all’estero per più di 12 mesi, a parte alcune eccezioni, devono <strong>iscriversi all’AIRE</strong> (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), entro 90 giorni dall’arrivo nel nuovo Paese. Anche l’iscrizione all’AIRE, da sola, non è sufficiente a provare la tua residenza fiscale fuori dall’Italia.</p>
<p>Questa, infatti, viene stabilita sulla situazione della persona e sulle norme fiscali applicabili. Vivendo e lavorando stabilmente a Parigi, dovrai tenere di conto anche degli <strong>adempimenti fiscali francesi</strong> oltre a valutare la tua situazione fiscale in Italia con un professionista.</p>
<h3><strong>Lavorare a Parigi</strong></h3>
<p>Se vuoi cercare lavoro a Parigi, come abbiamo visto puoi rimanere in città per un massimo di tre mesi senza dover far nulla di particolare dal punto di vista burocratico. Dopo, devi seguire la procedura per i cittadini europei che vivono in Francia.</p>
<p>Puoi cominciare a cercare un impiego sfruttando internet tramite <strong>portali come LinkedIn, i siti delle aziende o <em>France Travail</em></strong>, il servizio pubblico che gestisce i servizi per l’impiego in Francia.</p>
<p><strong>Tra i settori in cui è più facile trovare lavoro ci sono:</strong></p>
<ul>
<li>Ospitalità e ristorazione;</li>
<li>Sanità e assistenza sociale;</li>
<li>Commercio;</li>
<li>Trasporto e logistica;</li>
<li>Servizi scientifici, tecnici, amministrativi e di supporto;</li>
<li>Attività finanziarie e assicurative;</li>
<li>Pubblica amministrazione e istruzione.</li>
</ul>
<p><strong>Alcune professioni sono regolamentate</strong> e, per essere esercitate, richiedono di soddisfare determinati requisiti. Solitamente questi hanno a che fare con il possesso di certi titoli o qualifiche o con il riconoscimento dell’esperienza professionale. Ognuna di queste professioni ha le sue regole, pertanto, è importante guardare al tuo caso specifico.</p>
<h3><strong>Affittare casa a Parigi</strong></h3>
<p>Se hai intenzioe di affittare casa a Parigi, devi conoscere il sistema di <strong><em>encadrement des loyers</em></strong>, cioè di regolamentazione del livello dei canoni. Questo vuol dire che <strong>il proprietario non può decidere liberamente qualsiasi canone</strong> ma deve utilizzare i valori stabiliti in base alle caratteristiche dell’alloggio.</p>
<p>Prima di firmare, è opportuno verificare il canone di riferimento dell’immobile. La situazione dell’<em>encadrement des loyers </em>può subire variazioni con il passare del tempo, quindi, è importante che tu ti informi autonomamente o tramite un professionista di fiducia per capire come funziona e se è ancora attiva nel momento in cui affitterai effettivamente casa a Parigi.</p>
<p>Prima d’iniziare a cercare una casa in affitto è bene preparare <strong>il dossier locativo</strong> ovvero l’insieme di documenti che il proprietario o l’agenzia immobiliare possono richiedere per valutare il candidato. Qui puoi inserire la prova d’identità, la tua situazione professionale o quella delle tue risorse economiche.</p>
<p>Una volta accettata la candidatura, dovrai firmare <strong>il contratto di locazione</strong>, che deve indicare informazioni essenziali sull’abitazione e sul canone. Infine, il proprietario deve consegnarti la documentazione prevista dalle legge. Alla firma del contratto può essere richiesto un <strong>deposito cauzionale</strong>, il cui importo dipende dal tipo di abitazione. Inoltre, se affitti tramite agenzia, devi calcolare le spese al riguardo.</p>
<p>Al momento della consegna delle chiavi ti viene dato l&#8217;<strong><em>état des lieux d&#8217;entrée</em></strong>, che documenta le condizioni dell’appartamento. Verifica che sia tutto accurato perché sarà confrontato con quello di quando lascerai l’abitazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61720 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2757226573X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Comprare casa a Parigi</strong></h3>
<p>Un cittadino italiano può <strong>comprare casa a Parigi senza dover necessariamente risiedere lì</strong> o nel resto della Francia. Dato che sei uno straniero, devi comunicare al notaio la tua nazionalità, la tua situazione personale e la residenza fiscale perché questi fattori possono avere delle <strong>conseguenze giuridiche e fiscali.</strong></p>
<p>Prima di acquistare l’immobile devi calcolare <strong>il budget a disposizione</strong>, tenendo di conto non solo del prezzo della casa ma anche di eventuali altre spese, come quelle dell’agenzia, per capire se hai bisogno di <strong>accendere un mutuo. </strong></p>
<p>Una volta individuato l’immobile devi controllarne le condizioni ma anche la <strong>situazione giuridica e tecnica</strong>. Il venditore deve mettere a tua disposizione i <strong><em>diagnostics immobiliers</em></strong>, ovvero una serie di documenti obbligatori che forniscono proprio delle informazioni sull’immobile.</p>
<p>Se l’immobile fa parte di un <strong>edificio in coproprietà</strong>, come succede abbastanza spesso a Parigi, devi esaminare la documentazione relativa all’edificio.</p>
<p>Quando sei sicuro di voler comprare quell’immobile, puoi presentare <strong>un’offerta di acquisto</strong>. Se questa procede, le parti possono firmare un <strong>contratto preliminare</strong> che rende la vendita definitiva. La legge prevede un <strong>periodo di ripensamento per l’acquirente</strong>, durante il quale puoi rinunciare all’acquisto secondo le condizioni stabilite dalla normativa. Il notaio è il tuo braccio destro durante tutto il percorso.</p>
<p>Se, dopo essere entrato in possesso dell’immobile, <strong>vivi ancora fuori dalla Francia</strong>, devi prestare particolare attenzione alla tua situazione fiscale. Più mantieni legami con un altro Paese, più la questione può diventare complessa ed è sempre consigliabile farsi seguire da un professionista.</p>
<h3><strong>A chi è consigliato un trasferimento a Parigi</strong></h3>
<p>Su carta, ogni italiano può trasferirsi a Parigi senza grosse difficoltà ma, naturalmente, nella vita reale ci sono <strong>alcune situazioni di partenza che rendono il trasferimento più fattibile</strong> e altre che presentano molte più difficoltà.</p>
<p>Se decidi di andare a vivere a Parigi, scegli con cura <strong>il quartiere in cui abiterai</strong>, e tieni di conto che magari potresti lavorare non proprio in città ma nell’area limitrofa. Detto questo, andiamo a vedere <strong>l’identikit di un italiano con buone possibilità di trasferirsi a Parigi:</strong></p>
<ul>
<li>Chi vuole utilizzare la propria esperienza professionale in un contesto internazionale;</li>
<li>Chi lavora in settori per cui l’Île-de-France ha una forte domanda professionale;</li>
<li>Chi è disposto a confrontarsi con la lingua francese, i sistemi e le normative del Paese;</li>
<li>Chi è disposto ad affrontare un mercato abitativo competitivo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«L’isola dei randagi»: Graziana Morcaldi racconta l’anima di Fuerteventura</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/lisola-dei-randagi-graziana-morcaldi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 08:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri sul Cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L’isola dei randagi» Dopo tredici anni sull’isola, la scrittrice italiana ambienta qui il suo nuovo romanzo corale. Tra solitudini, legami e seconde possibilità, una Fuerteventura lontana dalle cartoline, raccontata attraverso le vite di chi la abita. Pugliese di origine, Graziana Morcaldi vive a Fuerteventura dal 2013. Scrittrice e imprenditrice, ha costruito sull’isola la propria vita, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>«L’isola dei randagi»</b></h2>
<p>Dopo tredici anni sull’isola, la scrittrice italiana ambienta qui il suo nuovo romanzo corale. Tra solitudini, legami e seconde possibilità, una Fuerteventura lontana dalle cartoline, raccontata attraverso le vite di chi la abita. Pugliese di origine, Graziana Morcaldi vive a Fuerteventura dal 2013. Scrittrice e imprenditrice, ha costruito sull’isola la propria vita, la propria famiglia e la propria attività professionale.</p>
<p>Il 7 ottobre 2026 è uscito il suo nuovo romanzo, L’isola dei randagi, una storia corale ambientata proprio a Fuerteventura.</p>
<p>Un libro che nasce da una lunga convivenza con un territorio particolare, spesso idealizzato da chi sogna di lasciare tutto e trasferirsi alle Canarie.</p>
<p>Ma cosa significa davvero appartenere a un luogo? E siamo sicuri che cambiare vita significhi necessariamente cambiare posto?</p>
<p>Ne abbiamo parlato con l’autrice.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61839" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/3.png" alt="«L’isola dei randagi»" width="576" height="480" /></p>
<p><b>Graziana, vivi a Fuerteventura da tredici anni. Come nasce l’idea di ambientare proprio qui il tuo nuovo romanzo?</b></p>
<p>In realtà, questo romanzo è nato molto prima della sua storia.</p>
<p>Il titolo, L’isola dei randagi, mi accompagna praticamente da quando vivo a Fuerteventura. Avevo la sensazione che questo luogo contenesse qualcosa che meritava di essere raccontato, ma non sapevo ancora come farlo.</p>
<p>All’inizio conoscevo troppo poco l’isola. La osservavo con gli occhi di chi è appena arrivato, ancora incapace di distinguere quello che vede da quello che immagina.</p>
<p>Poi sono passati gli anni.</p>
<p>Ho imparato a conoscere Fuerteventura senza preamboli, nella sua dimensione più cruda e in quella più poetica. Mi sono amalgamata a questo territorio, a volte quasi senza accorgermene.</p>
<p>E intanto quel titolo continuava a tornare.</p>
<p>Volevo raccontare l’isola attraverso le persone. Non soltanto chi arriva da lontano, ma anche chi ci è nato, chi ha deciso di restare, chi vorrebbe andarsene e chi non sa più dove sia casa propria.</p>
<p>Soltanto molti anni dopo hanno cominciato a prendere forma i personaggi. E con loro, finalmente, la storia.</p>
<p><b>Il tuo romanzo si intitola L’isola dei randagi. Chi sono questi randagi?</b></p>
<p>Non sono necessariamente persone sole. E non sono neppure soltanto persone che hanno lasciato qualcosa alle spalle.</p>
<p>Per me un randagio è qualcuno che, per una ragione o per un’altra, fatica a trovare il proprio posto nel mondo.</p>
<p>Può avere una casa, una famiglia, un lavoro. Può vivere da sempre nello stesso luogo. Eppure continuare a sentirsi fuori posto.</p>
<p>I protagonisti del romanzo sono molto diversi tra loro, ma condividono questa ricerca.</p>
<p>C’è chi fugge, chi resta, chi ha paura di tornare e chi non riesce più a partire.</p>
<p>In fondo, credo che tutti attraversiamo momenti della vita in cui ci sentiamo un po’ randagi.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61840" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/B40AC31.png" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/B40AC31.png 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/B40AC31-267x178.png 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><b>Molti lettori di Voglio Vivere Così sognano di trasferirsi alle Canarie, magari lasciandosi alle spalle una vita che non li soddisfa. Nel tuo romanzo, però, l’isola non sembra essere una soluzione miracolosa.</b></p>
<p>No, e credo che sia uno degli aspetti più importanti della storia.</p>
<p>Quando si guarda Fuerteventura da lontano si vedono l’oceano, le spiagge, il sole, gli spazi immensi. Ed è tutto vero.</p>
<p>Ma vivere in un luogo non significa soltanto ammirarne il paesaggio.</p>
<p>Significa fare i conti con la quotidianità, con la distanza, con la solitudine, con le difficoltà e soprattutto con se stessi.</p>
<p>Cambiare paese può cambiare profondamente una vita. Ma non cancella automaticamente quello che siamo.</p>
<p>Nel romanzo c’è chi è arrivato sull’isola per costruire qualcosa e chi ci è finito quasi per caso. E poi ci sono persone che a Fuerteventura sono nate, ma che non per questo sentono di appartenerle.</p>
<p>Mi interessava proprio questo contrasto: un luogo che per qualcuno rappresenta la libertà può essere, per qualcun altro, una prigione.</p>
<p><b>Raccontaci qualcosa della storia, senza svelare troppo.</b></p>
<p>Il romanzo comincia sulla costa nord-occidentale di Fuerteventura.</p>
<p>Oliver vive in una capanna di fronte all’oceano Atlantico. Ha scelto un’esistenza appartata, scandita dal vento, dal mare e dalla presenza di un guirre, un rapace simbolo dell’isola.</p>
<p>Da undici anni cerca di tenere il mondo a distanza.</p>
<p>Poi un giorno arriva Mercedes, una donna che ha attraversato l’oceano per raggiungerlo.</p>
<p>Porta con sé una notizia che Oliver non è pronto ad affrontare.</p>
<p>Martín ha bisogno di lui.</p>
<p>Da quel momento qualcosa si rimette in movimento.</p>
<p>Ma Oliver non è l’unico protagonista.</p>
<p>Attorno alla sua vicenda si sviluppa un romanzo corale, con personaggi le cui vite finiscono per intrecciarsi. Ci sono Paula, una farmacista di Lajares, Bianca, una donna che cerca di costruire un equilibrio per sé e per suo figlio, Aniagua, profondamente legata alla propria terra, e altri personaggi che contribuiscono a raccontare l’isola da prospettive differenti.</p>
<p>Non sono storie indipendenti: appartengono tutte allo stesso universo narrativo e, poco alla volta, trovano il modo di incontrarsi.</p>
<p><b>Fuerteventura sembra essere quasi un personaggio del romanzo. Quanto conta il paesaggio nella storia?</b></p>
<p>Moltissimo.</p>
<p>Non riuscirei a immaginare questa storia ambientata altrove.</p>
<p>Fuerteventura possiede una geografia che, secondo me, ha qualcosa di profondamente narrativo.</p>
<p>Ci sono luoghi in cui il silenzio è quasi fisico. Distese vulcaniche che sembrano non finire mai, barrancos, scogliere, strade che attraversano territori apparentemente disabitati.</p>
<p>E poi c’è il vento.</p>
<p>Il vento qui non è un dettaglio meteorologico. È una presenza costante. Modifica il paesaggio, accompagna le giornate, a volte sembra perfino condizionare l’umore.</p>
<p>Nel romanzo ho cercato di far entrare tutto questo nella vita dei personaggi.</p>
<p>Non volevo descrivere Fuerteventura come farebbe una guida turistica. Volevo che il lettore la attraversasse, che ne percepisse la polvere, il silenzio, la bellezza e anche la durezza.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61841" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/RadiciEbook_3D.jpeg" alt="" width="627" height="481" /></p>
<p><b>C’è un luogo dell’isola che ha avuto un’importanza particolare nella costruzione del romanzo?</b></p>
<p>La costa nord-occidentale è sicuramente uno dei luoghi centrali.</p>
<p>È lì che ho immaginato la capanna di Oliver, affacciata sull’Atlantico, in un paesaggio esposto al vento e lontano dai centri abitati.</p>
<p>Mi interessava un luogo che potesse rappresentare contemporaneamente un rifugio e una forma di isolamento.</p>
<p>Ma nel libro ci sono anche Lajares, Villaverde, le strade interne, i barrancos e le piccole calette della costa occidentale.</p>
<p>Ho voluto attraversare una Fuerteventura diversa da quella che compare abitualmente nelle fotografie delle vacanze.</p>
<p>Quella delle persone che ci vivono, che lavorano, che si incontrano nei piccoli centri e che costruiscono la propria quotidianità in un territorio tanto affascinante quanto particolare.</p>
<p><b>Nel romanzo compare anche il guirre, un animale molto legato all’identità di Fuerteventura. Come mai questa scelta?</b></p>
<p>Volevo che accanto a Oliver ci fosse una presenza appartenente davvero a questa terra.</p>
<p>Il guirre, il capovaccaio delle Canarie, è un animale straordinario. Ha qualcosa di antico, selvatico, quasi solenne.</p>
<p>Mi sembrava perfetto per accompagnare un personaggio che ha scelto di allontanarsi dagli esseri umani.</p>
<p>Il rapporto tra Oliver e questo rapace non ha bisogno di troppe spiegazioni.</p>
<p>Mi piaceva l’idea che un uomo incapace di mantenere certi legami umani riuscisse invece a costruire una forma di familiarità con una creatura selvatica.</p>
<p>È una presenza discreta, ma significativa.</p>
<p><b>Tu stessa hai lasciato l’Italia per costruire una vita a Fuerteventura. Quanto c’è della tua esperienza personale nel libro?</b></p>
<p>C’è moltissimo della mia esperienza con l’isola, ma non si tratta di un romanzo autobiografico.</p>
<p>I personaggi hanno vite, caratteri e vicende proprie.</p>
<p>Quello che appartiene a me è soprattutto lo sguardo sul territorio.</p>
<p>Vivere qui dal 2013 mi ha permesso di conoscere Fuerteventura in una maniera che non avrei mai potuto raggiungere da semplice visitatrice.</p>
<p>Ho visto cambiare i luoghi, ho conosciuto persone con storie molto diverse e ho imparato che l’esperienza di vivere su un’isola non è uguale per tutti.</p>
<p>Credo che questo sia uno degli aspetti che hanno alimentato maggiormente il romanzo.</p>
<p>Non volevo raccontare soltanto il mio rapporto con Fuerteventura. Volevo provare a raccontare le tante forme di appartenenza e di estraneità che convivono nello stesso territorio.</p>
<p><b>Qual è la domanda che vorresti lasciare ai lettori dopo l’ultima pagina?</b></p>
<p>Forse questa: che cosa significa davvero sentirsi a casa?</p>
<p>Perché non sempre la casa coincide con il luogo in cui siamo nati. Ma non coincide necessariamente neppure con quello che abbiamo scelto.</p>
<p>A volte è una persona. A volte è qualcosa che abbiamo perduto. Altre volte è una possibilità che non abbiamo ancora avuto il coraggio di considerare.</p>
<p>Il romanzo parla anche di questo.</p>
<p>Della difficoltà di riconoscere ciò che conta e del coraggio necessario per provare a recuperarlo.</p>
<p><b>A chi consiglieresti L’isola dei randagi?</b></p>
<p>A chi ama i romanzi in cui i personaggi hanno qualcosa da perdere e qualcosa da ricostruire.</p>
<p>A chi cerca storie di legami complicati, di scelte, di errori e di seconde possibilità.</p>
<p>E naturalmente a chi conosce Fuerteventura, a chi la ama o sogna di scoprirla.</p>
<p>Mi piacerebbe che chi ci vive potesse riconoscere qualcosa della propria isola e che chi non ci è mai stato riuscisse a immaginarla oltre le fotografie.</p>
<p>Ma soprattutto vorrei che il romanzo arrivasse anche a chi non ha alcun legame con questo luogo.</p>
<p>Perché Fuerteventura è il cuore geografico della storia, ma le domande che attraversano il libro non hanno confini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/lisola-dei-randagi-graziana-morcaldi.html">«L’isola dei randagi»: Graziana Morcaldi racconta l’anima di Fuerteventura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Dalla tavola di casa alle cucine del mondo: la storia di Piero Rota, cuoco in Giappone</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/piero-rota-cuoco-in-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza Petruzziello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 13:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piero Rota, cuoco in Giappone di Enza Petruzziello Ventitré anni, origini napoletane, un curriculum che molti cuochi con il doppio dell’età si sognano. Piero Rota inizia prestissimo la sua carriera: da ragazzino nel laboratorio della pasticceria che i suoi genitori portano avanti da quasi trent’anni a San Giorgio a Cremano. Da allora non si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/piero-rota-cuoco-in-giappone.html">Dalla tavola di casa alle cucine del mondo: la storia di Piero Rota, cuoco in Giappone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Piero Rota, cuoco in Giappone</strong></h2>
<p><b>di</b><b> </b><b>Enza</b><b> </b><b>Petruzziello</b></p>
<p>Ventitré anni, origini napoletane, un curriculum che molti cuochi con il doppio dell’età si sognano. Piero Rota inizia prestissimo la sua carriera: da ragazzino nel laboratorio della pasticceria che i suoi genitori portano avanti da quasi trent’anni a San Giorgio a Cremano.</p>
<p>Da allora non si è più fermato: Ginevra, Cadiz, Napoli di nuovo, Santa Margherita di Pula in Sardegna — e oggi il Giappone, a Nara, in cucina in un auberge stellato Michelin, un posto unico ai piedi del monte Wakakusa.</p>
<p>Nel mezzo, esperienze con alcuni dei nomi più influenti della gastronomia mondiale: da Ángel León di Aponiente fino a un 4 mani tra due leggende come Ángel León e Albert Adrià, passando per il ristorante Contaminazioni di Giuseppe Molaro, tra i migliori d&#8217;Europa secondo la classifica OAD.</p>
<p>Lo abbiamo raggiunto dall’altra parte del mondo per farci raccontare il suo percorso, la cucina che ama e cosa significa, oggi, portare l’italianità in tavola lontano da casa.</p>
<div class="gallery row"><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image0.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image0-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="image0" /></a></div></div><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image1-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="Screenshot" /></a></div></div><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image2-scaled.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image2-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="image2" /></a></div></div></div><div id="thickbox" class="modal fade bs-example-modal-lg" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="thickbox"><div class="modal-dialog modal-lg" role="document"><div class="modal-content"><div class="modal-header"><button type="button" class="close" data-dismiss="modal" aria-label="Close"><span aria-hidden="true">&times;</span></button><h4 class="modal-title"></h4></div><img decoding="async" class="img-responsive" src="#" alt="-" /><div class="modal-footer"><div class="btn-group" role="group"><button type="button" class="prev btn btn-default"><span class="dashicons dashicons-arrow-left-alt2"></span></button><button type="button" class="next btn btn-default"><span class="dashicons dashicons-arrow-right-alt2"></span></button></div></div></div></div></div>
<p><strong>Piero, sei giovanissimo, eppure a 23 anni hai già lavorato in ristoranti stellati in Svizzera, Spagna e ora sei in Giappone. Dove nasce la tua passione per la cucina?</strong></p>
<p>«La mia passione è nata un po’ per curiosità e un po’ per tradizione. Da ragazzino rimanevo letteralmente incollato alla TV a guardare i programmi di cucina: mi affascinavano i gesti, la precisione e la trasformazione degli ingredienti. A questo si è unito il calore della tavola di casa e della mia famiglia. Vedere in TV la cucina come arte e vissuta a casa come condivisione mi ha fatto capire subito che quella sarebbe stata la mia strada».</p>
<p><strong>Sei cresciuto a San Giorgio a Cremano, famosa soprattutto per aver dato i natali all’attore e regista Massimo Troisi. Quanto ha contato la tua città — la sua cucina, la sua cultura — nella scelta di diventare cuoco?</strong></p>
<p>«San Giorgio a Cremano per me significa radici e identità. Nascere e crescere lì, in una terra intrisa di cultura, umanità e della poesia di Massimo Troisi, ti insegna a guardare al mondo con spontaneità, sensibilità e rispetto per le cose vere. La nostra cucina partenopea non è solo un insieme di ricette, ma un rito quotidiano di condivisione e appartenenza. Quella passione per la materia prima e il legame profondo con il territorio sono stati fondamentali nella mia scelta di diventare cuoco. Una piccola parte di Massimo Troisi vive con me nei miei modi di fare e di vivere».</p>
<p><strong>Hai iniziato giovanissimo, da ragazzino. Cosa ricordi di quei primi anni in cucina?</strong></p>
<p>«Ricordo una grande curiosità e il fascino di scoprire un mondo completamente nuovo. Un ricordo speciale va allo Chef Salvatore Spuzzo, una figura fondamentale che è stata per me come un padre culinario, insegnandomi a muovere i primi passi tra i fornelli».</p>
<p><strong>Hai lavorato da Aponiente, il ristorante di Ángel León a Cadice — tre stelle Michelin, tra i 50 migliori al mondo. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?</strong></p>
<p>«Di tutto. Mi ha lasciato davvero tantissimo: è un luogo unico al mondo, che porterò sempre nel cuore. Vedere da vicino il genio dello Chef Ángel León e il suo modo straordinario di rivoluzionare la gastronomia marina mi ha aperto completamente la mente. Lì ho imparato il vero significato del sacrificio per un grande obiettivo: eravamo una squadra perfettamente affiatata, dove tutti spingevano nella stessa direzione. Oltre a questa crescita professionale e filosofica, mi ha regalato ricordi indelebili e amicizie profonde».</p>
<p><strong>Prima di Aponiente eri al Four Seasons di Ginevra. Come cambia lavorare in una grande struttura di lusso rispetto a un ristorante di ricerca come Aponiente?</strong></p>
<p>«L’esperienza a Ginevra al Four Seasons è stata probabilmente lo ‘switch’ più importante. Grazie alla brigata straordinaria con cui ho lavorato, ho davvero compreso cosa significhi operare in un contesto di altissimo lusso e come ci si debba stare e comportare in una cucina di quel calibro. Oltre ad aver conosciuto persone fantastiche, mi ha dato una struttura e una disciplina fondamentali che mi son servite nelle esperienze future».</p>
<div class="gallery row"><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image3.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image3-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="Screenshot" /></a></div></div><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image5.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image5-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="image5" /></a></div></div><div class="gallery-item col-md-4 col-sm-6 col-xs-12"><div class="thumbnail"><a data-toggle="modal" data-target="#thickbox" data-remote="false" href="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image6.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive center-block" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/image6-300x300.jpeg" width="300" height="300" alt="Screenshot" /></a></div></div></div><div id="thickbox" class="modal fade bs-example-modal-lg" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="thickbox"><div class="modal-dialog modal-lg" role="document"><div class="modal-content"><div class="modal-header"><button type="button" class="close" data-dismiss="modal" aria-label="Close"><span aria-hidden="true">&times;</span></button><h4 class="modal-title"></h4></div><img decoding="async" class="img-responsive" src="#" alt="-" /><div class="modal-footer"><div class="btn-group" role="group"><button type="button" class="prev btn btn-default"><span class="dashicons dashicons-arrow-left-alt2"></span></button><button type="button" class="next btn btn-default"><span class="dashicons dashicons-arrow-right-alt2"></span></button></div></div></div></div></div>
<p><strong>Dopo un periodo fuori sei tornato a Napoli, al celebre ristorante Contaminazioni. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?</strong></p>
<p>«Contaminazioni mi ha regalato un vero e proprio cambio di visione. L’estro e il pensiero culinario dello Chef Molaro mi hanno mostrato un modo di cucinare che prima non immaginavo nemmeno: considero la sua cucina una fonte di ispirazione enorme e lui uno dei migliori chef in circolazione».</p>
<p><strong>Prima del Giappone hai lavorato anche al Forte Village Resort in Sardegna, per anni eletto miglior resort al mondo. Cosa ti ha dato quell’esperienza?</strong></p>
<p>«È stata un’esperienza che mi ha arricchito tanto sul piano professionale quanto su quello umano. Lavorare in un contesto di quel livello internazionale ti tempra e ti fa capire cosa significa davvero alzare gli standard ogni singolo giorno».</p>
<p><strong>Da qualche mese sei a Nara, a Villa Communico, un auberge stellato Michelin ai piedi del monte Wakakusa. Com’è nata questa opportunità e cosa ti ha spinto a partire?</strong></p>
<p>«La forte influenza nipponica presente nella cucina di Contaminazioni mi ha fatto scattare una grande curiosità e il desiderio di andare alla fonte. Ho sempre provato un’enorme ammirazione per la cultura giapponese, ma sentivo di non poterne parlare davvero senza averla prima vissuta in prima persona. Questo è stato il motore principale del mio trasferimento. Ovviamente devo ringraziare in primis lo Chef Daiki Horita: una persona stupenda e straordinariamente disponibile fin dal primo contatto. Per me è un grande onore lavorare al suo fianco a Villa Communico e spero di assorbire e apprendere da lui quanto più possibile».</p>
<p><strong>Città tra le più antiche del Giappone, Nara è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Con i suoi templi e i quartieri tradizionali è un concentrato di arte e cultura giapponese. Ma com’è viverci da residente?</strong></p>
<p>«Nara è davvero una città unica e speciale, ed è assolutamente all’altezza del suo titolo di Patrimonio dell’Umanità. Ha dei monumenti incredibili e un’atmosfera senza tempo, ma ciò che mi colpisce di più ogni giorno è la straordinaria disponibilità delle persone. Anche se sto ancora studiando la lingua e non la parlo fluentemente, ogni persona locale che incontro fa di tutto per aiutarti e farti sentire accolto. È qualcosa di veramente pazzesco e profondo».</p>
<p><strong>Il Giappone ha una cultura gastronomica molto diversa da quella europea. Cosa ti ha sorpreso di più, in cucina e fuori?</strong></p>
<p>«Nonostante le apparenze e le tecniche diverse, ho riscontrato una vicinanza filosofica bellissima. Il rispetto profondo per la materia prima, l’attenzione alla stagionalità e il legame sincero con i piccoli produttori locali sono valori centrali sia in Giappone sia in Italia. Sentire questo filo conduttore comune mi fa percepire una fortissima connessione con questa terra e con la sua cucina».</p>
<p><strong>Porti la cucina italiana in giro per il mondo. Ma cosa significa per te “italianità” in cucina: è una tecnica, una filosofia, un modo di stare a tavola?</strong></p>
<p>«Per me la cucina italiana è innanzitutto casa, poi viene tutto il resto. Il suo valore più grande sta nel fatto che per noi il cibo non è mai solo nutrizione, ma è prima di tutto convivialità, calore e condivisione. C’è sicuramente tantissima tecnica dietro alla nostra tradizione, ma ciò che rende l’italianità davvero unica al mondo sono le materie prime straordinarie, la passione delle persone e quel nostro modo unico e spontaneo di stare a tavola».</p>
<p><strong>Che consigli daresti a chi, come te, vuole avvicinarsi a questa professione?</strong></p>
<p>«Di farlo unicamente con passione vera e con un obiettivo chiaro in mente».</p>
<p><strong>Come è cambiata la tua vita da quando vivi e lavori all’estero?</strong></p>
<p>«La mia vita è in continua evoluzione. Quando cambi spesso luoghi, paesi e brigate, finisci per adattare e trasformare inconsciamente anche il tuo stile di vita. Viaggiare e lavorare all’estero ti forza a metterti costantemente in discussione, arricchendo il tuo bagaglio umano e professionale con nuove prospettive, ritmi e modi di vivere la quotidianità».</p>
<p><strong>Ti manca l’Italia e vorresti tornarci?</strong></p>
<p>«L’Italia manca sempre, è inevitabile. Ma ovunque io vada nel mondo, cerco di portare sempre un pezzo delle mie radici e della mia terra con me, sia nei piatti che nel modo di lavorare. Il legame con casa resta fortissimo, ma per ora il mio percorso mi porta a esplorare nuove culture e ad arricchire il mio bagaglio professionale».</p>
<p><strong>Progetti o sogni per il futuro?</strong></p>
<p>«Lavorare, sognare e mettersi sempre in gioco».</p>
<p><strong>In che modo possono contattarti i nostri lettori?</strong></p>
<p>«Il modo più diretto è tramite Instagram, che è il social che utilizzo e aggiorno di più».</p>
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		<title>Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/stefania-il-mio-compagno-ed-io-abbiamo-lasciato-litalia-per-fuerteventura-con-realismo-ma-anche-tanta-voglia-di-cambiamento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento Stefania, originaria della provincia di Brescia, è a Fuerteventura con il compagno da 1 anno, dopo un continuo avanti e indietro dall’Italia all’isola per 6 anni, per capire se questa fosse il posto giusto in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/stefania-il-mio-compagno-ed-io-abbiamo-lasciato-litalia-per-fuerteventura-con-realismo-ma-anche-tanta-voglia-di-cambiamento.html">Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento</strong></h2>
<p>Stefania, originaria della provincia di Brescia, è <strong>a Fuerteventura con il compagno da 1 anno</strong>, dopo un continuo avanti e indietro dall’Italia all’isola per 6 anni, per capire se questa fosse il posto giusto in cui fermarsi, anche solo per un po’.</p>
<p>Stefania si definisce “strana” secondo i canoni della società. <strong>Una persona in costante evoluzione</strong>, molto selettiva su chi far entrare nella propria vita, ma anche curiosa e a cui piace imparare sempre qualcosa di nuovo. <strong>In Italia la vita di Stefania e del compagno Luciano seguiva i classici binari</strong>.</p>
<p><strong>Lui era responsabile della sicurezza per una grande azienda</strong> in cui ha lavorato per 18 anni, con ritmi da classica giornata in ufficio. <strong>Lei invece si divideva professionalmente fra il mondo digitale e quello turistico</strong>, gestendo una struttura ricettiva, prima un B&amp;B e successivamente un&#8217;attività di affittacamere, direttamente a casa sua.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61711 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-3-480x640.jpeg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-3-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-3-1486x1980.jpeg 1486w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-3-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-3.jpeg 1537w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Luciano partiva prestissimo al mattino e rientrava la sera, facendo circa 60 chilometri di viaggio ogni giorno per andare al lavoro, mentre Stefania aveva una vita piena per via dell’accoglienza turistica e dell’attività come <strong><em>content creator</em></strong> su Youtube e sui social, arricchita dalla stesura dei suoi libri.</p>
<p>Quando Stefania e Luciano sono arrivati a Fuerteventura per la prima volta, è successo qualcosa dentro di loro. Il loro primo viaggio insieme, quando si conoscevano da pochi mesi, è stato proprio sull’isola per andare a trovare degli amici. <strong>Fuerteventura li ha conquistati</strong>, tanto che Stefania e Luciano si sono detti, ancora prima di ripartire per l’Italia, che <strong>avrebbero fatto il possibile per andare a vivere lì.</strong></p>
<p>Nonostante l’entusiasmo, <strong>la coppia ha mantenuto i piedi per terra</strong>, consapevole di come una settimana di vacanza fosse diversa dalla vita quotidiana sull’isola. Per questo, una volta rientrati in Italia, Stefania e Luciano hanno cominciato a<strong> informarsi per bene su Fuerteventura</strong> guardando vari video al riguardo, scavando a fondo e cercando di scoprire anche gli aspetti negativi della vita lì.</p>
<p><strong>Il trasferimento è arrivato a 50 anni </strong>e Stefania, insieme al compagno, ha dovuto affrontare le <strong>critiche delle persone.</strong> Lavorando anche sui social, lei c’era già un po’ abituata ma, davanti a un grande passo come quello, i commenti negativi degli altri sono diventati abbastanza frequenti. Stefania però ci tiene a ricordare come le critiche dicano tutto su chi le fa e niente sulla persona che le riceve.</p>
<p>Stefania, insieme al compagno, ha continuato a studiare per trasformare il sogno di trasferirsi a Fuerteventura in realtà e, anche adesso che c’è riuscita, continua a ricevere critiche sui social, ma non le importa. Anzi,<strong> le critiche in un certo senso hanno spronato lei e Luciano ad andare avanti</strong> perché, se avessero permesso ai commenti al vetriolo di bloccarli, sarebbero rimasti a loro volta incapaci di guardare oltre.</p>
<p><strong>Stefania pensa che i cambiamenti si possano fare a qualunque età</strong> e che cambiare non voglia dire necessariamente andare a vivere all’estero. Tutto dipende dalla persona e i cambiamenti più importanti sono quelli interiori, che possono avvenire anche se resti nella casa e nella città in cui vivi da anni.</p>
<p>Naturalmente, trasferirsi fuori dall’Italia a 50 anni significa non partire leggeri, come potrebbe fare un ragazzo di 20 anni. Una persona di quell’età ha già <strong>un notevole bagaglio di esperienze di vita</strong>. Nel caso di Stefania e Luciano, avendo lavorato per anni, c’era anche la <strong>disponibilità economica data dai risparmi</strong>, che magari un giovane può non avere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61712 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-637x640.jpg" alt="" width="637" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-637x640.jpg 637w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-300x300.jpg 300w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-80x80.jpg 80w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1.jpg 956w" sizes="auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px" /></p>
<p>I pro e contro ci sono a ogni età, anche se possono cambiare con il passare del tempo. Nel suo caso, Stefania, con il compagno, ha usato quei risparmi messi da parte con sacrificio e dedizione, come base per lanciarsi in quella nuova avventura. Ma, soldi a parte, Stefania rimarca come <strong>l’età anagrafica conti poco o niente</strong>, davanti a un cambiamento di qualsiasi tipo. Quello che vale davvero è il <strong>mindset</strong>.</p>
<p>Molte persone immaginano che andare a vivere su un’isola come Fuerteventura voglia dire non avere problemi ma Stefania sa benissimo che non è così. <strong>Non esiste un rifugio nel mondo in cui i problemi non possono arrivare</strong>, per questo, è fondamentale avere una <strong>mentalità aperta</strong>, volta alla crescita, che ti permetta di <strong>affrontare le difficoltà</strong> quando arriveranno, ovunque tu sia.</p>
<p>A chi sta pensando di cambiare vita, a prescindere dall’età, Stefania consiglia di <strong>calcolare bene la scelta</strong>, creando un buon equilibrio fra cuore e mente. Partire alla cieca può avere risultati disastrosi ma anche continuare a rimandare per paura può far sì che tu non faccia mai quel passo. Nel suo caso, Stefania sapeva benissimo quali sarebbero stati i lati positivi di una vita a Furteventura: <strong>buon clima tutto l’anno, il mare e i meravigliosi panorami</strong>. Già durante la prima permanenza lì, Stefania e Luciano avevano individuato questi pregi. I contro, invece, vanno esplorati per bene, se possibile prima ancora del trasferimento.</p>
<p>L’importante, ribadisce Stefania, è <strong>non lasciarsi fermare dalle opinioni delle altre persone</strong>. In molti vorrebbero cambiare vita e alcuni hanno anche maggiori possibilità economiche rispetto a quelle che avevano Stefania e Luciano 6 anni fa, ma <strong>la maggior parte della gente rimane ferma</strong> per due motivi principali, che sono <strong>l’ego e l’opinione altrui</strong>. Stefania suggerisce di ascoltare solo l’opinione di chi ti vuole bene e di ignorare le opinioni degli altri, perché le persone tendono a scaricarti addosso le loro insicurezze.</p>
<p>Se stai pensando di cambiare vita, quindi, Stefania ti consiglia di <strong>guardarti allo specchio ogni mattina, chiederti se sei felice e risponderti onestamente. </strong>Se la risposta è no, non nascondere la testa sotto la sabbia ma inizia a informarti su <strong>come cambiare la tua attuale situazione</strong>.</p>
<p>Affrontare un cambiamento del genere significa scavare a fondo, guardarsi dentro e sconfiggere molti demoni personali. Tuttavia, questo è l&#8217;unico modo per riprendere in mano la propria vita.</p>
<p>A Fuerteventura, Stefania e Luciano continuano ad abbinare il <strong>mondo digitale</strong> al lavoro offline, in questo caso nella <strong>gestione immobiliare</strong>. Da un lato, dunque, la coppia lavora sui social e scrive libri, principalmente manuali pratici e di condivisione di esperienze, e dall’altro gestisce due proprietà immobiliari sull’isola. La prima è una casa vacanze e la seconda una locazione a lungo termine. Entrambi gli immobili sono stati acquistati con i risparmi messi da parte da Stefania e Luciano nel corso degli anni. La coppia poi è in costante movimento, sempre pronta a mettersi in gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61713 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-360x640.jpeg" alt="" width="360" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-360x640.jpeg 360w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1-864x1536.jpeg 864w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-1.jpeg 941w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p><strong>Acquistare casa a Fuerteventura</strong>, dato che l’isola fa parte dell’Unione Europea, <strong>è relativamente semplice per gli italiani</strong>. È bene affidarsi a un’agenzia locale, sapendo che il percorso per l’acquisto è simile a quello italiano, con però due differenze che è importante conoscere.</p>
<p><strong>Le provvigioni dell’agenzia sull’isola vengono pagate interamente da chi vende.</strong> Il proprietario può affidare la vendita dell’immobile a più di un’agenzia. Quando Stefania e Luciano sono arrivati a Fuerteventura <strong>il mandato di esclusiva praticamente non esisteva, mentre ora sta prendendo un po’ più piede</strong>.</p>
<p>Stefania e Luciano hanno fatto <strong>l’acquisto della prima casa quasi interamente online</strong> ma è una cosa che, con il senno di poi, giudicano da inconscienti. <strong>Non la rifarebbero e non la consigliano ad altri</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda gli acquisti degli immobili successivi, invece, dato che Stefania e Luciano abitavano già a Fuerteventura, conoscevano i vari residence, le diverse zone dell’isola (ognuna con i propri pro e contro) e hanno avuto modo di <strong>studiare il mercato immobiliare</strong>, hanno capito subito quali erano le principali richieste dei turisti.</p>
<p>Dopo aver visto decine d’immobili, Stefania e Luciano hanno scelto quelli da acquistare. Fare tutto con calma e attenzione, dedicando del tempo alle visite alle case d’interesse, è cruciale perché <strong>a Fuerteventura molti immobili hanno una qualità costruttiva estremamente bassa.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il costo della vita quotidiana, invece, <strong>alcune spese sono più basse rispetto all’Italia</strong>. Per esempio, <strong>la benzina costa meno</strong> e le autostrade, a Fuerteventura, sono gratuite. Ancora, le utenze sono molto più basse. Stefania e Luciano spendono<strong> 20/30 euro al mese di acqua e circa 50 per la corrente.</strong></p>
<p>Un dettaglio che contribuisce in maniera notevole al risparmio è che la coppia, a Fuerteventura, non ha <strong>né il gas di città né il riscaldamento</strong>, di cui comunque non ha bisogno. Per la gestione dell’acqua e per cucinare, <strong>Stefania e Luciano usano un boiler</strong>.</p>
<p>Dato che, già ancora prima della partenza, Stefania e il compagno hanno voluto informarsi anche sugli aspetti negativi della vita sull’isola, la donna reputa importante condividere sia i pregi sia i difetti di Fuerteventura. Fra i pro, come già visto in parte, ci sono il vivere perennemente al caldo, la natura selvaggia, il mare e l’energia unica dell’isola.</p>
<p>Fra i <strong>contro</strong>, invece, Stefania segnala <strong>la gestione dell’acqua</strong> (quella del rubinetto non può essere bevuta ed è necessario acquistare l’acqua in bottiglia), <strong>il vivere su un’isola</strong> che porta dei <strong>limiti oggettivi</strong>, come il fatto che tutto deve arrivare dalla terraferma, e <strong>la difficoltà nel creare relazioni stabili.</strong> Fuerteventura è fortemente turistica e, quindi, per chi ci vive stabilmente, è difficile incontrare persone che si fermano più dei classici periodi di vacanza.</p>
<p>Stefania ha notato che <strong>molte persone si trasferiscono a Fuerteventura</strong> non per seguire un vero richiamo ma <strong>per vivere con meno rispetto all’Italia</strong>. Lei si era illusa che, vivendo su un’isola con il sole che brilla sempre, il mare e così tanta natura, sarebbe stata circondata da persone felici o quantomeno serene e accoglienti. La realtà, invece, si è rivelata ben diversa e le ha fatto conoscere <strong>molte persone scontente, arrabbiate, identiche a com’erano prima del trasferimento</strong>.</p>
<p>Questo ha fatto sì che Stefania potesse vedere come, <strong>se non stai bene dentro, puoi andare anche dall’altra parte del mondo ma rimarrai sempre infelice</strong>, incapace di affrontare le tue ombre. Questo è stato forse il principale insegnamento che Stefania ha ricevuto dalla sua vita a Fuerteventura. La situazione l’ha spinta a selezionare le persone in modo ancora più drastico di quanto non facesse prima.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61714 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-2-480x640.jpeg" alt="" width="480" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-2-480x640.jpeg 480w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-2-1486x1980.jpeg 1486w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-2-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Stefania-Rossini-Fuerteventura-2.jpeg 1537w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Inoltre, per lei e per il compagno, <strong>Fuerteventura non è necessariamente la meta definitiva</strong>. Molte persone pensano che ora loro siano arrivati ma, per Stefania, l’isola rappresenta un grande passo. Tuttavia, quando fai un salto del genere, <strong>rompi le catene che ti tengono legato alle tue radici</strong> e ti senti, in qualche modo, <strong>figlio del mondo.</strong></p>
<p>Per questo, <strong>Stefania non sa ancora se lei e Luciano rimarranno lì per sempre</strong>. Se un giorno Fuerteventura dovesse andar loro stretta, ecco che farebbero le valigie per ripartire. Per ora, Stefania sceglie di <strong>vivere il presente</strong>, con la mente libera, il vento fra i capelli e il riflesso del sole negli occhi.</p>
<p>Se, un giorno, dovesse sentire il bisogno di <strong>cambiare ancora una volta, lo farà senza paura</strong>.</p>
<p><strong>Per seguire e contattare Stefania:</strong></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/Naturalmentestefy" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.facebook.com/Naturalmentestefy</a></p>
<p>Instagram:  <a href="https://www.instagram.com/stefania_rossini_/" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.instagram.com/stefania_rossini_/</a></p>
<p>YouTube:  <a href="https://www.youtube.com/@stefaniarossinis" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://www.youtube.com/@stefaniarossinis</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/stefania-il-mio-compagno-ed-io-abbiamo-lasciato-litalia-per-fuerteventura-con-realismo-ma-anche-tanta-voglia-di-cambiamento.html">Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Non dovete avere paura di voler cambiare vita: Paolo e la sua nuova vita in Repubblica Dominicana</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/paolo-e-la-sua-nuova-vita-in-repubblica-dominicana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo e la sua nuova vita in Repubblica Dominicana “Non dovete avere paura di voler cambiare vita. Come, quando e dove andare non è un problema, ma riprendetevi la vostra vita, dovunque e con chiunque sia. E’ vostra e di nessun altro”. Questo il messaggio di Paolo Tascherio, 57enne originario di La Spezia, che nel 2013, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Paolo e la sua nuova vita in Repubblica Dominicana</b></h2>
<p>“Non dovete avere paura di voler cambiare vita. Come, quando e dove andare non è un problema, ma riprendetevi la vostra vita, dovunque e con chiunque sia. E’ vostra e di nessun altro”.</p>
<p>Questo il messaggio di<strong> Paolo Tascherio</strong>, 57enne originario di La Spezia, che nel 2013, dopo un serio problema di salute, ha deciso di trasferirsi nella Repubblica Dominicana, dove ora insieme a sua moglie, organizza soggiorni all inclusive nella penisola di Samanà.</p>
<p><b>A cura di Nicole Cascione</b></p>
<p><b>Chi è Paolo Tascherio?</b></p>
<p><a name="_GoBack"></a> Mi chiamo Paolo Tascherio, originario di La Spezia, ho 57 anni e sono molto legato al Piemonte per discendenze genitoriali e alla Lunigiana, posto stupendo dove i miei hanno una casa di campagna praticamente da quando sono nato.</p>
<p><b>Quando e perché hai deciso di trasferirti a Santo Domingo?</b></p>
<p>Nel 2011, dopo essermi lasciato tramite i social conosco una ragazza di Santo Domingo, conoscenza che mi porta, dopo alcuni mesi, ad organizzare un viaggio nella Repubblica Dominicana per conoscerla di persona. Così a gennaio 2012 inizia la nostra relazione. Successivamente, dopo un evento importante (ho avuto un infarto e dovevo cambiare lavoro e stile di vita) decido di trasferirmi definitivamente così da starle anche più vicino. Cosa che avviene a dicembre del 2013.</p>
<p><b>Di cosa ti occupavi in Italia? Da quando hai deciso di trasferirti a quando hai messo piede sull’isola quanto tempo è passato?</b></p>
<p>In Italia ero spedizioniere doganale e lavoravo a La Spezia, a Livorno, Genova e Voltri (in diverse agenzie con più sedi, nel corso di 25 anni circa). Il lavoro era logorante, guadagnavo bene ma, essendo pendolare, mi capitava di viaggiare anche per 2/3 ore al giorno. A 38 anni poi, ebbi un infarto, così quando mi arrivò l’occasione di cambiare vita, non ci pensai più di tanto. Nel giro di 3/4 mesi dal termine del mio ultimo lavoro ho preso la decisione, organizzato tutto con la mia compagna (oggi moglie) e sono partito.</p>
<p><b>Qual è stata la cosa che più ti ha colpito di Samanà?</b></p>
<p>Sono arrivato a Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana, dove viveva la mia compagna e abbiamo preso un appartamento dove andare a vivere insieme. Poi ho cominciato a girare un po’ l&#8217;isola per conoscerla meglio e mi sono innamorato di Samanà, una stupenda penisola in mezzo al verde e con alcune delle spiagge più belle di tutto il paese, dove è possibile vedere le meravigliose balene che vengono ad accoppiarsi e a partorire nella baia omonima.</p>
<p><b>Come si vive sull’isola?</b></p>
<p>Vivere al caldo 365 giorni all&#8217;anno e senza stress non ha paragoni (soprattutto per chi, come me, ha problemi di salute). Certo non è tutto oro quello che luccica, ci sono anche diversi problemi. Questo è un paese in via di sviluppo, si guadagna poco e, soprattutto dopo il covid, ci sono stati degli aumenti significativi, ma si sta ancora bene vivendo col giusto. Poi, ovviamente, dipende sempre da come uno vuol vivere.</p>
<p><b>Di cosa ti occupi?</b></p>
<p>Quando mi sono trasferito non avevo tanti soldi, ma tante idee e ho subito cominciato a vedere che lavoro potessi fare. Avendo avuto la fortuna, come dicevo prima, di guadagnare bene, ho sempre pensato che spendere i soldi nei viaggi fosse un investimento più che una spesa. Così, quando mi sono trasferito, avevo quasi 30 anni di esperienza di viaggi per il mondo e ho pensato che mettermi ad organizzare soggiorni qui in Repubblica Dominicana fosse la cosa migliore. Ho quindi inizialmente preso una villetta nella capitale e cominciato ad organizzare soggiorni qua, fino a quando 5 anni fa, una nipote di mia moglie che fa la Top model, per investire i guadagni del suo lavoro ha deciso di comprare una bella villa nella penisola di Samanà per darla in gestione a noi. Così ci siamo spostati nella zona più bella del paese per migliorare il nostro lavoro ed i nostri servizi.</p>
<p>Quindi ora, io e mia moglie, organizziamo dei soggiorni all inclusive per i nostri clienti. Facciamo vivere loro una bella esperienza di vera vita sul posto (una cosa decisamente molto differente dai resort), tra usi e costumi, cibi e bevande tipiche. Oltre a organizzare escursioni più belle della penisola.</p>
<p><b>Come e in cosa è cambiata la tua vita da quando hai deciso di trasferirti?</b></p>
<p>Da 13 anni la mia vita è migliorata moltissimo, sia da un punto di vista fisico che mentale, vivendo sempre al caldo in pantaloncini e maglietta e senza stress. Non tornerei più indietro.</p>
<p><b>Cosa ti sei lasciato alle spalle e cosa invece hai trovato in questa tua nuova vita?</b></p>
<p>Nella mia vita è in sostanza cambiata la mia famiglia. Prima avevo vicino i miei genitori, mia sorella e mia nipote, ora ho una moglie e una cagnolina dolcissima. Ho anche molto cambiato il modo di vivere, prima ero pieno di amici ed ero sempre in giro, ora sto molto bene anche in casa con mia moglie e la mia adorata Cherry.</p>
<p><b>Un messaggio per tutti coloro che leggeranno la tua storia di vita:</b></p>
<p>Sono stato fortunato nella vita, per tante cose (famiglia, lavoro, salute, etc ) e anche per aver avuto una seconda possibilità in un paese tanto lontano e diverso (anche se siamo entrambi latini). In tanti, in questi anni mi hanno chiesto informazioni e consigli su come cambiare vita e qualcuno l&#8217;ho anche aiutato direttamente. Il consiglio che mi sento di dare è di non avere paura di voler cambiare vita, l’importante è valutare sempre bene i pro e i contro e se i pro sono più dei contro, fatelo. Ne ho conosciuti tanti che si sono trasferiti qui e poi sono rientrati in Italia. Come, quando e dove non è un problema, ma riprendetevi la vostra vita, dovunque e con chiunque sia. E’ vostra e di nessun altro.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/bedandbreakfast.santodomingo.3">https://www.facebook.com/bedandbreakfast.santodomingo.3</a></p>
<p><a href="mailto:paolo.tascherio@yahoo.it">paolo.tascherio@yahoo.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Organizzare una vacanza in Kenya: come, dove, quando</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/organizzare-una-vacanza-in-kenya-come-dove-quando.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 15:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Kenya non è una destinazione unica e uniforme: è mare sull’Oceano Indiano, savana, parchi naturali, città costiere, cultura swahili, escursioni marine, villaggi, mercati, riserve e grandi spazi interni. Per questo oltre a scegliere con attenzione il periodo di vacanza, serve capire come combinare i giorni disponibili, quale zona preferire per il soggiorno e quanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Kenya non è una destinazione unica e uniforme: è mare sull’Oceano Indiano, savana, parchi naturali, città costiere, cultura swahili, escursioni marine, villaggi, mercati, riserve e grandi spazi interni. Per questo oltre a scegliere con attenzione il periodo di vacanza, serve capire come combinare i giorni disponibili, quale zona preferire per il soggiorno e quanto spazio lasciare alle esperienze fuori dalla struttura alberghiera. Chi immagina una vacanza solo balneare può trovare sulla costa località adatte al relax, come Watamu, Malindi o Diani; chi cerca un viaggio più articolato può abbinare il soggiorno al mare a un safari nello Tsavo, nell’Amboseli o nel Masai Mara, con tempi e costi molto diversi tra loro.</p>
<p>Il Kenya è attraversato dall’equatore, ma le condizioni cambiano tra costa, altopiani e parchi interni. Una settimana può bastare per una vacanza di mare con una o due escursioni, mentre più giorni permettono di inserire anche un safari senza trasformare il viaggio in una corsa.</p>
<h2><strong>Dove soggiornare: costa, parchi e città di riferimento</strong></h2>
<p>La scelta della zona è uno dei passaggi decisivi. La costa kenyota offre località con personalità differenti. Diani, a sud di Mombasa, è spesso associata a lunghe spiagge bianche, resort internazionali e un’impostazione molto balneare. Malindi ha una storia turistica consolidata, un centro vivace, servizi e collegamenti comodi. Watamu, più raccolta, è apprezzata per il contesto naturale, il parco marino, le baie sabbiose e la possibilità di alternare mare, snorkeling, escursioni leggere e visite nei dintorni. Chi vuole un soggiorno prevalentemente marino, ma non isolato dalla realtà del territorio, trova in questa zona un buon compromesso. Diverso è il discorso per i parchi. Lo Tsavo, diviso tra Est e Ovest, è una delle opzioni più pratiche partendo dalla costa: permette di inserire un safari anche in un viaggio balneare senza dover necessariamente prendere voli interni. Il Masai Mara, invece, richiede una logistica più impegnativa, spesso con collegamenti aerei, ma offre uno scenario iconico, soprattutto nei mesi legati alla grande migrazione. Nairobi può essere punto di arrivo, partenza o transito, ma raramente è il centro di una prima vacanza di mare. La scelta più equilibrata, per molti viaggiatori italiani, è costruire una base sulla costa e aggiungere una o due esperienze nell’entroterra. <strong>Il rischio più comune è voler vedere tutto in una sola volta</strong>: mare, savana, città, villaggi, parchi marini, mercati, escursioni in barca e safari lunghi. Il risultato può diventare faticoso. Meglio individuare due o tre priorità e lasciare al viaggio il tempo di respirare.</p>
<h2><strong>Watamu e l’iGV Club Blue Bay                  </strong></h2>
<p>La località di Watamu rappresenta una scelta interessante perché consente di tenere insieme più esigenze. È una località costiera con una dimensione meno dispersiva rispetto ad altre zone, vicina a Malindi ma inserita in un contesto naturale di pregio.</p>
<p>Il <strong>Blue Bay, </strong><a href="https://www.igrandiviaggi.it/kenya.cfm"><strong>villaggio turistico in Kenya di iGV</strong></a> è situato all’interno del Parco Marino di Watamu, direttamente sul mare e in posizione utile per alternare relax, escursioni marine e safari. La struttura è affacciata su due spiagge di sabbia bianca, utilizzabili in base alla stagione, con una baia riparata e una proposta pensata per chi desidera un soggiorno organizzato, ma non necessariamente chiuso dentro la routine del villaggio.</p>
<p>l’iGV club Blue Bay si trova a circa 2 chilometri dal villaggio di Watamu e a circa 23 chilometri da Malindi, con trasferimento dall’aeroporto di Mombasa indicato in circa due ore.</p>
<p>Le sistemazioni comprendono camere standard, de luxe e suite, con dotazioni coerenti con il clima locale, come aria condizionata, ventilatore, zanzariera, veranda e cassaforte. Per chi cerca una vacanza gestita, questi aspetti pratici pesano più di molte descrizioni suggestive.</p>
<h2><strong>Vacanza all’iGV Club Blue Bay con l’offerta Kenya Ottobre 2026 di iGrandiViaggi</strong></h2>
<p>A ottobre 2026 iGrandiViaggi propone la <a href="https://www.igrandiviaggi.it/media/PDF/Blue_Bay_Ottobre_Safari_Web1.pdf"><strong>PromoFlash Blue Bay</strong></a> con una formula che combina il soggiorno al mare all’iGV Club Blue Bay con un’esperienza nella savana. Le partenze sono previste il <strong>7, 14, 21 e 28 ottobre</strong>, con una quota di <strong>2.100 euro per adulto in camera doppia</strong>. Il pacchetto comprende <strong>9 giorni e 7 notti in camera Deluxe Garden</strong>, trattamento di pensione completa con formula “soft all inclusive” e voli speciali <strong>Neos Air da Milano e Verona il mercoledì</strong>. Nella quota è incluso anche un <strong>safari nello Tsavo Est di 2 giorni e 1 notte in lodge</strong>, soluzione che permette di affiancare al soggiorno a Watamu una prima esperienza nei parchi kenyoti senza organizzare separatamente trasferimenti e pernottamento. Per bambini e ragazzi tra 2 e 12 anni non compiuti, sistemati in camera con due adulti, è prevista una riduzione del 20%. Restano esclusi alcuni costi accessori, tra cui quota di gestione pratica, tasse aeroportuali, oneri carburante e valute, visto d’ingresso, assicurazione annullamento e tasse locali da pagare sul posto. La promozione è soggetta a disponibilità limitata e non è cumulabile con altre iniziative.</p>
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		<title>Vivere a Dubai: Future Hospitality Summit – FHS World 2026, uno sguardo sul futuro dell’ospitalità</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-a-dubai-future-hospitality-summit-fhs-world-2026-uno-sguardo-sul-futuro-dellospitalita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dubai]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivere a Dubai: Future Hospitality Summit – FHS World 2026, uno sguardo sul futuro dell’ospitalità Il Future Hospitality Summit – FHS World 2026, che si è tenuto dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 presso il Madinat Jumeirah a Dubai, ha acceso i riflettori su turismo, investimenti e nuova economia. Questi elementi sono alla base [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Vivere a Dubai: <em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026</em>, uno sguardo sul futuro dell’ospitalità</strong></h2>
<p>Il <strong><em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026</em></strong>, che si è tenuto dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 presso il <em>Madinat Jumeirah </em>a Dubai, ha acceso i riflettori su <strong>turismo, investimenti e nuova economia</strong>. Questi elementi sono alla base della<strong> trasformazione di Dubai</strong>, città che, <strong>nel periodo primavera – estate 2026</strong>, ha visto una <strong>crescita del numero di turisti.</strong></p>
<p><strong>La città emiratina ha accolto ben 19,59 milioni di visitatori internazionali nel 2025 e, solo nei primi mesi del 2026, ne ha visti arrivare circa </strong>6,97 milioni. Come se questo non fosse abbastanza, Dubai continua ad attrarre <strong>investitori</strong> provenienti da ogni parte del mondo, grazie a benefici a loro riservati, come la <strong>fiscalità agevolata</strong>, ma anche perché Dubai è un <strong><em>hub</em> globale</strong>, da cui raggiungere facilmente altri mercati e da cui operare nella regione.</p>
<p>In questo scenario, il <em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026</em> non è stato soltanto un evento per albergatori ma <strong>il programma ha compreso</strong>:</p>
<ul>
<li>investimenti nell&#8217;<em>hospitality</em>;</li>
<li>nuovi progetti e destinazioni;</li>
<li>innovazione;</li>
<li>sostenibilità;</li>
<li>tecnologia e intelligenza artificiale;</li>
<li>turismo;</li>
<li><em>wellness</em> e <em>medical tourism</em>;</li>
<li><em>branded residences</em>;</li>
<li>ristorazione;</li>
<li><em>green construction</em>;</li>
<li><em>smart cities</em>;</li>
<li>formazione e sviluppo del personale.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61788 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2410362567Y-640x353.jpg" alt="" width="640" height="353" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2410362567Y-640x353.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2410362567Y-1980x1094.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2410362567Y-1536x848.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/10/shutterstock_2410362567Y-2048x1131.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>L’evento s’incastra in un periodo di crescita costante della città che mesi scorsi è stata protagonista indiretta del conflitto che ha interessato la regione. In quello scenario, <strong>Daniele Pescara, l’interlocutore d’eccellenza per l’informazione nazionale a Dubai, quale imprenditore italiano residente a Dubai</strong>, ha dato prova ancora una volta della sua <strong>autorevolezza, serietà e competenza </strong>rassicurando gli italiani in città e quelli in patria, aggiornandoli solo attraverso notizie verificate.</p>
<p>Oggigiorno Dubai brilla come non mai con tutta una serie di <strong>eventi di grande richiamo internazionale</strong>, fra cui il <em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026, </em>che fanno parte della strategia della città per attirare non solo chi cerca una vacanza ma anche chi viaggia per lavoro.</p>
<p>Il <em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026, </em>infatti, ha visto la partecipazione di banche, società immobiliari, <em>asset manager</em>, gruppi <em>hospitality</em> e istituzioni d’investimento provenienti da differenti mercati. Tra <strong>gli <em>speakers</em></strong>, invece, ci sono stati <strong>rappresentanti di grandi gruppi internazionali dell&#8217;<em>hospitality</em> e del turismo</strong>, tra cui Emirates, Minor International, Kempinski, Kerzner International, Accor e Marjan Hospitality.</p>
<p>L’evento, quindi, è andato ben oltre la dimensione alberghiera locale diventando un luogo fisico nel quale operatori che lavorano su diversi mercati del turismo e dell’<em>hospitality </em>hanno potuto incontrarsi e creare connessioni.</p>
<p>Il <em>Future Hospitality Summit – FHS World 2026 </em>è un esempio del <strong>cambiamento del concetto di <em>hospitality</em></strong>, che integra anche l’innovazione tecnologica, con particolare attenzione data all’AI.</p>
<p>Non c’è momento migliore di questo per <strong>aprire la tua società a Dubai</strong> e operare da una delle città più dinamiche e ricche di opportunità al mondo. Per farlo, contatta <strong>Daniele Pescara</strong>, <strong>presidente di FenImprese Dubai e fondatore dello studio multidisciplinare </strong><a href="https://danielepescaraconsultancy.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong><em>Daniele Pescara Consultancy</em></strong></a><strong>, leader nel <em>company set-up</em> a Dubai.</strong></p>
<p>Lo studio multidisciplinare <em>Daniele Pescara Consultancy</em> offre <strong>competenza multidisciplinare</strong> definita da un <strong>approccio sartoriale </strong>in grado di fornire un supporto concreto ad aziende e istituzioni per proteggere la loro reputazione, garantire la conformità alle normative antiriciclaggio e gestire la <em>compliance</em>.</p>
<p>La <em>Daniele Pescara Consultancy</em> conta <strong>oltre 60 professionisti</strong> – fra cui fiscalisti internazionali, avvocati e commercialisti – pronti a seguirti lungo il percorso e una visione basata su <strong>soluzioni su misura, concrete ed efficaci</strong>, ritagliate addosso a ogni cliente.</p>
<p><strong>Per raggiungere la Daniele Pescara Consultancy dall’Italia puoi chiamare il Numero Verde</strong> <strong>800 180 690.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marco &#8211; Psicologo e scrittore, racconto le difficoltà e le gioie degli italiani in Australia</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/marco-psicologo-e-scrittore-racconto-le-difficolta-e-le-gioie-degli-italiani-in-australia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco &#8211; Psicologo e scrittore, racconto le difficoltà e le gioie degli italiani in Australia Marco, nato in Sicilia, ha studiato e vissuto a Palermo e Roma, dove si è laureato in psicologia. La sua passione per i viaggi lo ha portato a vivere tante esperienze diverse ma il suo amore è sempre stato l’Australia. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/marco-psicologo-e-scrittore-racconto-le-difficolta-e-le-gioie-degli-italiani-in-australia.html">Marco &#8211; Psicologo e scrittore, racconto le difficoltà e le gioie degli italiani in Australia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Marco &#8211; Psicologo e scrittore, racconto le difficoltà e le gioie degli italiani in Australia</strong></h2>
<p>Marco, nato in Sicilia, ha studiato e vissuto a Palermo e Roma, dove si è <strong>laureato in psicologia</strong>. La sua <strong>passione per i viaggi</strong> lo ha portato a vivere tante esperienze diverse ma <strong>il suo amore è sempre stato l’Australia.</strong></p>
<p>Fin da piccolo, infatti, Marco ha sentito come un richiamo per quel Paese. Allora lo immaginava come <strong>una distesa con grandi spazi aperti, spiagge a perdita d’occhio e cielo azzurro.</strong> Ora che ci vive, Marco può dire che la realtà, in Australia, è più o meno come la sognava da bambino.</p>
<p>Da quando è arrivato lì, Marco ha svolto <strong>diversi lavori</strong>, fra cui quello di operatore socio-culturale per i giovani, aiutando chi si trasferiva in Australia dall’Italia. Ora, però, Marco è felice di poter dire che <strong>sta lavorando nel settore per cui ha studiato</strong>, che lo appassiona profondamente. Marco gestisce il team di <em>counsellors</em> e psicologi per una non profit che fornisce servizi alla comunità italiana e che è di grande valore per i connazionali a Sydney.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61738 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-8-640x426.jpg" alt="" width="640" height="426" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-8-640x426.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-8-1536x1023.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-8-267x178.jpg 267w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-8.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Inoltre, <strong>Marco fa parte anche </strong><strong>dell’Esecutivo del Com.It.Es. (Comitato Italiani all’Estero)</strong>, un organismo votato dalla comunità che cura i rapporti tra gli italiani, il Consolato e gli altri organi istituzionali.</p>
<p>Grazie al suo lavoro Marco ha avuto modo di vedere <strong>quali sono i problemi principali che affliggono gli italiani in Australia</strong>. Questi, nella sua opinione, <strong>cambiano in base al periodo storico</strong> e ogni ondata migratoria ha avuto le sue difficoltà più impattanti.</p>
<p>Al momento, i problemi più comuni fra gli italiani in Australia riguardano <strong>il visto permanente, il costo della vita e la competitività del mondo del lavoro. </strong></p>
<p>Tra le passioni di Marco c’è anche la scrittura. Uno dei suoi lavori è <strong>il suo romanzo di esordio “Latinoaustraliana”</strong>, uscito nel 2015 per la casa editrice Nativi Digitali, che racconta le (di)savventure di un italiano in Australia. Il libro è un mix fra una storia d’amore, l’amicizia e i viaggi sulle strade australiane.</p>
<p>“Latinoaustraliana” è stato il primo libro ad <strong>accendere i riflettori sulla nuova ondata di emigrazione in Australia </strong>ed è stato ben accolto dal pubblico. Marco ha raccolto diverse storie di giovani in giro per il Paese, alle quali ha aggiunto le proprie esperienze, per dar vita alla trama del romanzo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61739 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-5-481x640.jpg" alt="" width="481" height="640" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-5-481x640.jpg 481w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-5-1487x1980.jpg 1487w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-5-1154x1536.jpg 1154w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-5.jpg 1538w" sizes="auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px" /></p>
<p>Marco ha avuto occasione di <strong>presentare il romanzo in giro per l’Australia e anche in Italia</strong>, portando a casa ottime recensioni. Nel corso degli anni, Marco ha pubblicato una raccolta di racconti intitolata “Battaglie&amp;Bottiglie” per Italic Pequod e una di poesie, “Chi ha bisogno di Rivoluzione quando invece può andarsene al mare?”.</p>
<p><strong>Appena atterrato in Australia, Marco ha sentito il suo cuore aprirsi</strong> perché stava finalmente provando quella sensazione che aveva immaginato fin da bambino. Marco ha anche cercato di descrivere quell’emozione con l’uso delle parole per metterla nel suo primo libro.</p>
<p>Secondo Marco, la partenza per l’Australia è una di quelle esperienze per cui è bene non informarsi troppo anche se ora, con il senno di poi, forse avrebbe voluto capire meglio <strong>l’impatto delle stagioni invertite e quello di fusi orari e distanze</strong>. Naturalmente, Marco era consapevole di tutto ciò da prima della partenza ma solo una volta arrivato in Australia ne ha sentito gli effetti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61740 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-7-640x480.jpg" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-7-640x480.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-7-1980x1485.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-7-1536x1152.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-7.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Inoltre, quando è arrivato Marco aveva già dove alloggiare ma in seguito ha dovuto fare i conti con <strong>il mercato immobiliare di Sydney, uno dei più brutali al mondo</strong> nonché motivo di grattacapi non da poco per chiunque ambisca a una residenza permanente o comunque piuttosto lunga in città.</p>
<p>Sydney è una metropoli enorme, con i pregi e difetti di tutte le città di questo tipo, ma Marco si è sentito <strong>ben accolto fin da subito</strong>. Nei primi anni è stato anche in <strong>Queensland</strong>, nel nord, a <strong>raccogliere mango e lime in una fattoria italo-australiana</strong>. Anche quella è stata un’ottima occasione di condivisione umana, con persone accoglienti e serate passate a parlare sotto il cielo stellato.</p>
<p>Nelle città, le persone hanno una vita piuttosto frenetica, regolata dai ritmi del lavoro e con una <em>nightlife</em> tranquilla, mentre nei paesi più piccoli il tempo sembra essersi fermato. In generale, <strong>Marco trova gli australiani molto cordiali</strong>, specialmente il venerdì sera.</p>
<p>Due anni fa Marco è diventato papà del piccolo Matteo. Sydney si è rivelata una città molto indicata per le famiglie, con tante attività e numerosi spazi aperti.</p>
<p>A chi sta <strong>sognando o progettando di trasferirsi in Australia</strong>, Marco consiglia di <strong>fare prima una prova</strong>, se possibile, perché l’Australia presenta delle difficoltà che altre destinazioni, come quelle in Europa o gli Stati Uniti, non hanno. È anche importante informarsi sui vari aspetti della vita lì, per non arrivare impreparati.</p>
<p><strong>Fra i pro </strong>della vita in Australia Marco mette <strong>le numerose opportunità lavorative, il clima e le bellezze naturali</strong>. L’Australia ha anche <strong>diversi difetti</strong> ma il principale, secondo lui, è <strong>la distanza dall’Italia</strong>.</p>
<p>A chi invece sta <strong>progettando un viaggio lì</strong> Marco suggerisce di informarsi molto nella fase di pianificazione, non solo su internet ma anche <strong>leggendo libri sul Paese</strong>. È fondamentale tenere di conto delle stagioni e dei chilometri fra una località e l’altra, che spesso possono sembrare fattibili su carta ma poi si rivelano più impegnativi di quanto pensato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61741 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4-640x361.jpg" alt="" width="640" height="361" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4-640x361.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4-1980x1116.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4-1536x866.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4-1920x1080.jpg 1920w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Zangari-Australia-4.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Da quando vive in Australia, <strong>Marco torna in Italia ogni volta che può, anche se non è minimamente vicino a quanto spesso vorrebbe tornare a casa</strong>. Se il suo cuore si è come aperto quando è arrivato in Australia, ogni volta in cui mette piede in Italia, Marco sente come se il suo cuore scoppiasse. A ogni rientro in Australia, lascia un po’ di quel cuore rattoppato nella sezione “Partenze” dell’aeroporto.</p>
<p>L’insegnamento più importante che gli ha dato la sua vita australiana finora è quello che, prima di arrivare, <strong>aveva ancora tante vite da vivere e incontrare</strong>.</p>
<p>Marco ha inoltre pubblicato <strong>un altro libro per Naviti Digitali, dal titolo “Quando piove, diluvia”.</strong> La storia è ambientata a Sydney ed è personale, intima e difficile. La trama ruota intorno a un trentenne italiano emigrato in Australia a cui succedono problemi gravi, uno dietro l’altro, che lo costringono a capire come restare in piedi e inventare un’altra vita.</p>
<p>Il libro è ispirato alle storie che ha incontrato nel suo lavoro come psicologo e anche alla <strong>sua esperienza, ormai quasi ventennale, in Australia</strong>. Marco l’ha scritto per chi sta affrontando difficoltà notevoli ma anche <strong>per chi sogna di trasferirsi in Australia o sa già che lo farà presto.</strong></p>
<p><strong>Per seguire e contattare Marco:</strong></p>
<p>Sito web: <a href="https://www.marcozangari.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>www.marcozangari.it</strong></a></p>
<p>Facebook:  <a href="https://www.facebook.com/marcozangari.autore" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>facebook.com/marcozangari.autore</strong></a></p>
<p>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/marco_zangari_autore/"><strong>marco_zangari_autore</strong></a></p>
<p>YouTube: <a href="https://www.youtube.com/@marcozangariautore3389/featured" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Marco Zangari Autore</strong></a></p>
<p>E-mail: <a href="mailto:info@marcozangari.it" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>info@marcozangari.it</strong></a></p>
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		<title>La crescita inarrestabile di Da Nang, Vietnam: sarà presto una delle destinazioni top dell’Asia?</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/la-crescita-inarrestabile-di-da-nang-vietnam-sara-presto-una-delle-destinazioni-top-dellasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 13:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita inarrestabile di Da Nang, Vietnam: sarà presto una delle destinazioni top dell’Asia? Da Nang, situata nel Vietnam centrale, attira da sempre milioni di turisti grazie alle spiagge, alla vita notturna, alla cultura e ai paesaggi naturali a cui si aggiungono servizi e comfort di livello sempre maggiore. Ultimamente, però, la sua crescita si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/la-crescita-inarrestabile-di-da-nang-vietnam-sara-presto-una-delle-destinazioni-top-dellasia.html">La crescita inarrestabile di Da Nang, Vietnam: sarà presto una delle destinazioni top dell’Asia?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>La crescita inarrestabile di Da Nang, Vietnam: sarà presto una delle destinazioni top dell’Asia?</strong></h2>
<p><strong>Da Nang</strong>, situata nel <strong>Vietnam centrale</strong>, attira da sempre <strong>milioni di turisti</strong> grazie alle spiagge, alla vita notturna, alla cultura e ai paesaggi naturali a cui si aggiungono servizi e comfort di livello sempre maggiore.</p>
<p>Ultimamente, però, <strong>la sua crescita si sta facendo davvero inarrestabile</strong> e i dati dei primi sette mesi del 2026 parlano chiaro. In quest’arco di tempo Da Nang ha visto <strong>12,1083 milioni di arrivi</strong>, segnando una crescita del 24,8%, rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.</p>
<p>I numeri parlano anche di <strong>11,0191 milioni di pernottamenti nei primi sette mesi del 2026</strong>, dando prova di come le persone non si limitino a passare da Da Nang ma si fermino per almeno una notte.</p>
<p>Da Nang adesso vuole ampliarsi, attirando sempre più turisti altospendenti, e ambisce a diventare<strong> una delle destinazioni principali in Asia per vacanzieri, expats e investitori.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61705 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-1980x1321.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-1536x1025.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-2048x1366.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2499078481X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Perché i turisti scelgono Da Nang</strong></h3>
<p>Immagina <strong>meravigliose, lunghe spiagge di morbida sabbia</strong>, ristoranti e alberghi per tutti i gusti e tutte le tasche, <strong>qualunque servizio di cui una persona può avere bisogno</strong> per soggiornare temporaneamente ma anche per vivere più a lungo in una città a cui aggiungere <strong>eventi, bellissimi panorami</strong> e un <strong>costo della vita più basso rispetto a quello di molti Paesi europei</strong>, ed è facile capire perché Da Nang continui ad attirare grandi numeri di visitatori.</p>
<p>La città, inoltre, è <strong>facile da raggiungere</strong> grazie alla ferrovia che la collega ad altre destinazioni di punta del Vietnam e a un aeroporto con voli nazionali e internazionali.</p>
<p>Anche se l’economia della città non si basa interamente sul turismo, questo sta diventando sempre più impattante, tanto da avere un peso rilevante sui consumi a Da Nang.</p>
<h3><strong>Gli eventi come parte della strategia di crescita</strong></h3>
<p><strong>Da Nang conta numerosi eventi tutto l’anno</strong>, in grado di richiamare visitatori in città non solo nei mesi di punta ma anche in periodi che, tradizionalmente, dovrebbero essere di bassa stagione.</p>
<p><strong>Gli eventi sono parte integrante della strategia di crescita della città</strong>. Iniziative come il <strong><em>DIFF – Da Nang International Fireworks Festival</em></strong> (indicativamente dal 30 maggio all’11 luglio) o il <strong><em>DANAFF IV – Da Nang Asian Film Festival</em></strong>, che contribuisce a rafforzare l’immagine di Da Nang come città culturale e creativa, sono solo due esempi di come gli eventi siano un tassello cruciale del puzzle di crescita di Da Nang.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61706 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2788086617X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>L’aumento degli investimenti</strong></h3>
<p>Questo scatto in avanti di Da Nang non si limita soltanto al settore del turismo ma abbraccia anche quello degli investimenti. <strong>Gli investimenti domestici registrati tra il 21 gennaio e il 20 febbraio 2026 da <em>Invest Vietnam</em> sono pari a 28.814 miliardi VND </strong>(circa1 milione di euro).</p>
<p>Il capitale domestico registrato nel periodo 21 gennaio -20 febbraio è stato 12 volte quello dello stesso periodo del 2025.</p>
<p>La città sta investendo contemporaneamente su spiagge ed eventi ma anche nello <strong>sviluppo di una stretegia industriale </strong>che include iniziative come i parchi industriali. Questi sono aree pianificate e attrazzate per ospitare imprese e attività produttive.</p>
<h3><strong>Il modello di crescita di Da Nang</strong></h3>
<p>Da Nang non si presenta come una semplice città vietnamita. Al contrario, <strong>il suo brand internazionale sta crescendo sempre di più</strong>.</p>
<p><strong>AFAR l’ha inclusa tra le 24 destinazioni più interessanti del mondo per il 2026</strong> e Da Nang continua a richiamare visitatori, espatriati e investitori grazie a un insieme unico di <strong>cultura, servizi moderni, spiagge, natura, opportunità d’investimento</strong> e una tendenza generale a portare avanti una trasformazione che si muove su diversi binari allo stesso tempo, fra cui quello turistico e industriale.</p>
<p>Da Nang vorrebbe <strong>passare dal turismo di massa a quello di valore</strong>, facendo sì che sempre più visitatori si fermino più a lungo in città e richiamando soprattutto chi sceglie viaggi di lusso.</p>
<p>Nonostante alcune sfide, quindi, <strong>Da Nang ha già numerose carte in regole per diventare una delle grandi destinazioni asiatiche.</strong></p>
<p>La forte crescita che stiamo vedendo nel 2026 traina <strong>un’offerta multisfaccettata</strong> basata su vacanze balneari, comfort, costi relativamente bassi se paragonati all’Occidente, investimento, eventi e una connettività sempre maggiore che rende facile arrivare a Da Nang da numerose città asiatiche.</p>
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<h3><strong>Da Nang diventerà davvero una delle destinazioni top dell’Asia?</strong></h3>
<p>Da Nang si trova a <strong>competere con città che già sono simbolo dell’Asia</strong>, come Bangkok o Singapore, e ora deve riuscire a costruire<strong> un’identità personale sempre più riconoscibile</strong>. Da Nang ne è consapevole perché già adesso non si sta limitando a puntare sulla vita balneare ma sta affiancando al turismo tradizionale altre strategie per offrire una proposta più ampia.</p>
<p><strong>Da Nang è già entrata nel radar delle grandi destinazioni asiatiche</strong>. Questo non significa che lo sia già ma l’inserimento nella sezione 2026 di AFAR contribuisce a confermare che Da Nang è tutt’altro che una città invisibile nel panorama globale.</p>
<p>La sfida di Da Nang è <strong>mantenere la crescita senza perdere ciò che la contraddistingue</strong>. Se vincerà questa sfida, la città non sarà più soltanto una delle principali mete del Vietnam ma si ritaglierà <strong>un proprio spazio nella geografia turistica dell’Asia</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/la-crescita-inarrestabile-di-da-nang-vietnam-sara-presto-una-delle-destinazioni-top-dellasia.html">La crescita inarrestabile di Da Nang, Vietnam: sarà presto una delle destinazioni top dell’Asia?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Vivere a Minorca d’inverno: tutto ciò che devi sapere</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/vivere-minorca-inverno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 09:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensionati all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[Rimettersi in gioco]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere a Minorca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Minorca d’inverno: tranquillità e natura Minorca, con le sue splendide spiagge e il mare da sogno, è la destinazione ideale per persone di tutto il mondo che desiderino trascorrere le vacanze estive. D’inverno, però, tutto cambia. Quando gli ultimi turisti tornano a casa, l’isola ritorna ad essere di coloro che ci vivono: un paradiso di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Minorca d’inverno: tranquillità e natura</b></h2>
<p><b>Minorca, </b>con le sue splendide spiagge e il mare da sogno, è la destinazione ideale per persone di tutto il mondo che desiderino trascorrere le vacanze estive.</p>
<p>D’inverno, però, tutto cambia. Quando gli ultimi turisti tornano a casa, l’isola ritorna ad essere di coloro che ci vivono: un <b>paradiso di calma e tranquillità</b>.</p>
<p>Il clima mite, e le numerose giornate di sole, anche d’inverno, rendono <b>Minorca il luogo perfetto per vivere a contatto con la natura.</b></p>
<p>Vuoi sapere <b>come si vive a Minorca d’inverno? </b>Continua a leggere e te lo spieghiamo</p>
<h2><b>Come si vive a Minorca d’inverno? Te lo spieghiamo</b></h2>
<p><b>Minorca d’inverno </b>è un’isola affascinante. Quando i negozi e locali delle urbanizzazioni chiudono (solitamente verso il 31 ottobre), la vita si concentra nei paesi e città dell’isola.</p>
<p>Qui, i negozi e ristoranti locali rimangono aperti e ti daranno l’opportunità di mescolarti con i minorchini e vivere da vicino il loro “<i>poc a poc”.</i></p>
<p>D’inverno Minorca rallenta e permette, a coloro che ci abitano, di <b>vivere una vita più rilassata</b>, lontana dallo stress delle grandi città.</p>
<p>Tuttavia, bisogna tener presente che l’attività economica principale dell&#8217;isola rimane il turismo che offre la possibilità a <b>coloro che desiderano </b><a href="https://www.voglioviverecosi.com/trasferirsi-a-vivere-a-minorca"><b>trasferirsi a Minorca</b></a>, di intraprendere attività lavorative. D’inverno, invece, queste attività rimangono ferme e trovare un lavoro fisso tutto l’anno è molto più difficile.</p>
<p>Per questo motivo, <b>Minorca è la destinazione perfetta per </b><a href="https://www.voglioviverecosi.com/andare-in-pensione-a-minorca.html"><b>vivere da pensionato</b></a><b>, sei un </b><a href="https://www.voglioviverecosi.com/minorca-paradiso-nomadi-digitali.html"><b>nomade digitale</b></a><b> o se hai la possibilità di lavorare in </b><i><b>smart working. </b></i></p>
<p>Se questo è il tuo caso, ti consigliamo di contattare con <a href="https://www.menorcatravelhelper.com"><b>Menorca Travel Helper</b></a><b>, </b>il suo team ti aiuterà a trovare un appartamento in affitto (almeno per i primi mesi), una macchina a noleggio e ti saprà dare consigli che ti aiuteranno ad ambientarti in questa tua nuova vita. Inoltre, con il <b>codice MTH, </b>potrai ottenere sconti diretti su alloggi e noleggio auto.</p>
<h2><b>Pro e contro di vivere a Minorca</b></h2>
<p>Ovviamente, come in tutte le cose, vivere a Minorca non è sempre perfetto e, di certo, <b>non è un’isola adatta a tutti. </b></p>
<p>Per aiutarti a capire se <b>mollare tutto e andare a vivere a Minorca </b>fa per te, vediamo da vicino i <b>pro e contro:</b></p>
<h3><b>Vantaggi di vivere a Minorca d’inverno</b></h3>
<ul>
<li><b>Calma e tranquillità</b>: come abbiamo già accennato, d’inverno l’isola torna ai suoi ritmi lenti, spariscono il traffico sulle strade e i parcheggi pieni e il ritmo è decisamente più <i>slow </i>rispetto a quello dei mesi estivi.</li>
<li><b>Natura incontaminata e ottimo clima: </b>anche se l’umidità, caratteristica per altro, di tutte le isole, e il vento di Tramontana possono risultare fastidiosi a coloro che non sono abituati, il clima di Minorca è ottimo anche d’inverno. Ciò permette di godere della sua bellissima natura, del Camí de Cavalls e delle spiagge non affollate.</li>
<li><b>Costi più moderati: </b>d’inverno il costo della vita a Minorca si abbassa considerevolmente rispetto ai prezzi che si possono trovare d’estate.</li>
<li><b>Alta qualità di vita: </b>a Minorca si vive bene e se stai cercando un posto tranquillo e sicuro, sarà senz’altro l’isola adatta a te.</li>
</ul>
<h3><b>Svantaggi di vivere a Minorca d’inverno</b></h3>
<ul>
<li><b>Poca attività: </b>Minorca è un’isola piccola e per coloro che sono abituati alle grandi città, può sembrare un po’ noiosa, poiché le attività culturali e opzioni di svago, pur essendoci, sono molto ridotte rispetto a quelle dei mesi estivi.</li>
<li><b>Connessioni ridotte con l’Italia e trasporti scarsi all’interno dell’isola: </b>d’inverno non troverai voli diretti con l’Italia, ma dovrai fare scalo a Barcellona. Anche le rotte marittime si riducono considerevolmente. Inoltre, anche i trasporti pubblici all’interno dell’isola diventano scarsi, essendo imprescindibile disporre di una macchina.</li>
<li><b>Case non adatte ai mesi invernali: </b>gli appartamenti e case delle urbanizzazioni non sono, di solito, preparate per i mesi invernali, risultando umide e fredde.</li>
</ul>
<h2><b>Quando costa vivere a Minorca</b></h2>
<p><b>Minorca, </b>durante l’estate, non è un’isola di certo economica. I prezzi di hotel, appartamenti e noleggio auto, soprattutto durante i mesi di luglio e agosto possono essere elevati.</p>
<p>D’inverno, invece, i<b> costi si riducono</b> e diventano decisamente più bassi rispetto a quelli di alcune città italiane o del nord Europa.</p>
<p><b>Vivere a Minorca tutto l’anno, per un lungo periodo</b> o semplicemente per una visita fuori stagione ha un <b>rapporto qualità/prezzo molto migliore</b> rispetto a farlo durante i mesi estivi.</p>
<p>Come abbiamo già accennato, vivere a Minorca d’inverno non è da tutti, ma se pensi che possa fare al caso tuo, siamo sicuri che l’isola saprà offrirti il meglio di se stessa.</p>
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		<title>Comprare casa in Grecia: quali documenti servono e come fare passo passo</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-grecia-quali-documenti-servono-e-come-fare-passo-passo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maricla Pannocchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani nel Mondo: Guide Pratiche e Interviste agli Italiani all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comprare casa in Grecia: quali documenti servono e come fare passo passo La Grecia è una delle destinazioni preferite dagli italiani che stanno pensando di comprare casa all’estero, che sia per affittarla ai turisti, passarci qualche mese o andarci a vivere stabilmente. Fra i motivi che spingono molti italiani ad acquistare un immobile in Grecia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-grecia-quali-documenti-servono-e-come-fare-passo-passo.html">Comprare casa in Grecia: quali documenti servono e come fare passo passo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Comprare casa in Grecia: quali documenti servono e come fare passo passo</strong></h2>
<p>La Grecia è <strong>una delle destinazioni preferite dagli italiani</strong> che stanno pensando di comprare casa all’estero, che sia per affittarla ai turisti, passarci qualche mese o andarci a vivere stabilmente.</p>
<p>Fra i motivi che spingono molti italiani ad acquistare un immobile in Grecia ci sono lo stile di vita rilassato, <strong>una cultura simile a quella del Bel Paese</strong>, la vicinanza geografica all’Italia, i prezzi al metro quadrato che sono competitivi, <strong>l’alta rendita degli affitti ai turisti</strong> e il costo della vita ridotto rispetto all’Italia.</p>
<p>Se anche tu stai prendendo in considerazione la possibilità di comprare casa in Grecia, che sia per uso personale o per affittarla a terzi, in questo articolo andiamo a vedere i <strong>punti salienti del percorso che può portarti fin lì.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61698 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-1980x1322.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-1536x1025.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-2048x1367.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2355681423X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>È necessario trasferirsi in Grecia per comprare casa lì?</strong></h3>
<p>No. <strong>Un italiano può comprare casa in Grecia e continuare a vivere stabilmente in Italia. </strong></p>
<p>In quanto cittadini dell’Unione Europea, gli italiani hanno <strong>gli stessi diritti dei greci in materia di acquisto e vendita di immobili</strong>. C’è da tenere a mente che l’acquisto di un immobile comporta <strong>adempimenti fiscali greci</strong>.</p>
<p>In breve, quindi, è possibile possedere una casa in Grecia anche senza trasferirsi nel Paese e procedere all’acquisto senza necessità di un visto o di un permesso di soggiorno.</p>
<h3><strong>Cosa serve prima di procedere con l’acquisto</strong></h3>
<p>Ecco i principali documenti che dovrai avere prima d’iniziare il processo di acquisto dell’immobile:</p>
<ul>
<li>L’<strong>AFM</strong>, ovvero il numero di identificazione fiscale greco;</li>
<li><strong>La dichiarazione dell&#8217;imposta di trasferimento</strong> (con la dovuta imposta pagata);</li>
</ul>
<p>Dopo aver ottenuto l’AFM e aver scelto la casa, è cruciale <strong>controllare la documentazione relativa all’immobile.</strong> Tra gli aspetti da guardare con attenzione ci sono:</p>
<ul>
<li>Il titolo di proprietà;</li>
<li>I dati catastali;</li>
<li>Eventuali ipoteche, pignoramenti o altri vincoli;</li>
<li>Regolarità urbanistica ed edilizia;</li>
<li>Superficie e caratteristiche;</li>
<li>E9 del proprietario;</li>
<li>Situazione fiscale dell’immobile.</li>
</ul>
<p>Il nostro consiglio è quello di <strong>affidarsi a un professionista locale</strong> che possa aiutarti a verificare la situazione dell’immobile che vorresti acquistare e che possa seguirti durante tutto il percorso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61699 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-640x426.jpg" alt="" width="640" height="426" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-640x426.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-1980x1318.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-1536x1022.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-2048x1363.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2505882781X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Quanto costa comprare casa in Grecia?</strong></h3>
<p>Naturalmente, non c’è una risposta universale perché <strong>la cifra cambia in base a molti fattori</strong>. Tuttavia, è importante tenere di conto che non dovrai soltanto pagare la quota necessaria all’acquisto dell’immobile ma <strong>dovrai anche considerare:</strong></p>
<ul>
<li>L’imposta di trasferimento (a carico dell’acquirente);</li>
<li>Notaio;</li>
<li>Registrazione dell’atto;</li>
<li>Eventuale assistenza legale;</li>
<li>Eventuali verifiche tecniche;</li>
<li>Eventuali costi bancari;</li>
<li>Eventuale agenzia immobiliare.</li>
</ul>
<p>Chi acquista una <strong>prima casa in Grecia</strong> ha diritto a <strong>un’agevolazione</strong> purché soddisfi i requisiti richiesti.</p>
<h3><strong>Dove comprare casa in Grecia</strong></h3>
<p>Ci sono delle città e isole fra le preferite degli italiani quando si tratta di acquistare casa in Grecia. Queste sono:</p>
<ul>
<li><strong>Atene:</strong> la capitale è spesso scelta per gli alti rendimenti delle locazioni (anche se ci sono limiti in merito e li vedremo tra poco), il potenziale di rivendere la casa dopo qualche anno dall’acquisto e guadagnarci bene nonché i grandi progetti di riqualificazione urbana. Se hai intenzione di avviare un Airbnb in città, sappi che è vietata la prima registrazione di immobili nel Registro delle Locazioni Brevi fino al 31 dicembre 2026 per il 1°, 2° e 3° distretto municipale di Atene.</li>
<li><strong>Creta:</strong> considerata sufficientemente viva tutto l’anno per trascorrervi qualche mese quando in Italia fa freddo ma anche abbastanza forte dal punto di vista turistico nei mesi estivi, Creta offre un buon rapporto qualità-prezzo e valide infrastrutture.</li>
<li><strong>Isole Ionie:</strong> le preferite dagli italiani sono Corfù, Cefalonia, Zante e Leucade. Tutte queste destinazioni, pur essendo diverse l’una dall’altra, offrono una buona logistica e uno stile di vita simile a quello italiano.</li>
<li><strong>Cicladi:</strong> Mykonos, Santorini, Paros, Naxos e Milos sono scelte dagli italiani perché offrono prestigio e un’altissima rendita finanziaria legata al turismo di lusso.</li>
<li><strong>Peloponneso:</strong> qui i costi possono essere più bassi rispetto a quelli nelle zone più gettonate della Grecia. Il Peloponneso offre la possibilità di uno stile di vita più autentico con grandi spazi verdi e una cultura unica.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61700 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-640x427.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-1980x1320.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-1536x1024.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-2048x1365.jpg 2048w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2638210095X-267x178.jpg 267w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>Comprare casa per affittarla</strong></h3>
<p>Se hai intenzione di acquistare un immobile in Grecia per <strong>affittarlo a terzi</strong> è importante fare una distinazione fra:</p>
<ul>
<li>Affitto a lungo termine per motivi residenziali;</li>
<li>Affitto turistico.</li>
</ul>
<p>Nel primo caso, i canoni costituiscono reddito da immobili e sono <strong>soggetti alla relativa tassazione greca</strong>. Nel secondo caso, invece, è necessario registrare l’immobile nello <strong><em>Short-Term Stay Property Registry</em></strong> dell&#8217;AADE, entro i termini previsti.</p>
<p>Ci sono anche <strong>obblighi fiscali da sostenere</strong> e per questi è opportuno consultare un professionista che possa valutare la tua situazione personale.</p>
<h3><strong>Comprare casa per viverci</strong></h3>
<p>Se, invece, vuoi acquistare un immobile in Grecia per viverci, è necessario distinguere tra due situazioni:</p>
<ul>
<li>Soggiornare in Grecia per un <strong>periodo massimo di tre mesi</strong>;</li>
<li>Trasferirsi in Grecia per <strong>più di tre mesi/stabilmente.</strong></li>
</ul>
<p>Nel primo scenario, puoi rimanere in Grecia senza dover richiedere alcun visto, perché sei cittadino europeo. Se però hai intenzione di restarci più di tre mesi o di trasferirti definitivamente lì, allora devi <strong>seguire la procedura per i cittadini dell’Unione Europea</strong> che dipende dalla tua situazione personale. Questa include l’eventuale lavoro/attività autonoma, studio o formazione e altre condizioni previste dalla normativa.</p>
<p>È importante sapere che <strong>acquistare casa in Grecia non significa diventare automaticamente residenti lì.</strong> La residenza anagrafica e quella fiscale sono due questioni diverse e non basta vivere stabilmente in Grecia per essere considerato fiscalmente residente nel Paese.</p>
<p>Per <strong>verificare la tua posizione fiscale</strong>, parla con un professionista. Ricordati, infine, che se trasferisci la tua <strong>residenza abituale all’estero per più di 12 mesi</strong>, devi <strong>iscriverti all’AIRE</strong> (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) presentando la domanda entro 90 giorni dalla data del trasferimento.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-61701 aligncenter" src="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2405804473X-640x341.jpg" alt="" width="640" height="341" srcset="https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2405804473X-640x341.jpg 640w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2405804473X-1980x1054.jpg 1980w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2405804473X-1536x818.jpg 1536w, https://www.voglioviverecosi.com/wp-content/uploads/2026/09/shutterstock_2405804473X-2048x1090.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3><strong>A chi è consigliato l’acquisto di una casa in Grecia</strong></h3>
<p>Naturalmente, in linea di massima <strong>qualunque cittadino italiano può comprare casa in Grecia</strong> sia per uso abitativo sia per affittarla a terzi. Andiamo a vedere, però, l’identikit delle varie categorie per cui questa opzione è particolarmente consigliata:</p>
<ul>
<li><strong>Pensionati.</strong> Se magari vivi in una grande città e cerchi uno stile di vita più lento, in un’isola o località a poca distanza dall’Italia, la Grecia può fare al caso tuo. Se ci rimani per più di tre mesi, devi dimostrare di avere sufficienti risorse economiche e una copertura sanitaria completa;</li>
<li><strong>Chi vuole trasferirsi realmente in Grecia.</strong> Magari hai trovato lavoro nel Paese, vuoi spostarti lì perché il tuo partner è greco o vuoi semplicemente ricominciare da zero all’estero senza allontanarti troppo dall’Italia. In questo caso, l’acquisto di un immobile ha senso perché ne farai un uso abitativo regolare.</li>
<li><strong>Chi vuole avere una seconda casa da usare per qualche mese l’anno</strong>. Puoi passarci l’estate o i mesi che in Italia sono freddi. Ricorda di metterti in regola nel caso in cui tu rimanga nel Paese per più di tre mesi.</li>
<li><strong>Chi ha un progetto di lungo periodo</strong>. Se pianifichi di trasferirti stabilmente in Grecia in futuro, magari una volta raggiunta la pensione, puoi volerti muovere in anticipo, comprando prima la casa.</li>
<li><strong>Chi vuole acquistare un immobile da mettere a reddito</strong>, anche se in questo caso, come abbiamo visto, è necessario tenere di conto di alcune limitazioni e delle normative vigenti.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/comprare-casa-in-grecia-quali-documenti-servono-e-come-fare-passo-passo.html">Comprare casa in Grecia: quali documenti servono e come fare passo passo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>La Spagna al centro del turismo: a Roma nasce un nuovo spazio per gli operatori</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/la-spagna-al-centro-del-turismo-a-roma-nasce-un-nuovo-spazio-per-gli-operatori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 10:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Spagna al centro del turismo Un nuovo punto di incontro nel cuore di Roma per promuovere la Spagna, presentare nuove proposte turistiche e creare occasioni di confronto con il mercato italiano. A Piazza di Spagna nasce il Centro Multimediale Spagnolo, uno spazio gratuito e dedicato agli operatori del turismo che desiderano presentare destinazioni, itinerari, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/la-spagna-al-centro-del-turismo-a-roma-nasce-un-nuovo-spazio-per-gli-operatori.html">La Spagna al centro del turismo: a Roma nasce un nuovo spazio per gli operatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>La Spagna al centro del turismo</strong></h2>
<p>Un nuovo punto di incontro nel cuore di Roma per promuovere la Spagna, presentare nuove proposte turistiche e creare occasioni di confronto con il mercato italiano.</p>
<p>A <strong>Piazza di Spagna</strong> nasce il <a href="https://www.cmispagna.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Centro Multimediale Spagnolo</strong></a>, uno spazio gratuito e dedicato agli operatori del turismo che desiderano presentare destinazioni, itinerari, novità e prodotti legati alla Spagna.</p>
<p>Il centro apre i propri spazi a <strong>Tour Operator, compagnie di navigazione, operatori del settore crocieristico, destinazioni, società di trasporto e altre realtà turistiche</strong>, offrendo la possibilità di organizzare incontri, presentazioni ed eventi rivolti al trade italiano.</p>
<p>Tra i contenuti che potranno essere presentati figurano <strong>nuovi itinerari e circuiti in Spagna, collegamenti e nuove rotte, destinazioni e territori da riscoprire, crociere e proposte via mare, esperienze e prodotti tematici</strong>, oltre alle novità di programmazione.</p>
<p>Gli appuntamenti confluiranno in un <strong>calendario mensile dedicato alla <a href="https://www.tierra.it/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a></strong>, creando un programma continuativo di presentazioni e occasioni di incontro con il mercato turistico italiano.</p>
<p>Un nuovo spazio professionale e multimediale pensato quindi per dare visibilità alle proposte dedicate alla Spagna e favorire il dialogo diretto tra gli operatori e il mondo del turismo italiano.</p>
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		<title>Perché il cambio dell&#8217;olio costa di più nel 2026 &#8211; cosa sta succedendo ai prezzi in Europa</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/perche-il-cambio-dellolio-costa-di-piu-nel-2026-cosa-sta-succedendo-ai-prezzi-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché il cambio dell&#8217;olio costa di più nel 2026 Chiunque possieda un&#8217;auto lo ha notato, eseguire un semplice cambio dell&#8217;olio è diventato nettamente più costoso rispetto all&#8217;anno scorso. Non si tratta di una semplice percezione guidata dall&#8217;inflazione generale, ma del risultato diretto delle forti tensioni geopolitiche e delle interruzioni nella catena di approvvigionamento globale verificatesi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Perché il cambio dell&#8217;olio costa di più nel 2026</strong></h2>
<p>Chiunque possieda un&#8217;auto lo ha notato, eseguire un semplice cambio dell&#8217;olio è diventato nettamente più costoso rispetto all&#8217;anno scorso. Non si tratta di una semplice percezione guidata dall&#8217;inflazione generale, ma del risultato diretto delle forti tensioni geopolitiche e delle interruzioni nella catena di approvvigionamento globale verificatesi nella prima metà del 2026.</p>
<p>I dati raccolti dal centro analisi <a href="https://autodoc.group/en/blog/autodoc-insights/crude-realities-why-your-oil-change-costs-more-this-year/"><b>AUTODOC Insights</b></a> su 27 mercati europei mostrano come il blocco delle rotte marittime nel Golfo Persico abbia generato un effetto a catena arrivato fino alle officine e ai ricambisti locali, seppur con impatti diversi da paese a paese.</p>
<h2><b>Quanto sono aumentati i prezzi dell&#8217;olio motore in Europa nel 2026 </b></h2>
<p>Mentre nei primi mesi dell&#8217;anno i produttori e i distributori hanno tentato di assorbire i costi logistici extra, con il prolungarsi delle criticità le tariffe al dettaglio sono aumentate in quasi tutti i paesi europei.</p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Regno Unito (+18,3%):</b> L&#8217;aumento più drastico. La forte dipendenza dai prezzi del mercato <i>spot</i> ha lasciato i fornitori privi di barriere protettive.</li>
<li aria-level="1"><b>Germania (+11,4%):</b> Un incremento sostenuto, guidato dalla forte domanda interna di oli lubrificanti sintetici e <i>premium</i>, le cui filiere ad alta specializzazione non offrivano margini di assorbimento.</li>
<li aria-level="1"><b>Spagna (+6,8%) e Italia (+6,5%):</b> Dopo un&#8217;iniziale fase di stabilità, la scadenza dei contratti a lungo termine e i rincari dei trasporti marittimi hanno portato a ritocchi graduali ma costanti.</li>
<li aria-level="1"><b>Svezia (+2,5%) e Francia (+1,8%):</b> I mercati più stabili. La Francia ha contenuto i prezzi grazie all&#8217;impiego delle riserve strategiche statali e a contratti pluriennali, mentre la Svezia ha beneficiato di reti di fornitura locali scandinave molto solide.</li>
</ul>
<h2><b>Perché il prezzo del greggio influisce sul costo dell&#8217;olio motore </b></h2>
<p>Per comprendere l&#8217;origine dei rincari occorre guardare a due fattori principali: il contesto geopolitico e la composizione tecnica dei lubrificanti moderni.</p>
<h3><b>1. Il blocco dello Stretto di Hormuz</b></h3>
<p>La crisi nel Golfo Persico ha portato alla chiusura diplomatica e militare dello Stretto di Hormuz, snodo da cui prima del conflitto transitava circa il 25% del petrolio e il 20% del gas naturale liquefatto mondiali. La drastica riduzione del traffico navale ha spinto la quotazione del <b>Brent Crude</b> oltre i 100-120 dollari al barile nel periodo di massimo picco (marzo-aprile 2026), innescando un&#8217;ondata di acquisti speculativi e carenze nelle raffinerie europee.</p>
<h3><b>2. La dipendenza chimica degli oli sintetici</b></h3>
<p>Oltre il 52% del mercato europeo dei lubrificanti è composto da oli sintetici, fondamentali per rispettare le rigide normative sulle emissioni e garantire le prestazioni dei motori di ultima generazione. Puoi verificare le specifiche e scoprire <b><a href="https://www.auto-doc.it/olio-motore" target="_blank" rel="noopener">come scegliere l’olio motore adatto alla tua auto</a></b> in base ai requisiti del costruttore. Nonostante siano prodotti chimicamente ingegnerizzati a livello molecolare, le loro basi lubrificanti e gli additivi derivano direttamente dal processo di raffinazione del greggio. L’aumento della materia prima e dell’energia necessaria per la lavorazione si riflette quindi direttamente sul costo finale della confezione d’olio.</p>
<h2><b>Psicologia di mercato e ripercussioni a lungo termine</b></h2>
<p>L&#8217;analisi evidenzia un fenomeno interessante: mentre la quotazione del Brent ha iniziato a stabilizzarsi verso maggio e giugno 2026 grazie all&#8217;apertura di rotte alternative attorno all&#8217;Africa, i prezzi al dettaglio dell&#8217;olio motore non sono scesi di pari passo.</p>
<p>In molti Paesi – tra cui Regno Unito, Germania e Italia – i fornitori hanno incorporato fin da subito un &#8220;premio di rischio&#8221; nei prezzi di vendita per proteggere i propri margini prima ancora che si verificasse un&#8217;effettiva scarsità fisica di prodotto.</p>
<h3><b>Verso una &#8220;nuova normalità&#8221; nei prezzi</b></h3>
<p>Come sottolineato dagli esperti di AUTODOC, dopo la fase di picco emotivo e la riorganizzazione della logistica su scala globale, il mercato sta lentamente convergendo verso una fase di assestamento. Tuttavia, difficilmente si tornerà ai livelli di costo precedenti al 2026: il settore dell&#8217;automotive e dei ricambi auto dovrà adattarsi a un nuovo punto di equilibrio strutturalmente più alto per le materie prime e la distribuzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/perche-il-cambio-dellolio-costa-di-piu-nel-2026-cosa-sta-succedendo-ai-prezzi-in-europa.html">Perché il cambio dell&#8217;olio costa di più nel 2026 &#8211; cosa sta succedendo ai prezzi in Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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		<title>Trasferirsi a New York: Guida Pratica per Cambiare Vita tra Lavoro, Studio e Cultura</title>
		<link>https://www.voglioviverecosi.com/trasferirsi-a-new-york-guida-pratica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Castagna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 12:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tracking: Curiosità dal Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasferirsi a New York: Guida Pratica per Cambiare Vita New York svetta tra le destinazioni più ambite da professionisti, studenti e imprenditori europei. La città offre un mercato del lavoro dinamico e un sistema accademico estremamente ricettivo nei confronti dei talenti internazionali. Tuttavia, affrontare un trasferimento sulla costa orientale degli Stati Uniti richiede un metodo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/trasferirsi-a-new-york-guida-pratica.html">Trasferirsi a New York: Guida Pratica per Cambiare Vita tra Lavoro, Studio e Cultura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Trasferirsi a New York: Guida Pratica per Cambiare Vita</b></h2>
<p>New York svetta tra le destinazioni più ambite da professionisti, studenti e imprenditori europei. La città offre un mercato del lavoro dinamico e un sistema accademico estremamente ricettivo nei confronti dei talenti internazionali. Tuttavia, affrontare un trasferimento sulla costa orientale degli Stati Uniti richiede un metodo organizzativo rigoroso per non farsi travolgere dalle complessità burocratiche e dai ritmi frenetici locali. Abitare nella Grande Mela significa destreggiarsi quotidianamente tra la richiesta dei visti corretti, la ricerca di un impiego e l&#8217;inserimento nel tessuto sociale. Sebbene le barriere d&#8217;ingresso iniziali siano elevate, un adattamento progressivo rappresenta il primo passo concreto per integrarsi stabilmente nel sistema lavorativo e culturale americano.</p>
<h2><b>Costruire una Carriera e Formarsi all&#8217;Estero</b></h2>
<p>Il successo di un trasferimento oltreoceano dipende in larga misura dalla capacità di posizionarsi su un mercato altamente competitivo. Spesso, la porta d&#8217;accesso più naturale per i nuovi arrivati è la formazione. Scegliere di frequentare un master o un periodo di ricerca in un&#8217;università newyorkese fornisce competenze tecniche aggiornate e aiuta a costruire un network locale essenziale. Un ambiente accademico internazionale insegna a collaborare in contesti multiculturali, sviluppando quella flessibilità organizzativa che le aziende valutano positivamente durante i colloqui di selezione per posizioni di rilievo.</p>
<p>Se l&#8217;obiettivo è inserirsi direttamente nel tessuto aziendale, la preparazione deve iniziare prima della partenza. Adattare il curriculum agli standard statunitensi e consolidare la propria presenza digitale sono passaggi fondamentali. Sfruttare le reti professionali per monitorare costantemente le dinamiche di assunzione e creare contatti in anticipo permette di arrivare in città con basi solide e un profilo interessante per i selezionatori. Le competenze maturate in altri contesti globali mantengono un alto valore, a patto di sapersi presentare con chiarezza ai datori di lavoro locali, abituati a vagliare rapidamente i candidati in un bacino vastissimo di professionisti.</p>
<h2><b>Il Lifestyle Urbano: Dallo Spettacolo all&#8217;Integrazione</b></h2>
<p>Vivere a lungo in un&#8217;altra nazione va oltre la semplice gestione dell&#8217;attività professionale: la stabilità si raggiunge attraverso l&#8217;integrazione nel contesto urbano e nelle abitudini locali. New York si distingue per un&#8217;offerta culturale continua che affascina i residenti tanto quanto i nuovi arrivati. La partecipazione all&#8217;intensa programmazione artistica fa parte della quotidianità cittadina e facilita l&#8217;incontro tra persone diverse. Gli spettacoli in scena nel distretto teatrale, comodamente <a href="https://www.hellotickets.it/usa/new-york/teatro/spettacoli-broadway">prenotabili tramite Hellotickets</a>, permettono di organizzare il tempo libero con largo anticipo. Inserire queste esperienze nella propria routine settimanale aiuta ad abituarsi al ritmo della città, stimolando la creazione di reti di amicizie e contatti trasversali.</p>
<p>La scena artistica locale funziona anche come uno dei principali motori del sistema metropolitano. I poli teatrali alimentano una rete economica estesa che coinvolge direttamente i trasporti pubblici, l&#8217;ospitalità e la ristorazione limitrofa. L&#8217;enorme filiera innescata dallo spettacolo dal vivo garantisce un costante <a href="https://cupola.gettysburg.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2228&amp;context=student_scholarship">sostegno all&#8217;economia della metropoli</a>, rafforzando lo sviluppo a lungo termine di decine di quartieri. Durante la stagione 2018-2019, l&#8217;industria di Broadway ha contribuito con 14,7 miliardi di dollari all&#8217;economia di New York City, sostenendo oltre 96.000 posti di lavoro. Comprendere il peso reale di questi settori permette di decodificare l&#8217;intero ingranaggio di New York, dove lo spessore culturale e le ricadute finanziarie restano strettamente interconnessi.</p>
<h2><b>Investire e Aprire un&#8217;Attività nella Grande Mela</b></h2>
<p>Per chi sceglie di trasferirsi per sviluppare un percorso imprenditoriale, l&#8217;impianto delle normative statali richiede un&#8217;analisi puntuale. Aprire formalmente una società negli Stati Uniti comporta la scelta della struttura legale più idonea al proprio settore e l&#8217;ottenimento di un codice di identificazione fiscale univoco. Questo attestato, l&#8217;Employer Identification Number, viene concesso regolarmente dall&#8217;Internal Revenue Service. In genere, le stime di spesa per le procedure burocratiche iniziali e per l&#8217;assistenza legale necessaria all&#8217;apertura ufficiale di un&#8217;entità aziendale si aggirano attorno ai duemila dollari statunitensi.</p>
<p>Le politiche migratorie includono percorsi specifici strutturati appositamente per chi desidera <a href="https://www.voglioviverecosi.com/investire-negli-usa.html">avviare un&#8217;attività negli USA</a> partendo dall&#8217;estero. Il visto di tipologia E2, ad esempio, è riservato agli investitori interessati a rilevare un&#8217;azienda esistente o a fondarne una nuova; in fase consolare è richiesto un business plan dettagliato in grado di dimostrare la capacità dell&#8217;impresa di autosostenersi finanziariamente. Un&#8217;altra opzione è costituita dal visto EB5, destinato ai capitali immessi per generare un volume elevato di nuovi posti di lavoro a tempo pieno, aprendo parallelamente la strada a un permesso di soggiorno permanente. Strutturare correttamente la richiesta assicura la conformità statale ed evita rallentamenti legali all&#8217;avvio commerciale dell&#8217;attività.</p>
<h2><b>Remote Work e Flessibilità per i Nomadi Digitali</b></h2>
<p>Una porzione consistente di professionisti trasferiti nella metropoli tende a organizzare la propria attività slegandola dalla postazione d&#8217;ufficio tradizionale. La diffusione del lavoro a distanza offre l&#8217;opportunità di gestire collaborazioni con aziende europee o internazionali direttamente dai vari distretti della città. Questo assetto operativo garantisce flessibilità negli orari e permette di vivere appieno il contesto cittadino durante i momenti di pausa, equilibrando le esigenze di rendimento con il desiderio di esplorazione quotidiana.</p>
<p>Le infrastrutture cittadine accolgono attivamente i professionisti da remoto con un&#8217;ampia rete di hub di coworking, aule studio attrezzate e spazi polivalenti adatti a chi opera nel comparto digitale o creativo. Abbandonare il vincolo assoluto all&#8217;ufficio classico permette ai singoli individui di seguire i propri ritmi di concentrazione riducendo le distrazioni. Scegliere processi di telelavoro favorisce frequentemente <a href="https://lpsonline.sas.upenn.edu/features/rise-remote-work-challenges-and-opportunities-businesses">significativi aumenti di produttività</a>, eliminando il pendolarismo obbligatorio e riducendo lo stress legato ai picchi di traffico urbano, a tutto vantaggio delle prestazioni e del benessere personale.</p>
<p>Che si decida di investire in un percorso accademico, di fondare una nuova azienda o di operare interamente a distanza, l&#8217;insediamento a New York richiede progettualità e metodo. Le difficoltà logistiche legate alla regolarizzazione dei permessi o alla comprensione delle pratiche fiscali e abitative si ridimensionano con un approccio pragmatico alle regole in vigore. Mantenere l&#8217;equilibrio professionale e coltivare i rapporti umani nel nuovo contesto rimangono i passaggi fondamentali per integrarsi davvero e operare con successo in uno dei centri economici più dinamici del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.voglioviverecosi.com/trasferirsi-a-new-york-guida-pratica.html">Trasferirsi a New York: Guida Pratica per Cambiare Vita tra Lavoro, Studio e Cultura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.voglioviverecosi.com">Voglio Vivere Così Magazine </a>.</p>
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