Vivere in Galizia: la Spagna che non vi aspettate
Alessandra che, dopo aver vissuto con marito e figli a Valencia, ha deciso di trasferirsi in Galizia, ci fa scoprire una parte della Spagna poco nota, che lei paragona all’Irlanda. “La Galizia è conosciuta per gli ottimi frutti di mare e la definirei un confronto tra l’Uomo e la natura, quella Spagna nascosta, un po’ irlandese, dove in strada è possibile incontrare i suonatori di cornamuse e dove i fiordi (rias) lungo la costa lasciano tutti senza fiato. Lontana dall’idea di Spagna con i balli di flamenco, la paella sul fuoco e il suono delle nacchere, lontana dalle grandi città come Madrid e Barcellona, la Galizia resta ancora una terra sconosciuta e misteriosa” dice Alessandra.
Si occupa, insieme al marito, di logistica e spedizioni di vino per una famosa multinazionale, prima dall’Italia e ora anche dal Portogallo e dalla Spagna, e aggiunge che loro erano soddisfatti anche in Italia, pure dal punto di vista lavorativo, e che si sono trasferiti non per scappare dal Bel Paese ma per ampliare le opportunità professionali in Spagna e in Portogallo.
A chi volesse trasferirsi in Galizia, Alessandra suggerisce di non buttarsi a caso, perché lì l’improvvisazione non premia. “Il costo della vita è aumentato anche qui, tuttavia, è ancora possibile risparmiare” racconta Alessandra che, al momento, ha affittato uno chalet, invece di comprare una casa, perché non esclude di tornare, un giorno, in Toscana o in Grecia, dove lei e la famiglia hanno la seconda residenza.
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Ciao Alessandra, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…
Ciao a tutti! Sono Alessandra, blogger per caso, madre, moglie, viaggiatrice e sognatrice. Sono originaria del Lago Maggiore ma cresciuta nel Valdarno fiorentino, fra un bicchiere di Chianti e una bistecca alla fiorentina… ops… al vino preferisco il succo di frutta! Ah… blogger per caso poiché durante il confinamento Covid-19, per non sprecare il mio tempo, mi sono iscritta ai vari corsi organizzati dal governo spagnolo, tra i quali uno riguardante web design e creazione di siti web. Mi sono appassionata e ho subito approfondito, tanto che alla fine ho creato il mio blog, che consiglio di visitare a chi vuole trasferirsi in Spagna oppure a chi vuole conoscere meglio il Portogallo.
Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?
Dopo un soggiorno di un mese nella città di Valencia, abbiamo valutato il trasferimento in Spagna per poi allargare la nostra attività. Oltre al tema lavoro, siamo stati attirati dal piacevole clima invernale, dalle grandi spiagge e dai bellissimi parchi sparsi per la città.
Ora abiti in Galizia. Dove, precisamente? Come mai hai scelto di trasferirti proprio lì?
Dopo 3 anni passati a Valencia, ci siamo avvicinati al Portogallo, dove ha sede l’azienda di famiglia, scegliendo la Galizia per una questione di lingua. Pontevedra è una città di circa 83.000 abitanti, denominata “modello per tutti” in quanto, oltre 20 anni fa, è stata convertita in città senza auto, con un calo del traffico del 90% e dell’inquinamento del 65%. Da qui passa il cammino portoghese di Santiago di Compostela e Pontevedra è una delle tappe d’obbligo per chi vuole arrivare alla meta. Inoltre Pontevedra è una città tranquilla e, riducendo smog e rumore, è un vero paradiso per pedoni, ciclisti, anziani e famiglie con bambini.
Come descriveresti il posto in cui vivi a chi non c’è mai stato?
La Galizia è conosciuta per gli ottimi frutti di mare e la definirei un confronto tra l’Uomo e la natura, quella Spagna nascosta, un po’ irlandese, dove in strada è possibile incontrare i suonatori di cornamuse e dove i fiordi (rias) lungo la costa lasciano tutti senza fiato. Lontana dall’idea di Spagna con i balli di flamenco, la paella sul fuoco e il suono delle nacchere, lontana dalle grandi città come Madrid e Barcellona, la Galizia resta ancora una terra sconosciuta e misteriosa. La città di Pontevedra in particolare racchiude in sé storia, cultura e stile. Città viva e molto affascinante, si caratterizza per le sue piazze e piazzette piene di pub, bar e ristoranti, dov’è imperdibile una cena a base di mariscos e pescado (frutti di mare e pesce).
Cosa puoi raccontarci delle tradizioni della Galizia?
Qui le tradizioni sono ancora molto vive. Penso alla quemada gallega di fine pasto, specie la notte di San Giovanni, un rito celtico a mio parere un po’ pericoloso. Mi sono un po’ allarmata quando, alla fine dello “spettacolo pirotecnico sul tavolo”, al buio, ho assistito alla recita di alcune frasi in gallego antico per scacciare gli spiriti maligni. Alla fine è andato tutto bene! Nessuno è stato ustionato ed eravamo liberi dalle streghe!
Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?
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Non troppo bene però alla fine alcuni amici e parenti sono venuti a trovarci e sono rimasti affascinati anche loro. Non è facile lasciare tutto da un giorno all’altro ma, se già si è abituati agli spostamenti frequenti, all’inizio sembrerà una vacanza un po’ più lunga.
Come ti sei organizzata prima della partenza?
Prima della partenza abbiamo pensato di lasciare tutto com’era, di affittare la nostra casa e di portare via solo vestiti ed effetti personali. Ci siamo focalizzati sui documenti da fare e, arrivati a Valencia, avevamo già l’appuntamento per il famoso NIE, odiato sì da tutti, ma che è necessario per qualsiasi cosa, anche per ritirare un pacchetto postale. Poi ci siamo mossi per la scuola e, anche in questo caso, niente di più complicato.
Di cosa ti occupi?
Dopo essermi occupata di bellezza e benessere come titolare di un’erboristeria per oltre 20 anni, da molto tempo mi occupo, insieme a mio marito, di logistica e spedizioni di vino prima dall’Italia e ora anche dal Portogallo e dalla Spagna al resto del mondo, lavorando per una famosa multinazionale. In più mi dedico al mio blog, nel quale descrivo tutti gli aspetti di un trasferimento familiare in Spagna e nel quale ci sono anche articoli per aiutare chi, come noi, ha scelto di vivere esperienze all’estero oppure ha provato o si è buttato in una nuova pagina della propria vita. Essendo local o quasi in Portogallo, racconto anche di questa bellissima terra che ultimamente è in forte crescita sia a livello turistico sia dal punto di vista lavorativo.
È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?
Non siamo venuti via dall’Italia né per cercare lavoro in Spagna né perché non amiamo le nostre regioni italiane bensì per allargare il nostro business in altri Paesi quali Portogallo e Spagna. In questa regione i pochi italiani che ci vivono sono rimasti qui dopo un percorso di studi Erasmus, per espandere le loro importanti aziende di ittica o per aprire ristoranti propri. Normalmente nessuno viene in Galizia per improvvisarsi o cercare fortuna, come si può fare in altre zone della Spagna.
Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?
Sì. Qui gli stipendi sembrano più o meno in linea con il costo della vita. In generale, le regioni del nord della Spagna hanno un’economia florida. Sono anche luoghi turistici e di passaggio di pellegrini e si nota dai bar e ristoranti sempre pieni di persone.
Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?
Chi pensa di risparmiare molto in Spagna forse è rimasto fermo a qualche anno fa. Anche qui i prezzi sono aumentati, come dappertutto. Però un po’ di risparmio c’è ancora.
Cibi vari al supermercato: mediamente un po’ meno cari che in Italia.
Assicurazione auto: meno cara che in Italia.
Carburante auto : meno caro che in Italia.
Affitto appartamento: 500/600 Euro per 50/60mq.
Affitto villette e chalet: 1500/2000 Euro per 350 mq.
Affitti estivi sul mare: molto alti!
Tessera sanitaria privata: consigliabile. Il costo varia in base all’età e al pacchetto che si sceglie ma è del tutto ragionevole. Con questa tessera, si possono avere consulenze mediche nel giro di pochi giorni, fare esami senza aspettare mesi e accedere alle urgenze.
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Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?
Dal punto di vista burocratico, bisogna avere i documenti richiesti dal governo spagnolo, ossia il NIE (numero di identità dello straniero, che è il nostro codice fiscale), empadronamiento, ossia il domicilio o la nostra residenza e, infine, la seguridad social, che corrisponde alla nostra tessera sanitaria.
Come ti sei mossa per cercare un alloggio?
Il primo mese lo abbiamo passato in un b&b poco distante dalla città di Pontevedra e, nel frattempo, individuata la zona che ci piaceva, abbiamo fatto il giro delle agenzie fino a trovare la sistemazione adatta alle nostre esigenze. Qui abbiamo trovato molta serietà e disponibilità sia da parte del proprietario del b&b sia da parte delle agenzie. Dico che questa parte della Spagna, come tutto il nord, è molto affidabile e non ti mette a rischio di brutte sorprese.
Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?
La città di Pontevedra, con i suoi 83.000 abitanti, è abbastanza cara e molto richiesta. Trovare un alloggio in affitto attualmente è molto difficile. Spostandosi un po’ fuori, in zone rurali, sicuramente i prezzi scendono ma ovviamente non si ha la comodità di avere tutto a portata di mano. La città di Vigo, anche se è provincia di Pontevedra, ha quasi 300.000 abitanti e ha prezzi più accessibili.
Come sei stata accolta dalla gente del posto?
Direi bene. Per poter entrare a far parte di una nuova comunità, io cerco sempre d’iscrivermi a corsi di lingua, in palestra e di cercare di fare amicizia tramite la scuola, anche se qui tutti i genitori lavorano e non è così facile conoscersi. Devo dire che, appena i locals sanno che sono italiana, mi elencano le città che conoscono e da lì nascono le conversazioni.
Come descriveresti le loro vite?
Lavorano tutti e appena possono amano passare il loro tempo libero facendo sport o seduti all’aperto ai tavolini dei bar a bere, spizzicare (picotear) e chiacchierare con la famiglia o con gli amici. Appena arriva il sole, dopo tanta pioggia, vanno in spiaggia tutti attrezzati, visto che, a quanto ho potuto notare fino a oggi, non esistono gli stabilimenti balneari.
Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?
Inizialmente la difficoltà maggiore è stata la lingua. Poi, pian piano, una parola in più, una frase oggi e una domani, sono riuscita a superare la difficoltà. Imparare una lingua da adulti crea sempre disagio, mentre per i bambini non è così. In poco tempo parlano come i loro compagni madrelingua.
E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?
Essendo abituati a passare lunghi periodi al mare, qui abbiamo trovato la pace e la serenità che offrono questi paesaggi. Le spiagge sono belle, anche se il mare è freddino. Invece a livello lavorativo, siamo molto soddisfatti, ma lo eravamo anche in Italia, anche se so di andare controcorrente.
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C’è una comunità di italiani? Ne fai parte?
La comunità d’italiani è ristretta. Conosco 3 o 4 famiglie, tutti lavorano e sono contenti di vivere qui per la qualità della vita che sicuramente non è stressante, per la bellezza dei paesaggi, l’aria pura e la sicurezza che offrono queste zone.
Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?
Il primo è di portare un ombrello. Nei mesi invernali piove molto e tira vento, anche se non fa mai troppo freddo. Il secondo consiglio è di avere un piano ben preciso. Qui è difficile improvvisarsi o trasferirsi in cerca di fortuna anche perché, all’inizio, gli abitanti locali sono un po’ diffidenti verso gli stranieri ma quando sanno che lavori e non chiedi aiuti alla comunità, ti accolgono bene.
E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?
Consiglio di prendere un’auto a noleggio e visitare tutta la costa. Fra spiagge, insenature, alberi di eucalipto, ristorantini sul mare e meiga de la suerte da comprare come souvenir (streghette scaccia sfortuna), rimarrete incantati e vi chiederete: ma siamo sicuri di essere in Spagna?
Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?
Ho imparato che uscire a fare una camminata sulla spiaggia anche d’inverno, come del resto in tutti i luoghi di mare, mi mette un’energia positiva che non cambierei mai con i grigi palazzoni di alcune città piene di smog e di rumore. Ho appreso che la natura rigogliosa, le foreste di eucalipto che arrivano fino al mare e le solitarie spiagge bianche con alte scogliere mozzafiato, ti regalano momenti unici e indefinibili. Descriverei la Galizia come un luogo in cui scoprire paesaggi incantevoli da incorniciare e che vorrai ricordare per sempre.
Progetti futuri?
Per adesso siamo qua a Pontevedra, consapevoli di aver comprato la libertà affittando uno chalet e non acquistando una casa. Sì, a volte conviene pagare un affitto perché, se un giorno decidi di andartene, è molto più semplice. E magari un ritorno alla nostra Toscana o in Grecia, dove abbiamo la nostra seconda residenza? Vamos a ver!
Per seguire e contattare Alessandra:
E-mail: niquitas12@gmail.com
Sito web: www.alexiainwonderland.it
