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Sogno tropicale: come trasferirsi in Thailandia per gli italiani

Sogno tropicale: come trasferirsi in Thailandia per gli italiani

Magari è capitato anche a te. Stai scrollando sui social quando all’improvviso ti ritrovi a guardare la foto di Tizio o Caio, felice e sorridente su una meravigliosa spiaggia thailandese, circondato da accoglienti persone del posto, con in mano una bevanda fresca pagata pochissimo e l’aria di chi, al contrario tuo, non ha una preoccupazione al mondo.

Ecco che magari hai iniziato a pensare anche tu di trasferirti in Thailandia. Questo splendido Paese del sud-est asiatico richiama ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo, attirati dalla spettacolare natura, dalle spiagge da cartolina, da vibranti città e da un costo della vita spesso considerato basso. Dal passare una settimana di vacanza in Thailandia al viverci stabilmente, però, c’è una grande differenza.

In questo articolo, andiamo a vedere come funziona realmente, per gli italiani, trasferirsi in Thailandia.

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Quali documenti servono per trasferirsi in Thailandia

I documenti richiesti cambiano in base al motivo del trasferimento. Come sempre, ti consigliamo di rivolgerti a un professionista per analizzare la tua situazione personale ed eventualmente farti accompagnare nel percorso.

Detto questo, in questa sezione dell’articolo guardiamo ai principali documenti necessari per un trasferimento in Thailandia:

È opportuno verificare la validità minima richiesta in funzione al tipo di domanda/visto.

Obbligatoria per i cittadini non thailandesi che entrano nel Paese, da compilare entro i tre giorni precedenti l’arrivo. Questa card non è solo per chi aspira a vivere stabilmente in Thailandia, o a lavorarci, ma anche per i turisti. Non è quindi collegata al percorso di trasferimento ma fa parte della documentazione richiesta semplicemente per entrare nel Paese.

Puoi fare domanda direttamente dall’Italia, andando sul sito ufficiale e seguendo la procedura online. Inizia creando un account, poi compila il modulo, carica la documentazione richiesta, paga la tariffa e aspetta la risposta.

Naturalmente, fare domanda di visto non è garanzia di ricezione dello stesso. Il visto non è necessariamente l’autorizzazione a vivere a lungo in Thailandia o a lavorarci. Dipende da quale tipologia di visto richiedi online. Una volta nel Paese, possono esserci ulteriori adempimenti.

Prima di richiedere il visto è fondamentale sapere il motivo per cui vuoi andare in Thailandia. Hai intenzione di lavorare da remoto per un’azienda al di fuori dal Paese? Vuoi farti assumere da un business thailandese? Sei un pensionato? Questi sono solo alcuni esempi ma il visto necessario cambia in base alla tua situazione.

Non è richiesta per ogni tipo di visto ma solo per alcune categorie.

Cosa serve per lavorare in Thailandia

Un visto non dà necessariamente diritto di lavorare nel Paese. Per esempio, se vieni assunto da un’azienda thailandese normalmente il percorso comprende sia l’apposito visto sia l’autorizzazione al lavoro prevista dalla normativa.

A seconda della categoria e della procedura, possono essere richiesti documenti diversi. Ecco qualche esempio:

Se lavorerai per qualcuno nel Paese, anche il datore di lavoro partecipa al percorso che ti permetterà di lavorare legalmente in Thailandia.

I principali visti per chi vuole lavorare in Thailandia

Come abbiamo visto finora, ci sono diverse opzioni per quanto riguarda i visti ed è fondamentale scegliere con attenzione quella che più rispecchia la tua situazione (o farti aiutare da un professionista). Andiamo a vedere alcuni dei visti per chi vuole lavorare nel Paese:

Che lavoro può fare un italiano in Thailandia?

Se pensi che trasferirti in Thailandia sia uguale a farlo in un Paese europeo, dove magari trovi in fretta un impiego come cameriere o barista, purtroppo questa non è la realtà. Il Paese (giustamente) tutela i suoi cittadini e ci sono numerosi mestieri che gli stranieri non possono svolgere.

▶ Approfondimento consigliato: le isole più belle della Thailandia

Alcuni di questi sono:

Il lavoro da remoto

Questa è una categoria talmente ampia, e per alcuni aspetti ancora un po’ nebulosa, che è davvero consigliabile rivolgersi a un professionista che possa indirizzarti verso la strada giusta per te. Il lavoro da remoto è quello del content creator che ha appena iniziato a monetizzare il suo profilo Instagram come quello del professionista che lavora online per un’azienda italiana.

Il DTV è, ad oggi, l’opzione più gettonata fra chi lavora da remoto, perché prende in considerazione il profilo del freelancer. Tuttavia, ci sono dei requisiti da rispettare.

Trasferirsi in Thailandia da pensionato

Prima abbiamo visto il percorso del pensionato con budget molto elevato ma, per le altre persone di minimo 50 anni, le principali possibilità sono questi visti:

Le differenze fra i vari visti riguardano principalmente i requisiti economici, la durata, l’assicurazione e le caratteristiche del soggiorno.

Cos’altro sistemare per trasferirsi in Thailandia

Una volta in cui hai tutto in regola per vivere stabilmente ed eventualmente lavorare nel Paese, ecco altri fattori da prendere in considerazione:

A chi è davvero adatta la Thailandia?

Naturalmente, stiamo parlando di un potenziale trasferimento in Thailandia, non di una semplice vacanza. Facciamo un profilo dell’italiano che può avere reali possibilità di ottenere i documenti richiesti per vivere ed eventualmente lavorare nel Paese:

Prima di valutare seriamente un trasferimento in Thailandia, quindi, tieni a mente che partire all’avventura, sperando di trovare un lavoro sul posto, magari senza particolari competenze, esperienze pregresse o qualifiche, significa quasi sempre tornare indietro con la coda fra le gambe.

Chiediti onestamente come ti manterrai in Thailandia e quanti soldi hai da parte per far fronte a eventuali periodi difficili. Questo è il criterio fondamentale da cui poi, eventualmente, sviluppare l’intero percorso di trasferimento in Thailandia.

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