Rosalia: vi racconto dei miei nuovi progetti di lavoro
Rosalia vive a Londra dal 1993 e, nel gennaio del 2024, è stata protagonista di un’intervista su queste pagine, durante la quale ci ha raccontato dei suoi progetti professionali – la scuola d’italiano “Hello Italia” e due clubs di pallanuoto – e delle sue esperienze nella capitale inglese.
A distanza di più di un anno, Rosalia torna a parlarci di sè, raccontandoci di una Londra sempre in cambiamento (la prossima novità riguarda l’ETA, che entrerà in vigore da aprile di quest’anno, e sarà obbligatorio anche per i turisti) e della sua esperienza con la malattia. Il 2024 è stato, per lei, un anno molto difficile, che ha affrontato grazie all’indispensabile supporto del compagno e dei figli ma anche a quello di diverse associazioni per i pazienti che, dalla sua esperienza, Rosalia sostiene siano ancora poco conosciute fra gli italiani residenti nel Regno Unito.
Per il futuro Rosalia ha diversi progetti fra cui il più grande di tutti, tornare a vivere nella sua amata Sicilia, con il suo compagno.
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Ciao Rosalia, non è la prima volta che ti accogliamo sulle nostre pagine. Ti va di raccontare brevemente ai nostri lettori chi sei, dove vivi e cosa ti ha spinta a trasferirti all’estero?
Grazie per avermi accolta nuovamente sulle vostre pagine e per l’opportunità di approfondire cosa faccio nella vita.
Come ho raccontato nella prima intervista, sono di origine siciliana, precisamente di Monreale, Palermo. Ho due figli, Tiyam e Tanya, che sono la mia vita, 4 chiwawa – Gucci, Chanel, Romeo e Juliet – e vivo a Londra da 32 anni (nel comune di Barnet).
Sono arrivata qui quando avevo 17 anni, in vacanza dopo aver conseguito la maturità in arti applicate e storia dell’arte. Subito dopo, ho preso una laurea in biochimica, scienze biologiche e matematica.
La mia famiglia mi ha supportata molto nel mio trasferimento nel Regno Unito. Del resto, mio nonno ha trascorso quasi tutta la vita a New York e le possibilità lavorative in Sicila erano veramente poche.
Per anni mi sono occupata di giovani con problemi mentali e di auto-lesionismo, di arte e d’insegnare la nostra meravogliosa lingua e la nostra splendida cultura agli stranieri.
Dato che vivi a Londra da 32 anni, sicuramente avrai notato dei cambiamenti in città, da quando sei arrivata a ora. Ti va di parlarcene?
Londra è cambiata parecchio dal 1993, anno in cui sono arrivata. Con il tempo, sono nate sempre più grandi catene di supermecati che importano cibo internazionale ma anche nuovi centri commerciali sempre più grandi mentre le leggi stradali sono diventate sempre più rigide.
Di cosa ti occupi?
Nel 2018 ho aperto una scuola d’italiano – Hello Italia – alla chiusura della scuola ministeriale e nel 2016 due clubs di pallanuoto che sono il Barnet Water Polo Club e il North London Water Polo.
Con questi clubs, ho ottenuto riconoscimenti e meriti a livello nazionale.
Quali sfide hai dovuto superare per realizzare?
Le sfide e le difficoltà che ho affrontato in questi 32 anni sono state parecchie, in primis la mancanza della mia famiglia, ma anche la lingua, dato che a scuola avevo studiato francese. Le temperature molto rigide, le estate quasi inesistenti, i lunghissimi orari di lavoro, la mancanza di disponibilità tra noi connazionali (tanto che ho trovato sostegno presso la comunità persiana) e, infine, il trovare personale di cui potersi fidare, fanno parte di una rosa di sfide che ho dovuto affrontare nel corso del tempo.
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Tuttavia, credo che quella più difficile sia stata l’apertura della scuola d’italiano visto che all’inizio mi sono ritrovata il Consolato Italiano e il ministero contro. Subito dopo, però, il parlamento inglese ha accettato il mio progetto e così è nata la mia scuola d’italiano “Hello Italia.”
I miei nuovi progetti lavorativi riguardano sempre lo sport, in particolare la pallanuoto, a livello internazionale, ovvero in Italia e negli Stati Uniti, dove le nostre squadre hanno già partecipato a diverse competizioni. Tutti questi progetti hanno a che fare con settori che mi appassionano come l’arte, la lingua italiana e quella inglese. È in arrivo anche un mio nuovo progetto, che lancerò a breve qui a Londra ma anche in Italia, che mi permetterà di offrire più supporto linguistico a tutti i cittadini in transito. Anche in questo caso, naturalmente, ci sono già delle sfide all’orizzonte.
Ci tieni a parlare anche del supporto agli italiani che vivono a Londra dal punto di vista sanitario. Sei entrata in contatto con delle associazioni che offrono aiuto immediato a chi ne ha bisogno. Di quali si tratta? Puoi raccontarci la tua esperienza?
Sì, ci tengo molto a parlare del sistema sanitario nel Regno Unito. Posso dire che questo è ben organizzato, veloce e, soprattutto, che il paziente non deve muovere un dito.
A gennaio del 2024 ho ricevtuto una brutta diagnosi e i medici inglesi mi hanno messa in contatto con tutte le fondazioni che si occupano di patologie genetiche rare e terminali come Macmillan Cancer Research, Patient Access Network, Cancer Care e Patient Advocate Foundation. Si trata di fondazioni senza scopo di lucro che offrono un servizio già finanziato e si occupano anche di fornire aiuti esterni, non solo a livello sanitario.
Ho trovato il loro supporto a livello mentale a dir poco indipensabile, perchè mi ha permesso di saperne di più sia sulla mia patologia sia sulle terapie. Ho potuto parlare apertamente delle mie paure, usufruendo anche di chat telefoniche sempre aperte (24/7) e mi sono sentita capita e supportata in ogni aspetto del mio percorso.
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Naturalmente, anche i miei figli e il mio compagno mi sono stati di grande aiuto, così come il mio lavoro e l’arte. Quello della malattia per me è stato un periodo molto difficile. Tanti italiani che ho incontrato nel corso di questo ultimo anno non sapevano dell’esistenza di queste fondazioni, visto che non sono abbastanza pubblicizzate, oppure che non tutti i medici le consigliano o ne parlano.
Cos’è, invece, la carta GHIC e chi può beneficiarne?
La carta GHIC o Global Health Insurance Card è la sostituta del’EHIC per tutti i cittadini residenti nel Regno Unito in transito in Europa. Questa carta offre assistenza in caso di emergenza medica, ma anche accesso ai trattamenti per chi ha già una terapia in corso. Inoltre, la carta GHIC offre supporto alle donne in dolce attesa, durante tutto il loro periodo di permanenza all’estero.
Che consigli daresti a un italiano che vive stabilmente a Londra e deve fare accertamenti di salute?
Ai miei connazionali che vivono stabilmente qui e devono fare degli accertamenti medici consiglio di contattare Dottore London, un centro medico italiano con diversi specialisti che già lavorano presso gli ospedali della capitale. Questi medici hanno delle connessioni anche con i loro colleghi in Italia, qualora il paziente volesse farsi curare in patria o, semplicemente, volesse approfondire la sua situazione con dei medici che operano nel Bel Paese.
Ci sono stati altri cambiamenti nella tua vita, da febbraio dell’anno scorso?
Ci sono stati tantissimi cambiamenti nella mia vita dallo scorso anno a oggi e tutti mi hanno insegnato a essere resiliente, a rimanere positiva e ad apprezzare i valori più degli oggetti materiali. La mia esperienza con la malattia mi ha fatto capire che è possibile apprezzare la vita in ogni sua piccolezza, anche quando tutto intorno a te è buio e non riesci a vedere la luce alla fine del tunnel.
Prima ho accennato di una diagnosi nefasta che ho ricevuto nel gennaio del 2024, si è trattato di leucemia (diagnosi che non è stata confermata dai medici italiani). Quella notizia mi ha totalmente distrutta ma, con il tempo, mi ha anche insegnato a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo e ad apprezzare le piccole attenzioni e i piccoli gesti.
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La separazione dal padre dei miei figli, invece, mi ha insegnato a essere più indipendente mentre l’incontro con il mio compagno, che è l’unico amore della mia vita, mi regala ogni giorno amore, supporto e leggerezza. Purtroppo, recentemente ho perso mia madre, donna che è stata fondamentale sia per la mia carriera sia per la mia vita in generale.
Se potessi scegliere solo tre parole, quali useresti per descrivere Londra nel 2025?
Se dovessi scegliere tre parole per descrivere Londra sarebbero queste:
- Innovativa, perchè è una citta in continuo cambiamento.
- Creativa, dato che offre molte opportunità in tutti i campi.
- Magica, perché nonostante le giornate di pioggia, di nebbia e di freddo, rimane una città bella e misteriosa.
Quali pensi che siano gli errori più commessi dagli italiani che già vivono lì e vorrebbero fare qualcosa di nuovo in ambito professionale o, in generale, migliorare le proprie vite?
Credo che il primo errore che la maggioranza degli italiani commette sia quello di non riuscire a integrarsi completamente nel sistema inglese, facendo sempre riferimento a quello italiano. Molti miei connazionali, inoltre, non hanno grandi ambizioni e spesso si accontentano del primo lavoro trovato invece di perseguire la carriera che vorrebbero. Londra è una città innovativa, che offre tante possibilità, tuttavia, la maggioranza dei giovani italiani che arriva qui lavora nella ristorazione, spesso non perchè è quello che vogliono fare, ma perchè gli capita un lavoro in quel settore e lo accettano, come se non ci fossero altre opportunità professionali da esplorare.
Da aprile di quest’anno gli italiani che vorranno andare in vacanza nel Regno Unito dovranno obbligatoriamente richiedere l’ETA UK. Puoi dirci meglio di cosa si tratta e qual è la tua opinione al riguardo?
Esatto, da aprile di quest’anno entrerà in vigore l’ETA (Electronic Travel Authorization). Si tratta di un’applicazione online con validità di due anni che darà il permesso di visitare il Regno Unito per un periodo massimo di 6 mesi agli studenti, ai turisti, ai lavoratori e a chi vuole venire qui per visite brevi. Il costo sarà di circa £10 sterline.
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La mia opinione al riguardo non è molto positiva, in quanto dopo la Brexit il Regno Unito ha subìto un calo di turisti e il settore dell’arte ne ha risentito dal punto di vista finanziario. Quest’ulteriore modifica potrebbe portare un calo ancora maggiore di visitatori nel Paese.
Quelli che ne risentiranno di più, secondo me, non saranno tanto i turisti quanto gli studenti universitari che si ritroveranno a dover pagare rette molto alte non avendo poi la possibilità di poter viaggiare come prima. Coloro che vogliono studiare arte, per esempio, stanno guardando verso destinazioni “meno complicate”, come il Belgio.
Hai altri progetti per il futuro, magari già avviati o che comunque stai sognando?
Ho un progetto in particolare che mi sta molto a cuore ed è quello di aprirre dei centri specialistici per giovani e per adulti con problemi mentali e di auto-lesionismo, introducendo nuove forme di terapie innovative, non solo mediche, ma anche artistiche e sportive. In più, a fine anno uscirà la mia biogafia e poi ho un altro sogno, quello più grande, ovvero tornare a vivere nella mia amata Sicilia, che spero di poter realizzare un domani, con il mio compagno.
Saluta i nostri lettori con un motto che ti rappresenta…
Vorrei salutare i lettori di Voglio Vivere Così con due frasi che mi diceva sempre mia madre e che mi hanno insegnato tanto:
- prendi sempre il lato positivo di ogni ostacolo;
- chi crede negli angeli troverà sempre una piuma lung il cammino della vita.
Per seguire e contattare Rosalia:
Sito web della scuola italiana “Hello Italia”
Sito web della pallanuoto “Barnet Water Polo Club”:
North London Water Polo:
E-mail della scuola:
E-mail dei clubs:
