Viviana, 64 anni: a Gran Canaria ho scoperto la mia spiritualità

A cura di Maricla Pannocchia

A 64 anni, la vita di Viviana è finalmente serena e un ruolo centrale va al luogo in cui ha scelto di vivere, le isole Canarie. Se in Italia, a Milano, la donna era vittima di uno stile di vita frenetico che le ha causato ansia e problemi, grazie alle persone incontrate alle Canarie e a uno stile di vita molto più pacifico e allineato con l’introspezione e la calma, Viviana ha scoperto la propria spiritualità, “a Milano avevo finito per mettere da parte me stessa”.

La vita quotidiana di Viviana è, come dice lei stessa, “un’eterna vacanza”. Grazie a una rendita famigliare a alla vendita di un’attività in Italia, infatti, la donna non ha bisogno di lavorare e trascorre le giornate con gli amici (“molti sono italiani, i primi con cui ho fatto amicizia appena arrivata”), a passeggiare con il cane (“le Canarie non tollerano molto i cani, spesso non sono accettati nei locali come nelle spiagge, e questo non mi piace per niente”) e a godersi aperitivi in spiaggia o in piscina.

Visto che il figlio sta per sposarsi e che in futuro potrebbe diventare nonna Viviana non esclude di tornare a Milano ma, per il momento, resta alle Canarie. Dopo aver combattuto un brutto tumore, la donna vuole concentrarsi sulla cosa più ovvia e più complicata al tempo stesso: vivere. E quale luogo migliore per farlo, se non queste isole?

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Ciao Viviana, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao, sono Viviana, ho 64 anni, milanese incallita ma stanca della vita frenetica di città. Circa 3 anni fa ho deciso di cessare la mia attività a Milano, dove avevo un negozio di pelletteria, e di vendere la casa per trasferirmi a Gran Canaria. Sono single, con un figlio ormai grande e un cane,Briscola, che ovviamente è venuto con me. Il Covid purtroppo mi ha bloccata ma lo scorso anno sono finalmente riuscita a vendere e un mese dopo ero a Gran Canaria, esattamente a Playa del ingles. Qui ho avuto qualche piccola difficoltà iniziale, mi mancavano la città, le mie vie, i miei negozi e, naturalmente, mio figlio e tutti i miei amici che conosco da una vita. Ho passato un paio di mesi di crisi ma poi, all’improvviso, è cambiato tutto. Ho iniziato a conoscere persone piacevolissime, serene, sempre allegre e ho iniziato ad apprezzare il mare, il clima, la calma, la luce e ora sono qua e sono serena. In questo anno ho affrontato anche un tumore, mi sono operata e ho fatto la chemio. Ho avuto paura ma ho superato anche questo.

Hai sempre sognato di lasciare l’Italia o è un bisogno maturato nel corso del tempo?

No,non avrei mai pensato di lasciare l’Italia e men che meno la mia amata Milano ma gli ultimi 15 anni mi hanno esasperata, sia a livello politico sia a livello di tenore di vita in generale. Zero sicurezza, gente sempre più spaventata, cupa, arrabbiata. Uno Stato che non esiste, non ti aiuta, non ti protegge e pensa solo a sé stesso, che chiede senza dare nulla in cambio. Poi, il Covid e la sua mala gestione mi hanno convinta definitivamente.

Come mai hai scelto proprio le Canarie?

Prima di tutto per il clima fantastico poi ho amici che vivono qui da tempo e mi dicevano sempre di quanto stavano bene. Inoltre, le tasse sono basse, si vive bene con costi dimezzati rispetto a Milano, si respira un’aria positiva, c’è una bellissima energia… mi ricordano com’eravamo noi negli anni Ottanta.

Di cosa ti occupi?

Non mi occupo di nulla, se non di me stessa, finalmente. Non lavoro, per scelta, e vivo letteralmente alla giornata, senza impegni e programmi. Ho 64 anni e, pur non avendo una pensione, posso mantenermi tranquillamente. La mia giornata tipo? Sveglia alle 9, scendo col cane a fare colazione al bar poi passeggio un po’ sul lungomare con il cane, faccio un po’ di spesa e poi spiaggia, palestra, massaggi, incontro gli amici, poi ci scappa un aperitivo in spiaggia o in piscina. La sera o vado a cena con amici o,se capita, a ballare in uno dei tanti locali. Sì, lo ammetto, vivo in perenne vacanza. Posso permettermelo per via di una rendita famigliare e anche perché avevo un’attività a Milano, che ho ceduto.

Viviana, 64 anni: a Gran Canaria ho scoperto la mia spiritualità

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Hai avuto delle difficoltà? Come le hai affrontate?

Non ho avuto particolari difficoltà, a parte i primi tempi in cui, effettivamente, mi mancava Milano, ma sopratutto mio figlio.

Cos’è quell’aspetto della vita alle Canarie, sia positivo sia negativo, che proprio non ti aspettavi quando eri in Italia?

Delle Canarie mi aspettavo esattamente ciò che ho trovato. Non mi sarei aspettata, però, di trovare una nuova spiritualità in me, una sorta di consapevolezza di me e di cosa voglio, che in Italia non avevo mai percepito. Ho imparato a respirare, a non avere fretta, a rilassarmi, a osservare il mare, il cielo, la natura. Gran Canaria mi ha rigenerato e ha cancellato anni e anni di stress accumulato in quella vita frenetica piena di ansia e problemi.

L’unico aspetto negativo di Gran Canaria è la poca, pochissima tolleranza verso gli animali, sopratutto i cani! Non hanno spazi dedicati, non sono accettati in negozi, bar o ristoranti. Non hanno accesso neppure sul lungomare di alcuni paesi e, sopratutto a Las Palmas, non possono passeggiare a Las Canteras. Idem per l’accesso alle spiagge, negato ovunque. Questa è, per me, la cosa più negativa in assoluto.

Com’è il rapporto qualità-costo della vita?

Il costo della vita è aumentato almeno di un 30% rispetto al 2018, così come i prezzi degli immobili. Resta comunque un rapporto qualità di vita e costo favorevole, sopratutto per chi arriva dal Nord Europa.

È facile, per un italiano, trovare lavoro alle Canarie? Quali sono i settori in cui è più facile trovare un impiego?

Per un italiano non è facilissimo trovare un lavoro, sopratutto se ha più di 35/40 anni. Sono abbastanza ricercati i giovani nei locali della ristorazione, ma devono sapere minimo inglese e spagnolo corretti. Per gli over40 resta l’attività immobiliare o la mano d’opera nelle ristrutturazioni. Personalmente, vedo che l 80% degli italiani è impiegato in questi settori.

Quali sono i passaggi che consigli di fare, anche a livello burocratico, per trasferirsi alle Canarie?

Prima di trasferirsi, ovviamente, è opportuno fare qualche mesetto di prova. Personalmente, ho fatto diverse vacanze, poi un paio di mesi di permanenza,durante i quali ho girato l’isola, conosciuto un po’ di persone, aperto un conto corrente e valutato se comprare o affittare una casa.

Cosa ti piace di più dello stile di vita di queste isole?

Quello che mi piace di più dello stile di vita di queste isole è sicuramente la calma delle persone, sia degli autoctoni sia degli stranieri che si sono trasferiti qui, inclusi,sopratutto, gli italiani, con i quali ho stretto le mie prime amicizie appena arrivata.

Che cos’hai imparato vivendo lì?

Vivendo qui ho imparato la calma, la meditazione, la cura di me stessa, del mio corpo e della mia anima. La vita di Milano mi aveva fagocitata totalmente e mi ero dimenticata di me stessa e della mia spiritualità.

Viviana, 64 anni: a Gran Canaria ho scoperto la mia spiritualità

Pensi che rimarrai a viverci “per sempre”?

Non so se resterò qui per sempre… mio figlio mi manca e sta per sposarsi. Non escludo che, quando diventerò nonna, mi verrà voglia di tornare a Milano per godermi i nipotini. Mai dire mai. Una cosa è certa, ora: sono single e, se da anziana dovessi ammalarmi, qui non avrei nessuno che potrebbe aiutarmi. Purtroppo devo valutare anche questo fattore.

Quali sono i luoghi che, secondo te, meritano di essere visti almeno una volta nella vita?

Di Gran Canaria va visto un po’ tutto… dalle magnifiche Dune di Maspalomas, alle montagne interne, dal Roque Nublo al Pico de la Nieves . Las Palmas è una città, bella Las Canteras, ma non ci posso portare il cane a passeggiare,e quindi per me è out. Io adoro anche certi paesini tipo Teror o Firgas, che vanno visti almeno una volta.

Com’è la cucina del posto? C’è una ricetta facile e veloce che ti va di condividere con i nostri lettori?

Non amo la cucina canaria, lo confesso. Da buona italiana, amo la nostra cucina che è la migliore del pianeta, quindi non posso condividere nessuna ricetta locale.

Come sei stata accolta dai locali?

Dai locali noi italiani siamo un po’… sopportati. Non ci amano particolarmente ma neppure ci detestano. Diciamo che ci sopportano. Personalmente, io ho legato molto con i miei connazionali del posto, ma credo sia abbastanza comune. Le “comunità ” esistono ovunque. Qui, la comunità italiana è piuttosto numerosa, siamo arrivati a 50.000 residenti, e c’è di tutto.

Hai affrontato anche un tumore, che cos’hai imparato da questa esperienza?

Ho appena avuto un tumore piuttosto brutto, sono in fase di follow-up dopo mesi di chemio e intervento chirurgico. Questa esperienza mi ha fatto capire quanto sbagliamo a dare tutto per scontato, inclusa la salute! Io ho avuto paura di morire, lo ammetto, ma sono qua e ho intenzione di vivere al 100% ogni giorno in più che la vita mi ha regalato. Vivere qui mi aiuta molto, c’è un energia positiva e le persone che incontro ogni giorno sono speciali.

Progetti per il futuro?

Il mio futuro è un’incognita, attualmente ho un solo progetto: vivere, provare a vivere di nuovo. Ho passato momenti molto drammatici, anni molto duri e tragici. Ora desidero solo stare bene, con me stessa e con gli altri. Tutto qua.

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