Ivan e Ornella: ci siamo trasferiti a Fuerteventura

A cura di Maricla Pannocchia

Poco dopo aver incontrato Ornella, svizzera, Ivan si è trasferito da lei. “La Svizzera è un Paese che pensa solo alla produzione, la vita lì è forse ancora più stressante che in Italia”, racconta, “Quando ci torno adesso, non riesco a rimanervi per più di qualche giorno, proprio per via dello stress che si respira lì.”

Dopo aver venduto la casa di proprietà in Svizzera, imbarcato i propri effetti personali e aver organizzato il trasporto degli animali domestici, Ivan e Ornella, in piena pandemia, sono partiti alla volta di Fuerteventura. “Avevamo visitato delle isole”, racconta Ivan, “Ma non Fuerteventura. Tuttavia, avevamo fatto delle ricerche e capito che quella poteva essere l’isola giusta per noi.”

Infatti, i due sono felici e vivono una quotidianità di routine e relax. Ornella prende una rendita dalla Svizzera mentre Ivan lavora da remoto. “Per il resto, dedichiamo del tempo ai nostri cani, all’esplorazione dei posti o al semplice relax, per esempio andando in piscina.” A Fuerteventura s’impara a vivere in maniera più lenta e rilassata e, anche se i costi ultimamente si sono alzati anche qui, Ivan dice che, al momento, l’isola risulta ancora più conveniente della Svizzera.

Ciao ragazzi, raccontateci qualcosa di voi. Chi siete, da dove venite…

Ciao, siamo Ivan e Ornella, io (Ivan), ho 39 anni e sono nato nel Nord Italia, precisamente in provincia di Varese. Ornella ha 41 anni ed è nata e cresciuta in Canton Ticino, Svizzera. Ci siamo conosciuti circa 10 anni fa e, dopo qualche mese, io mi sono trasferito in Svizzera da Ornella, dove abbiamo convissuto per questi anni.

Tu, Ivan, avevi già lasciato l’Italia da una decina d’anni. Come mai quella scelta?

Esatto, ho deciso di trasferirmi in Svizzera dove abitava Ornella, diciamo per un paio di motivi che sono legati tra loro, il primo è per stare vicino a Ornella, il secondo è che, dovendo scegliere dove convivere, la scelta tra un Paese che non offriva nulla (Italia) e la Svizzera dove, comunque, Ornella aveva un buon lavoro ed io lo avrei trovato a breve, era scontata.

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Avete deciso di andare a vivere a Fuerteventura senza esserci mai stati. Come mai?

Avevamo avuto la possibilità di visitare altre isole delle isole canarie in crociera, Lanzarote e Tenerife, ma mai Fuerteventura. Quest’ultima ha attirato la nostra attenzione durante la ricerca d’informazioni prima della decisione di trasferirci, un po’ per i prezzi che all’epoca erano più bassi rispetto a quelli di altre isole, ma soprattutto per quello che avevamo capito su quest’isola, ovvero spazi molto aperti, tranquillità, buon clima… che era quello che cercavamo. Non siamo molto da vita mondana e, in effetti, non abbiamo sbagliato.

Ivan e Ornella: ci siamo trasferiti a Fuerteventura

Ricordate cos’avete provato quando avete messo piede lì?

Ricordo che io presi il primo volo disponibile dopo il primo lock-down per venire sull’isola per vedere la nostra prima casa e firmare il contratto di affitto. Era giugno o luglio, se non sbaglio, Ornella invece è venuta per la prima volta verso settembre. Devo dire che Fuerteventura, per quel che ci riguarda, ci ha fatto sentire subito a casa, come se vivessimo qui da sempre e avessimo trovato il posto che stavamo cercando.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla vostra scelta?

È stato un po’ difficile fargli accettare la cosa, un po’ per la preoccupazione del “salto nel vuoto” e un po’ per la lontananza, che, anche se non proibitiva (4h di aereo), crea ovviamente problemi nei . Ormai vediamo i nostri cari 1-2 volte l’anno, ma alla fine l’hanno accettato e sono contenti per noi.

Come vi siete organizzati, anche dal punto di vista pratico, per questo trasferimento?

Dopo la decisione, il primo passo fu mettere in vendita la casa di proprietà in Svizzera e, nel mentre, iniziare la ricerca di un alloggio sull’isola. Eravamo in piena pandemia. Come ho detto, trovato l’alloggio qui io presi il primo volo per venire a formalizzare, dopo di che, nei mesi successivi, abbiamo svuotato casa in Svizzera, trovato gli acquirenti, organizzato la spedizione dei nostri effetti personali tramite container in nave e, infine, prenotato il volo di sola andata. Era un Neos. Insieme a noi c’erano 2 gatti in cabina e 2 cani in stiva, quindi un volo pieno (dal punto di vista animali, i voli portano solitamente max 2 animali in totale in cabina e 2 in stiva). Un mese prima della partenza, annullarono il volo perché stava arrivando il secondo lock-down. Non potevamo rimandare dato che dovevamo lasciare casa in Svizzera e le nostre cose erano in viaggio in nave e così abbiamo dovuto trovare in fretta e furia un’alternativa, trovando, alla fine, un volo da Zurigo.

Vivete lì da quasi 3 anni e avete cambiato 3 case. Cosa potete raccontarci in merito?

I cambi sono stati dovuti alle nostre esigenze e alla ricerca della nostra casa ideale. La prima era in affitto, dopo qualche tempo abbiamo deciso, per avere più sicurezza e stabilità, di comprare una casa nostra, così abbiamo preso la nostra prima casa. Ora siamo in ballo con la vendita di questa e l’acquisto di una nuova casa che speriamo sia quella definitiva, dato che abbiamo trovato proprio quella che stavamo cercando per noi e per i nostri cani (abbastanza spaziosa, ampi spazi intorno, semi isolata).

È facile trovare un alloggio? Quali sono i costi medi?

Quando siamo arrivati le case te le tiravano dietro, essendo poi periodo Covid e quindi con zero turismo. Tutti quelli che avevano una casa la affittavano a larga temporada. Ad oggi non è per niente facile trovare un alloggio in affitto, se hai animali poi, direi che è quasi impossibile. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare una persona che accettava gli animali nella prima casa. Anche per l’acquisto, ultimamente i prezzi sono aumentati parecchio.

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Come valutereste il rapporto qualità/costo della vita?

Arrivando dalla Svizzera è ancora tutto molto in positivo, in Svizzera il costo della vita è altissimo e lo stress di vita e lavorativo assurdo, peggio che in Italia forse. È davvero un Paese puntato al produrre, al denaro, al mostrarsi.Dobbiamo dire che però anche qui il costo della vita, da quando siamo arrivati, è aumentato di un buon 25/30%, ma per ora, come dicevo, siamo ampiamente in positivo 🙂

FUERTEVENTURA

E i servizi come mezzi pubblici, burocrazia e sanità?

Con i mezzi pubblici, per quel poco che abbiamo usufruito di bus e taxi, devo dire che ci siamo sempre trovati bene. La burocrazia la troviamo molto snella, semplice e smart (nel senso che con un certificato/firma digitale praticamente si può fare tutto online) e per la sanità noi abbiamo da sempre una privata con la quale ci troviamo bene. Ornella ha dovuto usufruire della sanità pubblica quando si è rotta il femore cadendo e ha ricevuto trattamento, cura e velocità forse migliori che in Svizzera.Sentiamo però anche tante storie e racconti di un’altra faccia della medaglia. Sinceramente non riusciamo a capire se siamo sempre stati fortunati o se le persone tendono a esagerare le cose e lamentarsi un po’ per tutto…

Adesso avete anche la residenza fiscale lì. Cosa bisogna fare per ottenerla?

Sinceramente non siamo molto pratici di burocrazia, infatti ci siamo fatti assistere in tutto dal nostro “asesor fiscal”. Comunque, dal momento in cui ci si dichiara come autonomi, automaticamente si prende la residenza fiscale canaria, mentre per chi non ha un’attività o un lavoro mi sembra servano almeno 6 mesi di residenza continuativa sull’isola e potrebbero anche chiedere movimenti del conto corrente bancario a dimostrazione che si vive qui, ma concedeteci il beneficio del dubbio su queste informazioni.

Ci sono mai stati momenti in cui avete pensato di aver fatto uno sbaglio?

Per ora fortunatamente no, anzi, non torneremmo mai indietro 🙂

Di cosa vi occupate?

Ornella prende una rendita vitalizia dalla Svizzera, dove lavorava come assistente di farmacia, quindi diciamo che fa la baby pensionata, mentre io sono uno sviluppatore software e lavoro da remoto.

Come descrivereste la vostra vita quotidiana?

Molto semplice e di routine. A dire la verità, avendo due cani, la prima cosa, appena svegli alle 7 circa, è la passeggiata di circa un’ora, si torna, colazione e poi s’inizia la giornata. Io mi metto alla mia scrivania dove lavoro mentre Ornella sbriga le faccende di casa. Nel pomeriggio, dipende dai giorni, dal clima e dalla mia mole di lavoro, o facciamo lavoretti alla casa, o ci concediamo un bagno in piscina oppure relax, verso le 16 poi passeggiata pomeridiana con i cani, poi relax, cena e nanna 🙂

Come siete stati accolti dalla gente del posto?

Sinceramente molto bene dai canari e dagli spagnoli. Purtroppo dobbiamo constatare che quelli che tendono a metterti i bastoni tra le ruote, imbrogliarti, creare problemi sono gli stranieri residenti qui, italiani in primis…

È facile, per un italiano, trovare lavoro o avviare un’impresa lì?

Sul lavoro dipendente non abbiamo esperienze personali, gestiamo però un gruppo ormai molto numeroso su Facebook (Trabajo Fuerteventura 2.0) e notiamo che nel turismo oggi è veramente facile trovare lavoro per chiunque, a patto di essere in regola e parlare almeno 2-3 lingue… per lavorare come autonomo devo dire che è stato davvero molto facile fare il tutto. Personalmente mi sono appoggiato a una gestoria, che mi ha permesso di fare tutto online, in un paio di giorni.

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Cos’avete imparato, per ora, vivendo a Fuerteventura?

Fuerteventura t’insegna sicuramente a goderti la vita, il valore di andare piano e non stressarti. Io non riesco più a stare per più di qualche giorno quando torno in Italia o Svizzera, in mezzo a quello stress, rischio una crisi di nervi.

Che consigli dareste a chi sta pianificando il primo viaggio lì?

Primo viaggio? Un po’ le cose che ormai si leggono dappertutto, però sono valide. Dieci o quindici giorni sono l’ideale per visitare tutta l’isola, sicuramente consiglio di noleggiare un’auto per essere autonomi, portare crema solare per pelli sensibili e abbigliamento a cipolla (qui le escursioni termiche possono essere abbastanza importanti) e prepararsi anche a qualche pioggia, vento o giorno coperto. Siamo su un’isola in mezzo all’oceano, può succedere di tutto 🙂

E quali a chi sogna di trasferirsi a Fuerteventura?

Sicuramente di provare un periodo qui, a meno che non si sia davvero molto sicuri di quello che si cerca (come nel nostro caso). Vivere su un’isola ha i suoi svantaggi e limitazioni, e spesso iniziano a farsi sentire dopo qualche tempo. L’ideale per noi sarebbe avere una rendita o un lavoro al di fuori del contesto canario (causa stipendi un po’ bassi qui) se invece si pensa di lavorare qui, puntare sul turismo, imparare lo spagnolo ovviamente e magari anche l’inglese, presentarsi con documenti (CV per esempio) in spagnolo, arrivare con qualche risparmio da parte, se non si vuole proprio vivere alla giornata (diciamo che a oggi, per vivere 6 mesi senza lavoro, consigliamo almeno 10.000 euro) e poi godersi l’isola e la vita 🙂

Potete suggerire ai nostri lettori dei luoghi poco battuti dai turisti ma che, secondo voi, meritano una visita?

No, altrimenti dovremmo uccidervi! 

A parte gli scherzi, forse potremmo consigliare di visitare paesini come ad esempio Gyniginamar e Pozo Negro, molto tipici, dove si respira ancora tanta tranquillità, ma il bello di Fuerteventura è lasciarsi guidare dall’isola e scoprirla. Ci sono posti bellissimi, senza magari neanche un nome, che lasciano a bocca aperta.Sicuramente la costa Ovest merita di essere esplorata.

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