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Perché vivere in campagna: i pro e i contro di una scelta sempre più frequente

trasferirsi a vivere in campagna

“Vado a vivere in campagna”: una scelta di vita “alternativa” 

Hai voglia di cambiare la tua vita? Trasferisciti in campagna! Se infatti c’è una cosa che nell’ultimo anno abbiamo imparato è che vivere in città non sempre rappresenta la scelta giusta. Il Covid-19 ha rimodulato non solo le nostre abitudini di vita e di lavoro, ma anche il nostro modo di guardare gli spazi.

Bloccati nei nostri appartamenti per mesi, senza possibilità di uscire se non per le cose strettamente necessarie, abbiamo invidiato chi poteva godere di un giardino e di uno spazio all’aperto. A quasi un anno da questa terribile pandemia, questi cambiamenti stanno producendo effetti interessanti su un potenziale esodo urbano verso la campagna.

«Vorrei andare a vivere in campagna» è la frase che si sente ripetere più spesso. Non sappiamo se sia tutto dovuto al Coronavirus, ma di sicuro per alcuni la pandemia ha accelerato la decisione (già in atto) di andare a vivere in campagna. 

Cambiare vita e trasferirsi in campagna

A darci una panoramica di questa piccola rivoluzione green è Business Insider, che riporta i dati del boom nella compravendita di case in campagna: acquistano i lavoratori in smart working stanchi della città, cercano metrature ampie, piscine e vigneti e spenderebbero fino a 400mila euro.

Insomma, piuttosto che trasferirsi all’estero, gli italiani scelgono di mollare tutto e andare a vivere in campagna. Non solo i lavoratori in smart working. Chi “scappa” dalla città sono soprattutto i giovani, che vedono nel mondo rurale uno sbocco professionale potenzialmente interessante (agriturismo, nuove colture di nicchia, agricoltura biologica) e la possibilità di migliorare la qualità della propria vita.

Meglio vivere in città o in campagna? In questa guida vogliamo illustrarti vantaggi e svantaggi di vivere in campagna, per aiutarti a prendere la scelta più giusta per te.

Come si vive in campagna?

In campagna, la vita si muove un po’ più lentamente. Per chi viene dalla città, abituarsi a vivere in campagna potrebbe essere traumatizzante, almeno all’inizio. Eppure chi ha scelto di cambiare vita e trasferirsi in campagna ha notato numerosi benefici. 

«Finalmente mi sono sentito come se potessi davvero respirare», si legge in diversi forum. Un fenomeno che sta investendo tutta l’Europa. In Spagna, ad esempio, si è sviluppato negli ultimi anni un vivace movimento neorurale che ha tra i vari obiettivi quello di recuperare alcuni dei più di 2600 paesi abbandonati nella campagna e montagna spagnola.

Tra i fattori che alimentano questa tendenza ad abitare in campagna troviamo:

A questo si aggiunge che andare a vivere in campagna, secondo un’indagine condotta nel 2002 da un’equipe di medici spagnoli su un campione di 37.813 persone, riduce il rischio di contrarre un tumore, fa soffrire sensibilmente meno di ipertensione e fa diminuire in modo rilevante l’incidenza di ansia e depressione.

Vivere in campagna: pro e contro

I vantaggi della vita in campagna sono stati studiati abbastanza bene. La scienza dimostra che vivere in campagna è benefico in primis per la salute fisica e mentale. E mentre la vita in città ha sicuramente molte comodità, c’è qualcosa nella vita di campagna che fa bene al corpo.

Se sei dubbioso tra la vita di città e quella di campagna o hai solo bisogno di qualche promemoria sul perché è meglio vivere in campagna, di seguito ti sveliamo i 5 vantaggi e i 5 svantaggi di vivere in campagna.  

I 5 vantaggi di vivere in campagna 

1. Aria più pulita

Più ti allontani dalla città, più la qualità dell’aria migliora. Meno inquinamento, maggiore abbondanza di alberi ed erba e forse anche l’esposizione a sostanze fitochimiche si traducono in un maggiore benessere fisico.

L’inquinamento nelle aree più densamente popolate deriva non solo dalla mancanza di vegetazione, ma anche da particelle minuscole, ma dannose, rilasciate nell’aria da camion, autobus, automobili, fabbriche ecc. Queste particelle viaggiano nei polmoni, dove ostacolano la respirazione e aumentano il rischio di malattie gravi. Fuggire da quest’aria inquinata significa respirare meglio e proteggersi da malattie croniche come l’asma e le patologie cardiache.

2. Migliore salute psicologica

Gli amanti del vivere in campagna hanno meno probabilità di essere vittime di patologie legate allo stress e all’ansia. La principale differenza tra vivere in campagna e vivere in città è legata al funzionamento del nostro cervello.

Vivere in un ambiente urbano stimola eccessivamente due regioni chiave e potenzialmente dannose del cervello, le aree che regolano le emozioni e l’ansia. Gli scienziati ritengono che questo sia il motivo per cui si registrano tassi più elevati di problemi di salute mentale nelle città rispetto alle aree rurali.

In piccoli paesi di campagna, è meno probabile che il cervello subisca questo tipo di sovra stimolazione. I benefici? Un minor rischio di disturbi d’ansia e disturbi dell’umore.

3. Entrare in contatto con la natura

Stare all’aria aperta è sicuramente uno dei benefici di andare a vivere in campagna. Trascorrere più tempo nella natura è un ottimo modo per migliorare la propria salute.

Come spiega Paolo Bigliardi, agronomo, «”Voglio vivere in campagna” è il ritornello che sento sempre più spesso. La villa fuori porta, il casale ristrutturato sulla collina, e perfino il piccolo podere da coltivare, sono le richieste sempre più frequenti di molti clienti. Colpa della città, che è diventata in molti casi un incubo. E del lavoro, che si è complicato ed imbruttito. Tanto che quando la sera raggiungi casa fuori città, nel verde e con la visuale aperta, provi un immenso piacere ed un senso appagante di relax».

Spostandoti di pochi chilometri da ingorghi urbani sempre più impietosi, hai la sensazione di ritrovarti, se non addirittura di essere immerso nei ritmi lenti e dilatati della vacanza.

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4. È più economico

Le città sono costose. Vivere con poco in campagna è possibile, poiché il costo della vita è minore. A spingere verso la vita agreste si aggiunge, secondo Bigliardi, la crisi economica attuale. «Ci sono tante persone che hanno perso il lavoro e pensano di riciclarsi in campagna». Ma non sono solo loro a voler chiudere la parentesi metropolitana. Aumenta, fa capire Bigliardi, il numero di chi, consumato da un lavoro cittadino al limite dell’esaurimento, cambia vita e sceglie ritmi più slow.

«Ci sono anche i pensionati – aggiunge – oppure coloro che approfittano delle condizioni di uscita anticipata dal lavoro messe a disposizione da parte di molte aziende per dipendenti in esubero. Sono persone ancora piene di energia, che impiegano la liquidazione per comprare terreni e casali in campagna o in collina, in modo da combinare utile e dilettevole».

Insomma, se ti stai chiedendo se a 70 anni puoi vivere in campagna da solo la risposta è sì.

5. Facile accesso al cibo biologico

In campagna è possibile acquistare uova fresche, frutta e verdura direttamente dalla fonte. Il cibo in campagna si trova in abbondanza, così come la terra disponibile, se desideri iniziare a coltivare la tua e vivere in autosufficienza in campagna.

In città l’accesso a cibi sani e biologico non è così facile. In campagna, invece, anche chi ha meno da spendere può facilmente acquistare alimenti di alta qualità per diete più sane. Ci sono molti vantaggi nel mangiare cibi biologici, primo fra tutti una minore esposizione ai pesticidi nocivi utilizzati per produrre cibo di massa.

I 5 svantaggi di vivere in campagna

I benefici del vivere in campagna sono diversi.  Chi decide di andare a vivere in campagna dalla città dovrà, però, affrontare una serie di difficoltà. Dopotutto, non è tutto rose e fiori in campagna. Ecco alcuni dei maggiori svantaggi della vita rurale.

1. Meno opportunità di lavoro

A meno che tu non sia già in pensione, stia svolgendo un lavoro da remoto o abbia grandi capacità agricole, potrebbe essere difficile guadagnarsi da vivere in campagna.

Le opportunità di lavoro sono molto più scarse nelle zone rurali che in città, quindi potrebbe essere difficile trovare un lavoro adatto in campagna. Potrebbe essere necessario accontentarsi di un ruolo al di sotto del tuo livello di istruzione, altrimenti preparati a una vita da pendolare.

È senz’altro più facile trasferirsi in una zona rurale non distante dalla città, e continuare a svolgere un lavoro cittadino. In questo caso si hanno tutti i vantaggi della vita urbana, ma si è lontani dal caos, dall’inquinamento, dallo stress.

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2. Meno opzioni di intrattenimento

La vita tranquilla della campagna può rivelarsi piuttosto noiosa: potresti perdere la vitalità e la ricchezza di eventi della grande città, l’eccitante vita notturna e gli spettacoli. Per non parlare del fatto che potrebbe esserci un solo ristorante in paese e il cinema più vicino potrebbe essere a chilometri di distanza.

Anche svolgere alcune delle tue attività preferite potrebbe risultare difficile, per la mancanza di un luogo attrezzato dove praticare il tuo hobby e di un gruppo di persone che condividono i tuoi interessi.

3. Servizi e comodità limitati

Quando si sceglie di ritirarsi in campagna, ci vorrà più tempo per arrivare ovunque e i servizi saranno meno affidabili: dovrai guidare per chilometri per andare al supermercato, in farmacia e nei negozi di abbigliamento.

Potrebbe essere difficile, o addirittura impossibile, ordinare del cibo a casa tua. Le consegne possono costarti di più, dato che vivi lontano dalle grandi città convenienti. Anche la connessione Internet e la connessione TV potrebbero non essere affidabili, senza nemmeno la copertura mobile in alcune aree.

Senza considerare che potrebbero verificarsi interruzioni di corrente frequenti e di lunga durata, poiché il rischio di linee interrotte o in cortocircuito è maggiore in campagna.

4. Pericoli unici

Trasferirsi in campagna implica una serie di sfide uniche che si dovranno affrontare: a seconda dell’area specifica in cui vivi, potresti incontrare diversi animali pericolosi e non.

Insetti come zanzare, ragni, termiti sono numerosi nelle campagne. Le strade di campagna possono non essere ben tenute come quelle urbane e possono essere bloccate a lungo da neve e ghiaccio in inverno.

5. Isolamento e duro lavoro

La vita in campagna può essere solitaria. Vivere e lavorare in campagna significa, spesso, essere lontano da tutto e da tutti. La vita sociale sarà quasi inesistente e potresti sentirti abbastanza solo.

Sarà difficile per i tuoi amici di città farti visita o partecipare a un evento sociale in città; ci saranno meno persone con cui fare amicizia nella tua nuova area; ci saranno meno attività sociali da intraprendere nel paese; e infine, potresti rimanere intrappolato in casa per settimane (a causa di strade bloccate, condizioni meteorologiche avverse, ecc.).

Ultimo ma non meno importante, vivere in campagna è faticoso e richiede molto duro lavoro, soprattutto se decidi di coltivare. Dal prendersi cura del bestiame e accudire il giardino, dallo spaccare legna da ardere e spalare la neve dal vialetto: ci sarà sempre qualcosa da fare, e dormire diventerà un ricordo del passato.

Vivere e lavorare in campagna: come aprire e avviare una propria attività 

Oltre a un cambiamento del proprio stile di vita, in tanti scelgono la campagna per costruirsi un futuro e vivere autosufficienti. Proprio come gli expat, che hanno scelto l’estero per trovare nuove opportunità, allo stesso modo tanti giovani hanno deciso di vivere in Italia lontano dalle città, avviando attività imprenditoriali legate al mondo rurale. 

La terra non delude mai, non marcisce, non te la rubano e non si deprezza. Certo, non è un bene speculativo. Per chi cerca il mordi e fuggi non è consigliato. Il podere va coltivato. Richiede passione e zelo. È il valore nel tempo che permane e si accresce. Occorre mettersi in testa che si tratta di una impresa imprenditoriale, più difficile di altre in questo momento.

L’agricoltura è una cosa seria. Bisogna essere preparati. C’è un altro aspetto da considerare: se i terreni agricoli vengono coltivati in modo diretto, sono previste agevolazioni fiscali per il loro acquisto. Per ulteriori informazioni tieni d’occhio il sito di ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.

Purtroppo è difficile valorizzare le produzioni agricole di massa strette nelle morsa delle strutture commerciali. Per questo è bene fare sogni possibili. Spesso è più facile guadagnare con l’agriturismo, il B&B, le fattorie didattiche, le scuole di equitazione ed altro.

Per iniziare potresti cimentarti a coltivare un piccolo orto. A tal proposito, è molto utile è la lettura del libro “Vivere e lavorare in campagna. Orto frutteto dispensa cantina”.

In conclusione: è meglio vivere in campagna o in città?

Non occorre andare dall’altra parte del globo per vedere il mondo con occhi nuovi. Il luogo in cui viviamo influisce sul modo in cui vediamo il mondo. Vivere in campagna o in città dipende dalle proprie inclinazioni. La città è una droga, ma anche la campagna può esserlo. Per starci bisogna esserci in qualche modo tagliati.

Di sicuro, ci vuole autonomia e non si devono temere troppo una vita di silenzio e solitudine. La campagna, la montagna, il mare, le colline hanno un grande vantaggio: regalano meno relazioni, ma più profonde, emozioni più rare, ma più vere.  A chi sente forte questo impulso consigliamo di buttarsi. Ci saranno sempre dei compromessi, ovviamente, ma potrebbe valerne la pena.

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