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Elisa, “Mi sono trasferita in Marocco, Paese accogliente e dov’è possibile aprire di tutto. Sto aspettando la giusta ispirazione per avviare un business tutto mio”

Elisa Rovito Marocco

Elisa, un Marocco, Paese accogliente e dov’è possibile aprire di tutto

Elisa, originaria della Calabria, ha sempre avuto una passione per i viaggi e per le altre culture. Dopo essersi laureata in lingue e culture africane presso l’Orientale di Napoli la donna, che era già andata in Marocco, ha colto al volo un’opportunità lavorativa che le si è presentata nel 2021 e, nonostante i primi dubbi, è andata a vivere a Casablanca.

“Casablanca è una città che alza di gran lunga il costo medio della vita in Marocco. Gli stipendi medi sono molto bassi ma per un italiano o, più in generale, per un europeo, è possibile trovare quasi sempre un ottimo compromesso” racconta Elisa che suggerisce, a chi vuole trasferirsi in Marocco, di farlo abbracciando l’autenticità del Paese invece di cercarvi l’italianità.

Fra i progetti per il futuro, Elisa sogna di aprire una propria attività o avviare un proprio business, “Il Marocco è ancora un Paese vergine, nel quale investire e aprire nuovi mercati. In futuro mi auguro di aprire un’attività mia o un business mio e di non dipendere dalle aziende marocchine. Attendo la giusta ispirazione.”

Ciao Elisa, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Sono Elisa Rovito, calabrese di nascita e viaggiatrice curiosa. Crescendo ho capito che la mia fame di conoscenza andava oltre un’idea eurocentrica del mondo. Nel 2013 mi sono trasferita nella meravigliosa e multiculturale Napoli, dove ho intrapreso gli studi universitari di lingue e culture africane presso l’Orientale. Da lì ho scoperto una passione per il confronto e l’incontro tra culture, che mi ha portata ad allacciare rapporti umani con persone di altre religioni e continenti.

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Quando sei andata per la prima volta in Marocco?

La prima volta fuori dall’Europa è stata nel 2020, un paio di mesi prima della pandemia, in cui sono atterrata a Rabat per un corso di lingua araba. Mi sono innamorata all’istante della città e delle persone. Dopo pochi mesi sono rientrata in Italia con la promessa che sarei tornata in Marocco.

Cosa ti ha colpita di più del Marocco?

Quel Paese mi ha dato una pace che aveva il sapore dell’estati dell’infanzia, avevo finalmente rallentato i ritmi, mi godevo ogni istante, imparavo nuove parole, gustavo nuovi sapori e incrociavo persone provenienti da qualsiasi parte del mondo. Ascoltavo le diverse storie e partecipavo a feste e serate nei riad della medina.

Quando hai deciso di trasferirti lì?

L’offerta lavorativa che mi avrebbe permesso di vivere a Casablanca è arrivata nell’ottobre del 2021 da parte di un’azienda siciliana che ricercava gelatieri per le vendita e la preparazione di prodotti di pasticceria fredda, proprio nella capitale marocchina del business.

L’idea di vivere in una città caotica e così grande non mi piaceva particolarmente ma era l’unica soluzione, quindi, a inizio 2022 sono partita, nonostante i tentennamenti dei mesi precedenti. Stare lontano da amici e parenti sembrava difficile e lo è diventato realmente quando sei impotente e da sola, sull’altra sponda del Mediterraneo. Il supporto familiare, però, mi ha accompagnata anche nei momenti difficili.

Come ti sei organizzata prima della partenza?

Con il solo passaporto in mano e con un visto turistico di 3 mesi più due valigie. Ecco come sono partita. Per i primi mesi ho vissuto nella cittadina accanto a Casablanca, facilmente raggiungibile in auto. Lì si trovano quartieri residenziali, abitati principalmente da stranieri occidentali o dall’alta società marocchina. Oserei dire che sono posti un po’ privi d’identità ma sicuri e belli, con molto verde e più tranquilli della chiassosa Casablanca.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare?

L’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio alla lunga e complessa burocrazia e, anche se noi italiani ne sappiamo qualcosa, non ci si abitua mai abbastanza. Secondo la legge del Paese, perchè uno straniero venga assunto da dipendente, è necessrio dimostrare che nessun marocchino è in grado di svolgere quel compito. È possibile dimostrarlo ma la trafila di documenti e passaggi, marche da bollo e autentificazioni di documenti sembra infinita.

Come descriveresti Casablanca a chi non c’è mai stato?

Casablanca è una città che alza di gran lunga il costo medio della vita in Marocco. Gli stipendi medi sono molto bassi ma per un italiano o, più in generale, per un europeo, è possibile trovare quasi sempre un ottimo compromesso. Inoltre, in Marocco, le tasse sono molto più basse di ciò a cui siamo abituati nel Bel Paese.

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Puoi parlarci del costo della vita lì?

Il costo della vita per noi italiani rimane comunque basso, la benzina è sull’Euro al litro, la spesa nei mercati locali è veramente conveniente, il prezzo dei taxi è molto basso. Per esempio, con pochi centesimi puoi percorrere chilometri. Nei ristoranti – a parte, ovviamente, quelli più altolocati -difficilmente spenderete più di 15 Euro a persona per un pasto.

Come funziona per trovare un alloggio a Casablanca?

Gli appartamenti vengono spesso affittati non ammobiliati, in modo da ridurre i costi. I prezzi variano moltissimo da zona a zona. Nei quartieri più popolari, 85 m2 costano intorno ai 350 Euro il mese mentre in quelli più centrali, come Maarif, o più residenziali, come Bourgougne, si arriva ai 900/1000 Euro il mese.

Come descriveresti le persone del posto e le loro vite?

I marocchini sono persone più che accoglienti. Del resto, l’accoglienza è intrinseca nella loro cultura e hanno un occhio di riguardo per gli italiani. Chiunque qui ha almeno un parente in Italia e, quindi, un legame con il nostro Paese.

I locals hanno un grande voglia di comunicare, parlano più di una lingua e, quando non trovate una lingua in comune, basta usare i gesti.

I marocchini sono persone sempre disponibili, con un grande senso della famiglia e della solidarietà. Se dovessi trovargli un difetto, direi che non hanno il senso dell’urgenza, tutto può essere rimandato, posticipato, ritardato. In campo lavorativo, per la mia esperienza personale, questo ha rappresentato un grosso problema. L’organizzazione è sconosciuta, così come la puntualità.

Cosa si fa, nel tempo libero, a Casablanca?

Casablanca offre un’ambiente internazionale, ricco d’iniziative ed eventi, dov’è possibile incontrare persone provenienti da ogni angolo del mondo. Imparare a vivere e sopravvivere in questa zona, non di comfort, all’inizio è stata dura. Comunicare quotidianamente in una lingua non tua, non riconoscere i modi di fare, abituarsi al nuovo sapore della salsa di pomodoro o a non scambiarsi troppe effusioni in pubblico, non sapere di chi fidarsi e avere continue incomprensioni per la diversità culturale e linguistica, è stato impegantivo ma anche molto stimolante.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Il Marocco mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente ma anche come persona e donna, permettendomi di affrontare tante insicurezze e venendo a conoscenza di nuove realtà sociali, diverse dalle mie ma pur sempre valide e rispettabili.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi in Marocco?

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Agli italiani che vorrebbero trasferirsi o viaggiare in Marocco, consiglio vivamente di non ricercare l’Italia qui.

Vivete il Paese senza troppi filtri italici, lamentatevi di meno e gotetevi l’accoglienza che ci viene riservata.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Se potessi tornare indietro, proprio sulla scia di quanto scritto nella risposta precedente, vivrei il Paese con meno pretese e mi stresserei meno per il loro modo di lavorare. Opporrei meno resistenza e mi adatterei di più al modo di fare dell’ambiente circostante.

Che suggerimenti daresti a chi, invece, vorrebbe andare in vacanza in Marocco?

Il Marocco è bello e tutto diverso, da nord a sud. Se ne avete la possibilità, il viaggio migliore è un on the road. Dalla costa mediterranea a quella atlantica, dalle montagne di Chefchouen alle onde e al vento di Essaouira. Le capitali imperiali, Marrakesh e Fez, hanno un fascino oltre tempo, rosse e tradizionali, le loro medine sono ricche di mercati artigianali e giardini nascosti. Rabat, la capitale, dona pace ai sensi, è pulitissima e con un lungomare di molti chilometri. Casablanca, la Milano del Marocco per quanto riguarda il business, si affaccia sull’oceano e ha una delle moschee più grandi dell’Africa, Hassan II.

Per me che che sono della Calabria, il viaggio di ritorno dal Marocco è sempre un po’ più complicato ma l’aeroporto di Casablanca ha voli quotidiani da e per l’Italia. I prezzi migliori li hanno i voli che partono da Rabat, infatti, con Ryanair viaggi economicamente sia in Italia sia in Spagna. È facile tornare spesso nella mia regione di origine e i loro treni e voli sono più puntuali dei nostri. Ogni due/tre mesi esco dal Paese, proprio per far ritorno nella nostra penisola, o per un week-end spagnolo.

Progetti futuri?

Il Marocco è ancora un Paese vergine, nel quale investire e aprire nuovi mercati. In futuro mi auguro di aprire un’attività mia o un business mio e di non dipendere dalle aziende marocchine. Attendo la giusta ispirazione.

Per seguire e contattare Elisa:

Instagram: elisa.mariam

 

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