Sono passati 14 anni dal momento in cui Claudia e suo marito hanno deciso di trasferirsi in Ecuador. Dopo aver vissuto in diverse città italiane e per 3 anni negli Usa, il desiderio di allargare la famiglia e la volontà di vivere a contatto con la natura e con la propria famiglia di origine, ha portato Claudia al trasferimento in Ecuador, dove attualmente lavora come maestra Montessori.
Claudia, sei nata in Ecuador ma hai vissuto un po’ dappertutto, fino ad arrivare a Roma nel 2000 dove hai conosciuto tuo marito. Poi, cosa è successo?
Abbiamo vissuto a Roma, dal 2000 al 2002, ho trovato lavoro subito al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, un bellissimo albergo di lusso, mentre mio marito (fidanzato a quel tempo) lavorava al De Rusie. Nel 2002 sono tornata in Ecuador per un paio di mesi e mio marito è tornato negli Usa, dove lavorava da un bel po’. Dopo un paio di mesi ci siamo incontrati a Venezia (lui è veneto), dove siamo rimasti fino al 2004. Successivamente siamo andati a vivere a Milano, fino a marzo 2005, quando abbiamo deciso di sposarci in Ecuador e trasferirci negli Stati Uniti, in California. Ma, personalmente, ho sempre pensato che gli Stati Uniti non fossero un Paese per me, così nel 2008 siamo rientrati in italia, dove abbiamo vissuto fino al 2012, anno in cui abbiamo deciso di trasferirci in Ecuador.
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Perché avete deciso di trasferirvi in Ecuador?
Abbiamo deciso di trasferirci in Ecuador perchè volevamo un figlio e purtroppo in Italia sarebbe stato difficile per noi, perchè eravamo soli. Non avendo i nostri rispettivi genitori vicino, lavorando in albergo sarebbe stato difficile per noi conciliare lavoro e famiglia. Quindi abbiamo deciso di trasferirci in Ecuador per dare alla nostra figlia più natura (Ecuador è un paese bellissimo con tanta natura attorno) e affetto da parte della mia famiglia d’origine.
Come si vive in Ecuador?
Questo è un tasto dolente. L’Ecuador è un Paese bellissimo, ma adesso è diventato veramente difficile viverci a causa della scarsa sicurezza e della difficile situazione lavorativa. Infatti io e mio marito stiamo valutando sempre più seriamente la possibilità di spostarci in un altro Paese. Lui è veneto e ha una sorella che abita a Mogliano, ma in molti ci dicono che l‘Italia al momento non sia un Paese adatto per crescere i bimbi e neanche per restare a viverci: tasse altissime, affitti alle stelle, sistema sanitario con problematiche particolari.
Quali sono i pro e i contro del vivere in Ecuador?
Tra i lati positivi decisamente avere la famiglia vicino e vivere immersi nella natura (abitiamo in un posto di mare). Lati negativi? Tasso di delinquenza molto alto, un sistema sanitario scarsissimo, il costo della vita relativamente alto e una cultura pari a quella di 100 anni fa.
Dopo aver lavorato nel campo del settore alberghiero, attualmente sei una maestra Montessori. A proposito del percorso scolastico, in cosa differisce da quello italiano?
Il bello dell’Ecuador è che puoi reinventarti senza tanti problemi. Per diventare maestra Montessori, ho fatto dei corsi online e un corso in presenza di breve durata. Avevo uno spazio libero che mi ha lasciato mia nonna (anche lei maestra) e ho aperto il mio progetto educativo. Penso che in Italia sarebbe stato impossibile avviare un progetto simile, troppe carte, troppa burocrazia. Il mio progetto educativo è attivo dal 2017, si chiama ESPACIO LUDICO INFANTIL MONTESSORI lo si può trovare su Facebook. Lavoro con i bambini dai 2 ai 4 anni. In quanto al sistema educativo in generale qui è molto permissivo. Ho sentito che la scuola in Italia invece è tanto difficile e rigida e che i bambini sono stressati per i tanti compiti.
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A chi consiglieresti l’Ecuador per un trasferimento e a chi no?
Consiglierei un eventuale trasferimento a coloro che lavorano online, magari con dei bambini. Consiglio anche di trasferirsi in città come Bahìa de Caràquez, Olòn, Ayampe o Cuenca; evitare città grandi e pericolose. Non consiglierei l’Ecuador a persone dai 60 anni in su, soprattutto per il sistema sanitario, anche se loro potrebbero avvalersi di un’assicurazione privata.
A cosa bisogna fare attenzione?
Alla delinquenza dilagante, soprattutto.
Dove vedete il vostro futuro?
Il nostro sogno sarebbe quello di trasferirci in Europa, accompagnando nostra figlia nel suo percorso educativo. Se trovassi lavoro come maestra d‘asilo in scuole private mi trasferirei anche subito! Amo i bambini e la metodologia Montessori mi ha fatto capire che i bimbi hanno bisogno di rispetto e libertà.
