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Vittoria: la mia nuova vita in Canada, sulle orme della mia famiglia

Vittoria Domenichelli

Vittoria: la mia nuova vita in Canada, sulle orme della mia famiglia

A cura di Maricla Pannocchia

Con la musica e la sua Toscana nel cuore, Vittoria è arrivata in Canada nel 2012. Del resto, il suo cuore, ha sempre avuto una connessione con questa terra, perché i suoi genitori, italiani, sono cresciuti nella Little Italy di Toronto. Gran parte della sua famiglia vive in città o nelle zone limitrofe e, anche se Vittoria è cresciuta in Italia, la scelta di andare poi a vivere nella città canadese è stata naturale, per lei.

La decisione è stata presa negli anni dell’università, quando Vittoria si è resa conto che gli sbocchi lavorativi sarebbero stati pochi e che la vacillante situazione italiana, con un sistema meritocratico praticamente inesistente, le avrebbe impedito di avere accesso a opportunità che, invece, sarebbero state disponibili altrove. Vittoria ha preso la decisione d’interrompere il percorso di studi presso l’Università di Siena, pur sapendo di causare un dispiacere ai genitori, dato che la sua sarebbe stata la prima laurea in famiglia.

Una volta trovato un lavoro, Vittoria si è resa conto che la situazione non era ideale. I datori di lavoro si aspettavano che lei quasi li ringraziasse perché l’avevano assunta, spesso i contratti erano inesistenti e la paghe quasi ridicole. Dopo aver affrontato qualche difficoltà, Vittoria ha deciso di finire la stagione nell’agosto del 2012 per poi trasferirsi a Toronto.

Il mese successivo, nel settembre 2012, Vittoria è effettivamente atterrata nella città canadese, forte di essere privilegiata rispetto a molti italiani che si apprestano a trasferirsi in Canada. Quando lei aveva solo due anni, infatti, i genitori hanno fatto richiesta perché la bambina ottenesse la cittadinanza canadese. In questo modo, quando è atterrata a Toronto, Vittoria non ha dovuto affrontare alcuna difficoltà burocratica.

Dopo aver vissuto per anni nelle zone intorno a Toronto, pur facenti parte della Greater Toronto Area (GTA), Vittoria ha finalmente comprato casa a Barrie, che si trova più a nord di Toronto e vanta dei costi degli immobili più bassi. Il cambio vita ha portato anche a delle modifiche nelle abitudini perché, se a Toronto tutti sono sempre di corsa, la vita a Barrie scorre più lenta. Le sue giornate, ora, si muovono al ritmo della natura. Vittoria e il suo compagno si recano spesso al lago vicino casa, dove possono godersi anche ogni giorno ciò a cui molti canadesi possono accedere solo nel fine-settimana.

Inoltre, secondo Vittoria, Toronto è peggiorata molto da quando vi è arrivata lei. La violenza è sempre più diffusa, tanto che lei stessa ha subìto un episodio di violenza armata proprio dietro casa, e questo l’ha portata a sentirsi insicura nell’uscire da sola, anche solo per portare il cane a spasso. Anche la situazione economica ha virato verso il peggio, soprattutto dopo il Covid-19. Anche se Toronto non è mai stata una città economica, con il passare degli anni il costo della vita è aumentato a dismisura e, anche se i salari generalmente sono alti, se comparati a quelli italiani, spesso non sono sufficienti a sostenere le spese di un affitto e quelle della vita di tutti i giorni.

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I vari lockdown e i cambiamenti in città hanno trasformato anche le persone. Se, un tempo, gli abitanti di Toronto e i canadesi in generale erano conosciuti per la loro educazione e gentilezza, negli ultimi anni molte persone sono diventate distaccate, fredde e disinteressate. A Barrie, invece, la gente è più accogliente.

Appena arrivata in città, Vittoria ha fatto qualunque tipo di lavoro e, nel 2019, è stata assunta come receptionist per una start- up nel campo del CyberSecurity. Da lì, è iniziata la sua scalata nel corporate world. Dapprima, Vittoria è diventata Inside Sales Rep (si occupava di tutte le fasi degli ordini), per poi passare a ricoprire il ruolo di coordinatrice del Sales Team, tramite il quale fa da ponte tra i vari rappresentanti in ogni territorio (US, America Latina, Canada, Emirati, Asia) e l’ufficio centrale. Anche l’azienda è cresciuta, nel corso degli anni, e oggi è sotto il comando di una grossa compagnia tedesca.

Vittoria evidenzia anche fattori positivi di Toronto, come la burocrazia, che per molti aspetti è più snella rispetto a quella italiana, con tanti servizi online e gli uffici aperti dalle 8 alle 18, senza pause. La sanità, invece, può essere costosa e le attese per una visita sono spesso infinite. Per via di alcune situazioni personali, Vittoria dice che il livello dei servizi nel settore della sanità è alto. Pensa, ad esempio, a quelli del Sick Kids Hospital a Toronto, che, non per niente, è stato appena nominato “il miglior ospedale per bambini al mondo”.

I problemi, semmai, riguardano i medici di famiglia perché ce ne sono pochi, in relazione al numero di pazienti. Anche se riesci ad avere un medico di base, poi non è facile farsi visitare. Infine, Vittoria sottolinea l’importanza di avere una macchina per spostarsi liberamente a Toronto, perché i mezzi pubblici sono ridotti e le distanze enormi.

Appena arrivata, Vittoria si è appoggiata alla famiglia della madre e, quando, nel 2013, entrambi i genitori hanno perso il lavoro in Italia, questi sono volati a loro volta in Canada. Vittoria ha vissuto con loro fino alla laurea e, dopo, ha preso il suo primo appartamento in affitto. Trovarne non è difficile e, generalmente, vengono richiesti vari documenti come una lettera del datore di lavoro che conferma che lavori per lui e a quanto ammonta il tuo stipendio e i resoconti bancari oltre a dover pagare il primo e l’ultimo mese di affitto non appena stipuli il contratto.

Per quello che ha sentito dire, Vittoria pensa che affittare un immobile sia più complicato, per chi non è cittadino canadese, principalmente perché devi garantire di avere denaro a sufficienza per coprire i costi di tutto il periodo dell’affitto (solitamente, un anno). In ogni caso, è fondamentale avere un buon credito che, in Canada, ti costruisci tramite l’uso delle carte di credito e pagando bollette e affini in tempo. Naturalmente, tutto questo richiede tempo e Vittoria ci tiene a condividere un consiglio che le è stato dato quando era appena arrivata: usare le carte di credito invece di quelle di debito.

Integrarsi con le persone del posto, all’inizio, non è stato molto difficile perché il Canada è un Paese multiculturale e molte persone sono originarie di altre nazioni. Negli ultimi anni, tuttavia, Vittoria sta notando una crescita degli episodi di razzismo, specialmente nei confronti della cultura indiana (una grande fetta della popolazione ne fa parte).

Il focus dei canadesi è il lavoro e le loro vite, in grandi città come Toronto, sono frenetiche. La maggior parte delle persone lavora dalle 9 alle 17, anche se molti negozi, come Walmart, chiudono alle 23 e, per chi vi lavora, i turni sono più lunghi. Socializzare non è facile, soprattutto per chi è single e senza figli, anche perché il costo di una semplice attività è spesso alto e spostarsi da una parte all’altra della città, tra ampie distanze e traffico, può richiedere molto tempo. Per incontrare un amico possono essere necessari mesi di organizzazione e, in generale, dopo il lavoro, le persone passano il tempo in casa. A chi vuole trasferirsi a Toronto, Vittoria consiglia di avere una conoscenza, anche basica, dell’American English (senza farsi troppi problemi per una pronuncia non proprio perfetta, proprio perché in città ci sono persone provenienti da ogni dove). Questo è importante non solo per comunicare con gli altri ma anche per non ritrovarsi costretti a lavorare per degli italiani. È sempre meglio andare a Toronto per qualche mese, per fare una sorta di periodo di prova, per capire se quel mondo, molto differente da quello italiano (specialmente da quello delle piccole province), fa davvero al caso tuo.

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Una cosa importante da sapere è che a Toronto si lavora duro. Il guadagno è alto ma anche le spese lo sono e gli orari possono essere impegnativi. Ottenere uno sponsor per poter andare a lavorare in Canada non è facile e il mercato del lavoro è estremamente competitivo. Inoltre, i contratti, in Canada, non sono vincolanti o a favore del dipendente. In poche parole, una persona può essere mandata a casa senza alcuna ragione apparente, ed è legale. C’è anche da tenere di conto degli inverni, che spesso sono pesanti per via delle temperature, che possono scendere anche al di sotto dello zero (e di molto). È necessario prepararsi ad affrontare lunghe e apparentemente interminabili giornate fredde e grigie.

A chi valutando una vacanza a Toronto, invece, Vittoria dice di… pensarci bene. Sapendo di essere forse una voce fuori dal coro, la donna sottolinea che a Toronto non c’è granché da vedere e che le zone che meritano una visita sono la British Columbia e la Nuova Scotia. Il Paese è noto per gli splendidi paesaggi naturali e Vittoria consiglia ai visitatori italiani di incentrare il viaggio su quelli.

Se guarda al passato, Vittoria si concederebbe un anno per provare altre esperienze, invece di gettarsi subito a capofitto nel percorso universitario, e capire meglio come funzionano le cose a Toronto. Quando è arrivata, nessuno – né lei né i genitori – pensava che quello sarebbe stato un trasferimento a lungo termine. Guardando al percorso di studi, se potesse girare all’indietro le lancette dell’orologio, Vittoria sceglierebbe un college e non l’università, come invece ha fatto, perché, se una persona ha le idee chiare, il college fornisce molte più opportunità.

Un’altra cosa che Vittoria farebbe diversamente sarebbe quella di lasciare a casa la mentalità italiana. Un esempio su tutti è come molti italiani tendano quasi a sputare su lavori reputati umili, dicendo che preferirebbero restare a casa piuttosto che andare all’estero per fare i camerieri o simili. Ragionando a sua volta in quella maniera, quando, a 21 anni, Vittoria lavorava da Costco, non si rendeva conto dell’opportunità che aveva e ora si dice che, se avesse mantenuto quell’impiego, probabilmente sarebbe cresciuta professionalmente e guadagnerebbe molto più di adesso.

Ad ogni modo, Toronto le ha insegnato che, se una persona s’impegna, prima o poi raccoglie i frutti di quel duro lavoro. Vittoria ha imparato a non paragonare il suo successo a quello altrui ma anche ad apprezzare le differenze, che ci arricchiscono. Guardando al futuro, Vittoria si sente già soddisfatta di dov’è arrivata, perché ha realizzato numerosi sogni.

Quando è partita per Toronto, Vittoria voleva l’indipendenza, una carriera e una casa tutta sua. E li ha ottenuti. Adesso, però, la donna vuole concentrarsi proprio sul suo lavoro, per aprirsi a nuove possibilità, senza però dimenticare il suo nucleo famigliare. Del resto, creare un equilibrio fra vita professionale e vita privata, in Canada, non è così facile come può sembrare.

Per seguire e contattare Vittoria:

Instagram: vic58100gr

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