Paolo: vivo a Berlino e ve la racconto sul mio blog dedicato alla città
Paolo, romano laureato in lingue e iscritto all’Albo dei giornalisti, non ha avuto grandi opportunità lavorative in patria – “i quotidiani locali mi offrivano 3 Euro ad articolo, oltre a lavoretti con contratti a progetto o proposte in nero nella gastronomia” – così ha deciso di stabilirsi a Berlino, città dove aveva già vissuto in passato.
Lì, Paolo ha trovato un lavoro ben retribuito in uno dei settori più in voga nella capitale tedesca, ovvero, quello del tech. A chi sogna un trasferimento a Berlino, Paolo suggerisce di partire con qualche soldo da parte perchè ora è diventato quasi impossibile trovare una stanza o un appartamento in affitto e, soprattutto, farlo in tempi brevi.
È anche fondamentale imparare il tedesco. “Se si è laureati e si parlano le lingue ci vuole pochissimo a trovare lavoro presso una multinazionale o una start-up. La cosa è più difficile se si pensa di poter lavorare con il solo diploma di scuola superiore o parlando solo l’italiano. In quel caso si finisce per forza di cose nel vortice della ristorazione italiana, con spesso poche garanzie in merito a ferie, malattia, straordinari e rispetto delle regole vigenti in Germania” racconta Paolo.
Per tenere viva la sua passione per la scrittura, Paolo ha fondato il suo blog, dedicato interamente a Berlino, che consiglia di visitare sia a chi vorrebbe trascorrere le vacanze nella città tedesca sia a chi già ci vive e vuole consigli sulle attività e sulla vita lì.
Ciao Paolo, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…
Ciao! Sono Paolo, vengo da Roma e tra pochissimo festeggerò 40 anni. Sono laureato in lingue e iscritto all’Albo dei giornalisti, sebbene non io non pratichi più dal 2011 circa. Le mie più grandi passioni sono viaggiare e le birre: è proprio per questo motivo che oggi mi trovo in Germania! Quando lo dico la gente pensa che stia scherzando ma non scherzo affatto…
Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?
Fin da piccolo ho sempre avuto il desiderio di viaggiare, scoprire nuovi posti e vivere in realtà diverse da quella italiana. L’aver studiato lingue, compreso il tedesco, mi ha aiutato sicuramente a muovere i primi passi all’estero. Diciamo poi che la situazione lavorativa in Italia non era proprio delle migliori: i quotidiani locali mi offrivano 3 Euro ad articolo e, oltre a lavoretti con contratti a progetto o proposte in nero nella gastronomia, non è che ci fossero chissà quali opportunità stimolanti in patria.
Vivi a Berlino dal 2013. Cosa ti ha spinto a trasferirti proprio lì?
Avevo già vissuto qui nel 2010, quindi, quella di tornare è stata una scelta abbastanza naturale. All’epoca qui a Berlino vivevano ancora dei miei amici tedeschi che mi hanno aiutato a sistemarmi per i primi mesi. Il problema principale in città sono gli affitti e la possibilità di trovare una stanza o un appartamento dove fare la residenza. Aver potuto subaffitare la stanza di un amico che si trasferiva per un anno in Indonesia per studio ha reso il tutto più facile. L’idea, in realtà, non era quella di fermarmi a Berlino, sebbene adori la città e la sua vivace scena culturale, ma ho trovato subito lavoro e, quindi, mi sono fermato.
Hai notato dei cambiamenti, sia positivi sia negativi, da quando sei arrivato lì a ora?
Ho notato moltissimi cambiamenti negativi. In primis, l’aumento degli affitti. Negli ultimi 10 anni sono letteralmente esplosi ed è impossibile, per una persona con uno stipendio normale, permettersi un monolocale o anche solo una stanza. L’inflazione galoppante ha fatto il resto: ad esempio, nell’ottobre 2019 una birra media nel mio birrificio preferito costava 2,80 Euro mentre oggi ne costa 5. Inoltre, vivendo qui, ho scoperto che l’efficienza tedesca non esiste. Il sistema sanitario fa acqua da tutte le parti, i mezzi pubblici non sono sempre affidabili e la manodopera non è altamente qualificata o quantomeno non è al livello di quella italiana! Di positivo c’è comunque che il mercato del lavoro è molto dinamico ed è praticamente impossibile rimanere disoccupati. Inoltre, nel corso di questi anni, la scena culturale berlinese è migliorata di molto. Ci sono molti meno “dilettanti” e molti più professionisti in giro: stand up comedy di buon livello, gallerie d’arte con offerte di gran valore, concerti interessanti ogni sera…
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Di cosa ti occupi?
Come molti altri expats lavoro nel campo tech. È un lavoro tutto sommato semplice, ben pagato, che mi consente di vivere sereno senza dover fare rinunce! Di questi tempi è un vero lusso. Inoltre, per mantenere viva la mia passione per la scrittura e il giornalismo, ho fondato un blog. Non si tratta però di un vero e proprio lavoro – non ci guadagno nulla di nulla – ma giusto di uno sfizio.
Parliamo del blog “Berlino Caput Mondi.” Che argomenti tratta? Come mai hai deciso di fondarlo?
Come dicevo poco fa, ho scelto di creare un blog su Berlino principalmente per coltivare una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Nel blog cerco di raccontare la vera Berlino, quella che non trovate sulle guide turistiche cartacee. Parlo dei luoghi interessanti fuori dai “soliti circoli”, di bar e ristoranti tipici dove va il berlinese e non il turista. Cerco, poi, di condividere anche dritte per chi in città già ci vive o vuole trasferircisi: quali sono i musei gratuiti, idee per il week-end, consigli sui concerti o sulle mostre del momento, come trovare lavoro a Berlino, ecc…
È facile, per un italiano, trovare lavoro a Berlino?
Direi che è abbastanza facile per gli stranieri, a prescindere dalla nazionalità. È importante, però, saper parlare un buon tedesco o avere almeno un ottimo inglese. Se si è laureati e si parlano le lingue ci vuole pochissimo a trovare lavoro presso una multinazionale o una start-up. La cosa è più difficile se si pensa di poter lavorare con il solo diploma di scuola superiore o parlando solo l’italiano. In quel caso si finisce per forza di cose nel vortice della ristorazione italiana, con spesso poche garanzie in merito a ferie, malattia, straordinari e rispetto delle regole vigenti in Germania.
Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?
In primis direi il settore tech. C’è un bel movimento per chi ha competenze informatiche e parla le lingue. Non bisogna per forza di cose essere ingegneri o informatici. Spesso noi italiani partiamo dal Customer Service e finiamo poi per diventare dirigenti, trainers, product owners, ecc. Altri due settori molto dinamici sono quello delle spedizioni (DHL, Amazon, DPD ed Hermes cercano costantemente corrieri!) o quello delle consegne a domicilio. In questo caso, le aziende da cercare sono Wolt, Liefernado e UberEats. Queste, però, sono professioni molto dure, che consiglio a chi ha bisogno di un lavoro immediato e non parla ancora tedesco. Spesso assumono anche persone che non conoscono la lingua. Se, invece, si parte già con un’ottima base di tedesco, suggerirei di provare come infermieri o insegnanti, due posizioni molto ricercate!
Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?
Negli ultimi anni l’inflazione è schizzata alle stelle, a causa dell’aumento dei salari minimi, della guerra in Ucraina e degli interminabili lock-down che hanno paralizzato l’economia tedesca per due anni abbondanti. Se prima gli stipendi erano in linea con il costo della vita, oggi non mi sento di poter dire lo stesso. Chi può permettersi un buon lavoro con un buono stipendio soffre meno gli aumenti che ci hanno colpito negli ultimi tre/quattro anni ma non oso immaginare le difficoltà di una cassiera di supermercato, di un impiegato presso i musei cittadini, di un lavoratore generico o di un cameriere.
Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?
Non guido da 10 anni, quindi, non so dirvi il prezzo preciso della benzina. Mi pare di averla vista ieri a 1.8 Euro. Esiste un abbonamento da 49 Euro al mese che permette di viaggiare su bus, metropolitane e treni regionali in tutta la Germania! Il costo del cibo varia se si fa la spesa in un discount, in un supermercato o al mercato rionale ma diciamo che, ad esempio, una Schrippe (panino tipico berlinese) costa 19 centesimi al pezzo, 200 grammi di insalata mista in busta stanno sugli 89 centesimi, una mozzarella sui 90 centesimi, un pacco di pasta al discount credo sui 79 centesimi ma comprando marchi italiani conosciuti saliamo ai 2 Euro o più per 500 grammi. Un caffè al bar costa dai 3,50 Euro in su, una birra media ormai costa 5 Euro o più, a meno che non si vada in qualche fumoso pub per locals.
Quali sono, secondo te, i pro e i contro del vivere a Berlino?
Ci sono moltissimi pro. In primis la possibilità di vivere e spostarsi liberamente senza aver bisogno di un’automobile. I mezzi funzionano abbastanza bene e ci si può muovere senza problemi dal punto A al punto B, a qualsiasi ora del giorno e della notte. C’è una vita notturna molto dinamica, forse troppo concentrata su techno e musica elettronica ma anche per chi ama il rock non mancano concerti o serate. Ci sono, poi, tante stand up comedy, tre teatri dell’opera, cinema, serate burlesque… per non parlare poi di pub e ristoranti. Non conosco altre città in Europa con una scelta così vasta. Si trova lavoro molto facilmente. Dei contro ne abbiamo già discusso brevemente prima: costo della vita in costante aumento e impossibilità di poter trovare una stanza/appartamento. Berlino è una città relativamente tranquilla ma, trattandosi di una metropoli, non manca comunque la criminalità. Un altro problema molto sentito è l’abuso di droghe pesanti e tutti i disagi che la cosa porta con sè: ancora oggi non è raro trovare eroinomani che si bucano sotto i ponti o nei bagni publici della città.
Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?
Una cosa è fondamentale: registrare il proprio domicilio. Senza quello lo Stato non può rilasciarvi il codice fiscale e non potete iniziare a lavorare. Per poter prendere un appartamento o una stanza, però, la maggior parte dei proprietari chiede le ultime tre buste paga (tedesche), tramite le quali potrai dimostrare i tuoi guadagni. Ricapitolando, per lavorare hai bisogno di una casa ma per avere una casa devi già avere un lavoro. Un cane che si morde la coda!
Come ti sei mosso per cercare un alloggio?
Inizialmente ho preso in subafitto una stanza da un amico. Quando ho dovuto lasciarla mi sono mosso come tutti andando sui vari siti di annunci (ad esempio WG Gesucht e Immobilienscout) e ho mandato la mia candidatura. Nonostante una buona busta paga, la ricerca è stata lunga ed estenuante. Per trovare un appartamento come si deve ci ho messo nove mesi!
Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?
A Berlino non sei tu a scegliere la zona in cui vivere. Prendi il primo appartamento nel quale vieni accettato dal proprietario, altrimenti conviene cercare in altre città tedesche meno quotate e scordarsi Berlino. Al momento non si trova niente sotto i 1200 Euro per un monolocale (anche in periferia), dovete qundi presentare uno stipendio netto di almeno 3600 Euro mensili, altrimenti verrete scartati a prescindere. La regola delle agenzie immobiliari, infatti, è di accettare solo candidature da chi guadagna tre volte tanto il costo dell’affitto. Si trova ovviamente anche qualcosina a meno ma dovrete lottare contro altre 500 famiglie che vogliono prendere quell’appartamento.
Come sei stato accolto dalla gente del posto?
Molto bene. Berlino è una città multiculturale e aperta – in ogni senso! È molto facile integrarsi nel tessuto sociale, soprattutto se si parla la lingua. In ogni caso, la comunità di expats internazionali è talmente ampia che non si fa fatica a fare amicizia con gente da ogni dove. Il berlinese originale lo trovi solo nei pub locali ma l’essere berlinese è uno state of mind, non un fatto di certificato di nascita. Se come “gente del posto” contiamo anche i russi, polacchi, turchi e sudamericani che vivono qui da 10 anni o più, posso garantire che l’accoglienza è molto positiva.
Come valuteresti servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?
Sulla sanità stendiamo un velo pietoso! Fortunatamente non ho mai avuto bisogno di nulla ma, viste le esperienze pessime avute da amici e conoscenti (evito di entrare nel dettaglio per decenza e rispetto), se mai avessi bisogno di un intervento serio, tornerei in Italia. In realtà anche una cosa semplice come la pulizia dei denti torno a farla in Italia. Purtroppo il sistema sanitario tedesco non è buono come si crede. La burocrazia, invece, sebbene macchinosa, non è poi così malvagia. Berlino paga il prezzo di essere una città di quasi 4 milioni di abitanti. È normale che le cose vadano più a rilento rispetto a una raltà di provincia. I mezzi pubblici funzionano molto bene, nonostante i problemi che una grande città porta con sè. Se paragoniamo Berlino a Roma, non c’è proprio storia!
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Cosa si fa, a Berlino, in ambito artistico, ricreativo e culturale?
Berlino è conosciuta come la capitale della techno ma in realtà anche la musica classica, il jazz e il punk tirano moltissimo! A livello di arti visive si possono trovare centinaia di gallerie, più o meno valide. Consiglio in particolare un giro sull’Augustastrasse e nei pressi di Savygnyplatz. Ci sono poi due squadre di calcio molto seguite (Hertha ed Union), una squadra di basket molto importante (Alba Berlin) e team di pallamano, pallavolo e hockey su ghiaccio con un buon seguito. Sul mio blog (e sulla relativa pagina Instagram) si possono trovare molti suggerimenti sugli eventi in cittá!
Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?
Non vorrei sembrare presuntuoso ma non ho avuto difficoltà di alcun tipo. Il mio trasferimento è stato ponderato e organizzato nei minimi particolari. L’unica difficoltà che ancora persiste è il trovare la cicoria nei supermercati/mercati rionali. Tuttavia, dopo più di 10 anni ormai ci ho rinunciato!
E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?
Tantissime. Già il fatto di “essermi fatto da solo”. Sono venuto qui con tutti i miei risparmi e mi sono ricostruito una vita da zero. Ho trovato casa, lavoro e affetti. Ho superato tutte le sfide che il vivere in un Paese straniero porta con sè. La più grande soddisfazione rimane quella di essere un esperto della città, di raccontarla a chi vorebbe visitarla e di ricevere per questo feedback positivi da parte dei miei lettori.
Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?
Cercate, se possibile, di partire con un bel budget di sopravvivenza, vi servirà nei primi mesi a Berlino! Una volta sul posto cercate di farvi degli amici: al corso di lingua, sul lavoro (se già lo avete) o al pub sottocasa. Avere un’ampia rete sociale al giorno d’oggi è quello che più garantisce la possibilità di trovare un appartamento. Il passaparola ancora batte tutti i siti web di annunci! In alternativa, potete rivolgervi a un agente immobiliare o a un’agenzia che affitta piccoli appartamenti per brevi periodi ma andrete a pagare molto di più. Consiglio di venire a vivere a Berlino a chi ama la libertà, a chi è di mentalità aperta e sa trovare il bello nelle piccole cose. Se siete musoni, razzisti od omofobi, a Berlino avrete vita breve.
E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?
Ovviamente consiglio di abbonarsi alla mia pagina Instagram e leggere gli articoli sul mio blog! Sono sempre disponibile a rispondere a tutte le vostre domande.
Puoi suggerire ai nostri lettori dei posti poco conosciuti che, secondo te, meritano una visita?
Un luogo di Berlino che mi piace moltissimo e che in pochi visitano è la Zitadelle a Spandau. Si tratta di una fortezza rinascimentale che al suo interno ha l’edificio più antico della città: la Juliusturm! Consiglio inoltre il museo di Berlin-Karlshorst, il luogo dove la Germania nazista siglò la sua resa incondizionata agli Alleati nel ‘45. È gratuito!
Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?
Non me ne sarei andato nel 2010 ma sarei rimasto qui. E avrei comprato casa. All’epoca, con 50.000 Euro potevi comprare facilmente un monolocale. Oggi ne servono almeno 200.000.
Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?Ho imparato che i tedeschi forse non sono poi così diversi dagli italiani, solo che non amano ammetterlo. Ho imparato anche a lavorare in un ambiente internazionale, circondato da persone di ogni dove. Proprio per questo, ho imparato che le incomprensioni date da un differente background culturale possono crearti difficoltà. Ho imparato che i problemi si affrontano quando si presentano, inutile fasciarsi la testa prima e piangersi addosso. Ho imparato che la vita è fatta di attimi, che nulla dura in eterno. Ho imparato che trasferirsi in una nazione diversa dalla propria fa maturare esperienze, visioni e necessità diverse da quelle di chi è rimasto in Italia.
Progetti futuri?
Capire se restare ancora a Berlino, trasferirmi in un’altra città tedesca o cambiare nazione. Da una parte adoro le sfide, dall’altra non ho molta voglia di ricominciare da zero.
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