Giancarlo: trasferirsi in Messico per amore
A cura di Maricla Pannocchia
Ne ha fatta di strada Giancarlo, che adesso si gode la vita ad Aguascalientes, cittadina del Messico, da quando trascorreva la sua infanzia e adolescenza fra Vezzano Ligure e Sarzana o dagli anni dell’università nella casa condivisa con altri studenti a Genova. È stato proprio lì che ha conosciuto la ragazza messicana che gli ha rubato il cuore e, grazie allo studio, Giancarlo è potuto partire per la prima volta per l’America Latina.
Tramite il programma CINDA (dallo spagnolo “Centro Interuniversitario de Desarrollo”), una sorta di Erasmus mirato principalmente ai Paesi dell’America Latina, Giancarlo ha potuto studiare presso l’Universidad Autónoma Metropolitana di Città del Messico. Correva l’anno 2016 e ora il portabandiera del programma è il Tecnológico de Monterrey ma a quei tempi, nonostante le difficoltà nella burocrazia, assai più complicata di quella necessaria per partecipare al programma Erasmus, il ragazzo si è ritrovato proprio a Città del Messico.
La scelta della città in cui studiare non è stata casuale ma dettata dall’amore. Giancarlo, infatti, aveva la fidanzata che viveva lì e, nel programma, ha visto non solo una meravigliosa opportunità per studiare in un altro continente ma anche quella per poter vivere nello stesso luogo della sua amata. Le difficoltà ci sono state come, per esempio, il far capire ad amici e parenti che il Messico non è solo quello della Riviera Maya o dei narcos, come questi credevano, ma Giancarlo ha affrontato quelle conversazioni con diplomazia. Del resto, prima di conoscere colei che poi è diventata sua moglie, anche lui era come i suoi cari. Per esempio, non gli era mai venuto in mente di trasferirsi in Messico. Quando sognava in grande, si vedeva a vivere in Spagna ma, in realtà, da buon provinciale, pensava che sarebbe andato ad abitare in una “grande città” come Genova.
La decisione di volare definitivamente in Messico non è stata presa alla leggera. L’idea di separarsi è qualcosa che aveva sfiorato i due giovani solo per un momento e, capito che non si sarebbero lasciati, si sono resi conto di dover decidere chi, fra i due, avrebbe dovuto dire addio alla sua famiglia e al suo Paese. In quanto neolaureato in Scienze dell’Architettura, Giancarlo era piuttosto sicuro che l’Italia non potesse dargli chissà quale opportunità, quindi, la decisione è stata presa. Sarebbe stato lui a trasferirsi in Messico, dove la sua compagna stava studiando per conseguire una seconda laurea e aveva già un lavoro a tempo pieno e con un contratto a tempo indeterminato. In più, per lei sarebbe stato più difficile superare gli scogli burocratici per riuscire a vivere stabilmente in Europa.
Dal 2018 al 2020, quindi, la coppia ha vissuto a Città del Messico ma poi è arrivata la pandemia, scompigliando tutte le carte. Giancarlo ha perso il lavoro, la sua compagna ha dovuto ripiegare sullo smart working e, dato che qualche mese prima dell’arrivo del Covid-19, la coinquilina se n’era andata, la ragazza si è ritrovata a sostenere da sola tutte le spese. Insomma, la situazione non era propriamente rosea ma il suocero di Giancarlo aveva investito con successo in una casa ad Aguascalientes, una città nel centro del Messico e, dato che lì la coppia avrebbe dovuto pagare solo le bollette e quello che sarebbe servito per dare una pitturata all’edificio, anche quella volta, la scelta è stata piuttosto logica.
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Ecco che Giancarlo e la sua compagna si sono trasferiti ad Aguascalientes e, da lì, lui ha iniziato a inviare CV per cercare un nuovo lavoro. Ora Giancarlo è VDC Lead (dall’inglese “Virtual Design Construction”) in una ditta di costruzioni nell’ufficio BIM (dall’inglese “Building Information Modelling”) e, insieme ai colleghi, traccia i passi per la trasformazione digitale dell’azienda. Per esempio, quest’anno Giancarlo si è dedicato alla formazione nell’uso della piattaforma Autodesk Construction Cloud per centralizzare i dati di progetto in qualunque formato (modelli, planimetrie, documenti e specifiche tecniche) e dei vantaggi che ciò porta in tempi di esecuzione, costo e riduzione degli errori di progettazione o esecuzione. Inoltre, l’uomo ha proposto la standardizzazione delle campagne di fotogrammetria con drone e rilievi con laser-scanner per seguire l’andamento del cantiere e all’orizzonte si profilano più interazioni tra le varie aree.
Vivere a Città del Messico non è sempre facilissimo, principalmente a causa di tre problemi: la sicurezza, i costi e trovare un lavoro che offra un buono stipendio. Scegliendo di vivere in un quartiere con scarsi problemi di sicurezza, una persona può aspettarsi di spendere il 50-60% dello stipendio nell’affitto di un bilocale, trovare un lavoro a Santa Fé (che vuol dire fare almeno due ore di viaggio ogni giorno) e pagare frutta e verdura come se lo stipendio fosse in dollari. Nonostante Aguascalientes sia una capitale statale lì invece è facile spostarsi in bicicletta, c’è meno pressione ed è possibile usare soltanto il 30-40% dello stipendio per pagare l’affitto.
A proposito di stipendio, Giancarlo guadagna poco più di 20.000$ (MXN). Un altro aspetto che spesso può rivelarsi problematico è la sanità, che si rivela sempre un terno al lotto. L’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (IMSS) è gratuita ma non è possibile sapere in anticipo quale medico effettuerà la visita. L’asilo nido è gratuito ma può capitare di dover aspettare molto tempo per gli esami e le visite specialistiche. Le medicine acquistabili con la ricetta sono gratuite ma spesso le farmacie non le hanno.
Per quanto riguarda i mezzi pubblici, Giancarlo si sposta spesso in bici ad Aguascalientes, attraversandola in circa 50 minuti, ma se uno vuole prendere gli autobus è necessario comprare un biglietto per una corsa singola perché, nelle varie città da lui visitate, il concetto di abbonamento si è rivelato praticamente sconosciuto. Per muoversi a Città del Messico, Giancarlo consiglia di usare la metropolitana o il Metrobus, anche se è meglio evitarlo nelle ore di punta, per non ritrovarsi in convogli decisamente pieni di gente. Infine, la burocrazia gli sembra buona, anche se l’ha fatto penare un po’ per il rilascio del permesso di soggiorno. Del resto, Giancarlo ha fatto tutto in autonomia.
Per cercare un posto in cui vivere, è possibile muoversi come ha fatto Giancarlo che, a Città del Messico, ha trovato casa sfruttando le pagine locali di annunci, i gruppi Facebook per studenti universitari e le agenzie immobiliari, che possono essere franchising come quelli di Tecnocasa e Remax o private. Vivere in Messico è come approcciarsi al Sud Italia, con un’accoglienza immediata basata sul cibo e sulla convivenza. In molti hanno accolto Giancarlo come se fosse semplicemente il nuovo collega o vicino di casa e non una persona appena arrivata da un altro continente.
Forse è anche per via dei punti in comune con i messicani che l’uomo non ha provato un vero bisogno di cercare amicizie italiane però ci sono delle differenze con i locals che lo spingono a pensare che ci sia una generazione di differenza tra Italia e Messico. A Giancarlo viene in mente suo nonno, che svolgeva due lavori e pensava che non vedere i suoi figli tutto il giorno fosse giusto. Quello, per lui, era il sacrificio da fare per dare un futuro migliore ai suoi ragazzi.
I messicani di 50-60 anni ragionano come faceva il nonno di Giancarlo mentre i messicani di 20-30, in procinto di metter su famiglia, condividono gli stessi ragionamenti che, a suo tempo, faceva il padre di Giancarlo.
A chi sta pensando di trasferirsi in Messico, Giancarlo consiglia di ottenere il visto da studente o di andarci prendendosi una pausa dal lavoro. Chi sta pensando al Messico come a un Paese in cui cercare un lavoro da dipendente, secondo Giancarlo dovrebbe guardare altrove, perché lì lo stipendio medio è di 8.800 $ [MXN] il mese, per chi lavora come dipendente, con soli 12 giorni di vacanza nel corso del primo anno di lavoro. Naturalmente, più il CV è valido, più ci sono possibilità di ottenere qualcosa in più. Il Messico è consigliato agli imprenditori (Giancarlo ne conosce diversi che hanno avuto più successo che in Italia) e a chi ha rendite estere che possono garantire un piacevole soggiorno nel Paese senza doversi preoccupare dei soldi.
Un altro aspetto da tenere a mente, secondo Giancarlo, è la nostalgia di casa. Lui ne sa qualcosa perché, nonostante l’amore per la moglie e la vita che ormai vive in Messico, è perfettamente conscio di essere a molte ore di volo dall’Italia. Insomma, trasferirsi in Messico non è come andare a vivere in Spagna. Non potrai tornare a casa per il matrimonio del cugino, il Natale o il compleanno del fratellino. Anche nelle occasioni di nostalgia per il tuo Paese e la tua famiglia (che ci saranno), non potrai semplicemente salire su un aereo e andare a trovarli nel giro di un paio d’ore. Questo è un fattore che magari, per via dell’adrenalina che carica chi si appresta a partire, viene spesso preso alla leggera e che può presentare il conto una volta in cui la persona si trova in Messico.
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Una cosa interessante da fare potrebbe essere quella di cominciare visitando il Messico, sia per chi pianifica di andarci a vivere stabilmente sia per chi, semplicemente, ama viaggiare. Per molti, il Paese è collegato esclusivamente alla Riviera Maya ma in realtà offre ben 32 Stati da visitare. Tempo e denaro permettendo, Giancarlo consiglia di esplorarne almeno 3 o 4. Il Messico è in grado di offrire siti archeologici, appuntamenti gastronomici e tante occasioni per esplorare la cultura locale. Giancarlo sa che molte persone hanno dei pregiudizi legati al Messico, magari causati proprio dal sentito dire e forse un viaggio lì potrebbe essere un’ottima occasione per iniziare a smontarli.
Per esempio, molte persone credono che sia impossibile spostarsi via terra nel Paese per via dei narcos ma in realtà il Messico è enorme e ci sono città oggettivamente pericolose (come Culiacán e Salvatierra) e altre tranquille e sicure, fra cui Aguascalientes. Un’altra convinzione molto diffusa fra gli italiani è che i messicani mangino le tortillas dalla mattina alla sera ma non è proprio così.
Guardando al passato, Giancarlo eviterebbe il visto per motivi di lavoro, che lo ha fatto sentire un po’ sul filo del rasoio anche dal punto di vista della relazione sentimentale con la sua ragazza, anche perché poi ha richiesto il permesso di soggiorno per motivi familiari. Inoltre, andando ancora più indietro nel tempo, a quando ancora viveva e studiava in Italia, Giancarlo avrebbe fatto subito il passaggio dalla Magistrale a Ciclo Unico alla Triennale, senza gettare la spugna nel corso di un anno, così da evitare un anno extra di relazione a distanza. Nonostante questo, l’uomo sorride, decidendo di lasciar perdere il gioco del “Se potessi tornare indietro” perché il passato è ormai passato e tutto è andato esattamente nel modo in cui doveva andare.
Del resto, la vita in Messico gli ha insegnato molto fra cui a resistere, rimanere in piedi e ridefinire certi standard. Ancora, l’uomo ha imparato a modificare parti di sé senza perdere la sua identità e si è sorpreso della facilità con cui è possibile vivere in un altro continente, avendo al fianco la persona amata. Questo tuttavia non cancella la nostalgia di casa, che a volte lo ha travolto quando meno se lo aspettava.
Per i prossimi anni, Giancarlo pianifica di restare ad Aguascalientes per assistere alla trasformazione digitale dell’azienda anche se il suo sogno è tornare ad abitare a Genova, città in cui ha conosciuto colei che sarebbe diventata sua moglie e che gli piace molto. Anche Città del Messico non gli è dispiaciuta, quindi, se trovasse una buona offerta di lavoro lì, ci tornerebbe volentieri.
L’ultima possibile meta è un Paese che non ha niente a che vedere né con l’Italia né con il Messico, il Canada, tuttavia, proprio perché Giancarlo ne sa qualcosa di nostalgia di casa, non pensa che sarebbe una grande idea andare a vivere in una nazione in cui sia lui sia la moglie sarebbero lontani dalle loro famiglie.
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