Clara: frequento l’università a Tokyo
La vita di Clara, 33enne originaria della Sardegna, è sempre stata scandita dai viaggi e dalle esperienze all’estero. Prima di partire per il Giappone, dove è arrivata da poco per frequentare l’università, Clara ha vissuto e lavorato in Francia, Regno Unito, Malta, Grecia e Slovenia.
Il primo viaggio di Clara in Giappone è avvenuto nel giugno del 2024, quando aveva appena finito di lavorare. Si trattava di un viaggio programmato da tempo e, non appena è atterrata a Osaka, Clara si è sentita come avvolta in una nuvola di novità e magia. Il Giappone non è entrato per caso nella sua vita. Clara ha scelto di frequentare l’università a Maastricht perché questa aveva un accordo con le università giapponesi di Kyoto e Sendai.
Quando, nel 2023, Clara ha fatto l’immatricolazione, dentro di sé sapeva di voler studiare in Giappone, anche se non avrebbe saputo spiegarne razionalmente le ragioni. Tuttavia, nel 2024, quando Clara ha fatto domanda per queste università, non è stata accettata in nessuna delle due per via di alcuni disguidi burocratici ma lei non si è arresa. Consapevole di voler studiare nel Paese del Sol Levante, l’unico dove avrebbe potuto specializzarsi e conoscere meglio il settore di ricerca a cui era interessata, Clara ha inoltrato la candidatura a colui che è poi diventato il suo supervisore a Tokyo, dove vive adesso.
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Nonostante il Giappone sia spesso presentato come un Paese in cui tutti devono lavorare e studiare duramente, Clara trova la sua vita in università molto rilassata. Tutti sono molto focalizzati sull’equilibrio fra lavoro e tempo libero, sia gli studenti sia gli insegnanti. L’unica eccezione è il sensei, ovvero il suo supervisore, perché, in quanto professore senior, ha anche incarichi governativi e lavora molto anche al di fuori dell’università.
Uno degli aspetti principali per chi vuole trasferirsi in Giappone ha a che fare con la burocrazia. Secondo Clara, per poterla navigare, è fondamentale conoscere il giapponese. Lei è stata molto aiutata dall’università per ottenere il visto ma anche per avere un numero di telefono locale o altri documenti. Per quanto riguarda la sanità, invece, lei l’ha provata due volte e in due città diverse, Tokyo e Hiroshima. In entrambi i casi i medici erano seri e pacati. Anche in questo caso, poiché la maggior parte dei giapponesi non parla l’inglese, è bene conoscere la lingua o, come ha fatto lei in quelle occasioni, farsi supportare da qualcuno che la parla.
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Per quanto riguarda i mezzi pubblici, questi sono generalmente puntuali e, anche quando ritardano, non lo fanno mai tanto quanto quelli olandesi o italiani. Gli Shinkansen, i famosi treni ad alta velocità che collegano diverse città del Paese, sono però molto cari, a volte anche più degli aerei.
Trovare un alloggio a Tokyo può non essere semplice e, visto che l’università l’aveva informata che sarebbe stato difficile ricevere l’assegnazione di un posto in cui stare, Clara si è iscritta a un gruppo Facebook per chiedere informazioni sulla situazione alloggi. Alcune persone le hanno consigliato posti come Sakura House e Borderless House, che affittano mensilmente a chi ha il visto.
Il costo di quelle camere è alto ma si tratta di sistemazioni arredate e molto carine, perfette anche per chi arriva da lontano e non parla il giapponese. A novembre, però, Clara si è trasferita nel dormitorio vicino al suo campus, dove l’affitto costa una cifra irrisoria.
Forse per via della sua inspiegabile ma fortissima attrazione per il Paese, Clara è quella che un’amica definisce “una calamita per i giapponesi”. Del resto, la donna si è sempre circondata di persone cresciute lì e non ha mai avuto problemi con nessuno. Inoltre, Clara ha diversi amici conosciuti nei precedenti viaggi che ora vivono in diverse parti del Giappone. Da quello che percepisce lei, Clara dice che le vite dei giapponesi sono molto incentrate sullo studio o sul lavoro, ma riescono comunque a divertirsi e ad avere del tempo libero. In generale, i giapponesi sono molto introversi e fanno il possibile per non mettere a disagio l’altra persona. A loro modo, però, riescono a farsi capire.
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Il Giappone è un Paese organizzato e orientato all’ordine sociale mentre l’Italia è più caotica ma composta da un popolo più espansivo e con uno spirito di adattamento più spiccato rispetto a quello dei giapponesi. Anche se a primo avviso può sembrare che non ci siano punti in comune fra i due Paesi, Clara pensa che la precisione e il metodo nel cucinare siano un qualcosa che Giappone e Italia condividono.
A chi sta pensando di fare un’esperienza simile alla sua, Clara chiederebbe cosa desidera con precisione perché da quello sarebbe in grado di dare consigli più personalizzati. In generale, comunque, lei consiglia di partire da soli senza troppe paure e di mescolarsi sin da subito alla gente del posto. E’ probabile, infatti, che in Italia molte persone cerchino di fermarti, di dirti che andare a vivere in Giappone è difficile da ogni punto di vista, ma in realtà tutto dipende dal modo in cui approcci i locals e il loro modo di vivere. Se puoi, comincia la tua esperienza nel Paese ottenendo un visto vacanza-lavoro per poi imparare il giapponese cosa che, nella vita di Clara, ha davvero fatto la differenza.
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A chi, invece, sta pensando a un viaggio in Giappone, Clara suggerisce di non limitarsi solo a vedere Tokyo, Kyoto e Osaka e di non fare il Japan Rail Pass, a meno di non programmare di cambiare città in cui dormire ogni 2-3 giorni. Se hai pochi soldi o preferisci viaggiare in maniera più local, Clara suggerisce di soggiornare nelle guesthouse, che sono delle cause autentiche in cui incontrare gente del posto.
A lei vivere in Giappone viene naturale però a volte deve ricordare a sé stessa di mettere da parte dei pregiudizi letti su Internet. Vivere nel Paese le ha insegnato a organizzarsi e a non dover correre da una parte all’altra. A Maastricht, dove Clara viveva prima di andare in Giappone, studiava e lavorava contemporaneamente mentre l’esperienza a Tokyo le sembra quasi una vacanza perché si occupa solo della sua ricerca.
Se guarda al futuro, Clara pensa che la strada del dottorato sia la più logica per lei, dopo aver conseguito la laurea a Maastricht. I suoi supervisori le hanno consigliato di continuare il suo percorrso in Giappone. Il governo tra l’altro ha stanziato budget enormi per la ricerca e l’università, pensati anche per assumere donne, incluse le straniere, nel settore.
Dal lato personale, invece, Clara sta prendendo in considerazione una convivenza con il suo partner. Insomma, qualunque esperienza la vedrà protagonista domani, una cosa è certa: Clara rimarrà legata al Giappone ancora a lungo!
Per seguire e contattare Clara:
Social: Instagram @claire_desu
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