Proposition Bets nel poker: ecco quelle più assurde
Il loro nome completo è proposition bets, ma per tutti gli appassionati di sport e gambling sono semplicemente prop bets. Si tratta di scommesse collaterali, non sono direttamente legate al risultato del match, ma creano ugualmente molta aspettativa tra appassionati e supporter perché sono spesso costruite su eventi casuali che accadono durante una gara o addirittura create ad hoc da sportivi e player digitali. Il poker è uno dei settori in cui le prop bets hanno regalato più soddisfazioni a tifosi e supporter. La storia di questa disciplina è costellata di aneddoti esilaranti legati ai ai grandi campioni che hanno lasciato il segno non solo con le loro performance al tavolo verde, ma anche con prop bets divertenti, folli e qualche volta incredibili. In questo articolo passeremo in rassegna alcune delle scommesse più iconiche della storia del poker.
Rich Alati e il suo mese al buio
Quando si pensa alle prop bets e alle situazioni assurde che spesso creano è facile immedesimarsi e provare a immaginare cosa significhi vivere esperienze al limite e, forse, ragionando da comuni mortali si è portati a pensare di non essere in grado, ma non è questo il punto di vista del pokerista professionista: abituato all’adrenalina e alle esperienze emotivamente forti legate ai tornei e in generale a tavolo verde, i giocatori esperti sono più inclini ad alzare l’asticella e a vivere situazioni davvero fuori dal comune. E’ quello che ha fatto Rich Alati quando ha accettato la sfida di Rory Young: vivere completamente al buio per 30 giorni. Alati, campione che in carriera ha vinto oltre 300mila dollari live, non ha avuto dubbi e ha provato a chiudersi nel più totale isolamento per un mese: l’obiettivo era vincere 100mila dollari. Niente distrazioni se non un cubo di Rubik e un paddle pad. Nella stanza Alati aveva a disposizione solo un letto, un bagno e un frigorifero contenente acqua e cibo. Una situazione al limite della resistenza umana, se si considera che, escludendo ogni riferimento temporale diventa anche difficile mantenere un sano equilibrio sonno-veglia. E infatti la stella del poker ha desistito dopo 10 giorni, ma Rory Young gli ha riconosciuto comunque parte della posta in gioco, 62400 dollari, per aver resistito così a lungo.
Jay Kwik chiuso in bagno
Se vivere per un mese al buio rappresenta una sfida al limite per la maggior parte dei comuni mortali, anche autoimporsi una vera e propria reclusione in bagno non è cosa da poco. Non per gambler e pokeristi, ovviamente, che sono sempre pronti ad alzare al posta in gioco e a inventare prop bets improbabili. Tra le scommesse memorabili c’è anche quella ideata da Andrew Robl per Jay Kwik, che avrebbe dovuto vivere per un mese nel bagno di una camera dell’hotel Bellagio di Las Vegas, senza mai uscire e senza avere contatti con nessuno. Come unica finestra sul mondo Kwik aveva a disposizione solo 400 minuti di traffico telefonico. Monitorato a vista da diverse webcam posizionate per controllare che non venissero infrante le regole, Kwik non riuscì a superare la prova e mollò dopo 20 giorni portando a casa “appena” – si fa per dire – 40mila dollari.
La chirurgia plastica di Bryan Zembic
Sul podio dei pokeristi più folli di sempre c’è poi Bryan Zembic. Noto per altre sfide assurde, come dormire su una panchina di Central Park con 20mila dollari in contanti addosso o vivere per una settimana in un bagno, il campione ha legato il suo nome a una delle vette più inarrivabili delle prop bets: si è sottoposto a un’intervento di chirurgia plastica di mastoplastica additiva ottenendo un seno quarta misura. La scommessa prevedeva il mantenimento del seno realizzato con la chirurgia plastica per almeno un anno, la posta in gioco era di 100mila euro. Zembic non solo l’ha vinta, ma ha conservato il seno addirittura più a lungo.
Non c’è niente di più avvincente e adrenalinico di una partita a poker, i grandi campioni lo sanno bene. Non a caso la loro è una vita di grandi emozioni, performance di alto livello giocate sotto stress e strategie sempre nuove, messe in campo a seconda dell’avversario di turno. Forse è proprio per questa affinità con il brivido che i più grandi pokeristi hanno legato il proprio nome a sfide memorabili, al tavolo verde e non solo.
La storia delle prop bets, infatti, è costellata di sfide folli, qualche volta pericolose, ma sempre molto avvincenti che coinvolgono i vari player internazionali. Sono proprio loro, per cifre da capogiro, a tentare esperienze estreme come vivere re un mese al buio o farsi impiantare un seno attraverso la chirurgia estetica. Riuscite o no, le prop bets più assurde spesso aggiungono una marcia in più ai tornei di poker internazionali: tra follia e adrenalina il divertimento è assicurato!
