Voglio Vivere Così Magazine

Un foglietto e un sogno: la storia di Maddalena, veterinaria italiana negli USA dal 1999

Maddalena – un biglietto con un numero di telefono mi ha portata a vivere negli Stati Uniti dal 1999

Buongiorno a tutti, mi chiamo Maddalena Carnaghi Palescandolo e la mia storia in USA comincia nel 1997. In quel momento della mia vita, dopo la Laurea in Medicina Veterinaria conseguita all’Università di Milano, ero determinata a trovare un lavoro al di fuori della mia città. Io sono nata e cresciuta a Busto Arsizio. Sono una vera bustocca e tutta la mia famiglia è nata e cresciuta a Busto Arsizio da generazioni. Io però, nonostante amassi profondamente la mia famiglia, ho sempre avuto voglia di “trovare” un altro posto nel mondo. Ho sempre avuto l’idea che ci fossero mondi più grandi della mia città.

Uno dei miei sogni era vivere e lavorare come veterinaria con gli oranghi in Indonesia. Un altro sogno era vivere in Africa con i gorilla o lavorare in uno zoo negli USA. Passavo tempo a scrivere lettere in tutte le parti del mondo, per cercare opportunità. E, a dir la verità, le opportunità c’erano, ma molte richiedevano l’inglese come requisito fondamentale. Io l’inglese lo masticavo a malapena.

Un giorno, mentre lavoravo per un veterinario di Busto Arsizio, Benedetto Milani, lui, sapendo del mio desiderio di viaggiare, mi presentò un’opportunità unica. Mi disse che aveva conosciuto un veterinario americano che aveva un pronto soccorso in New Jersey e che sarebbe stato disposto a farmi fare un’esperienza nel suo ospedale per 90 giorni. Lasciò a Benedetto un piccolo foglio di carta con il suo nome, cognome e numero di telefono. Ricordo ancora quel piccolo pezzo di carta bianca e la sensazione di aver finalmente trovato una vera opportunità.

So che molti, nella mia stessa situazione e senza le possibilità che ci sono oggi grazie a internet, avrebbero buttato quel piccolo foglio pieno di incognite. Ma io lo presi con cura e immediatamente decisi di chiamare quel numero. L’unico ostacolo era la mia conoscenza dell’inglese, che di certo non mi avrebbe permesso di affrontare una conversazione. Decisi allora di chiamare una mia collega di Malta, con la quale avevo studiato Medicina Veterinaria a Milano, e le chiesi di fare lei la telefonata. Le dissi di rassicurare l’americano che io avrei studiato giorno e notte l’inglese e che in tre mesi sarei stata pronta per venire nel suo ospedale veterinario in USA.

Sinceramente, non sapevo chi fosse, non sapevo dove fosse l’ospedale o se esistesse davvero, ma la mia voglia di trovare un’opportunità era stata finalmente “saziata”, e in quel foglietto di carta bianca io vidi tutto il mio futuro. La mia collega Charmaine chiamò il numero in USA e, caso vuole, il veterinario americano stava per arrivare in Italia per un viaggio di piacere. Ci chiese di incontrarlo all’aeroporto di Malpensa e io e Charmaine, amica e “traduttrice”, accettammo l’invito.

Fu un incontro breve e, con nostra sorpresa, invitò entrambe a visitare il suo ospedale in New Jersey. Charmaine si era sposata un paio di mesi prima e, nonostante ciò, accettò di accompagnarmi per tre mesi negli USA. L’americano ci disse soltanto che avremmo vissuto con suo fratello, il quale aveva una casa grande ed era anche lui veterinario. Non avremmo dovuto pagare l’affitto, ma sicuramente qualche pasto italiano lo avrebbe reso felice. Io e Charmaine accettammo la proposta e dopo tre mesi partimmo.

Arrivammo all’aeroporto e la moglie di Michael (il veterinario del foglietto bianco) ci portò a casa di John (il veterinario con il quale avremmo vissuto per tre mesi). Da quel giorno iniziò la mia avventura negli Stati Uniti. Scoprimmo che l’ospedale veterinario di Michael era il terzo più grande del New Jersey. Era un pronto soccorso dove si lavorava veramente 24 ore su 24. Ci capitavano casi che mai ci saremmo aspettate di vedere: cani attaccati da orsi, gatti che avevano subito trapianti di reni, ecc. Insomma, io e Charmaine vivemmo un’esperienza fantastica.

Verso la fine dei tre mesi, mi resi conto che fra me e John stava nascendo qualcosa e, nonostante entrambi fossimo già coinvolti in una relazione sentimentale, capimmo di aver trovato un’armonia speciale. Io lasciai il mio fidanzato e lui la sua e, poco dopo il mio rientro in Italia, John venne a trovarmi. Cominciammo così, prima del 9/11, a viaggiare fra USA e Italia. Il 9 dicembre 1999 presi l’aereo per trasferirmi e andare a vivere con John.

♞ Sogni di lavorare con gli animali? ☚☚ Ecco tutto quello che devi sapere ☚☚

Comprai un libro per capire come poter restare negli USA legalmente. Alla fine trovai la soluzione: un visto da studente. Investii i miei risparmi per iscrivermi a una scuola di inglese a New York City a tempo pieno. Il piano era di continuare a studiare. La regola era semplice: minimo tre mesi di iscrizione, e alla fine dei tre mesi avevi uno o due mesi di tempo per iscriverti a un’altra scuola e rinnovare il visto. E così feci: studiai e imparai l’inglese. Nel frattempo vivevo con John.

Inaspettatamente rimasi incinta e a quel punto la situazione fra noi si fece molto più seria: decidemmo di sposarci. Siamo sposati da 25 anni e abbiamo 4 figli maschi. Io rimasi negli USA e, nonostante ciò, ho sempre mantenuto una forte relazione con l’Italia e la mia famiglia.

Negli Stati Uniti ho aiutato mio marito con la gestione del suo ospedale veterinario e mi sono costruita una posizione di rispetto nell’ambiente. Ho dovuto affrontare molti pregiudizi e conquistarmi riconoscimento sia come professionista che come madre. Mi sono ritrovata sola in un Paese enorme, senza amici, colleghi o familiari. Mi sono adattata e reinventata. Mi sono sentita sola per molti anni, ma piano piano, lottando, mi sono creata amicizie e rispetto nella comunità.

La mentalità americana è diversa da quella italiana. Gli americani sono più formali: ti chiamano per chiedere se possono citofonarti, ti mandano un invito per posta anche se vivono di fronte a te, e magari è per una festa di compleanno di un bambino di 5 anni. Ci ho messo qualche anno a capirli. Noi italiani siamo più spontanei. Però gli USA sono un Paese con molte opportunità: la burocrazia è più snella, anche se la sanità è un problema e ci vuole un lavoro a tempo pieno. I mezzi pubblici non sono popolari come in Italia, quindi serve un’auto.

Vivere in New Jersey può essere costoso, soprattutto in alcune zone. Io però vedo tante opportunità lavorative e, se uno ci mette anima e corpo, le soddisfazioni arrivano. Io vivo questo Paese come un Paese di opportunità, e soprattutto un Paese dove mi sono sempre sentita protetta dalla legge.

Purtroppo, oggi siamo in un momento di crisi delle istituzioni e la credibilità di questo Paese è in dubbio. Ma solo negli ultimi anni le cose sono cambiate. Sono felice di essere venuta a vivere negli USA: rifarei tutto daccapo, senza cambiare una virgola. Questo Paese mi ha dato tanto, anche se molte cose me le sono conquistate con sacrifici e con l’accettazione della solitudine.

L’Italia è un Paese diverso. Io mi sentivo sempre osservata, con la sensazione che tutti sapessero tutto di me e della mia famiglia. Non mi è mai piaciuto questo aspetto. Qui in USA, invece, è l’opposto: è difficile entrare in un “giro”, ma allo stesso tempo, se vai a fare la spesa in pigiama, nessuno si scandalizza. Ho sempre vissuto in New Jersey, che ha una forte influenza italiana, perché la comunità qui è molto presente. Ho comunque viaggiato molto negli USA e alla fine preferisco il New Jersey: è comodo, non ci sono terremoti, poche zanzare, le distanze sono brevi e c’è tutto. Inoltre, è pieno di italiani. Molti non sono di prima generazione, ma hanno radici italiane e amano parlare dell’Italia, anche se tanti non ci sono mai stati.

Recentemente ho comprato un appartamento a Busto Arsizio, nella stessa via e città dove sono nata. Alla fine ho capito che dove voglio passare un po’ di tempo, quando andrò in pensione, è proprio dove ho le mie radici, la mia famiglia e le amicizie d’infanzia.

Quel foglietto di carta bianca mi ha cambiato la vita, ma non mi ha fatto dimenticare chi sono e da dove vengo. Spero che chi, come me, sente il desiderio di provare qualcosa di nuovo, trovi un foglietto bianco sulla sua strada e non abbia paura di imbarcarsi in un’avventura.

Per seguire e contattare Maddalena:

Facebook:
https://www.facebook.com/share/19nd36FgUT/

Instagram:
https://www.instagram.com/maddiepalescandolo

LinkedIn:
https://www.linkedin.com/in/maddalena-palescandolo-23851368

 

Exit mobile version