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Giorgio – Un attacco cardiaco è stato il campanello di allarme che mi ha spinto a trasferirmi in Danimarca

Nato e cresciuto a Milano, dove ha trascorso gran parte della sua vita personale e lavorativa, Giorgio, 60enne, ora vive a Ebeltoft, in Danimarca. Prima di andare a vivere lì, l’uomo ha lavorato per 32 anni nel reparto informatico di una società chimica in Italia.

Giorgio ha iniziato a lavorare in quel settore nel 1987, seguendone l’evoluzione dai mainframe IBM fino all’arrivo di Internet, computer e cellulari, con tutti i cambiamenti che queste novità hanno portato con sé.

Giorgio amava quel lavoro in una multinazionale ma nel 2000 il suo settore è stato spostato in India e lui ha dovuto reinventarsi, lavorando come manager di un customers service tecnico, gestendo altri membri dello staff. Purtroppo i cambiamenti hanno toccato anche l’azienda in generale, nella quale Giorgio ha cominciato a non sentirsi più bene come prima, perché l’atmosfera era diversa, con i suoi colleghi storici licenziati, la perdita dei valori che l’avevano contraddistinta fino a quel momento e un ambiente lavorativo che, all’improvviso, era diventato meno accogliente. Il lavoro era tanto e, sommando tutti questi fattori, Giorgio era piuttosto insoddisfatto.

In più, l’uomo ha perso entrambi i genitori nel giro di pochi anni ed essendo figlio unico si è ritrovato completamente solo, a lavorare in un’azienda che non riconosceva più. Cambiare dopo tanti anni nella stessa situazione non è facile e Giorgio ha stretto i denti, senza neanche rendersi conto di tutto lo stress che stava accumulando e, proprio perché lui non ne era consapevole, a un certo punto il suo corpo gli ha presentato il conto.

Un giorno, mentre si trovava in aeroporto per prendere un volo per passare un fine settimana fuori con un’amica, Giorgio ha avuto un attacco cardiaco ed è stato rianimato ben tre volte da un passante. Sulla cartella clinica si legge che era morto. Giorgio ha superato la situazione senza che gli sia rimasto alcun problema, e i medici gli hanno detto che è stato molto fortunato, ma quell’episodio è stato il campanello di allarme che gli ha fatto capire di non poter più continuare con una vita così stressante e insoddisfacente.

Giorgio ha preso la decisione di cambiare, cercando un posto in cui vivere che gli permettesse di trascorrere del tempo nella natura, dopo tanti anni passati fra il cemento di Milano. La scelta è ricaduta sulla Danimarca e, anche se non aveva mai vissuto all’estero prima, Giorgio è partito per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

Adesso, Giorgio è responsabile di un magazzino di piastrelle con annesso un grande negozio e si trova molto bene. L’uomo lavora 4 giorni a settimana, dalle 10 alle 16.15, e non è assolutamente stressato. Arrivare a ottenere quell’impiego, però, non è stato facile perché, deciso a non lavorare più in ufficio, Giorgio ha dovuto ricominciare in un altro settore, peraltro in un Paese di cui non parlava la lingua.

All’inizio, Giorgio ha lavorato come giardiniere ma anche in quel caso ha dovuto frequentare un corso sulle norme e i regolamenti per il lavoro in città e per quello lungo le autostrade (che viene pagato dalla società che ti ha assunto). Giorgio ha trovato utile e divertente quel corso, perché si è ritrovato al fianco di ragazzi provenienti da vari Paesi, come Lituana o Polonia, e non era neanche più possibile comunicare in inglese!

Giorgio ha lasciato quel lavoro dopo due anni, ha frequentato una scuola di danese per sei mesi, poi ha trovato lavoro per le pavimentazioni esterne nelle case private. Pur trattandosi di un mestiere pesante, Giorgio vi ha trovato qualcosa di buono. Nel frattempo, l’uomo ha dovuto vendere la casa in Italia, trovarne una in Danimarca e cercare di vivere il meglio possibile.

Per cercare una casa, ci sono molti siti Internet, in cui le agenzie condividono le informazioni sulle case che hanno in affitto o in vendita. A differenza dell’Italia, prima di vendere una casa, la persona deve farla ispezionare da una società specializzata che, alla fine, crea un report per la parte elettrica, uno per quella energetica e uno generale sull’abitazione. Tutto questo di modo che l’acquirente sappia cosa sta per comprare.

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La burocrazia in Danimarca è piuttosto snella ma difficile per una persona appena arrivata, che non parla il danese. La sanità funziona molto bene così come i mezzi pubblici, che però non raggiungono tutte le zone. Nel Nord della Danimarca, dove vive Giorgio, le persone usano principalmente la macchina.

Giorgio è stato accolto piuttosto bene dalle persone del posto, le cui esistenze sono di buon livello, con un alto tenore di vita. I danesi in generale possono essere molto chiusi e chi ha famiglia tende a stare a casa con i figli, soprattutto nel periodo invernale. Nel suo percorso in Danimarca, Giorgio ha anche conosciuto la sua attuale compagna, Vibeke, che lo ha aiutato ad affrontare i vari cambiamenti.

Giorgio ora vive un’esistenza tranquilla, a contatto con la natura, e ogni tanto va ad Aarhus, la seconda città più grande del Paese (dopo Copenaghen). Lì ci sono servizi di ogni genere. Anche per via dei suoi orari, Giorgio non ha più problemi con il traffico, che lì è gestibile, a differenza di quello di Milano.

In questi 7 anni da quando si è trasferito in Danimarca, Giorgio ha visto diversi cambiamenti positivi nella qualità della sua vita nonché nella possibilità di avere una bella casa, cosa che gli sarebbe stata impossibile in Italia. Un aspetto negativo è l’aver perso i suoi amici italiani anche perché, dato che la lingua danese non è semplicissima, per lui, e anche per via delle differenze culturali, avere amicizie profonde con i danesi non è facile.

A chi sta pensando di trasferirsi in Danimarca, Giorgio dice che molto dipende anche dall’età della persona. Se uno desidera solo fare un’esperienza lavorativa, allora suggerisce di andare per un po’ di tempo a Copenaghen ma se uno pensa a un vero e proprio trasferimento, come ha fatto lui, è meglio scegliere una cittadina come Aarhus o i suoi dintorni, dove anche il prezzo delle case è più basso comparato a quello delle abitazioni nella capitale.

Trovare un lavoro con una buona paga in settori come quello dell’elettricità o del giardinaggio è relativamente facile anche se, in generale, c’è la difficoltà del dover imparare il danese. Se una persona cerca un lavoro con una retribuzione più alta, è meglio trovarlo prima di trasferirsi nel Paese, anche perché il sistema che aiuta nelle assunzioni non funziona molto bene, specialmente per chi non conosce la lingua.

A chi, invece, sta progettando una vacanza in Danimarca, Giorgio consiglia di noleggiare una macchina o bicicletta per scoprire castelli e scorci naturali. Anche il cibo non è male, seppur diverso da quello italiano.

Vivendo in Danimarca, Giorgio ha imparato ad affrontare quelle situazioni che spesso capitano a chi vive all’estero ma, forse per via della sua età e dell’esperienza pregressa, le ha sempre vissute senza stress. Dal giorno del trasferimento, Giorgio va in Italia una o due volte l’anno ma solo per una settimana, poi sente il bisogno di tornare nella tranquillità danese.

Guardando al futuro, Giorgio non ha particolari sogni o progetti, se non quello di finire il suo giardino. In una società in cui tendiamo a pensare sempre al domani e a dirci che “saremo felici quando…”, la storia di Giorgio ci ricorda che spesso abbiamo già tutto quello che ci serve per vivere bene.

Per seguire e contattare Giorgio:

Instagram: metallica_1966

Facebook: Giorgio Rossini

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