Voglio Vivere Così Magazine

“Abbiamo lasciato tutto per l’Ecuador”: la scelta di Fabio e Teodora

Fabio, sua moglie Teodora e la loro inseparabile bassotta Giulietta si sono trasferiti in Ecuador l’8 marzo 2021. A un certo punto della loro vita hanno sentito il desiderio di cambiare prospettiva e vivere un’esperienza nuova. Cercavano un luogo che permettesse loro di rallentare i ritmi, godere di una migliore qualità della vita e scoprire una cultura diversa. Dopo varie valutazioni, l’Ecuador è sembrato il posto giusto e hanno deciso di intraprendere questa avventura insieme, con curiosità, entusiasmo e tanta voglia di mettersi in gioco.

Fabio, di dove sei originario?

Sono originario di Passariano, un piccolo paese della provincia di Udine con circa 200 abitanti. È un luogo molto tranquillo e legato alle tradizioni, dove ho trascorso la mia infanzia e la mia giovinezza. Crescere in una realtà così raccolta mi ha insegnato l’importanza dei rapporti umani, del rispetto e del senso di appartenenza alla comunità.

Perché nel 2018 avete deciso di trasferirvi proprio in Ecuador?

Le motivazioni che ci hanno portato a prendere questa decisione sono state diverse, ma quelle principali riguardavano il desiderio di dare una svolta significativa alla nostra vita e la crescente insoddisfazione nei confronti della situazione che stavamo vivendo in Italia. Tra aspetti politici, pressione fiscale e una generale sensazione di difficoltà nel costruire il futuro che desideravamo, sentivamo il bisogno di cercare nuove opportunità e un contesto più in linea con le nostre aspettative. Avevamo già visitato l’Ecuador nel 2017 e fin da subito ne eravamo rimasti colpiti positivamente. Ci avevano conquistato il clima piacevole durante tutto l’anno, la semplicità della vita quotidiana, la cordialità delle persone e un costo della vita decisamente più accessibile rispetto a quello a cui eravamo abituati. Quell’esperienza ci era rimasta nel cuore e, con il passare del tempo, l’idea di trasferirci è diventata sempre più concreta fino a trasformarsi in una scelta di vita.

Quali sono state le difficoltà che avete incontrato inizialmente e come le avete superate?

Le principali difficoltà iniziali sono state legate soprattutto alle differenze culturali. Arrivavamo da uno stile di vita molto frenetico, scandito da orari precisi e impegni programmati e ci siamo trovati improvvisamente in una realtà dove il concetto di tempo viene vissuto in modo molto diverso. Qui non c’è la stessa fretta a cui eravamo abituati e questo, almeno all’inizio, ci ha richiesto un notevole sforzo di adattamento. Può capitare di fissare un appuntamento senza avere la certezza che la persona arrivi puntuale, che arrivi in ritardo o addirittura che non si presenti affatto. Un esempio emblematico è l’espressione “ya mismo”, utilizzata molto frequentemente in Ecuador: letteralmente sembrerebbe significare “subito”, ma nella pratica può indicare un intervallo di tempo che va da dieci minuti a qualche ora, e talvolta persino a diversi giorni. Con il tempo abbiamo imparato a comprendere e accettare queste differenze, adattandoci a ritmi più rilassati e a una diversa concezione dell’organizzazione quotidiana. All’inizio non è stato semplice, ma oggi riusciamo a vivere questa caratteristica con maggiore serenità e persino con un sorriso.

Avete aperto un ristorante italiano sul posto, è stato difficile burocraticamente avviare la vostra attività?

Dopo il nostro arrivo in Ecuador abbiamo deciso di intraprendere un’attività nel settore della ristorazione e abbiamo aperto un ristorante sulla costa del Pacifico. Nei primi tempi siamo stati affiancati da un altro italiano che vive qui da molti anni e che ci ha aiutato a muovere i primi passi in un contesto per noi completamente nuovo. Successivamente le nostre strade professionali si sono separate e oggi gestiamo l’attività in piena autonomia. Il ristorante si chiama “Mandi Mandi”, un nome che abbiamo scelto come omaggio alle nostre origini friulane. “Mandi”, infatti, è il tradizionale saluto della mia terra e ci è sembrato il modo migliore per mantenere vivo il legame con le nostre radici anche a migliaia di chilometri di distanza. Dal punto di vista burocratico, aprire l’attività è stato molto più semplice di quanto immaginassimo. Le vere difficoltà iniziali non erano legate alle pratiche amministrative, bensì alla lingua e alla necessità di comprendere procedure e modalità operative diverse da quelle a cui eravamo abituati. Una volta superato questo ostacolo, tutto è stato piuttosto rapido: in circa venti giorni si ottengono i permessi necessari per iniziare a lavorare e rendere operativa l’attività.

Quali sono i piatti italiani maggiormente graditi?

Tra le specialità che riscuotono maggior successo nel nostro ristorante, la pizza occupa senza dubbio il primo posto. È il piatto più richiesto e apprezzato dalla clientela locale. Negli ultimi anni, però, abbiamo notato un crescente interesse anche per la pasta preparata secondo la tradizione italiana autentica, senza adattamenti o modifiche pensate per assecondare gusti diversi. Abbiamo sempre scelto di proporre i nostri piatti nel rispetto delle ricette originali e, con soddisfazione, vediamo che questa scelta viene sempre più apprezzata. Anche il vino italiano sta conquistando progressivamente il suo spazio. Se inizialmente era un prodotto conosciuto da pochi, oggi è sempre più richiesto da clienti curiosi di avvicinarsi alla cultura gastronomica italiana in tutte le sue sfumature. Un motivo di particolare orgoglio è la creazione di un liquore a base di maracuyá, il passion fruit locale, che abbiamo ideato e registrato personalmente. Nato quasi come una scommessa, questo prodotto ha saputo distinguersi grazie al suo gusto originale e al legame tra tradizione italiana e ingredienti tipici dell’Ecuador. Il riscontro del pubblico è stato molto positivo e il liquore sta ottenendo un successo crescente, diventando una delle proposte più apprezzate della nostra attività.

Come si vive in Ecuador?

In generale, in Ecuador si vive bene. Come in molti altri Paesi esistono delle criticità e negli ultimi anni il tema della sicurezza è diventato una delle principali preoccupazioni per chi vive qui. Nonostante questo, la qualità della vita rimane per molti aspetti molto positiva e rappresenta uno dei motivi per cui abbiamo scelto di restare. Ciò che apprezziamo maggiormente è la semplicità con cui vengono affrontate molte situazioni della vita quotidiana. Spesso i problemi si risolvono in modo rapido e pratico, senza dover affrontare procedure interminabili o eccessivi ostacoli burocratici. C’è una maggiore flessibilità e un approccio meno rigido rispetto a quello a cui eravamo abituati. Un altro aspetto che ci ha colpito fin da subito è la possibilità di intraprendere nuove attività e sviluppare idee imprenditoriali con maggiore libertà. Chi ha iniziativa, creatività e voglia di fare viene generalmente visto con favore e incoraggiato. Non si ha la sensazione di essere continuamente limitati o soffocati da regole e adempimenti, e questo permette di concentrarsi maggiormente sui progetti e sulle opportunità che si vogliono realizzare. Naturalmente ogni Paese ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma per la nostra esperienza l’Ecuador ci ha offerto la possibilità di costruire una vita più serena, con ritmi diversi e con uno spazio maggiore per le iniziative personali e professionali.

Come e in cosa è cambiata la vostra vita da quando vi siete trasferiti?

Da quando ci siamo trasferiti in Ecuador, la nostra qualità di vita è migliorata sensibilmente. Uno dei cambiamenti più importanti è stata la drastica riduzione dello stress che caratterizzava le nostre giornate in passato. Oggi viviamo con ritmi più equilibrati e con una maggiore serenità, sia nella vita privata che nel lavoro. Anche il clima contribuisce molto al nostro benessere: le temperature sono piacevoli durante tutto l’anno e questo permette di vivere all’aperto e di godersi ogni stagione senza particolari disagi. Un dettaglio che per molti può sembrare banale, ma che per noi rappresenta un vero lusso, è il fatto di non avere più la necessità di impostare la sveglia ogni mattina. Le nostre giornate seguono ritmi più naturali e meno frenetici, un aspetto che abbiamo imparato ad apprezzare enormemente. Un altro grande vantaggio è la possibilità di dedicare più tempo a noi stessi e alle nostre passioni. Ogni anno riusciamo a concederci circa due mesi di ferie, che utilizziamo per viaggiare, scoprire nuovi Paesi e conoscere culture diverse. Naturalmente questi periodi sono anche l’occasione per tornare in Italia, rivedere parenti e amici e mantenere vivi i legami con le persone a cui vogliamo bene. Siamo sempre felici di tornare per qualche settimana nel nostro Paese d’origine, ma oggi lo facciamo con lo spirito di chi va in vacanza. L’Italia resta una parte importante della nostra storia e delle nostre radici, ma la nostra vita quotidiana, il nostro equilibrio e il nostro futuro li abbiamo costruiti qui, in Ecuador.

Uno sguardo al passato, uno al presente ed uno al futuro. Cosa vi siete lasciati alle spalle? Cosa vi ha offerto questo nuovo Paese? Cosa vi aspettate per il futuro?

Quando abbiamo deciso di trasferirci, sapevamo che stavamo lasciando alle spalle parenti, amici e una vita che conoscevamo bene. La nostalgia c’è e la mia terra, il Friuli, mi manca ancora oggi. Allo stesso tempo, però, abbiamo lasciato anche lo stress, la pressione fiscale e tante situazioni che rendevano la nostra quotidianità sempre più complicata. Quello che abbiamo trovato in Ecuador ha ampiamente compensato questa scelta. Qui abbiamo costruito una vita più serena, con ritmi più umani e una qualità della vita che cercavamo da tempo. L’Ecuador è un Paese bellissimo e, per il momento, pensiamo di restare qui ancora per almeno dieci anni. Poi il nostro sogno è acquistare un camper e girare il mondo, viaggiando finché ne avremo la possibilità. In fondo la vita è una sola e vogliamo viverla fino all’ultimo respiro, senza rimpianti e con la voglia di scoprire sempre qualcosa di nuovo.

mandimandiristorante Instagram

Facebook https://www.facebook.com/Rabottifriends2021

 

 

Exit mobile version