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Chiara Talin: il mio libro Voci Ribelli diventa un audiolibro per incoraggiare le persone a riflettere e porsi domande

Chiara Talin: il mio libro Voci Ribelli diventa un audiolibro 

Chiara Talin: il mio libro Voci Ribelli diventa un audiolibro 

Chiara è già stata sulle pagine del nostro magazine per raccontarci del suo libro Voci Ribelli, frutto di un lungo periodo di lavoro e la realizzazione di un sogno. Adesso Chiara, che vive a Malta da anni, ci parla di un nuovo capitolo in cui Voci Ribelli diventa un audiolibro.

Voci Ribelli è un libro che racchiude “trenta interviste a personaggi noti e molto seguiti, persone che spesso trovano spazio solo su canali alternativi, perché nei media tradizionali difficilmente avrebbero la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero”, come dice la stessa Chiara, che non parla solo di vaccini, come molti credono, ma di tutti quegli argomenti di cui non leggerete mai sui siti o giornali più famosi e di cui nessuno parla in televisione.

In questa intensa e personale intervista, Chiara ci offre uno spaccato del suo mondo interiore e ci racconta in dettaglio il processo, spesso difficile, di trasformazione del libro Voci Ribelli in un audiolibro, pensato per raggiungere chi non ha tempo di leggere le circa 700 pagine del volume ma anche per chi ha problemi alla vista. Il progetto di Chiara, infatti, vuole essere inclusivo.

Con Voci Ribelli, che sia in formato libro o in quello audiolibro, Chiara spera di contribuire al risveglio delle coscienze e, in questa accorata intervista, la donna incoraggia tutti a non prendere per buone le risposte più facili o più diffuse ma a essere sé stessi, porsi domande e far sentire la propria voce.

Ciao Chiara, presentati brevemente ai nostri lettori.

Ciao, mi chiamo Chiara Talin e sono nata nel 1978. Mi piace pensarmi come una persona solare e dinamica, anche se dentro di me convivono anche timidezza e introversione, soprattutto quando incontro persone nuove. In quel caso, ho bisogno di un po’ di tempo per aprirmi, ma quando mi sento a mio agio emerge la mia parte più spontanea, quella pazzerella, autentica, quella che non ha paura di essere sé stessa.

Sono molto legata a mio marito: insieme ridiamo, ci divertiamo, condividiamo passioni e vita quotidiana con la semplicità di chi sa stare bene anche nelle piccole cose. Amo trascorrere il tempo con persone che mi fanno sentire bene. Non sono una gran chiacchierona, ma quando trovo le persone giuste, mi lascio andare con il cuore.

Una delle mie passioni di sempre è il ricamo a punto croce: anche se ormai sono anni che non ricamo più, rimane un’attività che porto nel cuore e che ha nutrito la mia creatività fin da giovane.Un altro grande amore sono gli animali, in particolare i gatti. Abbiamo vissuto la bellezza di condividere la vita con una piccola “famiglia felina” che ci ha accompagnati per tanti anni. Quando li abbiamo persi, uno dopo l’altro, per vecchiaia o malattia, la casa era diventata triste, silenziosa. Ecco che abbiamo accolto un nuovo gatto, perché la verità è che senza di loro non sappiamo stare. I gatti riempiono la nostra casa di vita.

Fin da ragazza mi affascinava l’idea di vivere su un’isola. Mi chiedevo come scorresse la quotidianità delle persone circondate dal mare. Alla fine la vita ha deciso per me: da nove anni vivo sull’isola di Malta, un luogo che ormai considero casa.

Fin da piccola ho coltivato una forte vena creativa. Ho studiato serigrafia a Milano, un mestiere affascinante che mi ha fatta entrare nel mondo della stampa su materiali di ogni tipo: telecomandi, tastiere, magliette, cappellini, insegne luminose… Ho lavorato in diverse aziende, imparando sul campo e mettendo le mani, e il cuore, nell’arte artigianale della stampa.

Poi però sono arrivati i computer, i programmi digitali, e quel mondo ha iniziato a cambiare. Io, che all’epoca non sapevo ancora usare bene il computer, mi sono trovata improvvisamente “tagliata fuori”. È stato un dispiacere ma anche una spinta a reinventarmi.

Ed è proprio in quel periodo che la vita mi ha portato l’incontro che l’avrebbe cambiata per sempre: mio marito. Con lui ho scoperto un mondo nuovo, completamente diverso da ciò che avevo fatto fino a quel momento: il mondo della formazione personale.

Ho iniziato a frequentare corsi, ascoltare grandi formatori come Italo Cillo, Ciro Imparato, Max Formisano, Alfio Bardolla e altri ancora. Il corso che mi ha trasformata più di tutti è stato quello di Public Speaking: imparare a parlare davanti al pubblico e davanti alla telecamera.

Per una persona timida come me è stato un percorso durissimo: un intero week-end passato tra emozioni, pianti e tanta paura. Quello era il mio modo di affrontare ciò che mi bloccava e, grazie a quella esperienza, ho trovato una voce che non pensavo di avere.

Se non avessi fatto quel corso, oggi non sarei in grado di fare ciò che faccio: interviste a Malta, video per il mio canale YouTube (MaltaForever), contenuti che richiedono presenza, coraggio e autenticità.

Mai avrei immaginato di arrivare a fare tutto questo.

La svolta più grande è arrivata più di nove anni fa, quando diversi amici e formatori che già vivevano a Malta ci hanno consigliato di trasferirci qui. Volevamo cambiare aria: in Italia il lavoro era incerto, le tasse troppe, e vivere da liberi professionisti significava lottare ogni mese per essere pagati.Sognavamo un posto con un clima più mite, tasse più leggere, un ritmo di vita migliore, senza dover rinunciare alla possibilità di tornare facilmente in Italia dai nostri familiari.

In occasione del nostro anniversario abbiamo organizzato un week-end romantico a Malta. Era novembre… e c’erano 27 gradi!

Noi arrivavamo dal Varesotto, dove ci aspettava la neve. È stato un colpo al cuore: in soli tre giorni ci siamo innamorati dell’isola. Il sole, il mare, l’energia, la gentilezza delle persone… qualcosa dentro di me aveva già fatto la sua scelta.

Quando siamo tornati in Italia, non parlavamo d’altro: Malta era entrata in noi. Abbiamo iniziato a informarci per il trasferimento, a vendere ciò che non serviva, organizzare un trasloco internazionale enorme, con due bancali di tutta la nostra vita.

È stato impegnativo, ma anche liberatorio. Era arrivato il momento di iniziare una nuova avventura.

Ed eccoci qui, da ormai nove anni.

Malta oggi è la mia casa, il luogo dove ho costruito una vita piena, più libera e più serena.La mia storia è fatta di cambiamenti, di paure affrontate, di rinascite, di creatività e di amore. Ogni giorno ringrazio la me stessa del passato per aver avuto il coraggio di guardare oltre.

Ti abbiamo già ospitata su queste pagine per parlare del tuo libro “Voci Ribelli – storie e ragioni di chi ha scelto di dire di no al sistema”. Di cosa parla?

Nel mio libro ho raccolto trenta interviste a personaggi noti e molto seguiti, persone che spesso trovano spazio solo su canali alternativi, perché nei media tradizionali difficilmente avrebbero la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero. Molti di loro ritengono infatti che, nei grandi studi televisivi, verrebbero immediatamente interrotti, zittiti o delegittimati perché portatori di verità scomode.

Uno dei temi ricorrenti nelle interviste è proprio la convinzione che la TV e i media mainstream evitino di raccontare apertamente ciò che sta realmente accadendo, preferendo mantenere il pubblico all’oscuro per non far crollare un sistema costruito negli anni. Nonostante qualche notizia filtrata qua e là su giornali e TV, molti intervistati sostengono che la verità rimanga comunque nascosta e che le istituzioni continuino a seguire una linea che, dal loro punto di vista, appare opaca e ingiusta.

Alcuni raccontano anche la sensazione di vivere in un contesto in cui chi prova ad andare contro il sistema rischia di essere emarginato, screditato, minacciato o messo a tacere.

Per questo ho scelto con cura le interviste più forti, più significative, quelle che – secondo me – meritavano di arrivare nelle case delle persone per stimolare domande, riflessioni, dubbi e una maggiore consapevolezza su ciò che è accaduto negli ultimi anni.

Nel libro si affrontano temi come vaccini, COVID, libertà di scelta, diritti dei cittadini, diritti calpestati, leggi non prese in considerazione, magistratura corrotta, morti improvvise, effetti collaterali delle persone danneggiate dopo i vaccini, politica, economia, informazione e manipolazione mediatica. Ogni intervistato racconta il proprio percorso, le difficoltà vissute, il modo in cui ha reagito senza piegarsi a ciò che percepiva come una pressione esterna, e il perché abbia scelto di informarsi in modo indipendente.

I medici presenti nel libro parlano delle loro esperienze personali, di ciò che hanno osservato nel loro lavoro e delle questioni che, secondo loro, non hanno trovato spazio nel dibattito pubblico. L’intento dell’opera è quello di offrire un’ampia panoramica di punti di vista controcorrente, che possano aiutare il lettore a porsi delle domande e a recuperare un pensiero critico, quello che purtroppo adesso non c’è. Non è facile esprimersi neanche i forma scritta, perché si viene taciuti, segnalati ecc. dallo stesso canale di YouTube dove ci sono tutte le mie interviste…anche quelle rimosse.

Tra i nomi presenti ci sono il dottor Massimo Citro, il dottor Giovanni Frajese, la dottoressa Antonietta Gatti, Roberto Biasotti, Carlo d’Angiò, Roberto Re, Silver Nervuti, Massimo Mazzucco, l’avvocato Marco Mori, Rosanna Spatari, il dottor Franco Giovannini e molti altri.

Cosa ti ha spinta a scriverlo?

Quello che mi ha spinta a scrivere Voci Ribelli è stato un insieme di emozioni molto profonde: rabbia, delusione ma soprattutto un forte senso di responsabilità.

Negli ultimi anni ho percepito un grande silenzio attorno a tante persone che avevano qualcosa di importante da dire e che, proprio per questo, venivano ignorate, screditate o relegate ai margini dell’informazione ufficiale. Ascoltando le loro storie, sentivo che non potevano rimanere confinate in pochi spazi alternativi, ma che meritavano di essere raccolte, custodite e fatte arrivare a quante più persone possibile.

Sono stata spinta dal desiderio profondo di dare voce a chi non ne aveva più, a chi ha scelto di esporsi e di andare controcorrente, pur sapendo di rischiare critiche, isolamento o attacchi personali. Ho sentito il bisogno di creare uno spazio libero, autentico, dove queste persone potessero raccontarsi senza filtri, senza tagli e senza imposizioni.

Un altro obiettivo fondamentale era proprio quello di far arrivare questo libro nelle case delle persone, farlo leggere, farlo “ascoltare” interiormente, affinché potesse diventare uno strumento di riflessione. Il mio desiderio è che chi lo legge possa fermarsi, porsi delle domande, ripensare a ciò che è accaduto intorno a sé negli ultimi anni. Molte persone sono rimaste all’oscuro di tante informazioni, o ne hanno conosciuta solo una minima parte: Voci Ribelli nasce anche per questo, per accendere una scintilla di consapevolezza.

C’è poi un motivo molto concreto e personale che mi ha spinta a trasformare queste interviste in un libro: YouTube mi ha rimosso sei interviste molto importanti, interviste che ritenevo fondamentali perché realizzate con professionisti e medici specializzati, e che contenevano riflessioni e avvertimenti che, secondo me, non dovevano andare persi. Quelle interviste non sono mai arrivate a destinazione come avrei voluto, non hanno potuto raggiungere tutti gli italiani a cui erano rivolte.

Da lì ho sentito ancora più forte il bisogno di non lasciare che quei contenuti sparissero nel nulla. Ho quindi deciso di inserirli all’interno del libro: in una forma diversa, non più video ma scritta, affinché le domande e le risposte potessero comunque arrivare alle persone, rimanere nel tempo, essere lette e rilette.

Voci Ribelli nasce quindi dal bisogno di verità, di confronto e di consapevolezza. Non è un libro scritto per imporre una visione, ma per stimolare il pensiero critico, per invitare le persone a informarsi, a confrontare punti di vista diversi e a non accettare passivamente una sola narrazione.

È un libro scritto con il cuore, ma anche con il coraggio di chi sente che, a un certo punto, tacere non è più un’opzione.

Come ti sei mossa per cercare le persone da intervistare?

All’inizio seguivo su YouTube diversi canali di informazione alternativa, come quelli di Francesco Amodeo, Mazzucco e altri, quando erano ancora attivi. In quel periodo non avevo ancora iniziato a intervistare nessuno, perché sentivo il bisogno di capire meglio cosa stesse succedendo, quali domande porre e di farmi un quadro generale della situazione. Man mano che guardavo i video, YouTube mi suggeriva sempre nuove persone: le ascoltavo con attenzione, ne traevo spunti, dubbi e domande, e così iniziavo a costruirmi una base di conoscenza.

A un certo punto mi sono detta: “Ok, il mio canale YouTube è fermo da diversi anni, ma visto quello che sta emergendo, mi rendo conto che il pubblico italiano – e in generale la maggior parte delle persone – non è a conoscenza di queste informazioni”. La maggioranza, infatti, si informava principalmente attraverso la televisione, facendo riferimento a ciò che veniva raccontato da TV, politici e personaggi famosi, senza sapere che esistevano già canali di informazione alternativa e indipendente. Io invece avevo iniziato a seguirli e a rendermi conto di una realtà diversa.

Per questo motivo ho deciso di far rivivere il mio canale YouTube. Avevo già alcune persone che mi seguivano e mi conoscevano, anche perché sapevano che vivevo a Malta: i numeri erano inizialmente bassi, ma un piccolo pubblico era già presente. Un giorno, guardando un video di Mazzucco, ho pensato: “Okay, inizio da lui”. Tutto è nato in modo semplice, spontaneo e naturale. Ho cercato informazioni su di lui su Google, ho trovato un contatto email e gli ho scritto spiegandogli chi ero, che avevo un canale YouTube, perché desideravo intervistarlo e quali argomenti avrei voluto trattare. Con mia sorpresa, mi ha risposto in modo molto gentile, accettando l’intervista. Ci siamo quindi organizzati per giorno e orario e così è iniziata la mia prima intervista.

All’inizio non mi rendevo nemmeno conto di ciò che stava accadendo. Solo in un secondo momento mi sono detta: “Ma davvero intervisterò Mazzucco?”. È stato allora che ho preso piena consapevolezza dell’importanza di quel passo. Sinceramente non pensavo nemmeno che mi avrebbe risposto o che avrebbe accettato, quindi, quando ho realizzato che sarebbe successo ero al settimo cielo. È stata la mia prima intervista.

Da lì in poi ho continuato quotidianamente a seguire YouTube, alla ricerca di altri personaggi interessanti da intervistare, persone in grado di offrire contenuti di valore al mio pubblico e di contribuire alla diffusione di informazioni poco conosciute.

Quando YouTube mi suggeriva nuovi nomi, prima di contattarli ascoltavo attentamente ciò che dicevano: volevo capire se fossero sulla mia stessa lunghezza d’onda, se ponessero dubbi e domande capaci di stimolare la riflessione del pubblico. Quando capivo che una persona faceva al caso mio, seguivo sempre la stessa prassi: cercavo i contatti, scrivevo spiegando il motivo dell’intervista e gli argomenti che avrei voluto affrontare.

Ho adottato questo metodo con tutti gli ospiti che ho intervistato. Ogni persona ha portato un valore aggiunto al mio canale e al mio pubblico, grazie a domande mirate e contenuti via via sempre più profondi e impegnativi. Con il tempo sono arrivate anche interviste particolarmente delicate, soprattutto con medici o altri ospiti che rivelavano informazioni e dettagli molto forti. Proprio queste interviste, spesso, venivano rimosse da YouTube nel giro di pochissimo tempo, a volte neanche un’ora dopo la pubblicazione. Era qualcosa che mi aspettavo, considerando le forti limitazioni imposte ai canali di informazione indipendente e alla libertà di espressione in quel periodo.

È successo, ad esempio, con interviste a personaggi come Giovannini e altri: in totale, circa sei interviste sono state rimosse, tra cui quelle a Monica Giovine, Morris San e Daniele Zuccarello.

Tra gli ospiti che ho avuto il piacere di intervistare ci sono stati anche Marco Melandri, Eleonora Brigliadori e Fabio Testi. Ci sono poi persone che mi sarebbe piaciuto intervistare ma con cui non è stato possibile collaborare, come Red Ronnie, Fabio Duranti, Barbara Balanzoni, una persona del team di ByoBlu, Heather Parisi e Diego Fusaro, che richiede un compenso per le interviste. In alcuni casi ho dovuto attendere mesi per poi ricevere un rifiuto senza una reale spiegazione.

Nonostante tutto, sono pienamente soddisfatta del percorso fatto e di tutte le persone che ho avuto il piacere e l’onore di intervistare fino a oggi, comprese le persone danneggiate dal vaccino. Con loro ho potuto osservare da vicino una realtà spesso ignorata, comprendendo le difficoltà quotidiane vissute dopo gli effetti collaterali della vaccinazione.

Dal 2021 fino a oggi, 2025, ho intervistato complessivamente 82 persone. Nel tempo, il pubblico del canale è cresciuto in modo costante: i contenuti vengono seguiti, condivisi da molte persone e apprezzati per la loro profondità e autenticità. Il riscontro è molto positivo e spesso ricevo commenti e feedback che confermano il valore informativo e umano delle interviste.

Il progetto non è concluso: ho in programma molte altre interviste, alcune nate da mie idee, altre suggerite dalle stesse persone che ho già intervistato, le quali mi propongono nuovi nomi utili e importanti per il canale. Man mano che riesco a organizzarmi, continuo e continuerò a portare avanti questo lavoro.

Sei qui per parlarci di un tuo nuovo progetto, sempre legato a “Voci Ribelli”. Si tratta di un audio libro. Come mai hai scelto di realizzare anche questa versione di “Voci Ribelli”?

Sì, sono profondamente felice di essere riuscita a dare vita anche a questo nuovo progetto. L’audiolibro di Voci Ribelli è nato in modo del tutto spontaneo, quasi come un segno arrivato al momento giusto. Un giorno, mentre scrollavo su Facebook, mi sono imbattuta nel post di un ragazzo che cercava autori interessati a trasformare i propri libri in audiolibri. In quell’istante ho sentito qualcosa accendersi dentro di me. Ho pensato: “Dare una voce a Voci Ribelli… sarebbe incredibile”. L’idea mi ha emozionata profondamente: permettere al mio libro di vivere ancora, di respirare sotto un’altra forma, mi sembrava qualcosa di potente e necessario.

Non ho esitato un secondo. Ho contattato subito la persona che seguiva il progetto, ma con la consapevolezza maturata da un’esperienza molto dolorosa vissuta poco tempo prima. All’inizio dell’anno, infatti, ero stata truffata da qualcuno che mi aveva promesso visibilità e promozione per il libro in cambio di un pagamento anticipato. Quella persona si è intascata i soldi, il materiale e poi è sparita, bloccandomi ovunque. È stato un duro colpo, non solo economicamente, ma anche umanamente, perché dietro quei soldi c’erano sacrifici, lavoro e fiducia.

Proprio per questo ho sentito il bisogno di fare le cose con estrema attenzione. Prima di affidarmi di nuovo a qualcuno, ho voluto conoscere davvero la persona con cui avrei collaborato: ci siamo parlati, confrontati, fatti domande reciproche. Avevo bisogno di sentire che dall’altra parte c’erano onestà, rispetto e la stessa voglia di fare qualcosa di autentico. Solo allora ho deciso di affidare il mio lavoro e il mio cuore a questo progetto.

Ho scelto l’audiolibro perché sentivo che Voci Ribelli doveva essere accessibile a tutti. È un libro intenso, profondo, di oltre 700 pagine, e so bene che non tutti hanno il tempo, la possibilità o le energie per leggerlo. L’audio, invece, ti accompagna nella vita quotidiana: in macchina, sui mezzi pubblici, mentre cucini, mentre lavori, mentre ti alleni. È una presenza costante, una voce che cammina accanto a te.

In più, ho pensato a chi spesso viene dimenticato: alle persone non vedenti, a chi ha problemi di vista, a chi fa fatica a leggere a lungo. Volevo che nessuno restasse escluso da queste storie, da queste verità, da queste testimonianze. L’audiolibro è anche un gesto di inclusione, un modo per dire: questa voce è anche per te.

Viviamo in un’epoca in cui sempre più persone scelgono di ascoltare piuttosto che leggere, e ho sentito che questa era la strada giusta. Oggi Voci Ribelli esiste anche in versione audio e per me è una conquista enorme. È come se il libro avesse trovato una nuova anima, una nuova voce capace di arrivare ancora più lontano. E sì, lo ammetto: ogni volta che ci penso, mi emoziono ancora.

Infine, ho tenuto conto del fatto che esiste una nicchia di pubblico sempre più ampia che preferisce gli audiolibri per comodità o abitudine. Tutti questi motivi mi hanno convinta definitivamente, ed è così che oggi esiste anche la versione audio di Voci Ribelli. Devo dire che sono davvero entusiasta del risultato.

Quali sono state le principali differenze fra realizzare un libro e un audiolibro?

Le differenze tra la realizzazione del libro Voci Ribelli e quella dell’audiolibro sono state enormi, soprattutto dal punto di vista del lavoro, del tempo e dell’impegno emotivo.

Quando ho iniziato a realizzare il libro, la prima grande difficoltà è stata la scelta delle interviste da inserire. Ho impiegato diversi giorni solo per decidere quali selezionare: non è stato affatto semplice, perché ogni intervista aveva un valore profondo, ognuna aggiungeva qualcosa di importante. Avrei voluto inserirle tutte, ma sarebbe stato impossibile. Se avessi raccolto tutte le interviste che avevo già realizzato negli anni, ne sarebbe uscito un libro di oltre mille pagine. Già 708 pagine sono un’opera impegnativa; andare oltre avrebbe reso il progetto ingestibile.

Ho dovuto quindi fare una selezione molto dura e accurata, scegliendo le interviste più forti, più incisive, quelle capaci di scuotere le coscienze, di far riflettere profondamente il lettore e di stimolarlo a prendere consapevolezza, a “svegliarsi”, a usare la propria mente in modo critico.

Una volta scelta la struttura del libro, è iniziata la parte più faticosa. Ho utilizzato un software per trasformare i video delle interviste in testo scritto. Tuttavia, questo programma aveva dei limiti: ogni video non poteva superare una certa durata, quindi, le interviste più lunghe dovevano essere divise in due o tre parti prima di essere trascritte. Ma il lavoro non finiva certo lì.

Il software, infatti, non trascriveva correttamente tutto: c’erano errori, parole sbagliate, frasi mancanti. Così, per ogni singola intervista, lavoravo tenendo il video aperto da una parte e il testo dall’altra. Ascoltavo, fermavo il video, correggevo il testo, riscrivevo le parti mancanti, poi riprendevo da capo. Un lavoro minuzioso, lento, quasi chirurgico. Questo processo l’ho ripetuto, con la stessa attenzione, per tutte le 30 interviste inserite nel libro.

In totale ho impiegato sei mesi per realizzare la versione italiana del libro, che oggi è disponibile anche in inglese su Amazon. È stata un’impresa davvero ardua. I miei occhi chiedevano pietà, il mio corpo era stanco, esausto. Ho passato intere giornate davanti al computer, dalla mattina fino a tarda sera, per mesi. Ci sono stati momenti in cui mi chiedevo: “Ma chi me lo fa fare?”. Era una fatica enorme, fisica e mentale.

Eppure, dentro di me, c’era sempre una voce che non mi lasciava mollare. Una vocina che mi diceva: “Chiara, vai avanti. Non fermarti. Continua”. Ed è grazie a quella voce interiore che, passo dopo passo, sono arrivata fino alla fine.

Oltre alle interviste, il libro comprende una parte introduttiva e una conclusione, e per ogni intervista ho scritto una breve presentazione prima di riportare domande e risposte. Tutto è stato curato nei minimi dettagli, con attenzione e responsabilità verso chi avrebbe letto.

La realizzazione dell’audiolibro, invece, è stata un’esperienza completamente diversa. In questo caso, il lavoro principale era già stato fatto con il libro. Io mi sono occupata di fornire il PDF ai professionisti del settore e di scegliere con cura le voci, una femminile e una maschile, che sentivo più adatte a rappresentare l’anima di Voci Ribelli. Da lì in poi, sono stati i doppiatori, esperti e competenti, a occuparsi della realizzazione dell’audiolibro.

In sintesi, se per il libro ho lavorato completamente da sola, affrontando mesi di fatica e sacrifici, per l’audiolibro mi sono affidata a professionisti che fanno questo di mestiere. Due esperienze molto diverse, ma entrambe fondamentali per dare vita e voce a Voci Ribelli.

Come hai trovato e selezionato le voci narranti?

Come accennavo prima, la persona che seguiva il progetto dell’audiolibro – quella che aveva pubblicato il post su Facebook – collaborava già con un’ampia rete di doppiatori professionisti, quindi, persone esperte e qualificate nel settore. Fin dall’inizio gli ho spiegato con chiarezza ciò di cui avevo bisogno: una voce maschile che desse vita agli ospiti uomini e una voce femminile che rappresentasse sia me sia le ospiti donne.

A quel punto, questa persona ha fatto leggere alcuni brevi estratti di Voci Ribelli a diversi doppiatori, sia uomini sia donne, e successivamente mi ha inviato le registrazioni in formato audio, così da permettermi di ascoltare le varie voci e scegliere con calma quelle più adatte. Le proposte erano tutte molto valide e interessanti e devo dire che la selezione non è stata affatto semplice.

Ho ascoltato quei file più e più volte. Chiudevo gli occhi e cercavo di immedesimarmi completamente nell’ascoltatore finale, come se fossi io stessa il pubblico. Mi sono concentrata sulle sensazioni: su quali voci riuscissero a trasmettere più emozione, più enfasi, su chi fosse capace di modulare il tono, passando da una voce delicata e calda a una più intensa e potente. Era fondamentale, per me, che le voci avessero “sfumature”, perché ogni ospite ha una propria personalità, un carattere, un’energia diversa.

Quando l’audiolibro era ormai quasi ultimato, ho sentito il desiderio di conoscere anche le persone dietro quelle voci. Mi è venuta l’idea di realizzare un’intervista video, che oggi è disponibile sul mio canale YouTube MaltaForever.

In quell’occasione ho potuto finalmente conoscere di persona la doppiatrice femminile, Sandra Sacchetti, vedere il suo volto, ascoltare la sua storia e capire che persona fosse. Purtroppo, il doppiatore maschile, Alessandro Russo, non è riuscito a partecipare per un imprevisto, ma ho comunque avuto modo di conoscerlo attraverso il progetto.

Per me era importante anche condividere tutto questo con il mio pubblico, per essere trasparente fino in fondo. Volevo evitare che qualcuno potesse pensare che le voci fossero generate dall’Intelligenza Artificiale. Per questo ho voluto sottolineare chiaramente che si tratta di voci reali, di persone in carne e ossa. È un aspetto che considero fondamentale e a cui tengo moltissimo.

Alla fine, tra le diverse proposte ricevute, la scelta è ricaduta in modo naturale su Sandra Sacchetti per la voce femminile e su Alessandro Russo per la voce maschile. Sono due professionisti che hanno saputo interpretare Voci Ribelli con grande sensibilità, rispetto e intensità, dando all’audiolibro un’anima vera.

L’audiolibro è disponibile su varie piattaforme online. Come ti sei mossa perché apparisse lì?

Sì, l’audiolibro oggi è disponibile su diverse piattaforme online, ma il percorso per arrivarci non è stato affatto immediato. All’inizio mi sono affidata ai consigli del ragazzo che aveva lanciato l’iniziativa su Facebook per autori e scrittori. Era la prima volta che realizzavo un audiolibro e, devo ammetterlo, ero piuttosto inesperta: non conoscevo le piattaforme dedicate, non sapevo nemmeno come si chiamassero o come funzionasse la distribuzione.

Inizialmente, è stato lui a suggerirmi alcuni nomi e a orientarmi. Ho provato, ad esempio, a informarmi su Audible, ma al momento l’audiolibro non è ancora presente lì. Ho contattato anche Amazon, visto che Voci Ribelli è già disponibile sulla loro piattaforma in versione cartacea ed ebook, ma mi hanno spiegato che non gestiscono direttamente la pubblicazione di audiolibri. È stata una scoperta per me, perché non lo sapevo.

A quel punto mi sono ricordata che, anni fa, all’inizio del mio percorso come scrittrice, avevo pubblicato alcuni libri tramite Youcanprint. Così ho deciso di contattare loro. Mi hanno confermato che, attraverso il loro servizio, era possibile distribuire anche la versione audiolibro sulle principali piattaforme digitali. Da lì è iniziato un lungo scambio di email: io facevo domande, loro rispondevano dopo alcuni giorni lavorativi. Devo dire che non è stato sempre semplice: a volte le risposte arrivavano in ritardo, altre volte incomplete, qualche mail si perdeva e persino uno degli indirizzi forniti inizialmente non funzionava. È stato un processo un po’ macchinoso, che ha richiesto molta pazienza.

Fortunatamente, dopo un po’, sono stata seguita passo dopo passo da una persona di Youcanprint, che mi ha spiegato con precisione dove andare, quali campi compilare e come caricare correttamente tutto il materiale. La vera difficoltà, però, è emersa quando ci siamo scontrati con un limite tecnico: Voci Ribelli è un libro molto lungo, oltre 700 pagine, e la versione audiolibro conta moltissime ore di ascolto. Il sistema non permetteva di caricare un unico file così voluminoso.

La soluzione è stata quella di suddividere l’audio in tanti file più piccoli, ciascuno della durata massima di circa 50 minuti. È stato un lavoro lungo e molto preciso. Da una parte avevo il PDF del libro sotto gli occhi, dall’altra ascoltavo le voci di Sandra e Alessandro che leggevano il testo. Controllavo il tempo e quando mi avvicinavo al limite dei 50 minuti interrompevo la traccia in un punto sensato, possibilmente alla fine di una risposta. Poi salvavo il file, lo rinominavo (File 1, File 2 e così via) e riprendevo con la parte successiva. Ho ripetuto questo procedimento sino alla fine del libro.

Ho creato circa una ventina di file audio. È stato un altro bel “lavoraccio”, ma era l’unico modo per permettere la distribuzione dell’audiolibro sulle varie piattaforme. Una volta pronti tutti i file, insieme all’immagine di copertina nelle dimensioni corrette per l’audiolibro, ho inviato tutto il materiale a Youcanprint tramite WeTransfer. Da quel momento, loro si sono occupati di caricare e distribuire l’audiolibro sulle diverse piattaforme.

Attualmente l’audiolibro è già disponibile su IBS.it e su Rakuten Kobo, ed è in fase di pubblicazione anche su altre piattaforme come Storytel, Google Play, Mondadori, Apple Books, YouTube Music, MLOL, Deezer, Ebsco, Napster, Tidal. I tempi variano da piattaforma a piattaforma, quindi, alcune sono ancora in aggiornamento.

È stato un percorso lungo, tecnico e a tratti faticoso, ma vedere finalmente Voci Ribelli disponibile anche in versione audio, accessibile a così tante persone e su così tante piattaforme, ripaga di tutto il lavoro fatto.

Ecco due link da cui potete acquistare l’audiolibro:

Hai fatto delle modifiche all’audiolibro o è la copia fedele della versione cartacea?

No, non ho apportato alcuna modifica ai contenuti dell’audiolibro. Questo è la copia fedele della versione cartacea. Il testo è esattamente lo stesso, senza tagli, adattamenti o cambiamenti.

L’unica differenza riguarda le voci. Al posto della mia voce originale, quella con cui pongo le domande nei video, nell’audiolibro c’è la voce di Sandra Sacchetti. Allo stesso modo, le risposte degli ospiti non sono affidate alle loro voci reali, ma vengono interpretate dai due doppiatori, Sandra Sacchetti per le voci femminili e Alessandro Russo per quelle maschili.

Per tutto il resto, il contenuto rimane identico al libro: stesse parole, stessi dialoghi, stesso messaggio. Cambia soltanto il modo in cui viene fruito. Il libro si legge, l’audiolibro si ascolta, ma l’intento è il medesimo: trasmettere la stessa emozione, la stessa empatia, le stesse riflessioni profonde. È un’esperienza che conserva tutta l’energia di Voci Ribelli, quella forza capace di toccare l’anima, il cuore e la mente di chi ascolta, accompagnando il pubblico in un vero e proprio viaggio dentro le storie, le verità e le coscienze di noi ribelli.

Perché, secondo te, le persone dovrebbero leggere o ascoltare “Voci ribelli”?

Credo che le persone dovrebbero leggere o ascoltare Voci Ribelli perché non è un libro come gli altri. Non nasce per intrattenere, ma per far riflettere, per smuovere qualcosa dentro. È un viaggio fatto di voci, esperienze, domande scomode e verità spesso ignorate o silenziate.

Voci Ribelli invita chi lo legge o lo ascolta a fermarsi un attimo, a uscire dal rumore di fondo e a guardare la realtà con occhi diversi, più consapevoli. Non impone una verità assoluta, ma stimola il pensiero critico, spinge a farsi domande, a non accettare passivamente ciò che viene raccontato e a riappropriarsi della propria mente.

Questo libro, inoltre, è unico nel suo genere in Italia. Nessuno aveva mai realizzato un’opera di questo tipo, e proprio per questo credo sia giusto cogliere l’occasione di leggerlo o ascoltarlo con interesse, con uno sguardo nuovo e una mente aperta. Voci Ribelli non è un libro da mettere in libreria e lasciare lì insieme agli altri: va vissuto pienamente.

Non è una lettura superficiale. Se una risposta non convince, se un passaggio suscita dubbi o curiosità, all’interno del libro si trovano approfondimenti a 360 gradi. Gli argomenti trattati sono molti e diversi tra loro: non si parla solo di vaccini, come spesso si pensa, ma di un sistema molto più ampio e complesso. Vengono affrontati temi che difficilmente troverai nei media tradizionali, cose che in televisione non verranno mai raccontate.

È un libro da leggere e rileggere. Ci saranno momenti in cui sentirai il bisogno di fermarti, di poggiarlo un attimo, di riflettere con la tua testa. Ed è proprio lì che accade qualcosa di importante: iniziano a nascere i dubbi, le domande, le riflessioni che forse prima non ti eri mai posto, o che nessuno ti aveva mai aiutato a formulare.

Nulla è lasciato al caso o disperso. Il libro è sempre lì: puoi tornare su un’intervista che non ti è stata chiara, rileggere un passaggio, riascoltare una parte che senti il bisogno di approfondire. Ogni voce può essere riscoperta più volte, perché ogni lettura porta con sé una nuova consapevolezza.

Lo stesso vale per l’audiolibro: va ascoltato fino in fondo, lasciandosi attraversare dalle emozioni, permettendo alle parole di fare il loro lavoro. È un’esperienza che può farti provare sensazioni nuove, diverse, profonde. È un modo per dare davvero vita a Voci Ribelli.

In fondo, leggere o ascoltare Voci Ribelli significa scegliere di non restare indifferenti. Significa intraprendere un viaggio dentro la realtà, ma soprattutto dentro sé stessi. Un viaggio da ribelli, sì, ma prima ancora da esseri umani consapevoli.

Qual è la storia che più di tutte ti ha lasciato qualcosa, fra quelle presenti nel libro?

È difficile scegliere una sola storia, perché tutte le voci presenti nel libro mi hanno lasciato qualcosa. Ognuna, a modo suo, ha portato un contributo unico, uno spunto di riflessione, un punto di vista diverso e di grande valore umano. Nessuna intervista è stata inutile o superficiale.

Se però devo individuare un filo conduttore che mi ha colpita più di ogni altro, direi che è stata la preoccupazione profonda per il futuro. Molti degli intervistati condividevano lo stesso timore: quello di un’umanità che rischia di perdere sé stessa, di un popolo che, se non si sveglia e non prende coscienza, potrebbe andare incontro a scenari sempre più distopici.

È emersa più volte la paura di una società che si avvia verso forme di controllo sempre più pervasive, dove le persone faticano a vedere, a parlare, a esporsi. Una società in cui la paura di esprimere un pensiero, di dissentire o semplicemente di fare domande porta al silenzio e alla divisione. E quando un popolo è diviso, disunito, concentrato solo sul “sé”, diventa fragile, facilmente manipolabile.

Molti ospiti hanno sottolineato quanto sia fondamentale ritrovare l’unità, il senso di comunità, la capacità di stare insieme perché senza coesione, senza una coscienza collettiva, il rischio è quello di diventare semplici pedine, burattini mossi da logiche di potere lontane dal bene comune.

Alcune parole, in particolare, mi sono rimaste impresse. Fra queste ci sono quelle di Lucia Giovannini, che parlava del bisogno profondo dell’essere umano di sentirsi parte di qualcosa, di un gruppo, di una comunità. Un senso di appartenenza che ci è stato trasmesso dai nostri avi e che oggi sembra essersi smarrito.

Penso anche alle riflessioni del coreografo Odoardo, che si interrogava sulla chiusura dei teatri e sull’emarginazione degli artisti, leggendo in questi segnali il pericolo di una società che rischia di impoverirsi culturalmente e spiritualmente, perdendo la capacità di pensare, creare e immaginare.

Molto toccante anche la testimonianza di Rosanna Spatari, che racconta la sua battaglia per i diritti e il tentativo di coinvolgere i cittadini della sua comunità. Il suo racconto mette in luce una ferita profonda: la paura. Paura di esporsi, di perdere il lavoro, di non riuscire a mantenere la propria famiglia. Una paura che ha portato molte persone a tirarsi indietro, lasciandola a combattere quasi da sola, pur condividendo in silenzio le sue stesse preoccupazioni.

In generale, ciò che emerge dalle interviste è un forte disagio rispetto alla direzione che stanno prendendo le cose. Nessuno degli intervistati si dice sereno o soddisfatto della situazione attuale. C’è la sensazione diffusa che, se non si inizia a parlare, a riflettere e ad agire in modo consapevole, il rischio sia quello di un progressivo peggioramento sociale, umano ed etico.

Molti ospiti esprimono anche timori legati alle conseguenze di scelte recenti, raccontando storie di sofferenza, di persone che si sentono non ascoltate, ignorate, lasciate sole. Sono testimonianze forti, cariche di dolore e di domande ancora aperte, che invitano a riflettere senza superficialità.

Ed è proprio questo il punto: Voci Ribelli non offre risposte facili, ma pone domande profonde. Racconta la forza di persone che non si sono piegate, che hanno scelto di restare fedeli a sé stesse, anche pagando un prezzo alto. Il libro racconta anche la loro preoccupazione per il futuro, per le prossime generazioni, per il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli e ai nostri nipoti.

I nostri nonni hanno combattuto, sacrificato tutto, per conquistare diritti e libertà. Le voci di questo libro ci ricordano che quei sacrifici non dovrebbero essere né dimenticati né sprecati. Voci Ribelli è un invito a svegliarsi, a non delegare sempre ad altri, a recuperare coscienza, umanità e responsabilità.

Sono affermazioni forti, sì, ma sono proprio quelle che, più di tutte, continuano a farmi riflettere. E forse è questo il dono più grande che queste storie mi hanno lasciato.

Pensi di scrivere altri libri, in futuro?

Sì, sicuramente scriverò altri libri. La scrittura fa parte di me e so che questo non è un punto di arrivo, ma solo una tappa del mio percorso.

L’idea sarebbe quella di continuare il progetto di Voci Ribelli, magari con un nuovo volume che includa altre interviste, nuove voci, nuove storie da raccontare. Al momento, però, non ho ancora deciso con precisione né quali ospiti inserire né quale forma definitiva dare al prossimo progetto. Sto riflettendo se realizzare un vero e proprio seguito del libro oppure se dedicarmi prima a un nuovo audiolibro, sempre con ospiti diversi e contenuti inediti.

In questa fase sento il bisogno di fermarmi un attimo, ascoltarmi e lasciare spazio all’ispirazione. Non voglio forzare nulla: quando sarà il momento giusto, capirò con chiarezza quale direzione prendere.

Mi piacerebbe molto, in futuro, poter contare su collaborazioni serie, oneste e sincere. Collaborazioni in cui ci sia uno scambio reale, una valorizzazione reciproca con testate giornalistiche alternative, radio, realtà indipendenti, persone e professionisti che credano davvero nel progetto e che ne riconoscano il valore. Voci Ribelli non è un libro qualunque ed è importante che venga sostenuto e raccontato da chi ne comprende profondamente il messaggio.

Credo che questo libro abbia la forza di lasciare un segno, di restare nel tempo. Proprio per questo sento che merita di essere affidato alle mani giuste, a persone capaci di percepirne l’anima, l’impatto e l’importanza. Quello che oggi sento mancare, forse, è proprio una rete di persone che camminino al mio fianco, che credano nel progetto tanto quanto ci credo io.

Il mio sogno è grande: vedere Voci Ribelli arrivare lontano, raggiungere tantissime persone, entrare nelle case, nelle menti e nei cuori di un pubblico sempre più vasto. So che i sogni nascono così, da una visione, da un desiderio profondo. Ed io continuo a crederci.

Hai un messaggio da lasciare ai nostri lettori?

Sì, sento di voler lasciare un messaggio sincero a chi leggerà o ascolterà Voci Ribelli. Il mio invito è quello di non smettere mai di farvi domande, di non accontentarvi di risposte preconfezionate e di non rinunciare mai al vostro pensiero critico. La libertà più grande che abbiamo è quella interiore: la libertà di pensare, di sentire, di scegliere in modo consapevole.

Leggete questo libro, o ascoltatelo, senza fretta. Prendetevi il tempo di assorbire le parole, di fermarvi quando qualcosa vi colpisce, vi disturba o vi emoziona. È normale sentire resistenze, dubbi, persino confusione: fanno parte del processo di crescita e di risveglio. Voci Ribelli non nasce per dare risposte definitive, ma per aprire spazi interiori, per stimolare riflessioni che magari prima non avevate mai fatto.

Vi auguro di avvicinarvi a queste storie con una mente aperta e un cuore presente, senza giudizio, senza paura. Ogni voce raccontata in questo libro porta con sé un pezzo di umanità, di coraggio, di verità vissuta. Lasciate che queste esperienze vi attraversino, che vi tocchino l’anima, che vi facciano sentire meno soli nel vostro modo di vedere il mondo.

Se anche solo una frase vi spingerà a guardarvi dentro, a cambiare prospettiva, a porvi nuove domande o a sentire che non siete “sbagliati” per il solo fatto di pensare in modo diverso, allora questo progetto avrà raggiunto il suo scopo. Perché essere ribelli, in fondo, non significa urlare o andare contro tutto e tutti, ma avere il coraggio di restare fedeli a sé stessi, alla propria coscienza e ai propri valori.

Continuate a informarvi, a confrontarvi, a coltivare il dubbio sano. Non spegnete mai la vostra voce, anche quando sembra più facile restare in silenzio. Ognuno di noi ha una responsabilità verso sé stesso e verso il futuro. E ricordatevi che ogni cambiamento, grande o piccolo, nasce sempre da una presa di coscienza.

Questo è il mio augurio più grande: che Voci Ribelli possa accompagnarvi in un tratto del vostro cammino, lasciandovi qualcosa di vero, di vivo, di vostro.

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Un pensiero finale da parte di Chiara

Vorrei concludere con un pensiero semplice ma sincero. In un mondo che corre veloce, che spesso ci distrae e ci allontana da noi stessi, vi auguro di ritagliarvi del tempo per ascoltarvi, per sentire davvero ciò che vi risuona dentro. Spero che possiate attraversare queste pagine, o queste voci, come un momento di incontro con voi stessi, con le vostre domande, con la vostra verità.

Vi auguro feste fatte di presenza, di calore umano, di silenzi che nutrono e di parole che uniscono. Che siano giorni in cui ritrovare l’essenza delle cose semplici, il valore delle relazioni autentiche e la forza di restare fedeli a ciò che siete.

A tutti voi auguro buone feste, con l’auspicio che il nuovo anno possa portarvi più consapevolezza, più coraggio, più umanità e, soprattutto, la libertà di essere voi stessi. Che ognuno possa continuare il proprio cammino con cuore aperto e mente vigile, senza smettere mai di cercare, di sentire, di credere e di scegliere. NON ABBIATE PAURA DI ESPORVI E DI ESPRIMERE IL VOSTRO PENSIERO…

Buone feste di cuore ✨

Grazie da Chiara Talin

 

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