Una vita vista mare: Walter ricomincia da Punta Cana

Di Enza Petruzziello

 

«Mai più vivere per lavorare!». Walter Masoni, 45 anni, ne è fortemente convinto. Insieme a sua moglie Doriana, 36 anni, e sua figlia Nicole di 3 anni e mezzo, nel 2017 si trasferisce a Punta Cana, la parte più turistica della Repubblica Dominicana.

Una decisione presa dopo aver fatto numerosi viaggi in questi anni e dopo aver trascorso gli ultimi due tra Pisa e Punta Cana. La scelta definitiva di mollare tutto arriva, però, un anno e mezzo fa quando acquistano una magnifica villa di 300 metri con mille metri di giardino, piscina nel centro di Bavaro, circondata da un bellissimo campo da golf.

Eppure Walter e la sua famiglia in Italia avevano tutto, con una situazione lavorativa ed economica di assoluto privilegio. «In Italia ho operato prima come consulente finanziario e poi negli ultimi 15 anni come titolare (general agent) di uno dei più grossi appalti in ambito assicurativo – ci racconta -. Gestivo come imprenditore una struttura con oltre 70 collaboratori e 14 impiegati. Insomma avevo un’attività fiorente e una vita agiata.

Ma il ritmo di lavoro e la responsabilità erano notevoli. Il mio tempo libero praticamente nullo. Cosicché 5 anni fa decisi che, una volta avuti i soldi per poter vivere, avrei smesso di lavorare e avrei mollato tutto per godermi quello che finora avevo costruito».

E così Walter ha fatto. Vende le quote della società, rinuncia ai redditi faraonici ma ne guadagna in salute, tempo e soprattutto: «Posso godermi le giornate facendo il babbo, giocando a golf e andando in palestra». Sua moglie Doriana continua a fare lo stesso lavoro, distributrice online di un marchio dietetico, ma adesso direttamente dal bordo della sua piscina.

Walter, in un momento storico in cui già avere lavoro è un lusso, tu hai rinunciato a una vita lussuosa. Che cosa in particolare ti aveva stancato della tua vecchia vita?

«Mi aspettavo questa domanda ovviamente. In effetti vendere una attività fiorente non é stato facile psicologicamente. Cerco di farti capire prima da dove sono partito e la mia attuale filosofia. Sono figlio unico e provengo da una famiglia di operai. Sono diventato da subito una persona molto ambiziosa e dopo le scuole superiori entrai come semplice venditore porta a porta nel settore assicurativo.

Dopo 2 anni feci un esame pubblico e divenni consulente finanziario. Successivamente ho gestito dapprima un gruppo di consulenti e poi a 30 anni un intero appalto nel settore assicurativo, che ho portato nel tempo ad un numero complessivo – fra impiegati e collaboratori – di oltre 80 unità. Purtroppo fare tutto questo comporta dei grossi rischi, grandi responsabilità, e la necessità di dover lavorare almeno 14 ore giornaliere. Nessuno ti regala niente e psicologicamente diventa molto usurante. Cinque anni fa, poi, alcuni eventi mi hanno spinto rapidamente a cambiare la mia filosofia di vita».

Che cosa è successo?

«La morte improvvisa di un giovane amico, alcune vicissitudini personali lavorative, ma anche le forti inefficienze del sistema sia giudiziario che fiscale italiano, mi hanno fatto pensare che non aveva senso guadagnare per poi non godersi niente di niente.

Tre anni e mezzo fa è nata mia figlia Nicole. Da quel giorno io e mia moglie ci siamo posti come obiettivo di poterci dedicare a lei, per vederla crescere giorno dopo giorno. Non volevo diventare un padre assente e vederla solo la sera alle 9 quando già dormiva. Il tempo è una risorsa fondamentale e svegliarsi la mattina per lavorare 10\12\14 ore, dormire male la notte o non dormire affatto, vedere poco la famiglia ha un costo implicito enorme. Il rischio è che ti ritrovi a 65 o 70 anni malato e insoddisfatto. Tutto questo non è logico! Così decisi che era più importante smettere di lavorare in una età dove potevo godermi sempre la vita e stare di più con la mia famiglia».

Beh, il sogno di tutti in fondo. Con la differenza che tu hai potuto farlo perché hai avuto abbastanza soldi da permetterti di smettere di lavorare. Non hai paura che prima o poi possano finire?

«Se dicessi che non ho paura direi una bugia! Un po’ di ansia da questo punto di vista esiste, ma da ex consulente finanziario penso di avere la capacità di gestire bene ciò che siamo riusciti a costruire negli anni.

In Repubblica Dominicana esiste una norma che di fatto esenta per i primi 3 anni tutti i residenti stranieri dalle tasse sulle rendite prodotte all’estero. Questa esenzione è invece ad oggi permanente per coloro che ottengono la residenza di “investitore”. Per i dettagli ritengo sia importantissimo farsi consigliare da un ottimo avvocato.

Questo tipo di esenzione è molto interessante e permette un notevole risparmio mensile. Mia moglie inoltre da circa una anno lavora con successo e soddisfazione nel network marketing come franchise per una importante azienda: la Juice Plus Company, una azienda leader nel settore degli Integratori alimentari, che le ha permesso di ritornare in splendida forma dopo la gravidanza, migliorando considerevolmente anche il nostro stile di vita alimentare.

Questo tipo di attività le ha consentito anche di guadagnare con internet e di gestire il suo tempo come crede e potersi dedicare al business anche direttamente dal bordo della sua piscina, al mare, in casa o semplicemente giocando con la bimba essendo sufficiente solo una connessione internet. Sono per questo molto ottimista sul nostro futuro in quanto Doriana può contare su entrate veramente interessanti, che contribuiscono non poco al bilancio familiare».

Proprio con tua moglie negli ultimi 4 anni avete viaggiato molto, visitando tantissimi Paesi. Come mai la scelta è ricaduta su Punta Cana? Quale aspetto ti ha colpito di più di questa località?

«Prima io, e successivamente con mia moglie Doriana, ho avuto la possibilità e il piacere di andare in molte località come ad esempio: Cuba, Usa (Hawaii comprese), Thailandia, India, Spagna (Baleari), Maldive, Argentina, Marocco, Tunisia, Cambogia, Madagascar.

Poi nel 2014 è stata la volta della Repubblica Dominicana in occasione del nostro viaggio di nozze. Ricordo che comprai un libro, mi informai molto sul Paese e girammo quasi tutta l’isola. Ma appena arrivati a Punta Cana rimanemmo estasiati dalle spiagge, dal clima rilassato ma sopratutto dal fatto che era un perfetto connubio che ci permetteva di vivere ai Caraibi ma senza rinunciare allo stile di vita e alle comodità tipiche dei paesi industrializzati.

Dal 2014 abbiamo fatto ben 14 viaggi a Punta Cana prima di prendere la decisione definitiva di andare a vivere in Repubblica Dominicana».

Punta Cana è proprio una delle zone turistiche più belle e conosciute della Repubblica Domenicana. Al confine tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, è famosa per i suoi 32 km di spiagge e acque cristalline. Nell’immaginario collettivo rappresenta proprio la destinazione del mollo tutto e vado a vivere in riva al mare. Tu che ormai ci sei da un po’, puoi dirci effettivamente come è vivere qui da residente e non da turista?

«Vivere a Punta Cana ovviamente ha aspetti positivi ma anche negativi. I positivi per me e Doriana superano di molto quelli negativi: ti svegli la mattina contornato da una magnifica natura lussureggiante, un mare cristallino.

I dominicani, che pur guadagnando molto poco rapportato all’Italia, hanno sempre il sorriso e non conoscono il significato della parola stress. Qui troviamo di tutto: dal grosso supermarket, al centro commerciale con marche europee o americane, farmacie super attrezzate, cinema, casinò di lusso, discoteche, locali notturni all’avanguardia e una miriade di ristoranti per tutti i gusti e di assoluta qualità.

Per vivere a Punta Cana devi però mettere in conto che tutto è più lento ed inefficiente. Difficile trovare ad esempio un tecnico che rispetti con puntualità un appuntamento, difficile è anche incontrare professionisti di qualità, e la pubblica amministrazione è molto più inefficiente di quella europea».

Per quanto riguarda invece il costo della vita, come è la situazione a Punta Cana?

«Anche qua bisogna sfatare un mito: molti pensano alla Repubblica Dominicana come il paese delle banane con cui si può vivere con pochissimo.

Questo non è vero in tutta l’isola, ma ancora meno a Punta Cana. La località accoglie circa il 70% dei turisti presenti sull’isola , è la prima località visitata dei Caraibi e la seconda dell’America Latina (ci sono pochi turisti italiani ma addirittura pochissimi come residenti).

Tutto questo ha portato ad un costo della vita superiore di almeno un 20\25% se si desidera mantenere uno stile di tipo europeo. Ad esempio le auto costano di più essendo importate; per fare la spesa tranne che sui prodotti locali spendi di più; costa di più prendere un caffè o comprare una pizza; ha un prezzo maggiore l’abbigliamento importato (quasi tutto); l’elettricità è molto più cara di almeno il 40% in virtù del fatto che è gestita da una impresa privata praticamente in regime di monopolio. Bisogna mettere in preventivo che la scuola per i figli è privata, di fatto assolutamente consigliata è la copertura sanitaria in quanto la sanità pubblica non ha lo stesso standard di quella europea.

Costano meno le case anche se non pochissimo: un appartamento piccolo si trova a 120.000 dollari circa, un duplex sui 230\250.000 dollari e una villa con piscina sui 400.000\500.000 dollari. La benzina è conveniente con un prezzo inferiore del 30%, e meno care sono le assicurazioni auto».

Parliamo degli aspetti burocratici del trasferimento. È stato difficile ottenere la residenza, quali passaggi hai dovuto affrontare?

«Per la residenza, il governo dominicano da un po’ di tempo è molto selettivo. Ci sono state migliaia di espulsioni di persone non regolamentate.

Hai la possibilità di fare vari tipi di residenza ma è di fatto essenziale e fondamentale farsi assistere da un professionista qualificato. Affidarsi a professionisti sbagliati comporta infatti dei rischi non indifferenti. Io ho avuto la fortuna di conoscere una bravissima, onesta e seria avvocata italo-dominicana che si chiama Diana Salsabrosa ed è amministratrice tra l’altro del gruppo Facebook “Italiani in Repubblica Dominicana”, la quale mi ha facilitato non poco nell’iter burocratico».

Hai una figlia di 3 anni e mezzo. Come sarà crescerla qui? Quali sono i servizi e che tipo di sistema scolastico, sanitario si trova a Punta Cana?

«Abbiamo deciso di trasferirci quando Nicole avesse avuto un’età adatta per potersi ambientare alla nuova vita. Fare questo passo troppo tardi avrebbe comportato problematiche ambientali e di linguaggio.

Ritengo che se una famiglia ha basi solide, far crescere un figlio qui dia in assoluto molte più possibilità lavorative a livello imprenditoriale. Essendo un paese emergente, in forte sviluppo, le possibilità di fare impresa nel settore turistico, immobiliare e finanziario sono notevoli. A Punta Cana ci sono varie scuole private di ottimo livello. Nicole ad oggi va ad una scuola dell’infanzia molto ben organizzata, multietnica, di prestigio e di conseguenza avrà la possibilità di apprendere, fin da subito sia lo spagnolo che l’inglese.

Dalle scuole elementari la inseriremo in un college internazionale riconosciuto anche in USA. Da evitare sono le scuole pubbliche. Per la sanità come ho già detto è fondamentale fare in Repubblica Dominicana un’assicurazione sanitaria completa. Ci sono a Punta Cana importanti ed efficienti ospedali privati nei quali è possibile richiedere la stragrande maggioranza delle prestazioni».

Proprio come te e tua moglie, sempre più persone di lasciare l’Italia o per godersi la pensione in un posto caldo oppure per cercare nuove occasioni lavorative all’estero. Consigliereste loro Punta Cana?

«Non consigliamo assolutamente Punta Cana a persone che cercano un lavoro dipendente in quanto gli stipendi sono bassissimi e non rapportati al costo della vita.

Non la consigliamo neanche a persone che pensano di aprire il tipico ristorantino, pizzeria o chioschetto a basso costo vicino alla spiaggia: ce ne sono tantissimi e gli imprenditori presenti hanno fatto anche investimenti molto costosi che renderebbero inappropriate le nuove aperture. La consigliamo invece a persone che hanno la possibilità di investire nel settore immobiliare, in quello turistico con negozi, ristoranti, strutture di alta qualità, o a quanti hanno la fortuna di poter “vendere tutto” e godersi la vita.

Per i pensionati diciamo a loro di stare bene attenti perché qui non è come il Portogallo o le Canarie: la pensione viene comunque tassata dallo Stato italiano e non esiste nessun tipo di convenienza di natura fiscale».

Raccontaci una tua giornata tipo.

«La mattina alle 7 suona la sveglia perché mia figlia entra all’asilo alle 8. Alle 7,40 prendo la macchina e la porto a scuola dopodiché, insieme a mia moglie, facciamo verso le 9 una bella camminata nel parco dove abbiamo casa o sulla spiaggia.

Una volta tornati dedico 2 o 3 ore alla mia passione finanziaria: scrivo su diversi forum di finanza (finanza online.it e investire oggi.it nella sezione obbligazioni – titoli di stato). Alle 12,40 vado a prendere Nicole all’asilo. Dopo l’ottimo pranzo, preparato da mia moglie Doriana e una piccola pennichella andiamo a giocare a golf, e la sera in palestra. Ce ne sono diverse ma ne hanno aperta una nuovissima il mese scorso di 3200 metri quadri.

Nostra figlia invece il pomeriggio va ai campi scolastici con i propri coetanei dove ha la possibilità di giocare all’aria aperta o andare in piscina insieme agli insegnanti. Poi chiaramente facciamo quello che fanno tutte le famiglie: andiamo al supermercato, a prendere un gelato, al cinema, al ristorante. Il fine settimana è dedicato al mare oppure alla scoperta delle numerose meraviglie di questo paradiso terrestre.

Anche se il mare è a 5 minuti di macchina non ci andiamo tutti i giorni».

Non ti manca il lavoro o comunque tenerti impegnato dal punto di vista professionale?

«Non mi manca certo il lavoro che ho lasciato. Mai più vivere per lavorare!! Ti confesso però che a novembre sono andato come ospite insieme a mia moglie Doriana a Barcellona ad una convention proprio della Juice Plus company e sono rimasto impressionato dalle potenzialità di questo business esente dai tipici rischi di impresa.

Ho conosciuto persone veramente felici della loro attività con cui, in breve tempo, hanno migliorato la loro situazione economica e rivoluzionato la loro vita. Questo mi ha portato a decidere recentemente di entrare in questa attività anche se inizierò ad essere realmente operativo fra qualche settimana».

Come è cambiata la vostra vita da quando vivete qui?

«Direi che la nostra vita è assolutamente cambiata in meglio: siamo molto più rilassati, la notte ora finalmente riesco a dormire senza pensieri o stress particolari. Sia io che mia moglie la mattina non vediamo l’ora di aprire la finestra per ammirare lo splendido paesaggio presente. La cosa che ovviamente più ci manca sono gli affetti».

Progetti per il futuro?

«Ci dedicheremo con passione insieme al nostro business, è per questo che ci stiamo focalizzando alla crescita della nostra squadra sia in Italia che in altri paesi. daremo la stessa opportunità a persone intraprendenti e ambiziose che intendono migliorare o rivoluzionare la loro situazione economica e finanziaria».

Per contattare Walter Masoni questa la sua e-mail: waltermasoni1974@gmail.com

Potete trovarlo anche su Facebook e Instagram come Walter Masoni.

Anche Doriana è presente sui social, sulla pagina Facebook: Dorylifestyle, oppure sul profilo

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