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Viaggio in Nepal: come organizzarlo e perché andare

Viaggio in Nepal: come organizzarlo

Viaggio in Nepal: come organizzarlo e perché andare

A cura di Maricla Pannocchia

Il Nepal è un Paese spesso ignorato dai viaggiatori italiani eppure è uno scrigno, incastonato fra le montagne, contenente cultura, spiritualità e un popolo incredibilmente genuino. Questo articolo ti aiuterà a organizzare un viaggio in Nepal, senza trekking, per scoprirne la sua anima più autentica.

Cosa serve per entrare in Nepal

Per i cittadini italiani, entrare in Nepal è facile ed economico. Ecco di cosa avrai bisogno:

Il consiglio in più: se volerai a Kathmandu da Bangkok, in Thailandia, scegli un posto a destra all’andata e a sinistra al ritorno. In questo modo, volerai per circa venti minuti ammirando la catena montuosa dell’Himalaya al di là del finestrino dell’aereo.

Cosa vedere a Kathmandu

Durante il tuo viaggio in Nepal trascorrerai almeno un paio di giorni nella sua caotica ma affascinante capitale. Ecco alcune esperienze e luoghi che non puoi perderti:

La Durbar Square di Bhaktapur, che si trova a circa mezz’ora di auto dal centro di Kathmandu, vanta incredibili palazzi e un’atmosfera unica. Infine, nella Durbar Square di Patan potrai ricevere la benedizione dalla Kumari della città. Io l’ho fatto; non ci sono orari garantiti e non è sempre possibile ma, se avrai modo di salire nel suo palazzo, potrai assistere a un rituale e ricevere il tilaka, il punto rosso sulla fronte, dalla Kumari. Per me è stata un’incredibile esperienza culturale che offre uno scorcio sulla spiritualità della gente del posto.

Cosa vedere a Pokhara

Bellissima città sul lago, meno caotica di Kathmandu ma comunque vibrante e ricca di attività da fare, Pokhara non è solo il punto di partenza per trekking come il celebre Annapurna Base Camp Trek, ma è una città tutta da scoprire. Andiamo a vedere cosa non puoi perderti:

Cosa vedere a Chitwan

Qui la parola chiave è “natura”. Grazie al Chitwan National Park, potrai passare qualche giorno immerso nella giungla, ammirando rinoceronti, cerbiatti e, se sarai davvero fortunato, le tigri, nel loro habitat naturale. Ecco qualche spunto per il tuo viaggio a Chitwan:

Nota: purtroppo, gli elefanti che ho visto sono trattati poco bene. Ci sono degli elefanti selvaggi, che però non ho avvistato, e altri appartenenti al governo o ai privati. Vedrai elefanti, con i loro proprietari in groppa, camminare per le vie della città. Gli elefanti di proprietà del governo sono tenuti in uno spazio a pochi passi dall’ingresso del Wildlife Museum e sono incantenati. Ho chiesto a delle guide locali che mi hanno detto che gli elefanti vengono portati a passeggiare nella giungla e che sono incantenati a quella maniera perché, in passato, hanno provato a scappare dai recinti. Adesso, la zona degli elefanti è circondata da filo spinato elettrificato. Evita di cavalcare gli elefanti, fare il bagno con loro e anche di salire sulle carrozze trainate dai cavalli (ne vedrai diverse).

Come spostarsi in Nepal

All’interno del Nepal, io mi sono spostata esclusivamente con gli autobus turistici. Prima di partire, ero un po’ preoccupata al riguardo perché avevo letto racconti terrificanti online di incidenti o, semplicemente, di persone che si sono sentite male per via delle curve. Devo dire che, per me, i viaggi in autobus non sono stati problematici.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di non prenotare autobus locali, che sono spesso affollati fino all’inverosimile e i cui autisti possono guidare in maniera davvero pericolosa, ma di scegliere gli autobus per turisti. I prezzi sono comunque abbordabili per un viaggiatore occidentale e partono da 7-8 USD a tratta, a seconda della compagnia scelta e di altri fattori.

I viaggi su strada che ho fatto io (Kathmandu/Pokhara – Pokhara/Chitwan – Chitwan/Kathmandu) sono durati minimo 6-7 ore l’uno ma, per me, sono stati anche un’occasione per ammirare bellissimi scorci naturali e per vedere, seppur brevemente, la vita delle persone nei villaggi e nelle cittadine. È vero che le strade sono spesso tortuose (del resto, viaggiamo in montagna) e che a volte siamo stati fermi anche mezz’ora per via dei lavori lungo la strada, tuttavia, mi sento di consigliare questo modo di spostarsi all’interno del Paese.

Un’altra opzione è prendere un’autista privato per un’esperienza più confortevole anche se più costosa. In alternativa, puoi scegliere di volare. Le principali compagnie aeree domestiche sono:

Un biglietto aereo nella maggior parte dei casi sarà più costoso di quello dell’autobus e ho letto che le compagnie aeree domestiche hanno spesso problemi o incidenti. Per tutte queste ragioni, e anche perché mi piace viaggiare in autobus, io ho scelto i tourist bus e, quando tornerò in Nepal, mi sposterò di nuovo in questo modo.

Il Nepal è sicuro?

Specialmente nell’ottica delle recenti proteste che hanno coinvolto il Paese, puoi avere dei dubbi riguardo la sicurezza in Nepal. Nella mia esperienza di viaggiatrice solitaria posso dirti che non hai niente da temere. Reputo il Nepal uno dei Paesi più sicuri in cui sono stata. Le persone sono di una bontà e gentilezza incredibili.

Avrei tanti aneddoti da raccontare ma ne inserisco solo due. Ricordi quando ho accennato alla breve camminata con guida che ho fatto nei pressi del Wildlife Museum? In realtà la guida era con due suoi clienti. Quando l’ho sentito dire che li avrebbe portati al fiume sperando di avvistare i rinoceronti, gli ho chiesto se sarei potuta andare con loro e lui ha accettato con entusiasmo. Alla fine, mi sono offerta di dargli qualche soldo ma lui si è rifiutato categoricamente, concludendo con, “Sono felice di averti conosciuto!”

L’ultimo giorno, sono andata a cambiare i soldi che mi erano rimasti in Thai Baht per la mia breve permanenza a Bangkok. Il signore del cambio valuta, che non avevo mai visto prima, mi ha detto che aveva solo 1000 Thai Baht e che quindi avrei dovuto aggiungere 500 rupie nepalesi a quanto gli avevo già dato. A quel punto, ho detto che se lo avessi fatto non avrei più avuto rupie nepalesi per comprare qualcosa da mangiare prima del volo, allora lui ha detto, “Non importa, tieni i soldi per mangiare” e mi ha dato ugualmente 1000 Thai Baht, rimettendoci 500 rupie nepalesi.

Naturalmente, con questo non voglio dire che i criminali o i malintenzionati non esistono perché nessun Paese è perfetto ma, utilizzando gli accorgimenti che hai anche nella città in cui vivi, non dovresti avere problemi. Infine, io penso che molto dipende anche da chi sei, come viaggi e come ti approcci all’altro. Il Nepal fa parte di quelli che chiamo “Paesi boomerang”, ovvero in cui quello che lanci, ti torna indietro.

Per essere sempre aggiornato sulla sicurezza e sui requisiti di ingresso in Nepal consulta Viaggiare Sicuri.

Non dimenticare di stipulare l’assicurazione di viaggio

Durante il mio viaggio in Nepal ho avuto un’emergenza medica, non gravissima ma neanche leggera, per la quale sono dovuta andare in ospedale. Non sono stata ricoverata ma ho dovuto pagare la visita del dottore, le medicine che mi sono state prescritte e gli esami che ho dovuto fare.

A Pokhara in particolare ho conosciuto diversi viaggiatori senza assicurazione medica. Molti di loro si sono fatti male (non so perché ma ho conosciuto un sacco di gente che ha sbattuto la testa con forza, anche più volte, riscontrando poi seri problemi) e, una volta arrivati in ospedale, hanno dovuto stipulare l’assicurazione di emergenza, pagando di più di quanto non avrebbero fatto stipulandone una prima di partire.

Perché visitare il Nepal

Non c’è una ragione universale per visitare il Nepal. Quando ho deciso di fare questo viaggio, ho seguito la voce interiore che mi diceva che, lì, avrei trovato qualcosa di cui avevo bisogno.

Io vivo in Cambogia dal 2022, quindi, la mia realtà quotidiana è diversa da quella delle persone che vivono in Occidente, ma, in ogni caso, penso che il Nepal, con la sua spiritualità a ogni angolo, sia capace di travolgere, far sorgere dubbi e domande, indicare nuove vie e semplicemente sciacquare gli occhi dalla negatività.

Ripeto, il Paese perfetto non esiste e, purtroppo, ho visto e conosciuto diverse persone locali che affrontano ogni giorno guardando in faccia la povertà, spesso estrema. Il Nepal è un Paese che parla all’anima, dove reale e divino si prendono per mano, in cui senti sempre una preghiera mormorata dalle persone che vanno avanti con le loro vite quotidiane. L’odore dell’incenso impregna l’aria, la morte è al fianco della vita, e non deve nascondersi. Fa capolino fra le vie del centro, è negli occhi di un anziano ricurvo, nello sguardo spesso impenetrabile della Kumari, nella mano tesa di un mendicante e in quella di chi apre la borsa e lascia cadere un’offerta.

Le meravigliose, irraggiungibili montagne, terreno di sfide e leggende, fanno da contorno a un Paese che vuole cambiare, la cui gente ha fatto sentire la propria voce per un futuro migliore, in cui tutti possano avere accesso ai diritti e ai beni basilari e anche alle opportunità che sognano. Quella realtà è forse ancora lontana ma il divino, sempre così presente, forse è un modo per affrontare un giorno dopo l’altro. La paura, l’incertezza, il dolore, la povertà… tutto ha senso, davanti a una statua da lustrare, a una divinità in cui credere. E il saluto con cui accogli ogni persona – Namasté – non significa altro che “mi inchino a te” e valorizza la sacra spiritualità che si trova in ognuno di noi.

Scegli il Nepal, un viaggio sulle cime dei monti e nelle profondità più vere di te stesso.

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