Camilla e la sua vita in Ungheria

“Sono nata a Milano, abito a Brescia, ma da sempre ho passato vacanze e ponti tra Budapest e Kunszàllàs, un paesino più o meno al centro dell’Ungheria, con meno di 2000 abitanti. Mia nonna materna infatti ha sempre abitato lì. Adoro stare in mezzo alla natura e al silenzio e quel paesino è perfetto per passeggiare per chilometri e chilometri, magari con il proprio cane affianco, senza pensare a niente e liberando la mente da ogni pensiero.” I genitori di Camilla Bussi infatti, diciassettenne estremamente sensibile a varie tematiche, si sono conosciuti sul lago Balaton, ad ovest dell’Ungheria. Lui italiano in vacanza, lei ungherese. “Per cinque anni è andato quattro volte all’anno a trovarla a Budapest, imparando un po’ la lingua e progettando di trasferirsi, ma alla fine è stata mia madre a venire a vivere qua a Brescia. Ora mia nonna è morta e i miei si sono separati, dunque torno a Kunszàllàs solo d’estate, e ormai passo la maggior parte del tempo con i miei amici di Budapest.”

UNGHERIA

Ti piace Budapest?

E’ una città meravigliosa, piena di giovani e turisti. Ci sono moltissimi posti interessanti da visitare, come per esempio le terme, il monte Gellèrt, dove si possono fare bellissime passeggiate e picnic, il parco acquatico Palatinusz, Szentendre che è un paesino di pescatori alla periferia della città raggiungibile con la metro, e l’isola Margherita, che si può girare interamente in bici, noleggiabile per una decina di euro. Tempo fa si pagava un biglietto per entrare e quindi vi potevano passeggiare solo i ricchi, ma dopo la seconda guerra mondiale è diventata pubblica. Nel terreno scorre acqua termale, che è presente anche nelle piscine del parco acquatico, ed è pieno di parchi, fiori e fontane. E’ veramente molto rilassante ed è pieno di gente che legge, passeggia, chiacchiera, fa sport, gioca a calcio o pallavolo, o semplicemente si siede sulle panchine e osserva la gente che passa.

Ti è stata mai data la possibilità di scegliere il Paese in cui frequentare la scuola?

Non ho mai potuto scegliere se vivere in Ungheria o in Italia, ma sono grata a mio padre per aver insistito nel restare qua.

Come mai?

In Ungheria la gente è piuttosto fredda e distante, al contrario degli italiani, e molti sono piuttosto chiusi. Durante gli anni del socialismo, ossia dal 1945 fino alla caduta del muro di Berlino, si dava molta più importanza alla cultura e tutti erano più o meno uguali. Basti pensare che mia madre, appunto ungherese, nonostante vivesse in una famiglia molto povera –mio nonno era contadino e mia nonna lavorava in una piccola industria di tessuti- ogni settimana comprava 5 o 6 libri e vinili, andava al cinema e a teatro. I generi di prima necessità avevano prezzi irrisori, mentre i beni di lusso erano costosissimi. Adesso ci sono miliardari e senzatetto, gente che sguazza nei soldi e gente che muore di freddo (centinaia durante l’inverno) per strada. Inoltre l’odio verso gli zingari, che in effetti sono moltissimi, è aumentato di giorno in giorno. Adesso il lavoro per loro è obbligatorio e non ricevono sussidi di alcun tipo. Gli estremisti di destra nel 2009 hanno ottenuto il 15% dei consensi e la situazione sta veramente degenerando. C’è sempre più intolleranza, discriminazione e odio verso il diverso.

UNGHERIA

Dunque non trovi sia un Paese ideale in cui vivere..

Su questo in fondo non so rispondere. Non vivendoci, probabilmente vedo solo i difetti. Non sono in grado di darne un giudizio complessivo, ma solo parziale. Quello che so è che la situazione è la stessa che c’è qua in Italia, le masse sono lobotomizzate da chi predica l’odio verso il diverso, ma c’è comunque una parte ragionevole della popolazione che vorrebbe vivere in un paese democratico. Ci sono moltissime manifestazioni per farsi sentire, come qua in Italia, ma la cosa non è tanto sentita da chi va al liceo, quanto da universitari e adulti. Budapest la ritengo una città bellissima, giovane e moderna, ma come ho già detto non ci vivrei, non tanto per la situazione politica, che in fondo è critica in ogni Paese, ma più perché ritengo la gente molto fredda.

Sei una ragazza che si informa, anche più gli altri tuoi coetanei.. credi che c’entri qualcosa l’aver sempre vissuto tra 2 Paesi diversi? Pensi ti abbia in qualche modo aperto la mente e reso più sensibile a varie tematiche?

Non credo che vivere in due Paesi ed essere in contatto con due modi di vivere, due culture diverse, abbia a che fare con la mia mentalità. Devo tutto ai miei genitori e al modo in cui mi hanno educata. Ogni sera infatti, fin da quando ero piccola, mio padre, appena tornava a casa dal lavoro, mi leggeva il giornale. Anche se andavo ancora alle elementari mi teneva informata e mi faceva riflettere su quello che accadeva nel mondo.

Camilla Bussi ungheria

E ora, che persona sei?

Non mi sono mai definita di sinistra perché ritengo mi limiti. L’unica cosa che so è che odio qualsiasi discriminazione, che sia razzista, specista, sessista, legata all’orientamento sessuale o alla religione. Non credo sia difficile capire cos’è giusto e cosa sbagliato. La violenza, fisica o psicologica, è sbagliata in qualsiasi ambito e non c’è bisogno di etichettarsi come “anarchici”, “comunisti”, “socialisti” o altro, per esserne consapevoli. Anche per queste mie personali convinzioni sono diventata vegana.

Essere vegetariani è piuttosto comune e ormai sembra più che altro una moda, mentre invece il veganismo è tutt’altra cosa, è una vera e propria scelta di vita.. Come hai deciso di diventare vegana?

Ho deciso di diventare vegana perché essere vegetariani non basta. I dati lo dimostrano: in natura le mucche vivrebbero circa venti anni mentre negli allevamenti vengono macellate appena iniziano a produrre meno latte, intorno ai cinque anni. I vitellini maschi, separati dalla mamma per consentire la mungitura, vengono macellati a poche settimane. Non ti parlo delle condizioni delle mucche (mammelle ingrossate al massimo, noduli, gambe che si spezzano per il peso “vacche a terra”) perché è qualcosa che mi fa male anche solo dirlo.

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Le galline libere vivono quindici anni, negli allevamenti vengono ammazzate a due anni, diventando carne di seconda scelta. I pulcini vengono separati dalla mamma appena nati: i maschi vengono allevati come polli da carne o buttati vivi in un tritacarne, diventando mangime, oppure vengono soffocati con il gas; le femmine vengono usate per produrre nuove uova. Nonostante la mia convinzione che essere vegetariani non sia abbastanza, apprezzo molto chi ci sta provando e sta iniziando a compiere un percorso che lo porterà verso il completo rispetto di ogni forma di vita.

Camilla Bussi ungheria

Il veganismo non comporta una forte rinuncia?

Non credo che eliminare dalla propria dieta carne e derivati animali comporti una rinuncia: assaggi cibi che non avresti mai conosciuto, nuovi sapori, nuove ricette… il tutto senza spargere sangue e sofferenza. Detto così potrebbe sembrare molto crudo, ma è la pura verità. Senza contare che mangiare carne comporta un grave inquinamento dell’ambiente, e in questo caso il problema non è più lo sfruttamento o meno degli animali, ma l’allevamento in sé. Per produrre 10 g di proteine ricavate dal latte servono 250 litri di acqua , contro i 130 dei legumi. Una mucca da latte beve 200 litri di acqua al giorno! Stessa cosa per i combustibili fossi. Per produrre 1 caloria del latte servono 14 calorie da combustibile fossile, 39 per le uova contro le 2 del grano. Senza contare che destinando un ettaro di terra all’allevamento bovino otteniamo 70 kg di proteine in un anno, se ci coltivassimo la soia, otterremmo 1850 kg di proteine. E’ veramente assurdo lo spreco.

So che sei molto impegnata nell’ambito animalista, che hai dato piena disponibilità al canile di Brescia e che partecipi a manifestazioni e presidi che hanno come obiettivo la protesta contro la violenza sugli animali..

Ormai vado da quasi due anni al canile e adoro passarci la mia domenica mattina. E’ veramente stancante, perché non c’è la possibilità di andarci il pomeriggio e alzarsi alle 6.40 del mio unico giorno libero per prendere l’autobus delle 7.30 è più o meno una pazzia. Ma in fondo lo faccio molto volentieri. Il lavoro consiste nel pulire i box dei cani o la stanza del gattile, cambiare cuscini, coperte, spazzolare i cani, farli passeggiare, eseguire piccole riparazioni della struttura, preparare le pappe, che spesso sono cucinate da noi stessi, non sono solo crocchette, e gestire banchetti all’Auchan o alla nostre varie feste. Un esempio è la festa del bastardino che organizziamo al Parco Gallo di Brescia, che consiste in una sfilata dei cani, alla cui fine vengono premiate varie categorie, e in contemporanea c’è la tombola, la pesca e vari stand.

Per quanto riguarda le manifestazioni alle quali partecipi?

In Italia le principali organizzazioni sono la LAV (lega anti vivisezione), la LAC (lega anti caccia), l’OIPA (organizzazione internazionale protezione animali) e l’ENPA (ente nazionale protezione animali). Le grandi iniziative sono organizzate principalmente da loro, poi noi animalisti ne proponiamo tante altre. Per esempio adesso siamo davanti al circo Orfei ogni domenica e occasionalmente il venerdì e il sabato, mentre tra poco iniziamo i presidi ogni sabato davanti alle pelliccerie di Brescia. Tra l’altro ne abbiamo fatti tantissimi a settembre-ottobre davanti al McDonald’s. Di solito portiamo cartelloni con immagini e scritte, catene per incatenarci davanti al circo, lumini, striscioni e ultimamente abbiamo introdotto un portatile con filmati da mostrare alla gente.Ho iniziato a muovermi in questo senso leggendo di queste iniziative e decidendo di andare alla manifestazione contro Green Hill (l’azienda di Brescia che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione) di due anni fa. Poi da lì ho cominciato ad andare a tutti i presidi, volantinaggi e manifestazioni. Di sicuro la più spettacolare è stata quella contro la vivisezione a Roma il 25 settembre 2010: eravamo tantissimi, circa 11mila persone.

Camilla Bussi ungheria

I tuoi genitori ti appoggiano in tutto questo?

I miei non mi hanno mai appoggiato nelle mie attività animaliste, ma sono davvero convinta di quello che faccio, e quindi anche se non riescono a capire le mie posizioni, non ci rinuncio. La lotta per la liberazione animale è l’obiettivo principale della mia vita, quindi continuerò a partecipare a manifestazioni, continuerò ad organizzare presidi, ed eviterò i prodotti di origine animale.

A proposito dei tuoi genitori.. Tua madre è soddisfatta di essere venuta a vivere in Italia? E’ felice della sua scelta?

Dopo tanti anni passati in Italia, lontana dalla sua patria, ovviamente mi sa dare solo un giudizio soggettivo.. quello che sa è che ci tornerebbe anche domani. In fondo là stava meglio, l’Ungheria le sembra migliore sotto molti punti di vista, ad esempio per quanto riguarda la scuola. Infatti là il sistema scolastico è incomparabile a quello italiano, funziona molto meglio e la preparazione degli studenti è di gran lunga migliore. Inoltre viene attribuita più importanza alla cultura, la letteratura, il cinema, la musica, il teatro… Io non mi ci sento troppo legata. Riconosco che sia un Paese bellissimo e adoro passarci un paio di settimane d’estate, quando è piena di turisti, fa caldo, ci sono fiori ovunque e tutti sembrano più tranquilli, ma ormai mi sento italiana in tutto e per tutto, sono abituata a stare qua e nonostante i problemi di questo Paese, mi ci trovo abbastanza bene. Invece per mia madre è diverso…questioni politiche a parte, l’Ungheria le è rimasta nel cuore.

La mail di Camilla:

camillavegan@libero.it

 

A cura di Giulia Rinchetti