Vivere in Spagna da pensionati: ecco come fare

Come sopravvivere con mille euro al mese” non è il titolo di un film, né quello di un libro…purtroppo.

E’ la sfida quotidiana che molti over 65 si ritrovano a dover affrontare ogni mese, nel momento in cui riscuotono la propria pensione: una miseria fra le mani, nonostante gli anni trascorsi a lavorare. Soldi utili solo per le spese quotidiane, per l’affitto, per le medicine…non c’è nulla per il divertimento, per un cinema o per una pizza.

Dopo anni di fatica, solo una parola: sopravvivere. E così pian piano, molti over 60 cominciano a guardare al di là del confine, oltre le Alpi, oltre l’Oceano, verso una terra in grado di offrire loro qualcosa in più di quel che hanno in patria.

Un Paese in cui poter vivere serenamente la propria vecchiaia, senza lussi né eccessi, ma in modo dignitoso.

Tra i luoghi più gettonati, per questioni climatiche, culturali e di vicinanza, c’è la Spagna: attualmente sono quasi 180mila gli italiani in Spagna (fonte rapporto Migrantes).

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Clima perfetto e costo della vita inferiore, sono solo alcuni degli aspetti che la posizionano tra le mete preferite dai pensionati italiani.

Ma quali sono i passi burocratici da affrontare nel caso si decida di trasferirsi nella Penisola Iberica?

Diamo uno sguardo a quel che dice la legge in merito.

Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni Internazionali per evitare le doppie imposizioni sul reddito.

Queste prevedono generalmente che le pensioni corrisposte a cittadini non residenti fiscalmente in Italia siano tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni private o pubbliche.

Tale Convenzione, in vigore con la Spagna (L. n. 663. del 29/09/80 ), disciplina il trattamento fiscale applicabile rispettivamente alle pensioni di natura privata e a quelle pubbliche.

I titolari di prestazioni di natura privata erogate dall’Istituto, residenti in Paesi in cui vige la Convenzione internazionale contro la doppia imposizione che espressamente prevede la detassazione della pensione nel Paese di residenza come la Spagna (art. 18 L. 663/80), possono chiederne l’applicazione per l’anno corrente, presentando alla struttura territoriale INPS, che gestisce la posizione, apposita istanza contenente l’attestazione della residenza fiscale estera, rilasciata dalla competente Autorità fiscale straniera.

A tale scopo va utilizzato il modello EP-I, un modello bilingue multipaese predisposto unilateralmente dall’Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partners dei trattati, presente sul sito istituzionale, nella sezione Moduli delle Convenzioni Internazionali.

Una volta accolta l’istanza da parte della struttura territoriale INPS competente, la pensione verrà erogata, da parte dell’Istituto, al lordo delle ritenute fiscali e tale reddito sarà assoggettato ad imposizione nel Paese di residenza estera, secondo la legislazione fiscale ivi vigente.

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Per quel che riguarda il rimborso dell’imposta italiana riguardante gli anni precedenti, coloro che ritengono di potersi avvalere di una Convenzione contro la doppia imposizione fiscale per ottenere la detassazione totale o parziale dei propri redditi, possono presentare la richiesta di rimborso delle ritenute già operate al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, Via Rio Sparto 21, 65100 Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (artt. 37 e 38 del D.P.R. 29/09/1973 n. 602).

Per quanto riguarda l’importo della pensione, quest’ultimo viene erogato unicamente con la modalità dell’accredito in conto corrente oppure in Italia con accredito su conto corrente o tramite delegato.

La banca che gestisce i pagamenti per conto dell’ INPS esegue i pagamenti in euro, tramite accredito su conto corrente in euro o moneta locale; bonifico bancario domiciliato a nome del pensionato stesso presso un istituto di credito; riscossione in contanti allo sportello bancario o assimilato oppure tramite riscossione attraverso card ricaricabile.

La periodicità dei pagamenti è identica a quella delle pensioni pagate in Italia. Per ottenere maggiori informazioni in merito, i pensionati residenti in Spagna, possono contattare il numero verde Inps per la Spagna: 900993926.

Si tratta di un servizio telefonico gratuito, attivo nei giorni lavorativi dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17, che risponde a richieste sia di carattere generale sia relative alle situazioni pensionistiche individuali e assicurative.

Inoltre, gli assicurati che vivono all’estero, recandosi presso la sede del consolato italiano, possono conoscere lo stato della loro pratica di pensione o ricevere notizie sulla propria posizione assicurativa, per mezzo della consultazione diretta degli archivi automatizzati dell’Inps.

Attualmente l’Inps in Spagna è collegata con le rappresentanze consolari di Barcellona (www.consbarcellona.esteri.it/Consolato_Barcellona/Menu/In_linea_con_utente/Assistenza_gratuita_cittadino/) e di Madrid (www.consmadrid.esteri.it/Consolato_Madrid).

O ancora, per ogni consulenza ed orientamento per pratiche inerenti alla pensione ed alla previdenza nei confronti di INPS, INPDAP, INAIL, Pubbliche Amministrazioni ed Enti Locali, ci si potrà rivolgere a:

Patronato INCA Spagna

Passeig de Gracia, 12-1° Barcellona
Tel. 93-4920391 Fax 93-4920351
E-mail: barcellona.spagna@inca.it

Per ulteriori informazioni inerenti le pratiche di pensione, comunichiamo che esiste in Italia e precisamente ad Imperia(Sv) un Ufficio Convenzioni Internazionali per la sola Spagna: Tel. 0039-0183-7051

Patronato INAS Spagna

RAMBLA DE CATALUNYA 87, 2 E – ang. C/ MALLORCA 08008 BARCELLONA

E-mail: spagna@inas.it

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Il telefono dell’INAS a Barcellona è: 93 272 68 00

Per quel che riguarda invece l’assistenza sanitaria, i pensionati statali residenti all’estero dovranno possedere il Modello S1, detto Documento Portabile, che sostituisce il vecchio modello E121 e che garantisce la copertura dell’assistenza sanitaria completa, per se stessi e per i relativi familiari a carico.

Documenti necessari:

– documento d’identità valido

– autocertificazione di titolarità di sola pensione italiana contributiva, indicando il numero di categoria e sede INPS competente (se richiedente pensione – indicare la sede INPS presso quale è stata presentata la domanda di pensione)

– attestazione, che dimostri che l’interessato è anagraficamente residente in un altro Paese UE

Il Modello S1 viene rilasciato direttamente ad ogni singola persona e deve essere presentato, ai fini della necessaria iscrizione in regime convenzionale, presso un’Istituzione di Sicurezza Sociale del Paese UE di nuova residenza, la quale è tenuta ad effettuare il riscontro, notificando l’avvenuta iscrizione all’A.S.S. dello Stato competente.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente sito www.salute.gov.it dove, nella sezione Assistenza Sanitaria, vi è una scheda sulla Spagna.

L’Italia quindi non sta solo perdendo le menti più brillanti, i giovani e le risorse per crescere e svilupparsi, ma lentamente sta perdendo anche il suo passato, le sue radici. Quando si dice che “non è un Paese per vecchi”….

A cura di Nicole Cascione