Antonella: ritorno nella mia Sardegna

Non è mai troppo tardi per ricominciare, soprattutto se lo fai nel posto in cui tutto ha avuto inizio. Per Antonella Schirru quel posto si chiama Arbus, in Sardegna. Dopo aver vissuto a Venezia per 30 anni, a un certo punto della sua vita Antonella decide di far ritorno alle origini, nella sua terra. In quella che è stata la sua casa per 23 anni e che ora è diventata un bellissimo e accogliente Bed and Breakfast. “La Casa dei Nonni”, questo il nome del suo B&B, è stata ristrutturata recentemente rispettando le caratteristiche degli anni ‘70. Ai dettagli del vintage si affiancano moderni comfort e tecnologie. Le due stanze sono dotate di bagno privato e di ogni comodità, oltre a godere di un panorama mozzafiato. Dalla veranda è possibile ammirare il paesaggio arburese, la pineta comunale da una parte e le colline dall’altra. Un luogo suggestivo in cui scorgere e scoprire l’altro lato della Sardegna, quello più selvaggio caratterizzato dalla natura incontaminata, ma dove non mancano le bellissime spiagge: Scivu, Costa Verde, Pistis, Piscinas solo per citarne alcune. Quarantasette chilometri di costa incantevole, il tutto sormontato dalle dune più alte d’Europa.

Il B&B di Antonella non è solo un posto dove soggiornare, ma un luogo in cui “ispirarsi”. Il viaggiatore viene accolto e non semplicemente ospitato. Mission questa che Antonella vuole assolutamente preservare nel suo piccolo e ospitale B&B. Una vita non facile la sua, come lei stessa ci racconta. Il fallimento di un’attività, un divorzio, la battaglia contro un cancro al seno, la morte dei suoi amati genitori, il distacco dai figli ormai grandi e rimasti a Venezia. «Mai fermarsi», ci dice fiera. E il segreto del suo successo è proprio racchiuso in queste due parole che l’hanno portata a 57 anni a reinventare la sua vita e se stessa.

La Casa dei Nonni antonella

Antonella hai trascorso 30 anni a Venezia, come si viveva qui e di cosa ti occupavi?

«Mi sono trasferita a Venezia molto giovane, a 23 anni, con mia figlia di appena 4 mesi per seguire mio marito. Gli inizi non sono stati facili. Non cambiavo solo città, cambiavo mentalità e stile di vita. Ma poi Venezia mi ha conquistato con la sua bellezza, la sua gente, la sua ricchezza storica e culturale. Ho sempre fatto la mamma, dopo la mia prima figlia che adesso ha 33 anni, infatti, sono nati i miei due gemelli Pietro e Paolo. A un certo punto però ho dovuto rimboccarmi le maniche e cercare un lavoro. E a 40 anni, senza mai aver lavorato e con un divorzio sulle spalle, non è di certo un percorso semplice. Ma se hai inventiva e spirito non ti perdi mai. Grazie a una mia amica ho così trovato un’occupazione nel settore del turismo come hostess al porto, facendo la gavetta e ricominciando piano piano. In fondo non serve essere miliardari per vivere al mondo».

E adesso eccoti qui, ancora una volta a ricominciare e reinventarti. Quando e perché hai deciso di far ritorno a casa, ad Arbus?

«Il desiderio di tornare a casa, in Sardegna, c’è sempre stato. Non ho mai chiuso i ponti con le mie radici e con quelli che erano, e che sono ancora oggi, i miei amici qui. Appena ne avevo l’occasione prendevo un aereo per tornare ad Arbus, dai miei genitori, dalla mia famiglia, trascorrendo le mie vacanze estive qui ogni anno. Poi nel novembre 2014 c’è stato il ritorno definitivo. I figli ormai grandi alle prese con gli studi all’università, i miei genitori con gli acciacchi dell’età, e tutta un’altra serie di fattori mi hanno spinta a ritornare».

È stato difficile il rientro dopo tanti anni in una città come Venezia completamente diversa da Arbus?

«Moltissimo. Ho rivissuto le stesse sensazioni di quando per la prima volta ho lasciato la mia casa. Ormai mi sentivo veneziana in tutto e per tutto, soprattutto come mentalità. Riabituarmi ad Arbus non è stato semplice. Sei emigrata due volte, perché non sei più sarda ma nemmeno più veneziana. Ti trovi in una via di mezzo ed è molto complicato. Non capisci più di dove sei. Spesso mi scontro con la gente del posto per via della mentalità. In fondo sono una straniera qui. E poi ho lasciato un pezzo di cuore lì, i miei figli che certo vengono a trovarmi ma non è la stessa cosa di averli sempre vicini. Mi manca molto il fermento culturale che avevo a Venezia, anche se ad Arbus sto cercando di fare il più possibile seguendo corsi di ceramica o creando gioielli. Insomma non sono mai ferma».

In Sardegna, nella terra che ti ha visto nascere e crescere, hai deciso di aprire a settembre 2016 il tuo B&B, “La Casa dei Nonni”. Parlaci di questa tua nuova avventura.

«Ho sempre sognato di aprire un Bed&Breakfast nella casa dei miei genitori che essendo molto grande si prestava bene a un’attività del genere. Quando sono venuti a mancare, a poca distanza l’uno dall’altra come succede alle coppie che si sono molto amate in vita, mi sono detta: “perché no?”. E così ho iniziato a organizzarmi. La struttura infatti non era in condizioni ottimali. Si tratta di una casa anni ’70 ed erano necessari diversi lavori di ristrutturazione. Grazie a un contributo regionale, all’aiuto di mia sorella e dei miei, ho iniziato i lavori di ristrutturazione del primo piano che ora è completamente adibito a Bed&Breakfast. Nonostante i passaggi burocratici siano relativamente semplici, non sempre però hai a che fare con persone che ti seguono e che rispettano i tempi. Se non fossi stata una tipa tosta impuntandomi su determinati aspetti, probabilmente ci sarebbero ancora gli operai con conseguente perdita di tempo e soprattutto di denaro. È quindi necessario essere presente sempre sia dal punto di vista dei passaggi burocratici che di quelli relativi ai lavori concreti, seguendo passo per passo i muratori, gli elettricisti e così via. Purtroppo in Italia invece di abbreviare le pratiche, i permessi, si ha a che fare con lungaggini amministrative che scoraggiano chi non è abbastanza motivato e che inevitabilmente pongono un freno potente a chi vuole aprire nuove attività».

Immagino che molti ti abbiano detto di essere matta a lasciare la tua vecchia vita per questa nuova impresa.

«Assolutamente. Molte le persone a Venezia che mi hanno detto: “Sei pazza a ritornare in Sardegna” e viceversa i sardi mi scoraggiavano dicendo che qui non sarebbe stato facile. Bello insomma venirci in vacanza, ma non per lavoro. Non mi sono fatta influenzare e ho iniziato la mia avventura».

Come si compone la struttura, che cosa offri e a che tipo di clienti ti rivolgi?

«È una tipica casa degli anni ’70, sia nell’arredamento che nello spirito. Sono un’amante di quegli anni e mi piace tutto ciò che li ricorda e li richiama a partire proprio dall’arredamento che conserva molti pezzi originali dell’epoca con grandi tavoli e armadi in legno, un pavimento molto caratteristico e un giradischi con i dischi in vinile. Insomma un piccolo viaggio nel tempo. Ai dettagli del vintage si affiancano moderni comfort e tecnologie, con aria condizionata, bagno privato, tv e wi-fi. Le stanze, per ora solo due, sono tutte dotate di due singoli letti che possono essere affiancati per crearne uno matrimoniale. Entrambe sono molto luminose e possono godere di un bellissimo panorama, non a caso chiamato Belvedere. Dalla veranda è possibile ammirare il paesaggio arburese, la pineta comunale da una parte e le nostre colline dall’altra. E a pochi chilometri ci si può tuffare nello splendido mare sardo. La casa è inoltre dotata di parcheggio esterno. C’è poi un’ampia colazione che prevede anche un menù studiato appositamente per i vegani. Naturalmente essendo una struttura turistica è legata al flusso di viaggiatori e visitatori che si concentrano soprattutto nel periodo estivo, da maggio fino anche a ottobre. Mi piace che i miei ospiti si sentano a casa e parte della famiglia quando soggiornano da me».

La Casa dei Nonni” aderisce al progetto Destinazione Umana, tour operator online che ha cambiato la concezione del viaggio, non solo un posto dove andare ma dove trarre ispirazione ed emozionarsi. In che modo il tuo B&B sposa questo nuovo concetto di ospitalità?

«Ad Arbus c’è molto da scoprire: la pineta a pochi passi, la possibilità di fare un giro con i carri ai buoi, la sensazione di indossare un costume sardo, oppure le visite ai pastori per assaggiare le loro specialità e capire come si svolge una giornata tipica di chi ha un allevamento. Ci sono poi escursioni in mountain bike, percorsi di trekking sul monte Arcuentu attraverso sentieri percorribili in compagnia di guide, perché spesso è possibile incappare in cervi e cinghiali. Il mio concetto di ospitalità, quindi, è di una vacanza equosolidale per scoprire tutte le meraviglie della Sardegna che non si limitano al mare e alle spiagge. Molte anche le fattorie didattiche presenti in zona, adatte ai più piccoli. Uno dei miei desideri, inoltre, è proporre corsi di pittura e fare in modo che “La Casa dei Nonni” diventi una casa aperta a tutti gli artisti».

La Casa dei Nonni sardegna

Il tuo Bed&Breakfast è immerso nella natura, nel pieno centro di Arbus, caratterizzato da una costa mozzafiato dove è possibile vedere un altro lato della Sardegna, più selvaggio e a contatto con la natura. Come è vivere qui?

«Arbus è un paesino splendido con 47 km di coste e circondato dal mare, ma allo stesso tempo è immerso nella natura selvaggia dell’isola che lo rende un posto magico sia per chi ci vive che per i tanti turisti. È un paese che è vissuto anche grazie alle miniere vicine di Montevecchio e Ingurtosu. Ci sono feste molto belle qui a cui vale la pena partecipare. Prima fra tutte la Festa di Sant’Antonio a giugno che dura 4 giorni con un corteo di carri trainati da buoi per 40 km, i cosiddetti “traccas”, sfilate di costumi tipici, l’entusiasmo degli abitanti, le musiche e le danze».

Come è cambiata la tua vita da quando sei tornata in Sardegna? Il vero cambiamento è forse stato rientrare?

«Il vero cambiamento è stato rimanere, certamente. Purtroppo lontano dai miei figli e quindi da un pezzo della mia anima. Ma sono anche una fatalista, credendo in alcune energie molto probabilmente era destino che dovessi tornare qua. Esiste un’energia che mi ha riportato alle mie radici indipendentemente da tutto».

sardegna B&B

Hai incontrato molte difficoltà nella tua vita, hai combattuto contro una malattia, eppure continui ad andare avanti con coraggio ed energia. Quali consigli daresti a chi sta pensando di lasciarsi tutto alle spalle per buttarsi in una nuova impresa, che sia di vita o lavorativa?

«Quando ti ritrovi a 57 anni a ricominciare d’accapo devi per forza andare avanti. Poi ovviamente dipende dal carattere. Mi sento una tosta, nonostante tutte le difficoltà incontrate nella mia vita proprio come la Fenice che risorge dalle sue ceneri. Non è facile, ma bisogna tentare senza lasciarsi influenzare da nessuno e senza piangersi addosso. Bisogna alzarsi e continuare a camminare. Seguire l’obiettivo e puntare al bersaglio senza pensare agli ostacoli che quel bersaglio può incontrare prima di colpire. Il mio segreto? Non stare mai ferma».

Per contattare Antonella questo è il suo indirizzo mail:

info@lacasadeinonni.eu

Per scoprire il suo B&B, ecco il sito della Casa dei Nonni:

www.lacasadeinonni.eu

Di Enza Petruzziello