Lavorare a Dubai: la storia di Angela Mansi

Angela Mansi, andata via giovanissima dalla Puglia, ha vissuto in diversi Paesi del mondo, fino ad approdare nella splendida e ricca Dubai, città che le ha permesso di realizzarsi professionalmente.

Angela, sei andata via dall’Italia giovanissima, quasi 10 anni fa. Quali sono state le motivazioni di questa scelta?

Ho abbandonato l’Italia per 2 motivi: in primis, perché pensavo che all’estero potessi trovare la cosidetta America, o cumunque trovarmi e garantirmi un lavoro molto più stabile che in Italia. E poi, perchè avendo studiato turismo, la mia maggiore aspirazione era quella di poter parlare diverse lingue straniere. In questo ci sono riuscita, infatti adesso parlo fluentemente inglese, francese e spagnolo. Ormai, sono quasi 10 anni che non vivo più in Italia, sono andata via subito dopo essermi diplomata, ho vissuto in diversi Paesi del mondo, e ora, da due anni vivo stabilmente a Dubai. Qui ci sono molte più possibilità di aver un buon lavoro manageriale, pur essendo giovane. Niente a che vedere con le possibilità di far carriera in Italia.

Angela Mansi, lavorare a Dubai

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Quindi che attività svolgi?

Assistant Restaurant Manager, in italiano equivale al nostro vice maitre di sala o vice responsabile di sala, è un lavoro abbastanza stabile e remunerativo e comunque anche in Italia lavoravo nel campo alberghiero.

In cosa consiste precisamente?

Assicurare una buona operazione di servizio, aumentare gli introiti e vendite del ristorante, garantire un servizio a 5 stelle (essendo in un hotel a 5 stelle luxury), gestire tutto il personale (30-35 dipendenti), occuparsi della parte amministrativa, risolvere eventuali reclami da parte del cliente (qualora non fosse soddisfatto), organizzare training, attendere meeting e far da tramite tra cliente, staff e direttori.

Decisamente un lavoro di grande responsabilità. E’ stato difficile trovarlo?

No, il mio lavoro attuale l’ho trovato su un sito internet specializzato in hospitality. Poi è chiaro che l’esperienza che si ha alle spalle, aiuta tanto.

In quale città d’Italia vivevi prima di trasferirti definitivamente a Dubai? E per quale motivo hai scelto proprio Dubai?

Provengo dalla Puglia, Andria in provincia di Barletta. Ho scelto Dubai per curiosità..ne avevo tanto sentito parlare.

C’è voluta sicuramente una buona dose di coraggio per lasciare tutto e tutti e andare via ….

Decisamente si, sono sempre stata una persona coraggiosa; i miei amici mi reputano una persona “tosta” per essere precisi. E comunque, pur avendo amici e famiglia in Italia, sono sempre stata poco attaccata alla mia terra natale. I miei genitori ci sono abituati, mentre i miei amici si sono meravigliati dal fatto che io andassi a vivere in un paese arabo.

In cosa differiscono l’Italia e Dubai?

Oh, sono due Paesi completamenti opposti. In Italia abbiamo storia e qui no, in Italia quasi tutto è vecchio, basta guardare gli edifici, i monumenti, la rete stradale, persino il sistema governativo/politico è molto retrogade. Qui invece tutto è nuovo e moderno, a parte la mentalità chiusa dei musulmani, che comunque sta cominciando ad aprirsi e ad adeguarsi allo sviluppo del Paese. Comunque, io amo la storia Italiana, i paesaggi, il nostro mare, le nostre tradizioni, il nostro cibo, la moda. L’ Italia ha un sacco di belle cose, ma la gente e soprattutto i giovani, vivono a stento e molte menti brillanti lasciano il Paese in cerca di un futuro migliore che, purtroppo, l’ Italia non può più garantire.

In Italia, per quanto riguarda il settore lavorativo, è un momento di profonda crisi. Come è la situazione invece a Dubai?

E’ abbastanza buona, anche se la crisi si è sentita molto anche qui. Comunque direi che la maggior differenza con quella italiana, è che si può ancora trovare lavoro, soprattutto se si ha una buona padronanza dell’inglese o arabo. La maggiore differenza, è che tutti qui lavorano legalmente, nel senso che non esiste lavoro nero, tutti hanno un contratto, tutto è dichiarato e si seguono le norme lavorative del paese, la cosiddetta UAE Labour Low.

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Cosa hai portato con te, nel tuo lungo viaggio, della tua terra?

Come ti dicevo non sono mai veramente stata attaccata alla mia terra natale. Quindi a parte la nostalgia dei nostri bei posti, i valori affettivi, il nostro cibo…non mi ha lasciato più niente…a parte amarezza per la nostra situazione attuale. Povero Paese, il nostro governo lo sta rovinando!

E’ stato difficile l’impatto con la cultura e la nuova realtà in cui vivi?

Si tantissimo, Dubai è una città assai superficiale e fredda, quindi l’accoglienza almeno al primo impatto, è stata glaciale. Mi ci sono voluti almeno 6 mesi per ambientarmi. La cosa che più odio, sono tutte le proibizioni che ha questa città, tutti i locali chiudono presto, le continue restrizioni sull’ alcool e la cosa peggiore è il mese del ramadam. Una cosa che ancora non mi piace, è la grande differenza sociale tra la gente locale, gli arabi in generale, gli europei, gli asiatici e indiani. Qui tutti guardano al tuo passaporto praticamente e la gente viene retribuita in basa alla nazionalità di provenienza. Per fortuna sono europea e sono pagata adeguatamente, ma se fossi venuta da un paese povero mi avrebbero pagato pochissimo. Anche la cultura araba ha le sue tradizioni, ma la religione musulmana la considero una delle più ipocrite religioni in assoluto. Per quanto riguarda dal punto di vista culturale, non saprei dirti tanto, anche perché non frequento gente del posto, di solito gli arabi stanno con gli arabi e gli western european, come ci chiamano loro, stanno con gli europei.

Sicuramente il tuo stile di vita è cambiato …

Il mio stile di vita non è cambiato tanto, mi sono solo adeguata al posto e fortunatamente non sono ancora diventata una persona superficiale, come la maggior parte della gente che vive qui. Però ci sono alcune regole da non dimenticare; quando si esce ci si veste sempre bene, perchè alla fine si finisce con l’andare sempre in un posto esclusivo, non esistono i piccoli bar della strada e non si passa tempo in luoghi aperti, magari come da noi al centro, o in villa o per i locali del lungomare, la vita notturna si svolge sempre in qualche bel locale all’interno di qualche bell’ hotel. Ci si muove per la maggior parte del tempo in macchina o in taxi, ci sono solo 2 linee di metro; questo si che ha condizionato il mio modo di muovermi. Ho molto spesso vissuto in grandi città e per questo mi sono sempre mossa con i mezzi di trasporti del posto, ma qui se non hai una macchina, non vai mai da nessuna parte.

Tra i tanti Paesi in cui hai vissuto, qual è quello in cui preferiresti vivere?

Non in Italia, non Dubai, ma forse un posto dove vivrei facilmente è l’Australia (Melbourne), la Spagna (Barcellona), o la Francia (Parigi).

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Quali sono le feste più importanti a Dubai?

Qui c’è l’ Eid Mubārak, o più cumunemente chiamata Eid (questa parola araba, significa appunto festivity). C’è n’è una tra un po’ a fine ramadam (Eid Ul Fitr), e corrisponde a 3 giorni di vacanza, e l’altra verso novembre, (Eid Ul Adha), l’ultima corrisponde un po’ al nostro natale.

Dubai è ben collegata con l’Italia? E’ facile spostarsi da una nazione ad un’altra?

Si, per fortuna ci sono molte compagnie aeree dirette in Italia, la più importante è l’ Emirate Airline, poi c’è l’Ethiad, Qatar airline ecc.

Ricapitolando, cosa ti manca dell’Italia?

Come dicevo prima, mi manca la possibilità di muovermi facilmente con mezzi di trasporto, passeggiare per le strade o per le vie del centro, prendere un caffè nel bar di sotto casa, andare a prendersi una pizza nella pizzeria del quartiere, andare in bicicletta … ecc. Se potessi creare una realtà perfetta in cui vivere qui a Dubai, prenderei dell’Italia l’importanza dei valori affettivi, le nostre tradizioni e la vita culturale; mentre di Dubai prenderei la modernità, la voglia che il paese ha di imporsi sul mondo, la grandiosità delle costruzioni, la possibilità di crescere professionalmente e la sicurezza del paese. Sapevate, che a Dubai il tasso di sicurezza è del 100% ? La gente che vive qui è praticamente al sicuro, niente rapine, niente attacchi, niente stupri, niente rapimenti, niente droghe, ecc.

Puoi ritenerti soddisfatta delle scelte fatte o hai qualche rimpianto?

Sono contenta direi, ma non sono soddisfatta al 100%. Sicuramente rifarei tutto, non sono pentita del fatto di aver vissuto in tanti posti diversi; ho imparato tante cose, l’esperienza che la vita mi ha dato, è un grande patrimonio per me.

 

A cura di Nicole Cascione