Investire alle Canarie

Godono di uno dei regimi fiscali più vantaggiosi al mondo essendo situate in una zona cosiddetta “ultra periferica”, ma fanno parte dell’Unione Europea con i conseguenti vantaggi che ciò comporta. Se state pensando di trasferirvi non lontano dall’Italia, in un posto caldo ma allo stesso tempo pieno di opportunità e vantaggi, allora le Canarie potrebbero essere la vostra meta ideale. Le isole spagnole sono infatti adatte a tutti: ai giovani che vogliono dare una svolta alla loro vita, alle famiglie stanche del caos delle grandi città, agli imprenditori che qui possono trovare incentivi molto convenienti, fino ai pensionati che hanno la possibilità di ricevere la propria pensione al lordo delle tasse che pagheranno alle Canarie secondo le aliquote locali.

Sono davvero tanti i motivi per scegliere una delle isole (Tenerife, Gran Canaria, La Palma, Fuerteventura, Lanzarote, El Hierro e La Gomera) che compongono l’arcipelago per ricominciare altrove e reinventarsi, magari delocalizzando la propria attività imprenditoriale oppure investendo i propri soldi. Lo sa bene il dottor Renato Spizzichino che proprio qui ha aperto il suo studio di assistenza fiscale, legale e societaria – Canarie Consulting – con cui supporta quanti vogliano fare business alle Canarie. Attualmente Canarie Consulting ha due le sedi: la prima a Gran Canaria e la seconda a Tenerife. «Le isole – spiega il dottor Spizzichino – rappresentano indiscutibilmente l’area europea che più usufruisce di un regime fiscale speciale volto a favorire l’attività economica e per questa ragione offrono una grossa opportunità all’iniziativa privata e imprenditoriale che vuole investire. L’arcipelago offre in tutto il suo territorio importanti facilitazioni di natura fiscale, previste da uno speciale Regime Economico e Fiscale, il cosiddetto REF.

Vediamo quindi nel dettaglio, insieme al dottor Spizzichino, i dieci buoni motivi per investire alle Canarie.

TASSE. Innanzitutto per pagare le tasse alle Canarie bisogna avere la residenza fiscale. Il che significa che è necessario avere qui la propria dimora abituale o trascorrere più di 183 giorni in un anno. Grazie alla convenzione firmata dal governo spagnolo con l’Italia si evita inoltre la doppia tassazione, quindi si pagheranno solo le imposte del Paese in cui si ha la residenza. Gli autonomi presentano ogni 3 mesi una dichiarazione di periodo in cui si paga un acconto di imposta pari al 20% dell’utile del periodo considerato. Le società pagano invece l’aliquota normale prevista per le loro S.L., corrispondenti alle Srl italiane, che ammonta al 25%. Questa aliquota però viene ridotta al 15% per le nuove società nei primi due anni di utile per gli utili fino a 300 mila euro e sulla parte eccedente la tassazione è del 20%. Dopo il terzo anno, invece, pagano normalmente il 25%.

REGIME FISCALE AGEVOLATO. La caratterizzazione delle isole arriva grazie al REF, il Regime Economico e Fiscale delle Canarie. Le isole vantano lo status di “zona ultraperiferica” concesso dall’Unione Europea, che ha consentito al governo centrale spagnolo di dare all’arcipelago un’autonomia impositiva molto più alta rispetto alle altre regioni. Attualmente è uno dei migliori regimi fiscali in Europa.

RIC. All’interno del REF sono presenti diversi strumenti e opportunità che garantiscono una minore tassazione. La RIC – Riserva per gli Investimenti alle Canarie – consente di accantonare alla fine dell’anno in una riserva una parte del nostro utile e non pagarci tasse. È dunque un’opportunità davvero importante per pagare meno tasse. Può essere utilizzata sia dalle società che dai lavoratori autonomi. «Ipotizziamo di raggiungere a fine anno un utile di 100 – spiega il dottor Spizzichino -, prima di presentare la nostra dichiarazione dei redditi possiamo decidere se accantonare in una riserva fino a un massimo del 90% dell’utile. Sulla parte dell’utile che accantoniamo, che va dallo 0,1 al 90%, non paghiamo imposte. Utilizzando al massimo questa riserva, quindi al 90%, noi andremo a pagare le imposte solo sul 10% degli utili fatti. Nel caso delle società cosa avviene: prendiamo ad esempio i primi due anni di imposta durante i quali paghiamo una aliquota del 15%; accantonando il 90% andiamo a pagare il 15% sul 10% degli utili e dal terzo anno in poi andiamo a pagare il 2% sul 10%. Quindi di fatto andiamo a pagare 1,5 nei primi due anni e il 2,5 negli anni successivi». L’utile accantonato con la RIC va reinvestito. «Abbiamo tempo 5 anni per poterlo reinvestire», continua il dottor Renato Spizzichino.

DIC. La Deduzione per Investimenti alle Canarie può essere utilizzata insieme alla RIC, o anche separatamente. La DIC agisce, anziché sull’utile, sull’imposta. Ciò significa che è possibile accantonare fino a un terzo delle imposte che dobbiamo pagare. «Il meccanismo – specifica il dottor Spizzichino – è lo stesso della RIC e ci permette di pagare solo i due terzi dell’imposta. Ipotesi: utile di 100, utilizzo a pieno la RIC accantonando il 90% mi rimangono 10, su quei 10 nei primi due anni pago 1,50. Di questo 1,50 posso accantonare massimo un terzo cosicché alla fine pagherò appena l’1%».

CONSORZIO ZEC. Un altro vantaggio del REF è il cosiddetto consorzio ZEC – Zona Especial Canaria -, strumento creato per incrementare lo sviluppo economico e sociale delle Isole Canarie. Per farne parte è necessario chiedere l’autorizzazione ministeriale attraverso un’apposita domanda corredata da un progetto. I requisiti dipendono dalla grandezza dell’isola. Si dovrà fare un investimento di 100 mila euro con l’assunzione minima di 5 dipendenti in una delle isole maggiori, quindi Gran Canaria e Tenerife e di 50 mila euro e l’assunzione di 3 dipendenti in una delle isole minori. Se il progetto è approvato si accederà al consorzio pagando il 4% delle imposte. In questo caso non è possibile accantonare utili nella la RIC dal momento che non è cumulabile.

IMMOBILI. L’immobiliare grazie al turismo, presente dieci mesi l’anno, è un settore sicuro e sempre più in crescita. Comprare una casa per poi affittarla ai turisti garantisce infatti rendimenti molto alti. Molti quelli che decidono di andare alle Canarie anche per aprire un’attività di carattere commerciale che sia un negozio di vendita piuttosto che un bar o ristorante, oppure perché intendono delocalizzare le loro imprese perché in Italia non riescono più a sopportare la tassazione. «L’investimento migliore e quello che consiglio – dice il dottor Spizzichino – è comprare appartamenti che vanno dai 90 mila ai 150 mila euro ma non di più se si desidera trarre profitto da quell’immobile. Gestendolo in maniera corretta e ottimale si possono arrivare anche a rendimenti del 12% all’anno sull’importo investito. Il migliore immobile da acquistare è l’appartamento che corrisponde al nostro loft: un grande soggiorno con angolo cottura, divano letto, e un bagno oppure il classico monolocale: camera, soggiorno con angolo cottura e bagno».

SETTORI SU CUI PUNTARE. Per il dottor Spizzichino non ci sono dubbi: web, turismo, distribuzione, ristorazione e somministrazione 8bar, ristoranti, locali e pizzerie) sono i settori su cui puntare. Interessante anche la distribuzione: merci, import/export e tutta la produzione che alle Canarie conviene molto grazie a leggi che agevolano questo tipo di attività. E naturalmente gli investimenti immobiliari. «Le isole più conosciute per aprire un’attività sono Tenerife e Fuerteventura, ma da qualche anno anche Gran Canaria offre interessanti prospettive: un’isola con un turismo di livello medio alto e che io consiglio vivamente sia per le opportunità che per il clima».

COSTO DEL LAVORO E DELLA VITA BASSO. Come fa notare il dottor Spizzichino: «Alle Canarie il costo del lavoro è molto più basso e va a incidere solo per il 40% rispetto al 100% dell’Italia. Anche la vita costa molto meno. Le tasse sono molto più basse e, quindi, a chi ha già un’impresa conviene spostarsi qui. E ancora: se voglio affittare un ufficio grande di 80 mq nella via centrale di Las Palmas pago appena 800 euro al mese, in una grande città italiana, al contrario, mi costa ben 5mila euro».

QUALITA’ DELLA VITA. Dimenticatevi dello smog, qui è pressoché inesistente grazie a una politica di preservazione dell’ambiente. Tutti i lavoratori autonomi, gli imprenditori e gli amministratori di società, inoltre, sono obbligati a iscriversi alla Seguridad Social – Sicurezza Sociale – che dà diritto all’assistenza sanitaria pubblica: medico, ospedali e medicinali. «Mentre per gli amministratori non è previsto nessuno sconto e pagano la quota mensile di circa 340 euro – chiarisce il dottor Spizzichino – per i lavoratori autonomi che aprono una nuova posizione c’è uno sconto speciale. Per i primi sei mesi la rata è di circa 53 euro al mese, i successi sei ammonta a circa 135 euro, i terzi sei mesi circa 190 euro. Dopo un anno e mezzo pagano la quota intera che corrisponde a circa 285 euro al mese». La tutela dei cittadini delle Canarie non riguarda solo la salute ma anche la sicurezza. Merito di un sistema di prevenzione e controllo che fa sì che la delinquenza e gli atti violenti siano praticamente inesistenti. L’ottimo livello della qualità della vita è inoltre una prerogativa molto importante ed apprezzata dagli imprenditori ed investitori.

POSIZIONE GEOGRAFICA. Situate nell’Oceano Atlantico al largo dell’Africa nord-occidentale, sono vicinissime all’Europa e all’Italia. Grazie alla loro posizione, le Canarie possiedono importanti infrastrutture marittime e aeree che insieme a quelle terrestri assicurano un transito rapido ed efficace di persone e merci. Rappresentano, dunque, un’eccellente piattaforma commerciale per gli interscambi fra nord e sud, essendo inoltre incrocio delle principali rotte del commercio internazionale. Sull’arcipelago esiste un’ampia rete di porti commerciali che si collocano tra i maggiori della Spagna per quanto riguarda il movimento di persone e di merce. Allo stesso tempo risaltano i due aeroporti internazionali che registrano il maggior incremento di passeggeri e aeronavi del territorio spagnolo. Si conta che nel solo 2016 siano stati 39 milioni i visitatori arrivati nelle quattro isole principali a dimostrazione di quanto l’arcipelago spagnolo sia tra le mete preferite del turismo internazionale.

Di Enza Petruzziello