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LA RISCOPERTA DELLA VITA IN CAMPAGNA

12/3/2010



Mai più prigionieri metropolitani.

E’ con questo slogan che da qualche anno molti giovani mollano la vita urbana per un’esistenza bucolica. Soffocati da cemento e smog, pressati da ritmi ansiogeni, sempre più numerosi decidono di andare a vivere in campagna. E realizzare anche progetti imprenditoriali.

Intrecciare il sogno di una vita tranquilla e salubre con attività redditizie oggi è possibile anche vivendo in ambienti agresti. Come fa capire Paolo Bigliardi, agronomo, che spiega:

Voglio Vivere in Campagna è il ritornello che sento sempre più spesso. La villa fuori porta, il casale ristrutturato sulla collina, e perfino il piccolo podere da coltivare, sono le richieste sempre più frequenti di molti clienti. Colpa della città, che è diventata in molti casi un incubo. E del lavoro, che si è complicato ed imbruttito. Tanto che quando la sera raggiungi casa fuori città, nel verde e con la visuale aperta, provi un immenso piacere ed un senso appagante di relax. Spostandoti di pochi chilometri da ingorghi urbani sempre più impietosi, hai la sensazione di ritrovarti, se non addirittura di essere immerso nei ritmi lenti e dilatati della vacanza”.

Immobili Valpolicella

A spingere verso la vita agreste si aggiunge, secondo l’esperto, la crisi economica attuale. “Sa quante persone ci sono- chiarisce- che hanno perso il lavoro e pensano di riciclarsi in campagna? Davvero tante”. Ma non sono solo loro a voler chiudere la parentesi metropolitana. Aumenta, fa capire Bigliardi, il numero di chi, consumato da un lavoro cittadino al limite dell’esaurimento, cambia vita e sceglie ritmi più slow.

Ma ci sono anche i pensionati- aggiunge- oppure coloro che approfittano delle condizioni di uscita anticipata dal lavoro messe a disposizione da parte di molte aziende per dipendenti in esubero. Sono persone ancora piene di energia, che impiegano la liquidazione per comprare terreni e casali in campagna o in collina, in modo da combinare utile e dilettevole. Non solo. Ci sono giovani che pensano di diversificare la propria attività. O che dalla terra intendono partire. Del resto, parliamo del bene rifugio più antico”.

A sentire il professionista, la tendenza ad investire in terreni agricoli per mettere al sicuro i risparmi, sarebbe molto diffusa. Non si guadagna molto, ma di sicuro non si perdono soldi, come spesso avviene, investendo in Borsa.

Insomma, fa sapere Bigliardi, le varianti sono tante, ma l’orientamento ad una vita ecologica, si fa sempre più massiccio. Vivere e lavorare in campagna diventa una soluzione frequente per chi ha deciso di rompere con la vita metodica e imbrigliante della città.

Rustici e Terreni

Da anni- dice- si stanno ristrutturando i vecchi casolari agricoli per trasformarli in villette ed appartamenti con splendidi giardini, a cui sono annessi piscina o campi da tennis. Il fenomeno aumenta per effetto scatenante della crisi dell’anno scorso. E se prima il trend riguardava élites, oggi si parla di fenomeno di massa. Il fatto è che alcuni scelgono la campagna per puro conformismo, altri lo fanno consapevoli che tornare ai ritmi della natura regali benessere”.

Ma si preferisce vivere in campagna al Nord o al Sud? Sembra che l’interesse per la vita campagnola sia diffuso nello Stivale, ma con forme e modalità diverse.

Nel Meridione sono molto richiesti terreni per impiantare sistemi di erogazione di energia alternativi: fotovoltaico ed eolico. Al centro, vanno molto i casolari da adibire a Bed&Breakfast. Gettonate sono anche le zone collinari dell’Emilia Romagna. “Lì- dichiara il consulente- ci sono ottime opportunità, con prezzi decisamente più abbordabili. Le zone intorno ai grandi laghi del Nord hanno un grande fascino e attirano sempre molto”.

E le grandi aziende agricole? Avrebbero, secondo Bigliardi, un mercato settoriale, ma sarebbero anche oggi molto richieste.

Volendo tracciare un profilo di chi opta per una vita bucolica? “Beh- risponde- varia. Ho un cliente che si è stancato di litigare con i vicini e vuole una casa in collina. Un altro lavora con la moglie via Internet e si è trasferito in un casale. Così lavora ed abita in un posto gratificante, senza esaurirsi con le lunghe distanze in macchina. Ancora. Ho due coppie di giovani che intendono aprire un agriturismo sulle colline della Versilia e del Modenese. E poi, ci sono imprese agricole interessate ad espandere la loro attività per razionalizzare i costi, che stanno acquistando terreni in pianura destinati a colture, quali: frumento, orzo, granturco, segala, colza, girasole. O a vigneti. Molto interesse registro anche da parte di persone che si avvicinano alla pensione e che vogliono realizzare il sogno di una vita: avere un piccolo appezzamento di terreno per farsi l’orto ed allevarsi qualche animale”.

Molti giovani, invece, sono partiti con attività imprenditoriali legate al mondo dei cavalli e del turismo equestre. Insomma, per chi è davvero stanco dei ritmi incalzanti della città e ha spirito di adattamento, fervono molte idee.

L’importante è partire da un presupposto- dice - La terra non delude mai, non marcisce, non te la rubano e non si deprezza. Se si vuole, basta questo per ripartire. Certo, non è un bene speculativo. Per chi cerca il mordi e fuggi non è consigliato. Il podere va coltivato. Richiede passione e zelo. E’ il valore nel tempo che permane e si accresce”. C’è un altro aspetto da considerare. Se i terreni agricoli vengono coltivati in modo diretto, sono previste agevolazioni fiscali per il loro acquisto. “E’ fondamentale scegliere bene- consiglia l’agronomo- Non si può improvvisare ed occorre saper valutare. Non basta rivolgersi ad intermediari. E’ utile analizzare bene le specifiche esigenze del cliente per capire cosa egli cerca, quali siano la sua capacità di spesa e le sue attitudini. Solo così si possono individuare le migliori opportunità”.

Rustici Valpolicella

Per il resto è un guadagno continuo in salute. Anche in termini psichici. Aprire la finestra la mattina e gustarsi aria pulita, ristrutturare come si desidera un vecchio rudere e trasformarlo con le proprie mani ed idee in uno di quegli immobili che vediamo incantati su certe riviste patinate, fa bene all’anima. “L’aria leggera- aggiunge- la luce, le stelle sono tutta un’altra cosa in campagna. Se voglio fare una corsa di sera non sono costretto a respirare gas di scarico”. E a dirlo è un modenese che non vive in città, ma in un paesino verso le colline. Bigliardi ha un vigneto, tante piante da frutto, e molti animali. Consiglia:Bisogna verificare se voler vivere in campagna è un desiderio fatuo o una scelta consapevole. La città è una droga ed anche la campagna può esserlo. Per starci bisogna esserci in qualche modo tagliati. Di sicuro, ci vuole autonomia e non si devono temere troppo una vita di silenzio e solitudine. Premetto che l’agricoltura è una cosa seria. Bisogna essere preparati. Oggi, peraltro, ci sono contributi anche per i giovani agricoltori. Purtroppo è difficile valorizzare le produzioni agricole di massa strette nelle morsa delle strutture commerciali. Per questo è bene fare sogni possibili. Spesso è più facile guadagnare con l’agriturismo, il B&B, le fattorie didattiche, le scuole di equitazione, ed altro”. Cosa prevede per il futuro?

Le città cresceranno – conclude- Aumenterà il numero di coloro che vorranno vivere in ambienti più sani, aperti e liberi. La campagna, la montagna, il mare, le colline hanno un vantaggio, certo non adatto a tutti: regalano meno relazioni, ma più profonde, emozioni più rare, ma più vere. Vivere in campagna è come gustare un grande vino rispetto ad un aperitivo. A chi sente forte questo impulso dico chiaro: non frenarti, buttati”.

paolo.realestate@alice.it

http://terraecasali.jimdo.com/

Intervista a cura di Cinzia Ficco

 










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