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MASSIMILIANO GUELFO: IL VIETNAM RACCONTATO DA CHI CI LAVORA

19/4/2011



I vietnamiti? Tenaci, orgogliosi e decisi. E’ per questo che il Paese ha superato tante difficoltà storiche ed oggi è una grande potenza economica. Le donne sono la vera forza di questo Stato, infaticabili lavoratrici, si possono notare in ogni attività”.

A descrivere i suoi nuovi “connazionali” è Massimiliano Guelfo, torinese del ’71, alla guida delle Operazioni industriali del gruppo Piaggio nel Sud Est Asiatico, e che, da qualche anno, vive ad Hanoi, la capitale a nord del Paese. E’ stata la sua azienda ad affidargli una missione importante e lui non ha rifiutato.

Vivere e lavorare in Vietnam

Il Sud Est Asiatico -dice alla Redazione di Voglio Vivere cosi-  e’ una grossa occasione di sviluppo industriale e commerciale per molte realtà europee. All’interno delle strategie della mia azienda, mi è stata data questa irrinunciabile opportunità di dirigere la crescita produttiva di un marchio italiano così famoso nel mondo e così apprezzato in Asia. In Vietnam c’è la sede produttiva principale del Gruppo Piaggio in Asia. Ed eccomi qui”.

Com’è la capitale?

Hanoi è una elegante città,  attraversata dal fiume Rosso ed è caratterizzata dall’inconfondibile stile coloniale francese, specchi d’acqua e viali alberati. Una peculiarità è il traffico, il caos. Su una città con 7 milioni di abitanti ci sono 3,5 milioni di motocicli in circolazione, che creano un “muro di moto” senza regole, né giurisdizione. Affascinante è osservarlo dalla finestra di un bar del centro o vivere l’esperienza di attraversare una strada o addirittura mescolarsi al caos in sella ad una Vespa.

Vive in periferia?

Ho deciso di abitare nel quartiere residenziale di Tay Ho, sulle rive del West Lake. E’ una zona meno caotica, che offre una rilassante vista sul lago, il posto ideale in cui godersi  il tramonto dopo una lunga giornata lavorativa.

Cosa di questo Paese colpisce subito un italiano?

Il Vietnam presenta differenze culturali e di vita rispetto all’Italia, ma penso che ognuno venga colpito da qualcosa di diverso. A colpire me sono stati due aspetti: la voglia di crescere e di tecnologia che affascina i giovani Vietnamiti. Il Vietnam è il Paese, non lo dimentichiamo,  con più telefonini procapite al mondo. Per mia moglie, invece, il vero shock culturale, è il trattamento crudele che i vietnamiti  riservano agli animali. Sorvoliamo su questi aspetti. In generale, penso che tutti  possano essere colpiti dal clima, dalla barriera linguistica (purtroppo  l’inglese non è ancora molto diffuso), dal fatto che ci sia un esercito di ragazzini.

Vivere e lavorare in Vietnam

In che senso?

Il Vietnam è un Paese giovanissimo: circa il 60 per cento della popolazione di 87 milioni di individui ha meno di 30 anni.

In genere, come sono i vietnamiti?

La popolazione ha una altezza media molto minore di quella europea, e si nota. Caratterialmente sono un popolo tenace, orgoglioso e deciso. Tutte caratteristiche che lo hanno portato a superare le ben note difficoltà storiche ed oggi a primeggiare nella crescita economica.

Vivere e lavorare in Vietnam

Le donne?

Sono la vera forza di questo Paese, infaticabili lavoratrici, si possono notare in ogni attività, dalla gestione di un negozio o di una attività imprenditoriale ai lavori agricoli ed edili.

Com'è il clima?

Il Vietnam ha un clima tropicale monsonico ed è caratterizzato da un modello climatico piuttosto complicato, con notevoli differenze, che dipendono dall’altitudine e dalla latitudine.  La stagione estiva è la più difficile da sopportare,  colpa di un clima caldissimo e afoso. Essendo un Paese molto “lungo”, le differenze climatiche tra Nord e Sud sono notevoli.  Il Nord può essere caratterizzato  da un freddo clima invernale, la costa centrale è la zona più soggetta a tifoni ed inondazioni, mentre il Sud ha solo due stagioni ben distinte: quella secca e quella delle piogge. L’elevato tasso di umidità in tutto il Paese fa sì che la sensazione di caldo e di freddo sia intensa.

Ci sono tanti italiani? Di cosa si occupano? Sono ben integrati?

La comunità italiana è ancora piccola, anche se in crescita. L’italiano di sua natura si integra molto bene in qualsiasi ambiente e anche qui in Vietnam si trovano compatrioti in differenti ambiti, dalla ristorazione al commercio, dalla consulenza alla manifattura di prodotti ad alto valore aggiunto.

VIETNAM

E' facile avviare un'attività imprenditoriale in Vietnam, se sei italiano? In tutti i settori?

Ovviamente ci sono difficoltà intrinseche al Paese che possiede regole tutte sue. Ma messi da parte gli aspetti  burocratici, che richiedono pazienza e un buon consulente in loco, per il resto le opportunità sono molte. Il supporto della Camera di Commercio Italiana in Vietnam (ICHAM) può essere un buon punto di partenza.

In genere c'è lavoro?

Il tasso di disoccupazione è bassissimo. Per uno straniero, però, bisogna portare in Vietnam specificità (italianità) per aver successo. Comunque, se non si arriva qui con un lavoro, trovarlo in loco non è così facile.

Ci sono tradizioni particolari?

La tradizione più forte e più sentita è il capodanno cinese, le cosiddette vacanze del TET. E’ l’unico vero periodo di vacanze ed è tradizione ritrovarsi con la famiglia e i parenti per celebrare l’inizio di un nuovo anno.

Quali sono i piatti tipici?

La cucina vietnamita è molto varia e risente in parte delle influenze francesi.  La specialità tipica è il Pho, spaghetti di riso in brodo, mangiato a qualunque ora della giornata, anche a colazione.

Pho specialità tipica vietnamita

Di cosa vive il Vietnam?

Esportazione di riso, caffè e pesce. Il tessuto economico è fatto di piccole e medie imprese.

Come sono i collegamenti con l'Italia?

Molto buoni sia da Hanoi che da Saigon, i due grandi centri urbani, con voli giornalieri anche se non diretti.

Scuola, sanità, ordine pubblico, trasporti: i servizi sono tutti efficienti?

Non proprio. Le scuole in città sono molte e diffuse, ma la qualità della formazione è un tema importante anche per la futura crescita del Paese. La sanità ha degli standard ancora indietro rispetto ai nostri ed ad altri Paesi asiatici. Una buona assicurazione sanitaria è consigliabile. L’ordine pubblico, invece, è sorprendente.

Perché?

Non mi sono mai sentito in pericolo o in difficoltà anche in posti remoti ed isolati della città. Almeno, questo è valido per Hanoi. Per i trasporti c’è il problema della mancanza di infrastrutture sia nei centri abitati che nelle province. Mancano strade di grande percorrenza, il sistema ferroviario è scarso ed obsoleto.

VIVERE IN VIETNAM

Quali sono i lati negativi della vita dalle sue parti?

Senza parlare di rischi sanitari, che ci sono anche se non evidenti, la vita in città è caratterizzata da un elevato inquinamento acustico e atmosferico. Inoltre gli intrattenimenti sono scarsi.

In genere ad Hanoi come si trascorre la giornata? E di sera cosa si fa?

Il lavoro occupa la maggior parte del tempo degli stranieri che vivono in Vietnam. La sera si vive in famiglia, si sperimenta un nuovo ristorante o si va nel solito posto “amico”. Il ristorante italiano ti propone sapori, che ti fanno sentire un po’ meno lontano da “casa”. A me e a mia moglie piace anche girare in scooter attorno al West Lake ed esplorare quartieri sconosciuti della città.

Consigli a chi voglia venire in Vietnam?

Grande spirito di adattamento. Consiglio di venire prima a sondare il terreno. Poi si può decidere di vivere qui. C’è un‘ enorme diversità di vita tra Hanoi e Ho Chi Minh City. Da provare.

Intervista a cura di Cinzia Ficco

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