GIAMPAOLO: A ROTTERDAM HO RITROVATO EQUILIBRIO E SERENITÀ
Da quando vive a Rotterdam non si alza più arrabbiato col mondo, come succedeva a Roma. E non vive più con il timore che un giorno i suoi figli possano chiedergli: “Papà, ma dove ci fai vivere?”.
In Olanda Giampaolo Mattiello, romano, 43 anni, ha ritrovato equilibrio e serenità. E al lavoro va volentieri. Da circa 20 anni opera nel settore informatico, in particolare nella vendita di prodotti per assemblaggio dei personal computer e delle periferiche (monitor, notebook). Nella capitale era proprietario di negozi, nonché partner in alcune società di distribuzione all’ingrosso. Ed è stato proprio il lavoro a farlo trasferire.

A gennaio dell’anno scorso era ad una fiera di settore in Germania come dipendente di un noto gruppo informatico italiano. Partecipava come responsabile acquisti e vendite. “Ad un tratto- racconta- arriva una proposta di lavoro da un’importante società olandese, leader nel settore informatico europeo. Sembrava uno scherzo. E, invece, l’offerta mi viene formalizzata il giorno successivo. A maggio dello stesso anno prendo un aereo e arrivo qui, in Olanda, per conoscere meglio la capitale. Tre mesi dopo comincio a pensare di tentare l’avventura. Dal 5 ottobre 2009 inizio a vivere qui. Per i primi tempi torno in Italia ogni weekend. Poi ogni 15 giorni per motivi personali. A dire la verità, ho scelto di vivere in questo Paese per tante ragioni: la crisi economica che mi impediva di trovare un’occupazione adeguata a Roma, la disperazione di tante persone a me vicine che perdevano il posto di lavoro. E poi per lo sfacelo e il declino progressivo del nostro Paese, iniziato almeno 40 anni fa. Un degrado a livello politico, sociale, purtroppo anche culturale ha modificato valori importanti del DNA italiano. Sembra di vivere in un mondo di apparenza e inganni. Pensavo anche alla mia salute. In Italia ero molto stressato. E rischiavo di avere un ictus. Oggi guadagno meno di prima, ma vivo, non sopravvivo come succedeva in Italia. Ho molto più tempo per me. Nel Belpaese svolgevo attività che mi impegnavano per dieci - dodici ore ogni giorno. Adesso lavoro solo per otto. Sono più sereno. Al lavoro (continua ad occuparsi di distribuzione all’ingrosso di prodotti informatici, ndr) non sono un numero, perché i capi rispettano la mia persona. E valorizzano le mie potenzialità. L’Olanda ha bussato alla mia porta. E’ stata la fortuna a cercare me, al contrario di quanto avviene a molti, che tentano la fortuna con fatica e speranza. Ho avuto la possibilità di cambiare e non ci ho pensato due volte. In Italia sarei rimasto con un grande rimpianto”.
In Olanda, comunque, Giampaolo era stato alcuni anni prima da turista. E ne era rimasto colpito. Ora della regione dei Paesi Bassi apprezza soprattutto il grande senso civico e le bellezze paesaggistiche.
“E’ facile vivere qui- dice- per noi che proveniamo dalla kasbah italiana. Iniziative culturali frequenti, uffici pubblici snelli ed efficienti, una vita semplice ti regalano equilibrio e salute mentale. Tra l’altro e’ sempre stato il mio sogno provare a viver qui, in quanto, come tanti, sono sempre stato attratto dall’immagine che abbiamo un po’ tutti dell’Olanda”. Giampaolo allude alla tolleranza e all’ apertura mentale dei suoi cittadini.

Ma è davvero così?
In apparenza l’Olanda è il Paese della vera libertà di espressione e mentale e del rispetto per tutto e tutti, entro determinati confini.
A suggestionare l’italiano, in genere, di questa nazione, purtroppo, sono la vendita diretta, nei negozi, di hashish e marijuana. E l’avvenenza dei visi da Barbie delle donne olandesi. I connazionali, come al solito, prendono la vita dal senso sbagliato, o più facile. Sono più superficiali.
E poi, cos’altro colpisce di questo Paese?
La prima cosa che ho notato i primi giorni e’ stata l’assenza di smog. L’aria è sempre pulita e c’è un senso di luce imperiosa, pungente, viva. Non c’è umidità. Anzi, in Olanda c’è spesso vento. Qui, poi, non esistono i palazzi di dieci piani, che trovi nelle borgate romane. Quindi la luce passa agevolmente dalle finestre delle case. Non solo, l’Olanda e’ terra di campi sterminati, verdi, con mucche al pascolo e cavalli in libertà. Non ci sono accozzaglie di cemento, alla Milano 2. E l’umore dei cittadini, sempre sereni, ne é il riflesso.
Com’è Amsterdam?
In genere e’ la meta preferita dei turisti, ma non rispecchia l’Olanda, pur essendone la capitale. Oggi questa città e’ il richiamo, l’attrazione del Paese. Ma la sua bellezza è devastata, secondo me, da un flusso di persone che pensano di visitarla per fare tutto in libertà estrema. Parlo degli italiani. Che spesso senti gridare per strada. Evidentemente, i nostri connazionali dimenticano che Amsterdam e, in genere l’Olanda, hanno un patrimonio artistico eccellente da vedere. L’Olanda e’ una realtà seria e come tale va considerata.
Di suggestivo cos’ha?
E’ la mentalità differente. Qui si vive , non si sopravvive. In questo Paese è lo Stato che interviene bene e subito, se un cittadino residente e in regola con il fisco ha problemi economici o di salute. E lo fa tramite sussidi. Chi vive qui si sente tutelato. Questo si chiama rispetto per il cittadino, in Italia totalmente assente da parte delle istituzioni. Per non parlare della puntualità dei treni, degli autobus, degli aerei. Con la neve e con il sole tutti i mezzi di trasporto funzionano a meraviglia. L’olandese vuole la certezza di tutti i servizi e ce l’ha. In questo modo può pianificare senza stress la sua vita. Di esempi, ce ne sono tanti da proporre. Certo, il mondo perfetto non esiste, ma ripeto, per un italiano che viene dalla Repubblica delle Banane, questo Paese e’ un paradiso. L’Olanda e’ pulita: senza cartacce, escrementi di animali o altro per strada.

Ci parli di Rotterdam.
Io ora abito vicino Rotterdam, in una bomboniera, che si chiama Delft, la cittadina delle porcellane, ma a Rotterdam lavoro, seppure nella zona industriale, vicino l’aeroporto. A Rotterdam non c’è frastuono. Non c’è l’abitudine di rimanere incollati al clacson. E il camion della nettezza urbana non ti entra in casa con rumori assordanti. Rotterdam e’ un mix di antico e moderno, il moderno anche estremizzato. Durante la guerra mondiale il centro di Rotterdam fu raso al suolo dai tedeschi. In seguito, gli olandesi decisero di ricostruirlo in chiave ultra moderna. Tanto che la sua architettura d’avanguardia e moderna colpisce molto i turisti che la visitano. Si passa dai quartieri storici dei vecchi pescatori al centro pullulante di grattacieli con architetture avveniristiche, in stile New York, per poi entrare in China Town o arrivare all’Erasmus Bridge, la Torre Eiffel olandese. Il tutto è stato progettato dai migliori architetti del mondo, anche italiani. E’ una città multietnica, ma non affollata come Amsterdam. Ha il più grande porto del mondo. Adesso lo stanno ampliando per costruire la parte più moderna, l’Europort, grazie all’ausilio di circa 3000 persone tra ingegneri e operai.
Quanti abitanti ha?
Quasi seicentomila. Supera il milione con i centri limitrofi. La parte moderna ha grattacieli altissimi, casinò, vie pedonali per lo shopping, ponti alla Brooklyn, strade larghe. E poi, e questa e’ una caratteristica olandese, marciapiedi larghi e piste ciclabili ovunque, utilizzate da biciclette e motorini (che non possono circolare con le automobili). E da mezzi motorizzati per gli handicappati, garantiti senza oneri dallo Stato. Verde ovunque: parchi, alberi e piante sono dappertutto. Un colpo di colore a prima vista impressionante. Qui ha sede una delle più importanti Università del mondo, la Erasmus University. Per questo ci sono molti giovani. E’ ricca di centri di ricerca all’avanguardia. I quartieri periferici, invece, sono quelli risparmiati dalla guerra.
E come sono?
Ci sono le classiche casette olandesi, con due o tre piani, molto originali. A volte si scorge qualche mulino abbandonato. E poi negozi di artigiani o extracomunitari. Il porto, come ho accennato prima, e’ immenso. Si perde a vista d’occhio verso il mare: almeno 60 km di in lunghezza, pieno di containers e serbatoi di benzina per il fabbisogno europeo. Qui transita tutto: frutta, (esotica sempre, poiché l’Olanda ha ancora colonie caraibiche- dichiarate da poco indipendenti) e cibo, combustibili, vestiti, automobili. La città é l’ingresso delle merci in Europa, la base dell’economia olandese e il motivo per cui molte multinazionali hanno qui la propria sede legale. Qui non esiste il dazio, la tassa di importazione. Molte compagnie italiane nascono qui. La città è multietnica, vivace, in movimento. I mezzi pubblici funzionano bene:metropolitane, treni di superficie, tram, autobus e le immancabili biciclette. Molta musica, c’e’ serenità e simpatia nell’aria.

Episodi di microcriminalità?
A volte si assiste a qualche fenomeno di delinquenza, specie in determinati quartieri circoscritti. Ma rispetto all’Italia, qui i giornalisti di cronaca nera spesso si annoiano. Pur avendo un porto immenso, la città è relativamente tranquilla. Qualche volta alcuni extracomunitari creano problemi, ma le forze dell’ordine sono presenti e in forma molto discreta. I poliziotti si vedono poco. Di solito si muovono in bicicletta nel centro città. Tutta l’Olanda e’ controllata dalle forze dell’ordine a distanza, tramite l’ausilio di telecamere e agenti in borghese che non si notano, ma che, se devono intervenire, compaiono dal nulla. C’è poca delinquenza: qui esiste la certezza della pena e la polizia, oltre a essere molto equa e vigile, non spara con una divisa addosso, interviene con veemenza e decisione quando deve. E questo ha effetti positivi sui cittadini. Qui ci sono finestre senza sbarre e serrande, negozi con la vetrina, automobili con lo stereo incorporato. Se dimentichi il portafoglio sul bancone di un bar, lo ritrovi allo stesso posto dopo mezz’ora. Con i soldi dentro.
Diceva che la città è multietnica
Sì, convivono olandesi ed extracomunitari. Puoi incontrare donne con il burqa, il ragazzo rasta con lunghi capelli a treccine. Comunque, vedi visi sempre sereni. Vi e’ una alta componente italiana. Tanti sono i marocchini, i cinesi e molti europei. Soprattutto, spagnoli.
Scuola, sanità, trasporti: come funzionano?
Trasporti efficienti. Tram, autobus, treni e aerei da 10 in pagella, rispetto all’Italia. Funzionano talmente bene, imprevisti a parte, con neve o sole indistintamente, che la famiglia media olandese ha solo un’automobile. Non ha bisogno di altre. Il servizio efficiente, ovvio, ha un costo. La scuola, quella pubblica, e’ differente dalla nostra: inizia a 4 anni. Fin da piccoli a scuola insegnano, oltre alla lingua straniera, l’inglese, l’educazione civica. Impari subito il codice della strada. Niente compiti a casa. Si fa tutto a scuola. Ci sono vacanze scolastiche ad ogni cambio di stagione. Oltre a quelle di Natale. Quelle estive vengono scaglionate per regione, e durano di solito solo un mese solo. Qui la scuola e’ come un lavoro.
Cosa vuole dire?
L’alunno non può assentarsi quando ne ha voglia. In caso di malattia, i genitori avvisano gli insegnanti e la scuola può inviare una specie di medico fiscale a controllare. In altri casi per assentarsi è necessario chiedere il permesso alla scuola. E la scuola può anche negarlo, se non ritiene valido il motivo. La scuola qui e’ una cosa seria: bisogna andarci oppure si possono sfruttare i periodi di vacanza offerti, spesso concomitanti con le ferie dei genitori.

La sanità?
E’ solo privata. C’è l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa privata, dal costo medio di 100 euro ogni mese. Senza l’assicurazione gli ospedali non accettano i pazienti o non si ha diritto al medico di base. Le strutture sono valide, ma la qualità del servizio varia tra le città. I medici di base sono a volte superficiali e soggetti all’egemonia delle compagnie assicurative. Molti, per casi gravi, usano la polizza in Belgio, rinomato per il servizio sanitario che offre.
Nelle strade ci sono ancora le prostitute in vetrina?
Che io sappia solo ad Amsterdam e DenHaag (l’Aia), ma non per strada, bensì in vetrina, ossia come merce esposta in un negozio con annesso il locale per ricevere il cliente. E’ un discorso particolare: si tratta di un fenomeno per turisti, che porta soldi. E’ controllato, dunque, sicuro. E poi meglio mettere queste donne in vetrina che per strada.
Quartieri a luci rosse?
Non vi e’ il quartiere a luci rosse: solo locali di lap dance o intrattenimenti simili.
Le donne? Tutte belle e seducenti?
No. Il biondo e’ il colore dominante, i visi da Barbie anche. A parte le vere bellezze, complete intendo, ma rare, di media qui a causa di un’alimentazione indecente, dal viso in giù non sono proprio perfette. Si dice siano più fredde delle mediterranee. Seni molto prosperosi di media e un fisico più tozzo o robusto a volte più di quello delle italiane. Due cose interessanti.
Dica!
Grazie all’ordine pubblico e al senso civico, le ragazze possono tornare a casa in piena notte a piedi o in bici senza temere minacce. Non ho mai sentito raccontare episodi di violenza sessuale. Forse le donne in vetrina servono anche a questo. Poi, le olandesi hanno un differente modo di vestirsi rispetto alle italiane.
Cioè?
Difficilmente girano con il posteriore in evidenza e il tanga- modello filo interdentale. Sono più sobrie in pubblico, nell’abbigliamento. Ma libere di esprimersi come gli uomini. Quindi pochi vincoli sociali.

Cosa vuole dire?
Bevono birra, fumano in pubblico, schiamazzano. Non si vergognano di mostrare la pancia, quando si vestono. Eterogenee e moderne, ma anche serie, a lavoro hanno mansioni che in Italia sono tipicamente maschili. Tante fanno le scaricatrici di merci, per esempio. Alle donne qui e’ consentito far carriera. Il senso della famiglia é meno sentito. Poi non sono rari i casi di famiglie, in cui la donna lavora e l’uomo si occupa della casa.
A Rotterdam ci sono tradizioni, feste particolari? Costumi originali?
Ho scoperto che Rotterdam e’ un punto di riferimento europeo per il jazz. A fine luglio c’e’ il Carnevale estivo, caraibico, quindi molte persone di origine surinamese lo realizzano, con carri allegorici e vestiti a tema. Praticamente sono mezze nude. La città è un polo importante per festival cinematografici. Ci sono molte scuole d’arte e musica. Oltre ad un valido conservatorio. Molti gli spettacoli o le manifestazioni in piazza. Gettonate le gite sui battelli, a volte a tema. Rotterdam è anche polo anche dell’alta moda, nonostante l’olandese abbia un rapporto conl’abbigliamento molto free. Giacca e cravatta qui sono il colpo d’occhio minore. Non ci sono particolari obblighi di abbigliamento. Quest’anno anche il giro d’Italia e’ partito da qui. E’ una città dinamica.
E la cucina com'è?
La cucina olandese non esiste. All’olandese puoi dare patatine fritte per tutta la vita. Molto fritto, salse, burro d’arachidi. Mangiano spesso, spizzicano ogni ora. Non hanno cultura culinaria. Non si siedono a tavola insieme. Sembra quasi che mangiare per loro sia un optional. Alle 12 pranzano, alle 18 massimo cenano, e sempre in forma rapida, semplice e veloce. Il piatto tipico e’ l’aringa pescata da mangiare cruda. Nei supermercati si trova di tutto. Far la spesa non e’ un problema, ma io pasta e parmigiano li porto dall’Italia.
La vita é cara?
La vita non e’ cara. Oggi mangiare e vestirsi costa meno che in Italia. Costano di più le sigarette e le automobili, oltre ai mezzi pubblici. Per il resto, ad esempio, un litro di latte costa 49 centesimi. Gli stipendi minimi , di base, vengono decisi ogni anno dal Governo. Il lavoro a nero è quasi inesistente a causa dei molteplici controlli che vengono effettuati in modo periodico. Il salario minimo per il lavoro più umile e’ di 1.500 euro netti al mese. Nello stipendio lordo non e’ compreso l’accantonamento per la pensione. Quindi chi vuole, si fa una polizza privata.
Si vive bene ?
Io dico di si, ma penso dipenda dal carattere e dalle situazioni. Si tende a vivere senza stress, le istituzioni operano per servire il cittadino, non per complicargli la vita. Le persone sono socievoli, se ci si presenta e propone bene. L’olandese a volte e’ anche resistente, introverso: ha una mentalità contadina, spesso. Si ha, però, la sensazione, per chi nasce qui, che la vita possa esser già organizzata a monte. Si vive nella più completa calma e tranquillità. Forse, eccessive. Si dice che il tasso di suicidi non sia basso. Io, come straniero vivo bene: cerco serenità e tranquillità e per me va bene cosi. E poi, le distanze tra le città sono ridotte, i comuni sono a misura d’uomo e i servizi sono efficienti: ciò permette di realizzare tante cose in un giorno.

Liberalizzazione delle droghe: come vive questo aspetto un italiano?
In Olanda le droghe non sono libere. Questo e’ un punto fermo, che nessuno conosce. Qui hashish e marijuana, stupefacenti (non droghe), sono tollerati, in vendita e uso con molte limitazioni: si possono usare solo nei coffee shops, che abbiano la licenza per farlo, sempre entro certi limiti e a casa propria. Per strada può arrivare qualche odore strano. Sono casi rari, tollerati, appunto. Prima si poteva andare in piazza a fumare. Ora non più. Vicino i confini solo i residenti possono accedere ai coffee shops, chiusi vicino le scuole. Si tratta di un fenomeno gestito bene e che per l’Olanda crea un giro di soldi interessante e offre lavoro. Ovviamente qui l’italiano si trova nel Paese dei balocchi, vive la cosa all’italiana, senza una giusta cultura di fondo.
Una politica antiproibizionista ha effetti solo positivi?
Di norma, ha effetti positivi e negativi. Dipende dal contesto. Qui c’e’ chi e’ contro. Parlo degli abitanti di Amsterdam. Una politica proibizionista alzerebbe i costi. A scopo terapeutico prescrivono anche marijuana o morfina, ma cocaina o eroina non sono legali, ne’ tollerate. Condivido la politica della tolleranza e la gestione olandese del fenomeno.
I giovani cosa fanno di sera? C'è movida?
Dipende. La movida c’è ogni giorno. Anche diurna. Varia da luogo a luogo. Durante la settimana lavorativa si tende a non far tardi. E le condizioni atmosferiche spesso incidono. Amsterdam, come ho già detto, è una realtà a sé: anche durante la settimana la sera si fa tardi. In altre città alle 10 di sera spesso non circola nessuno. Laddove sono presenti Università internazionali c’è maggior movimento di giovani. E questo porta fermento e vita. Nel weekend cambiano le cose: maggior movimento fino a tarda notte, concentrato nelle città principali. Discoteche, cinema, teatri e spettacoli in piazza. Locali anche di inverno affollati dentro e fuori. Si socializza con facilità, senza pregiudizi o timori.
Quali sono i posti più suggestivi di Rotterdam da visitare?
E’ una città da visitare, passeggiando. Dall’Euromast, la torre altissima al centro di R’dam, come dicono qui, si ha una visione d’insieme e dall’alto della città, spettacolare. Imperdibili, l’ Erasmus Bridge, il museo di arte moderna e lo stesso zoo di Blijdorp, che offrono sensazioni eccezionali. Sono, però, i colori, il misto di antico e moderno, le lagune e gli isolotti, i canali e il cielo, che regalano un contesto emozionante, rilassante, vivo, dinamico e romantico.
Qual è la città più vivibile, dove c'è lavoro e la vita non è tanto cara?
A detta di molti DenHaag, dove risiede la regina. Gli olandesi hanno un detto:” Vivi a DenHaag, lavora a Rotterdam e divertiti ad Amsterdam“. Le città sono molto vicine tra loro: 20 km circa distanziano Rotterdam da DenHaag, 56 km Rotterdam da Amsterdam, poco meno Utrecht. Quindi gli spostamenti sono facili o sembrano tali. Poi le autostrade sono gratuite. Il lavoro lo offre Rotterdam, secondo me, ma ce n’è un po’ ovunque, anche se meno del passato. A ben guardare, quasi tutte le città sono vivibili. Amsterdam, esclusa. E’ caotica. Ad ogni modo un lavoro e un costo della vita decente sono presenti un po’ dappertutto.
Com'è in genere il clima?
Varia da posto a posto: l’area di Rotterdam, il Zuuid Holland, e’ molto ventilato e spesso nuvoloso nei mesi invernali. Da poco c’è anche la neve. Le temperature scendono a meno 5 o 6 gradi. Ma l’aria e’ secca, non umida. Verso il Nord il clima é più rigido. Da Amsterdam fino a Groningen per intenderci, fa molto freddo. E’ meno ventilato e più umido. In primavera ed estate, quando il sole splende, spesso, e con l’ora legale, si raggiungono anche i 38 gradi. Ad ogni modo l’olandese, gira anche con pioggia e neve senza ombrelli o in camicetta.

Com'è la vita vicino al porto?
Bella domanda. Per sentito dire economica, dinamica, produttiva, rapida, mirata a produrre.
In genere, ci sono opportunità di lavoro lì per un italiano? E quanto è diverso il mercato del lavoro in Olanda?
Chi ha voglia di lavorare troverà più facilmente lavoro di chiunque altro in altre città. Vengono ricercati italiani, specialmente nei call center delle compagnie europee o in aziende che hanno rapporti con l’Italia. Il mercato del lavoro è differente: dall’età di 14 anni, l’olandese impara a lavorare. Così comprende lo spirito di sacrificio e il valore del denaro. Quando i negozi chiudono, alle 6 di solito, i giovani lavorano saltuariamente. Mettono in ordine la merce sugli scaffali, legalmente intendo. Il lavoro minorile quindi non e’ un reato. In età adulta il lavoro e’ considerato importante. Per una parte degli olandesi e’ fondamentale per il proprio riconoscimento sociale e economico. L’olandese è interessato al denaro, ma non fa discriminazioni tra i vari tipi di lavoro.
In che senso?
Ho visto manager trascorrere il tempo, bevendo qualche drink con collaboratori domestici, netturbini o autisti di autobus senza alcun senso di superiorità. Il lavoro genera il sostentamento personale, questo e’ importante e qui lo sanno bene. Cambiano spesso impiego. Molti contratti a tempo determinato condizionano il mercato del lavoro olandese e lo stesso olandese è abituato a esser sempre in cerca di una occupazione nuova. E questo succede avendo anche un livello alto di professionalità. Poche tipologie contrattuali, ma ben delineate. I sindacati qui non hanno il coltello dalla parte del manico. Per questo il lavoratore deve lavorare sodo per ottenere meriti e gratifiche, senza polemiche o contestazioni di sorta. Quello degli olandesi è un popolo di mercanti. E questo spiega la presenza di molte banche, compagnie di navigazione, petrolifere, aeroportuali, di corrieri e spedizioni, di società commerciali. Tanti sono i negozi e i supermarket. E molto sviluppati sono i servizi al turismo.
Quali consigli darebbe ad italiani che vogliano venire dalle sue parti a vivere?
Su Facebook sono tra gli ideatori di due gruppi di italiani - Italiani a Rotterdam e Easy Holland – la Comunita’ degli Italiani in Olanda, in cui con altri connazionali scambio opinioni e do consigli, gratuitamente, a chi li chiede. Dico a tutti che la Terra Promessa non esiste, che l’Olanda non e’ più nel boom economico che visse negli anni ’90. Per cui spirito di sacrificio e tenacia sono d’obbligo. Fondamentale è la conoscenza di base almeno della lingua inglese.
Una bella iniezione di umiltà e’ sempre necessaria. L’ideale e’ arrivare con il lavoro certo. Venire qui per cercarlo è complicato e può divenire causa di malessere. E questo perché esistono alcuni obblighi burocratici per chi arriva in Olanda.
Tipo?
Ottenere il codice fiscale, trovare e stabilire la propria residenza, certificata, o aprire il conto corrente bancario. E’, comunque, preferibile arrivare con un po’ di soldi da parte per non vivere di angosce e avere la serenità necessaria a cercare una giusta sistemazione. Meglio non far confronti tra Olanda e Italia: sono due realtà differenti. Le mentalità sono diverse. Consiglio di guardare al nuovo con curiosità e non con spirito polemico.
Ci sono italiani? Sono ben visti?
Troppi italiani per i miei gusti. Comunque, ci sono, siamo sempre ovunque, ci vogliono tutti bene per il nostro calore e la nostra fantasia. Di recente, qui criticano molto i nostri bassi standard di vita e la nostra classe politica. Non vedono di buon occhio la nostra indifferenza verso il degrado morale. Mafia, ovviamente, e’ il termine più usato. A volte aiuta, soprattutto con chi vuol essere più furbo. Parlo degli extracomunitari. Ricordare che sei italiano aiuta a non esser disturbato o raggirato. Il problema è rappresentato dagli italiani che vogliono arricchirsi su connazionali, bisognosi di un tetto o di un lavoro. Per questo qui ci facciamo riconoscere e non siamo così uniti come potrebbe sembrare. Pizza e’ un ottimo biglietto di visita.

La religione predominante qual è?
Una fede religiosa molto sentita non c’e’. A malapena l’olandese va in Chiesa per un funerale o per il Natale, poco sentito. Verrebbe da dire che la religione islamica e’ la più visibile, anche perché il Governo in passato ha consentito la costruzione di molte moschee e l’ingresso di molti extracomunitari. L’olandese ha la sua origine nella religione calvinista, opposta a quella cattolica, della Chiesa di Roma, che e’ vista come simbolo di falsità e incoerenza. Il calvinismo ha condizionato il vivere comune con la costante ricerca del denaro da acquisire e tenere da parte. Per questo gli olandesi sembrano un po’ tirchi. In realtà, non si tratta di questo.
Ma?
E’ un modo per assicurarsi un futuro e realizzare dei sogni. Qui di soldi ce ne sono molti, ma fermi. Vengono investiti. Ogni famiglia ha una sola macchina, non ci sono otto cellulari a testa, e le donne non comprano la borsetta all’ultima moda. Gli olandesi non ostentano benessere e agiatezza. La ricchezza é un discorso quasi riservato, personale. Se in Italia diciamo: “domani e’ un altro giorno si vedrà “, gli olandesi pensano al futuro. Lo programmano. Da secoli loro hanno cercato e accumulato ricchezze. E questo ha reso il Paese produttivo e ricco, anche se piccolo. Ma in pochi lo sanno. E gli olandesi non tengono a farlo sapere. Volendo, avrebbero domani la forza economica per uscire dall’ Europa, dove oggi, con la Germania hanno grande voce in capitolo proprio per questo motivo. Tutto ciò e’ originato dai dogmi calvinisti, per cui si deve vivere in modo austero e riservato, senza eccessi.
Lati positivi e negativi della vita in Olanda?
Tutto dipende dalla provenienza di ognuno: chi giunge qui da Paesi in guerra o poveri o alla deriva, come il nostro, vede in positivo circostanze che sono negative per altri. A mio giudizio, generalizzando, i lati negativi sono tre: il clima (che a me piace), l’alimentazione e la lingua. Non ne vedo altri. Per me l’Olanda, capitatami peraltro in un momento sfortunato della mia vita personale, ha rappresentato una grande ancora di salvezza, interiore e spirituale.
Perché?
Qui ho trovato un rifugio che mi ha trasmesso serenità. E’ un Paese che riduce al minimo lo
Stress. E poi é ordinato, regolare, vigilato.
In che senso?
Ancora oggi, ogni primo lunedì del mese, vengono eseguite le prove di funzionamento delle sirene che avvisano della presenza di pericoli di qualsiasi genere per la nazione. Nelle scuole fanno scattare gli allarmi e tutti, anche i bimbi, sanno come muoversi in caso di pericolo.
Davvero?
Sì, anche perché la tv sul canale nazionale dà subito informazioni. E poi è una terra pulita, ricca, dinamica, ma rilassante, che tutela l’ambiente. L’olandese è puntuale, preciso, rispettoso, gioviale, e ha una mentalità aperta. Ci sono, ovvio, le eccezioni. Qui tutto è a portata di mano: dal sesso agli stupefacenti.
Collegamenti con l'Italia?
Per sfortuna il monopolio Alitalia e Klm influenza tutto: orari e destinazioni. Studio ogni giorno la questione per motivi personali e sono ormai esperto: i collegamenti per ovvi motivi di distanza sono soprattutto, aerei. In auto occorrono dieci ore, partendo da Milano. Alitalia e Klm giocano sulle stagioni: in primavera e in estate impongono ai low cost tratte e orari non comodi per un pendolare, così da imporsi a prezzi esorbitanti. In autunno e in inverno fanno finta di cedere lo scettro agli altri: EasyJet, Ryanair o Transavia, che propongono orari interessanti e prezzi accessibili. Alle compagnie predominanti non resta che adeguarsi.
Tonerà nel Belpaese?
Oggi direi di no, a nessuna condizione, ma mai dire mai. Qui siamo avanti di trent' anni. Ne guadagno minimo quindici in salute, se non di più. Questa sarebbe la condizione basilare per tornare. L’Italia e’ un gran bel Paese, dal punto di vista geografico e culturale. Oggi, però, e’ vivibile, forse, solo da turista. Troppi interessi in gioco e il più importante, quello del benessere dei cittadini, e’ andato perso, e’ naufragato. La vita e’ una e non ho più tempo da perdere. L’italiano, poi, si lamenta sempre, colpevolizza sempre gli altri e mai, dico mai, opera una oggettiva autocritica. Che sarebbe salutare per tutti.
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Italiani a Rotterdam
Easy Holland: la Comunita’ degli Italiani in Olanda

Intervista di Cinzia Ficco










