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ROSARIO: VIVERE E LAVORARE A WEDEL (AMBURGO)

27/11/2012



Crisi lavorativa, aziende poco serie, futuro precario, il sogno di una vita migliore … tanti elementi e un solo desiderio. Andare via, in un posto migliore, tranquillo, ben organizzato, in grado di offrire un futuro concreto e una vita migliore, una vita da “vivere”.

Fino ad Agosto dell’anno scorso vivevo in Italia, sul Lago d’Orta, dove avevo comprato una casa e messo su famiglia con prole. Nell’ultimo anno, avevo notato che la “crisi” aveva bloccato e fatto chiudere molte attività e questo aveva creato un mercato stagnante per quanto riguarda le vendite, attività di cui mi occupavo, in qualità di agente di commercio nel nord Italia. Purtroppo, ho avuto a che fare con dei clienti e delle aziende poco serie per quanto riguarda i pagamenti e la cosa mi ha avvilito molto. Parlandone con la mia compagna tedesca, abbiamo deciso di spostarci in Germania per avere un futuro più tranquillo e per poter dare un futuro migliore a nostro figlio. Mi sarebbe piaciuto anche vivere in Svizzera, in Canton Ticino, dove ero già stato 2 anni fa per lavoro, un posto con un clima molto simile al nostro e con un’ottima organizzazione, ma alla fine abbiamo optato per la Germania. Abbiamo scelto Wedel come meta definitiva, perché conoscevo il posto, c’ero stato durante una vacanza estiva negli ultimi anni. Inoltre è vicinissima ad Amburgo, città molto importante per quanto riguarda il commercio internazionale. Ovviamente, nel momento del trasferimento, ho avuto problemi di inserimento, poiché si trattava di una nuova realtà, in un Paese estero, di cui non conoscevo assolutamente la lingua, ma la determinazione nella riuscita di questo obiettivo, è stata più forte di qualunque impedimento. Quando sono arrivato, inizialmente sono stato accolto con qualche riserva, visto che negli ultimi anni la Germania è stata invasa da emigranti, ma alla fine, mi è bastato farmi conoscere e rispettare le regole del saper vivere, per essere accettato. Qui in Germania, ho iniziato a lavorare come barman in un ristorante italiano, visto che conoscevo poco la lingua. Da pochi mesi, ho ricominciato a lavorare come agente di commercio (handelsvertreter), per un azienda italiana che produce semilavorati per gelaterie, quindi i miei clienti ora, sono prevalentemente italiani.

Vivere ad AMBURGO: Rosario Accardo

Ci sono molti italiani?

Qui ad Amburgo c’è una comunità di circa 4000 italiani, alcuni arrivati come gastarbeiter, una trentina di anni fa, altri arrivati negli ultimi anni.

Quali sono gli aspetti che cambieresti?

Cambierei sicuramente il clima, per il resto si vive e si lavora tranquillamente. Non c’è quell’aria di crisi, di paura di perdere il lavoro, che sentivo fortemente in Italia. Certo un po’ di crisi si è sentita anche qui, ma sicuramente molto meno che in Italia. Qui è abbastanza semplice passare da un azienda all’altra, ovviamente avendo sempre delle referenze e delle qualifiche, oltre a conoscere bene la lingua. E poi, tutto sommato a Wedel si vive abbastanza bene, è una piccola città molto tranquilla, famosa nel circondario per la sua spiaggia. Gli affitti sono paragonabili a quelli delle città italiane, la differenza è che spesso sono inclusi i costi delle bollette energetiche. Il cibo invece, è molto più caro che in Italia e c’è meno scelta. Questo è un punto a sfavore per noi italiani, abituati a mangiare bene. I trasporti sono efficientissimi e puntualissimi (siamo in Germania), qui è uso comune spostarsi con i mezzi pubblici oppure in bici, usando l’auto soltanto nei fine settimana. L’ambiente è come la maggior parte delle città tedesche, superordinato e organizzato in maniera eccellente, le uniche cose di cui sento la mancanza sono l’arte ed il clima italiano. Ma non si può avere tutto, ovviamente. Il sistema sanitario è diverso dall’Italia ed è efficientissimo, è ritenuto uno fra i migliori d’Europa. Qui è obbligatorio fare un’assicurazione, che verrà poi pagata dal datore di lavoro una volta assunti. Anche il sistema di istruzione tedesco è nettamente superiore a quello italiano, qui si iniziano a studiare le lingue dalla prima classe e si continua fino all’ ultima: 10 anni di inglese e/o altre lingue. Se può essere d’aiuto a qualche famiglia con figli, che intende trasferirsi in Germania, questo di seguito, è un link in cui si possono trovare notizie sul sistema d’istruzione tedesco http://www.germania.ws/sistema-scolastico-tedesco.html.

Per il resto, Wedel è un posto tranquillo, caratterizzato da grandi pianure e tanto verde e può essere un’ottima scelta per chi vuole vivere in perfetta tranquillità, a soli 10 kilometri da Amburgo, da una città caratteristica e piena di luoghi di ritrovo e di divertimento per persone di tutte le età. Ad esempio, c’è Sternschanze, un quartiere ricco di locali, dove la sera si ritrovano i giovani di Amburgo, c’è il porto, un luogo molto caratteristico oppure Sankt Pauli, con il suo quartiere a luci rosse, secondo solo ad Amsterdam. Poi, poco lontano da Wedel, ci sono altre famose località, come Husum, Lubecca e l’isola di Sylt, luoghi turistici molto belli e famosi.

Vivere Wedel, Germania: Rosario Accardo

Come impieghi il tuo tempo libero ?

Sinceramente non ho molto tempo libero, anche perché il mio lavoro mi impegna tutta la giornata, dalle 9 della mattina fino alle 21. Quel poco che mi rimane, lo impiego facendo lunghe passeggiate nei parchi e nei boschi, c’è tantissimo verde qui, o frequentando dei locali con i miei amici.

Sei felice di aver avuto la possibilità di allontanarti dall’Italia?

Visto il momento che sta attraversando l’Italia, sono felicissimo di essere andato via. Purtroppo, per il momento, non vedo un grande futuro per chi lavora o vorrebbe lavorare in Italia e per chi desidera trasferirsi qui ad Amburgo, in base alla mia esperienza, l’unico consiglio che mi sentirei di dare è quello di possedere delle buone conoscenze professionali nel proprio settore, di imparare almeno l’ inglese decentemente ed ovviamente, di possedere tanta determinazione per cambiare la propria vita, in modo da cercare di ottenere risultati migliori di quelli che offre l’Italia oggi.


Intervista a cura di Nicole Cascione


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