E’ impietoso Stefano Spadoni, scrittore, giornalista e ora personal manager, consulente di immagine e markerting development a New York.
Bolognese, ha vissuto a Roma prima di trasferirsi nella metropoli americana. In Italia si è occupato di marketing e pubblicità. Ma dallo Stivale è scappato qualche anno fa. Grande era la delusione di non riuscire ad affermarsi, o semplicemente, di esprimersi senza difficoltà.
A New York è diventato una celebrità. E’ anche il creatore di Stefano's Network. Con il suo sito e la sua mailing list mette in contatto oltre 9.800 persone ed aziende. E’ stato corrispondente per oltre sette anni di giornali, riviste, televisioni e radio italiane da New York (inclusa Radio 105 e radio Monte Carlo) e ha scritto due libri in italiano "Vado a vivere a New York" e "New York terrorismo e antrace" (dedicato ai tragici eventi dell’11 settembre 2001), entrambi pubblicati da Rizzoli. Il primo è diventato un bestseller e una "bibbia" per chi viene negli Stati Uniti.
Ed è uscito di recente nella nuova edizione.
La redazione di Voglio Vivere l’ha intervistato.
Perché ha deciso di vivere a NY?
Perché l'Italia mi andava stretta. Soprattutto, è un Paese dove se hai sogni, diventi scomodo.
Cos’ha di particolare New York? Patrizia Iacino, designer calabrese, ospitata sul nostro sito, ha detto che è una città elettrizzante. Oltreché meritocratica.
Patrizia (che tra l'altro è iscritta al mio network www.stefanosnetwork.com) dice la verità. Certo NY come tutti gli Stati Uniti è meritocratica e mi domando perché anche in Italia non sia così. In Italia si è invece famigliocratrici, partitocratici o mafiocratici. Insomma, quanto vali, conta poco. Sono importanti le persone che hai alle spalle, oltreché la tua capacità di ingraziarti i potenti e lavorarti il sistema.
La cultura è una bella cosa, ma questo premiare gli studi invece della produttività e della creatività diventa una catena al piede e anche una grossa discriminazione contro chi un titolo non ce l'ha, ma magari è molto intelligente.
Iacino aggiunge che se fosse rimasta in Italia sarebbe morta. Esagera?
No, non esagera, quantomeno sarebbe morta in lei una delle caratteristiche principali dell'essere umano,
quella di volersi esprimere.
Molto dure le sue parole. Ci sono settori o attività in cui a Ny riesci ad affermarti in modo più facile?
Ogni settore è diverso e dipende molto dalle proprie capacità. La parte più difficile è trovare un visto con cui restare qui e lavorare. Nel mio libro "Vado a Vivere a New York" svelo non solo la burocrazia coinvolta, ma anche le strategie "segrete" che molti usano per riuscirci.
Tutta l'Italia è uguale?
Certo, ci sono differenze, ma l'anima del Paese è la stessa: per questo, adesso come in passato, le persone vogliono andarsene sia dal Friuli, sia dalla Calabria. Ogni giorno ricevo email tramite il mio sito di persone di tutte le età e ceto sociale che se ne vogliono andare. E' il clima che non funziona.
Come gli americani vedono gli italiani?
Trattano in modo diverso italiani e italo-americani?
Gli italiani sono visti molto bene e questo li aiuta ad avere successo. Poi ci sono stereotipi come quello per cui i maschi italiani tradirebbero la moglie anche con la donna delle pulizie settantenne. E l’altro secondo cui gli italiani sono tutti romantici. Come potete vedere da Clooney e Canalis, le donne italiane sono molto apprezzate per la loro femminilità.

E’ vero che gli americani sono più entusiasti di vivere, sanno rialzarsi dopo le batoste perché più superficiali degli Europei? E quanto influisce sul loro carattere la mancanza di una Storia?
La società americana è basata sull'individuo, quella italiana sulla famiglia. Se succede qualcosa in Italia si chiude la porta e si pensa alla propria famiglia, anche perché il senso della patria con tanto di bandiera al vento si sente solo quando gioca la nazionale di calcio e ai funerali pubblici (e non vale per tutti).
In America se succede qualcosa di terribile, come l'11 settembre, gli individui si ritrovano insieme come Paese.
Inoltre qui le persone sanno ancora arrabbiarsi, combattere, reagire. Questo dà all'America una forza notevole. Per questo negli ultimi anni molte forze contrarie allo spirito americano e all'America stessa hanno lavorato sodo per spaccare il Paese.
Parla degli americani come se fossero gli angeli custodi dell’universo. Ma veniamo alla mancanza di una Storia
L'America ha in realtà dietro di sé l'intera storia del mondo e la "rivoluzione" americana in termini di leggi e pensiero deriva proprio dal rifiuto di quanto era stato costruito in Europa e nel resto del mondo fino
ad allora. Gli Stati Uniti sono stati fondati da persone che scappavano dalle persecuzioni e dalla mancanza di libertà del resto del mondo e hanno creato un Paese in cui lo Stato era al servizio del cittadino e non il contrario.
Gli americani sono forse più superficiali, ma certamente più pratici e molto tattici.
In che senso?
Reagiscono alle cose più che prepararsi in tempo ad affrontarle, forse perché non hanno la fantasia di immaginare cosa può succedere.
Altri aspetti positivi e negativi della città?
Positivo: la gente rispetta la privacy e si fa i fatti propri. Negativo: la gente si fa i fatti propri e rispetta la privacy.

L’Italia, dunque, fuori dal suo cuore?
Per me come per molti altri che vivono qui, l'Italia è bella per trascorrere le vacanze, ma dopo una settimana senti il bisogno di andartene. Qui non manca niente, solo i salami originali italiani e lo zampone, perché è ancora vietata l'importazione.
Dove vive esattamente a NY?
Midtown nella zona dei Teatri della Broadway. E' secondo me la zona più viva della città ad ogni ora e in ogni periodo dell'anno.
Si vive in modo sicuro?
Mi sento più sicuro qui che, ad esempio, a Roma. Soprattutto, se accade qualcosa, la polizia arriva entro pochi minuti ed è molto aggressiva.
Un bene che sia aggressiva?
La criminalità è diminuita moltissimo a partire dall'amministrazione Giuliani.
E' molto cara la città?
Con il cambio euro dollaro può essere a buon prezzo per un italiano che viene qui in vacanza. Certo, il costo degli alloggi è elevato soprattutto a Manhattan anche per chi lavora e guadagna qui. Ora, però, si assiste ad un leggero calo negli affitti
Ci sono posti vicini da vedere o in cui vivere?
Sinceramente direi che se si viene a New York bisogna vivere a New York, in città. Non ha molto senso vivere in una cittadina a due ore di distanza. Altrimenti meglio risiedere in un paesino nel mezzo degli Stati Uniti, dove il costo delle vita è molto inferiore.
Vicino a New York da vedere sicuramente è Tarrytown, una cittadina da fiaba sulle rive del fiume Hudson e la vicina residenza dei Rockefeller, Kykuit. Anche se molto più lontano c'è un posto da non perdere in
America: Monument Valley nella riserva indiana dei Navajo in Arizona. Crediate o no in Dio, Allah, Manitù, Shiva, Buddha o in un altro essere superiore, là durante un'alba o un tramonto vi capiterà di sentire la sua presenza.
Forse abitare a Monument Valley (l'antitesi di New York) per un periodo breve potrebbe avere senso.
Ha conosciuto o incontrato personaggi famosi?
Ho incontrato molti personaggi famosi che tra l'altro a New York vanno spesso in giro come persone "normali". Farsi foto insieme a dire la verità non è la regola, per cui magari li incontri parecchie volte, ma non hai foto con loro, perché non è il momento adatto per farlo.
Al di fuori delle loro apparizioni pubbliche o ad eventi, i momenti migliori per avvicinarli e scambiare due chiacchiere sono i party privati, dove l'host ti presenta. Comunque, solo il fatto di essere lì, garantisce che "sei parte". E se sviluppi un'amicizia te la tieni per te, altrimenti vieni assalito da persone che vogliono usarti per contattare la celebrità con i progetti più vari o solo perché sono dei fans.

Leggende sugli americani che ha visto sbriciolarsi in questi anni?
Che gli americani sono semplicioni e stupidi e tipo bambinoni. Che gli americani vogliano conquistare il mondo: in realtà gli americani sognano un mondo simile all'America, dove il cittadino decide democraticamente cosa fare. Per questo vogliono "imporre" la democrazia. E infatti una volta imposta la democrazia e resa stabile, loro se ne vanno come è successo in Italia, in Germania, in Corea del Sud, in Giappone, a Panama e adesso in Iraq.
Come si lavora?
Tutto qui è più veloce e semplice. In Italia non si fanno le cose solo per denaro, ma anche per potere e quindi non capisci mai dove si vuole andare a parare in tema di scambi, interessi, giochi personali e politici. Per questo è tutto molto più lento.
Tradizioni, ricorrenze particolari da conoscere di Ny?
Tra le meno note il Mulchfest a metà gennaio dove vengono riciclati gli alberi di Natale per trasformali in una sorta di concime. Tra quelle note l'accensione dell'albero di Natale al Rockefeller Center, la parata del
Thanksgiving e i fuochi artificiali del 4 luglio.
Poi c'è naturalmente la Maratona.
Ma forse i momenti più belli sono i concerti a Central Park, con le persone sedute sull'erba e le luci della città come sfondo.
Ci sono tanti italiani?
Ce ne sono tantissimi e si integrano bene. Oggi, a causa della crisi economica, è però più difficile ottenere un visto di lavoro e anche trovare un lavoro, pur avendo la green card.
Consigli agli italiani che vogliano trasferirsi a NY?
Scordatevi l'America raccontata dai film, libri e spesso purtroppo anche dai corrispondenti. Quella vera è un'altra e dovete avere la mente aperta per scoprirla e capirla.
E le donne americane? Molti italiani le vedono piu' "toste".
Io dico che "le donne americane vorrebbero essere uomini e gli uomini si vergognano di esserlo".
Se le donne americane sono spesso aggressive, si sciolgono, però, per una frase romantica sdolcinata che in Italia farebbe guadagnare una parolaccia. E' vero sono toste, ma votano dal 1920, sono il 51% della popolazione eppure non hanno mai avuto un Presidente e nemmeno un Vice.Presidente degli Stati Uniti donna.
Ci sono posti a Ny che ricordano l'Italia?
Credo che l'Italia abbia centinaia di "Consolati" in giro per la città. Ci sono i ristoranti gestiti da italiani, dove entrando trovi non solo il cibo ma anche la lingua e il "feeling" italiano.
Poi c'è il design italiano anche in edifici importanti come il nuovo New York Times, disegnato da Renzo Piano.
La cucina com'è?
Direi che a New York ci sono le cucine di tutto il mondo i piatti sono spesso adattati al gusto e al modo di presentarli americano.
Cosa si aspetta dalla presidenza Obama? Sulla sanità le cose cambieranno sul
serio ?
E' difficile parlare di Obama a chi vive in Italia, dove molti hanno un'idea "da film" del presidente e sono rimasti all'entusiasmo iniziale per la sua elezione, che ora però in America si è trasformato in un consenso inferiore al 50%.
Bisogna considerare Obama da una parte come perfetto padre di famiglia, col sorriso accattivante, in forma fisica invidiabile anche se fuma, con una capacità oratoria fantastica. Tutte qualità da ammirare in un presidente.
Dall'altra parte il suo programma per uscire dalla recessione ha leggi di migliaia di pagine approvate all'ultimo momento, di notte e che prevedono stanziamenti notevoli a banche e case automobilistiche. Molti provvedimenti non hanno impedito alla disoccupazione di raggiungere il 10%.
Poi c'è la sinistra americana che gli contesta l'escalation in Afghanistan e di non aver ancora chiuso Guantanamo. La destra, invece, lo critica per l'indecisione nella lotta al terrorismo e per aver concesso ai terroristi l'uso dei processi civili.

Quindi?
C'è chi sottolinea il passo storico segnato dalla sua elezione, perché è di colore. Obama vuole di fatto trasformare l'America in Europa sia da un punto di vista sociale ed economico che in politica estera. Ma visto che c'è già l'Europa, perché non lasciare l'America quella che è e permettere che le persone scelgano dove vogliono vivere?
Se l'America diventerà come l'Europa e il resto del mondo, chi vorrà più emigrare qui? Certo non gli europei.
E sulla sanità?
L'obiettivo finale di Obama è forse avere una Sanità all'italiana, cioè "gratuita" per tutti, ma in realtà pagata attraverso le maggiori tasse imposte su quelli che le pagano (e in America chi ha redditi bassi non le paga per niente) e con i ricchi che possono rivolgersi alle cliniche private e gli altri che devono fare le file per il servizio pubblico.
Per ora il provvedimento in discussione prevede in aggiunta di allargare l'obbligo dei datori di lavoro nel fornire l'assistenza sanitaria.
Per tutti gli altri che restano fuori e che non sono abbastanza poveri da riceverla gratis c’è l'obbligo di acquistare una polizza o pagare una notevole multa e persino finire in carcere, se non lo fanno.
Di buono nella riforma sanitaria, c’è il divieto per le assicurazioni di negare l'iscrizione a chi ha malattie pregresse.
Se questa riforma sarà implementata, facendo diventare l'America simile all'Italia nel settore sanitario, ci sarà però un vantaggio per gli italiani che non dovranno più fare viaggi della speranza in America.
Cioè?
Se le due Sanità saranno simili, nessuno verrà più qui a curarsi visto che sarà più costoso, perché i medici americani devono munirsi di assicurazioni costosissime contro le cause per "malpractice", che vengono intentate spesso per motivi futili, ma che fanno guadagnare agli avvocati un terzo delle somme "estorte" e arricchire le assicurazioni.
Intervista a cura di Cinzia Ficco






