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L'AUSTRALIA TUTTA D'UN FIATO

8/10/2011



Andrea Montefusco vive a Melbourne in Australia da otto anni. Ci ha rilasciato questa interessante intervista dove  parla della sua decisione di trasferirsi e di cosa ha trovato nel continente australiano.

Andrea, quando ti sei trasferito in Australia ?

Prima di trasferirmi in Australia ho avuto qualche esperienza di vita via dall’Italia in Africa. Ho lavorato per qualche tempo in Nord Africa e Kenya, posti meravigliosi. In Kenya conobbi una coppia di Australiani che fecero crescere la mia curiosita’ verso questo luogo stupendo.

Verso la fine dell’anno 2000 dopo essere venuto a conoscenza che una coppia di cari amici si era trasferita a Melbourne dopo il matrimonio, iniziai a documentarmi sulla remota possibilita’ di potermi spostare li definitivamente. Subito mi resi conto che non sarebbe stata una cosa semplice, l’ambasciata Australiana a Roma era impossibile da contattare e i siti di espatriati all’estero erano, all’epoca, non-esistenti.

Decisi di tentare comunque e percio’ contattai i miei amici dicendo che a breve avrebbero avuto un ospite. E cosi fu che a Febbraio 2001 atterrai all’aeroporto internazionale di Melbourne esibendo con umilta’ un visto turistico, durata tre mesi.

 

australia melbourne

Tre motivi che ti hanno spinto a lasciare l’Italia.

Da premettere che io sono nato e cresciuto a Napoli, un luogo molto difficile da descrivere con i suoi innumerevoli problemi sociali che tutti gli italiani bene o male conoscono. Avevo oramai acquisito una sofferenza atavica riguardo alla lotta quotidiana per una vita migliore. Ero stanco, demoralizzato e con un cassetto pieno di sogni chiuso a chiave.

A) Il primo motivo lo considererei di carattere filosofico. Ho sempre pensato che se esiste un modo per migliorare la tua vita, un luogo dove vivere con maggior benessere rispetto al tuo paese natio questo deve essere cercato e possibilmente trovato (e se non lo si trova si continua a cercare). Nessuno ha il diritto di regalarsi una vita miserabile.

B) Il secondo era una questione finanziaria. Io in Italia lavoravo da dieci anni e nonostante fossi un ottimo risparmiatore il mio conto in banca non eccedeva i 3 milioni delle vecchie lire. Per qualche strana ragione ero convinto che non mi sarebbe potuto andare peggio da nessuna altra parte e poi alla fine quegli spiccioli erano un investimento per il mio futuro.

C) Il terzo era di carattere professionale. In Italia anche i lavori più miserabili richiedevano un master o almeno una laurea. Per non citare la grande competizione nel mercato lavorativo. In Italia e’ difficile sviluppare i tuoi talenti e poi in seguito farseli apprezzare. Avevo la sensazione che in altri paesi in giro per il mondo la situazione fosse differente. Il seguito mi ha dato ragione.

Cosa facevi in Italia ?

In Italia ho fatto di tutto. Ho conseguito un diploma alberghiero ed ho lavorato in quell’ambito per molti anni. Ho studiato poi sociologia all’universita’ ma abbandonato gli studi a pochi esami alla fine.

La lista dei miei lavori include: cuoco, venditore d’arte, public speaker per una compagnia informatica, ricercatore di dati statistici, impiegato in una fabbrica di scarpe al nord, attore teatrale (di medio successo) e insegnate di PNL (Programmazione Neuro Linguistica).

Cosa sapevi dell'Australia prima di trasferirti ?

Come per ogni cosa che faccio a me piace andar preparato. Prima di partire per l’Australia ho fatto ricerche numerose cercando di assorbire piu’ informazioni possibile. Questo tipo di approccio alle cose mi ha dato la possibilita’ di avanzare notevolmente in molti campi, soprattutto qui in Australia. Dalla geografia alla storia, dal sistema politico-economico agli usi e costumi popolari. L’unica cosa che non conoscevo (e la piu’ importante a mio parere) era la lingua. L’inglese australiano dovrebbe avere un capitolo a parte.

natura australiana

C’è stato un fatto o un elemento che hanno favorito la decisione di mollare tutto ?

In effetti sì anche se consiglio a nessuno di usare questa come motivazione per trasferirsi all’estero...Mi trovavo in una relazione sentimentale piuttosto burrascosa e l’idea di partire a quel tempo sembrava una soluzione, forse non la migliore, ma alla fine, anche se in modo distorto, il fine puo’ giustificare i mezzi.

Cosa rimpiangi dell’ Italia ?

Il cibo, sicuramente. A mio avviso il peggior ristorante in Italia e’ alla lunga superiore del migliore in Australia. Lo so e’ un’affermazione forte ma alla fine e’ la mia opinione. E poi me ne intendo di cucina.....

La moda, anzi piu’ che la moda la possibilita’ di trovare bei vestiti, di buona qualita’ a prezzi decenti. Qui il gusto nel vestirsi e’ molto provinciale. Anche se marche italiani e nomi contemporanei emorgono di giorno in giorno.

La cultura e la storia. In Italia sono cose che diamo per scontato. Poi quando ci si trasferisce in un paese che ha solo 200 anni di vita si rivalutano molte cose.

L’ architettura. Qui in Australia ovunque vai e’ tutto identico. Villette sparse ovunque, strade identiche l’una dalle altre. Al punto che e’ difficile orientarsi e prendere luoghi di riferimento. Anche se bisogna dire che la natura qui e di gran lunga superiore a quello che possiamo trovare da noi in Italia, l’ architettura di Dio.

Ogni quanto torni in Italia ?

Adesso sono qui da piu’ di otto anni e sono tornato una volta sola per mostrar l’Italia alla mia ex moglie. Ritornero’ a fine anno per visitare i miei genitori che poveretti son soli e hanno bisogno di veder la prole di tanto in tanto. Un peccato che non vogliano trasferirsi qui. I mille euro che ricevono di pensione farebbero molto piu’ strada qui che laggiu’. In tutta onesta’ non torno con piacere...

Hai mantenuto dei legami ?

A prescindere dalla famiglia non ho molti legami li. Gli amici che avevo sono rimasti in pochi. La maggior parte son sposati con figli e troppo indaffarati. Altri si sono trasferiti all’estero, chi in Europa, chi in America e per questo difficili da rintracciare.

Conti di tornare a viverci prima o poi ?

No.

natura australiana

Hai dei rimpianti ?

L’aver lasciato i miei genitori li alla merce’ del governo italiano ed esporsi alla delinquenza e poverta’ dell’interland napoletano. Il non aver imparato a fare la pizza.


Qual’ è stato il momento più duro dopo la partenza ?

I primi 1-2 anni qui in Australia. Molto probabilmente i piu’ difficile della mia vita. Solo, senza amici e aiuto in una terra lontana con momenti lastricati di malinconia. Li superi solo se riusci a concencentrarti sul tuo obiettivo finale.

Ed io li ho superati.

Che reazione hanno avuto parenti ed amici dopo aver saputo la tua decisione ?

Bè quando son partito tutti immaginavano che sarei tornato. Alla fine andavo in Australia come turista. Nonostante i miei sogni di immigrato nessuno mi aveva preso sul serio...Quando ho deciso di rimanere, tutti sono rimasti a bocca aperta ed increduli della mia scelta. Un grande elogio va ai miei genitori che nonostante la loro sofferenza profonda mi hanno sempre incoraggiato essendo consci che in Italia e soprattutto a Napoli non avrei avuto alcun futuro.

Cosa è cambiato in te dopo il trasferimento ?

Questa e’ una domanda troppo profonda per essere onesto. Quando decidi di emigrare all’estero impugni la piu’ grossa decisione della tua vita, per il semplice fatto che decidi di assassinare una parte di te stesso e sperare che un giorno la tua identita’ si reincarni. Devi avere a che fare con i sensi di colpa, con la paura, la pella ti si indurisce. Fai conoscenza con la solitudine e accelleri la produzione nella tua fabbrica di sogni, che poi alla fine di quest’ultimi ne hai bisogno altrimenti non si va avanti e magari ritorni indietro sui tuoi passi, il che e’ un vero e proprio suicidio...Anche la scienza ce lo insegna, infatti, quando inizi a parlare e pensare in una lingua nuova a quanto pare la tua personalita’ cambia come conseguenza. Poi ti devi adeguare alle norme sociali e culturali del pease in cui ti trasferisci, il che di per se costituisce un grossissimo cambio. Ed in Australia le norme sociali e culturali sono in equilibrio tra il perfetto e lo schizzofrenico.

Ho la sensazione che se vi aspettate una mappa esatta dei miei cambi rimarrete delusi, sicuramente la mia percezione delle cose e’ cambiata, sono un po’...come dire...un uomo di mondo ora. Un po’ piu’ vuoto, con un’identita in bilico sempre alla ricerca di un qualcosa che forse non c’e’. Un sognatore con i piedi di cemento...

 

città australiane

C’è qualche cosa che non rifaresti ?

Far soffrire alcune persone care, procrastinare le mie avventure professionali e scegliere Melbourne come mia nuova citta’ natale (Melbourne e’ una delle citta’ piu’ fredde d’Australia).

Hai legato subito con i locali o hai avuto problemi di ambientamento ?

Spero che non me ne vogliate troppo male sputando forti giudizi. Ad essere sincero ho sviluppato una leggera avversione agli australiani, diciamo che il modo in cui si comportano e’ situato sulla sponda opposta dei miei valori. Dopo otto anni e piu’ purtroppo non mi son ancora ambientato. Ci sono tantissime cose positive ed ho vergogna di me stesso quando, con solo poche righe a disposizione, mi permetto di giudicare coloro che non mi hanno giudicato ma bensi’ ospitato, abbracciato ed accettato come uno di loro. Forse la mia intolleranza e’ piu’ un risultato della mia sofferenza e ricerca interiore, una visione distorta un po’ come una miopia sociale di base psicologica dove anche le migliori lenti non riescono a focalizzare una realta’ positiva anzi serena e alla fin fine felice.

Qual’è la cosa che ami maggiormente dell'Australia ?

Data la risposta precedente e’ alquanto difficile salire in superficie per prendere ossigeno. Sicuramente le opportunita’, da quelle lavorative a quelle di benessere fisico e spirituale. Gli australiani credono nel fitness e ci sono molte associazioni che praticano il benessere spirituale. La natura terribilmente sconfinata la quale ti spiega in maniera subliminale quanto piccolo ed insignificante tu sia di fronte a essa. La diversita’ climatica, la scelta e possibilita’ di sognare sogni che veramente possono realizzarsi se ci credi davvero. La vicinanza con l’Asia un luogo dove la cultura incontra l’esotico, un abbraccio mistico che una volta provato non vuoi fermarti piu’. Ogni anno e’ mia consuetudine visitare un paese nuovo del continente asiatico. La cosa interessante poi e’, che per chi ama conoscere nuove culture non deve per forza viaggiare tanto, l’Australia e’ il paese piu’ multiculturale del mondo, nel quale puoi apprezzare centinaia di etnie con tutte le sue belle sfumature dei suoi incroci razziali. A volte ho la sensazione che il viaggiare all’estero e’ quasi superfluo quando ho tutto il mondo sotto casa....

Cosa diresti a chi è sul punto di prendere la tua stessa decisione che lo convinca a mollare tutto ?

Sii di carattere e spirito stabile, sii preparato, deciso e risoluto. Sii pronto ad abbandonare tutto. Non pensare di poter andar avanti e indietro per alleviare la sofferenza, solitudine e malinconia. Accetta la tua decisione, sii realista e fai del tuo meglio per apprezzare coloro i quali ti offrono una nuova dimora. E soprattutto sii di mentalita’ aperta e non rinchiuderti in schemi culturali appartenenti alla societa’ dalla quale sei appena scappato, io chiamo quest’ ultimo il paradosso dell’emigrante.

Che cosa hai trovato di diverso nella tua nuova vita rispetto alle aspettative con cui sei partito ?

Be’ innanzitutto bisogna chiarire una cosa l’Australia non e’ tutta lastricata d’oro. L’Australia e’ quella che tu ti crei.

Non ci sono canguri e Koala che attraversano la strada o vengono al bar per farsi accarezzare. Le donne che passeggiano non indossano perennemente un bikini mozzafiato con a fianco ragazzoni con tavola da surf sotto al braccio e fisici da atleta. Il sole non splende ovunque e la temperatura scende sotto i venti, anche sotto i dieci e da alcune parti si ferma sottozero. Non tutti quelli che vengono qua diventano ricchi nel giro di un paio d’anni e poi tornano in Italia e si accendono i sigari con banconote da cento dollari.

La gente si alza presto e va a lavoro, le persone si ammalano ed il sistema sanitario non e’ cosi celere come quello italiano (lo so difficile a crederci), i soldi si devono sudare cosiccome le amicizie...qui si puo’ stare anni senza avere la possibilita’ di creare amicizie e fraternizzare come siamo abituati noi in Italia. Voglio dire, non fatevi castelli in aria, ogni mondo e’ paese....

Pero’...e si, un pero’ c’e’.

Di lavoro e opportunita’ ce ne sono a migliaia, se vuoi, puoi lavorare 24 ore, 7 giorni su 7. Ti puoi anche ammazzare di lavoro se non stai attento.

I soldi si possono conservare eccome; se sei oculato e non sperperi facendoti tentare dal forte consumismo, sei a cavallo. Io mi considero un buon risparmiatore e ho pianificato che nel giro di 3-4 anni mi ritirero’ a vita privata in qualche isola del pacifico dove la vita viaggia piu’ lentamente ed il mare con le sue spiaggie non e’ mai troppo lontano.

Se sei appassionato di lingue estere qui ne puoi apprendere molte. Io ne ho imparate altre tre...Se ti piace lo sport, questo e’ il paradiso degli sportivi. Se ti diverti a bere (e sottolineo tanto) qui troverai tanti compagni di bevuta, uomini e donne i/le quali facilmente perdono i freni inibitori (da menzionare pero’ che in Australia il consumo di alcolici e’ un problema sociale).

Il costo della vita e’ all’incirca il 25% piu’ economico rispetto all’Italia e gli stipendi medi sono il 20% piu’ alti rispetto al belpaese.

L’istruzione non e’ purtoppo a livello dell’Italia ma la cosa positiva che le tue qualifiche conseguite in Australia paradossalmente sono riconosciute in tutto il mondo. Poi da dire che l’Australia e’ uno dei paesi piu’ sicuri, con bassissima criminalita’, non dimenticatevi che Melbourne e’ stata in passato per tre anni di seguito la citta’ piu’ vivibile al mondo. In piu’ e’ un luogo ideale dove far crescere i tuoi figli, con parchi verdissimi e tantissimo spazio...

Insomma l’Australia non e’ per tutti ma sicuramente offre a tutti una possibilita’ e, chi ne ha abbastanza del “non avere alcuna possibilita”, potrebbe sicuramente prendersi quelle soddisfazioni che, in Italia ed in molti altri peasi del mondo, non si sognerebbero mai.

L’ultimo consiglio...se un giorno decidi di trasferirti qui in questa terra ancora giovane e tutta da esplorare fallo con una visione, con un sogno, con un qualcosa che ti faccia scudo nei momenti piu’ difficili che, se hai un po’ di fortuna, magari ci ritorni davvero in Italia bruciando banconote al primo sigaro che ti si offre.

Per scrivere ad Andrea Montefusco:

andreamontefusco@hotmail.com

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