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Century 21


FARE IMPRESA NELLA REPUBBLICA DOMINICANA

29/1/2009



 

Un' idea imprenditoriare per vivere e lavorare nella Repubblica Dominicana.

repubblica dominicana

Cominciamo dal principio cercando di far capire che cosa sia mai la Repubblica Dominicana e, per usare una frase fatta, diciamo subito che è una “Repubblica delle banane” e cioè un Paese dove tutto va per conto proprio e se questo qualche volta lascia sbigottiti dà anche la possibilità di fare quello che si vuole senza dover chiedere permesso a nessuno. Non ci sono problemi con i visti di ingresso, che si compilano all’arrivo, né per il tempo che uno ci si ferma, né per il lavoro che uno intenda fare: il visto di entrata dura tre mesi e quando si esce, se si sono superati questi tre mesi si pagheranno 10 dollari per ogni mese in più oppure si va in un qualsiasi Ufficio Immigrazione e ci si fa estendere il visto, insomma non è un problema. La Repubblica Dominicana è un Paese nel quale si trova tutto, direi anche di più di quello che troviamo in Italia dal momento che è un mercato americano: ci sono supermercati e centri commerciali più grandi di quelli che troviamo qui: l’unico inconveniente è che per trovare quello che vogliamo dobbiamo andare per forza in una delle grandi città o in Capitale il che vuol dire entrare in una bolgia dantesca dove non esistono regole né di traffico (che è da svenimento) né di vita.

E’ un Paese dove il livello di criminalità è abbastanza elevato ma dove, come stranieri, si può benissimo stare tranquilli a meno che non ci si metta in giri sporchi. La penale che deve per forza pagare uno straniero è che cercano di fregarti in tutti i modi ma questo fa parte dell’anima più profonda del dominicano e quindi bisogna accettarla, con il tempo si comprende e ci si regola di conseguenza.

 

Veniamo dunque a quello che ho fatto io e che può essere fatto da qualsiasi altra persona anche se la prima cosa che verrà da dire, quando avrete letto quello che segue, sarà: io non posso farlo perché di questo non ne so nulla! Ed è vero, o almeno è vero fintantoché non si impara perché ad imparare quello che so io ci possono arrivare tutti, magari non diventeranno dei mostri di bravura però quello che impareranno sarà più che sufficiente.

La cosa più importante dunque è essere convinti del progetto, il resto si risolve.

Apro e chiudo subito una parentesi per dire che cosa ho fatto io in questi ultimi trent’anni: io sono un giornalista però, per fortuna e per scelta, non lavoro nella carta stampata: il mio lavoro è sempre stato fare documentari in giro per il mondo. Posto che mi consideravano anche bravino ho sempre lavorato, attraverso una mia Agenzia per parecchie Televisioni sparpagliate per il globo inclusa Rai e Canale 5: questo per dire che io ho sempre lavorato come professionista e quindi quando parlo di documentari so quello che dico.


Che fare?

 

Escludiamo immediatamente la possibilità di andare a lavorare alle dipendenze di qualche Società dominicana anche se di proprietà straniera e questo perché il tipo di lavoro che potremmo proporre certamente lo può fare anche un dominicano a costi estremamente più bassi di quanto costeremmo noi: dobbiamo dunque pensare di metterci in proprio il che significa individuare una nicchia di mercato da occupare: eliminiamo anche l’idea di aprire un bar o un ristorante, ce ne sono una infinità ed è una guerra a catturare i pochi turisti che escono dagli Hotel che, al 99% sono IT e cioè “tutto compreso”, la chiave è dunque non quella di aspettare che il turista venga da noi ma andare noi da lui il che vuol dire che può funzionare e dare garanzie nel tempo solo quello che viene fatto dentro un Hotel o che in qualche modo sia agganciato ad un Hotel; dobbiamo dunque vedere che cosa già esiste dentro un Hotel e farci venire qualche idea nuova: se consideriamo quello che già esiste ci rendiamo conto che tutti offrono le stesse cose e cioè: negozio di souvenir, magari un piccolo supermercato, il parrucchiere, il fotografo, il centro massaggi, abbigliamento, il centro Internet: direi che queste sono le cose che si trovano in ogni Hotel e quindi, se già ci sono, il discorso è chiuso.

Altro elemento fondamentale attorno al quale gravita il mondo del turismo sono le escursioni: ogni Hotel offre un sacco di cose: cavalli, corse in motolancia, visite alla Capitale, jeep safari, giro in elicottero, moto a quattro ruote, biciclette, ecc. Anche qui, a prima vista, gli spazi sono già occupati: potrebbe esserci qualcos'altro da fare ma richiederebbe grossi investimenti.

Un discorso a parte meritano i sub perché per andare sott’acqua e non restarci per sempre bisogna essere dei professionisti ma anche qui gli spazi sono già occupati: tutti gli Hotel hanno la loro scuola e quelli che non ce l’hanno è proprio perché le Direzioni degli Hotel non la vogliono dentro la loro area e, come se non bastasse, fuori degli Hotel ce ne sono in abbondanza: qualcuna funziona e molte agonizzano.

La conclusione non lascia davvero molte speranze a meno che, lo ripeto, il nostro “emigrante” non sia un piccolo genio che, conoscendo bene la realtà e avendo una bella fantasia, scopre alcune nicchie non ancora occupate o che le scopra, come me, per caso.


Prima di parlare di quello che io ho scoperto come possibilità di lavoro in Repubblica Dominicana facciamo ancora un passo indietro e mettiamo dei paletti o meglio, stabiliamo quali siano le condizioni fondamentali per poter prendere in considerazione il “mollo tutto e me ne vado”.

Per affrontare questo cambio radicale di vita si devono sommare alcune condizioni fondamentali, vediamole anche se non le ho messe in ordine di importanza perché, in realtà, sono tutte importanti:


1- la prima è avere la possibilità reale di andarsene senza dover ritornare in Italia, per una ragione o per un’altra, ogni mese: se non si è soli ma si ha una compagna o un compagno è essenziale che anche lei o lui siano d’accordo in tutto, se così non fosse diventerebbe un peso insopportabile che farebbe naufragare il progetto: se si hanno dei figli piccoli è un problema perché le scuole, a parte conoscere la lingua, sono un disastro totale a meno che non si sia disposti a far loro perdere un anno durante il quale impareranno la lingua e poi metterli in una scuola privata che, comunque, è appena appena decente ;


2- la seconda è avere la capacità di rendersi conto che si è capaci di svolgere un qualsiasi lavoro anche se può apparire strano o fuori della norma: quello che non si sa lo si può sempre imparare, in nessun caso si tratterà di andare a dirigere una centrale nucleare o un centro spaziale;


3- la terza è disporre di un capitale che ci permetta di finanziare non solo il viaggio ma anche la permanenza finchè il progetto non entra a regime e, in più, finanziare il progetto stesso;


4- la quarta è non spaventarsi se non si conosce la lingua: lo spagnolo è facile solo se si è convinti che sia facile: è preferibile sparare bestialità che stare zitti, ci faremo capire in ogni caso;


5- la quinta è accettare di vivere, almeno per un certo tempo, in un luogo che magari non ci piace: anche questo sarà un pegno da pagare perché quello che conta prima di tutto sarà dedicarsi a mettere a regime il lavoro e poi si cercherà il luogo che ci incanta;


6- la sesta è che bisogna accettare l’idea che, qualunque cosa si stia cercando di portare avanti ci vorrà del tempo solo per organizzarsi.


Io ho sperimentato personalmente un lavoro e ho dimostrato che non solo era fattibile ma che rendeva anche denaro, un po’ per merito mio e un po’ perché quello che facevo io non lo faceva nessuno. Io ho avuto la fortuna di poter fare un lavoro che era proprio il mio ma questo è un caso estremamente raro e, in più, l’esperimento da me fatto voleva proprio essere un esperimento dal momento che potevo prendermi al massimo due mesi di vacanza ma non certo di più visti i legami che avevo e ancora ho con l’Italia. Io spiegherò, fin nei dettagli, di che cosa si è trattato e a darò tutte le informazioni necessarie anche se una cosa è scrivere e altra sarebbe parlarne a voce, comunque quello che spiego servirà almeno come traccia: è una attività nell’ambito del turismo e cioè i clienti sono i turisti degli Hotel e il lavoro si svolge dentro un Hotel quindi in un ambiente “protetto” e con una clientela enorme.


Il lavoro che ho sperimentato io non lo si può fare da soli, bisogna almeno essere in due e, meglio ancora, in tre o quattro, che sia il fidanzato, la fidanzata, la moglie, il marito, o il socio, poco importa. Creare un piccolo gruppo significa anche dividere l’impegno finanziario e permetterci di lavorare con più tranquillità, il che significa, per esempio, dedicare più tempo alla scelta degli Hotel. Scegliere l’Hotel giusto, specie nella prima fase, è essenziale e non è proprio tanto facile perché si devono verificare alcune condizioni fondamentali, per esempio l’Hotel deve essere in un’area dove sia possibile trovare, nelle vicinanze, un appartamento dove vivere e che questo sia a costi accettabili, sembra una sciocchezza e invece è una delle cose più difficili da risolvere e l’Hotel stesso deve avere alcune caratteristiche fondamentali a cominciare dall’area geografica da cui vengono gli ospiti: senza alcun dubbio è da preferire un Hotel dove tutti gli ospiti sono italiani o spagnoli che un Hotel dove si parlano 5 lingue.

Alcuni Hotel, prima di poter dare il loro consenso a che si cominci un lavoro dentro la propria area devono chiedere l’autorizzazione alla Casa madre che magari sta in Spagna o in America e questo richiede tempi di solito lunghi. Insomma tutto questo per dire che se non si vuole correre inutili rischi è meglio perdere un po’ di tempo prima che pentirsi poi.


Il mio esperimento


Quello che segue è nato da una mia esperienza in Repubblica Dominicana dove stavo realizzando, per conto di alcune Compagnie, i “promotianals” (praticamente dei clip video) di alcuni Hotel. Mentre stavo realizzando le riprese e dovendo seguire i turisti non solo dentro gli Hotel ma anche nelle loro escursioni ho conosciuto alcuni dominicani che, telecamera alla mano, seguivano i turisti, filmavano tutto e prendevano le “ordinazioni” di quanti, fra quei turisti, volevano comperare il filmato dell’escursione: la cassetta relativa veniva poi consegnata il giorno dopo e ogni cassetta veniva pagata dai 40 ai 60 dollari.

La curiosità era d’obbligo dal momento che si trattava di qualche cosa che aveva a che fare proprio con il mio mestiere. Qualche dubbio sulla qualità mi aveva già assalito nel vedere come lavoravano gli operatori che, avessero lavorato per me, li avrei presi a calci immediatamente e in più non avevo proprio idea che razza di mago avesse mai potuto metterci poi le mani per trasformare con il montaggio quelle che io ero sicuro fossero delle schifezze in qualche cosa di decente. Ebbene dopo aver dato un’occhiata ad una di queste VHS comperate da un turista ed essere riuscito a stento a non svenire ho capito due cose fondamentali: la prima era che questi banditi approfittavano del fatto che i clienti si sarebbero accorti della schifezza che avevano comperato solo a casa e la seconda, ben più importante, era la quantità di clienti che comperavano le cassette.

Con il senno del poi ho capito che faceva tutto parte di una logica elementare e che non c’era proprio da scandalizzarsi, l’unico scandalo era la “ciufeca”, avrebbe detto Totò, che i turisti si portavano a casa; cerchiamo ora di analizzare per bene la cosa e vediamo se ci possiamo entrare in qualche modo ponendoci subito una precisa domanda e cioè: "quale sarebbe la risposta da parte dei turisti presenti in un Hotel se io mettessi in vendita un vero documentario di quaranta o cinquanta minuti che rappresentasse tutto quello che fà e vede il nostro turista durante la sua permanenza in quell’Hotel: un documentario fatto da professionisti, con musiche e commento; un documentario che, in una parola, rappresentasse, fin nei dettagli, la vacanza del nostro turista, che fosse dunque un vero ricordo e, una volta tornati a casa, da mostrare a parenti e amici”?


Insomma esisteva davvero un mercato che non ha proprio alcuna “necessità” di comperare il mio prodotto ma che avrebbe tanta voglia di comperarlo? Se ci poniamo questa domanda riferendoci alle centinaia e centinaia di turisti che si trovano ogni mese dentro un Hotel dei Caraibi non c’è dubbio che, in questa precisa circostanza, le spinte emotive siano quelle che regolano le scelte: dunque per poter valutare seriamente questo progetto bisogna assolutamente calarsi in questa specifica realtà: il particolare momento che sta vivendo un turista, o, meglio ancora, una coppia di turisti nel momento della loro tanto sognata vacanza e, nel caso specifico, mi rivolgo al turista “tutto compreso”, quel turista cioè che compera un “pacchetto” che comprende viaggio e permanenza in un ben specifico Hotel, che ha quindi disponibilità economica e che destina poi una certa cifra da dividere, nel corso della sua vacanza, tra due sole cose: escursioni e souvenirs.

La scelta del turista “tutto compreso” è fondamentale per due motivi: il primo è che questo turista appartiene alla fascia “media”, quella fascia cioè poco avventurosa che preferisce una vacanza totalmente pianificata e senza sorprese e la più importante, è che questo turista passerà tutta la vacanza dentro l’Hotel salvo le escursioni.

In sostanza io ho, da questo particolare tipo di turista due vantaggi: è il più sensibile al desiderio di portarsi a casa un più che desiderato ricordo e passerà tutto il suo tempo dentro l’Hotel dove tutta la sua permanenza è rigorosamente programmata facilitando enormemente il mio lavoro, in più parteciperà ad alcune escursioni che rappresentano per lui la ciliegina sulla torta e per me un’ulteriore opportunità di poter far leva sulle “emozioni”.

In sostanza si trattava di capire se era possibile realizzare un documentario che dedicasse solo pochissimi minuti alla storia e alle immagini generiche della Repubblica Dominicana e tutto il resto del tempo fosse invece dedicato all’Hotel (la struttura, le camere, i giardini, la piscina, i ristoranti, i bar, le lezioni di ballo, la scuola sub, il dolce far niente in spiaggia, i giochi con gli animatori, gli sport in spiaggia e in mare, i quattro passi tra i negozi, la cena, gli spettacoli al teatro, il dopocena al bar, la discoteca e infine la chiusura). Questo, a mio avviso, doveva essere il documentario “base”; una volta realizzato questo documentario “base” avrei avuto una serie di opzioni, vediamo quali:

- prima opzione: non fare nient’altro se non vendere le copie in DVD di questo documentario;

- seconda opzione: ogni giorno avrei potuto seguire una escursione, filmare tutto quello che accadeva e una volta rientrato all’Hotel potevo sedermi al computer e montare quello che avevo girato facendone un “mini documentario” di una quindicina di minuti; una volta montato lo avrei inserito nel documentario “base” e lo avrei proposto a quanti avevano partecipato a quella escursione e quindi avrei fatto solo le copie che mi erano state richieste;

- terza opzione: ogni giorno avrei potuto andare in spiaggia e filmare uno dei giochi che vengono proposti dagli animatori: anche in questo caso avrei poi montato il tutto e inserito nel documentario “base” e lo avrei proposto a quanti avevano partecipato a quel gioco: anche in questo caso avrei fatto solo le copie richieste.


Considerando quante escursioni partono ogni giorno da un Hotel e quante cose accadono in spiaggia mi sarebbero occorsi parecchi operatori, parecchie telecamere e parecchi computer per i montaggi ma quanti DVD (non più cassette) avrei potuto vendere anche a solo 25 o 30 €uro? Comunque il numero di operatori e computer dipendeva da quanto avrei voluto guadagnare e comunque le cose le avrei anche potute fare un po’ alla volta: l’importante, in quel momento, era capire se il progetto poteva funzionare.

A questo punto, senza perdere tempo a raccontare tutti i calcoli che ho fatto “prima” di fare l’esperimento, racconto quello che ho raggiunto “con” l’esperimento.


Vediamo, prima di tutto, l’ambiente nel quale ho fatto il mio esperimento: l’Hotel Gran Dominicus in Bayahibe che appartiene al Tour Operator “Ventaglio”: l’Hotel ha 440 camere e un tour over di 10 giorni con un’occupazione media dell’80%: che cosa vuol dire tutto questo?

Un Hotel che ha 440 camere ma una occupazione dell’80% è come se considerassimo questo Hotel con 352 camere sempre occupate: il tour over è di 10 giorni il che significa che ogni dieci giorni c’è il cambio totale dei turisti e quindi questo Hotel ha, mensilmente, 352 x 3 = 1.056 nuovi clienti (dal momento che noi consideriamo una camera uguale a un cliente indipendentemente da quante persone sia occupata): per concludere noi abbiamo ogni mese 1.056 “possibili clienti”: durante i primi due mesi io ho realizzato il documentario “base” e ho venduto mediamente ogni mese 190 DVD, praticamente una media pari al 18% sul totale mensile dei clienti con un prezzo di vendita fissato in 25 €uro quindi nei primi due mesi ho incassato mensilmente 4.750 €uro. Nei primi 2 mesi ho avuto un costo medio (tra materiali di consumo e gestione) di 750 usd al mese: questi 750 usd al mese si riferiscono ad acquisto dei DVD più tutte le altre spese accessorie (alloggio, pasti, trasporti, materiali di consumo ecc.), resta escluso lo stipendio alle due persone che vi hanno lavorato: io, per le riprese e i montaggi, e una mia amica per tutto il resto.


Nelle ultime due settimane ho apportato la variante e cioè la “personalizzazione delle escursioni” il che vuol dire che il nostro documentario veniva aggiornato quotidianamente in modo che ogni giorno era posto in vendita un documentario nel quale un certo numero di ospiti ne erano praticamente i protagonisti e questo è stato ottenuto seguendo ogni giorno una delle escursioni. Poichè l’escursione dura praticamente una intera giornata (dalle 8,30 del mattino fino alle 16.30 del pomeriggio) al rientro avevo il tempo per montare un piccolo documentario di una ventina di minuti cosicché chi aveva partecipato a quella escursione si poteva vedere una infinità di volte: il tutto poi veniva inserito nel documentario “base”, quindi un documentario nel documentario: al rientro dall’escursione e durante il montaggio, e com’era prevedibile, il mio Punto Video (scrivania con computer protetto da un tetto di paglia in un angolo del giardino concessomi dall’Hotel) era circondato dai partecipanti all’escursione curiosi di vedersi.

Questa variante ha ovviamente offerto il massimo e quindi un bel po’ di clienti si comperavano il documentario con l’escursione alla quale avevano partecipato e le vendite sono passate da 45 a 60 a settimana e cioè a 240 come proiezione mensile. Vale la pena ricordare che dall’Hotel partono ogni giorno 6 escursioni mentre ne ho seguita solo una (Pub Bus) alla quale partecipano giornalmente 16 coppie.

In queste due ultime settimane abbiamo dunque venduto per un totale di 120 DVD per un totale di 3.000 €uro che fanno 6.000 €uro come proiezione mensile.


A questo punto avevamo capito una cosa fondamentale e cioè che avevamo la possibilità di comprendere, con ragionevole sicurezza, quanti DVD avremmo potuto vendere mensilmente infatti una escursione, alla quale partecipano giornalmente 15 coppie, ci portava una vendita media giornaliera di 5 DVD, il che vuol dire il 33% dei partecipanti. Ora se calcoliamo che dall'Hotel partono quotidianamente 6 escursioni per un totale medio di 60 coppie vuol dire che avremmo la possibilità di vendere il 33% di 60 e cioè approssimativamente 20 DVD al giorno il che equivale ad incassare 500 €uro al giorno che equivale, sempre mediamente, a 15.000 €uro al mese e se anche togliamo i costi degli operatori e dei DVD in bianco è pur sempre una cifra spaventosa perché stiamo parlando di un solo Hotel.


Il nostro esperimento al Gran Dominicus si è fermato qui per una serie di ragioni: la prima era che da più di due mesi stavano aspettando me e le apparecchiature in Italia, la seconda è stata una litigata con il Direttore dell’Hotel che voleva a tutti i costi che io inserissi nel documentario cose che nulla avevano a che vedere con i turisti ma solo come “immagine” dell’Hotel e la terza è che il Gran Dominicus è stato venduto ad una Compagnia Spagnola. Resta il fatto che il mio esperimento era terminato e mi ero tolto una bella soddisfazione e del resto in Repubblica Dominicana ci sono più di 100 altri Hotel e se avessi voluto continuare il mio progetto ne avrei certamente trovato un altro.


A questo punto resta da fare un elenco delle cose necessarie per cominciare, quindi il minimo investimento necessario che permetta di arrivare ad un prodotto finito e vendibile.





Elenco materiali necessari per la messa a regime della prima fase


Questi sono le spese vive e i materiali tecnici necessari per registrare, montare, sonorizzare, stampare i DVD e preparare le copertine dei box e le etichette dei DVD, quindi un prodotto pronto alla vendita.


- 1 telecamera Sony HDR FX1E 2.450 € (ottima qualità e in Alta Definizione)

- 1 grand’angolo per Sony HDR FX1E 200 € (indispensabile)

- 1 batterie ricambio per Sony HDR FX1E 40€

- 1 computer completo per montaggio Pentium 4, scheda madre Asus 4P4 (o equivalente),

2 Ghz Ram, scheda video GForce (o equivalente), 2 HD da 200 Ghz 1 HD 60 Ghz,

Scheda Fast Trak, Scheda Audigy, 2 masterizzatori DVD, masterizzatore CD, monitor

2.000 €

- stampante Canon per CD/DVD 270 €

- 50 DV 60’

- 200 DVD in bianco con Box

- 100 CD in bianco con Box

- 1 lettore DVD da banco 80 €

- 1 lettore DVD portatile 100 €

- 1 monitor per visione 300 €

- auto usata 5.000 € (indispensabile)

- allestimento Punto Video 300 €

- affitto appartamento 3 mesi 1.200 €

- stipendio 1 mese 1 operatore 200 €

- varie 2.600 €


______________________________

TOTALE INVESTIMENTO 14.740 €



Programmi necessari


- programma Nero per copertine ed etichette DVD, Video CD, Audio CD

- programma Pinnacle Studio 9 per il montaggio video

- programma Canopus per conversione da PAL (standard Europeo) a NTSC (standard

americano)

- programma Tag Scanner --

- programma CD Check --

- programma GSpot Codec Infomation --

- programma DVD Decripter 3.2.3.0 --

- programma Elecard MPEG 2 Decoder 2.1 --

- programma DVD Shrink 3.1.7 –


Naturalmente ho anche il commento e sono disponibile a farne copia.


Io ho ipotizzato, per la messa a regime della prima fase del progetto, tre mesi che devono essere spesi:

-. ricerca e chiusura degli accordi con il primo Hotel:

-. allestimento del Punto Video all’interno dell’Hotel:

-. acquisto delle apparecchiature necessarie: il mercato dominicano è in pratica una

estensione del mercato americano e quindi non c’è alcuna difficoltà a reperire quanto

necessario tranne la telecamera che deve essere in standard PAL quindi comperata in Italia;

-. addestramento di una persona in qualità di operatore;

-. realizzazione del documentario base dell' Hotel:

-. preparazione delle copertine ed etichette dei DVD;

-. logistica e varie.


Sono certo che, chi legge, avrà certamente pensato: “bello, ma lo può fare chi sa fare documentari e lavora già in questo settore”! Non c’è dubbio che se uno già lavora nel video non ha alcun problema comunque a lavorare con telecamera e computer possono imparare tutti ed è molto più facile di quanto si possa immaginare, il che significa:


1. bisogna imparare a fare delle riprese decenti e questo si impara facilmente ricordandosi che la cosa più importante non è quello che si deve fare ma quello che NON si deve fare: quando le riprese sono fatte senza traballamenti, con movimenti lenti e senza utilizzare lo zoom saranno sempre tutte utilizzabili da chi farà il montaggio.


2. bisogna poi imparare a montare il che vuol dire imparare tre cose: la prima è l’uso del programma al computer, la seconda è mettere in successione le immagini in forma logica senza cambi di quadro che siano un pugno in un occhio per chi guarda e la terza è imparare quanto tempo un’immagine debba rimanere prima di essere tagliata. Per metterci sotto le basi parlate e le musiche basta saper adoperare il programma.


3. l’ultima cosa riguarda le copie in DVD, le etichette e le copertine dei box: il tutto si fa imparando ad usare i programmi al computer.


La chiave di volta sta dunque sulla capacità di realizzare documentari in video: ma in questo caso si sfruttano una serie di favorevoli circostanze:


- la prima è che io posso mettere a disposizione il documentario che ho fatto al Gran Dominicus: in questo caso la realizzazione di un documentario su un altro Hotel è estremamente facile perché sarà sufficiente inserire nel computer il mio documentario, visionare le immagini che si riferiscono alla struttura dell’Hotel, andare in un altro Hotel e girare più o meno le stesse scene, ritornare al computer, togliere dal mio documentario le immagini del Gran Dominicus e sostituirle con quelle del nuovo Hotel: lo stesso si fa con le immagini della spiaggia, del ristorante, del teatro ecc., tutto il resto si lascia com’è e quando si vuole realizzare un nuovo Hotel si ricomincia. Il mio documentario è stato studiato e realizzato proprio per essere “esportabile” tant’è che, nel commento, non si nomina mai il nome dell’Hotel e quindi il commento stesso va bene per qualsiasi Hotel.


- La seconda è che io sono disponibile ad insegnare sia a fare le riprese sia ad adoperare i programmi per montare e duplicare.


Vediamo se con uno schema la cosa è ancora più comprensibile e riesco a dimostrarne la facilità.


Il mio documentario sul Gran Domimicis è come un libro con alcuni capitoli:


cap. 1 - Introduzione (una ragazza che cammina sul lungomare) - questa resta;

cap. 2 - Storia del viaggio di Colombo (traccia che cammina da Palos alla Rep. Dom.) - questa

resta;

cap. 3 - Storia della Rep. Dom. (immagini generiche riprese in tutta l'isola) - questa resta;

cap. 4 - L'Hotel Gran Dominicus (palazzine, giardini, viali, il bar centrale, il teatro, la piscina) –

questa partte, composta da 15 scene, viene tolta e, al posto delle 15 scene, ci andranno più o

meno 15 scene di un altro Hotel che mostreranno più o meno le stesse cose;

cap. 5 - La spiaggia del Gran Dominicus (gente che prende il sole, che si spalma la crema, che

chiacchiera seduta sulle sdraio, che passeggia sul lungomare ecc.) questa parte composta da

15 scene viene tolta e sostituita con altre 15 o più scene girate nel nuovo Hotel;

cap. 6 - Giochi con gli animatori: anche queste vengono tolte e sostituite;

cap. 7 - Gli sports (bocce, freccette, vela, bananone, sci d’acqua, moto d’acqua, windsurf ecc.):

anche queste vengono tolte e sostituite

cap. 8 - Gara di canoa: anche questa viene tolta e sostituita con altra gara di canoa o con un'altra

gara;

cap. 9 - Animatori che insegnano il merengue in spiaggia: anche questa viene tolta e sostituita o

tolta e basta:

cap. 10 - La cena al ristorante: anche questa viene tolta e sostituita;

cap. 11 - Gli spettacoli al teatro: anche questa viene tolta e sostituita;

cap. 12 - Dopo cena, quattro passi tra i negozi: tolta e sostituita se ci sono negozi dentro l'Hotel

altrimenti viene tolta e basta;

cap. 13 - Dopocena al bar: tolta e sostituita;

cap. 14 - conclusione: questa resta.


Ognuno di questi capitoli ha il suo commento che non fa alcun riferimento ad uno specifico Hotel e quindi può essere adoperato per quanti Hotel si desideri: se un capitolo viene tolto e non sostituito allora si toglierà anche il relativo commento. Insomma per fare un nuovo documentario è sufficiente riuscire a fare delle riprese più o meno uguali a quelle che sono nel mio e conoscere il programma per montare.


Che tipo di accordo bisogna fare con l'Hotel?


L'accordo deve prevedere la possibilità di avere un angolino da qualche parte dove metteremo un televisore, un lettore DVD e il nostro computer per il montaggio: questo sarà il nostro ufficio e dove verranno gli ospiti dell'Hotel per vedere il nostro documentario, per comperare e dove noi lavoreremo; deve inoltre prevedere uno speciale accordo per l'utilizzo del ristorante e del bar ed eventualmente dei trasporti, altro accordo deve prevedere che cosa vuole l'Hotel in cambio: potrebbe essere un affitto, che deve essere ovviamente basso perché non si tratta di un negozio oppure una percentuale sul venduto, ma basso anche questo perché in fin dei conti si tratta di una bella pubblicità per l'Hotel stesso. Insomma ci sono un po' di cosette da sistemare e una volta sistemate si può cominciare.



Vediamo se riesco a spiegare come vedo io la cosa e stabiliamo subito quali sono i ruoli e l’importanza che le persone hanno in questo lavoro:


- la persona più importante è quella che deve andare a parlare con i Direttori degli Hotel: quindi prima di tutto deve o parlare spagnolo o farsi accompagnare da qualcuno che lo parli e che faccia da interprete; se la persona che va a parlare è una donna ha già dei punti in più! L’argomento può essere affrontato in due modi: il primo è spiegare esattamente che cosa si vuole fare (magari mostrando un pezzetto di un documentario relativo ad un altro Hotel, il secondo è prendere la cosa alla larga e cioè spiegare che si sta realizzando un documentario sull’offerta turistica della Repubblica Dominicana e quindi si ha bisogno di alcune scene anche di quell’Hotel e di conseguenza il permesso per girarle: quando si ha questa autorizzazione si girano tutte le scene che ci servono e poi si ritorna dal Direttore per dirgli: “ma lo sa che ha proprio un bell’Hotel? E’ tanto bello che mentre giravamo ci è venuta un’idea che ci piacerebbe discutere con Lei, perché non facciamo un bel documentario “solo” di questo Hotel e lo offriamo in vendita ai suoi ospiti che se lo portino a casa come ricordo? sarebbe una bella promozione anche per l’Hotel e in più non le costerebbe neanche un cent perché lo finanziamo noi, anzi, le dirò la verità, l’abbiamo già fatto e se mi concede un minutino glielo mostro: naturalmente con più tempo a disposizione lo facciamo ancora meglio……..” .

Questa è una tecnica che accelera i tempi perché quando si chiede di girare solo alcune scene è ben difficile che ti dicano di no e tu li freghi in seconda battuta. Se poi il documentario piace allora ci si mette d’accordo sui termini. Per avere un appuntamento con i Direttori o ci si presenta direttamente all’Hotel o si telefona fissando un appuntamento spacciandosi per un PR di una Società Italiana di Programmi Televisivi tanto nessuno potrà mai controllare se è vero o no.


- l’altra persona importante è quello che monta le riprese e cioè sa usare bene il programma al computer, cosa che, del resto, possono imparare tutti e chi monta può anche essere lo stesso che cura le Relazioni Pubbliche;


- viene poi quello che deve fare le riprese e qui si può dire di tutto e di più ma se prima di cominciare si guarda il mio documentario e ci si fa un elenco delle cose da filmare (magari proprio scena per scena), in tre o quattro giorni si gira tutto e visto che si può montare immediatamente ci si rende conto se manca qualcosa o alcune scene bisogna girarle di nuovo. L’operatore è di importanza vitale e perché lo capisca bene faccio un esempio: se l’operatore va in spiaggia e chiede ad un paio di coppie se gli fanno la cortesia di camminare sul lungomare perché a lui serve questa scena da inserire sul documentario state certi che queste coppie gli chiederanno come possono fare per vedere quelle scene e così lui le inviterà a venire a vedersi durante il montaggio o che vengano quando vogliono al Punto Video e se vengono il DVD è venduto! se questa manfrina la ripete sei o sette volte è certo che molti di questi compreranno il DVD. Se poi ad organizzare un gruppetto di ospiti è uno degli animatori ci penserà lui a fare la dovuta propaganda e a far comperare il DVD.



Cominciamo con il dividere gli argomenti:

1- come risolvere il problema di far diventare, uno che non sa nulla di video, in un esperto nel settore.

2- elenco delle aree con concentrazione alberghiera e individuazione delle aree migliori.

3- tempi e metodi per sviluppare il progetto.


1 – Per trasformare una persona che non sa nulla di video in un esperto in materia non c’è, ovviamente, che trovare qualcuno che insegni e questo suppone, oltre alla persona, avere anche le tre cose che servono e cioè una telecamera, un computer per i montaggi e i programmi.


a. il computer: per imparare è sufficiente un computer qualsiasi che però abbia un processore Pentium 4 o equivalente il che vuol dire un processore veloce; poi serve una scheda video ATI o GForce 128 o 256 (quindi anche questa deve essere veloce nel trasferimento dei dati); il Disco Rigido deve avere una capacità di almeno 40 GB ma sarebbe molto meglio che ci fossero 2 Hard Disk e questo perché in uno deve girare il programma e nell’altro il video, comunque per imparare si può fare anche con uno solo; deve esserci l’audio per poter ascoltare musiche e commenti. Deve poi esserci anche il masterizzatore DVD.

E’ chiaro che un computer di questo tipo, nel momento in cui si comincia a lavorare “sul serio” avrà bisogno di essere “aumentato” e cioè serviranno altri 2 Dard Disk di 250 GB ciascuno e magari una scheda che li piloti separatamente (scheda FastTrak) e molta RAM.


b. la telecamera: per imparare va bene una telecamera qualsiasi che sia però DV cioè Digitale (oggi sono tutte DV), anche di bassissimo costo, l’importante è che funzioni e che abbia l’uscita DV per poterci collegare il cavo per scaricare quello che si è girato nel computer, se non la si ha allora bisogna trovare un amico che ce la presta. Serve poi il cavo Firewire, cioè quel cavo che collega la telecamera al computer.


c. i programmi: questi li ho io.


d. la persona che insegna: qui ci sono alcune strade: la prima è che vi insegni io, e sono disponibile a farlo purchè, visto che io abito a Treviso, voi non stiate in Sardegna; la seconda è cercare un operatore/montatore che venga da voi per una settimana di fila e vi insegni (e, anche se sarà un costo, questo si può fare); la terza è trovare un operatore/montatore e ve lo portiate dietro in modo che il documentario lo faccia lui e nel frattempo voi imparate, il che significa che dovrà restare fuori più o meno tre settimane (e anche questo si può fare, anche se è un costo certamente più pesante); l’ultima è che nel progetto entri qualcuno che sia già un esperto in video e allora si preoccuperà lui di realizzare i documentari e piano piano addestrerà anche gli altri: qui dipende da voi o trovate qualcuno disposto a mettere la sua quota e in più essere anche quello che lavora o non gli fate pagare una lira e gli offrite una quota della Società a cambio del lavoro che farà per mettere in piedi tutta la baracca. Queste sono le regole del mercato e a far scegliere una strada o un’altra sono sempre le convenienze che se ne hanno.



2. Vediamo ora quali sono le aree geografiche con insediamenti turistici e, tra queste, quali siano le migliori per il progetto.


Le aree della costa sud nelle quali si trovano concentrazioni di Hotel sono:

Boca Chica, Juan Dolio, Bayahibe, Punta Cana Bavaro, Cabeza de Toro, Uvero Alto.


Le aree della costa nord sono:

Puerto Plata, Cabarete, San Juan, Samanà.


Nella costa sud le aree sulle quali concentrare l’attenzione sono: a. Uvero Alto, b. Cabeza de Toro, c. Bayahibe.


a. Uvero Alto: si trova a circa 60 chilometri dall’aeroporto di Punta Cana e a circa 100 da quello della Romana; l’area si trova alla fine di una strada di circa 10 chilometri, sterrata. Qui non c’è praticamente nulla se non tre Hotel: il SIRENIS COCOTAL BEACH RSORT con 427 camere, il SIRENIS TROPICAL BEACH RESORT con 389 camere, quindi complessivamente con 840 camere. E’ un hotel molto bello, di proprietà spagnola e la responsabile delle Relazioni Pubbliche era (non so ora) una italiana e si chiamava Francesca Lombardo.

A meno di un chilometro c’è il terzo Hotel, il SECRET EXCELLENCE con 446 suite. Anche questo è un Hotel a 5 stelle, di proprietà americana e quindi lussuoso e un po’ kich.


Nelle vicinanze non c’è nulla tranne una specie di bar dove si può anche mangiare dominicano e che affitta anche delle stanze (stile dominicano): in totale ne ha 4 e, quando ci sono stato io una stanza costava 100 dollari al mese.

Quest’ area comunque resta particolarmente interessante anche se può creare problemi per l’alloggio a meno che non si sia disposti a trasferte piuttosto lunghine. L’area è dentro il campo dei cellulari.


b. Cabeza de Toro: a circa 20/25 chilometri dall’aeroporto Punta Cana: anche qui la strada finisce sul mare; ci sono tre Hotel: il NATURA PARK con 500 camere, l’OCCIDENTAL ALLEGRO con altre 500 e il CATALONIA che deve averne altre 500 o 700. Qui c’è un Residence di un italiano (sig. De Icco) e si possono affittare appartamenti molto belli con costi, a secondo della grandezza, dai 450 ai …… (non so). Dal Residence si possono raggiungere gli Hotel a piedi. Anche quest’area è coperta dal segnale per i cellulari.

 

c. Punta Cana Bavaro: qui ci sono un sacco di Hotel, appartamenti, ristoranti ecc. ecc. è un’area che conosco e sulla quale sarebbe troppo lungo scrivere, comunque gli Hotel sono più di una ventina.


d. Bayahibe: qui ci sarebbe molto da dire perché in quest’area ci sono 5 Hotel: il CANOA con 550 camere, il GRAN DOMINICUS con 440, l’HACIENDA DOMINICUS con 400, il VIVA WINDHAM DOMINICUS con 1.000 e il CASA DEL MAR con 550.

Qui si trovano appartamenti da affittare e supermercati ed è un bel posto dove si può vivere, però è pieno di italiani che ci hanno costruito la casa quindi è come stare in Italia. Io, oltre ad avere fatto il mio esperimento proprio al Gran Dominicus, ho, prima di andarmene, parlato con il Direttore del Casa del Mar, si chiama Hernandez ed è un boliviano estremamente gentile: quando gli ho spiegato il mio progetto mi ha detto che era perfettamente d’accordo però avrei dovuto aspettare alcuni mesi perché scadesse il contratto che l’Hotel aveva con il fotografo: in questo contratto c’era dentro anche il video che però il fotografo non aveva mai fatto e quindi lui avrebbe aspettato la scadenza per rinnovare il contratto con il fotografo senza il video e l’avrebbe passato a me. C’è poi da dire che al Viva Windham Dominicus c’è un Haitiano che segue le escursioni ma su questo ci sarebbe da scrivere un romanzo e quindi mi fermo qui.

Bayahibe dunque “potrebbe” essere interessante ma io la lascerei da parte, almeno per il momento.


Costa Nord


L’area più interessante è Samanà e precisamente a Las Terrenas: qui ci sono alcuni piccoli Hotel (da 150 a 200 camere) più altri piccolissimi da 10/15 camere, è un bel paese e si trova di tutto comprese case e appartamenti da prendere in affitto. Gli Hotel più grandi sono il VIVA WINDHAM SAMANA’ con 200 camere e il PORTILLO con 150. Io conosco il Portillo perché tanti anni fa ci ho fatto un documentario.

Di quest’area devo dire che è la più bella di tutta la Repubblica Dominicana e ci si può vivere benissimo, l’unico difetto è che l’aeroporto più vicino è a Porto Plata e cioè a 3/4 ore di pulman: l’ultima volta che ci sono stato io ho alloggiato al “Papagayo” che è gestito da un italiano sposato con una francese, sono giovani e l’alberghino fa il BeB, ha 12 camere molto carine e seminate in un giardino ben curato e spendevo 12 dollari al giorno. Questo paesino ha un’anima dominicana ma anche internazionale con parecchi francesi, tedeschi e americani che hanno aperto alberghetti molto piccoli e negozi.


Conclusione: le due aree in testa alla classifica sono dunque Uvero Alto e Cabeza de Toro con un pensierino a Samanà.



3. Vediamo ora i tempi e metodi


Per affrontare il progetto ci sono alcune strade ma prima ancora di cominciare a percorrerle bisogna mettere insieme un certo numero di persone che abbiano lo stesso proposito.


a. si compera solo la telecamera e si parte mettendo in preventivo i tempi tecnici che sono stati calcolati e, una volta chiuso un accordo con un Hotel si va in Capitale e si ritorna con tutto il resto che serve (computer ecc.), si porta tutto nella casa che si è scelto e si comincia immediatamente a lavorare (la migliore Ditta in Capitale che vende computer è la “Samanel” e per la quale lavora un tecnico in informatica che è una meraviglia e risolve qualsiasi problema – si chiama Dimas).


b. non si compera niente e si va a dare un’occhiata, se l’ambiente piace allora si può cominciare a contattare gli Hotel dell’area scelta e se si chiude un accordo ci si fa comperare e mandare la telecamera da qualcuno in Italia, il resto si compera lì e appena si ha tutto si comincia.


c. si va solo in vacanza e si guarda il panorama, se piace si ritorna e si decide che cosa fare.


Insomma “se” fare e “come” non dipende da me, io posso solo spiegare come stanno le cose e dare dei consigli ma il campo di battaglia è lì e non qui.


 

Ciao. Roberto

 

repubblica dominicana



 
















 










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