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MAROCCO: OPPORTUNITÀ E PROSPETTIVE

20/8/2013



Il Marocco? Due leggi, tre monete. Un grande suk. Un Paese, in cui, spesso, a dettare le regole sono parvenus, persone che si sono arricchite all’improvviso e senza studiare. Che non sanno cosa significhi rispettare il prossimo. Perché guidate solo dal fiuto per il business.

Ad affermarlo è Rocco, uno che, forse, ha il dente avvelenato, e che per questo aggiunge: “Vivere qui non è semplice. I marocchini sono persone invidiose, opportuniste. Sembrano ospitali, ma quando ti coccolano troppo, cercano qualcosa. Sono falsi. E le donne non sono diverse. Ovvio, ci sono le eccezioni. E tutto questo succede perché circolano tanti soldi. Ma vado avanti e la mia è una sfida. Non permetterò mai ad un marocchino di calpestare la dignità di un italiano”.

Trentanove anni, potentino, ma vissuto sempre a Piacenza, è in Africa da cinque anni. Nel 2005 la società italiana di mangimi per cui lavorava, e che all’epoca aveva un socio in Marocco, decide di mandarlo a Rabat, la capitale, per seguire più da vicino l’arrivo di animali dall’Europa.

Rabat Marocco

Un’esperienza chiusa - afferma- che mi ha permesso di capire come sono fatti molti marocchini. C’è da stare sempre sul chi vive con loro, attratti spesso solo dai soldi”.

Con la società di mangimi Paciello è rimasto sino al 2008. Oggi è nell’import export oltreché di alimenti per animali, di prodotti per il riscaldamento, molto richiesti da quando anche nel Paese africano fa freddo. La sera in inverno la temperatura scende a sette gradi.

Il nostro connazionale fa anche il consulente di imprenditori, che vogliano investire in Marocco.

Moschea di Casablanca Marocco

Ho deciso di avviare quest’altra attività- spiega- perché remunerativa. Il Paese sta letteralmente esplodendo. E’ in fase di crescita e le richieste di aiuto da parte di investitori stranieri si moltiplicano. Per giunta, non devi più associarti a partners locali per costituire una società come imponeva una legge marocchina del 2005. Le possibilità di sviluppo sono ora tante e lo saranno ancora di più fra cinque anni. Perché? Merito di due mega progetti, voluti e portati avanti da Mohammed VI, re del Marocco (figlio di Hassan II), che guida il Paese in modo lungimirante”. Paciello allude al porto commerciale di Tangeri Med, il più grande d’Africa, in linea di mare a 36 ore dall’Italia e a 40 minuti dalla Spagna. “Una grande opera- spiega- che diventerà un punto di riferimento del Maghreb, una sorta di Unione europea dell’Africa che mette insieme cinque Stati del Nord: Libia, Tunisia, Marocco, Algeria, Mauritania. Tutto quello che sarà commerciabile via nave, passerà dal porto di Tangeri, che è quasi ultimato”.

E poi, sempre il monarca ereditario, sta facendo costruire il più grande aeroporto d’Africa, su quattro mila ettari di terreno.

Ma chi c’è dietro il re e chi sta facendo muovere l’economia africana? A sentire il consulente, la più grande società immobiliare d’Africa, che ha costruito il più grande grattacielo di Dubai e che fa capo ad uno dei più ricchi sceicchi del mondo. “Quello, per intenderci- chiarisce- che ha preso in concessione per 99 anni le coste africane con l’obiettivo di realizzare Marina Rabat. Tanti hotels vicino la capitale”.

Marina di Rabat

E non è tutto. A gennaio scorso il Marocco ha sottoscritto con l’America e l’Europa un trattato di libero scambio. Per cui questo Paese diventerà zona franca. Insomma, lo Stato africano sta vivendo un momento d’oro che, secondo Paciello, toccherà l’apice nel 2015.

Purtroppo - fa capire- i marocchini sembrano impreparati a gestire una ricchezza che cresce a ritmi cosi veloci. E il dio denaro molte volte schiaccia la religione, che è limitante solo quando fa comodo”.

Dunque, le prospettive sono rosee per questo Paese, in cui ci sono ancora tre classi sociali: i ricchi, cioè gli ex generali, ex parlamentari ed ex ministri che prendono le decisioni con il monarca, la classe media, costituita dagli impiegati, e i poveri, un venti per cento.

Agadir

E si vive bene- sottolinea- La qualità della vita è medio alta. Se lo stipendio minimo è 1800 diram (un euro corrisponde a dieci diram), per una vita dignitosa bastano 4000 diram”. Certo, bisogna stare attenti nelle città di mare. Lì, c’è microcriminalità, ma per Paciello, ben gestita.

Consigli a chi intenda venire in Marocco? “Beh- risponde- è bene buttarsi nell’edilizia, ma anche nel settore del divertimento, che non è proprio vergine. Le notti di Casablanca non temono il confronto con quelle di Roma e Milano. Anzi! E poi vivere vicino Rabat, cuore del commercio, che dista 90 chilometri da Casablanca, 200 da Tangeri, 250 da Marrakech, 180 da Fes. Se vivi vicino la capitale e investi nel commercio riesci a ridurre i costi dei trasporti”.

Altri consigli? “Non confondere i sentimenti con gli affari- conclude- a me è successo e dopo cinque anni ho divorziato. In ogni caso ci sono donne serie, magari non velate, madri di famiglia. Altre che, affascinate dal proibito, sfidano la legge ed escono con gli uomini, altre ancora che a Marrakech, Agadir, Rabat esibiscono la propria sensualità per strada. Alla luce del sole. Una grande contraddizione. E attenzione al bonjour, ca va. E’ una trappola”.

Intervista a cura di Cinzia Ficco

Rocco Paciello

 









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