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Post - viking117

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Ho mollato tutto e sono felice / Re: Nuovi orizzonti o FUGA ?
« il: 16 Aprile 2007, 18:51:31 »
Volevo ringraziarvi per le risposte che avete dato al mio post, come immaginavo altra gente la pensa come me e molte delle cose che avete detto mi hanno fatto rilfettere......sono propio daccordo nulla avviene per caso, io credo fortemente nella reincarnazione e credo che se ora siamo quì è solo per poter superare delle prove che non siamo riusciti a portare a termine in vite precedenti.
E' indubbio che viaggiare (da veri viaggiatori.....il mordi e fuggi non serve a nessuno) è la più grande possibilità di accrescere la nostra capacità di comprendere e comprendendo si riesce a crescere e a convivere meglio con tutte quelle persone che si fà fatica a capire.
Attualmente la mia sfida più grande è riuscire a non giudicare gli altri, neppure quando le loro scelte risultano diametralmente opposte alle mie, madre teresa ci ha dato un sacco di insegnamenti ma se dovessi sceglierne uno su tutti mi piacerebbe ricordale una sua frase......"Se perdi tempo a giudicare gli altri non ne avrai più per poterli amare" credo che questa sia una sintesi perfetta di ciò che dovremmo fare.
Stò parlando di un sano egoismo quello che ti porta a fare le tue scelte in base alle tue esigenze personali senza preconcetti o induzioni esterne e che allo stesso modo ti dovrebbe portare a capire che anche gli altri fanno le loro sacrosante ed incontestabili scelte.
Se mai riusciremo a capire questo allora forse per noi ci sarà la speranza di poter vivere liberamente la nostra vità e tutte le possbilità di crescita che quotidianamente riceviamo.
Per finire vorrei aggiungere una banalità che però è fondamentale ribadire se fossimo veramente arrivati alla crescita spirituale necessaria per lasciare questo "inferno", che ostinatamente ci sforziamo di chiamare civiltà, allora potremmo essere felici in qualsiasi punto, anche il più alienante, del mondo e nulla riuscirebbe a tangere il nostro ego semplicemente per il fatto che l'ego stesso non esisterebbe più.
Come in tutte le cose viaggiare o vivere altrove è una grandissima opportunità ma non è la soluzione a tutti i nostri umani limiti perchè quelli ci raggiungeranno ovunque andremo......

Ciaoooo  ;D

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Caro Free,

ho letto la tua domanda e cercherò di risponderti attraverso la mia esperienza personale.  La mia avventura come imprenditore è nata circa 8 anni fa ed ora che di anni ne ho 32 ho capito che nella mia vita ho sempre fatto le cose anticipando i tempi che la nostra società giudica tempi canonici.
Mi sono sposato presto, sono diventato padre per la prima volta a 22 anni e per la seconda a 29 penso che questo dipenda esclusivamente dal mio carattere e probabilmente dal fatto di aver trovato le condizioni ed il momento per farlo.
Ti faccio questa premessa per farti capire che adesso dopo quasi 10 anni di attività la mia azienda fattura penso un decimo dei fatturati che tu consideri da aziende "piccole" e questo non mi crea nessun tipo di problema.
Faccio questo lavoro con amore e dedizione ed ho capito che il motivo principale che mi ha spinto a lasciare un posto di vice direttore degli acquisti del più grande gruppo Italiano del settore del legno era l'incontenibile necessità di sentirmi libero.
Libero di construire ma anche libero di distruggere, di fare bene o di sbagliare il resto è relativo.
Credo che la domanda che ti dovresti fare è questa, lo faccio per sentirmi libero o lo faccio per fare i soldi ?
Se lo fai per sentirti libero allora puoi farlo da domani mattina (quando lo ho fatto io avevo una moglie disoccupata ed una figlia nata da poco e non era sicuramente il momento per certi colpi di testa) se invece lo fai per i soldi allora prepara bene la cosa e preparati ad essere squalo e spietato perchè al giorno d'oggi se non lo sei difficilmente arrivi ai fatturati che hai riportato nella tua mail.
Come già ti ho detto io mi sento felice e realizzato, lavoro più di quando ero dipendente ma sempre con il sorriso, ho un lavoro che mi gratifica e mi permette di trascorrere parte della mia vita all'estero, quando all'estero mi chiamano businnessman la cosa mi fa inorridire.....non credo di essere un imprenditore come la gente se lo immagina fatta eccezzione per la capacità di decidere in fretta.
Anche di questo devi tener conto ci sono persone che fin che rischiano con i soldi degli altri sono dei veri e propi maestri ma quando li metti a "giocare" con il loro soldi allora esitano, sono indecisi e fanno dei veri e propi casini.
Tu dici che sono 13 anni che sei dipendente un periodo un po' lunghetto per non essere già diventato un non dipendente, chiediti che cosa ti ferma, è veramente il mutuo o il fatto che magari il rischio non è uno degli ingredienti della tua vita ?
Ci sono persone nate per essere dirette ed altre nate per dirigere e questo non determina in nessun modo la qualità dell'individuo, la differenza stà semplicemente nel fatto che probabilmente le prime tendono a relativizzare tutto e considerano un possibile crack o insuccesso come posso dire........una semplice mancaza di liquidità per le seconde invece può diventare una totale rovina da cui non riprendersi mai più.
Penso di averti tediato a sufficenza con i miei discorsi pseudo filosofici spero con tutto il cuore che tu riesca a prendere la decisione più giusta per te e per la tua famiglia e ti auguro un radioso futuro ! ;D

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Ho mollato tutto e sono felice / Nuovi orizzonti o FUGA ?
« il: 30 Marzo 2007, 16:28:23 »
Cari Amici,

vi scrivo dopo aver appreso con entusiasmo la nascita di questo nuovo sito. Dopo aver visionato le diverse storie di persone che un giorno hanno deciso di mollare tutto una domanda è insistentemente tornata a farmi visita, non è che più che la voglia di scoprire nuovi orizzonti la molla che spinge queste persone (tra cui mi inserisco pure io) non sia più una voglia di fuga dal "vecchio".
Me lo sono chiesto perchè dopo avere incontrato diverse persone in giro per il mondo e dopo aver catalizzato decine di storie (molto simili) ho capito che più forte della voglia di scoprire sembra essere la voglia di lasciare un paese, l'Italia, nel quale le persone fanno sempre più fatica ad esprimere se stessi.
Così mi sono chiesto ma è possibile che la nostra cara Italia, tanto amata e tanto denigrata, sia essa stessa il primo motivo di insoddisfazione per chi sente questo bisogno di "levare le tende" ?
In effetti se ragioniamo a freddo possiamo subito capire che vivere in quest'europa in cui tizi che opulentemente siedono su poltrone dorate nei pressi di ogni capitale vorrebbero, tra un coca party e l'altro, programmare una vita a prova di errore sicuramente non aiuta il singolo individuo a sentirsi libero.
Personalmente l'unica cosa che mi manca veramente del mio paese quando sono all'estero è il cibo, VERO la cucina italiana e' la migliore al mondo e questo è un dato di fatto, un'altro dato di fatto è che tale capacità culinaria è insita nei nostri geni tanto quanto può esserlo per i Tedeschi fare la birra o per gli Americani fare film !
Al contrario le cose che NON mi mancano del mio paese quando sono all'estero sono tantissime, se dovessi però dirne una su tutte sceglierei l'esasperazione del senso estetico.
In Italia più che in altri paesi europei non conta come sei ma come gli altri ti vedono, su questo stesso concetto si possono sviluppare 1.000.000 di argomenti come ad esempio l'ignoranza e la moda oppure l'ignoranza e la macchina ed ancora l'ignoranza ed un paio di occhiali di gucci !
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, la differenza è sottile ma abissale un conto è andarsene perchè si vogliono vivere nuove esperienze ed un'altro è farlo perchè quando ti alzi la mattina il primo pensiero che nasce è "che schifo..." 

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